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sabato 26 maggio 2012

Bigon: “Mazzarri uno dei migliori d’Europa: in 12 anni ha sempre centrato gli obiettivi. Vargas e Insigne? Calma e gesso, i giovani non vanno bruciati”

Già da un mese al lavoro per il nuovo Napoli, attivissimo ieri a Milano. Riccardo Bigon, punto fermo del progetto di De Laurentiis che gli ha rinnovato il contratto per altri quattro anni. Il direttore sportivo che alle parole preferisce i fatti, l’Europa per tre anni consecutivi e la coppa Italia.

Partiamo da quello che è stato, fa un bilancio della stagione appena conclusa?
«Abbiamo raggiunto tutto quello che ci eravamo prefissati. Volevamo fare bella figura in Champions League e lo abbiamo fatto, restare in Europa e abbiamo centrato l’Europa League. E volevamo onorare fino in fondo la coppa Italia, l’abbiamo vinta. I numeri parlano chiaro, c’è grande soddisfazione».

Vincere nel rispetto del fair play finanziario, impresa molto ardua: una nota di merito in più per il cammino del Napoli?
«In Italia non ha mai vinto nessuno rispettando il fair play finanziario, il Napoli è stata la prima società a riuscirci con la coppa Italia. Ciò dimostra in pieno la validità e l’efficacia del progetto portato avanti da De Laurentiis in questi anni».

Quali sono i segreti?
«Non parlerei di segreti ma di un gruppo di lavoro eccezionale e perfettamente integrato nelle varie componenti, dal numero uno che è il presidente fino al magazziniere e a tutti i collaboratori. Un progetto solido nel quale tutti quanti riescono a dare quel qualcosa in più perchè c’è unione e si crede in quello che si fa».

Mazzarri il valore aggiunto?
«Mazzarri è sicuramente tra i migliori allenatori d’Europa, lo dicono i fatti, sono dodici anni che allena e non ha mai subito un esonero ed è sempre riuscito a centrare gli obiettivi prefissati».

Resterà a Napoli?
«Ha detto più volte che ha un contratto e vuole rispettarlo. È stata una stagione durissima, stressante, con cinquantuno partite, ci si è preso qualche giorno di riposo per recuperare proprio da un punto di vista fisico. Lavoriamo gomito a gomito da tanti anni e c’è alla base una grande stima professionale, oltre che dal punto di vista umano. S’incontrerà con il presidente».

Possono arrivare anche top player?
«Sono possibili tutte le soluzioni rispettando quelli che sono i parametri del nostro progetto. L’obiettivo è restare competitivi negli anni, restare ad alti livelli per dieci anni. Non ha senso vincere lo scudetto e poi sprofondare al quindicesimo posto l’anno successivo».

Kolarov e Flamini?
«È possibile tutto e niente. Dipende».

Il presidente ha parlato di maxi rosa, di giovani e giocatori intercambiabili…
«Il presidente parla a livello generale. E’ un grande innovatore, per certi versi anche un provocatore, gli piace guardare avanti e punta sulle innovazioni. Tante sue idee sono state poi confermate dai fatti».

Quale è il programma per la prossima stagione?
«Andremo a inserire qualche tassello in un gruppo già formato da 15-16 giocatori importanti. Non ci sono da fare rivoluzioni, ma bisogna dare continuità. Servono pochi tasselli per migliorare l’organico e renderlo ancora più competitivo. Anche l’anno scorso sono stati quattro-cinque gli innesti veri, il numero è stato considerato più ampio tenendo presenti i giovani e le esigenze nate in corso d’opera».

Quanti elementi formeranno la rosa?
«Ventiquattro, venticinque. Copriremo ogni ruolo con due elementi e ci sarà qualcuno in più. Quando si parla di 32-35 giocatori si dimentica che molti finiscono fuori rosa e altri sono giovani aggregati alla prima squadra».

La rosa dell’anno scorso si è rivelata esigua in determinati momenti della stagione?
«Colpa degli infortuni in momenti topici della stagione. Un fatto che non ha riguardato solo il Napoli, basti pensare al Milan e alle altre. Donadel era rientrato per la coppa Italia con il Cesena, ha giocato e ha avuto una ricaduta e siamo rimasti numericamente uno in meno a centrocampo. Nel calcio succede»

Su quali reparti interverrà?
«Faccio un discorso generale e soprattutto ribadisco che il gruppo è solo da rifinire. Nel Napoli ci sono titolari fortissimi».

Per Lavezzi sono arrivate offerte?
«Ci sono diversi discorsi aperti, di concreto ancora nulla, tutto può ancora succedere. Non è arrivata nessuna offerta, è un nostro giocatore ambito, come ce ne sono altri».

Preferite soldi o contropartite tecniche per il Pocho?
«Dipende dall’offerta, potrebbe andare bene sia una soluzione che un’altra. Dovremo fare le nostre valutazioni».

Vargas?
«Va lasciato tranquillo, tutti lo volevano e tutti me lo chiedono. Ha un grande talento e lo tirerà fuori».

Insigne?
«Vedi Vargas, calma e gesso. In Italia c’è fretta di vincere e così si bruciano i giovani e si resta indietro rispetto agli altri paesi europei».

L’Europa League, un onore o un peso?
«Un onore, il Napoli in tre anni ha scalato cinquecento posizioni nel ranking internazionale. L’affronteremo per cercare di andare più in alto possibile, come faremo nelle altre competizioni».

In campionato si riparte dal quinto posto, ci sarà un altro scatto?
«La concorrenza è di altissimo livello, vincere è difficilissimo e ci riesce una soltanto. Juve, Milan, Inter e Roma partono più avanti. Poi ci sono Lazio e Udinese e bisogna vedere la Fiorentina. Il Napoli riparte dal quinto posto e proverà ad arrivare il più in alto possibile».

martedì 24 aprile 2012

De Laurentiis a Radio Marte: “Cavani rimarrà, Lavezzi potrebbe esercitare la clausola. Bigon e’ squisito e preparato, Fassone se ne va, Lo Monaco non verra’ a Napoli”

Aurelio De Laurentiis è l’ospite speciale di Notte Azzurra. Il presidente del Napoli interviene dalla Cina: “Ieri notte c’è stata l’apertura del secondo festival di Pechino. E’ stato bello incontrare i registi più importanti della Cina. Questo paese mi ha molto sorpreso. Pechino è incredibile, è una realtà proiettata nel futuro, i cinesi si sono superati. Sono andato allo stadio di Pechino, ho visto lo stadio della Supercoppa, speriamo di esserci. Sto mettendo in piedi un torneo estivo per affrontare il Real Madrid, il Manchester United e forse il Paris Saint Germain. Vorrei organizzare delle partite in Cina”.

De Laurentiis ha visto Napoli-Novara dalla Cina: “Ho usato il computer, non è stato facile. Non ero in diretta, ero in ritardo di mezz’ora. Abbiamo passato la notte in bianco con grande piacere. Ora stiamo tranquilli, ha ragione Mazzarri. Non possiamo esaltarci e deprimerci nel giro di poco. Stiamo vicino al Napoli. Faremo grandi cose nel tempo, abbiamo dimostrato il nostro amore e il nostro impegno e continueremo a farlo. Le due trasferte consecutive? Non sono facili, ma c’è chi sta peggio di noi. E’ un campionato che dimostra grande agonismo, il calcio sta cambiando e lo faremo. Questo prodotto non funziona. Per quanto riguarda il Napoli, stiamo seminando. Lo faremo quest’estate con il mercato e poi continueremo, l’obiettivo è una squadra vincente e competitiva nel rispetto del fair play”.

Commento sulle dichiarazioni di Cavani: “Sono tutti ‘uaglioni’. Cavani è un bravissimo ragazzo e rimarrà a Napoli come tutti quelli che vogliono restare. Poi magari c’è qualcuno che vuole andare via e vedremo se ci sono le condizioni. Dobbiamo anche preparare il terreno per le new entry. Hamsik, invece, ha rinnovato: avevamo rinnovato su un pezzettino di carta a novembre, poi abbiamo fatto decantare quella firma per scrivere il contratto regolato. L’altro giorno abbiamo annunciato un matrimonio che già esisteva. Dico ai tifosi di stare tranquilli. Avremo un futuro sempre più radioso. Lavezzi? La clausola rescissoria esiste nel contratto inserite per volontà di chi si fa acquistare. Se l’ha voluta a suo tempo, prima o poi la eserciterà: bisogna capire se ci saranno club disposti a investire quei soldi. Se lui accetterà, vorrà dire che il suo ciclo con il Napoli è finito. Noi non tratterremo nessuno, il Pocho sta nel mio cuore, però se lui crede che questa non sia la sua casa, lo lasceremo andare”.

