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martedì 22 maggio 2012

Antonello Perillo: “Insisto nel dire che De Laurentiis vuole Insigne e Verratti subito in azzurro”

Ribadisco quanto ho già scritto: il Napoli sta provando ad acquistare Verratti, così come altri giovani talenti, tra i quali, in cima alla lista, ci sono Ogbonna, Capuano e Gabbiadini. Il desiderio del presidente De Laurentiis è di “portare una ventata fresca”, aggiungendo stelle ventenni ad un organico che già ha dimostrato di essere in grado di lottare ad alti livelli. Il patron vorrebbe portare sia Insigne che Verratti subito in azzurro. Il nome di Verratti, dopo essere stato anticipato da Azzurrissimo, da oggi circola anche sui principali quotidiani dopo essere stato dato quasi per ufficiale alla Juve. La Gazzetta, ad esempio, parla di un inserimento del Napoli, che sarebbe pronto a lasciare sia Verratti che Insigne un altro anno a Pescara. Quella di non portare subito i due giocatori del Pescara in azzurro, per quanto ne so, sarebbe l’ipotesi B, ovvero quella alla quale il Napoli proverebbe a ricorrere solo se si dovesse decidere di modificare i piani di mercato. De Laurentiis è ovviamente anche pronto ad investire per l’acquisto di almeno un difensore e un esterno sinistro di spessore: i nomi più graditi sono quelli dei due napoletani in Russia, Bocchetti e Criscito. Molto dipenderà dal confronto con Mazzarri, in programma nelle prossime ore, per fare il punto sulle nuove strategie di mercato. Se le idee del mister dovessero collimare con quelle di De Laurentiis potremmo anche avere notizia di un rinnovo del contratto del tecnico. In caso contrario non si può escludere qualche novità clamorosa. Alla fine credo che sarà sempre il tecnico di San Vincenzo a guidare gli azzurri verso nuovi successi.

Antonello Perillo
========= ECCO QUANTO PUBBLICA OGGI LA GAZZETTA DELLO SPORT

Anche il Napoli s’è fiondato su Verratti. Il presidente De Laurentis, proprietario di Insigne, ha chiesto al collega Sebastiani, il play della mediana di Zeman. Nel prossimo Cda del Pescara, la questione mercato occuperà uno spazio importante. La proposta del Napoli apre nuovi scenari: De Laurentiis è disposto a pagare la metà di Verratti 5 milioni, ponendosi in concorrenza con la Juventus. Lo lascerebbe un anno in prestito sull’Adriatico e stesso trattamento riserverebbe al suo Insigne che avrebbe, così, tempo e modo di vivere il debutto in A nella bambagia della provincia. Nell’operazione, il Napoli ha chiesto anche Capuano ed è pronto a prestare a Zeman quei giocatori di sua proprietà utili a completare i tasselli del club abruzzese. Il cileno Vargas è in pole position.

Idea. Da Pescara confermano, in toto. «Col Napoli abbiamo parlato, anche di varie altre soluzioni. Di fronte ad una maggiore offerta in denaro non potremmo che tenerne conto. Potete giurarci che, con De Laurentiis, qualche giocatore ce lo scambieremo» scommette Sebastiani. L’idea è intrigante, accontenterebbe tutti: Insigne, che preferirebbe rimanere un anno ancora dov’è. Verratti, che non ha nemmeno avuto il tempo di fare il primo salto di gioia, a Genova, dopo aver conquistato la A che è subito corso dal presidente a chiedergli un regalo: «La prego, mi faccia rimanere nella mia città, almeno un anno ancora». Zeman, così, non vedrebbe il suo ultimo capolavoro stravolto dalle «intemperie» delle trattative: ipotesi che non gli dispiacerebbe proprio. Ma le insidie non mancano: l’Inter, per esempio, s’è fatta avanti insieme al Genoa, per prendere il gioiellino in tandem. E ci riproverà.

La Juventus. Ma, per tutti, c’è da superare lo scoglio più duro: l’intesa che la Juventus ha già col manager di Verratti e la voglia del giocatore, anche se ieri ha un po’ frenato, di preferire il club bianconero in caso di cessione. La Juve è pronta a due mosse: offrire al Pescara la stessa cifra che il Napoli ha paventato e, in più, permettere a Zeman di avere ancora un torneo ai suoi ordini Immobile come punta centrale (il club di Torino ne è comproprietario col Genoa).

Verratti docet. Strategie, intese, trame e trattative, non tolgono certo il sorriso ai tre gioiellini del Pescara. Ieri, appena svegli dopo una notte di baldoria, si sono ritrovati nella sede della finanziaria del presidente Sebastiani. Verratti parla chiaro. «Già sogno la prima giornata della prossima A con la maglia del Pescara, vorrei il torneo iniziasse domani. La Juventus mi vorrebbe subito, vice Pirlo? Tanta stima da uno dei migliori club al mondo mi fa capire che ho fatto bene fino ad adesso, quanto all’eredità di Andrea sarei felice di vincere la metà. Devo migliorare molto: in fase difensiva, devo tirare più da fuori area e altre cose. Tra Napoli e Juventus? Vorrei rimanere a Pescara per crescere ancora, nelle grandi città sono esigenti e il debutto in A diventa difficile. Un esempio? lessi, tempo fa, di critiche a Inler che comunque ha fatto una grande stagione. Si chiede tutto e subito, a Pescara invece ho la fiducia della società e di Zeman». Insigne esprime stesso concetto, non è un «core ‘ngrato». «Amo il Napoli da sempre, ma se devo tornare e avere la strada sbarrata da due giocatori fortissimi, più esperti e forti, perderei la possibilità di giocarmi le mie carte e un debutto in A graduale, continuo. Sono cambiato mentalmente, fisicamente e professionalmente dal ragazzo che fece il ritiro a Folgaria nel 2010. E la prima esperienza lontano casa mi ha fatto crescere, oltre ai metodi di Zeman. Nessuno come lui ti insegna i segreti dell’attacco». Immobile, invece, è disincantato su un suo futuro alla Juventus. «Se dovessi andare via, valutando le scelte fatte sul mio cartellino e la loro politica dei top player, mi sentirei di scommettere su un futuro genoano. Ma la prossima maglia che indosserò sarà quella dell’Under 21: non mi dispiacerebbe fare bene anche lì, dopo l’annata col Pescara». (fonte Gazzetta)

martedì 24 aprile 2012

De Laurentiis a Radio Marte: “Cavani rimarrà, Lavezzi potrebbe esercitare la clausola. Bigon e’ squisito e preparato, Fassone se ne va, Lo Monaco non verra’ a Napoli”

Aurelio De Laurentiis è l’ospite speciale di Notte Azzurra. Il presidente del Napoli interviene dalla Cina: “Ieri notte c’è stata l’apertura del secondo festival di Pechino. E’ stato bello incontrare i registi più importanti della Cina. Questo paese mi ha molto sorpreso. Pechino è incredibile, è una realtà proiettata nel futuro, i cinesi si sono superati. Sono andato allo stadio di Pechino, ho visto lo stadio della Supercoppa, speriamo di esserci. Sto mettendo in piedi un torneo estivo per affrontare il Real Madrid, il Manchester United e forse il Paris Saint Germain. Vorrei organizzare delle partite in Cina”.

De Laurentiis ha visto Napoli-Novara dalla Cina: “Ho usato il computer, non è stato facile. Non ero in diretta, ero in ritardo di mezz’ora. Abbiamo passato la notte in bianco con grande piacere. Ora stiamo tranquilli, ha ragione Mazzarri. Non possiamo esaltarci e deprimerci nel giro di poco. Stiamo vicino al Napoli. Faremo grandi cose nel tempo, abbiamo dimostrato il nostro amore e il nostro impegno e continueremo a farlo. Le due trasferte consecutive? Non sono facili, ma c’è chi sta peggio di noi. E’ un campionato che dimostra grande agonismo, il calcio sta cambiando e lo faremo. Questo prodotto non funziona. Per quanto riguarda il Napoli, stiamo seminando. Lo faremo quest’estate con il mercato e poi continueremo, l’obiettivo è una squadra vincente e competitiva nel rispetto del fair play”.

Commento sulle dichiarazioni di Cavani: “Sono tutti ‘uaglioni’. Cavani è un bravissimo ragazzo e rimarrà a Napoli come tutti quelli che vogliono restare. Poi magari c’è qualcuno che vuole andare via e vedremo se ci sono le condizioni. Dobbiamo anche preparare il terreno per le new entry. Hamsik, invece, ha rinnovato: avevamo rinnovato su un pezzettino di carta a novembre, poi abbiamo fatto decantare quella firma per scrivere il contratto regolato. L’altro giorno abbiamo annunciato un matrimonio che già esisteva. Dico ai tifosi di stare tranquilli. Avremo un futuro sempre più radioso. Lavezzi? La clausola rescissoria esiste nel contratto inserite per volontà di chi si fa acquistare. Se l’ha voluta a suo tempo, prima o poi la eserciterà: bisogna capire se ci saranno club disposti a investire quei soldi. Se lui accetterà, vorrà dire che il suo ciclo con il Napoli è finito. Noi non tratterremo nessuno, il Pocho sta nel mio cuore, però se lui crede che questa non sia la sua casa, lo lasceremo andare”.

