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domenica 26 agosto 2012

PALERMO-NAPOLI 0-3. Antonello Perillo: “Per gli azzurri una partenza da grande squadra”

Un Napoli tonico, concentrato e sicuro di sé sbanca la “Favorita” e inizia nel migliore dei modi il nuovo campionato. Squadra ben messa in campo da Mazzarri, nonostante le pesanti assenze di Zuniga, Dossena e Pandev. Di Hamsik allo scadere della prima frazione di gioco con un preciso destro, di Maggio, anche lui con un destro, e di Cavani di testa nella ripresa i gol del trionfo azzurro. Una partenza di campionato da vera grande squadra. Ora basta solo un piccolo sforzo di De Laurentiis sul mercato: un esterno per un Napoli da scudetto.

LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO

DE SANCTIS: il primo intervento lo vede protagonista di un salvataggio al 30′ su colpo di testa ravvicinato di Pisano. Poi nulla di particolarmente impegnativo. VOTO: 6

CAMPAGNARO: molto attento e concentrato, non concede nulla. VOTO: 6.5

CANNAVARO: guida con la consueta sicurezza la retroguardia azzurra. Buoni un paio di anticipi. VOTO: 6.5

BRITOS: tiene bene la posizione, facendosi valere su qualche palla alta. VOTO: 6.5

MAGGIO: affonda spesso andando molte volte al cross. Perfetto l’assist di testa non sfruttato da Cavani al 43′. Ottimo anche il passaggio col quale trova l’inserimento vincente di Hamsik allo scadere del primo tempo. A tratti incontenibile nella corsa, come nell’azione del gol. VOTO: 8

BEHRAMI: scavalla (vi piace il termine?) in lungo e in larga facendo da pontiere tra la linea mediana e la trequarti azzurra. Forse a volte porta troppo palla. Comunque una prova buona. VOTO: 6.5

INLER: è chiamato a dare ordine e tempi giusti alle manovre azzurre ma non brilla in idee e rapidità nello smistare il pallone. VOTO: 5:5 (dal 76′ VARGAS: pochi minuti e scodella sulla testadi Cavani un pallone perfetto. VOTO: 6.5)

HAMSIK: si fa vivo all’11′ con un bel sinistro da fuori area. Gioca a volte tra le linee avversarie con effetto a sorpresa e partendo dal centrodestra. Monumentale il gol col quale sblocca la partita. Al 54′ vicinissimo al raddoppio con una girata di prima. VOTO: 8

ARONICA: a salvarlo, anche quando gioca in una posizione che non occupa più da anni, è la sua esperienza. Importante un suo intervento in scivolata al 75′ su tiro di Miccoli. VOTO: 6.5

INSIGNE: molto mobile, svaria sul fronte d’attacco e spesso ripiega a metà campo. Frenato dall’emozione per il debutto da titolare, è meno brillante rispetto alle amichevoli che hanno preceduto questa sfida. Esce per crampi. VOTO: 6 (dal 61′ DZEMAILI: preferito a Vargas per dare più robustezza al centrocampo si inserisce on naturalezza a gara in corsa. VOTO: 6)

CAVANI: splendido lo slalom col quale semina due avversari al 18′, ma il tiro è ribattuto. Impreciso e sfortunato al 43′, con un colpo di testa che si stampa sulla traversa a porta vuota. Generosissimo, utile soprattutto sui calci piazzati difensivi. Impeccabile nell’azione del gol. VOTO: 7

All. MAZZARRI: il suo Napoli gioca con sicurezza e spavalderia. Bravo nel gestire i cambi. VOTO: 8

Antonello e Luca Perillo

martedì 1 maggio 2012

LA PAGELLA DI NAPOLI-PALERMO 2-0. Azzurri da Champions anche senza il Pocho

Nell’anticipo serale del primo maggio il Napoli batte .-. il Palermo e si lancia sempre più verso un piazzamento Champions. Inizio scoppiettante. Apre le danze Inler, che dopo soli 4 minuti colpisce il montante con un sinistro dal limite. Nemmeno sessanta secondi e i rosanero replicano con Ilicic ed Hernandez: De Sanctis si fa trovare pronto. Al 16esimo Napoli in vantaggio per un contestato fallo di mani in area di Milanovic. Implacabile Cavani dal dischetto. 23esimo gol in campionato per il campione uruguaiano. Al 30° è Zuniga a non centrare la porta da buona posizione. Poi un brivido per il Napoli, su uscita sbagliata di De Sanctis. Al 35° lo splendido gol di Hamsik, su perfetto assist di Pandev: 2-0. Nella ripresa è Cavani al 55° a non sfruttare un’ottima occasione in contropiede. Al 70° il Palermo si vede annullare un gol di Hernandez, per fuorigioco. 5 minuti dopo è De Sanctis a dire di no a Zahavi. Poi 15 minuti in campo per Lavezzi, il grande escluso della serata, inseguito da voci che lo danno vicino all’addio. Nell’altro anticipo della 36esima giornata, Chievo-Roma 0-0. Poche emozioni sotto il diluvio, con i giallorossi ormai fuori dall’Europa.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO

DE SANCTIS: bravissimo nel dire no a Ilicic ed Hernandez dopo appena 5 minuti e a ripetersi su Zahavi al 70°. Da brividi in un’uscita al 30°. E’ un grande portiere, ma sembra aver perso sicurezza. La ritroverà. VOTO: 6.5

FERNANDEZ: riproposto, dopo la deludente prestazione di Roma, come sostituto di Campagnaro, il giovane argentino risponde con una gara molto attenta e concentrata. Si limita all’essenziale. VOTO: 6 (dall’85° BRITOS:S.V.)

CANNAVARO: provvidenziale al 39° un suo intervento, quasi da kamikaze, per proteggere la porta di Mazzarri da un’incursione di Ilicic. Importante anche una chiusura su Hernandez a inizio ripresa. Molto sicuro. VOTO: 6.5

ARONICA: un po’ di confusione in qualche circostanza, ma nel complesso se la sbriga con consueto mestiere.VOTO: 6

MAGGIO: ormai ha ritrovato la piena forma fisica, anche se non brilla come gioco. Utilissimo nei tagli difensivi. Nervoso, meritava il giallo comminatogli dall’arbitro. VOTO: 6.5

GARGANO: corre e lotta su mille palloni. Molto diligente. VOTO: 6.5

INLER: inizia bene, colpendo il montante con un sinistro da fuori area, poi prosegue mantenendo la posizione nel cuore della metà campo e smistando il gioco con discreta precisione ma senza particolare inventiva. VOTO: 6.5

ZUNIGA: forse scosso dai due errori difensivi dell’Olimpico preferisce badare al sodo, concentrandosi molto sui ripiegamenti difensivi. VOTO: 6

HAMSIK: perfetto nel finalizzare la palla d’oro servitagli da Pandev. La sua intelligenza tattica ed una ritrovata corsa lo pongono tra i migliori in campo. VOTO: 7.5 (dall’80° DOSSENA: ormai scivolata tra le riserve, ritrova un minimo di spazio. S.V.)

PANDEV: da incorniciare il suo assist vincente per Hamsik e quello sprecato (stranamente) da Cavani al 55°. Va riconfermato a tutti i costi il prossimo anno. VOTO: 7.5 (dal 75° LAVEZZI: non più protagonista, gli vengono concessi 15 minuti per ritrovare forma e forse anche stimoli. S.V.)

CAVANI: freddezza dal dischetto, caparbietà ed impegno in tutta la partita. Peccato per il tiro sballato in contropiede al 55°. VOTO: 7

All. MAZZARRI: gioca la carta Pandev e i fatti gli danno ragione. Il suo Napoli è ormai pienamente lanciato verso il piazzamento Champions. Avanta così! VOTO: 7

Antonello e Luca Perillo

mercoledì 25 aprile 2012

LECCE-NAPOLI 0-2: LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO. Azzurri solidi, cinici e vincenti!

Un Napoli solido e concreto riesce ad imporsi sul temuto campo di Lecce e, grazie anche all’inattesa sconfitta della Lazio a Novara, si ritrova ora di nuovo in pienissima corsa per un posto in Champions. Davvero positiva la prestazione degli azzurri per quanto riguarda grinta e concentrazione; confortanti anche i segnali intravisti sul piano del gioco, poco brillante ma efficace. Ora servirebbe anche un’impresa all’Olimpico contro la Roma. Gli azzurri, che dovrebbero recuperare anche Lavezzi, possono farcela: l’Europa -quella con la E maiuscola- è di nuovo a portata di mano.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO

DE SANCTIS: da brividi in un paio di uscite. Ha perso in sicurezza, e di riflesso ne fa perdere all’intera difesa.VOTO: 5.5

CAMPAGNARO: brutto cliente lo sgusciante e fantasioso Muriel, ma lui lo ferma. Esce per infortunio. VOTO: 6.5 (dal 60° FERNANDEZ: si fa tutto sommato trovare pronto, anche se rischia un doppio giallo. VOTO: 6)