Lo Monaco ha lasciato il Catania: “Bigon fa parte del progetto e lo farà ancora finché non si comporterà in maniera non gradita al sottoscritto. E’ una persona squisita e preparata. Stimo moltissimo Lo Monaco, è simpatico, ha esperienza, ha lasciato il Catania perché aveva un’altra destinazione. E’ stata un’ipotesi dei media un passaggio al Napoli. L’unica persona che lascerà il Napoli è Marco Fassone: tornerà nella sua casa di Torino, credo che abbia già un’altra destinazione. Con l’arrivo di Saracino nei mesi scorsi, non ho bisogno di un direttore generale. Mi interessano i direttori di sezione, è fondamentale suddividere il lavoro. Ognuno deve avere il proprio ambito. I fatti di Marassi? Non ho vissuto la situazione, quindi non saprei cosa dire. Mi dispiace per il Genoa: le nostre tifoserie sono gemellate. Auguro a Preziosi di risolvere al più presto questo momento di crisi”. (fonte Tuttonapoli)

martedì 10 aprile 2012

FUORIONDA. Gianfranco Coppola: “Possibile che il Napoli non possa mandare due-giocatori-due a firmare un po’ di autografi ai tifosi? Il calcio non è solo una sporca faccenda di gol e contratti”

A tg notte ormai “cucinato”, una carrellata sui siti. E leggo su TuttoNapoli.net: Nonostante la brutta sconfitta con la Lazio, entusiasmo a mille a Castel Volturno. Complice anche il giorno di festa centinaia di tifosi erano presenti all’ingresso del centro sportivo per cercare di strappare una foto o un autografo ai giocatori azzurri. Quasi tutti, però, rimasti delusi. I calciatori del Napoli sono stati costretti ad uscire da un varco secondario, dribblando così le tante persone e i tanti bambini accorsi.

Nel giorno in cui la Napoli col lungomare liberato ha festeggiato la riscoperta della città (la crisi avrà anche indotto molti ad evitare spese non fondamentali, l’incertezza del tempo avrà consigliato a chi ha case sulle costiere o nelle isole del golfo ad avitare di andarci per fare i servizi tra polvere e tasso di umidità ma è stato bello vedere turisti e cittadini assieme senza l’assillo della strombazzata e della caccia al parcheggio in tripla fila) una notizia che mette al centro della vicenda non solo sportiva il rapporto tra la tifoseria e il Napoli.

Insomma, c’è chi ha pensato di passeggiare intorno alla pineta dell’Holyday Inn magari coi figli sulle spalle per fargli vedere i calciatori. Accadde già al ritorno dal lungo ritiro estivo: migliaia sotto il sole a perpendicolo e steward (incolpevoli, sia chiaro) inflessibili. Non si passa. Dentro, nella hall dell’albergo, i dirigenti di ieri come quelli di oggi (è cambiato qualcosa, ma impercettibilmente) duri come statue di marmo. Chi scrive, ha dovuto insistere su una cosa che è poi accaduta ma non certo per merito mio, sia chiaro: un allenamento al San Paolo. Ricordo/ricordiamo quelli a Soccavo quando gli schemi di Bianchi o Bigon non erano di sicuro meno importanti di quelli di Mazzarri, ma sugli spalti c’erano centinaia di persone. Tutti spioni? E i giornalisti? C’era chi tornava al lavoro col passaggio di un calciatore. A me, capitava con Careca col quale parlavo di samba e gol brasiliani. E non a caso, mi volle sul palco con lui per un saluto per il suo addio al calcio al San Paolo. Oggi ad un tifoso seguire il Napoli costa soldi, ma mai si sono registrati vuoti in casa e fuori, tra campionato, Coppa Italia, Champion’s e persino precampionato con le amichevoli di presentazione.

Quel giorno d’agosto al rientro dal ritiro nessuno pensò di andare a spiegare che per urgenti lavori all’impianto non si poteva consentire l’ingresso ad alcuno. Telecamere e fotografi hanno stazionato lontano dal campo d’allenamento finchè non è intervenuta la Uefa che ha obbligato i sacerdoti ad aprire il tempio per le esigenze della Champion’s. Ieri, Pasquetta, la stessa cosa. Era impossibile mandare duegiocatoridue a firmare un po’ di autografi, a stringere mani, a mettersi in posa per un clic d’amore? Il Napoli gronda di manager (da Fassone uomo esperto di stadi e cose di Lega ma messo in condizione – o no? – di essere impalpabile a Formisano che è tra i pochi manager d’Italia ad avere la fila fuori dalla porta e non invece viceversa essere costretto a chiedere uno sponsor) fino al settore comunicazione arricchitosi con l’arrivo del direttore Lombardo nato a Napoli, che pure avendo svolto una eccellente carriera nella capitale italiana del business e della comunicazione di sicuro ne capisce di promozione e marketing mediatico. Ricordate su you tube Hamsik che giocava coi bambini a pallone ed esultava per un gol? Non può far nulla neppure Lombardo? Sono ormai in età per sapere che gli equilibri di una società di calcio e di una squadra sono complicatissimi, ci sono da sincronizzare 40 teste ed è scomodo. Ma c’è una testa che conta più di tutte. E’ più che mai il momento di Aurelio de Laurentiis: il futuro del Napoli si coniuga da oggi. Se ha intenzione di rinnovare tecnicamente, per migliorare, fa benissimo a farlo con riservatezza ma anche a lanciare segnali risoluti. Al socio della Filmmaster (K-Events) che ha dato prova della sua abilità e grande professionalità (farà anche la cerimonia di Rio 2016) che impressione fa sapere che i tifosi faccia caldissimo o ci sia un vento di tramontana gelido ma sono lì coi figlioletti fuori dall’albergo-fortino di Castelvolturno sono trattati come incursori? Il calcio non è solo una sporca faccenda di gol e contratti. Almeno, ad occhi aperti ci auguriamo sia così.

venerdì 28 ottobre 2011

Lajeadense, ds Polacco: "Bruninho è del Napoli, sarà rivelazione della serie A"

Il direttore sportivo del Club Lajeadense, formazione di prima divisione del Brasile, Bartolo Polacco ha annunciato ai microfoni di Calciomercato.com, l'arrivo a Napoli dell'esterno offensivo sinistro Bruno Anderson da Silva Sabino, noto come Bruninho: “Bruninho, tra il 15 e il 20 novembre, arriverà a Napoli, per sostenere le normali visite mediche e le pratiche di routine. Vi assicuro che si tratta di un ottimo giocatore, anche se non gioca in un club prestigioso e affermato come Internacional o Gremio di Porto Alegre, ma garantisco che sarà la rivelazione del campionato italiano da subito. - continua Polacco - Che tipo di giocatore è? Molto duttile, gioca benissimo in diversi ruoli, ma rende meglio facendo il laterale sinistro, anche se nell'ultimo anno il suo allenatore lo sta impegnando come trequartista e seconda punta". Sul giocatore c'era l'interesse di due squadre del nord Italia non meglio identificate oltre che di alcuni club di prima fascia portoghesi come il Benfica.

Fonte: Calciomercato.com

mercoledì 21 settembre 2011

Parla Bigon: "Inler colpo più difficile, Pandev il più facile. Vidal era perplesso. Ruiz è un grande giocatore"

Il ds azzurro Riccardo Bigon ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport.

Bigon, se l'aspettava?
«Domanda, eventualmente, da rifa­re a marzo, aprile. Perché dopo due giornate di campionato e una di Champions, non azzardo valutazioni né entusiastiche né pessimistiche. Troppo presto».