Lo Monaco ha lasciato il Catania: “Bigon fa parte del progetto e lo farà ancora finché non si comporterà in maniera non gradita al sottoscritto. E’ una persona squisita e preparata. Stimo moltissimo Lo Monaco, è simpatico, ha esperienza, ha lasciato il Catania perché aveva un’altra destinazione. E’ stata un’ipotesi dei media un passaggio al Napoli. L’unica persona che lascerà il Napoli è Marco Fassone: tornerà nella sua casa di Torino, credo che abbia già un’altra destinazione. Con l’arrivo di Saracino nei mesi scorsi, non ho bisogno di un direttore generale. Mi interessano i direttori di sezione, è fondamentale suddividere il lavoro. Ognuno deve avere il proprio ambito. I fatti di Marassi? Non ho vissuto la situazione, quindi non saprei cosa dire. Mi dispiace per il Genoa: le nostre tifoserie sono gemellate. Auguro a Preziosi di risolvere al più presto questo momento di crisi”. (fonte Tuttonapoli)

venerdì 23 marzo 2012

Riecco il DeLa: «E chi lo dice che la finale si giocherà a Roma? Decideremo io e Agnelli. E i prezzi non sono stati ancora decisi»

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, è intervenuto nel corso della trasmissione radiofonica Marte Sport Live, parlando della prossima finale di coppa Italia contro la Juventus. Il patron azzurro ha ricordato le emozioni legati alle sfide contro i bianconeri nel corso della sua gestione: “Sono anni, dai tempi della Serie C, che il Napoli attrae l’attenzione dei media quando sfida la Vecchia Signora. Ricordo quando il Napoli vinse il trofeo Birra Moretti, salutai Moggi negli spogliatoi. Abbiamo sempre giocato grandi partite contro la Juventus, anche quando ci sfidammo in serie B. Dal ritorno nella massima serie, le gare contro i bianconeri sono stati occasioni per vivere grandi nottate di calcio. Nell’ultimo precedente contro la Juventus, se Hamsik non avesse sbagliato il rigore, avremmo vinto. Non ho comunque recriminazioni circa quella partita”.

STADIO DELLA FINALE - Pareva sicuro che lo stadio della finale di coppa Italia sarebbe stato l’Olimpico di Roma, De Laurentiis, a sorpresa, ha avanzato l’ipotesi che la partita possa essere disputata altrove: “Non è detto che sarà l’Olimpico lo stadio della finale, pare abbia pochi posti per ospitare l’evento. La gara si potrebbe giocare anche a Milano, Parigi o Londra. Decideremo io e Agnelli dove si terrà la finale, non siamo le marionette di nessuno: pretendiamo garanzie adatte circa l’impostazione dell’evento”.

VENDITA BIGLIETTI - Il presidente azzurro ha dichiarato che non è stato deciso nulla circa la vendita dei biglietti per la finale: “Il Napoli informerà i propri sportivi circa le date in cui verranno commercializzati i tagliandi, per il momento non si sa nulla. E’ stata avanzata l’ipotesi di iniziare la vendita ai primi di aprile ma io credo che i tifosi potranno acquistare i biglietti dal 10 maggio in poi. Invito i nostri supporters a non acquistare biglietti su internet: si tratta di truffe, non si facciano imbrogliare. Ho letto che i giornali hanno anche pubblicato il prezzo dei tagliandi: non è vero niente, non sono stati ancora decisi”.

TESSERA DEL TIFOSO - Esiste l’ipotesi che possa essere necessario il possesso della tessera del tifoso per poter acquistare un biglietto per la finale, De Laurentiis invita tutti i tifosi a sottoscriverla: “Gli organi di Polizia potrebbero anche decidere di circoscrivere l’accesso ai soli possessori della tessera del tifoso. Attualmente, Napoli e Juventus contano 150.000 tifosi tesserati. Invito i tifosi a sottoscrivere la tessera, è un merito possederla. Ad ogni modo, io non sono d’accordo riguardo il concetto di tessera del tifoso anche perchè non si è mai capito bene a cosa serva”.

CODE PER IL CHELSEA - Il presidente del Napoli è anche tornato sui disguidi che hanno vissuto i tifosi del Napoli in occasione della vendita dei biglietti per la gara di ritorno degli ottavi di Champions League a Londra contro il Chelsea: “E’ ovvio che con soli 1700 biglietti disponibili ci siano stati dei disguidi. Le norme UEFA sulla biglietteria non funzionano”.

SOGNO SUPERCOPPA - Vincere la coppa Italia significherebbe qualificarsi per la Supercoppa Italiana che si disputerà ad agosto in Cina, allo stadio Olimpico di Pechino. De Laurentiis sogna di poter vedere il Napoli esibirsi nella megalopoli asiatica: “La Supercoppa è il vero trofeo per me, sarebbe stupendo giocare a Pechino. Sarebbe una celebrazione straordinaria del calcio Napoli”.

OBIETTIVO CHAMPIONS - La crescita del Napoli passa dal ritorno in Champions League, De Laurentiis vuole un Napoli vincente in campionato, già dalla prossima partita contro il Catania:“L’approdo alla finale di coppa Italia ci permette di considerarci qualificati all’Europa League, nella pratica. Noi però puntiamo alla Champions League. Contro il Catania sarà dura, gli etnei sono la migliore squadra del 2012 assieme a noi e al Milan”.
(areanapoli.it)

martedì 21 febbraio 2012

NAPOLI-CHELSEA. A confronto due club dalle gestioni finanziarie opposte

Alla fine saranno solo undici contro undici, ma la descrizione della battaglia riferisce di archi e frecce da una parte e di sofisticate armi di distruzione di massa dall’altra. Esito paradossalmente imprevedibile, questo è il bello del calcio. Nessuno, cioè, potrebbe scandalizzarsi se il Napoli facesse fuori il Chelsea, che pure fattura il doppio e spende quasi il quadruplo in stipendi. Pensate che spot per il fair play di Platini: gli azzurri che fanno a pezzi uno dopo l’altro (nella fase a gruppi è toccato al City) i giocattoli dei nuovi ricchi che spendono e spandono senza curarsi di tenere i conti in equilibrio.
Lussi Roman Abramovich, l’oligarca russo che Forbes indica come il 53o uomo più ricco del mondo con 13,4 miliardi di dollari di patrimonio, non è dissennato come nei primi anni londinesi. Si è messo in testa di costruire uno stadio più grande e confortevole dello Stamford Bridge, ha iniziato a ridurre le uscite abbassando il monte-stipendi che nell’ultimo bilancio, relativo alla stagione 2010-11, è sceso del 3%. E magari calerà ancora se, dopo Anelka e Alex, andranno via pure Drogba, Kalou, Malouda. Ma non più tardi di tredici mesi fa sborsò 58 milioni di euro per Torres. E a giugno mise sul piatto 14,5 milioni per convincere il Porto a lasciare partire Villas Boas. Compresa la buonuscita di Ancelotti, l’ultimo, ennesimo valzer sulla panchina è costato qualcosa come 31 milioni. Proprio questi costi straordinari, veri e propri raptus da billionaire, hanno vanificato la crescita del fatturato dell’8% e i già citati risparmi consegnando agli archivi un bilancio più o meno in linea con i bagni di sangue degli ultimi anni: nel 2010-11 il deficit è stato di 75 milioni.
Risparmi Mentre Abramovich si divertiva a fare e disfare, Aurelio De Laurentiis applicava un principio semplice semplice: mai spendere più di quanto si incassa. E faceva aguzzare l’ingegno ai suoi collaboratori: Hamsik pagato 5,5 milioni, Lavezzi 5,8. E ancora: 1000 prodotti ufficiali in vendita on line, infischiandosene del tarocco imperante. Così il suo club ha festeggiato il quinto anno di fila di profitti. Guardate questa sfilza di numeri e capirete tutto. Napoli: +1,4 nel 2006-07, +11,9 nel 2007-08, +10,9 nel 2008-09, +0,3 nel 2009-10, +4,2 nel 2010-11. Chelsea: -111 nel 2006-07, -82,9 nel 2007-08, -52,1 nel 2008-09, -86,7 nel 2009-10, -75 nel 2010-11. Sono gli utili (Napoli) e le perdite (Chelsea) dei rispettivi libri contabili. Non deve sorprendere, allora, se il produttore un po’ istrionico ma decisamente arguto ha speso di tasca sua 16 milioni, mentre l’amico di Putin si è mangiato 900 milioni sotto forma di prestiti che via via sono stati convertiti a capitale. Stasera questo «spread» magari non si noterà. (fonte Gazzetta)

lunedì 20 febbraio 2012

De Laurentiis suona la carica: “A Firenze i ragazzi sembravano leoni. E ora avremo il San Paolo più… San Gennaro”

Il Cielo è sempre più blues: e mentre sfilano i titoli di testa, c’è un viaggio (sur)reale da affrontare con quell’otto volante decollato nell’agosto nel 2004 e ora in giro tra le stelle dell’Europa che conta. La notte è fatta per sognare e però stavolta, lasciandosi cullare nella dolce vita di una Napoli da amare, i flash della memoria di Aurelio De Laurentiis illuminano il tragitto meraviglioso intrapreso in quell’estate rovente, (ri)partendo dagli anfratti d’un mondo che invece, ora, risplende d’un azzurro da specchiarsi dentro. 21.02.12: Napoli è lì che brilla.

De Laurentiis, come si vive dentro una favola?
«Ma io sono stato immerso da questa città fantastica in scene che sembravano strappate da un film di Eduardo e dunque mi ritengo abituato a certe sensazioni. Però condivido: siamo all’appuntamento con una partita storica».

Sarà ripetitivo, ma voltarsi aiuta a capire.
«Il mio Napoli è figlio d’un foglio di carta, ciò che mi venne consegnato in Tribunale quando andai a rilevarlo dalla Fallimentare. Ma tutto ciò ch’è stato, mi piace sottolinearlo, è merito di chiunque abbia attraversato questo club però è principalmente di tifosi inimitabili, la nostra vera forza. Ogni gioia è loro».

E’ una nottata di emozioni: tanto per parafrasare ancora Eduardo, da non far passare mai.
«Ripenso sempre al percorso del Napoli, a queste otto stagioni fantastiche. Io ho ricevuto tanto e sono grato a questo popolo che non ci ha mai fatto mancare la possibilità di sentirci gratificati. Eravamo nulla, siamo tra le prime sedici squadre in Champions, che poi vuol quasi dire del mondo…».