CANNAVARO: il capitano prova a ridare compattezza alla difesa e si segnala con il perfetto assist vincente per Cavani che gli vale mezzo voto in più in pagella. VOTO: 7

ARONICA: s’incrocia spesso con Di Michele, ingaggiando duelli all’insegna del mestiere. bene nel primo tempo, meno nella ripresa, quando Di Michele lo semina in un paio di circostanze. VOTO: 6

MAGGIO: buona corsa e qualche incursione degna della sua fama. Al 23° non riesce a finalizzare davanti al portiere avversario. VOTO: 6.5

GARGANO: il Mota corre per due ed è più che mai utile nelle chiusure, raddoppiando davanti alla difesa. VOTO: 7

INLER: discrete le sue geometrie, buoni o il senso della posizione che gli consente di sopperire alla scarsa corsa. VOTO: 6.5

DZEMAILI: va spesso a pressare sui portatori di palla avversari. Nel finale del primo tempo va vicinissimo al gol con una botta dal limite. VOTO: 7

ZUNIGA: deve vedersela col suo temutissimo connazionale Cuadrado, al quale prende subito le misure. Ottima prestazione. VOTO: 7

HAMSIK: un gol fantastico dopo appena 5 minuti. Non entra sempre nel vivo del gioco, ma raramente sbaglia un passaggio. VOTO: 7 (dal 69° VARGAS: si muove benino ma gli manca sempre qualcosa per lasciare il segno. VOTO: 6)

CAVANI: si libera al tiro al 22°, sballando la conclusione. Si riscatta a inizio ripresa siglando da grande bomber il gol del raddoppio. VOTO: 6.5

All. MAZZARRI: privo di Lavezzi, ripropone il 3-5-1-1 visto contro il Novara. La squadra sembra aver ritrovato il filo del gioco e soprattutto della concentrazione. In pochi sarebbero riusciti a vincere su un campo difficile come quello di Lecce. VOTO: 7

sabato 14 aprile 2012

Mazzarri: “Sono l’allenatore più esperto in Italia. A Lecce voglio solidità. Cavani e’ stanco, non so se lo faro’ giocare”

- Cosa ha lasciato alla squadra la visita di De Laurentiis a Castel Volturno?
“E’ stata molto bella ed opportuna. Quando siamo vincenti salgono tutti sul carro dei vincitori, mentre quando perdi resti solo. Lo abbiamo visto. Mi ha fatto piacere perche’ il presidente ha fatto capire ai giocatori di essergli vicino. I ragazzi sono stati rasserenati dalla persona piu’ importante del club. Dal 520° posto del ranking mondiale, tre anni fa, al 20° è una soddisfazione. Un dato che ci offre convinzione. Ci sta un momento cosi’. Quando si e’ sotto scacco e’ giusto restare in silenzio. Dobbiamo lavorare con dedizione ed attenzione. E’ stato un percorso straordinario finora”.

- E’ un allenatore che deve fare esperienza?
“Quando sento dire queste eresie mi viene da sorridere. Ci sono dei dati che parlano. Credo di essere l’allenatore piu’ esperto sia a livello nazionale che internazionale. Tre anni di Europa League, con 32 presenze tra Champions ed Europa League, con squadre che non erano abituate a disputare queste competizioni da anni, ho battuto il record di Boskov, restano 9 partite per arrivare a 300 presenze in serie A. Per questo credo di essere l’allenatore piu’ esperto in serie A”.

- Se ci crede l’Inter al terzo posto, ci deve credere anche il Napoli…
“Daremo il massimo in ogni partita. Pur ragionando così, in alcuni casi abbiamo fatto delle prestazioni non al top. Dobbiamo riaggrapparci alle nostre certezze”.

- Che importanza ha la gara di Lecce?
“Deve servire, anche se non siamo al top, per ritornare ad essere una squadra solida. Poi ci aggiorneremo dopo la partita, fermo restando che se non eravamo in forma tre giorni fa non e’ possibile stravolgere tutto in poche ore”.

- Cannavaro ha seguito da spettatore, perche’ squalificato, la sconfitta con l’Atalanta, ma ha detto che il Napoli non e’ scoppiato…
“Quando arriva a Napoli promisi ai tifosi che la squadra avrebbe avuto un’anima. Io sono il garante. Se vedo che qualcuno non e’ in grado di dare il massimo sono il primo a metterlo da parte, ma finora si sono impegnati tutti. Vivo dei risultati che mi hanno portato i giocatori. La squadra merita di essere incoraggiata fino all’ultimo minuto. Se non si riesce a dare il 120% bisogna stare vicino alla squadra”.

