Walter Mazzarri parla alla vigilia della sfida con lo Sporting Braga: "Cavani non l'ho ancora visto, è stato un susseguirsi di eventi. E' arrivato ieri sera, ci parlerò tra poco e gli chiederò come sta. L'unica cosa che mi sento già di dire – dato che ha fatto le vacanze abbreviate – è la soddisfazione perchè è tornato. Poteva chiedere qualche giorno di permesso, invece no. Mi dà la possibilità di avere scelte in più in vista di una sfida importante. La situazione di Conte? Intanto conoscete il mio principio, penso soltanto a casa mia, non so come siano effettivamente le cose. Non voglio dare giudizi. Io a volte le situazioni negative le ho trasformare in positive, l'allenatore deve usare qualsiasi situazioni per stimolare i giocatori. Non lo so come la Juve vive la partita: è una squadra forte e la affrontiamo in una partita secca. Farò l'impossibile per metterla in campo nelle migliori condizioni possibili".
Il Napoli ha sofferto in avvio nelle ultime due amichevoli: "Ho fatto una riflessione: noi non possiamo prescindere dall'organizzazione tattica in campo. Soprattutto nell'ultima partita, abbiamo sbandato. Non sapevamo che il Bordeaux venisse ad affrontarci con il 3-5-2: sembravamo in difficoltà. Come tecnico, mi fa essere orgoglioso, ma questo significa che dobbiamo essere perfetti nel preparare le partite. Mi devono ascoltare. Se ne sono resi conto dopo, non sapevano cosa fare. Ci è andata bene perchè la difesa ha retto. Abbiamo sofferto finchè non abbiamo preso le contro-misure. Le gambe hanno cominciato a girare meglio dopo un po' di tempo: significa che abbiamo resistenza lunga, ma ci mancava ancora brillantezza. Il saper soffrire? Comunque siamo riusciti a tenere botta, questo è l'unico dato che salvo. Questo tipo di calcio non mi piace, in casi estremi – però – il riuscire a limitare i danni è un valore. Io comunque voglio il mio Napoli. L'esterno? Risponde la società. Da un punto di vista generale, il rinforzo deve essere uno che viene a migliorare l'undici di base, nel momento in cui non ci dovesse essere questa possibilità, e parliamo solo di doppio ruolo, ci può essere anche una scommessa. Se arriverà il quarto, lo valuterò: in base a quello che vedo, farò le scelte. Ora ho la squadra da allenare e per me è la più forte del mondo. La Supercoppa? C'è la variabile di affrontare la finale senza aver disputato partite vere. Il calcio d'agosto è relativo, a volte c'è una squadra che arriva un pochettino più in forma. Ora non c'è la continuità di rendimento, tutto il resto è azzardato. Vargas? Per me ha fatto una buona gara, si è trovato in tante situazioni. E' stato utile alla squadra, ha fatto delle giocate interessanti, altre meno. Dipende da cosa ci aspettiamo da lui. Se una squadra vuole competere per gli altissimi livelli, serve qualcuno dal rendimento costante, a volte lui dà l'impressione di non essere sempre integrato al calcio italiano. La Supercoppa? Per me è importante, è un trofeo. E' sempre bello vincerli. Sappiamo tutti che è una sfida secca, ci teniamo entrambe. Noi non siamo abituati a vincere e sarebbe una crescita ulteriore. Oggi ho un allenamento e deciderò. Se Insigne non c'è, voglio capire in che stato è. De Sanctis e Rosati si alternano forse, poi giocheranno Campagnaro, Cannavaro, Britos. Maggio e Zuniga sugli esterni, Inler se sta bene, Behrami e Hamsik. Pandev è la certezza, ora ho un dubbio sulla punta. Devo capire solo il minutaggio, ci parlerò. Magari lo impiego una mezz'ora nel secondo tempo. Se riusciamo a tornare dalla Cina il 12, darò due giorni di riposo al gruppo, il 15 pomeriggio riprendiamo e poi ci sarà una settimana in cui faremo richiamo intensi. Ho la possibilità di fare un lavoro importante. La pressione mi garba tanto, non è un problema. Non voglio mai perdere. Vargas? Fare le ossa può essere importante sempre che ci siano squadre che se lo possono permettere. Negli ultimi tre anni, il Napoli è salito di livello. Si possono far crescere i giocatori anche se vanno male, non è sempre facile. Se l'obiettivo è il decimo posto, io posso giocare pure con tutti i giovani. Poi ci sono quelli bravi e quelli meno bravi. Faremo tra un po' le nostre valutazioni, dobbiamo verificare anche cosa c'è sul mercato. Insigne? Spero mi abbia capito. Tutti lo hanno elogiato, io no. Serve continuità, il mio dovere è un altro: il calcio è quello che si fa domani. Se Insigne sbaglia la prossima partita, può essere anche fischiato. Deve avere un equilibrio interiore e attraverso quello di squadra. Se poi riesce a farsi applaudire per tutto il campionato, allora può dire che è bravo. Ho già corretto i suoi errori e lui lo ha capito. Con il Bayer Leverkusen se passava la palla, vincevamo 4-1 e non 2-1. La squadra viene prima di tutto. Chi fa i personalismi, resta in panchina. Se mi dimostra di avere un rendimento superiore a Hamsk e Cavani, gioca di più. Le gerarchie sono dettate dal campo. Se mi faceva il fenomeno con il Braga, poteva giocare pure la Supercoppa. In serie A deve dimostrare in una squadra che lotta per i primi posti. La pressione è altissima. Io non lancio i giovani? Andate a vedere alla Reggina e alla Sampdoria: ovviamente poi bisogna coniugare con i risultati. Posso giocare pure con tutti under 23, io il Napoli lo salvo. Nel nostro dna ci deve stare la vittoria, quando perdiamo ci metto la faccia".
Fonte: Radio Marte
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venerdì 3 agosto 2012
mercoledì 23 maggio 2012
Antonello Perillo: “E’ inutile che la Juve insista per Cavani. De Laurentiis va a caccia di giovani talenti e punta forte su Vargas e Insigne, al quale garantirà un contratto migliore”
La Gazzetta dello Sport torna sull’ipotesi di un corteggiamento della Juve a Cavani. Secondo la “rosea” il dg bianconero Marotta dopo aver proposto al Napoli Matri e 15 milioni di euro per il cartellino del Matador sarebbe ora pronta a rilanciare con una nuova offerta. Ricordiamo che secondo un altro quotidiano sportivo, Tuttosport, la Juve sarebbe disposta ad inserire anche Giovinco. Ieri De Laurentiis ha ribadito per la milionesima volta che Cavani potrebbe eventualmente essere ceduto solo di fronte ad un’offerta folle: regola che vale da sempre per tutti, in tutte le squadre del mondo. Se uno sceicco si presentasse a Barcellona con 300 milioni per Messi… Con Lavezzi destinato ad andarsene, fronte Psg, mi sembra molto difficile che il patron azzurro possa aprire trattative per la cessione del suo fuoriclasse assoluto. De Laurentiis, al contrario, sarà impegnato a fare operazioni in entrata, cominciando dal ritorno di Insigne (al quale garantirà un robusto adeguamento del contratto) per poi passare ad altre trattative riguardanti giovanissimi talenti come Ogbonna,Capuano, Verratti e Gabbiadini. Il Napoli, inoltre, sembra deciso a puntare su un difensore e un esterno sinistro di sicuro spessore: tre o quattro i nomi sul taccuino di Bigon, pronto a sferrare gli opportuni attacchi sul mercato dopo il decisivo incontro tra De Laurentiis e Mazzarri fissato per martedì prossimo. Il tecnico dovrebbe restare, a meno che non rifiuti i piani tecnici del club. E’ noto che Mazzarri prediliga lavorare con giocatori di esperienza. Tra le richieste che gli avanzerà De Laurentiis c’e’ anche quella di valorizzare Vargas, costato 11 milioni e ritenuto un fenomeno dagli osservatori azzurri che lo avevano a lungo seguito in Sudamerica.
Antonello Perillo
Antonello Perillo
domenica 6 maggio 2012
Il Napoli in Sud America a caccia di un vice-Cavani
Si chiama Rodrigo Pastorini, è il centravanti del Racing e nel campionato uruguaiano ha segnato sette gol in sei partite. È finito sul taccuino degli osservatori del Napoli, da sempre attenti a quanto accade sul mercato sudamericano: nello scorso dicembre il capo-osservatori Micheli e l’agente Fifa Mazzoni, procuratore di Lavezzi, perfezionarono l’acquisto del cileno Vargas, costato 11 milioni e quasi mai utilizzato da Mazzarri.
Pastorini ha 22 anni ed è nato a Florida, a circa 100 chilometri da Montevideo. Cresciuto nel Danubio, è passato recentemente al Racing dopo essere stato corteggiato dagli spagnoli del Siviglia. Lo hanno seguito anche club italiani: due anni fa, quando stava per scadere il contratto con il Danubio, era stato corteggiato dal Chievo Verona.
Rodrigo è una prima punta, tuttavia svaria anche a destra e sinistra. Un po’ come Cavani, il superbomber acquistato dal Napoli nel 2010 dopo il quarto posto ai Mondiali in Sudafrica. A completare la colonia uruguaiana vi sono il centrocampista Gargano, uno dei primi giocatori ingaggiati da De Laurentiis dopo il ritorno in serie A cinque anni fa, e il difensore Britos, acquistato nell’estate 2011 dal Bologna per 8 milioni e utilizzato con il contagocce da Mazzarri per problemi fisici. (fonte Il Mattino)
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Secondo il quotidiano torinese Tuttosport, il Napoli sarebbe interessato a Gonzalo Mastriani, attaccante del Cerro e della nazionali uruguaiana under 23, Mastriani, classe ’93, è seguito anche da Torino, Roma, Parma ed Udinese. (fonte Tuttosport)
Pastorini ha 22 anni ed è nato a Florida, a circa 100 chilometri da Montevideo. Cresciuto nel Danubio, è passato recentemente al Racing dopo essere stato corteggiato dagli spagnoli del Siviglia. Lo hanno seguito anche club italiani: due anni fa, quando stava per scadere il contratto con il Danubio, era stato corteggiato dal Chievo Verona.
Rodrigo è una prima punta, tuttavia svaria anche a destra e sinistra. Un po’ come Cavani, il superbomber acquistato dal Napoli nel 2010 dopo il quarto posto ai Mondiali in Sudafrica. A completare la colonia uruguaiana vi sono il centrocampista Gargano, uno dei primi giocatori ingaggiati da De Laurentiis dopo il ritorno in serie A cinque anni fa, e il difensore Britos, acquistato nell’estate 2011 dal Bologna per 8 milioni e utilizzato con il contagocce da Mazzarri per problemi fisici. (fonte Il Mattino)
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Secondo il quotidiano torinese Tuttosport, il Napoli sarebbe interessato a Gonzalo Mastriani, attaccante del Cerro e della nazionali uruguaiana under 23, Mastriani, classe ’93, è seguito anche da Torino, Roma, Parma ed Udinese. (fonte Tuttosport)
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mercoledì 25 aprile 2012
LECCE-NAPOLI 0-2: LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO. Azzurri solidi, cinici e vincenti!