Revival, se riesce…
«C’è tutto scandito nella memoria. Da agosto 2004, a Castelcapuano, alla prima stagione in C, con la sconfitta nel derby di Avellino, quando al risveglio dovetti scuotere Reja. E poi quel biennio con sessantamila spettatori, nonostante fossimo in terza serie. E il titolo de Le figaro: la regina d’Europa. Abbiamo fatto in fretta e questo penso sia il dato che meriti maggior risalto: perché approdare qua, in così breve tempo, sa di miracolo, e invece è programmazione».

La data simbolo è il 21 febbraio 2012?
«Questo è l’Evento, vero. Ma perché far torto alle piccole-grandi affermazioni, a quel fiume di uomini, donne e bambini, al rientro da Marassi, dopo la promozione in serie A, che ci ha accolto per le strada. Eravamo sul pullman, c’era gente che si svegliava, in pigiama, si affacciava dal balcone e ci festeggiava. Siamo entrati nelle case della gente, mischiando la felicità nostra alla loro. Una pellicola meravigliosa, fu quasi come vincere uno scudetto».

Cosa significa giocarsi la possibilità di arrivare a un quarto di finale?
«Dare spessore a questa scalata imperiosa, il Napoli ha segnato a modo suo un’epoca: quando eravamo tra i cadetti, con la Juventus e il Genoa, è stato modificato il rapporto di forza televisiva tra A e B, perché la gente si divideva. E noi abbiamo contribuito a ciò».

Il futuro spalancato riconduce al passato.
«C’è stato un Napoli grandissimo, quello dei trionfi, quello indimenticabile di Maradona, quello di Careca e Giordano: è un fulgido esempio d’un periodo da conservare gelosamente. Lo teniamo lì, senza aver la pretesa di far paragoni o accostamenti. Noi abbiamo il dovere di ricordare chi siamo, quando siamo venuti al mondo e come: e orgogliosamente ci godiamo quel che stiamo costruendo, nel solco di un’eredità gloriosa».

Agosto 2011: ricorda anche quello?
«Eravamo a Montecarlo, dalle urne venne fuori un abbinamento che spinse ad una definizione immaginifica assai aderente alla realtà: il girone della morte. Mi venne spontaneo, invece, scovare il lato positivo del sorteggio: ma quando avremmo avuto la possibilità di sfidare, tutte assieme, il Bayern, il Villarreal, il Manchester City?».

Tanti capitoli, varie svolte…
«Ora sembra un dettaglio, ma la qualificazione in Intertoto ha sottolineato che stavamo diventando grandi. Ed è accaduto appena quattro anni dopo la nostra rinascita. Ma poi mica possiamo dimenticare il giorno in cui abbiamo raddrizzato la barra, riparando ad una situazione divenuta delicata, e con Mazzarri ci siamo ritrovati prima in Europa League e poi terzi e in Champions. Soddisfazioni che rimangono».

Complimenti per il passaggio al turno, ma sembrava una forzatura quella tentazione-Champions.
«Mi ritengo baciato dalla fortuna, per avere queste opportunità. Ci hanno aiutato a maturare ulteriormente. Eravamo già il Napoli invitato al Gamper. Tutto serve per sviluppare autostima e conoscenze internazionali».

E ora, tra una fantasia e l’altra, c’è chi si lascia andare….
«Inutile perder tempo, stavolta non faccio pronostici, né mi sbilancio: mi lego solidamente alla mia superstizione e lascio che parlino gli altri».

Sfidate una delle squadre più nobili del panorama internazionale, però in crisi…
«Lo diceva qualcuno anche del mio Napoli, sino a venerdì mattina: ma a Firenze abbiamo giocato una partita strepitosa, bellissima, un piacere per gli occhi, sembravamo leoni. E domani sera, quelli saremo. Ma il Chelsea ha talenti autentici e di esperienza, può riprendersi all’improvviso: no, non ci casco….».

Avrete, probabilmente, almeno un vantaggio…
«Ne abbiamo due, in verità, e gli inglesi non ne sono particolarmente consapevoli: il nostro dodicesimo uomo in campo è il tifoso, ognuno di loro e per un totale di sessantamila; e poi c’è il tredicesimo: e quello è san Gennaro».

Gioca «sporco», adesso: il sacro e il profano…
«Pure nella cinematografia si scrutano queste immagini, che resistono per secoli. Noi abbiamo fede».

L’Uefa vigila sul San Paolo, siete a rischio squalifica se non vengono rispettati alcuni criteri di comportamento: niente petardi, scale e vie di fuga libere, vietato l’accesso al terzo anello ch’è chiuso.
«Dimostreremo chi siamo, perché questa è una città che ha nel suo codice genetico la signorilità. Ce l’ha nell’animo. E sapremo essere rigorosi, esportando il meglio della napoletanità. Non ho raccomandazioni particolari da fare, perché questo pubblico sa bene come bisogna comportarsi».

Raccomandazioni alla squadra, invece…?
«Una sola preghiera, di non andare a parlare con l’arbitro, di non rischiare ammonizioni gratuite. Capisco che pur di salvare un gol si possa andare incontro al pericolo, ma prendere un giallo per proteste no. C’è una sfida di ritorno, ricordiamocelo».

In questi giorni, la sua presenza al fianco dei calciatori è divenuta «incessante»…
«Volevo far sentire ai ragazzi l’affetto del club, del presidente, di una società che devono ritenere sempre al loro fianco. Io credo di conoscerli tutti e bene e so che abbiamo un gruppo di uomini straordinari, con valori e con rispetto per la liceità dei comportamenti. Era un periodo in cui la sorte non ci sosteneva, s’avvertiva qualche disagio: io sono il loro amico, ho qualche anno in più e forse anche un pizzico d’esperienza, volevo che capissero di poter contare su di me nel caso in cui avessero qualche problema».

Cosa crede che manchi a questo Napoli?
«Non alla squadra, ma all’ambiente: a volte ho l’impressione che qualche risultato negativo finisca per demoralizzare in maniera eccessiva. E invece il calcio questo è, si vince e si perde. Ma dalle sconfitte non bisogna farsi travolgere, perché altrimenti ci imbatteremmo in quell’indice di debolezza che va affrontata con carattere. Pure la vita propone fasi alterne e allora uno che fa, non reagisce?».

Una previsione non è proprio possibile strappargliela?
«Impossibile. Io spero che sia una gran bella partita. E, avanti tutta….».

Banalità di chiusura: ma non le viene da sognare che oltre il Chelsea si può andare…
«Ma lei pensa che io quando faccio un film pensi che possa andar male….?».

Corriere dello Sport

martedì 31 gennaio 2012

IL PUNTO SUL MERCATO. Santana va al Cesena. Il Napoli ufficializza Novothny


IL PUNTO SUL NAPOLI


Il Cesena non molla Mario Alberto Santana. La dirigenza romagnola attende l’ok del Napoli per la cessione in prestito dell’ex giocatore della Fiorentina.

L’agente Ulisse Savini fa il punto sul giovane difensore del Pescara Marco Capuano in esclusiva ai microfoni di Tuttomercatoweb.com: “Non si muove sino a giugno, importante ora rimagna a Pescara per maturazione totala. A giugno valuteremo il da farsi. Il Napoli lo segue dall’estate”.

Il dg del Pisa, Fabrizio Lucchesi, stamattina ha chiesto a Riccardo Bigon il giovane Jacopo Dezi. Pare che la risposta del d.s. azzurro sia stata negativa. Difficilmente il ragazzo si muoverà da Napoli. L’entourage del giocatore potrebbe accettare di rimanere , per permettere a Dezi di giocare l’imminente Torneo di Viareggio da protagonista.

Donadel sembra destinato a restare al Napoli fino a giugno. Poi si vedrà.

Sul fronte acquisti nessuna novità da parte del Napoli . Si chiude alle 19. Vedremo se Bigon regalerà un altro colpo.

Il Napoli ha respinto una richiesta del Catania per il trasferimento in Sicilia del secondo portiere Antonio Rosati.

Il Napoliha prelevato il 17enne attaccante Soma Novothny. L’ungherese si aggregherà alla Primavera in prestito per 6 mesi, ma l’operazione prevede il riscatto del giovane talento per i prossimi 5 anni. L’attaccante vanta 9 gol in 13 partite nell’attuale seconda serie ungherese con il Veszprem. (fonte Tuttomercatoweb.com)

Ore 18:55. Santana non va più al Cesena: saltato l’accordo.

Ore 19: Ultimissima: Santana va al Cesena!

PRINCIPALI OPERAZIONI DEGLI ALTRI CLUB


L’Inter, che già aveva preso in prestito Guarin, ha acquistato Palombo dalla Sampdoria e ha ceduto Thiago Motta al Psg.

Il Cesena ha preso Iaquinta dalla Juventus.

La Juventus ha presentato Padoin.

La Lazio sta provando a prendere in prestito Krasic dalla Juventus, mentre è saltata la pista Honda. Il club di Lotito sta addirittura pensando a Nilmar!

Il Genoa ha depositato in Lega Calcio il contratto relativo all’acquisto dal Porto a titolo temporaneo – con diritto di riscatto fissato intorno ai 5 milioni – del centrocampista offensivo argentino Fernando Daniel Belluschi.

L’attaccante del Milan, Filippo Inzaghi, ha rifiutato il trasferimento al Siena, preferendo restare in rossonero fino alla fine della stagione.

Il centrocampista della Roma, David Pizarro, è un nuovo giocatore del Manchester City. Il calciatore, volato alle 14 in Inghilterra con un volo privato, ha ricevuto l’ok per il permesso di soggiorno nonostante non abbia giocato il 75% delle partite della sua nazionale nel corso dell’ultimo anno. Si aspetta quindi l’ufficialità dei Citizens, che acquistano Pizarro in prestito secco.