- Squalificato Pandev, ritrova Zuniga. E’ possibile rivedere Britos con Aronica a riposo?
“E’ una delle possibilita’. A sei giornate dalla fine devo valutare anche le condizioni di Maggio. Cerchero’ di mettere la migliore formazione in campo”.

- Ci sono alcuni giocatori del Napoli, che hanno superato i 3mila minuti, Pandev ha giocato 1600 minuti…
“Qui si e’ alzata troppo l’asticella. Raggiunto un picco se ne punta ad un altro senza logica”.

- Non c’e’ stato un pizzico di ottimismo durante il mercato di gennaio?
“Qui si parla di crescita. Abbiamo fatto bene sin dal primo anno. All’inizio si diceva che i titolarissimi erano 11, mentre ora ne sono 14. Si dice spesso che Fernandez non e’ stato utilizzato, che ha raggiunto lo stesso numero di presenze di Quagliarella nella Juventus. E’ un’annata altamente positiva e lo dico nel picco piu’ basso dell’anno. Mi ha fatto piacere che il presidente e’ venuto a confermare questo tipo di fiducia”.

- A caldo Hamsik scrisse sul suo sito che la Champions era stata persa…
“A caldo si pensa una cosa, poi a freddo si capisce che bisogna ripartire. Ci siamo fischiati da soli. Abbiamo l’obbligo di ripartire. Non posso sapere cosa accadra’ a Lecce, ma daremo il massimo compreso Marek. Anche un cretino, perdendo in casa con l’Atalanta, avrebbe detto che si sarebbe persa una possibilita’ di raggiungere un obiettivo mai sbandierato come la Champions. Per arrivare al primo o al secondo posto bisognerebbe essere matti nel dire che sono raggiungibili, per le altre posizioni ci proveremo fino alla fine”.

- A Lecce sta pensando di solidificare la difesa o di aggiungere un centrocampista in più?
“Dobbiamo ripartire dalle certezze. Non reggiamo un certo atteggiamento tattico. Rispetteremo l’equilibrio tattico”.

- C’e’ il rischio che questo finale di campionato possa sporcare due anni e mezzo fantastici?
“Ho perso 3 partite di seguito solo quando la Reggina era gia’ salva. Mi brucia, nella mia carriera non mi era mai successo. Dobbiamo andare alla ricerca del risultato con logica. Non dobbiamo dimenticarci l’equilibrio. I giocatori piu’ rappresentativi sono appannati. Se non sara’ col Lecce sara’ per la partita dopo. Non sara’ un finale di campionato a scendere. Saranno tutte finali al di la’ della finalissima di Coppa Italia”.

- Cavani potrebbe riposare? De Laurentiis ha parlato con lei? Si e’ parlato del rinnovo?
“Non ho mai parlato di scadenze. Mi è piaciuto tanto il presidente perche’ si e’ parlato delle sei partite e della finale di Coppa Italia, ha capito il mio pensiero. Il nostro imperativo, mio e del presidente, e’ stato di far capire ai giocatori che il calcio e’ fatto di una singola gara alla volta. Cavani e’ uno di quei giocatori stanchi, potrebbe essere presa in considerazione una staffetta, un part time per evitargli il rischio infortunio. Ad oggi non lo so, decidero’ in extremis”.

- I fischi del San Paolo cosa possono aver provocato?
“E’ facile a salire sul carro dei vincitori. Se si dovesse verificare ce lo ricorderemo. Il giocatore deve essere tranquillo e al tempo stesso carico. I fischi vanno fatti alla fine, non durante. Per un giocatore e’ brutto. E’ un messaggio che lancio ai tifosi in previsione del Novara”.

- Vede qualche parallelismo con la seconda stagione alla Sampdoria, dove arrivo’ con diversi uomini logori alla finale di Coppa Italia?
“No, sono situazioni diversi. Marotta metteva la Samp in un range dal 10° al 5° posto. Non furono fatti acquisti per tenere testa alle due competizioni. Stava sfuggendo il campionato e ci concentrammo sulla serie A. La finale la perdemmo per un rigore. Solo per l’impegno paragonerei le due stagioni, per il resto no”.

sabato 31 marzo 2012

Mazzarri: “Ci attendono due finali. I ragazzi ora sono di nuovo al top della forma”

Walter Mazzarri, allenatore del Napoli, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine” alla vigilia della sfida di Torino contro la Juventus nella sala stampa del centro sportivo degli azzurri.

- Juve-Napoli, è costretto a fare risultato…
“Quando parlo di crescita intendo far tirare fuori il massimo ai miei ragazzi in ogni partita, lo faremo anche a Torino. Cercheremo di dare tutto per la nostra maglia e per i nostri tifosi”.