Un Napoli solido e concreto riesce ad imporsi sul temuto campo di Lecce e, grazie anche all’inattesa sconfitta della Lazio a Novara, si ritrova ora di nuovo in pienissima corsa per un posto in Champions. Davvero positiva la prestazione degli azzurri per quanto riguarda grinta e concentrazione; confortanti anche i segnali intravisti sul piano del gioco, poco brillante ma efficace. Ora servirebbe anche un’impresa all’Olimpico contro la Roma. Gli azzurri, che dovrebbero recuperare anche Lavezzi, possono farcela: l’Europa -quella con la E maiuscola- è di nuovo a portata di mano.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: da brividi in un paio di uscite. Ha perso in sicurezza, e di riflesso ne fa perdere all’intera difesa.VOTO: 5.5
CAMPAGNARO: brutto cliente lo sgusciante e fantasioso Muriel, ma lui lo ferma. Esce per infortunio. VOTO: 6.5 (dal 60° FERNANDEZ: si fa tutto sommato trovare pronto, anche se rischia un doppio giallo. VOTO: 6)
CANNAVARO: il capitano prova a ridare compattezza alla difesa e si segnala con il perfetto assist vincente per Cavani che gli vale mezzo voto in più in pagella. VOTO: 7
ARONICA: s’incrocia spesso con Di Michele, ingaggiando duelli all’insegna del mestiere. bene nel primo tempo, meno nella ripresa, quando Di Michele lo semina in un paio di circostanze. VOTO: 6
MAGGIO: buona corsa e qualche incursione degna della sua fama. Al 23° non riesce a finalizzare davanti al portiere avversario. VOTO: 6.5
GARGANO: il Mota corre per due ed è più che mai utile nelle chiusure, raddoppiando davanti alla difesa. VOTO: 7
INLER: discrete le sue geometrie, buoni o il senso della posizione che gli consente di sopperire alla scarsa corsa. VOTO: 6.5
DZEMAILI: va spesso a pressare sui portatori di palla avversari. Nel finale del primo tempo va vicinissimo al gol con una botta dal limite. VOTO: 7
ZUNIGA: deve vedersela col suo temutissimo connazionale Cuadrado, al quale prende subito le misure. Ottima prestazione. VOTO: 7
HAMSIK: un gol fantastico dopo appena 5 minuti. Non entra sempre nel vivo del gioco, ma raramente sbaglia un passaggio. VOTO: 7 (dal 69° VARGAS: si muove benino ma gli manca sempre qualcosa per lasciare il segno. VOTO: 6)
CAVANI: si libera al tiro al 22°, sballando la conclusione. Si riscatta a inizio ripresa siglando da grande bomber il gol del raddoppio. VOTO: 6.5
All. MAZZARRI: privo di Lavezzi, ripropone il 3-5-1-1 visto contro il Novara. La squadra sembra aver ritrovato il filo del gioco e soprattutto della concentrazione. In pochi sarebbero riusciti a vincere su un campo difficile come quello di Lecce. VOTO: 7
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: da brividi in un paio di uscite. Ha perso in sicurezza, e di riflesso ne fa perdere all’intera difesa.VOTO: 5.5
CAMPAGNARO: brutto cliente lo sgusciante e fantasioso Muriel, ma lui lo ferma. Esce per infortunio. VOTO: 6.5 (dal 60° FERNANDEZ: si fa tutto sommato trovare pronto, anche se rischia un doppio giallo. VOTO: 6)
CANNAVARO: il capitano prova a ridare compattezza alla difesa e si segnala con il perfetto assist vincente per Cavani che gli vale mezzo voto in più in pagella. VOTO: 7
ARONICA: s’incrocia spesso con Di Michele, ingaggiando duelli all’insegna del mestiere. bene nel primo tempo, meno nella ripresa, quando Di Michele lo semina in un paio di circostanze. VOTO: 6
MAGGIO: buona corsa e qualche incursione degna della sua fama. Al 23° non riesce a finalizzare davanti al portiere avversario. VOTO: 6.5
GARGANO: il Mota corre per due ed è più che mai utile nelle chiusure, raddoppiando davanti alla difesa. VOTO: 7
INLER: discrete le sue geometrie, buoni o il senso della posizione che gli consente di sopperire alla scarsa corsa. VOTO: 6.5
DZEMAILI: va spesso a pressare sui portatori di palla avversari. Nel finale del primo tempo va vicinissimo al gol con una botta dal limite. VOTO: 7
ZUNIGA: deve vedersela col suo temutissimo connazionale Cuadrado, al quale prende subito le misure. Ottima prestazione. VOTO: 7
HAMSIK: un gol fantastico dopo appena 5 minuti. Non entra sempre nel vivo del gioco, ma raramente sbaglia un passaggio. VOTO: 7 (dal 69° VARGAS: si muove benino ma gli manca sempre qualcosa per lasciare il segno. VOTO: 6)
CAVANI: si libera al tiro al 22°, sballando la conclusione. Si riscatta a inizio ripresa siglando da grande bomber il gol del raddoppio. VOTO: 6.5
All. MAZZARRI: privo di Lavezzi, ripropone il 3-5-1-1 visto contro il Novara. La squadra sembra aver ritrovato il filo del gioco e soprattutto della concentrazione. In pochi sarebbero riusciti a vincere su un campo difficile come quello di Lecce. VOTO: 7
sabato 21 aprile 2012
NAPOLI-NOVARA 2-0. Una vittoria salutare per l’intero ambiente azzurro – LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
Il Napoli regola senza problemi un modestissimo Novara, che aiuta gli azzurri anche con due clamorosi errori difensivi sfruttati alla perfezione da Cavani e Cannavaro. Psicologicamente non era una gara facile per i ragazzi di Mazzarri, reduci da tre sconfitte consecutive, da cinque partite di seguito senza vittorie e da un mare di polemiche. Sul piano del gioco non è stato un Napoli brillante, ma serviva una vittoria che spegnesse le critiche e rilanciasse le ambizioni degli azzurri. Migliore in campo Dzemaili, apparso molto ispirato e a proprio agio come mezzo sinistra con licenza di uccidere nella linea mediana a tre studiata da Mazzarri. Due i punti guadagnati sull’Udinese, fermata sul pari dal Chievo. Ora, in ottica Champions, bisogna sperare nei passi falsi di Lazio e Roma.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: nelle uscite regala un paio di brividi; per il resto, serata tranquilla. VOTO: 6
CAMPAGNARO: limita le giocate di Mascara inseguendo spesso l’avversario anche a metà campo. VOTO: 6.5
CANNAVARO: segna un gol da consumato centravanti, sfondando la porta con un potente tiro dopo un perfetto aggancio col destro. Ingaggia qualche corpo a corpo con Caracciolo, senza arretrare di un centimetro. VOTO: 7
ARONICA: dalle sue parti non arrivano azioni pericolose. Davvero una serata senza problemi. VOTO: 6
MAGGIO: parte molto bene, con un assist non sfruttato da Cavani e con un poderoso colpo di testa neutralizzato sulla linea da Gemiti. Poi la sua azione si limita ad un controllo della fascia, anche perché al rientro dopo l’infortunio. VOTO: 6.5
GARGANO: gran lavoro in fase di corsa e interdizione. Suo il lancio per Cavani che da’ il via all’azione del 2-0. Meno impreciso del solito. VOTO: 6.5
INLER: detta i tempi, senza provare mai a strafare. VOTO: 6 (dal 75° VARGAS: agisce come seconda punta ma non ha il tempo per mettersi in mostra. Tocca comunque bene tre o quattro palloni che gli capitano tra i piedi.S.V.)
ZUNIGA: insieme a Dzemaili è l’uomo che prova a volte a creare superiorità numerica saltando l’avversario. Prestazione generosa anche se non esaltante sotto il profilo della qualità. VOTO: 6.5 (dall’89° DOSSENA: S.V.)
HAMSIK: nessun acuto, ma prova onesta e all’insegna della consueta intelligenza tattica che tutti gli riconoscono. VOTO: 6 (dal 92° AMMENDOLA: in bocca al lupo, ragazzo! Ha esordito in Serie A. S.V.)
DZEMAILI: trova subito la posizione come mezzo sinistro con la rassicurante presenza di Inler al centro. Bravo e generoso nel regalare a Cavani la palla dell’1-0. Le sue incursioni mettono spesso in allarme il lato centro-destro della difesa piemontese. VOTO: 7.5
CAVANI: all’8° spreca una buona occasione, con l’attenuante di essere arrivato al tiro sbilanciato per la pressione di un avversario, per poi riscattarsi col gol segnato a porta vuota su perfetto assist di Dzemaili. Cerca più volte la conclusione personale, ma senza fortuna. VOTO: 6.5
All. MAZZARRI: reduce da tre sconfitte consecutive aveva definito quella contro il modestissimo Novara come “la sfida più importante” della sua gestione azzurra. Presenta un Napoli compatto e con uno Dzemaili ben ispirato. Il vero banco di prova, però, per capire se la crisi è finita sarà quello della trasferta di Lecce. VOTO: 6.5
Antonello e Luca Perillo
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: nelle uscite regala un paio di brividi; per il resto, serata tranquilla. VOTO: 6
CAMPAGNARO: limita le giocate di Mascara inseguendo spesso l’avversario anche a metà campo. VOTO: 6.5
CANNAVARO: segna un gol da consumato centravanti, sfondando la porta con un potente tiro dopo un perfetto aggancio col destro. Ingaggia qualche corpo a corpo con Caracciolo, senza arretrare di un centimetro. VOTO: 7
ARONICA: dalle sue parti non arrivano azioni pericolose. Davvero una serata senza problemi. VOTO: 6
MAGGIO: parte molto bene, con un assist non sfruttato da Cavani e con un poderoso colpo di testa neutralizzato sulla linea da Gemiti. Poi la sua azione si limita ad un controllo della fascia, anche perché al rientro dopo l’infortunio. VOTO: 6.5
GARGANO: gran lavoro in fase di corsa e interdizione. Suo il lancio per Cavani che da’ il via all’azione del 2-0. Meno impreciso del solito. VOTO: 6.5
INLER: detta i tempi, senza provare mai a strafare. VOTO: 6 (dal 75° VARGAS: agisce come seconda punta ma non ha il tempo per mettersi in mostra. Tocca comunque bene tre o quattro palloni che gli capitano tra i piedi.S.V.)
ZUNIGA: insieme a Dzemaili è l’uomo che prova a volte a creare superiorità numerica saltando l’avversario. Prestazione generosa anche se non esaltante sotto il profilo della qualità. VOTO: 6.5 (dall’89° DOSSENA: S.V.)
HAMSIK: nessun acuto, ma prova onesta e all’insegna della consueta intelligenza tattica che tutti gli riconoscono. VOTO: 6 (dal 92° AMMENDOLA: in bocca al lupo, ragazzo! Ha esordito in Serie A. S.V.)