La Lazio si è tirata fuori dalla corsa che porta ad Antonio Candreva del Cesena. Sul centrocampista dei romagnoli si fa sotto il Genoa che prova così a sbloccare la trattativa nelle ultime ore di mercato.

Tramite un comunicato presente sul sito web, l’Udinese ha ufficializzato l’acquisto a titolo temporaneo (prestito fino a giugno) di Michele Pazienza. Il centrocampista torna così in Friuli dopo sette anni.

L’Atalanta ha preso Cazzola dalla Juve Stabia.

Candreva passa alla Lazio, Del Nero va al Cesena.

Il Milan ha preso Muntari e il giovane brasiliano Lucas Roggia.

sabato 31 dicembre 2011

De Laurentiis: “E’ stato un anno emozionante. Nel 2012 innesteremo giovani di valore come Vargas”

Ormai non esistono aggettivi per definire la cavalcata del Napoli vissuta nell’anno che se ne va: straordinaria, sorprendente, stratosferica. Terzo posto in classifica, ritorno in Champions dopo ventuno anni, accesso agli Ottavi dopo aver superato un girone infernale. Ricordi dolci ed indimenticabili. Ci sarebbe tutto da conservare e di cui crogiolarsi. Ma la parola d’ordine di De Laurentiis rimane la stessa: «Programmare, continuare a crescere, guardare avanti». Il 2011 deve rappresentare solo uno splendido ciak di un sceneggiatura tutta da scrivere, questo il pensiero del patron. Investimenti sempre più mirati e lungimiranti. Individuato il regista e trattenuto gli attori migliori, ora si pensa a completare il mosaico. Senza mai perdere d’occhio quel bilancio che rappresenta il fiore all’occhiello del club. Vargas, il primo. Ed entro giugno chissà chi altro ancora. Un tassello per volta; un pezzo pregiato dietro l’altro per ultimare quel mosaico che già brilla di luce propria. De Laurentiis non ha fretta anche se le ambizioni sono forti. Il Napoli nel giro di qualche anno dovrà competere in tutti i sensi con le più rinomate potenze europee; dovrà attestarsi stabilmente in ambito internazionale; accrescere il proprio ranking in Italia ed all’estero. Ne ha le potenzialità. Viaggia con un timoniere illuminato cui non manca coraggio d’impresa. Si ritrova alle spalle una tifoseria impagabile che può contare su un seguito di oltre sei milioni di fan sparsi per il globo. Ecco perché sulla scia di quanto raccolto nell’anno che se ne va si può strizzare l’occhio al 2012 con giustificato ottimismo. Il gruppo affidato a Mazzarri ha margini di crescita, può riconquistare posizioni in campionato ed affrontare senza soggezione il Chelsea. Il Napoli potrebbe diventare un colossal, se anche il prossimo ciak sarà radioso come il precedente. Cin cin.
Presidente De Laurentiis, che anno è stato il 2011 per il Napoli?
«Un anno di grande crescita e di eccellenti risultati. Siamo arrivati terzi in campionato conquistando la partecipazione in Champions. Ciò non accadeva da ventuno anni. Abbiamo poi vissuto l’emozione di un sorteggio difficilissimo. Ce la siamo giocata e siamo andati negli Ottavi di finale contro il Chelsea. Mica male».
Quale il momento più esaltante della stagione?
«Quello dei due gol al Villarreal. L’impresa ritenuta da tutti impossibile, era riuscita. Il girone della morte era stato superato. Anche se di momenti belli ce ne sono stati tanti altri, come la rete del vantaggio diCavani all’Ethiad Stadium o la doppietta nella gare di ritorno sempre con il City».
Cosa si aspetta dal 2012?
«Mi aspetto di perfezionare sempre di più la squadra con innesti di giovani di valore come Vargas in modo tale che tutto l’organico possa crescere sempre di più attraverso un gioco spettacolare e divertente. Ma anche con un organico che non subisca psicologicamente l’avversario in modo tale da dominarlo e regalarci eccellenti risultati».
L’acquisto di Vargas presuppone l’apertura di una nuova fase progettuale del club?
«L’acquisto di Vargas non rappresenta nessuna nuova fase progettuale del club. Ho sempre voluto investire su giocatori capaci di realizzare dei gol: Lavezzi, Cavani, Pandev, Hamsik. E ora è il momento di Vargas che quest’anno ha realizzato un bel bottino di gol».
E’ stato complicato soffiarlo alla concorrenza? C’è un segreto da rivelare della trattativa?
«No, perché siamo arrivati per primi: aveva capito che Napoli è una ribalta unica e non se la voleva perdere».
Come giudica il lavoro di Mazzarri? Pensa che gradirà lo sforzo economico compiuto dalla società per il cileno e l’arricchimento del parco attaccanti?
«Mazzarri apprezza sempre gli sforzi della società. E’ un fantastico allenatore che sa valorizzare i calciatori. Con lui, chi non lo è ancora diventa campione da Champions e i campioni da Champions riescono a rendere e a brillare più che altrove. E’ un grosso motivatore. Con Vargas farà benissimo. Ricordate cosa ha fatto con Cavani? Ha più che raddoppiato il numero di gol. Con lui, Vargas farà numeri straordinari. E poi, dobbiamo ancora far crescere i Fernandez, i Britos, i Fideleff».
Ritiene possibile recuperare posizioni in campionato? Qual è l’obiettivo finale?
«E’ ancora tutto da vedere. E’ molto lungo e con i tre punti per vittoria è facile recuperare posizioni. Provare a stare tra i primi cinque posti, questo il nostro obiettivo ma tutto si capirà verso fine marzo».
Mercato di gennaio: resterete sempre vigili? Probabile qualche altra operazione?
«Ho sempre detto che il Napoli ha una finestra perennemente aperta sul mercato e che eventuali acquisti si realizzano anche per utilizzarli nella prossima stagione. Se esiste un vero affare, lo si fa anche lasciando il giocatore per il momento lì dov’è».
Alla luce del calcio scommesse, viene avvalorata la sua tesi di rivedere le regole, non crede?
«Sì, le regole vanno riviste. Bisogna creare un tavolo per stabilire ciò che funziona e ciò che non funziona. E quindi i correttivi da adottare. Andrebbe aperto subito questo tavolo e invitare anche rappresentanti del governo in modo da varare entro la fine di maggio una serie di novità che possano garantire trasparenza e liceità al gioco del calcio».
Quale futuro dobbiamo attenderci dal calcio italiano? Dove ci stiamo dirigendo a livello europeo?
«Anche in Europa dobbiamo cambiare le regole. Tutto sta cambiando e se non vogliamo affossare il calcio italiano e quello anche di altre nazioni urgono interventi urgenti. Ci sarà bisogno di cambiamenti epocali».
Cosa sente di augurare ai tifosi del Napoli? «Che il 2012 possa portare a tutti i napoletani altri eccellenti risultati sportivi e tanta serenità».

giovedì 22 dicembre 2011

Babbo Natale esiste, è…il mio Presidente!

Quando si ferma il calcio finisce sempre che la tua redazione di tifonapoli.it ti chieda un pezzo su come sia andato l’anno sportivo. La stesura è meno immediata del solito, ma assume dei valori umani che spesso collimano ai limiti del concetto di una sfera effettata. E io mi ritrovo qui, perso ad ondeggiare la mia mano contro la parete del soggiorno, da me imbiancata in liberi giorni di disoccupazione, mentre la replica di un 6-1 interagisce con ogni molecola della stessa stanza. Quei colori, quei goal meravigliosi, quelle finte, quelle parabole inaspettate di Walter e Camilo, sono trasmesse in ogni singola particella e arrivano in alta definizione fino a modificare tutto quello che mi circonda e tutto quello che sono e tutto quello che sente il mio cuore.
E finisce che suono il mustacciolo, alla replica di una della reti, come se fosse una piccola trombetta blu; e il divano cocozza diventa azzurro, Zuniga si sbianca e diventa Del Piero, l’immenso Dossena fa il panchinaro, l’albero di Natale diventa un palo della porta e io con un casco imito Gargano-Lampard rischiando di sfondare tutto.
Quella sete di vittoria, come se in campo ci fosse ancora la Roma, è stata l’ennesima dimostrazione che il Napoli ha paura di se stesso, teme la sua forza e ancora forse non la conosce completamente. E’ pur sempre costruito per la singola partita, questo lo rende unico e insensato, folle e imprevedibile, capace di alternare risultati in un modo a dir poco eclatante.
Quest’anno non abbiamo vinto nulla, ma stiamo crescendo per imparare a farlo, per sentirci pronti a sfidare noi stessi nelle nostre case, pur di diventare tifosi migliori. E tifosi migliori siamo diventati così come si sono evoluti i nostri calciatori, i più bellicosi in Europa sono diventati rispettosi e concentrati nell’umanità del tifo, senza mai uscire dai confini, anche perché il 2011 di confini non ce ne ha disegnati.
L’augurio è di restare uniti, perché il calcio ha bisogno del Napoli e di quantificare il volume mediatico di questa crescente tifoseria, riscoprirla in giro per il mondo, unirla in un unico stadio, individuare una forza tifo dimenticata per alcuni istanti accartocciata in un’aula giudiziaria.
Questi sono i tempi dove Vargas scarta Chelsea e Inter per il Napoli e io sono parte di questa storia, così come tutti i singoli tifosi.
Quando i nostri giocatori capiranno di essere maturati forse cominceremo a vincere. Ma noi non andiamo di fretta, sappiamo aspettare il momento giusto, sappiamo chiedere a Babbo Natale De Laurentis, di farci sognare ancora.
Domenico Serra