- Sarà la 400.a panchina per lei…
“Sono passati tanti anni, ricordo la Primavera del Bologna, successero delle disgrazie, sono stato messono alla prova. E’ stato un bel percorso: sono partito da sotto zero arrivando quasi al massimo, ovvero la Champions, il massimo per un allenatore. Non ci penso tanto, ma un pizzico d’emozione c’è”.

- Napoli in lotta per il terzo posto ed arbitro dello scudetto…
“Noi abbiamo fatto tanto e non si puo’ pensare a questi aspetti. Affrontando per la prima volta la Champions, era impensabile fare qualcosa di piu’ rispetto a quello che stiamo gia’ facendo in campionato. Peccato per i due punti persi col Catania, perche’ avevamo fatto nostra la partita. Non siamo stati tanto fortunati, ma questo e’ un discorso fine a se stesso. Ci attendono due trasferte importantissime contro Juventus e Lazio”.

- Il Napoli e’ la squadra che ha piu’ messo in difficolta’ la Juve, non hanno mai perso…
“Sembrano imbattibili, ma non dobbiamo pensare a questo. Dobbiamo concentrarci sul nostro gioco, poi penseremo al resto. Quello che e’ successo col Catania si e’ verificato all’andata con la Juve. Una squadra forte non puo’ subire rimonte del genere”.

- Recuperano Maggio e Campagnaro…
“Abbiamo avuto la settimana tipo di lavoro, stanno bene. Faro’ le scelte piu’ opportune. Penso di trovare i calciatori che mandero’ in campo al top della forma”.

- Ha provato lo schieramento a zona sui calci d’angolo? Ha visto Juventus-Inter? Bianconeri in difficolta’ con la pressione alta…
“Quando si puo’ si fa sempre questo tipo di atteggiamento. Tutte le squadre soffrono se fai pressing, e’ importante che anche gli attaccanti facciano questo lavoro. Dei calci d’angolo ne ho parlato con Frustalupi. Siamo la terza squadra che ha preso gol sui piazzati, molti subiscono reti del genere, anche piu’ di noi. Questi gol sono arrivati quando inconsciamente ci siamo rilassati essendo in vantaggio. Dobbiamo restare sempre concentrati. Faccio spesso il gesto dello 0-0 dopo il gol fatto, perche’ spesso accade che cala l’attenzione quando siamo in vantaggio”.

- Chi marcherà Pirlo?
“Quello che farò lo vedrete in campo. Pirlo e’ un giocatore che va limitato, ma non e’ che per chiudere Pirlo dobbiamo lasciare liberi Vidal e gli altri”.

- Juventus e Napoli, due trasferte svolta per il terzo posto?
“Non poniamoci dei limiti, sono due finali. Io ci credo. Dopo queste due trasferte, ci saranno 7 gare dove puo’ succedere di tutto. Con i tre punti e’ possibile sempre recuperare. Le affronteremo al massimo”.

- Pandev e Dzemaili stanno dando delle risposte importanti…
“Pandev si e’ fatto trovare pronto, cosi’ come Dzemaili, fermo restando che quelli che sono stati impiegati hanno fatto bene. Ricordo che ai tempi del Bologna c’era un giocatore che entrava e faceva bene, ma sono dati che fanno parte del gioco”.

- La Lazio sta pensando a lei. Lotito ha fatto pubblici apprezzamenti del suo lavoro…
“Il presidente se vuole mi chiama, fermo restando che sto bene dove sono. Fino al 2013 ho un contratto col Napoli che intendo rispettare. Sono concentrato sull’attualità, sulle partite che mi aspettano”.

- Vuole fare un pesce d’aprile alla Juventus?
“Il calcio e’ una cosa seria”.

- E’ stato un bene essere usciti dalla Champions?
“Io sono dispiaciuto di essere uscito dalla Champions, ma e’ anche vero che abbiamo guadagnato delle energie. Dovendo andare a Lisbona, qualcosa avremmo perso. Penseremo al campionato e poi alla finale di Coppa Italia”.

giovedì 29 marzo 2012

Cavani: “Orgoglioso che mio figlio sia napoletano. Voglio Coppa Italia e classifica marcatori”

Il bomber del Napoli, EdinsonCavani, è intervenuto ai microfoni di Marte Sport Live: “Domenica sarà una partita molto sentita per l’intera città. Mio figlio poi, essendo napoletano, mi fa vivere la partita in modo speciale. “El botija”? è un soprannome datomi da piccolo: cerco di fare la mia vita e seguire ciò in cui credo sempre.