DZEMAILI: trova subito la posizione come mezzo sinistro con la rassicurante presenza di Inler al centro. Bravo e generoso nel regalare a Cavani la palla dell’1-0. Le sue incursioni mettono spesso in allarme il lato centro-destro della difesa piemontese. VOTO: 7.5
CAVANI: all’8° spreca una buona occasione, con l’attenuante di essere arrivato al tiro sbilanciato per la pressione di un avversario, per poi riscattarsi col gol segnato a porta vuota su perfetto assist di Dzemaili. Cerca più volte la conclusione personale, ma senza fortuna. VOTO: 6.5
All. MAZZARRI: reduce da tre sconfitte consecutive aveva definito quella contro il modestissimo Novara come “la sfida più importante” della sua gestione azzurra. Presenta un Napoli compatto e con uno Dzemaili ben ispirato. Il vero banco di prova, però, per capire se la crisi è finita sarà quello della trasferta di Lecce. VOTO: 6.5
Antonello e Luca Perillo
Antonello Perillo: “C’è qualcosa che non va…”
Le scuole di pedagogia di tutto il mondo spiegano che i buoni maestri sono quelli che sanno tirare fuori il meglio dai propri allievi. E allora, con tutto il rispetto per Mazzarri e per il suo validissimo staff, mi chiedo come sia possibile che… Edu Vargas da quattro mesi a questa parte non sia stato ancora messo in condizione di giocare una partita da titolare… Federico Fernandez da 9 mesi sia in grado di giocare solo una volta sì e quattro no…Ignacio Fideleff, anche lui giunto la scorsa estate, sia ridotto a fare l’abbonato non pagante in tribuna… l’attempato Santana sia stato spedito via… l’attempatissimo Lucarelli faccia il preparatore… l’indispensabile Britos (poverino, ha recuperato dall’infortunio da soli 3 mesi) stia quasi sempre in panchina… il misterioso Chavez sia stato rispedito via… il talentuoso Dezi sia letteralmente scomparso… un certo Ruiz, forse il miglior difensore della Liga spagnola, sia stato ceduto al Valencia… C’è qualcosa che non va. Mi spiace dirlo, ma ne sono convinto. C’è qualcosa che non funziona nel rapporto tra Mazzarri, Bigon e lo stesso De Laurentiis. Non ci prendano per stupidi. Tutti gli acquisti sono stati smentiti dal mister, se escludiamo Inler (che pure non rende come dovrebbe) e Dzemaili (che pure è ridotto a riserva di lusso). E la stessa cosa accadde l’anno precedente: a parte Ruiz, vogliamo parlare di José Ernesto Sosa, di Yebda (che pur non demeritando non è stato riscattato), del ridicolo Cribari, del fenomeno Dumitru e dello stesso Mascara? Cavani, lo sanno le pietre, è stato acquistato personalmente dal presidente De Laurentiis: una sua geniale intuizione. Da tempo sostengo che De Laurentiis debba convocare l’allenatore e il direttore sportivo e chiarire meriti e responsabilità, per farne tesoro in vista della prossima stagione.Io al posto del patron starei incavolato come una bestia, soprattutto dopo le ultime dichiarazioni del mister. Arriviamo alla 33esima giornata di campionato e Vargas non gioca neppure contro il già retrocesso Novara, per giunta al San Paolo, per giunta senza l’infortunato Lavezzi e lo squalificato Pandev? Ma come deve sentirsi questo ragazzo cileno, che in casa sua era un idolo, che è arrivato secondo al Pallone d’Oro Sudamericano dietro a un certo Neymar e davanti a un certo Ganso, che è stato corteggiato e contattato dagli osservatori di Chelsea, City e Inter e che è arrivato a Napoli lo scorso Natale accolto come un eroe?!? Ma davvero è così ciuccio che in quattro mesi non è stato capace di intendere il complicatissimo calcio mazzarriano? E come dovrebbe sentirsi De Laurentiis? Forse gli hanno fatto il pacco? E allora licenzi Bigon e i suoi osservatori, il tanto celebrato Micheli in testa, che gli hanno fatto investire 11 milioni di euro per uno che evidentemente non vale un fico secco. Mazzarri oggi ha detto per la milionesima volta che “ai giovani va dato tempo e che non possono essere bruciati”… Vargas non è un ragazzino di primo pelo, così come non lo è lo stesso Pandev che al 99% se ne andrà, perché, consapevole di non essere secondo a nessuno nel Napoli in quanto a classe e tecnica, si è stufato di accontentarsi di un ruolo secondario nel progetto del tecnico.Io al posto del patron starei incavolato come una bestia, soprattutto dopo le ultime dichiarazioni del mister. Arriviamo alla 33esima giornata di campionato e Vargas non gioca neppure contro il già retrocesso Novara, per giunta al San Paolo, per giunta senza l’infortunato Lavezzi e lo squalificato Pandev? Ma come deve sentirsi questo ragazzo cileno, che in casa sua era un idolo, che è arrivato secondo al Pallone d’Oro Sudamericano dietro a un certo Neymar e davanti a un certo Ganso, che è stato corteggiato e contattato dagli osservatori di Chelsea, City e Inter e che è arrivato a Napoli lo scorso Natale accolto come un eroe?!? Ma davvero è così ciuccio che in quattro mesi non è stato capace di intendere il complicatissimo calcio mazzarriano? E come dovrebbe sentirsi De Laurentiis? Forse gli hanno fatto il pacco? E allora licenzi Bigon e i suoi osservatori, il tanto celebrato Micheli in testa, che gli hanno fatto investire 11 milioni di euro per uno che evidentemente non vale un fico secco. Mazzarri oggi ha detto per la milionesima volta che “ai giovani va dato tempo e che non possono essere bruciati”… Vargas non è un ragazzino di primo pelo, così come non lo è lo stesso Pandev che al 99% se ne andrà, perché, consapevole di non essere secondo a nessuno nel Napoli in quanto a classe e tecnica, si è stufato di accontentarsi di un ruolo secondario nel progetto del tecnico.
mercoledì 1 febbraio 2012
NAPOLI-CESENA 0-0. Azzurri poco brillanti e non aiutati dalla sorte
Solo un pareggio per il Napoli, in quella che doveva essere la partita del riscatto. Neppure una rete contro il Cesena, terzultimo in classifica. Azzurri deludenti e in difficoltà, come sempre, contro una provinciale. Ormai è piena sindrome. Ogni volta che si affronta una piccola, il Napoli balbetta e non riesce a ritrovarsi. Da evidenziare che anche i romagnoli hanno giocato schierandosi “a specchio”, cioè impiegando la difesa a tre e intasando le fasce. Nel finale ci si mettono anche la sorte e l’arbitro: a Pandev annullato un gol che sembrava regolare.
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Il Napoli parte ancora una volta sotto tono, come nei recenti impegni di campionato contro Bologna e Siena. Manovra scontata, ritmo lento, difficoltà a trovare spazio nelle strette marcature predisposte dal tecnico dei romagnoli Arrigoni. Già privo di Lavezzi, squalificato, Mazzarri rinuncia anche all’inventiva di Hamsik, preferendogli Dzemaili che non ha il passo e la tecnica di un trequartista. Vargas, fenomeno sudamericano, ancora una volta parte dalla panchina. E’ Pandev l’unico a non tradire le attese nella prima frazione di gara. Sue le sole due occasioni degli azzurri.
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Nella ripresa Mazzarri ci ripensa: dentro Hamsik, fuori un deludente Inler. La musica non cambia, nonostante una fiammata: colpo di testa di Cavani, palo esterno. Al 60° esce Britos ed entra Zuniga. Il Napoli si schiera con un 4-3-3. E’ Pandev ad andare ancora una volta al tiro, ma senza fortuna, al 70°. Poi viene lanciato nella mischia anche Vargas. Nel finale assedio degli azzurri, che si sbilanciano rischiando anche qualcosa. E’ sempre Pandev ad impegnare Antonioli con una girata al volo.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: spettatore non pagante. Poteva vedersela da casa. S. V.
CAMPAGNARO: soffre quando il talentuoso e rapido Rennella lo punta. VOTO: 5.5
ARONICA:impiegato come centrale gioca col consueto mestiere, limitandosi a fare l’essenziale ma senza dare sicurezza al reparto. In un paio di uscite centrali verso la metà campo sembra incerto. VOTO: 5.5
BRITOS: prestazione discreta, anche perchè le punte cesenate hanno giocato con la marcia indietro. VOTO: 6 (dal 60° ZUNIGA: prima come mediano, poi come terzino sinistro, prova a dare un contributo, senza brillare. Due tiri sballati. VOTO: 5.5)
MAGGIO: prestazione onesta ma non al livello dell’esterno destro della Nazionale. Mancano le sue poderose percussioni sulla destra. VOTO: 5.5
GARGANO:corre molto, ma contro il muro cesenate servirebbe più qualcuno dal passaggio filtrante che un ottimo cursore come l’uruguaiano. Il meglio lo da’ in un recupero nel finale su Martinez. VOTO: 6
INLER: prestazione avvilente. Vaga in mezzo al campo senza uno straccio di idea. Mazzarri non può che sostituirlo. VOTO: 4 (dal 46° HAMSIK: non riesce mai a liberarsi al tiro, ma si allarga spesso sulla sinistra creando qualche pericolo. VOTO: 6)
DOSSENA: accompagna molto la manovra offensiva e si distingue, come sempre, per qualche buon cross. Ma il Napoli, si sa, non ha grandi colpitori di testa. VOTO: 6 (dal 73° VARGAS: se gli passassero il pallone potremmo anche avere una conferma o meno slle sue qualità. Va anche detto che fatica a trovare la posizione, anche perchè lanciato nella mischia con gli schemi saltati. S.V.)
DZEMAILI: era stato acquistato per fare coppia con Inler sulla mediana, ma viene schierato come finto Hamsik. Se la cava dignitosamente anche se non ha l’inventiva dello slovacco nè la tecnica sopraffina di Vargas. Meglio quando, con Marek in campo, occupa la posizione abituale. VOTO: 6
PANDEV: sua la prima conclusione del Napoli, con una girata di poco a lato al 23°. Vicino al gol anche al 27° con una botta dal limite respinta da Antonioli. Da’ vivacità alla manovra offensiva. va cinque volte al tiro e confeziona allo scadere un assist al bacio non sfruttato da Cavani. VOTO:7
CAVANI: spreca un’occasione cogliendo di testa il palo esterno a inizio ripresa con mezza porta spalancata. Tira addosso ad Antonioli in uscita nel finale. VOTO:5.5
All. MAZZARRI:come PIoli e Sannino, anche Arrigoni gli schiera gli avversari “a specchio”, neutralizzando la fluidità del gioco azzurro. Ormai è diventato il segreto di Pulcinella. Non ci convince (e lo avevamo scritto da prima) l’idea di partire con Dzemaili trequartista, peraltro in una gara interna contro una provinciale. VOTO: 5
Antonello e Luca Perillo
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Il Napoli parte ancora una volta sotto tono, come nei recenti impegni di campionato contro Bologna e Siena. Manovra scontata, ritmo lento, difficoltà a trovare spazio nelle strette marcature predisposte dal tecnico dei romagnoli Arrigoni. Già privo di Lavezzi, squalificato, Mazzarri rinuncia anche all’inventiva di Hamsik, preferendogli Dzemaili che non ha il passo e la tecnica di un trequartista. Vargas, fenomeno sudamericano, ancora una volta parte dalla panchina. E’ Pandev l’unico a non tradire le attese nella prima frazione di gara. Sue le sole due occasioni degli azzurri.
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Nella ripresa Mazzarri ci ripensa: dentro Hamsik, fuori un deludente Inler. La musica non cambia, nonostante una fiammata: colpo di testa di Cavani, palo esterno. Al 60° esce Britos ed entra Zuniga. Il Napoli si schiera con un 4-3-3. E’ Pandev ad andare ancora una volta al tiro, ma senza fortuna, al 70°. Poi viene lanciato nella mischia anche Vargas. Nel finale assedio degli azzurri, che si sbilanciano rischiando anche qualcosa. E’ sempre Pandev ad impegnare Antonioli con una girata al volo.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: spettatore non pagante. Poteva vedersela da casa. S. V.
CAMPAGNARO: soffre quando il talentuoso e rapido Rennella lo punta. VOTO: 5.5
ARONICA:impiegato come centrale gioca col consueto mestiere, limitandosi a fare l’essenziale ma senza dare sicurezza al reparto. In un paio di uscite centrali verso la metà campo sembra incerto. VOTO: 5.5
BRITOS: prestazione discreta, anche perchè le punte cesenate hanno giocato con la marcia indietro. VOTO: 6 (dal 60° ZUNIGA: prima come mediano, poi come terzino sinistro, prova a dare un contributo, senza brillare. Due tiri sballati. VOTO: 5.5)
MAGGIO: prestazione onesta ma non al livello dell’esterno destro della Nazionale. Mancano le sue poderose percussioni sulla destra. VOTO: 5.5
GARGANO:corre molto, ma contro il muro cesenate servirebbe più qualcuno dal passaggio filtrante che un ottimo cursore come l’uruguaiano. Il meglio lo da’ in un recupero nel finale su Martinez. VOTO: 6
INLER: prestazione avvilente. Vaga in mezzo al campo senza uno straccio di idea. Mazzarri non può che sostituirlo. VOTO: 4 (dal 46° HAMSIK: non riesce mai a liberarsi al tiro, ma si allarga spesso sulla sinistra creando qualche pericolo. VOTO: 6)
DOSSENA: accompagna molto la manovra offensiva e si distingue, come sempre, per qualche buon cross. Ma il Napoli, si sa, non ha grandi colpitori di testa. VOTO: 6 (dal 73° VARGAS: se gli passassero il pallone potremmo anche avere una conferma o meno slle sue qualità. Va anche detto che fatica a trovare la posizione, anche perchè lanciato nella mischia con gli schemi saltati. S.V.)