venerdì 9 dicembre 2011

Giannina e Diego Maradona hanno esultato con noi

Era ora che tutto il mondo parlasse bene di Napoli. Onore a Mancini anti-italiano, allo sceicco Mansour ambizioso di divenire re del calcio, al Tyson Gonzalo Rodriguez e a chi è ad uno step più avanti sotto il cielo di Torino, ma non canta nei Subsonica. Sontuoso, arroccato, orgoglioso, con le gambe e la "cazzimma" della serie c e la forza muscolare di una delle sedici squadre più forti d'Europa, un Napoli elegiaco. Il Napoli riparte da qui, da una partita elementare e di tattica italiana, dove ha imparato a soffrire e a gestire le grandi sfide da grande squadra Mourinhana. Un Napoli a tratti modesto, lento, attendista, come sognava Mazzarri, sveglio appena il suo professore viene cacciato via. Walter trasmette il suo nervosismo per tutta la partita, poi litiga con Nilmar e l'arbitro lo sputa via, giustamente, ma in questo gesto porta via le paure di tutti gli undici e Frustalupi riscrive il Paradiso di Dante. Ho ancora impressa nella mente la frase di Bigon rivolta alla sua panchina esultante alla prima rete, quel "ma che cazzo fate", l'ho riascoltato col Mysky dozzine di volte. Questa vittoria la meritano tutti, dal Pampa Sosa a Montervino, da Consonni a Varricchio; una vittoria di una squadra che ha imparato a giocare sui nervi, come negli ultimi minuti, con la forza, la cattiveria, la rabbia. Ho pensato alla faccia di Gattuso contro Hamsik di due anni fa; ho visto Marek sostituito qualche minuto fa, che l'avrebbe ingoiato con tutti i capelli. Il miracolo di De Sanctis è invece da controllo antidoping, da miglior portiere italiano, che nessuno dica il contrario. Poi nel pieno della festa, mi sono goduto lo strafalcione di un offensivo Paolo Rossi, che questa maglia non la volle. Vincere con quello che ci è mancato per tanti anni, con un assist divino di Hamsik e un sinistro di Inler da fuori aria è un ottimo auspicio. Non ho pianto, ma vi giuro che sto peggio di Borja Valero. Grazie Aurelio De Laurentis, adottami.

Domenico Serra.

mercoledì 23 novembre 2011

Dedicata a chi non ha mai tifato Napoli

Un immenso cuore, una bottiglia di vino, urla festose, petardi da Capodanno, Marco che urla che avrebbe voluto tifare Real da bambino per soffrire meno, Lino che avrà fumato anche il pacchetto vuoto, Enzo che esulta in lacrime. Che bambino mi sento. Mi giro osservandoli da casa mia e propongo di scendere e che non me la sento ora di tornare a casa, come se stessi chissà in quale Eden. E ciò che ci siamo goduti in novanta minuti sembra appartenere ad un sogno, una partita che avremmo dovuto vincere 8-1; ma siamo nati per soffrire. L'errore di Aronica è l'emblema di una intera città, tra i migliori, ma troppo cresciuto calcisticamente per spazzare il pallone banalmente come faceva da ragazzo. Questo è il Napoli che non vince con le piccole, questa è una squadra costruita per delle follie, non per un intero campionato. Il tempo cambierà le cose. Aspettiamoli con sincera pazienza. Il sorriso di Mazzarri sfida la gioia, l'emozione è contenuta; ormai l'ho capito, è un perfezionista che ora pensa già al ponte di Sant'Ambrogio. Il viso di Mancini trasmette la stessa paura dell'intervista di ieri, le sue parole poco obiettive; mentre Aguero ha dimostrato di non avere i capelli ricci e nel futuro ridimensionerà anche le parole prepartita. Tremavano... La periferia napoletana è piena di tifosi di altre squadre, che non hanno mangiato terra in questi anni, che non hanno atteso il sogno di De Laurentis, che stasera avranno osservato gli allenamenti di Vinovo su Juve Channel. Questi tre punti vanno proprio a loro, un po' anche a mio padre che continua a chiedere di abbassare la tv, ma noi stasera festeggiamo, come dice Walter, com'è giusto che sia. E ora a gennaio passeremo a comprarci Tevez, a lui il petrolio e una maglia scambiata di un celeste opaco, non serve proprio a nulla.

Domenico Serra
Fonte: AreaNapoli

martedì 22 novembre 2011

E' GIA' UNA VITTORIA - De Laurentiis ha speso 1/60 di Mansour!

La cicala e la formica. Lo sceicco spende e sfora, il produttore centellina e risparmia. Sentite questa: da quando si sono piantati a Manchester e Napoli, Mansour ha speso di tasca sua 910 milioni di euro, De Laurentiis appena 16. Parliamo di iniezioni di capitale, non di prestiti. Eppure sul campo la differenza quasi scompare, grazie a una gestione attenta e lungimirante (Lavezzi costato 6 milioni contro i 31 di Dzeko). Il nuovo Napoli ha sofferto nelle prime due stagioni in C: i rossi di bilancio sono stati ripianati dai versamenti della Filmauro (3 milioni più 3,8 di riserva nel 2004-05; 0,5 più 9,1 di riserva nel 2005-06). Ma è stata soprattutto Unicredit a finanziare il progetto: 32 milioni per l’acquisto e l’avviamento del club, ripagati in 3 anni. Poi gli azzurri si sono autosostenuti collezionando utili, senza rinunciare a investire (e non poco) sul mercato. Il City, invece, ha appena archiviato il deficit più alto della storia del calcio inglese: -220 milioni. Mansour droga il sistema, De Laurentiis lo rende virtuoso: Platini prenda nota.

Fonte: Gazzetta dello Sport.

giovedì 10 novembre 2011

Aurelio a tutto tondo: “Volevo giocare con la Juve: paura di nessuno. Il Napoli di Maradona non esiste più. Hamsik presto firmerà”

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine” in occasione della presentazione della stagione invernale del Trentino nella sala Puccini C dell’Hotel Vesuvio, alla presenza del sindaco di Dimaro, Romedio Menghini: ” Quest’estate siamo stati molto uniti. Molte cose hanno funzionato e qualche cosa no. Ne abbiamo preso entrambi coscienza, facendo delle valutazioni. Il nostro contratto nuovo ci vede uniti per un certo numero di anni. Puntiamo ad un successo comune. Il Trentino e’ una realta’ estremamente importante. Se provate ad andare in altre regioni non trovate una Spa come la loro. C’e’ anche l’intenzione di fare un campus estivo, a Dimaro e dintorni, nel periodo post scolastico, per far divertire i ragazzi con delle scuole di pallone, seguiti o non seguiti dalle proprie famiglie.
IL RINVIO DI NAPOLI – JUVE – “Le polemiche sterili per il rinvio della partita con la Juventus? Io non mi debbo confortare perchè siamo andati in una situazione di guardia. L’Italia, dal 1200, è pervasa dalla mentalita’ dei Comuni. L’Italia e’ ancora troppo giovane per considerarsi uno Stato. Io non sono sceso in campo con delle controbattute a chi, in maniera campanilisticamente calcistica, voleva addossare agli amministratori della citta’ la volonta’ di aver quasi truccato le carte. Premesso che abbiamo affrontato il Bayern, non c’erano problemi ad affrontare la Juventus. Il Napoli non ha paura di giocare con nessuno e non e’ abituato a fare il gioco delle tre carte. Plaudo al lavoro di Andrea Agnelli e di Conte. Se uno fa delle affermazioni e non conosce la situazione geografica di piazzale Tecchio… Ricordo che c’era il buon Pierpaolo Marino a spalare la melma con gli stivali allo stadio. Le precipitazioni avvenute hanno sconvolto un Paese intero. Mi sembra che la Liguria abbiamo chiesto un milione di euro allo Stato. Io sono contro lo strillo e l’urlo. La dobbiamo finire. Sembriamo un Paese di spie, col gusto della denuncia, quando dovremmo conoscere di piu’ la cultura del rispetto. Si e’ perso di vista un concetto di cultura civica. Il rispetto della salute e’ prioritaria in qualunque parte del mondo. Abbiamo gia’ una struttura obsoleta, che con la sua fatiscenza non corrisponde ai canoni moderni di sicurezza. E’ una struttura che abbiamo dovuto anche limitare nei posti. C’e’ stato un morto a Pozzuoli. Credo che sia intollerabile pensare che una partita di calcio si debba giocare ugualmente laddove non ci sono i presupposti per farlo. Un giornalista, tra l’altro anche napoletano, che parla senza sapere la melma che ci siamo ritrovati negli anni. Domenica ero a Napoli, stavo per ricevere delle persone. Quando mi hanno telefonato non sono stato a dire che si doveva giocare per forza perche’ di fronte ad una decisione del genere ne abbiamo preso atto. Anche io volevo giocare, ma non e’ stato possibile. Qui si fa sempre dietrologia. Poi arrivera’ un momento in cui la mia faccia non la vedrete piu’. Non potendo fare il tuttologo, c’e’ qualche altro Paese che ci aspetta. Se sono per il Tricolore? Sono tutti per il Tricolore. L’unica ricchezza del Paese puo’ ripartire dal Sud. Gli stipendi per gli impiegati comunali sono bassissimi. Non vogliono andare alle elezioni perche’ se la legislatura finisce se ne vanno in pensione con 3mila euro al mese, altrimenti salta. La Borsa ha raggiunto un livello di guardia.
CALCIOPOLI – La sentenza di Calciopoli? Non conosco le carte. Ricordo che facevo le conferenze dal Quisisana di Capri dove mi accorsi che qualcosa non funzionava. Ora leggo sui giornali che Calciopoli non e’ finita e che c’e’ ancora il calcioscommesse. Facciamo gli assist a Mediaset regalando centinaia di milioni all’anno e poi non ci muniamo di stadi attrezzati. Non si puo’ parlare in questo Paese, perche’ ci sono equilibri che si sono formati sulle sabbie mobili. Per questo temo per questo Paese. Questo e’ un Paese per vecchi. Vi faccio una minaccia (scherza De Laurentiis, ndr). Se non leggero’ pezzi sul Trentino non faro’ piu’ una conferenza stampa. Ovviamente in base alla lunghezza degli articoli poi avrete settimane bianche in omaggio (ribatte il presidente azzurro sempre in tono ironico, ndr)” (fonte Napoli Magazine)
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MARADONA. Noi siamo giovani, siamo nati 7 anni fa. Mettiamo che il Napoli non esisteva piu’ e avessi chiamato la squadra “Partenope” saremmo arrivati agli stessi traguardi. Per carita’, non ho mai pensato di chiamarla “Partenope”, pero’ quelli che fanno salotto in tv parlano sempre del Napoli di Maradona. Quel Napoli e’ fallito, non c’e’ più. Bisogna dare il tempo al tempo. Fra 20 anni, se saro’ ancora vivo e me lo auguro, ne riparleremo. Io sono orgoglioso di essere italiano quando sono all’estero. Il Tricolore che pensa il Napoli? Siete vecchi. I biglietti online? Io farei tutto online. Abbiamo venduto 500 biglietti online, non c’e’ ancora la cultura dell’online. Siamo noi che dobbiamo investire in comunicazione. Passeremo progressivamente all’online, altrimenti rischieremo di restare con lo stadio vuoto.
HAMSIK. Il rinnovo di Hamsik? Firmera’ presto, prima del ritiro in Trentino. Hamsik assente nelle ultime 5 gare? Assolutamente no, sta facendo un lavoro sporco a centrocampo che voi non notate. Hamsik e’ un grandissimo elemento, di grande spessore umano, di grandissima maturita’ ed ha una grande capacita’ atletica, e’ un grandissimo giocatore. Ha una qualita’ unica, che e’ l’educazione, che nella vita ha un valore immenso. Il film di Natale con Prandelli? Ci ho messo un secondo a convincerlo. Ci sono 3 storie che si intrecciano, dove i nostri protagonisti incontrano personaggi reali del mondo dello sport, dello politica e della televisione.
DUBAI CON FABIO CANNAVARO? Dove sara’ il Napoli durante le vacanze? E’ una domanda che faccio sempre a Fassone. Piu’ che Dubai, mi intrigano Doha ed Abu Dhabi. Questa mattina ho parlato con Fabio Cannavaro: mi ha chiamato perche’ lo avevo sollecitato nei giorni scorsi. Ho chiesto a Fabio Cannavaro di farci da ambasciatore negli Emirati Arabi. Poi ne parlero’ con Mazzarri, Bigon e la squadra. Dovremo vedere quanto sara’ utile andare li’ a passare 4 giorni con i calciatori e le loro famiglie. Vedremo anche se sara’ possibile trovare un competitor di livello. Gli inglesi continuano a giocare a calcio. Ho detto a Fabio che Paolo doveva fare la sua strada nel Napoli e gli ho chiesto perdono se non ho potuto accoglierlo, ma tra napoletani possiamo fare un discorso diverso ora per il bene del Napoli”.