Esordio di Bautista al San Paolo? È molto bello per me che sia nato a Napoli; è napoletano e lo dirà con tanto orgoglio. Tutti mi hanno accolto benissimo in questa città; non finirò mai di provare affetto per questo popolo. Mi dimostrano il loro amore sempre, al di là del personaggio che posso essere; ogni volta che metto piede in campo mi emoziono e sono felice.

I numeri? Sto migliorando perché lavoro bene e raccolgo i frutti del mio lavoro: sto raccogliendo esperienze uniche qui, non voglio pensare al passato ed al futuro; non si sa mai cosa può succedere; ciò che cerco è dare il massimo per il Napoli e continuare a lavorare per questa società. Certamente la posizione influisce sul mio rendimento, ma io ho cambiato modo di pensare e giocare quando sono approdato a Napoli.

Parole dure dopo la gara di Catania? Tutti vogliamo vincere, non ho mai pensato che i miei compagni abbiano smesso di volerne. Io ho sempre voglia di vincere, dal momento che apro gli occhi e guardo la mia famiglia: quelle parole servono a scuotere tutti noi, che siamo giovani e dobbiamo migliorarci. Io tra i migliori? Forse, ma non ora. Lavoro per essere il migliore tra i miei amici e per la mia famiglia.

Il premio a Mazzarri? Quello che ha fatto il mister è qualcosa di incredibile: è riuscito a portare avanti un gruppo composto da persone con caratteri diversi; prima non lo conoscevo, ma adesso posso dire che è stato fondamentale per la mia crescita. Legrottaglie? In campo nemmeno gli ho parlato. Ci siamo incontrati dopo la partita: al di là che sia evangelico e credente, sono molto realista e cerco di portare i miei concetti ed insegnamenti nel mondo in cui vivo. Penso ad oggi, al momento che stiamo vivendo. Lavoriamo bene e domenica cercheremo di fare risultato.

L’esperienza in Champions? Unica. Regala motivazioni incredibili giocare contro le squadre più forti del mondo; cercare il terzo posto è importante per noi. Il mio futuro? Non dipende dalla Champions: sono felice qui, ma se vedo che la gente mi è vicina ed ama me la famiglia, non posso chiedere altro. Mi salutano, mi riconoscono e quasi “ringrazio” i ladri che mi hanno fatto trasferire in un posto magnifico. Quando esco di casa so che le persone vogliono salutarmi e ne sono consapevole, dedico loro parte del mio tempo.

Coppa Italia? Ci tengo tantissimo. Ma prima c’è il campionato. Rigori e capocannoniere? Ci penso a vincere questo titolo; direi una bugia se dicessi il falso. Ci tengo a vincerla per continuare a fare bene. Voglio lasciare un ulteriore ricordo a questa gente.

Rigori? Hai sempre il 50 % di possibilità di segnare o meno; posso sembrare permaloso nel dare questa risposta, ma credo che i portieri studiano noi attaccanti e i nostri modi di calciarli. Io continuerò a tirarli per dare un contributo alla mia squadra.

Juventus? Cercheremo di vincere per regalare ancora un emozione ai nostri tifosi. Curiosità? Amo gli uccelli e le api (ride ndr); se volete consigli posso darvene! I 3 gol dello scorso anno? Li porterò sempre dentro di me. Vivo per lasciare ricordi e vorrei lasciarne ancora al popolo napoletano. Champions? Barcellona o Bayern. Campionato? Milan. Juventus- Napoli? Napoli!”.

mercoledì 28 marzo 2012

La Gazzetta: “C’e’ la fila per i tre tenori. E ora Hamsik vale meno di un anno fa…”