DZEMAILI: era stato acquistato per fare coppia con Inler sulla mediana, ma viene schierato come finto Hamsik. Se la cava dignitosamente anche se non ha l’inventiva dello slovacco nè la tecnica sopraffina di Vargas. Meglio quando, con Marek in campo, occupa la posizione abituale. VOTO: 6
PANDEV: sua la prima conclusione del Napoli, con una girata di poco a lato al 23°. Vicino al gol anche al 27° con una botta dal limite respinta da Antonioli. Da’ vivacità alla manovra offensiva. va cinque volte al tiro e confeziona allo scadere un assist al bacio non sfruttato da Cavani. VOTO:7
CAVANI: spreca un’occasione cogliendo di testa il palo esterno a inizio ripresa con mezza porta spalancata. Tira addosso ad Antonioli in uscita nel finale. VOTO:5.5
All. MAZZARRI:come PIoli e Sannino, anche Arrigoni gli schiera gli avversari “a specchio”, neutralizzando la fluidità del gioco azzurro. Ormai è diventato il segreto di Pulcinella. Non ci convince (e lo avevamo scritto da prima) l’idea di partire con Dzemaili trequartista, peraltro in una gara interna contro una provinciale. VOTO: 5
Antonello e Luca Perillo
Antonello Perillo: “Il miglior colpo di tutto il mercato di gennaio lo ha fatto il Napoli con Vargas. Stasera vorrei vederlo subito in campo”
Leggo e rileggo gli acquisti e le cessioni delle venti squadre di Serie A e mi convinco sempre più che se il Napoli avesse annunciato l’arrivo di Vargas negli ultimi giorni del mercato di gennaio ora tutti riconosceremmo al club azzurro il merito di aver messo a segno il miglior colpo di tutta la sessione invernale. De Laurentiis, d’altronde, ha investito ben 13 milioni di euro per il cartellino del cileno: nessun altro giocatore è stato pagato tanto a gennaio. E’ vero che Palombo o Candreva potevano servire al Napoli, è vero pure che un difensore come Bocchetti sarebbe stato perfetto, ma nomi alla mano quello di Vargas è il più forte tra tutti quelli che hanno movimentato l’intero mercato. Forse solo il Genoa con l’acquisto di Gilardino, comunque scartato dalla Fiorentina, e la Juventus con Borriello possono vantarsi di aver fatto colpi di una certa importanza. Altri nomi?Amauri è mezzo cotto, Maxi Lopez era finito in panchina nel Catania, Guarin ha giocato pochissime partite nelle ultime due stagioni, Caceres è un buon difensore e nulla più. Vargas è un mezzo fenomeno, a tal punto da aver trascinato l’Universidad del Chile alla conquista dello scudetto e della Copa Sudamericana e da essersi personalmente piazzato, dietro ad un certo Neymar, secondo al Pallone d’Oro del Sudamerica. Ora spero solo di vederlo in campo. Un mese di ambientamento dovrebbe essere sufficiente per farlo finalmente partire titolare. Quale migliore occasione dell’arrivo del Cesena, che presumibilmente stasera farà le barricate, e della squalifica di Lavezzi? Vargas va messo in condizione di esprimersi al meglio, come trequartista sulla destra, con Cavani centrale e uno tra Pandev e Hamsik a sinistra. Dubito, però, che Mazzarri lo schierera’ titolare. Il nostro (bravissimo) tecnico l’ho più volte definito un “conservatore” in termini di gestione delle risorse umane: prima di lanciare nella mischia un neo acquisto ci pensa dieci volte. Ma su Vargas spero faccia un’eccezione. Quanto meno per motivi di politica societaria. Già sento vacillare le certezze di tanti tifosi, che erano entusiasti dell’acquisto di Vargas e che ora temono che sia invece addirittura un “pacco”. Una confortante prestazione di Vargas contro il Cesena potrebbe anche servire a far ritrovare un po’ di sano entusiasmo alla ribollente tifoseria azzurra e, perche’ no, a restituire il sorriso a De Laurentiis, che nell’operazione Vargas ha investito soldi cash, a differenza di Moratti che ha preso Guarin e Palombo in prestito dopo aver incassato 15 milioni per le cessioni di Thiago Motta al Psg e di meta’ Viviano al Palermo.
sabato 14 gennaio 2012
Careca: “Date tempo a Vargas. E’ giovanissimo e viene da lontano”
Careca intervistato da Il Mattino: “Ai miei tempi non
facevano che paragonarmi ad Altafini o a Clerici ma io avevo già 27 anni
e certi discorsi non mi spaventavano. Lui, invece, è giovanissimo. E
magari sentirsi paragonato a Fonseca o a Giordano può mettergli qualche
ansia in più. Non farei drammi per la prova in Coppa Italia, è arrivato
lì da voi da pochi giorni: non dimenticatevi che ha lasciato la calda
estate sudamericana per venire a giocare nel freddo dell’Europa. Anche
questo può influenzare la prestazione di un giocatore. Bisogna avere
pazienza quando si fanno investimenti così importanti. Bisogna sapere
che non possono andare in campo subito, che devono capire prima il
campionato italiano. Non è un salto facile da Santiago del Cile a
Napoli. A parte i problemi di lingua, ci si mette del tempo a capire il
vostro calcio. E se poi non si gioca quasi mai, può capitare che
s’abbassi il morale”.
giovedì 12 gennaio 2012
Varriale: “La Coppa Italia obiettivo concreto per il Napoli”
Il giornalista della Rai Enrico Varriale è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli nel corso della trasmissione Radio Goal:”Questa sera sarò allo stadio per commentare Napoli-Cesena e per vedere per la prima volta Edu Vargas all’opera in Italia. La società partenopea si è assicurata le sue prestazioni bruciando la concorrenza di tanti club stranieri e dell’Inter. C’è grandissima curiosità attorno al cileno, sarà il suo esordio l’attrattiva principale della gara di stasera. Coppa Italia? Dai quarti di finale diventa una competizione importante. Credo che il Napoli, che sta costruendo un percorso di crescita straordinario, ha bisogno di un trofeo da alzare. Quest’anno la Coppa Italia può essere l’obiettivo più alla portata, senza però tralasciare il campionato e la Champions League. La crescita del Napoli passa per la crescita dei giocatori più importanti come Hamsik, Lavezzi, Vargas e gli altri”. (fonte IamNaples)
mercoledì 11 gennaio 2012
Calcio, Petrazzuolo: "Basta voci su Lavezzi!"
Antonio Petrazzuolo, direttore di "Napoli Magazine", e' intervenuto su Radio Punto Zero all'interno
della rubrica "Tutti in rete con "Napoli Magazine" in "Campania Radio
Sport Fuori Gara" (lun.-ven. 15:00-16:00, con le Ultimissime di "Napoli
Magazine" tutti i giorni alle 15:50, da non perdere il mercoledi' e il
venerdi' dalle 15:45 alle 16:00 il filo diretto con i tifosi via
telefono, 081.5123700, Sms. 347.5123700 e Facebook sui profili di
Antonio Petrazzuolo e Michele Sibilla), trasmissione condotta da Michele
Sibilla, per fare il punto sul Napoli: "Le voci su Lavezzi?
Trovo veramente di cattivo gusto alimentare voci di mercato quando il
"Pocho" in prima persona ha ribadito la sua volonta' di fare bene a
Napoli nel corso di questa stagione. Nella testa dei giocatori
c'e' un solo pensiero: la rimonta in campionato, poi a febbraio si
pensera' al Chelsea in Champions. Vargas? L'ho visto per la prima volta in allenamento a Castel Volturno. Le impressioni sono buone, ma capisco Mazzarri: come si fa a togliere uno tra Lavezzi, Hamsik, Pandev e Cavani? Sono sicuro che avra' la sua chance ma, come mi ha ricordato mio padre poco fa, se un certo Zola
non giocava perche' di fronte aveva un certo Diego Armando Maradona non
possiamo crearci da soli il problema Vargas. Mazzarri sapra' come
gestirli. Messi Pallone d'Oro? Giusto cosi', e' attualmente il
calciatore piu' completo in circolazione. Mascara a Novara? Il tecnico ha parlato di operazioni in uscita necessarie. Il video su De Sanctis? Ha fatto bene a smentire tutto. Un centrocampista in arrivo? Il nome piu' gettonato resta quello di Candreva, se Santana va al Cesena. L'allenamento a Castel Volturno aperto alla stampa?
E' stato un piacere ritornare a lavorare sul campo, speriamo
di ritornarci presto per raccontarvi cio' che accade da vicino sul
terreno di gioco".
martedì 10 gennaio 2012
Mazzarri: “Non so essere ruffiano e non mi godo le vittorie ma mi consumo e smetterò presto. Lo scudetto a Napoli? Se mi danno tempi giusti e poteri ampi…”
Bentornato a Mazzarri, il «grande» antipatico.
«So bene che non godo della fama di simpatico, ma di questo poi parleremo. Però, scusi, da dove sarei tornato?».
3-1 a Palermo, prestazione sontuosa: siete riemersi dalla normalità….
«Ah certo, normalità sarebbe quello che ha fatto il Napoli sino ad oggi? Io lo trovo eccezionale. Eravamo in zona retrocessione, quando arrivai: ora siamo nella scia delle grandi, negli ottavi di Champions».
«So bene che non godo della fama di simpatico, ma di questo poi parleremo. Però, scusi, da dove sarei tornato?».
3-1 a Palermo, prestazione sontuosa: siete riemersi dalla normalità….
«Ah certo, normalità sarebbe quello che ha fatto il Napoli sino ad oggi? Io lo trovo eccezionale. Eravamo in zona retrocessione, quando arrivai: ora siamo nella scia delle grandi, negli ottavi di Champions».
Diciamoci tutto, stavolta: antipatico….
«Perché sono vero, uno uscito dal bronx non riesce a fingere, mai. Io sono stato trasparente sin dalla giovinezza e sono rimasto tale e quale». E poi: presuntuoso….
«Perché so. Ho consapevolezza dei miei mezzi, della mia conoscenza, della mia cultura calcistica. E quando non so, studio: ripresi a scrivere a macchina per stendere belle relazioni; poi ho imparato l’inglese, perché serve sempre».
«Perché sono vero, uno uscito dal bronx non riesce a fingere, mai. Io sono stato trasparente sin dalla giovinezza e sono rimasto tale e quale». E poi: presuntuoso….
«Perché so. Ho consapevolezza dei miei mezzi, della mia conoscenza, della mia cultura calcistica. E quando non so, studio: ripresi a scrivere a macchina per stendere belle relazioni; poi ho imparato l’inglese, perché serve sempre».
E ancora: permaloso….
«Con chi pensa di offendere la mia intelligenza, non in assoluto. Guai se uno ha l’idea malsana di volermi fregare, di fare il furbo: io sono frontale». Parliamo di calcio, anzi di Mazzarri allenatore.
«E’ il garante della giustizia. I calciatori lo sanno: sono il loro scudo, perché loro sono i protagonisti. Lavoro per dare ai ragazzi le giuste indicazioni, gli input dei quali hanno bisogno. Ognuno è un mio figlio adottivo, ma in generale privilegio i rapporti con chiunque all’interno dello spogliatoio: perché la parola gruppo è spesso abusata, ma ha un suo valore intrinseco».
