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venerdì 2 settembre 2011

Aurelio, alza la voce.

La prima sera di settembre duemilaundici, un caldo moderato è accentuato dal brusìo di un pc portatile che soffre alte temperature, in tv la reclame dei prossimi incontri di Champions League, inverosimile leggere Manchester City vs Napoli, brividi improvvisi, tremore d'emozione, xerostomia dissetante, perché è la realizzazione di un sogno. E in sei partite sogneremo come all'ombra del Vesuvio, quel vulcano così amato dal Giannino, quell'uomo geniale con la testa montata al contrario che prega in possibili eruzioni.
Tuona Aurelio, più del Vesuvio del demente economista, il calcio italiano sta per fallire, dice, minaccia e dichiara guerra, accusa Silvio Berlusconi di fare "il calmiere de filippiano" della pay-tv, quando poi quest'uomo davvero questa volta non c'entra nulla.
La proprietà della Mediaset spa, è di PierSilvio Berlusconi e nulla c'entra con Silvio Berlusconi;l'avvento del digitale terrestre, nato lo stesso anno di Mediaset premium ad opera di Giovanni Cotone e Paolo Berlusconi, non c'entra con Silvio Berlusconi.
Le illazioni del presidente del Napoli non sono accettabili.
E' come se vivessimo in Italia, come se fosse esistito Bettino Craxi o la legge Mammì, la P2 o la banca Rasini.
La realtà è che Aurelio de Laurentis ha cominciato a giocare a calcio, con veemenza e sfacciataggine, con aggressività paurosa,con un doppio passo e un colpo di testa, con una simulazione per fottersi un rigore, con un fallo di mano alla Maradona. La gente non ride più, non è più una fuga in motorino, la gente teme il Napoli.
Corrado Ferlaino percorse strade diverse, salendo a carponi piani eccessivamente alti, dove forse regna chi ha pochi capelli o chi forse se li impianta e non è di certo il Dino Manuzzi di Cesena. Quegli anni consegnarono scudetti a Napoli, a Verona, a Genova.
Da queste parti, di questi tempi, l'erba e i capelli sono veri; qui il campionato è cominciato. Partiamo con qualche potere mediatico allusivo di vantaggio, perché questo Napoli fa paura, soprattutto se è sceso in campo il primo di settembre, mentre gli altri pensavano ai milioni di euro di diritti di noccioline del potere, per pagare De Benedetti o che hanno pagato Tarantini...
Evviva il paese delle favole.

lunedì 10 gennaio 2011

Napoli, De Laurentiis: "Scudetto? Con Berlusconi non si può competere"

Queste le le dichiarazioni del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, al termine della sfida vinta contro la Juventus: "Il Napoli secondo oggi non vuole dire nulla, dobbiamo vedere dove sarà il Napoli verso la fine di marzo. Se continuiamo con questa media saremo in Champions, e allora si che dovremo accelerare sul per non uscirne immediatamente. Io devo difendere i tifosi che ringrazio di venire così numerosi, di essere il dodicesimo uomo in campo e che ci hanno permesso di battere ripetutamente la Juventus in questi anni. Credere nello scudetto? Assolutamente no, lo scudetto lo vuole Berlusconi e farà di tutto pur di portarlo a casa. Un pareggio ottenuto con un gol in fuorigioco la vuol dire lunga. E io non voglio queste competizioni fin quando le regole saranno queste. Con Berlusconi non si può competere