Cinquantaquattro gol all’attivo, appena 5 in meno del Milan che vanta il primato dei gol segnati, finora: si presenterà a Torino, il Napoli, portandosi dietro il carico della sua potenza offensiva da opporre alla difesa meno battuta del campionato: quella della Juventus, con 17 reti al passivo. Dati che danno l’esatta dimensione della forza di queste due squadre che, dopo la gara di campionato, si ritroveranno nuovamente di fronte il 20 maggio per giocarsi la finale di coppa Italia. La Juventus sta contendendo lo scudetto al Milan sin dalla prima giornata, mentre il Napoli sta inseguendo il terzo posto per evitare di restare fuori dalla Champions League dopo la sconfitta di Stamford Bridge.
Indispensabile Champions – Sarà una notte particolare per il Napoli. L’ambiente è un tantino deluso dal pareggio di domenica, contro il Catania, che ha evidenziato un calo di concentrazione e di forma. Ma la sfida con i bianconeri è il momento più sentito dell’intera stagione, la rivalità tra le due tifoserie è qualcosa che va oltre la passione. Ed allora, Napoli si aspetta il grande colpo, vorrebbe interrompere l’imbattibilità dei bianconeri. Ma, soprattutto, vuole vincere per provare ad agganciare la Lazio (gioca a Parma) al terzo posto e lanciare la volata per l’unica possibilità rimasta per partecipare alla prossima Champions League. Che, a questo punto, diventa fondamentale per trattenere i tre talenti che hanno fatto grande il Napoli.
Tentazioni – Sono diverse, perché Lavezzi, Cavani ed Hamsik sono in cima alle preferenze di parecchi club nazionali ed europei. Chissà quanto potrà valere la fermezza di Aurelio De Laurentiis dinanzi all’insistenza di chi gli chiederà di andare via! La posizione più appetibile è quella di Lavezzi: basterà versare al Napoli 31 milioni di euro, infatti, per assicurarsene le prestazioni. A 27 anni, il Pocho vuole garantirsi l’ultimo contratto significativo della propria carriera prima di ritornarsene in Argentina. Più complicata l’eventuale trattativa per Cavani. Il presidente è stato abbastanza chiaro: comincerà a discutere con i pretendenti soltanto se si dovesse partire da una base di 50 milioni di euro. Dalla Spagna o dall’Inghilterra potrebbe arrivare l’offerta giusta, mentre le quotazioni di Marek Hamsik sono in ribasso: il suo rendimento è alterno da un paio di stagioni e difficilmente, quest’anno, ci saranno club disposti a spendere 30 milioni per acquistarlo. L’opportunità vera l’aveva avuta nella scorsa estate, quando il Milan ammise di volerlo. Il no di De Laurentiis fu perentorio. (fonte Gazzetta)

sabato 24 marzo 2012

Maradona a Il Mattino: “Il Pocho corre a perdifiato, Cavani implacabile, Hamsik mi piace. Mazzarri e’ bravo”

«Se chiudo gli occhi e torno indietro nel tempo, mi vedo indossare tre maglie soltanto. Quella della Seleccion innanzitutto, l’amore che provo per l’Argentina è ineguagliabile. Le altre due appartengono al Boca Juniors e al Napoli, i miei club, i luoghi, le persone, le partite, i giorni più belli e importanti della mia vita». Diego Maradona sorride, quanto i ricordi lo rapiscano è un’evidenza fisica. Sta bene, ha una bella faccia e un umore allegro. È appena finita la periodica conferenza stampa nella quale illustra ai media arabi i progressi dell’Al-Wasl, il club di Dubai che sta guidando in campionato e nella Emirates Cup, e mentre il suo traduttore, il prezioso Isham, ci fa strada verso l’ufficio Diego mormora un paio di volte tra sé e sé «la Gazzetta», quasi fosse la password per accedere al suo vecchio mondo. Non è la prima volta che parliamo con lui, ma mezz’ora faccia a faccia con Maradona rimane un’esperienza emozionante.

Su un profilo Twitter che porta il suo nome è comparso l’altra notte un messaggio di gioia per la qualificazione del Napoli alla finale di coppa Italia. Era davvero suo? «No, non uso Twitter. Però sono amici che conoscono le mie emozioni, l’altra sera ero davvero contento. Questo Napoli mi rende contento».

Lavezzi è sempre il suo preferito? «Il Pocho corre a perdifiato, con e senza palla, squilibra ogni schieramento avversario. Ma Cavani è diventato implacabile, e Hamsik continua a piacermi. Sono bravi e giocano con il cuore. Ho sofferto con loro la sera della Champions».

Sulle due partite il Napoli avrebbe meritato di passare? «Io dico questo: al San Paolo è andato molto più vicino il Napoli al 4-1 che il Chelsea al 3-2, e quindi il risultato era corto. A Stamford Bridge, purtroppo, non sono riusciti a sopportare la pressione, e li capisco perché un match dentro o fuori su un campo inglese non è facile da maneggiare. Ora è importante che il Napoli arrivi terzo, in modo da replicare subito l’esperienza in Champions. Se già ha fatto bene alla prima partecipazione, mi aspetto che l’anno prossimo vada anche meglio».

Il lavoro combinato di società e allenatore le pare diretto verso un ulteriore salto di qualità? «La rosa del Napoli è molto interessante perché i giocatori che vogliono imporsi sono in netta maggioranza rispetto a quelli che hanno già dato il meglio. Non conosco bene Mazzarri, ma la sua bravura si vede da come fa giocare il pacchetto arretrato: non ha campioni lì dietro, quelli stanno davanti, ma difendendo di squadra riesce a ovviare alle carenze di talento. Nessuno vuole fare il Baresi, sono soldati ordinati e determinati, tesi al loro obiettivo, e ragionando così il Napoli è tornato ad altezze che non raggiungeva dai miei tempi».