«Con chi pensa di offendere la mia intelligenza, non in assoluto. Guai se uno ha l’idea malsana di volermi fregare, di fare il furbo: io sono frontale». Parliamo di calcio, anzi di Mazzarri allenatore.
«E’ il garante della giustizia. I calciatori lo sanno: sono il loro scudo, perché loro sono i protagonisti. Lavoro per dare ai ragazzi le giuste indicazioni, gli input dei quali hanno bisogno. Ognuno è un mio figlio adottivo, ma in generale privilegio i rapporti con chiunque all’interno dello spogliatoio: perché la parola gruppo è spesso abusata, ma ha un suo valore intrinseco».
Parliamo di risultati: con il Napoli.
«Siamo in continua crescita e quando sento dire che, paradossalmente, saremmo stati un pochino deludenti in campionato, mi ci arrabbio. Ma voi pensate che un club vada giudicato per la sua posizione in classifica e non per ciò che ha offerto nel corso della stagione? Mettiamo pure che abbiamo qualche punto in meno, ma cosa e chi decide che dovremmo essere primi, secondi o terzi?». Infatti: dove dovreste essere?
«Ragiono applicando teorie personali: siamo da due anni tra le grandi, essere lì è il premio per una maturazione complessiva, non una eredità del passato. Il Milan, la Juventus, l’Inter hanno l’abitudine a lottare per il vertice, noi no. Il Milan, la Juventus, l’Inter, ma anche la Roma e la Lazio hanno un monte-ingaggi che fa la differenza. E’ quello che determina il valore d’una squadra, non quanto spendi per acquistare un calciatore».
«Siamo in continua crescita e quando sento dire che, paradossalmente, saremmo stati un pochino deludenti in campionato, mi ci arrabbio. Ma voi pensate che un club vada giudicato per la sua posizione in classifica e non per ciò che ha offerto nel corso della stagione? Mettiamo pure che abbiamo qualche punto in meno, ma cosa e chi decide che dovremmo essere primi, secondi o terzi?». Infatti: dove dovreste essere?
«Ragiono applicando teorie personali: siamo da due anni tra le grandi, essere lì è il premio per una maturazione complessiva, non una eredità del passato. Il Milan, la Juventus, l’Inter hanno l’abitudine a lottare per il vertice, noi no. Il Milan, la Juventus, l’Inter, ma anche la Roma e la Lazio hanno un monte-ingaggi che fa la differenza. E’ quello che determina il valore d’una squadra, non quanto spendi per acquistare un calciatore».
Riassumiamo: va bene così la stagione?
«Nel suo complesso, benissimo. Aspettiamo la sfida con il Chelsea, in campionato siamo nella scia dell’establishment, abbiamo valorizzato calciatori, abbiamo un futuro. Poi, vabbé, io sono incontentabile e la prima cosa che ho detto ai ragazzi, vinta la gara di Palermo, è stata: nel primo tempo abbiamo concesso troppo». Andiamo per gradi: a chi va lo scudetto?
«Io penso che il Milan abbia qualche possibilità in più della Juventus, per una serie di motivi. Credo anche nell’Inter. Però alla fine e alla lunga la spunta il Milan».
Il suo preferito è…
«Guardiola. E se qualcuno pensa che allenare il Barcellona sia un vantaggio, ha capito ben poco. Ha solo da perderci, poverino, e invece trionfa sempre, giocando un calcio da brividi. E poi è una bella persona. A me piace in ogni suo atteggiamento. In Italia, invece, mi piacciono molto Allegri e Conte, che si stanno giocando alla grande le chanches loro concesse».
E Mourinho le garba?
«Non scherziamo: stiamo parlando di un fenomeno. L’uomo ha capacità di gestione delle situazioni, direi ambientali e mediatiche, fuori dal comune. Ne ho enorme considerazione».
Il suo modello di riferimento?
«Non mi è mai piaciuto rifarmi a qualcuno, ma per quanto mi riguarda, devo un grazie a Renzo Ulivieri, che mi ha offerto una possibilità. Ai suoi tempi era innovatore, geniale, colto, maniaco».
Lei è ossessivo e ossessionato?
«Non gusto le vittorie, perché cinque minuti dopo la fine della partita sono già proiettato sulla sfida successiva. Io mi consumo: smetterò presto, prima di quanto si pensi».
«Nel suo complesso, benissimo. Aspettiamo la sfida con il Chelsea, in campionato siamo nella scia dell’establishment, abbiamo valorizzato calciatori, abbiamo un futuro. Poi, vabbé, io sono incontentabile e la prima cosa che ho detto ai ragazzi, vinta la gara di Palermo, è stata: nel primo tempo abbiamo concesso troppo». Andiamo per gradi: a chi va lo scudetto?
«Io penso che il Milan abbia qualche possibilità in più della Juventus, per una serie di motivi. Credo anche nell’Inter. Però alla fine e alla lunga la spunta il Milan».
Il suo preferito è…
«Guardiola. E se qualcuno pensa che allenare il Barcellona sia un vantaggio, ha capito ben poco. Ha solo da perderci, poverino, e invece trionfa sempre, giocando un calcio da brividi. E poi è una bella persona. A me piace in ogni suo atteggiamento. In Italia, invece, mi piacciono molto Allegri e Conte, che si stanno giocando alla grande le chanches loro concesse».
E Mourinho le garba?
«Non scherziamo: stiamo parlando di un fenomeno. L’uomo ha capacità di gestione delle situazioni, direi ambientali e mediatiche, fuori dal comune. Ne ho enorme considerazione».
Il suo modello di riferimento?
«Non mi è mai piaciuto rifarmi a qualcuno, ma per quanto mi riguarda, devo un grazie a Renzo Ulivieri, che mi ha offerto una possibilità. Ai suoi tempi era innovatore, geniale, colto, maniaco».
Lei è ossessivo e ossessionato?
«Non gusto le vittorie, perché cinque minuti dopo la fine della partita sono già proiettato sulla sfida successiva. Io mi consumo: smetterò presto, prima di quanto si pensi».
Sembra una confessione alla Agassi: odio il mio mondo…
«Non arrivò a ciò, ma a certe finzioni sono allergico. Non alleno la stampa, non so essere ruffiano, diversamente non saprei essere, non sarei Mazzarri. Sono onesto intellettualmente; poi ci sta di sbagliare, ma la buona fede è sempre fatta salva». Siamo in tema di rivelazioni: si dà il tempo di vincere lo scudetto?
«Ne ho vinti tanti di scudetti, facendo coincidere risultati con bilanci, da Acireale, la prima squadra salvata, al Napoli, con il quale sono andato in Champions, c’è dell’altro: la salvezza con la Reggina a meno undici ma partendo da meno quindici, l’Europa e la finale di Coppa Italia con la Samp. E mai un esonero. Crede sia poco?».
Dica un’altra verità: dopo le turbolenze della passata estate, quest’anno si sentiva più a rischio che in passato?
«L’ho sospettato, è vero. Poteva bastare qualche risultato negativo per rinfocolare le tensioni di nove mesi fa. Ma se siamo qua, vuol dire che siamo stati tutti bravi, me compreso….».
Perdoni la domanda: ci resterà ancora?
«Ho un contratto fino al 2013 ed intendo rispettarlo».
«Non arrivò a ciò, ma a certe finzioni sono allergico. Non alleno la stampa, non so essere ruffiano, diversamente non saprei essere, non sarei Mazzarri. Sono onesto intellettualmente; poi ci sta di sbagliare, ma la buona fede è sempre fatta salva». Siamo in tema di rivelazioni: si dà il tempo di vincere lo scudetto?
«Ne ho vinti tanti di scudetti, facendo coincidere risultati con bilanci, da Acireale, la prima squadra salvata, al Napoli, con il quale sono andato in Champions, c’è dell’altro: la salvezza con la Reggina a meno undici ma partendo da meno quindici, l’Europa e la finale di Coppa Italia con la Samp. E mai un esonero. Crede sia poco?».
Dica un’altra verità: dopo le turbolenze della passata estate, quest’anno si sentiva più a rischio che in passato?
«L’ho sospettato, è vero. Poteva bastare qualche risultato negativo per rinfocolare le tensioni di nove mesi fa. Ma se siamo qua, vuol dire che siamo stati tutti bravi, me compreso….».
Perdoni la domanda: ci resterà ancora?
«Ho un contratto fino al 2013 ed intendo rispettarlo».
E a Napolil’humus per lo scudetto esiste?
«Esiste eccome, però in tempi ragionevoli. Ma se lei s’aspetta che le dica: lo vinciamo quest’anno, è fuori strada. Qui si può costruire su quanto è già stato edificato in questi sette anni e soprattutto negli ultimi due. Basta poco. E quindi, avendo poteri ampi, si può fare». Cos’è il Napoli dei miracoli?
«E’ una squadra che ha un gioco, una identità e anche un’anima.Pandev, a Palermo, ha espresso un concetto meravigliosamente gratificante: come si lavora qui non si lavora da nessuna parte. E lui ha conquistato il triplete con l’Inter. E’ vero, non lasciamo niente al caso, abbiamo la massima attenzione su qualsiasi particolare che può sembrare irrilevante e che invece può divenire determinante. Le partite si decidono talvolta con un episodio».
Si racconta che con Cavani, alla vigilia della gara con il Genoa, ci sia stato un colloquio chiarificatore….
«Non avevamo niente da chiarire ma tra uomini si parla. Non c’erano attriti, però avevamo il bisogno di confrontarci. Che poi abbia segnato al Genoa e anche a Palermo, mah, forse è un caso».
A proposito, come mai i presidenti delle «altre» star non l’hanno cercata?
«Intanto, qualche messaggio in passato è arrivato. Ma è vero, sono rigoroso: rispetto i ruoli e chiedo di essere ricambiato. Di tattica non discuto, però ascolto e spiego. Faccio l’allenatore perché mi piace e per cercare di garantire risultati al mio club. Fino ad oggi ci sono riuscito».
Quando le dicono che gioca in contropiede s’infuria….
«Il Napoli osa, attacca, segna, ha una manovra offensiva che parte da dietro, uno studio dei particolari. Non mi offende l’etichetta ma la visione deformata della realtà, la falsità».
A proposito, è l’allenatore più pagato d’Italia…
«Mica conosco la dichiarazione dei redditi degli altri. E poi a me interessa produrre redditi, valorizzare i miei giocatori. Un tecnico deve avere tra le proprie corde una vocazione da manager, deve guadagnare per quanto produce, come un qualsiasi manager di azienda. Ecco perché Ferguson rappresenta un’icona calcistica».
«Esiste eccome, però in tempi ragionevoli. Ma se lei s’aspetta che le dica: lo vinciamo quest’anno, è fuori strada. Qui si può costruire su quanto è già stato edificato in questi sette anni e soprattutto negli ultimi due. Basta poco. E quindi, avendo poteri ampi, si può fare». Cos’è il Napoli dei miracoli?
«E’ una squadra che ha un gioco, una identità e anche un’anima.Pandev, a Palermo, ha espresso un concetto meravigliosamente gratificante: come si lavora qui non si lavora da nessuna parte. E lui ha conquistato il triplete con l’Inter. E’ vero, non lasciamo niente al caso, abbiamo la massima attenzione su qualsiasi particolare che può sembrare irrilevante e che invece può divenire determinante. Le partite si decidono talvolta con un episodio».
Si racconta che con Cavani, alla vigilia della gara con il Genoa, ci sia stato un colloquio chiarificatore….
«Non avevamo niente da chiarire ma tra uomini si parla. Non c’erano attriti, però avevamo il bisogno di confrontarci. Che poi abbia segnato al Genoa e anche a Palermo, mah, forse è un caso».