Giriamo al largo: pensava mai che questo Napoli fosse così autorevo­le?
«Avevamo ben chiare le attitudini caratteriali e le caratteristiche tec­niche del gruppo, sapevamo dello spessore dei ragazzi: però è vero che prestazioni come Manchester e co­me quella con i campioni d'Italia del Milan danno soddisfazione e aiutano la crescita».

Come è nata questa squadra da scu­detto?
«Bel trappolone, questo: da scudet­to lo dice lei....».

Veramente lo dicono Lippi, Zoff, Mauro, Damiani, Altafini, il calcio intero (quasi)...
«Mi limito a sottolineare com'è nato questo Napoli, ch'è figlio d'un lavo­ro d'equipe. E' il Napoli d'una socie­tà che si confronta, che analizza, che rispetta i ruoli. E' il Napoli d'un pre­sidente ambizioso, che ci lascia car­ta bianca: non c'è, in questa squa­dra, un calciatore che non fosse sta­to scelto da me o da Mazzarri».

Il colpo più complicato?
«Il più estenuante, ed è noto: Inler. Ma in lui c'è sempre stata la volon­tà precisa di aderire alla nostra idea. Il suo entusiasmo non è mai manca­to. E' evidente che in fase di tratta­tiva possano sorgere problemi, ma sono stati risolti».

Il colpo più semplice?
«Pandev, senza ombra di dubbio. Un minuto di colloquio: ti piacerebbe? Sì. Poi De Laurentiis ha telefonato al presidente dell'Inter, Moratti, ed abbiamo chiuso».

Il rimpianto?
«Nessuno, perché abbiamo centrato gli obiettivi. Con Criscito è andata così, ma sono fatalista e penso che il destino abbia voluto separarci: ne abbiamo preso atto, ma non c'è ma­lanimo».

Eravate su Vidal...
«Non scendo nei particolari delle trattative, perché mi sembrerebbe inelegante. In termini generali, ab­biamo lasciato perdere ogni collo­quio con calciatori che sembravano perplessi dinnanzi al nostro interes­samento. A quel punto, abbiamo vi­rato».

L'impressione generale, a giugno, sosteneva l'ipotesi che uno dei tre tenori potesse partire.
«E alla distanza la verità è stata un'altra: i gioielli sono rimasti qua. Anche perché la loro volontà era precisa: continuare in questo Napo­li, divenuto sempre più intrigante. La loro è stata una scelta precisa, che ha provveduto a tener lontani ­insieme alle dichiarazioni di incedi­bilità del presidente - eventuali cor­teggiatori».

Ora si può (riba)dire: Manchester City e Zenit San Pietroburgo s'era­no spinte oltre per Lavezzi?
«No comment. Per me vale la realtà che viviamo, non quella che si può intuire o dedurre. E poi il mercato è questo. Ma nel Napoli ci sono anco­ra Cavani, il Pocho ed Hamsik, uo­mini che hanno espresso il desiderio di rimanere al centro d'un progetto d'un club credibile e carico di aspi­razioni».

Quanto incide, ovviamente in posi­tivo, il rapporto talmente solido, fraterno, tra lei e Mazzarri?
«Una premessa mi sembra dovero­sa: mi stupisco che in questo mondo, e intendo il calcio, ci si stupisca d'un rispetto reciproco e di una sintonia assoluta tra due figure così rilevan­ti all'interno d'una società. Con Mazzarri abbiamo un'intesa che si è consolidata negli anni, frequentan­doci assiduamente ed avendo una visione del lavoro simile, identica. Ma anche con altri tecnici sono an­dato d'accordo. E' il mio modo di es­sere».

Torniamo alla costruzione del Na­poli, all'estate, a certe esigenze sor­te in corso: si rompe Britos...
«Ed in tre giorni abbiamo dovuto in­tegrare l'organico. La bontà dell'or­ganizzazione ha consentito di indi­viduare in Fideleff il giovane su cui puntare. Vedere centinaia di partite, fare migliaia di chilometri, avere un quadro ampio, internazionale delle risorse è stato decisivo e di ciò devo dare atto a Micheli, a Mantovani, a Zunino, il nostro gruppo di lavoro scouting».

Volevate Juan....
«Ma con il Brasile è più complesso definire una trattativa e tre giorni non sarebbero bastati. Vero che Juan è di grandi prospettive, un ‘91 di gran livello; ma Fideleff ha solo due anni in più ed ha già giocato».

L'addio a Victor Ruiz ha lasciato perplessi...
«Un affare economico, certo. E poi una valutazione complessiva: Ruiz è calciatore di indubbio valore, tant'è vero che è titolare nel Valencia, che finirà per trovar posto tra i convoca­ti della nazionale spagnola; però va anche detto che talvolta le caretteri­stiche di un calciatore possano non sposarsi con quelle di un club o per­sino di un Paese. Lui per noi rimane di enormi prospettive, però forse è la Spagna si adatta di più alla sua in­dole».

E, come spesso accade, avete vira­to di nuovo in Sud America...
«La mentalità degli argentini in par­ticolare ha enormi affinità con il mo­do di pensare napoletano; ma anche uruguagi e comunque sudamericani in genere. Un calciatore del Nord Europa si ambienta con difficoltà maggiori».

Ha vinto uno scudetto da bambino e uno da adulto...
«Avevo otto anni quando mio padre, Albertino, conquistò la stella con il Milan; ne avevo qualcuno in più quando trionfò sulla panchina del Napoli. Ma so che c'è un altro tra­nello: io penso al Chievo, alle diffi­coltà che può creare un avversario che ci ha battuti due volte su due, l'anno scorso. Non so cosa accadrà al Bentegodi e lei vuol farmi sbilan­ciare sull'esito del campionato?».

venerdì 29 luglio 2011

De Laurentiis a tutto campo

E' in corso l'incontro tra De Laurentiis e la stampa, poi alle 23:00 interviene a "Speciale Calciomercato" su Sport Italia.