martedì 8 novembre 2011

Antonello Perillo: “Marek resta a meno di offerte indecenti. Ma spero che si svegli dal torpore delle ultime gare”

Ancora nessuna novità sul fronte del contratto di Hamsik. Era stato il presidente De Laurentiis ad aprire questa nuova, e sotto certi versi inattesa, partita mediatica: “Spero che Marek giochi una grande partita contro la Juve, poi lunedì lo incontro per fargli firmare il nuovo contratto”. L’incontro non c’è stato. Bigon ha fatto sapere che il patron aveva altri impegni romani e che Hamsik, come tutti gli altri giocatori, sta usufruendo di tre giorni di riposo. Bene. Ma allora perchè De Laurentiis aveva sbandierato, senza alcuna sollecitazione, il presunto e mancato appuntamento con lo slovacco? Di ieri sera questa dichiarazione di uno dei due agenti di Hamsik, il tenace e combattivo Mino Raiola: “Non c’è stato nessun incontro e quindi non c’è nulla da dire, non commento le parole del presidente De Laurentiis e non parlo di Hamsik. Questo non è il momento di parlare di Marek, lo farò al momento opportuno”. Più accomodanti, invece, le parole dell’altro manager del campioncino azzurro, il più diplomatico Venglos: “Tutto si sistemerà in breve tempo”. Insomma: attorno al rinnovo del contratto di Hamsik si nota un po’ di agitazione. Di fronte a certe cifre (si dovrebbe ragionare sulla base di più di due milioni di euro netti a stagione) è normale che ci voglia un po’ di tempo prima di mettere nero su bianco. A preoccuparmi, personalmente, sono invece le prestazioni davvero mediocre del ragazzo. Hamsik sembra quasi svogliato, il più delle volte assente sotto il profilo della passione, della grinta, della determinazione. Sì, macina chilometri come gli altri compagni, è disciplinato e come sempre pulito nel passaggio, ma non sembra avere quella voglia di mangiare pane, pallone e avversari che fa grandi i bravi calciatori. Spero che dipenda solo da una temporanea fase involutiva e chi si svegli presto dal torpore delle ultime gare. A Napoli nessuno è fesso e in tanti cominciano a dire che lo faccia apposta, per farsi mettere sul mercato. Non è vero, non ci credo, sono solo pettegolezzi. Ricordo il giorno della sua presentazione. Sembrava un pulcino impaurito dalla grande piazza e dalla grande città. Napoli ha adottato come un figlio questo ragazzo e ne ha fatto un idolo. Marek resta, ne sono sicuro. A meno di offerte indecenti.
Antonello Perillo
Azzurrissimo.it

giovedì 6 ottobre 2011

«Lavezzi è felice al Napoli. La clausola non conta»

NAPOLI - «La clausola non conta, Lavezzi è felice di stare a Napoli». Alejandro Mazzoni, procuratore del Pocho, ha fatto ancora una volta chiarezza sul futuro del talento argentino intervenendo ai microfoni di Radio Crc. «Lavezzi è lo stesso calciatore di sempre. Il calcio è così, ogni tanto le cose vanno bene e a volte vanno male. Credo che il Pocho si stia comportando benissimo durante questo inizio di stagione. Contro il Villarreal ha disputato i primi 25’ in maniera fantastica. Non è ancora al 100% della forma fisica, ma mentalmente sta bene e si è ben inserito in una squadra che è diventata forte. Ci sono tanti calciatori nel Napoli di grande livello. Credo che tutti i calciatori, compiuti i 26 anni, comincino a dare il meglio di loro. Il Pocho quindi, ha raggiunto una certa maturazione. Lavezzi è sereno e credo che il Napoli abbia tutte le carte in regola per disputare una stagione importante. Non parlo di scudetto perché dopo poche partite disputate mi sembra prematuro. La stagione è lunga, possono capitare degli infortuni però oggi il Napoli è forte anche a livello Europeo».

CLAUSOLA - Mazzoni ha poi chiarito la questione clausola: «La clausola di Lavezzi? Quella clausola non la inserì Marino, parlammo direttamente con il presidente azzurro. De Laurentiis ritiene sbagliata questa politica ma, nel caso fosse arrivata un’offerta pari alla clausola, allora ne avremmo parlato e avremmo deciso di comune accordo. Anche perché non è detto che di fronte ad un'offerta, il Pocho avrebbe accettato. Cancellare questa clausola? Sento spesso il presidente De Laurentiis e mai mi ha chiesto di eliminare la clausola. Il patron azzurro sa come gestire le situazioni e non credo si disperi per questa clausola inserita nel contratto del mio assistito. Se lo Zenit sia interessato a Lavezzi? Credo che quest’estate lo Zenit abbia presentato un’offerta direttamente al Napoli che invece non voleva assolutamente privarsi del Pocho. Lavezzi sta benissimo a Napoli e questo lo sanno tutti anche perché credo lo dimostri sempre, ma il calcio è come la vita e quindi non si può prevedere nulla. Credo che il Pocho dimostri in campo quello che sente per Napoli così come la città dimostra sempre il suo affetto nei confronti del mio assistito. Ad oggi posso dire che Lavezzi resterà in azzurro, poi in futuro è possibile che il Pocho vada a giocare altrove perché nella vita tutto è possibile. Lavezzi conosce il carattere dei napoletani ed ha imparato ad accettarlo. Spesso va a Milano perché lì si può muovere con più tranquillità, ma questo c’entra con la sua vita privata, non con il gioco del calcio. Il Pocho è tranquillo anche dopo la mancata convocazione dell’Argentina perché la società si trova in un processo di cambiamento poiché durante l’anno la Nazionale ha già sostituito tre allenatori».

CAMPAGNARO E GLI ARGENTINI - Chiusura di Mazzoni su Campagnaro e agli altri argentini: «Sono anche il procuratore di Campagnaro che sta disputando una stagione spettacolare. Mi sta piacendo anche tanto Gargano per cui credo che il Napoli sia diventato davvero forte. Credo che Campagnaro sia uno dei difensori più forti in Italia. Ma bisogna rispettare anche il parere di Prandelli che evidentemente non lo vede ben inserito in un contesto di gruppo già formato.  Fernandez e Fideleff sono due giovani di prospettiva. Il Napoli cerca di costruire una squadra forte nel tempo per cui necessita di questi giocatori giovani, quali Chavez. Quest’ultimo poi, ha bisogno di adattarsi al calcio italiano. La qualità tecnica di Fideleff, Fernandez e Chavez è indiscussa poi sarà il campo a parlare per loro, ma sono certo che con Mazzarri saprà far maturare anche questi giovani».