A proposito, come mai i presidenti delle «altre» star non l’hanno cercata?
«Intanto, qualche messaggio in passato è arrivato. Ma è vero, sono rigoroso: rispetto i ruoli e chiedo di essere ricambiato. Di tattica non discuto, però ascolto e spiego. Faccio l’allenatore perché mi piace e per cercare di garantire risultati al mio club. Fino ad oggi ci sono riuscito».
Quando le dicono che gioca in contropiede s’infuria….
«Il Napoli osa, attacca, segna, ha una manovra offensiva che parte da dietro, uno studio dei particolari. Non mi offende l’etichetta ma la visione deformata della realtà, la falsità».
A proposito, è l’allenatore più pagato d’Italia…
«Mica conosco la dichiarazione dei redditi degli altri. E poi a me interessa produrre redditi, valorizzare i miei giocatori. Un tecnico deve avere tra le proprie corde una vocazione da manager, deve guadagnare per quanto produce, come un qualsiasi manager di azienda. Ecco perché Ferguson rappresenta un’icona calcistica».
Non c’è mai niente di casuale in ciò che fa, vero o falso?
«Verissimo. Analizzo qualsiasi aspetto, poi intervengo: pure nella preparazione delle partite, oppure nelle irruzioni del post-gara. Ho un metodo di ragionamento, provo a prevedere le situazioni».
«Verissimo. Analizzo qualsiasi aspetto, poi intervengo: pure nella preparazione delle partite, oppure nelle irruzioni del post-gara. Ho un metodo di ragionamento, provo a prevedere le situazioni».
Lo stratega-Mazzarri…
«Se le piace… Ma è per il titolo?». (fonte Corriere dello Sport)
sabato 7 gennaio 2012
Mazzarri: “Giocheremo sempre con la difesa a tre. Vargas lo porto a Palermo ma va inserito gradualmente per non bruciarlo”
Ecco la conferenza stampa di Walter Mazzarri alla vigilia di Palermo-Napoli, nella sintesi a cura di Napoli Magazine.
- Quali sono le sue prime impressioni sul gruppo alla ripresa? E’ tempo di rimonta. Che impressioni ha raccolto su Vargas?
“In linea di massima ho avuto tutte impressioni positive. I ragazzi sono tornati carichi, avevano bisogno di rigenerarsi mentalmente. Credo che questa sosta ci ha fatto bene. Abbiamo avuto in precedenza impegni probanti. Vargas l’ho visto bene. Per ora ha fatto solo un lavoro soft per il lungo viaggio. Si e’ allenato poco. Gli ho fatto vedere il nostro allenamento tipo da fermo per accelerare il processo di inserimento. Lo porteremo con noi a Palermo per farlo ambientare il prima possibile”.
- Come sta Britos? Sarà con la squadra a Palermo? Come vede il tridente Pandev-Hamsik-Cavani?
“Britos sta bene, deve recuperare la condizione fisica adatta alle gare di calcio. Ci vorra’ un po’ prima che arrivi al top. Le convocazioni le decido dopo l’allenamento, come sempre. Il tridente? Sono dei giocatori importanti ed affidabili. Senza Lavezzi, giocheranno tutti e tre dal primo minuto. Sono forti. Mi auguro che Pandev sia in forma, ha avuto qualche piccolo acciacco. Sono fiducioso da ogni punto di vista”.
- Il Napoli ha 6 punti in meno rispetto all’anno scorso…
“I dati assumono rilievo sul lungo periodo. Certo è che quest’anno avevamo la Champions. Abbiamo perso qualche punto dopo gli impegni europei. Non siamo stati fortunati negli episodi. E’ un dato che ha poca importanza. Sappiamo come fare. Dipende da come affrontiamo le gare”.
- Il Napoli ha il secondo miglior attacco, anche se c’e’ stato qualche problema in piu’ in difesa…
“I ragazzi sono cresciuti tutti. Mi sento piu’ tranquillo quando devo fare le scelte. I nuovi acquisti stanno dando dei contributi. Per arrivare lontano bisogna essere una squadra solida, prendendo pochi gol. Nei miei due anni non si era fatto un gol da fuori area. Quest’anno invece abbiamo visto delle reti con Inler, Dzemaili, Gargano e Zuniga. Nel calcio non si puo’ pensare di fare tutto e subito. Bisogna entrare nei meccanismi. Sono contento. Voglio che in fase passiva dobbiamo essere piu’ attenti, come con la Juventus”.
- Ha parlato gia’ con Vargas?
“Ci ho parlato poco. Era presente Campagnaro, come interprete. E’ un ragazzo sveglio, ma in campo non l’ho ancora visto. Ci aggiorneremo nei prossimi giorni”.
- Hamsik centrocampista centrale e’ una soluzione possibile da riproporre in futuro? E Pandev?
“Certo, non lo escludo. Tutti si devono sacrificare. L’ho provato a Novara e ci furono lo stesso delle discussioni. Hamsik e Dzemaili, in quella gara, furono i migliori in campo. Pandev è un giocatore importante per la squadra, cura la rifinitura”.
- Zenga le fa i complimenti per la capacita’ di allenare… Occorre qualche strategia particolare per allenare a Napoli?
“Se fai l’allenatore a Napoli lo puoi fare ovuque, perche’ qui si vive di calcio 7 giorni su 7. Si passa dalla grande esaltazione, quando fai bene, alla facile depressione. Sono orgoglioso”.
- Vargas può essere impiegato in Coppa Italia col Cesena?
“Il ragazzo è giovane. Non e’ che noi avevamo bisogno di un attaccante in questo momento, perche’ in avanti siamo forti. Lo abbiamo preso a gennaio perche’ dobbiamo inserirlo gradualmente. Non vogliamo bruciare un talento ed un giovane che e’ stato pagato tanto. Quando c’e’ tanta aspettativa c’e’ questo rischio. Lo portiamo a Palermo, vediamo cosa farò. Poi ci alleneremo in vista di Cesena. Il transfert e’ arrivato, è utilizzabile, ma voglio inserirlo senza troppe pressioni”.
- A Palermo si va per vincere?
“Nel calcio i risultati sono tre. Bisogna sfatare il tabu’. Dobbiamo interpretare al meglio la partita, senza pensare alle pressioni. Il campo sara’ tosto. Nessuna squadra italiana aveva vinto a Vila Real, siamo forgiati. Mi aspetto una grande prestazione. Sappiamo che il calcio e’ figlio di episodi”.
- Sta pensando ad un cambio di modulo?
“Noi impostiamo il gioco sempre con una difesa a tre. E’ importante avere un equilibrio di squadra. Il 3-5-2 e’ quasi uguale al 3-4-3. Dipende da come lo vogliamo interpretare”.
- Quali sono le sue prime impressioni sul gruppo alla ripresa? E’ tempo di rimonta. Che impressioni ha raccolto su Vargas?
“In linea di massima ho avuto tutte impressioni positive. I ragazzi sono tornati carichi, avevano bisogno di rigenerarsi mentalmente. Credo che questa sosta ci ha fatto bene. Abbiamo avuto in precedenza impegni probanti. Vargas l’ho visto bene. Per ora ha fatto solo un lavoro soft per il lungo viaggio. Si e’ allenato poco. Gli ho fatto vedere il nostro allenamento tipo da fermo per accelerare il processo di inserimento. Lo porteremo con noi a Palermo per farlo ambientare il prima possibile”.
- Come sta Britos? Sarà con la squadra a Palermo? Come vede il tridente Pandev-Hamsik-Cavani?
“Britos sta bene, deve recuperare la condizione fisica adatta alle gare di calcio. Ci vorra’ un po’ prima che arrivi al top. Le convocazioni le decido dopo l’allenamento, come sempre. Il tridente? Sono dei giocatori importanti ed affidabili. Senza Lavezzi, giocheranno tutti e tre dal primo minuto. Sono forti. Mi auguro che Pandev sia in forma, ha avuto qualche piccolo acciacco. Sono fiducioso da ogni punto di vista”.
- Il Napoli ha 6 punti in meno rispetto all’anno scorso…
“I dati assumono rilievo sul lungo periodo. Certo è che quest’anno avevamo la Champions. Abbiamo perso qualche punto dopo gli impegni europei. Non siamo stati fortunati negli episodi. E’ un dato che ha poca importanza. Sappiamo come fare. Dipende da come affrontiamo le gare”.
- Il Napoli ha il secondo miglior attacco, anche se c’e’ stato qualche problema in piu’ in difesa…
“I ragazzi sono cresciuti tutti. Mi sento piu’ tranquillo quando devo fare le scelte. I nuovi acquisti stanno dando dei contributi. Per arrivare lontano bisogna essere una squadra solida, prendendo pochi gol. Nei miei due anni non si era fatto un gol da fuori area. Quest’anno invece abbiamo visto delle reti con Inler, Dzemaili, Gargano e Zuniga. Nel calcio non si puo’ pensare di fare tutto e subito. Bisogna entrare nei meccanismi. Sono contento. Voglio che in fase passiva dobbiamo essere piu’ attenti, come con la Juventus”.
- Ha parlato gia’ con Vargas?
“Ci ho parlato poco. Era presente Campagnaro, come interprete. E’ un ragazzo sveglio, ma in campo non l’ho ancora visto. Ci aggiorneremo nei prossimi giorni”.
- Hamsik centrocampista centrale e’ una soluzione possibile da riproporre in futuro? E Pandev?
“Certo, non lo escludo. Tutti si devono sacrificare. L’ho provato a Novara e ci furono lo stesso delle discussioni. Hamsik e Dzemaili, in quella gara, furono i migliori in campo. Pandev è un giocatore importante per la squadra, cura la rifinitura”.
- Zenga le fa i complimenti per la capacita’ di allenare… Occorre qualche strategia particolare per allenare a Napoli?
“Se fai l’allenatore a Napoli lo puoi fare ovuque, perche’ qui si vive di calcio 7 giorni su 7. Si passa dalla grande esaltazione, quando fai bene, alla facile depressione. Sono orgoglioso”.
- Vargas può essere impiegato in Coppa Italia col Cesena?
“Il ragazzo è giovane. Non e’ che noi avevamo bisogno di un attaccante in questo momento, perche’ in avanti siamo forti. Lo abbiamo preso a gennaio perche’ dobbiamo inserirlo gradualmente. Non vogliamo bruciare un talento ed un giovane che e’ stato pagato tanto. Quando c’e’ tanta aspettativa c’e’ questo rischio. Lo portiamo a Palermo, vediamo cosa farò. Poi ci alleneremo in vista di Cesena. Il transfert e’ arrivato, è utilizzabile, ma voglio inserirlo senza troppe pressioni”.
- A Palermo si va per vincere?
“Nel calcio i risultati sono tre. Bisogna sfatare il tabu’. Dobbiamo interpretare al meglio la partita, senza pensare alle pressioni. Il campo sara’ tosto. Nessuna squadra italiana aveva vinto a Vila Real, siamo forgiati. Mi aspetto una grande prestazione. Sappiamo che il calcio e’ figlio di episodi”.
- Sta pensando ad un cambio di modulo?
“Noi impostiamo il gioco sempre con una difesa a tre. E’ importante avere un equilibrio di squadra. Il 3-5-2 e’ quasi uguale al 3-4-3. Dipende da come lo vogliamo interpretare”.
sabato 31 dicembre 2011
De Laurentiis: “E’ stato un anno emozionante. Nel 2012 innesteremo giovani di valore come Vargas”
Ormai non esistono aggettivi per definire la cavalcata
del Napoli vissuta nell’anno che se ne va: straordinaria, sorprendente,
stratosferica. Terzo posto in classifica, ritorno in Champions dopo
ventuno anni, accesso agli Ottavi dopo aver superato un girone
infernale. Ricordi dolci ed indimenticabili. Ci sarebbe tutto da
conservare e di cui crogiolarsi. Ma la parola d’ordine di
De Laurentiis rimane la stessa: «Programmare, continuare a crescere,
guardare avanti». Il 2011 deve rappresentare solo uno splendido ciak di
un sceneggiatura tutta da scrivere, questo il pensiero del patron.