SERATA IN PIAZZA A DIMARO. "Nelle prossime settimane ci incontreremo a Roma per firmare i contratti di rinnovo. La scena del motorino? Abbiamo fatto solo 500 metri senza casco. Lui mi ha chiesto chi fossi? Gli ho risposto: "Vada, sono il presidente del Napoli". Gli dovremo regalare un motorino del Napoli. Noi l'abbiamo costruito insieme ad Aprilia. Non so se e' interista o meno. Sono il capo della Polizia. La gaffe con Messi? E' tutto ok, il presidente del Barcellona e' una persona seria. Il Trofeo Gamper ci preparera' al primo incontro di Champions del 13 settembre. Tra il 7 e il 22 agosto dobbiamo piazzare due partite: una delle due sara' all'estero. Jovetic? C'e' anche Peppino Rossi, cosi' come Vucinic. Pandev? Mi piacciono i giovani. Floro Flores? Non ho nulla in contrario. Siamo nelle mani di Mazzarri: quando lui chiede io rispondo e fornisco".
LA CONFERENZA SERALE AL TEATRO DI DIMARO - "Le polemiche dopo la mia sfuriata? In Italia non c'e' libertà, è un paese che in passato mi ha disgustato e ho aspettato che mio figlio si laureasse. Certo, ci vive mia madre che ha 95 anni e le auguro di esserci altri 100 anni. Potrei seguire il Napoli anche da lontano, ma è un discorso di sentimenti e passionalità. Credo di aver fatto bene in questi 7 anni. Quando vedo i miei colleghi battersi per un tozzo di pane e' la dimostrazione che non sono veri industriali. Io sono per una Lega che sia la casa del calcio, degli industriali del calcio in grado di curare gli affari da sola senza svendere all'estero i propri diritti. Quando uno non si preoccupa delle trasformazioni in essere dal 1984, quando uno non capisce che c'è una mondializzazione, diventa dura. Faccio riunioni ogni mattina alle sette con i miei collaboratori per fare il punto sull'economia mondiale. Obama ha tempi molto stretti e, se non si incastrano alcuni elementi, le difficoltà economiche che ne verranno fuori influenzeranno tutti i settori, incluso il mondo del calcio. Non si può togliere la cultura dell'impresa, che ho anche insegnato all'università. Se mi hanno eletto presidente mondiale dei produttori cinematografici qualcosa vorra' dire, non me lo sono dato mica da solo questo titolo. Perchè mi si deve impedire di realizzare le mie idee che vanno verso il cambiamento di regole vetuste? Sono entrato della porta di servizio, dalla serie C e per me e' un vanto perche' ho potuto capire come funzionano le cose. Sono stato deriso e mi ha fatto bene, è stata una scuola che ripeterei da domani mattina. Non mi mancano i film che non ho fatto e sono orgaglioso di questo cammino intrapreso con il Napoli. Sono partito da meno 100 arrivando a fatturare più di 150 milioni, dimostrando che a Napoli si può lavorare perfino in un settore così complicato come il calcio. Quando nelle riunioni di Lega sento dire a Galliani che nel calcio si perde, io mi offendo e replico: "Adrià parla per te, io non ci perdo". Questa sperequazione nasce dalle persone giuridiche che si riflettono sulle persone fisiche. Le chiacchiere stanno a zero. Si fanno i preventivi e si studia la bontà del progetto, che se e' valido frutta dei guadagni. Preziosi dice che e' meglio se lascio il calcio e torno al cinema? Non devo replicargli. Non ho bisogno di essere accompagnato da nessuno, solo dai 12 milioni di napoletani sparsi nel mondo. Se non dovessi lavorare per loro me ne sarei già andato. Dove? In Inghilterra. Ho preso un impegno con i napoletani e rimarrò al loro fianco. Il calcio italiano va avanti grazie a Sky e Mediaset che da sole mettono insieme oltre 800 milioni. Senza di loro non ci sarebbe il calcio italiano, la legge Melandri non sarebbe applicabile e le piccole non se ne avvantaggerebbero. Ricordo ai miei colleghi che Mediaset e' un gruppo italiano, mentre Sky e' straniero. Dahlia Tv ci ha recato dei danni e noi invece ci siamo messi a discutere su come dividerci la torta. Il calcio femminile? Alla finale mondiale c'erano 75.000 spettatori allo stadio e tantissimi nel mondo via tv. Vorrei creare una Lega con quelli che intenderanno seguirmi. Volevo prendere Sorrento, Capri, Ischia, Amalfi per farne una forte, ma Abete mi ha detto che non potevo prendere il Sorrento perchè è in C. Allora gli ho replicato che volevo arrivare in B con una autogestione finalizzata a dare sostegno al Napoli, un po' come ha fatto il Barcellona che possiede una squadra nella seconda divisione spagnola. Non accetto condizionamenti, non consento a nessuno di impedirmi di esprimere le mie idee. Non l'accettavo nemmeno quando andavo a scuola! Mi viene da ridere quando ci sono le commissioni di censura per i film: ormai in tv si può dire e fare tutto, quando poi è De Laurentiis ad alzare i toni ci si scandalizza. Diamoci una calmata, non voglio fare rivoluzioni ma soltanto essere al passo con i tempi del mercato perche' non voglio farmi cogliere di sorpresa. Non sono invidioso, quando vedo uno che ha successo gli faccio un plauso a meno che non sia stato scorretto e quindi mi dissocio. Chi riesce ad essere innovativo per il sottoscritto è un riferimento da seguire per migliorare sempre di piu'. Se sono soddisfatto per il mercato? La preparazione dura sei settimane, lo sapete questo? Siamo appena alla seconda ed è normale fare un po' di fatica anche contro una squadra di livello inferiore. Non bisogna fare domande da tifosi. Dovrebbe essere la stampa a consigliarmi invece di farmi certe richieste. Non voglio essere scortese, ma e' importante essere razionali. La Juventus? Torna ad essere una grande squadra così come Milan e Inter, mentre la Roma e' un'incognita. Dove può arrivare il Napoli? Bisogna dare fiducia al gruppo e a Mazzarri. Ci siamo rinforzati a centrocampo: sono convinto che i nuovi arrivi daranno una mano anche in fase difensiva, facendo in modo di subire meno gol. Daranno un contributo importante anche agli attaccanti e ai due esterni Dossena e Maggio. Soprattutto per quest'ultimo, che segna sempre quei sette-otto gol, riusciranno a dare un sostegno importante. Hamsik e' un valore ormai noto. Non dimentichiamoci gente come Santana, Mascara e lo stesso Cristiano Lucarelli. Le due milanesi sono ancora avanti, ma sara' una bella lotta per il terzo posto dove rientra anche la Lazio. Altri rinforzi? C'e' anche il mercato di gennaio, dobbiamo essere obiettivi e fare i conti giusti; per questo motivo cerco fondi all'estero".  
IL PRIMO POMERIGGIO - Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai tifosi a Dimaro prima dell'amichevole col Barletta: "L'Italia rispetto alla Germania è passata a tre posti in Champions ed io intendevo tutelare tutti. Mi sembra tutto nelle mani di un despota intangibile, impalpabile. Berlusconi? No, non è lui. Io ho fatto un tirocinio di sette anni, non ne sapevo nulla, mi sono preso gli sputi a Martina Franca e ne sono orgoglioso, oggi ne rido perchè ho imparato tante cose, che il calcio è una cosa importante perchè ci siete voi tifosi. In Champions siamo in quarta fascia ed è chiaro che se vado a giocare una infrasettimanale contro un Real Madrid, poi una paritetica perchè non mi considero secondo a nessuno, ma vengo da una partita dura, mi può creare frustrazioni nei giocatori per aver pareggiato o perso. Il mio sfogo? Sono stato un cafone a casa mia, non in casa d'altri come ha scritto qualcuno. Ho parlato a favore della lega Italiana, non del Napoli. Quando non capiscono le cose, mi sfuggono, ciò vuol dire che c'è sciatteria, mi 'sfastiriano, come diciamo a Napoli. Non è che diamo fastidio, ma il fatto è che tutti quelli che ci precedono sono passati per Calciopoli. Quella è un'immagine che resta a futura memoria. Abete? Sono stato da lui, dà una dimostrazione di voglia di cambiare. Anche le riserve bisogna poterle portare in panchina. Vedere i giocatori in tribuna in borghese è qualcosa di disdicevole. Gli ho detto l'altro anno del calcio femminile per vedere un San Paolo pieno di donne. Loro mi hanno proposto una sessione amatoriale, io invece voglio 12 squadre professionistiche di serie A. Fallace la Gazzetta che ha scritto in merito cose inesatte. Io gradirei, dopo i risultati eccellenti del mondiale femminile, di vedere donne fantastiche in campo, non bisogna fare differenze perchè un popolo si compone di uomini e donne. I tabelloni? Non dipende da me, l'impianto non è mio, ma del Comune e io non posso fare lavori strutturali per poi montare i tabelloni. Io li ho comprati dalla ditta che ha fatto le Olimpiadi, il massimo che c'è. Diamo il tempo a De Magistris di fare in modo di mettermi in condizione di montarli. Ma poi voi dovete pensare a vincere, che vi frega dei tabelloni. Se tornerà Lavezzi? Torna, torna, lei è una donna (la donna che ha fatto la domanda, ndr) se vuole si faccia fotografare nuda e gli mandi un messaggio: ti aspetto. Torna il 4 agosto, scherzi a parte. I diritti d'immagine? Il procuratore di un calciatore mi ha detto che in Germania non si discutono, si prendono direttamente. Io gli ho risposto: "Allora perché tu vieni a rompermi i coglioni qui in Italia?".
LA MATTINA - Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Dimaro dove ha partecipato alla messa officiata dal Cardinale Crescenzio Sepe. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": "La mia sfuriata alla presentazione dei calendari? Io non amo gli scippi, se si crede di poter utilizzare ciò che non ti appartiene, allora io mi metto di traverso. Le tv hanno sfruttato le immagini del Napoli. Una televisione proponeva il mercato degli abbonamenti utilizzando quattro squadre ed inserendo il Napoli come terzo, ma quando un network accetta di negoziare e lo fa, ringraziamo, ma quando ti risponde senza averti avvertito che non ha soldi, io gli dico, perchè non me l'hai detto? Vuoi farti pubblicità e poi paghi altri al posto del Napoli? Allora il Napoli si tira fuori da questa situazione. La Gazzetta dello Sport per 8 settimane ha avallato una cessione di Hamsik rischiando grosso. Anche un programma di calciomercato ha usato Hamsik come copertina e gli ho detto che rischiavano grosso. Stesso discorso per Cavani, dove veniva reclamizzato con la maglia del Napoli anzichè con quella delll'Uruguay. De Laurentiis sembra una persona poco educata solo perchè difende dei diritti". (fonte Napoli Magazine)  

venerdì 1 luglio 2011

De Laurentiis: "Lunedì 11 sorpresa riguardo le maglie. Borja Valero? Non servono registi"

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di "Marte Sport Live" su Radio Marte. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli: "Se uno mangia l'antipasto, il primo, il secondo, la frutta, i contorni e chi più ne ha più ne metta, dopo servirebbe solo uno stura lavandini. Inler e Vidal son impossibili da gestire insieme. La squadra la si costruisce prima negli spogliatoi. Siamo già fortissimi così, poi verrà chi verrà".