Fonte: Corriere Dello Sport

venerdì 30 settembre 2011

IL PUNTO DI ANTONELLO PERILLO: "Ormai è chiaro: c'è un caso Lucarelli"

Le convocazioni per la trasferta di San Siro non lasciano più dubbi: cè un caso Lucarelli. Il trentaseienne bomber livornese è letteralmente scomparso dalle scelte di Mazzarri. Finora Lucarell non ha raccolto neppure una (e sottolineo: una) convocazione in campionato. E sempre Lucarelli non è stato inserito nella lista Uefa per la Champions League. La logica avrebbe voluto che, vista l'assenza di Cavani, il mister si fosse deciso a portare quanto meno in panchina l'unica vera prima punta dell'intera rosa azzurra. Invece, no. Il tutto assurge quasi a fenomeno paradossale, visto che fino al gorno dell'arrivo di Pandev sembrava imprenscidibile nelle idee di Mazzarri la presenza fissa di Lucarelli: "Non mi servono altre punte perchè so di che pasta è fatto Cristiano. E' Lucarelli l'attaccante che ci serviva", disse ad esempio l'allenatore a fine luglio, dopo la doppietta del suo fidato bomber contro il Grosseto in amichevole. Ora, puff, Lucarelli si è come volatilizzato. Magari ci diranno che non avrà ancora raggiunto il top della condizione fisica. Ma lo hanno forse raggiunto Pandev e Santana, o lo stesso Chavez che non ha nelle gambe neppure un minuto di partita? E, sempre se fossero veri eventuali problemi di condizione fisica, non avevano, dunque, ragione tutti quelli che ritenevano folle affidarsi, come unica alternativa al Matador, ad un vecchio bucaniere delle aree di rigore rimasto fermo un anno intero per infortunio? Infine, una velocissima considerazione tecnica: non è un peccato che il Napoli non abbia un vero colpitore di testa, con tutti i cross che Maggio e Dossena garantiscono dalle fasce? Se Lucarelli non andava più bene, forse sarebbe servito prendere una mezzapunta in meno e un attaccante vero in più.

venerdì 16 settembre 2011

De Laurentiis: "Penso solo alla vittoria. La Champions? Meglio dello scudetto.."

"A Galliani starebbe bene vincere la Champions e lasciare lo scudetto a noi? Sognare non costa nulla, noi dobbiamo puntare a essere tra i primi 5 e poi, con un pizzico di suspence, sarebbe bello non conoscere fino all'ultimo il finale. Personalmente comunque dico che e' meglio la Champions che lo scudetto". Aurelio De Laurentiis, a due giorni dalla supersfida del San Paolo tra Napoli e Milan, replica cosi' alla suddivisione 'proposta' dall'ad rossonero. "Da tifoso penso solo alla vittoria - continua riferendosi al posticipo di domenica, ospite di Sky Sport 24 - da produttore cinematografico mi godo la partita e la sua evoluzione anche se per me e' sempre complicato al San Paolo, perche' da quella postazione in tribuna autorita' non si vede nulla, fortunatamente ho i replay sugli schermi che mi sono montato". Nel Milan mancheranno Ibrahimovic e Ambrosini e quasi certamente Boateng "ma e' una grande squadra e ha a disposizione 22 giocatori. Hanno vinto anche senza Ibra, Pato col Barcellona e' stato straordinario. E poi vincere perche' all'avversario mancano i pezzi da 90 non serve a nessuno, perche' il Napoli ha bisogno di vincere o perdere e se vince e' perche' ha espresso veramente i suoi valori". Con Mazzarri il rapporto "e' buonissimo, come con i registi. Ma se nel cinema mi sono formato e posso dire la mia con una certa competenza, nel calcio non mi posso mettere a discutere di moduli o utizzabilita' dei giocatori. Non ho la presunzione di fare l'allenatore come non ho mai avuto la presunzione di fare il regista. Come nel cinema il film si prepara a tavolino, ognuno fa il proprio lavoro e si cambiano le scene se sono venute male, cosi' nel calcio si parte e se c'e' qualcosa che non ha funzionato abbiamo gli esami di riparazione, cioe' il mercato di gennaio". Col tecnico, insomma, tutto risolto. "Con Mazzarri bisogna essere chiari, e' un toscano", sorride De Laurentiis, che in estate aveva pensato, in caso di divorzio, di puntare su Gasperini, ora in bilico all'Inter. "E' fortissimo, ha il suo gioco, il suo 3-4-3 e lo avevo considerato perche' il Napoli e' abituato a difendere a tre e per la sua conoscenza dei giovani", confessa il massimo dirigente dei partenopei, che ammette anche che "la sovraesposizione mi ha sempre dato fastidio ma nel calcio, non avendone mai capito nulla, bisogna metterci il cuore, il cervello e la faccia. In tutte le imprese uno deve essere responsabile di quello che fa ed essendo il rappresentante del Napoli, che si vinca o si perda, la faccia devo mettercela, anche perche' il Napoli vuole avere il ruolo che gli spetta di diritto visto che la sua tifoseria e' tra le piu' importanti al mondo". Una battuta sulla Champions e sul girone di ferro che a De Laurentiis continua a non dispiacere. "Giocare in un girone debole non ci avrebbe permesso di capire quanto e' importante il valore del nostro gruppo e quanto giusto fosse stato il lavoro di Mazzarri in estate - sottolinea- Giocare contro tre squadre forti mi da' il termometro di quello che siamo". (AGI)

giovedì 8 settembre 2011

La celebrazione del potere inventato dai mass-media


Sostenute apparizioni mediatiche di millantatori ingannevoli, illazioni decantatrici di un Napoli calcio titolato per grandi traguardi, promiscue certezze di essere una grande squadra, illudendo milioni di tifosi capaci di sognare in grande.
La verità è un'altra e credo che il tifoso l'abbia dimenticata.Il Napoli è un'ottima squadra, che gioca un calcio tecnicamente superato, ma veloce e interessante.Vorrei che Walter Mazzarri bacchettasse tutti, da mister non indovino mai Venerato, all'idea perfetta d'azienda calcistica Ferguson. Inverosimili queste aspettative, inavvicinabili e prive di fondamenta solide.
L'anno scorso siamo stati fortunati, nove vittorie dopo il novantesimo minuto possono essere anche legate alla fortuna, ad una brillante condizione atletica, certo forse il Napoli ha meritato il terzo posto, ma decantarci grande squadra è da malati di calcio senza storia e cultura sportiva.
Una partita di Champions league equivale a due partite di Europa league e a tre di campionato, la gestione delle forze fisiche è estremamente complicata e le risorse mentali in Europa sono pressochè naive.
L'immensa fortuna è la vicinanza, Villareal, Monaco di Baviera e Manchester non sono angoscianti trasferte russe, questo aiuta i muscoli e la mente. L'equilibrio tra le tre è un altro fattore di concreta importanza, la seconda classificata potrebbe passare il turno con una vittoria e tre pareggi.Sarebbe la realizzazione di un sogno.
Il capitolo campionato lascia speranze surreali, Juventus e Roma hanno organici superiori, Inter e Milan su un altro gradino, ma le aspettative non corrispondono sempre a risultati qualitativamente certi.
Penso ad un anno fa: "Sosa, Yebda, Cribari, Dumitru e Lucarelli", un fallimento totale che ha strizzato oltre le aspettative i titolari inamovibili, con risultati lodevoli.
Certo, oggi gli acquisti sono stati fatti con senso logico-tattico, sposando le idee del tecnico, ma al primo passo falso?
Credo che se il Napoli arrivasse agli ottavi di finale in Champions, raggiungesse la semifinale di Coppa Italia e si piazzasse al quinto posto in campionato, sarebbe deliziosamente superbo. Come chiedere di più ad una società giovane quanto un bimbo acerbo che studia alle elementari?
La struttura aziendale partenopea è destinata a grandi risultati, ma diamo tempo e siamo pazienti, perché già immagino cosa significherebbe cadere a Cesena e Manchester.

Troppe aspettative sancirono nel passato la nostra fine; cerchiamo di diventare anche noi tifosi un attendista e sudamericano pubblico da Champions League...

Domenico Serra.

lunedì 5 settembre 2011

Ultima settimana senza serie A!