Investimenti sempre più mirati e lungimiranti. Individuato il regista e
trattenuto gli attori migliori, ora si pensa a completare il mosaico.
Senza mai perdere d’occhio quel bilancio che rappresenta il fiore
all’occhiello del club. Vargas, il primo. Ed entro giugno chissà chi
altro ancora. Un tassello per volta; un pezzo pregiato dietro l’altro
per ultimare quel mosaico che già brilla di luce propria.
De Laurentiis non ha fretta anche se le ambizioni sono forti.
Il Napoli nel giro di qualche anno dovrà competere in tutti i sensi con
le più rinomate potenze europee; dovrà attestarsi stabilmente in ambito
internazionale; accrescere il proprio ranking in Italia ed all’estero.
Ne ha le potenzialità. Viaggia con un timoniere illuminato cui non manca
coraggio d’impresa. Si ritrova alle spalle una tifoseria impagabile che
può contare su un seguito di oltre sei milioni di fan sparsi per il
globo. Ecco perché sulla scia di quanto raccolto nell’anno che se ne va
si può strizzare l’occhio al 2012 con giustificato ottimismo. Il gruppo
affidato a Mazzarri ha margini di crescita, può riconquistare posizioni
in campionato ed affrontare senza soggezione il Chelsea.
Il Napoli potrebbe diventare un colossal, se anche il prossimo ciak sarà
radioso come il precedente. Cin cin.
Presidente De Laurentiis, che anno è stato il 2011 per il Napoli?
«Un anno di grande crescita e di eccellenti risultati. Siamo arrivati terzi in campionato conquistando la partecipazione in Champions. Ciò non accadeva da ventuno anni. Abbiamo poi vissuto l’emozione di un sorteggio difficilissimo. Ce la siamo giocata e siamo andati negli Ottavi di finale contro il Chelsea. Mica male».
Quale il momento più esaltante della stagione?
«Quello dei due gol al Villarreal. L’impresa ritenuta da tutti impossibile, era riuscita. Il girone della morte era stato superato. Anche se di momenti belli ce ne sono stati tanti altri, come la rete del vantaggio diCavani all’Ethiad Stadium o la doppietta nella gare di ritorno sempre con il City».
Cosa si aspetta dal 2012?
«Mi aspetto di perfezionare sempre di più la squadra con innesti di giovani di valore come Vargas in modo tale che tutto l’organico possa crescere sempre di più attraverso un gioco spettacolare e divertente. Ma anche con un organico che non subisca psicologicamente l’avversario in modo tale da dominarlo e regalarci eccellenti risultati».
L’acquisto di Vargas presuppone l’apertura di una nuova fase progettuale del club?
«L’acquisto di Vargas non rappresenta nessuna nuova fase progettuale del club. Ho sempre voluto investire su giocatori capaci di realizzare dei gol: Lavezzi, Cavani, Pandev, Hamsik. E ora è il momento di Vargas che quest’anno ha realizzato un bel bottino di gol».
E’ stato complicato soffiarlo alla concorrenza? C’è un segreto da rivelare della trattativa?
«No, perché siamo arrivati per primi: aveva capito che Napoli è una ribalta unica e non se la voleva perdere».
Come giudica il lavoro di Mazzarri? Pensa che gradirà lo sforzo economico compiuto dalla società per il cileno e l’arricchimento del parco attaccanti?
«Mazzarri apprezza sempre gli sforzi della società. E’ un fantastico allenatore che sa valorizzare i calciatori. Con lui, chi non lo è ancora diventa campione da Champions e i campioni da Champions riescono a rendere e a brillare più che altrove. E’ un grosso motivatore. Con Vargas farà benissimo. Ricordate cosa ha fatto con Cavani? Ha più che raddoppiato il numero di gol. Con lui, Vargas farà numeri straordinari. E poi, dobbiamo ancora far crescere i Fernandez, i Britos, i Fideleff».
Ritiene possibile recuperare posizioni in campionato? Qual è l’obiettivo finale?
«E’ ancora tutto da vedere. E’ molto lungo e con i tre punti per vittoria è facile recuperare posizioni. Provare a stare tra i primi cinque posti, questo il nostro obiettivo ma tutto si capirà verso fine marzo».
Mercato di gennaio: resterete sempre vigili? Probabile qualche altra operazione?
«Ho sempre detto che il Napoli ha una finestra perennemente aperta sul mercato e che eventuali acquisti si realizzano anche per utilizzarli nella prossima stagione. Se esiste un vero affare, lo si fa anche lasciando il giocatore per il momento lì dov’è».
Alla luce del calcio scommesse, viene avvalorata la sua tesi di rivedere le regole, non crede?
«Sì, le regole vanno riviste. Bisogna creare un tavolo per stabilire ciò che funziona e ciò che non funziona. E quindi i correttivi da adottare. Andrebbe aperto subito questo tavolo e invitare anche rappresentanti del governo in modo da varare entro la fine di maggio una serie di novità che possano garantire trasparenza e liceità al gioco del calcio».
Quale futuro dobbiamo attenderci dal calcio italiano? Dove ci stiamo dirigendo a livello europeo?
«Anche in Europa dobbiamo cambiare le regole. Tutto sta cambiando e se non vogliamo affossare il calcio italiano e quello anche di altre nazioni urgono interventi urgenti. Ci sarà bisogno di cambiamenti epocali».
Cosa sente di augurare ai tifosi del Napoli? «Che il 2012 possa portare a tutti i napoletani altri eccellenti risultati sportivi e tanta serenità».
Presidente De Laurentiis, che anno è stato il 2011 per il Napoli?
«Un anno di grande crescita e di eccellenti risultati. Siamo arrivati terzi in campionato conquistando la partecipazione in Champions. Ciò non accadeva da ventuno anni. Abbiamo poi vissuto l’emozione di un sorteggio difficilissimo. Ce la siamo giocata e siamo andati negli Ottavi di finale contro il Chelsea. Mica male».
Quale il momento più esaltante della stagione?
«Quello dei due gol al Villarreal. L’impresa ritenuta da tutti impossibile, era riuscita. Il girone della morte era stato superato. Anche se di momenti belli ce ne sono stati tanti altri, come la rete del vantaggio diCavani all’Ethiad Stadium o la doppietta nella gare di ritorno sempre con il City».
Cosa si aspetta dal 2012?
«Mi aspetto di perfezionare sempre di più la squadra con innesti di giovani di valore come Vargas in modo tale che tutto l’organico possa crescere sempre di più attraverso un gioco spettacolare e divertente. Ma anche con un organico che non subisca psicologicamente l’avversario in modo tale da dominarlo e regalarci eccellenti risultati».
L’acquisto di Vargas presuppone l’apertura di una nuova fase progettuale del club?
«L’acquisto di Vargas non rappresenta nessuna nuova fase progettuale del club. Ho sempre voluto investire su giocatori capaci di realizzare dei gol: Lavezzi, Cavani, Pandev, Hamsik. E ora è il momento di Vargas che quest’anno ha realizzato un bel bottino di gol».
E’ stato complicato soffiarlo alla concorrenza? C’è un segreto da rivelare della trattativa?
«No, perché siamo arrivati per primi: aveva capito che Napoli è una ribalta unica e non se la voleva perdere».
Come giudica il lavoro di Mazzarri? Pensa che gradirà lo sforzo economico compiuto dalla società per il cileno e l’arricchimento del parco attaccanti?
«Mazzarri apprezza sempre gli sforzi della società. E’ un fantastico allenatore che sa valorizzare i calciatori. Con lui, chi non lo è ancora diventa campione da Champions e i campioni da Champions riescono a rendere e a brillare più che altrove. E’ un grosso motivatore. Con Vargas farà benissimo. Ricordate cosa ha fatto con Cavani? Ha più che raddoppiato il numero di gol. Con lui, Vargas farà numeri straordinari. E poi, dobbiamo ancora far crescere i Fernandez, i Britos, i Fideleff».
Ritiene possibile recuperare posizioni in campionato? Qual è l’obiettivo finale?
«E’ ancora tutto da vedere. E’ molto lungo e con i tre punti per vittoria è facile recuperare posizioni. Provare a stare tra i primi cinque posti, questo il nostro obiettivo ma tutto si capirà verso fine marzo».
Mercato di gennaio: resterete sempre vigili? Probabile qualche altra operazione?
«Ho sempre detto che il Napoli ha una finestra perennemente aperta sul mercato e che eventuali acquisti si realizzano anche per utilizzarli nella prossima stagione. Se esiste un vero affare, lo si fa anche lasciando il giocatore per il momento lì dov’è».
Alla luce del calcio scommesse, viene avvalorata la sua tesi di rivedere le regole, non crede?
«Sì, le regole vanno riviste. Bisogna creare un tavolo per stabilire ciò che funziona e ciò che non funziona. E quindi i correttivi da adottare. Andrebbe aperto subito questo tavolo e invitare anche rappresentanti del governo in modo da varare entro la fine di maggio una serie di novità che possano garantire trasparenza e liceità al gioco del calcio».
Quale futuro dobbiamo attenderci dal calcio italiano? Dove ci stiamo dirigendo a livello europeo?
«Anche in Europa dobbiamo cambiare le regole. Tutto sta cambiando e se non vogliamo affossare il calcio italiano e quello anche di altre nazioni urgono interventi urgenti. Ci sarà bisogno di cambiamenti epocali».
Cosa sente di augurare ai tifosi del Napoli? «Che il 2012 possa portare a tutti i napoletani altri eccellenti risultati sportivi e tanta serenità».
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giovedì 22 dicembre 2011
Babbo Natale esiste, è…il mio Presidente!
Quando si ferma il calcio finisce sempre che la tua redazione di tifonapoli.it
ti chieda un pezzo su come sia andato l’anno sportivo. La stesura è
meno immediata del solito, ma assume dei valori umani che spesso
collimano ai limiti del concetto di una sfera effettata. E io mi ritrovo
qui, perso ad ondeggiare la mia mano contro la parete del soggiorno, da
me imbiancata in liberi giorni di disoccupazione, mentre la replica
di un 6-1 interagisce con ogni molecola della stessa stanza. Quei
colori, quei goal meravigliosi, quelle finte, quelle parabole
inaspettate di Walter e Camilo, sono trasmesse in ogni singola
particella e arrivano in alta definizione fino a modificare tutto quello
che mi circonda e tutto quello che sono e tutto quello che sente il mio
cuore.
E finisce che suono il mustacciolo, alla replica di una della reti, come se fosse una piccola trombetta blu; e il divano cocozza diventa azzurro, Zuniga si sbianca e diventa Del Piero, l’immenso Dossena fa il panchinaro, l’albero di Natale diventa un palo della porta e io con un casco imito Gargano-Lampard rischiando di sfondare tutto.
Quella sete di vittoria, come se in campo ci fosse ancora la Roma, è stata l’ennesima dimostrazione che il Napoli ha paura di se stesso, teme la sua forza e ancora forse non la conosce completamente. E’ pur sempre costruito per la singola partita, questo lo rende unico e insensato, folle e imprevedibile, capace di alternare risultati in un modo a dir poco eclatante.
Quest’anno non abbiamo vinto nulla, ma stiamo crescendo per imparare a farlo, per sentirci pronti a sfidare noi stessi nelle nostre case, pur di diventare tifosi migliori. E tifosi migliori siamo diventati così come si sono evoluti i nostri calciatori, i più bellicosi in Europa sono diventati rispettosi e concentrati nell’umanità del tifo, senza mai uscire dai confini, anche perché il 2011 di confini non ce ne ha disegnati.