Accanto al presidente c'è l'ex tecnico azzurro Albertino Bigon, di cui il patron dice: "Adesso con Bigon instaureremo un rapporto per creare un network all'estero per la nostra 'scugnizzeria'. Giuseppe Santoro con gli attuali osservatori si preoccuperanno di svolgere al meglio il proprio lavoro come hanno fatto finora, e con il signor Albertino instaureremo una sorta di filosofia napoletana da inculcare ai ragazzini. E' chiaro che se ho persone impegnate alla prima squadra e alle giovanili, non posso chiedere loro di occuparsi delle cose oltre i confini nostrani"
SCUGNIZZERIA - "Son 23 coloro che hanno suggerito questo nome. Li premierò tutti con un bel biglietto in tribuna d'onore. Dovrebbe essere programmata per il 3 agosto contro il Celtic. Il 7 ancora al San Paolo, il 14 dovremmo giocare all'estero. Ci stiamo lavorando. Non dimentichiamo che i ragazzi impegnati nella Coppa America torneranno tardino. Ho un'idea in testa: mi piacerebbe assumere un allenatore in seconda, scelto da Mazzarri, che si occupi della loro preparazione in altezza. Ovvio che è solo un'idea. A conti fatti poi, è troppo importante che il gruppo lavori tutto insieme"
PANDEV - "E' un bel giocatore. Credo che piacesse anche a Mazzarri. Le possibilità? Son quelle dell'Inter che ci paga mezzo stipendio. Allora se ne potrebbe parlare (sorride, ndr.)"
BORJA VALERO - "Gioca nel Villarreal, è un ottimo regista, ma si sa che al nostro tecnico i registi non servono. La cosa bella del calcio interpretato da Mazzarri è l'imprevidibilità. Il Pirlo della situazione a Napoli non serve. Abbiamo già Cigarini noi. C'ha un tiro fantastico. Purtroppo però non rientra nello schema. Se rimane va in sofferenza, ma non perché lui non valga"
MAGLIA - "Lunedì 11 ci sarà una bella novità. Riguarda proprio la maglia".
DIRITTI TV - "Ringrazio Lo Monaco per il suo complimento. Loro lì hanno allestito un gran bel campus sportivo, tanto di chapeau"
COPPA AMERICA - "La prima cosa che farò stasera da Capri sarà lanciare uno sguardo alle partite. Lavezzi? E' un fuoriclasse. Ti fa gioire e soffrire sul campo, fa impazzire i tifosi. Ce ne vogliono tre per tenerlo sotto controllo. Adesso il fatto che sia titolare con Messi in Argentina è una grossa soddisfazione. Quando si scrive Napoli sembra sempre che si legga minus, non capisco perché".

martedì 1 marzo 2011

Bigon: "Non faccio questioni sugli arbitraggi ma la teoria del ci può stare, dopo un po' stanca"

La delusione è tanta e non del tutto sbollita. Qualche rammarico sulla prestazione e soprattutto su alcuni episodi che avrebbero condizionato l'andamento della partita. Il direttore sportivo del Napoli Riccardo Bigon, nel corso di Marte Sport Live, analizza la sconfitta di Milano, guardando con ottimismo al futuro. Ecco quanto evidenziato da Tuttonapoli:"Abbiamo tenuto bene il campo soprattutto nel primo tempo. Non faccio mai questioni sugli arbitraggi ma questa teoria del "ci può stare" dopo un po' stanca. Di fuorigioco ne puoi sbagliare uno, due ma non quattro , il rigore anche in questo caso si è detto che "ci può stare". Il Milan ha fatto bene e quando gioca così, con quei campioni, non ce n'è per nessuno. Ci rimani male ma abbiamo la pellaccia dura e ci concentriamo sul Brescia. La stagione è ancora lunga e cercheremo di riprendere la marcia. Se una sconfitta a Milano crea un dramma, significa che non abbiamo capito nulla. Il calcio va accettato. Si vince e si perde e quando si perde bisogna capire i propri errori. Non abbiamo però questa serenità perchè l'episodio del rigore ha condizionato la gara. Il gruppo saprà reagire come ha sempre fatto. Andiamo avanti sapendo che le prossime gare saranno di grande sofferenza ma cercheremo di portare a casa il risultato. La squadra ha dimostrato sul campo di meritare certe posizioni, questa consapevolezza ci aiuterà a recuperare le forze e se continuiamo su questa falsariga credo che raggiungeremo buoni risultati e continueremo il nostro processo di crescita. Voglio ringraziare i tanti tifosi che sono stati vicino alla squadra e che si sono comportati in maniera irreprensibile. Quando si parla di fatica per i tanti impegni, per quelli che sono abituati è normale ed arrivano a partite importanti senza battere ciglio, mentre i nostri calciaotri hanno subito questo stress mentale e credo che la prossima volta affronteranno questi sforzi in maniera diversa. Con i ragazzi abbiamo fatto due chiacchiere dopo la partita. C'erano Grava, Lavezzi e Maiello quindi il gruppo è molto compatto.  Contro il Brescia sarà la partita più importante dell'anno come quelle successive. Giocheranno ad uomo per cercare di difendersi visto che lottano per la salvezza. L'apporto del pubblico sarà fondamentale. Il rammarico c'è, noi valutiamo sempre i nostri errori senza guardare in casa degli altri e ci sarebbe piaciuto vedere una partita diversa ma quando il Milan gioca così è difficile per tutti. Non bisogna dimenticare ciò che è stato fatto di buono fino a questo momento".

domenica 13 febbraio 2011

Bigon: "Che accoglienza, migliaia di tifosi in piena notte"


Il direttore sportivo del Napoli, Riccardo Bigon, ha parlato a Sky Sport 24 della grande accoglienza ricevuta al rientro a Castelvolturno dopo la grande vittoria dell'Olimpico. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli.net: "E' stato un ritorno di quelli che solo Napoli può riservare. Ci sono stati migliaia di tifosi in festa nella notte. E' stato bello vedere questa gioia, ci abbiamo messo oltre mezz'ora a entrare nel centro sportivo, non riuscivamo ad avanzare. Questa squadra ha fatto innamoraree i tifosi perchè mette il massimo impegno, i ragazzi non mollano mai. Roma? Non era facile, in campo c'erano valori importanti e poi sul loro campo hanno sempre un grande sostegno del pubblico. Ora dobbiamo andare avanti partita per partita, giocando sempre al massimo senza nessun timore. Ogni partita è una battaglia sportiva, consapevoli di questo lavoriamo per arrivare più in alto possibile. Ora abbiamo il Villarreal, che può rappresentare un'ulteriore crescita della squadra, e poi il Catania. Cavani? E' impossibile dare una valutazione a un attaccante del genere che sta avendo un rendimento da marziano. Però se lui risalta è anche perchè una squadra dietro lavora e lo mette in condizione di dare il meglio. Voglio citare anche la palla di Lavezzi per Hamsik che poi si è procurato il rigore e quella di Cannavaro dentro per il secondo gol. E' importante avere un'armonia di gruppo, solo in questo modo tutti possono dare il massimo. Poi per il futuro il presidente ha dimostrato che non si tira mai indietro. Massima concentrazione, però, perchè il calcio riserva tante insidie".

martedì 1 febbraio 2011

Bigon: "L'appettibilità del Napoli è alle stelle"