Mentre tutti i giornali sportivi sono ancora impegnati a complimentarsi con il mercato azzurro e non si rispariamo a proclamare la squadra partenopea “Regina del Mercato Estivo” indicandola come una delle principali pretendenti allo scudetto, finalmente sta passando l’ultima settimana senza la serie A. Lo sciopero, che i calciatori avevano proclamato e dichiarato che sarebbe continuato ad oltranza qualora non fosse stato trovato un accordo tra i presidenti di serie A e l’AIC (Associazione Italiana Calciatori) volge finalmente al termine. Ma quali sono i punti di disaccordo tra le due fazioni sportive?
  • Contratto: la Lega vorrebbe che i giocatori avessero un contratto flessibile, ciò significa che gli introiti sono legati essenzialmente ai risultati. Ed in caso di retrocessione in serie B, l’introduzione dell’automatica riduzione degli stipendi.
  •  Terapie fisiche: secondo la Lega se il calciatore ha bisogno di terapie fisiche è obbligato a rivolgersi allo staff interno della squadra e non deve rivolgersi a professionisti esterni.
  •  Sanzioni: Secondo la Lega la sanzioni inflitte ai giocatori devono essere pagate dalle società.
  • Allenamento differenziato: I giocatori di un livello sono allenati in un modo e i giocatori della stessa squadra, ma di un altro livello, sono allenati in un altro modo.
  • Fuori rosa: Le società di calcio rivendicano il diritto dell’allenatore della squadra di decidere di far allenare in più gruppi i calciatori in rosa. Questo vuol dire che ci sarebbe il gruppo della rosa ed il gruppo, o i gruppi, dei fuori rosa, che si allenano a parte rispetto alla rosa dei “titolari”.
  • Trasferimento di squadra: Secondo la Lega i trasferimenti sono automatici, cioè il calciatore non si può rifiutare di andare a giocare di un’altra squadra dello stesso livello, se questa gli garantisce lo stesso stipendio. Se lo fa dovrà pagare una multa pari alla metà del suo stipendio e il contratto sarà da intendersi immediatamente rescisso.
  •  Contributo di solidarietà: Il contributo di solidarietà è una tassa che lo Stato chiede (da quest’anno) a chi percepisce redditi elevatissimi.
Per quanto riguarda il Contratto l’Aic è favorevole alla flessibilità, ma solo del 50% dell’intero stipendio; il secondo punto è uno di quelli per cui Aic e lega
sono totalmente su posizioni opposte, infatti i calciatori rivendicano la
possibilità di rivolgersi allo specialista di propria fiducia, le società, dal
canto loro ritengono di avere già “specialisti di fiducia” alle proprie
dipendenze. Questione sanzioni, a parere dell’Aic il pagamento della multa è a
discrezione del collegio arbitrale.
Gli ultimi quattro sono i punti che hanno destato maggior scalpore e sui quali le
società ed i calciatori si sono “impuntanti” sulle proprie posizioni: Allenamenti differenziati, Fuori Rosa, Trasferimenti di squadra e Contributo di
Solidarietà.
Per quanto riguarda gli Allenamenti, l’Aic ritiene che un diverso trattamento dei
giocatori in fase di allenamento, sia un trattamento altamente discriminante, e
la discriminazione è alla base anche della questione Fuori rosa, e di esempio è
la controversia nata tra Marchetti e Cellino. Il portiere ex cagliari, dopo aver dichiarato la sua voglia di lasciare la Sardegna ha visto sfumare il suo
trasferimento, e poi si è visto relegare in tribuna per un intero anno con l’impossibilità di prendere parte agli allenamenti della squadra.
La questione Trasferimenti è anch’essa una delle più accese, spesso infatti le
società vedono i giocatori rifiutare alcune mete perché non di loro gradimento,
proprio su questo punto Marotta Dg della Juve parlò di alcune società “ostaggio
dei calciatori” infatti Amauri aveva rifiutato ben 4 offerte provenienti dall’estero
perché ritenute non idonee. Il calciatore continuava a mandare messaggi d’amore
alla Juve che avrebbe preferito “liberarsene” e sgravarsi dello stipendio di
circa 4 mln all’anno, dato che il calciatore non rientra nei piani dell’allenatore.
Il contributo di Solidarietà invece prevede che per redditi alti (sicuramente
quelli dei calciatori lo sono) vi sia l’obbligo di versare una tassa aggiuntiva.  La questione però si complica, perché non si sa precisamente chi deve pagare questo contributo, se il calciatore o la società. Le società, dal canto loro, non ne vogliono
assolutamente sapere, ogni calciatore dovrà pagare il suo contributo singolarmente e autonomamente.
Queste sono le cause che hanno portato allo sciopero. Uscendo dal merito di chi ha ragione o meno io mi chiedi se lo sciopero sia stato la conseguenza di un
mancato accordo tra due parti che volevano realmente trovare un punto di
incontro ma non ci sono riuscite o se è stato voluto da qualcuno!?
Il pensiero, forse maligno (lo ammetto), mi viene ripensando alle parole di De
Laurentiis e di Tommasi (presidente dell’Aic) prima dell’ultima riunione di
lega utile a scongiurare lo sciopero, infatti il presidente partenopeo aveva
proposto la compilazione di un contratto temporaneo (valido fino a giugno 2012)
nel quale i punti della discordia venivano mitigati andando un po’ in contro
alle società e un po’ ai calciatori. Prontamente Tommasi rispose che il presidente
del Napoli era stato geniale nella sua proposta e che era un passo avanti a
tutti…! In realtà poi non se ne fece nulla e la prima giornata di campionato è
saltata senza molte spiegazioni.
Ma…ora, a distanza di una settimana, senza che lega di serie A e Aic si siano incontrate una sola volta…l’accordo ponte è stato accettato, il campionato partirà!
La cosa sembra un po’ strana, FORSE alcune società non hanno voluta accordarsi perché piene di infortunati (es: Milan) o perché ancora “cantieri aperti” per l’arrivo del nuovo tecnico e/o di nuovi acquisti (es: Juve, Inter, Roma, Lazio); o FORSE lo sciopero è stato voluto per distratte gli italiani da questioni ben più
importanti, come ha dichiarato Gigi Buffon dal ritiro della nazionale?!
Mah…forse sono io che voglio vedere il marcio un po’ su tutto ma…come si dice “A pensar male è peccato, ma SPESSO SI INDOVINA”.
Buon Camionato a tutti!

Rossella Attianese

venerdì 2 settembre 2011

Aurelio, alza la voce.

La prima sera di settembre duemilaundici, un caldo moderato è accentuato dal brusìo di un pc portatile che soffre alte temperature, in tv la reclame dei prossimi incontri di Champions League, inverosimile leggere Manchester City vs Napoli, brividi improvvisi, tremore d'emozione, xerostomia dissetante, perché è la realizzazione di un sogno. E in sei partite sogneremo come all'ombra del Vesuvio, quel vulcano così amato dal Giannino, quell'uomo geniale con la testa montata al contrario che prega in possibili eruzioni.
Tuona Aurelio, più del Vesuvio del demente economista, il calcio italiano sta per fallire, dice, minaccia e dichiara guerra, accusa Silvio Berlusconi di fare "il calmiere de filippiano" della pay-tv, quando poi quest'uomo davvero questa volta non c'entra nulla.
La proprietà della Mediaset spa, è di PierSilvio Berlusconi e nulla c'entra con Silvio Berlusconi;l'avvento del digitale terrestre, nato lo stesso anno di Mediaset premium ad opera di Giovanni Cotone e Paolo Berlusconi, non c'entra con Silvio Berlusconi.
Le illazioni del presidente del Napoli non sono accettabili.
E' come se vivessimo in Italia, come se fosse esistito Bettino Craxi o la legge Mammì, la P2 o la banca Rasini.
La realtà è che Aurelio de Laurentis ha cominciato a giocare a calcio, con veemenza e sfacciataggine, con aggressività paurosa,con un doppio passo e un colpo di testa, con una simulazione per fottersi un rigore, con un fallo di mano alla Maradona. La gente non ride più, non è più una fuga in motorino, la gente teme il Napoli.
Corrado Ferlaino percorse strade diverse, salendo a carponi piani eccessivamente alti, dove forse regna chi ha pochi capelli o chi forse se li impianta e non è di certo il Dino Manuzzi di Cesena. Quegli anni consegnarono scudetti a Napoli, a Verona, a Genova.
Da queste parti, di questi tempi, l'erba e i capelli sono veri; qui il campionato è cominciato. Partiamo con qualche potere mediatico allusivo di vantaggio, perché questo Napoli fa paura, soprattutto se è sceso in campo il primo di settembre, mentre gli altri pensavano ai milioni di euro di diritti di noccioline del potere, per pagare De Benedetti o che hanno pagato Tarantini...
Evviva il paese delle favole.

mercoledì 31 agosto 2011

De Laurentiis smentisce il rinnovo di Gargano: "Glielo pagherà qualcun altro!"

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, è intervenuto a Marte Sport Live su Radio Marte: "Il rinnovo di Gargano? Non ne so niente. Forse glielo pagherà qualcun altro. Vorrà dire che nel nuovo contratto stabiliremo che i giocatori non possono avere un proprio sito ufficiale. Si tratta di essere rispettosi ognuno dei propri ruoli. Sono appena sceso da un aereo, non ho più sentito e visto i miei collaboratori da un paio d'ore. Non so cosa sia succeso in queste ultime due ore. Il presidente Petrucci lo conosco da tantissimi anni, ogni volta abbiamo condiviso i pensieri che però difficilmente abbiamo potuto applicare. Faccio dei ragionamenti da imprenditore dato che il calcio è un'impresa. Le mie sono logiche imprenditoriali che vorrebbero portare più entrate al tavolo per poter competere a livello internazionale. Mediaset e Sky sono fattori condizionanti che svalutano il calcio e il calcio vale, o quantomeno deve valere, il giusto. Nel nostro Paese prevalgono le raccomandazioni, non c'è meritocrazia: ecco perché questo Paese è alla rovina. Lippi può venire quando vuole a Napoli, ho grande stima di lui, mi è simpatico e per certi aspetti ci corrispondiamo. Lo aspetto a braccia aperte. La Primavera? Ci saranno grosse novità strutturali. Vorrei far giocare un Napoli Bis in serie cadetta, in modo tale di non prestare i nostri calciatori ad altre squadre. Basterebbe bloccare la promozione eventuale in serie A, come si fa in Spagna, ma Abete non mi vuole stare a sentire. Il campionato sarà avvincente, ancora più equilibrato di quello dell'anno scorso. Il calcio italiano ha cambiato regime, sta andando verso la direzione giusta e sta seminando quel che deve per riguadaganare le posizioni di vertice che gli competono in Europa. Il problema del contratto collettivo è una questione importante, ma non per la necessità di far partire il campionato. Il signor Abete non si chiede mai perche' i conti non tornano o perche' le società sono quasi tutte indebitate...".
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"Alle 15 ha firmato Fideleff. E' stato un acquisto complicato, sono estremamente contento e soddisfatto. Eravamo partiti sul brasiliano Juan, ma non mi ha trasmesso una corretta energia. E poi siamo sicuri che i brasiliani funzionino con gli argentini? Ne abbiamo già tanti di argentini e ho pensato fosse meglio prenderne un altro. Ho detto a Bigon di non pensarci due volte". De Laurentiis chiarisce pure le voci su Gargano: "Non ha affatto rinnovato il contratto, non capisco chi mette in giro certe voci. Sul suo sito? Davvero non so che dire, sono io che decido queste cose e non abbiamo fatto nulla. La Fiorentina? Ci siamo sentiti con Corvino, volevano il nostro regista Cigarini che poi è finito all'Atalanta. Non mi ha mai chiesto Gargano".