L’augurio è di restare uniti, perché il calcio ha bisogno del Napoli e di quantificare il volume mediatico di questa crescente tifoseria, riscoprirla in giro per il mondo, unirla in un unico stadio, individuare una forza tifo dimenticata per alcuni istanti accartocciata in un’aula giudiziaria.
Questi sono i tempi dove Vargas scarta Chelsea e Inter per il Napoli e io sono parte di questa storia, così come tutti i singoli tifosi.
Quando i nostri giocatori capiranno di essere maturati forse cominceremo a vincere. Ma noi non andiamo di fretta, sappiamo aspettare il momento giusto, sappiamo chiedere a Babbo Natale De Laurentis, di farci sognare ancora.
Domenico Serra
E finisce che suono il mustacciolo, alla replica di una della reti, come se fosse una piccola trombetta blu; e il divano cocozza diventa azzurro, Zuniga si sbianca e diventa Del Piero, l’immenso Dossena fa il panchinaro, l’albero di Natale diventa un palo della porta e io con un casco imito Gargano-Lampard rischiando di sfondare tutto.
Quella sete di vittoria, come se in campo ci fosse ancora la Roma, è stata l’ennesima dimostrazione che il Napoli ha paura di se stesso, teme la sua forza e ancora forse non la conosce completamente. E’ pur sempre costruito per la singola partita, questo lo rende unico e insensato, folle e imprevedibile, capace di alternare risultati in un modo a dir poco eclatante.
Quest’anno non abbiamo vinto nulla, ma stiamo crescendo per imparare a farlo, per sentirci pronti a sfidare noi stessi nelle nostre case, pur di diventare tifosi migliori. E tifosi migliori siamo diventati così come si sono evoluti i nostri calciatori, i più bellicosi in Europa sono diventati rispettosi e concentrati nell’umanità del tifo, senza mai uscire dai confini, anche perché il 2011 di confini non ce ne ha disegnati.
L’augurio è di restare uniti, perché il calcio ha bisogno del Napoli e di quantificare il volume mediatico di questa crescente tifoseria, riscoprirla in giro per il mondo, unirla in un unico stadio, individuare una forza tifo dimenticata per alcuni istanti accartocciata in un’aula giudiziaria.
Questi sono i tempi dove Vargas scarta Chelsea e Inter per il Napoli e io sono parte di questa storia, così come tutti i singoli tifosi.
Quando i nostri giocatori capiranno di essere maturati forse cominceremo a vincere. Ma noi non andiamo di fretta, sappiamo aspettare il momento giusto, sappiamo chiedere a Babbo Natale De Laurentis, di farci sognare ancora.
Domenico Serra
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martedì 20 dicembre 2011
Mazzarri: "Voci infondate sulle mie dimissioni. Così spaccate l'ambiente! Vargas? Quando arriva, commenteremo insieme
Walter Mazzarri nella consueta conferenza stampa pregara in
vista della sfida tra Napoli e Genoa, ammette la dura sconfitta con la
Roma e invita tutti a guardare avanti. Sarà vendetta già contro il
Genoa? Ecco quanto evidenziato da AreaNapoli.it: "Mi brucia aver
perso in casa contro la Roma, era una partita alla quale tenevo
tantissimo e adesso abbiamo l'opportunità di cercare subito la rivincita
domani contro il Genoa. E' un momento dove ci gira tutto storto e
dobbiamo avere la forza di trovare l'episodio che ci faccia svoltare.
Abbiamo la tegola di Lavezzi, un giocatore che non si fa male mai,
l'abbiamo perso in quel modo, adesso dobbiamo fare tutti bene e sperare
che questo difficile momento ce lo possiamo lasciare alle spalle già
domani sera. Da parte nostra dobbiamo stare un pochino attenti a certe
situazioni, con la Roma si diceva che eravamo favorite e questa cosa noi
non dobbiamo mai pensarla. L'anno scorso eravamo noi quelli che stavano
attenti a tutto contro la Roma, erano loro i favoriti. Nei particolari
che fanno la differenza siamo stati leggeri, in fase difensiva. E parlo
di fase, non di difesa. E' tutta la squadra che fa la fase difensiva.
Bisognerà ritrovare quello stimolo, di avere quel pizzico di paura come
quando giochiamo in Champions, solo allora i conti torneranno. Le mie
dimissioni dopo il Villarreal? Non capisco perchè escono adesso queste
voci e non prima. Io non capisco questa stampa, perchè dopo le sconfitte
si sentono queste cose assurde. Anzichè fare quadrato e gruppo per
salire tutti insieme, si cerca invece di destabilizzare l'ambiente.
L'assurdità che è girata ieri è uguale a quella del match prima del
Villarreal, che io e Bigon saremmo stati contattati dagli spagnoli per
rifondare la squadra. E guarda caso, adesso, viene fuori la voce che io
avrei richiesto le dimissioni dopo il Villarreal, perchè adesso abbiamo
perso contro la Roma. Io non vi capisco. Questa partita è andata male,
si sono sbagliate cose che possono sbagliare tutti, come nel caso del
primo gol di Lamela, abbiamo avuto anche l'allenatore avversario che ha
ammesso che questa partita si poteva perdere, quindi non facciamo
drammi. Contro il Genoa non ci sarà bisogno di turnover fisico, quindi
anche per dare continuità e stimolare l'orgoglio se posso, farò giocare
tutti quelli che hanno giocato con la Roma. L'atteggiamento tattico? La
Roma non aveva la difesa a tre e abbiamo perso, facendo tante palle gol.
A volte contro le difese a tre abbiamo vinto e fatto benissimo. Noi
dobbiamo stare attenti a non farci fregare in contropiede, tentano di
farlo tutti quando noi schiacciamo l'avversario. Precedentemente abbiamo
vinto bene con il Lecce, con l'Udinese, con la Lazio moralmente
l'abbiamo vinta, non ci andò bene un pallone. Spero che domani entrerà
il pallone, ecco. Le statistiche ci dicono che quando partiamo sfavoriti
giochiamo con quel piglio e quell'umiltà che non accade quando partiamo
favoriti. Affrontare una squadra così forte come la Roma ci ha fatto
scattare nella testa la superficialità che ci ha fatto sbagliare la
partita, se io non faccio le cose in modo adrenalinico, sempre al mille
per mille, finirà sempre male. Ci siamo rilassati troppo, credevamo di
vincerla. Mi auguro che la fortuna ritorni dalla nostra parte. Ad inizio
ripresa con la Roma, eravamo partiti con più determinazione ma nel
momento nostro milgiore abbiamo subito il raddoppio di Osvaldo, senza
contare che avevamo pareggiato con Cavani e questo ha influito sulla
partita. A Novara, Hamsik e Dzemaili hanno fatto bene, solo che non
avendo vinto si è parlato di scelte sbagliate. Eduardo Vargas?
Innanzitutto ho sbagliato a parlarne perchè non dovrei farlo per
rispetto della squadra, dovevo mettere il disco e dire non parlo di
mercato. Anche perchè ripeto ho dei giocatori che, nel momento in cui
arriva uno nuovo, sarà penalizzato in automatico se gioca poco. Se entro
nello specifico? Facciamo così: quando arriva Vargas, commenterò meglio
tutto quello che mi chiederete".
Fonte: AreaNapoli.it
Fonte: AreaNapoli.it
domenica 18 dicembre 2011
Antonello Perillo: “Vargas, un grandissimo colpo di mercato. Ora battiamo la Roma per un Natale azzurrissimo…”
L’acquisto ormai certo di Eduardo Vargas esalta le ambizioni del
Napoli, confermando la voglia di crescere del club azzurro. Il giovane
fantasista cileno è stato strappato ai principali club europei. Pur di
ottenere le sue prestazioni, De Laurentiis ha deciso di investire oltre
dieci milioni di euro: una cifra considerevole per un ragazzo dalle
grandi potenzialità, ma il cui adattamento al calcio italiano è da
verificare. Lo dico subito, anzi lo sto dicendo da qualche settimana:
Vargas ha tutto per diventare una stella internazionale. Le doti
tecniche di “Turboman” sono fuori discussione; quelle fisiche lo
imporranno nel nostro calcio molto più rapidamente di quanto si possa
immaginare. E’ chiaro che spetta a Mazzarri dimostrare di saperlo
gestire, in una rosa che a questo punto non è importante: è
importantissima, lì in attacco. Insomma, complimenti al Napoli: a Bigon,
allo staff dello scouting, al presidente De Laurentiis. Godiamoci
questo grande, anzi grandissimo, colpo di mercato. A giugno, poi,
vedremo come il club partenopeo potrà ulteriormente rafforzare la rosa;
sperando che non ci siano cessioni importanti.
========
Un Natale azzurrissimo ce lo possono regalare anche Mazzarri e i suoi (e nostri) ragazzi. Il San Paolo può dare una grande mano. Battendo in rapida successione Roma e Genoa, il Napoli può tornare a volare anche in campionato. Troppi, 9 punti dalle prime. Talmente tanti, che io per primo non credo più nella possibilità di lottare per il tricolore: un traguardo che era alla portata della nostra squadra. Non c’è una sola squadra da “gufare”, davanti alla nostra: ce ne sono ben quattro.. Ma è pur vero che nel calcio, come nella vita, non bisogna mai dire mai. E comunque c’è sempre un terzo posto da conquistare, per non perdere confidenza con la Champions League. Contro la Roma mi aspetto una grandissima prova. Mazzarri si è sempre lamentato di non aver quasi mai avuto la possibilità di lavorare per una settimana intera sulla preparazione di una singola partita. Bene, l’occasione è arrivata ed il Napoli ha tutte le carte in regola per vincere: la squadra si è rigenerata dopo la qualificazione in Coppa, la Roma ha qualità ma è un cantiere aperto, l’ambiente azzurro è esaltato dal colpo Vargas. Mi attendo molto dai tre tenori. In particolare dal Pocho, al quale Vargas dovrà ispirarsi per incidere in modo indelebile, come già ha fatto il Pocho, il suo nome nella storia del nostro meraviglioso club. Il club del Dio del Calcio, uno scugnizzo nato anche lui per sbaglio in Sudamerica.
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Un Natale azzurrissimo ce lo possono regalare anche Mazzarri e i suoi (e nostri) ragazzi. Il San Paolo può dare una grande mano. Battendo in rapida successione Roma e Genoa, il Napoli può tornare a volare anche in campionato. Troppi, 9 punti dalle prime. Talmente tanti, che io per primo non credo più nella possibilità di lottare per il tricolore: un traguardo che era alla portata della nostra squadra. Non c’è una sola squadra da “gufare”, davanti alla nostra: ce ne sono ben quattro.. Ma è pur vero che nel calcio, come nella vita, non bisogna mai dire mai. E comunque c’è sempre un terzo posto da conquistare, per non perdere confidenza con la Champions League. Contro la Roma mi aspetto una grandissima prova. Mazzarri si è sempre lamentato di non aver quasi mai avuto la possibilità di lavorare per una settimana intera sulla preparazione di una singola partita. Bene, l’occasione è arrivata ed il Napoli ha tutte le carte in regola per vincere: la squadra si è rigenerata dopo la qualificazione in Coppa, la Roma ha qualità ma è un cantiere aperto, l’ambiente azzurro è esaltato dal colpo Vargas. Mi attendo molto dai tre tenori. In particolare dal Pocho, al quale Vargas dovrà ispirarsi per incidere in modo indelebile, come già ha fatto il Pocho, il suo nome nella storia del nostro meraviglioso club. Il club del Dio del Calcio, uno scugnizzo nato anche lui per sbaglio in Sudamerica.
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