La soddisfazione è tanta e lui è sicuramente uno degli artefici principali del buon momento del Napoli: Riccardo Bigon non ha infatti sbagliato un colpo. Il ds degli azzurri ha dimostrato in un anno e mezzo di porter riportare ai massimi livelli una piazza importante come quella partenopea. Ecco quanto evidenziato da Tuttonapoli.net: "Ringrazio tutti per i complimenti. In questo anno e mezzo sono stato facilitato ed aiutato nel mio lavoro dai grandi risultati del Napoli e dalle idee chiare del presidente. Posso assicurare che l’appetibilità del Napoli è schizzata alle stelle. Abbiamo trasmesso la possibilità di un progetto serio ed in continua crescita. Il miglior giocatore che si può prendere è quello che dimostra il suo valore in campo quindi non affretterei i giudizi suRuiz nonostante il suo curriculum parli chiaro. Diamo tempo a questo ragazzo di ambientarsi e di dimostrare le proprie qualità in una piazza calda come quella di Napoli. E’ un giocatore che ho seguito molto. L’ho visto a Barcellona a marzo dell’anno scorso, sembrava un obiettivo perso perché molto richiesto da tante società ed invece siamo stati bravi ad essere presenti e pazienti. L’operazione Datolo era finalizzata proprio per avere contatti con l’Espanyol. E’ una ciambella uscita con il buco. Mazzarri saprà trasmettergli molto, come d’altronde i compagni di squadra. Ruiz e Mascara non avranno problemi ad inserirsi; lo spogliatoio è molto unito. Per Mascara trattativa complicata. Il giocatore voleva fortemente il Napoli anche se era combattuto nel lasciare la squadra della sua città, ma attualmente venire a Napoli significa fare un grande salto. Alla fine ha prevalso la volontà di venire qui da noi. Siamo contenti ed è una pedina in più in un reparto che sta andando ultra bene. Matavz? Abbiamo tutte le condizioni per farlo venire. Siamo solo noi a decidere il come e quando farlo. ci sono state delle difficoltà burocratiche ed abbiamo rimandato. Inler sta facendo bene e fino alla fine del campionato ognuno procederà per la propria strada, poi a giugno se ne riparlerà. Per noi Pazienza è fondamentale. In tutte le squadre ci sono giocatori in scadenza. L’importante è che fra le parti ci sia chiarezza e stima quindi non c’è alcun problema. Avevamo la fortuna di non dover riparare più di tanto e talvolta quando le cose vanno bene è anche un rischio aggiungere altri elementi. Va a finire che vai a scombussolare gli equilibri. Abbiamo fatto tutto in linea con i programmi quindi siamo più che soddisfatti anche se poi è sempre il campo che ci darà ragione. In alcune realtà ha influito l’incidenza dei tanti infortuni, non credo che sia stato un mercato di grandi colpi. Ho parlato con il Pocho e non è detto che la grande non sia proprio il Napoli visto che si parla del suo approdo in un club di prestigio. Lui sta bene qui ma non può dare sicurezze sul suo futuro ma questo è normale. Ci interessano il suo attaccamento alla maglia e le prestazioni. Santacroce è un acquisto di inizio stagione. Il suo contributo è stato sempre determinante. E’ anche merito suo se siamo a questi livelli come gli altri ragazzi che giocano poco".

venerdì 7 gennaio 2011

Bigon: "Con l'Udinese contatti per Inler. Se son rose, fioriranno ..."

Il ds del Napoli, Riccardo Bigon, è intervenuto ai microfoni di "Marte Sport Live" su Radio Marte, rilasciando alcune dichiarazioni all'indomani della gara del Meazza. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli: “La sconfitta non ci ridimensiona. Intendiamo fare sempre meglio consapevoli di tutte le difficoltà e di tutte le risorse che ci ritroviamo. In questi mesi non ci siamo mai esaltati dopo vittorie importanti e nemmeno stavolta penseremo a deprimerci. L'Inter è club di grossi campioni. Nel primo tempo, abbiamo tenuto testa agli avversari rischiando addirittura il vantaggio, poi però sui piazzati ci siamo un po' persi. Hanno fatto loro il possesso della palla, cominciando a farla girare con gli ottimi palleggiatori di cui dispongono. Nulla cambia sotto il profilo degli obiettivi. A me non piace fermarmi a guardare cosa sta succedendo oggi. Vogliamo cominciare a rappresentare una realtà importante, non soltanto in ambito nazionale. Ci stiamo riuscendo mi pare. Tutta l’organizzazione aziendale, dalla tecnica alla dirigenziale, è fiduciosa di ripartire, magari già da domenica, con il passo giusto".

Tutto esaurito al San Paolo per la supersfida con la Juventus: “Sarà una partita densa di significati. L’ultimo turno non ha sorriso a nessuna delle due contendenti. Le aspettative sono alte e gli entusiasmi alle stelle. Questa grande affluenza allo stadio dimostra quanto la gente apprezzi il nostro modo di applicazione”. 

Quagliarella si rompe il crociato, per lui stagione finita: “Ieri ho parlato con il suo agente nell’attesa degli esiti di questi esami. Tutti speravamo che la situazione non fosse così grave. A nome della Società tutta, faccio a Fabio i migliori auguri di una pronta guarigione. Conoscendolo, sono sicuro che il ragazzo ne verrà fuori più forte di prima”. 

L'argomento caldo è il mercato: “Finora non si son viste operazioni importanti, eccezion fatta per Cassano e Ranocchia. Si parla tanto, ma si fa molto poco. La sessione invernale serve per riparare a quelle piccole risposte che non arrivano. Noi non ne abbiamo avute di così eclatanti. Voglio dare a questa rosa i giusti meriti. E’ da un anno e più che trascinano la squadra nelle zone calde della classifica. Stanno dando veramente tutto".
Si pensa ancora ad un difensore centrale di piede sinistro, ci sono sorprese?: “Non credo sia il caso parlare di sorprese. Qui non siamo al mercatino dell’usato dove saltano fuori occasioni da ogni dove. Dietro c’è un bel lavoro da portare avanti. Non è che si debba andare necessariamente in cerca di nomi esotici. Numericamente parlando, siamo messi bene. Se dovessimo prendere qualcuno, sarà solo per migliorare la rosa. Andremo a chiudere solo quelle operazioni che riteniamo sensate. La nostra è una squadra di alto livello. Conviene andare ad integrare uno o due tasselli importanti".
E di Inler che ci dice?: “Leggo i giornali ed effettivamente se ne parla tanto. Nel caso specifico posso dire che c’è stata una chiacchierata da parte dell’Udinese nei nostri confronti per sondare se fosse ancora vivo l’interesse che avevamo manifestato quest’estate. Ciò però non significa che la trattativa sia andata in porto. C’è un ottimo rapporto tra le due Società. Se son rose, fioriranno”. 

Dovesse essere ceduto Dumitru in prestito, ci saranno movimenti in entrata per rafforzare il reparto offensivo?: “I tempi non li detto io. Affrettare le cose vuol dire pagare molto di più. Siamo attenti e vigili sul mercato. Per il momento prendere un'altra punta non è una nostra priorità”.

martedì 28 dicembre 2010

Bigon: "Onorato del premio. Operiamo sul mercato in silenzio. Santacroce? Vedremo cosa accadrà"

La città di Napoli non vive di certo uno dei suoi momenti migliori. Lo sport, ed in particolare il calcio, sembra però poter fare da sprone per un riscatto immediato. L'augurio è che le vittorie conquistate sul terreno di gioco possano espandersi anche in altri settori. Riccardo Bigon, direttore sportivo del Napoli, ha ritirato con enorme piacere e soddisfazioni il premio "Miglior club dell'anno" ritirato presso la sede del Coni provinciale. Ecco quanto evidenziato da Tuttonapoli.net: "Ho il piacere e l'onore di ricevere un premio che rappresenta la nostra città. Anche il presidente De Laurentiis è entusiasta e si associa ai ringraziamenti. E' sempre Napoli e la Campania il cuore pulsante di questa maglia azzurra, nonostante siamo alal ribalta nazionale ed europea. Non sono napoletano ma la mia famiglia è molto legata a questa città e di riflesso lo sono anche io. E' passato un anno da quando ho incominciato a lavorare in questa società e sono molto soddisfatto per i traguardi raggiunti. Fernandez è un giocatore che farà parte dalla prossima stagione della nostra squadra. Lucarelli ha lavorato tanto e credo proprio che a gennaio sarà uno degli acquisti, l'arma in più. Mi fa sempre strano parlare di acquisti come di prodotti da supermercato. Il comprare giusto per farlo non fa parte della nostra politica e strategia. Sapete come abbiamo sempre operato. Per chiudere una trattativa è sempre meglio farlo in sordina e senza tanta pubblicità. Le pressioni mediatiche non fanno bene, quindi meglio agire nell'ombra per lavorare al meglio. Nelle campagne acquisti passate, abbiamo dimostrato di essere aperti verso chi non era più intenzionato a rimanere per vari motivi. Nel caso di Santacroce vedremo cosa offrirà il mercato. Vogliamo tenere solo persone che abbiano gli stimoli giusti".

giovedì 16 dicembre 2010

Diario Hoy - Fernandez e il suo entourage in viaggio per l'Italia, accordo vicinissimo

Secondo quanto riporta l'edizione odierna del quotidiano argentino DiarioHoy di La Plata ,mancherebbe soltato la firma per il passaggio di Federico Fernandez dall'Estudiantes al Napoli.  Confermata, dunque, l'anteprima del portale CalcioNapoli24.it. Il costo del cartellino dovrebbe aggirarsi intorno ai 3 milioni di euro. Il giocatore, insieme al suo entourage, potrebbe sbarcare già nelle prossime ore in Campania per conoscere i suoi nuovi compagni. Il club campione d'Argentina avrebbe chiesto al Napoli di liberare il giocatore soltanto a giugno poichè l'impegno in Coppa Libertadores è ormai alle porte. Il ds azzurro, Riccardo Bigon, pare abbia accettato questo tipo di formula, ma non sono da escludere colpi di scena.

mercoledì 8 dicembre 2010

Bigon: "Sosa ha bisogno di tempo. Il mercato dipende dall'Europa League"

Il ds azzurro, Riccardo Bigon, ha rilasciato delle dichiarazioni ai microfoni di Marte Sport Live, sulle frequenze di Radio Marte. Ecco quanto evidenziato da TuttoNapoli.net: “Con il Genoa si giocherà al 99%, il mister ha preparato la partita come se la gara fosse certa, con un lavoro molto intenso, la squadra sta bene. Se il Napoli è ancora in Europa League è merito di tutta la rosa. Abbiamo dimostrato di essere bravi nel doppio appuntamento, siamo riusciti a non perdere mai punti preziosi sia in campionato che in coppa e, all’ultima gara, abbiamo il destino tra le mani. L’eventuale passaggio del turno influenzerà sicuramente il mercato di gennaio, che dipende del tutto dai risultati ottenuti fino a questo momento. Spesso i giudizi che si fanno a fine calciomercato sono parziali, l’unico metro di giudizio che conta è il campo. Il nostro lavoro è quello di valutare tutte le componenti che poi andranno a formare la squadra, le caratteristiche tecniche dei calciatori, il gruppo, il modulo, la loro personalità. Sosa? Quando i calciatori stranieri arrivano in Italia e devono misurarsi in un ruolo che nel nostro campionato è molto difficile, spesso incontrano difficoltà non indifferenti. E’ accaduto con Zidane, Platini o con Diego l’anno scorso. Sono convinto che quella di Sosa sarà una stagione di apprendimento e di inserimento nel calcio italiano e, per ora, il suo è un approccio positivo, sono soddisfatto. Ha superato i problemi al collaterale del ginocchio destro, ora è di nuovo in gruppo. E’ un ragazzo d’oro, un professionista serio che si è inserito alla perfezione nel gruppo, così come Yebda e Dumitru, un ragazzo esemplare. Per giocare nel Napoli i calciatori prima di tutto devono essere consoni alla filosofia dello spogliatoio, anche se, magari, sono fortissimi. Lavezzi? Tutti gli accertamenti clinici hanno dato responso negativo, non c’è nessuna lesione alla caviglia, anche se il Pocho sente ancora dei dolori forti. Ieri alla cena è arrivato con le stampelle. Verificheremo giorno per giorno le sue condizioni. La cena? L’atmosfera di ieri a cena è stata davvero molto bella. Si è creato un gruppo con un clima familiare ed informale, c’è tanta serenità. Zona Cesarini? Se spesso facciamo risultato nel finale è grazie allo staff tecnico che prepara benissimo la squadra che non cala mai nei minuti finali, ma, soprattutto, grazie al carattere vincente e trascinatore dell’allenatore che è riuscito a trasmettere questa mentalità a tutta la squadra”.

giovedì 2 dicembre 2010

Bigon: "Alcuni giocatori rifiutano Napoli per l'immondizia"

Calcio e monnezza. "Stiamo incontrando delle difficoltà sul mercato: ci sono molti giocatori che rifiutano di trasferirsi nel Napoli, spaventati dall’emergenza per la spazzatura". La denuncia è del direttore generale azzurro, Riccardo Bigon, al quale sarebbe troppo chiedere anche i nomi. Infatti non ne fa, consapevole di aver già sfidato le consuetudini tendenzialmente ipocrite del mondo del pallone, troppo spesso ai margini della realtà. Ma il giovane braccio destro di De Laurentiis si spinge almeno a fornire un dettaglio, che peraltro non riesce a sorprendere. "Si tratta di calciatori del Nord". D’Italia e d’Europa, indistintamente. È una macchia che ha superato i confini.
Non ci sono più panni sporchi da lavare in famiglia. Napoli si è messa un marchio e se lo porta in giro per il mondo, anche se è solamente una partita di pallone. Calcio & monnezza. Walter Mazzarri sta cercando di farne una questione d’orgoglio, toccando quelle corde di cui spesso i giocatori si dimenticano. "Invece dobbiamo dare un buon esempio, magari diventare con le nostre vittorie un traino per tutta la città, aspettando che il problema si risolva". Non tocca all’argentino Lavezzi, all’uruguaiano Cavani e tanto meno allo slovacco Hamsik, a proposito di uomini del Nord, togliere dalle strade la spazzatura. Possono solo segnare tanti gol. E resistere alla tentazione di andare via.
Dev’essere venuta a tanti, ieri mattina, quando il Napoli è atterrato in Olanda. Poco più di due ore di volo, ma è sembrato lo sbarco sulla Luna: sui marciapiedi immacolati domina il bianco, un sottile manto di neve che fa addirittura chic, alle porte di Natale. Nient’altro, ai bordi delle strade. Cercasi disperatamente qualche foglia secca. Non si notano nemmeno i bidoni della raccolta differenziata. Tutto pulito e tutto perfetto. Ma fa rabbia l’idea che si tratti di normale amministrazione, non di un miracolo. Tornano in mente le parole di Bigon: un nuovo sasso gettato nello stagno. "I giocatori del Nord al Napoli non vengono". Detto senza neppure un’ombra di sarcasmo, da un dirigente che invece il percorso inverso l’ha fatto, partendo da Padova. E non può capacitarsi di ciò che sta accadendo. Il suo prossimo acquisto sarà probabilmente un altro calciatore del Sud, l’uruguaiano Britos. Il mercato azzurro aggiunge un nuovo parametro: prezzo del cartellino e provenienza geografica, l’effetto della spazzatura applicato al pallone. Prima scappavano i turisti e adesso anche i giocatori. Bigon tiene per sé i nomi: top secret i protagonisti del gran rifiuto.
Ma di rifiuti si parla ovunque, purtroppo. Perfino a Boras, nella civilissima Svezia, i tifosi del Napoli furono presi in giro per la vicenda spazzatura. Era la prima trasferta d’Europa. Chissà che cosa capiterà oggi, nell’altrettanto civile Utrecht. L’equazione città-spazzatura si sta allargando al calcio, che ha soltanto il torto di esportare un marchio in caduta internazionale, mortificato dal marciapiede. L’avverte sulla sua pelle perfino il livornese Mazzarri, napoletano d’animo. "Tocca al calcio dare l’esempio. Ma poi bisogna toglierli, quei sacchetti". E quanta amarezza nella denuncia del veneto Bigon, costretto a incassare un rifiuto che umilia tutti, non solo chi lo subisce.

lunedì 29 novembre 2010

Bigon: "A gennaio faremo una o due operazioni"

"A gennaio faremo una o due operazioni di mercato ma non è il caso di drammatizzare per questa sconfitta di Udine. Momenti di emergenza pos sono capitare a chiunque, per fortuna al Napoli stiamo gestendo la situazio ne al meglio. E’ logico che se si prefe risce risparmiare Yebda e Sosa per la gara con l’Utrecht, si debba poi ricorre re a dei giovani quali Maiello e Dumitru. Ma qui bisogna mettersi d’accordo: ai giovani bisogna dare fiducia o no?",
RUIZ E INLER - " Noi abbiamo scelto una linea e non intendiamo discostarci da quella. Sta volta qualcuno dei nostri ha pagato la poca lucidità ma può starci»,aggiunge. A gennaio, il Napoli intende intervenire sul mercato ma solo per assortire al meglio la rosa. Manca un’alternativa ad Aronica ( pronto peraltro per Utrecht) e forse un altro elemento a centrocampo o in attacco, questo non si è ancora ben individuato. Intanto ieri a Udine, in tribuna erano presenti l’agente Fifa Pastorello e Gino Pozzo, figlio del patron dell’Udinese, che van ta ingerenze anche all’Espanyol di Barcellona. Che si sia parlato di Ruiz? Probabile. Il Napoli aspetta che calino le pretese del club catalano per assicu rarsi le prestazione del centrale difen sivo corteggiato già dall’estate scorsa, nonchè titolare dell’Under 21 spagno la. Ma Bigon tra una chiacchierata e l’al tra ha avuto modo di informarsi anche sul futuro di Inler. Lo svizzero piace a Mazzarri e se Pozzo dovesse mitigare le pretese già a gennaio De Laurentiis potrebbe tornare alla carica.
EUROPA LEAGUE - Intanto il Napoli è concentrato sulla gara con l’Utrecht di giovedì. Anche gli olandesi hanno perso ieri in campiona to. Ed alcuni loro osservatori erano presenti a Udine. Mazzarri ha previsto un allenamento per stamattina. Aroni ca e Yebda sono pienamente recupera ti. Restano da monitorare le condizioni di Sosa (distorsione al ginocchio) e do po la sostituzione di ieri anche quelle di Pazienza. Intanto Andrea Carnevale, responsabile del settore giovanile del l’Udinese, ha fatto notare: «Il Napoli è una bella squadra ma forse avrebbe bi sogno di rivedere qualcosa in difesa » .

domenica 21 novembre 2010

Bigon: "Vittoria importante. Peccato per l'infortunio di Cannavaro..."

Riccardo Bigon, direttore sportivo del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Radio Marte. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli.net: "Il risultato dice un po’ troppo forse, perché non abbiamo avuto vita facile. Il Bologna ci ha messo in difficoltà, mentre noi abbiamo avuto negli episodi anche un pizzico di sorte. Questa è una vittoria importante, alla luce dei risultati delle altre squadre. L'infortunio di Cannavaro non ci voleva: domani ci saranno ulteriori accertamenti, anche se non dovrebbe essere nulla di grave. In settimana anche Zuniga ha accusato qualche problema. Speriamo di recuperare tutti in vista di un nuovo ciclo intenso di partite"

domenica 7 novembre 2010

Bigon: "Abbiamo sempre detto che la rosa era completa. Vittoria del gruppo"

Il direttore generale del Napoli, Riccardo Bigon, ha rilasciato alcune dichirazioni al termine della vittoriosa gara con il Parma. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli.net: "E' la vittoria del gruppo. Bisogna ringraziare anche le seconde linee che hanno disputato una grande prova. Siamo tornati venerdì alle cinque del mattino ma abbiamo subito trovato la concentrazione giusta nonostante la grande delusione di Anfield. Abbiamo sempre saputo che potevamo contare su una rosa completa, la partita di oggi lo conferma perchè chiunque avrebbe perso dei punti. Poi in casa non è mai facile perchè spesso l'avversario si chiude e puoi andare in grande difficoltà a trovare i varchi giusti. Cambiando gli interpreti quest'oggi non è cambiato il nostro modo di giocare e questo è un merito del tecnico. Ora pensiamo al Cagliari, lì troveremo un ambiente infuocato dove non è facile fare risultato. Il mercato? E' sempre aperto e noi siamo vigili su tutte le situazioni. Contratto Cannavaro? Con Paolo parliamo spesso, in qualsiasi momento si può chiudere l'accordo. Santacroce? Io credo che ci possa essere spazio anche per lui. Anche lui supererà questo momento e tornerà sicuramente utile".

Fonte:TuttoNapoli

venerdì 5 novembre 2010

Bigon: "Siamo ancora in corsa. Accordo per Victor Ruiz? Nulla di vero"

Il ds del Napoli, Riccardo Bigon, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di “Marte Sport Live” su Radio Marte. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli: “C’è grande amarezza per quanto successo ieri sera ad Anfield. I ragazzi sono un po’ delusi; durante il volo di ritorno non si è sentita volare una mosca. Dopo una partita giocata a quel modo, meritavamo qualcosina in più. Dispiace molto soprattutto per i tifosi. I napoletani ci hanno seguito e supportato fino alla fine. Sarebbe stato un piacere regalare loro questa gioia. Vorrei comunque portare all’attenzione di tutti un dato a mio avviso decisamente positivo. L’approccio dei ragazzi s’è rivelato vincente. Per un’ora e anche oltre abbiamo saputo dettare il nostro gioco senza lasciarci intimidire dai padroni di casa e dal loro pubblico. Non era affatto facile. Certo, non avremmo dovuto deconcentrarci nel finale. Una squadra importante non può permettersi certe ingenuità. Ma siamo ancora in corsa. Nulla è già scritto".

Domenica si torna a combattere al San Paolo contro il Parma: “Sono sicuro che i ragazzi affronteranno la partita col piglio giusto. Hanno una gran voglia di riscatto. Certo, giocare il giovedì è un punto a nostro sfavore. Gli emiliani saranno sicuramente più freschi di noi. D’altro canto la loro classifica è bugiarda. Hanno ottimi innesti. Il pubblico sarà dalla nostra; non sfigureremo”.

Dalla Spagna giungono voci che danno Victor Ruiz vicino al Napoli: “Non c’è nessun accordo. Non ho contatti con l’Espanyol dalla scorsa estate. Ruiz è sicuramente un giocatore che ci piace, ma sono tantissime le squadre che lo seguono. Mi sembra prematuro parlare di mercato sin da adesso”.

Fonte:Tuttonapoli

mercoledì 27 ottobre 2010

Bigon: "La rosa è competitiva, vogliamo restare nelle zone alte"

Riccardo Bigon, direttore sportivo del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sky. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli.net: "Milan? Peccato, un po' di rammarico resta, ma siamo soddisfatti per la prova della squadra. Giocando al giovedì in Europa è difficile poi fare il match successivo. Il nostro obiettivo stagionale? Giocarcela con tutti, restare nella parte più alta possibile della classifica. La rosa è competitiva, restiamo fiduciosi di restare agganciati al treno delle pretendenti alle posizioni europee fino alla fine. Il mercato di gennaio è ancora lontano, ci stiamo muovendo per fare un po' di sondaggi, un po' di scouting. Sarà importante capire in quel periodo come sarà la nostra stagione - riporta Calciomercato.com - come sarà la nostra rosa, se saremo ancora in Europa League. Valuteremo con tranquillità".

'LA REPUBBLICA' - Parla ancora Bigon: ''La Champions? Sognare non costa nulla ed è giusto che i nostri tifosi lo facciano, ma noi non dobbiamo dimenticare che le rivali sono molto attrezzate e forti. Come ha detto il nostro presidente siamo tra il 5° e decimo posto, ma cercheremo comunque di arrivare il più in alto possibile. Lavezzi? 'Nelle sfide come quelle di lunedì lui si esalta più che in altre, il gol è una perla che ogni tanto tira fuori dal repertorio, sta trovando continuità e maturità calcistica, cose fondamentali per fare il salto di qualità definitivo".