Per poterlo rivedere dal vivo lei deve risolvere il suo contenzioso con l’Agenzia delle entrate. L’altro giorno il direttore, Attilio Befera, ha dichiarato di non avere notizie di una sua volontà di accordo, ma di essere disponibile nel caso a verificarla. Suona come un’apertura. Quando manderà il suo avvocato a trattare? «Ci voglio andare io da Befera. L’avvocato Pisani ha preparato le carte, ma presto sarò io a chiedere un appuntamento al direttore, perché è ora di chiudere una storia che mi ha avvelenato la vita. Che mi ha sottratto non tanto occasioni di lavoro, quelle vanno e vengono ed è inutile tornarci su, ma diciotto anni di amore dei napoletani».

La materia è delicata, ed è bene lasciare i sentimenti fra parentesi. Al momento lei deve al Fisco italiano 38 milioni, compresi gli interessi di mora che nel tempo hanno gonfiato a dismisura il debito iniziale. Qual è la sua difesa? «Io non sono un evasore fiscale. Io odio gli evasori fiscali, e dunque trovo questa situazione doppiamente amara. Ho in mano una sentenza del ’94 nella quale si dice che non devo nulla, non ho capito chi abbia poi cambiato le carte in tavola e perché.Maentriamo pure nel merito. Con Ferlaino e Gallo, il dirigente che si occupava della parte finanziaria e che adesso non c’è più, ho sempre firmato contratti che recavano la dicitura “libero da imposte”. Il compenso era inteso al netto, se gli accordi fossero stati al lordo la cifra avrebbe dovuto essere superiore. Io non so chi ha combinato questo casino, ma a Befera chiederò perché sono l’unico perseguito. Ferlaino, che firmava i contratti con me, vive tranquillo a Napoli; il mio ex agente Coppola, che li preparava, entra ed esce dall’Italia senza problemi; io, invece, ogni volta che ci metto piede vengo sottoposto all’umiliazione del sequestro di orologi e orecchini».

Quando pensa di chiedere l’appuntamento? «Non lo so, non è che sono a Dubai in vacanza, ci lavoro. Sarà comunque presto perché come le ho detto voglio chiudere la questione e tornare a Napoli, come si dice, attraverso la porta grande. Non voglio fare né il direttore sportivo né l’allenatore, voglio semplicemente entrare al San Paolo libero di tifare come tutti i napoletani. E poi vorrei tanto bermi un caffè in piazza Plebiscito con Giordano, con Carnevale, con Renica, con tutti i miei vecchi compagni. Le piccole grandi gioie della vita».

Cosa vede di nuovo nel calcio italiano? «Eh, è tornata la Vecchia Signora. La rinascita della Juventus mi sembra il dato saliente di questa stagione, e ci aggiungo purtroppo perché nella prospettiva di lottare presto per lo scudetto il Napoli ha una concorrente terribile in più».

Trova che il Milan resti favorito in campionato? «Sì, ha un vantaggio piccolo ma pesante, e probabilmente è ancora la squadra migliore. E poi ha avuto il coraggio di investire su un allenatore giovane in un mondo che mi pare imbalsamato. Sempre le stesse facce, non mi stupirei se qualcuno richiamasse Trapattoni… Allegri è bravo, ma mi faceva ridere quando fingeva di non pensare al rinnovo del contratto. “Dove vai?” gli gridavo, guardandolo in tv. “Tieniti stretto quel posto, di migliori non ce ne sono”».

Che idea si è fatto di Ibrahimovic, più dominante in Italia che in Europa? «Allenarlo non deve essere facile, ma è un purosangue. Lo metto quasi allo stesso livello di Cristiano Ronaldo, che ovviamente è secondo solo a Messi. La mia classifica: Messi, Ronaldo, poi Ibra e Rooney a pari merito. E il Kun Aguero è fra i primi dieci, ma in ascesa».

Le piace Balotelli? «Molto. E’ ancora un ragazzino, e come sappiamo i suoi problemi non sono in campo ma fuori, ma penso che il sostegno quasi paterno di Mancini lo stia portando sulla strada giusta. Ho molto apprezzato anche il fatto che Mancini abbia voluto e saputo dare una nuova opportunità a Tevez; mi ero raccomandato con l’Apache, una volta sfumato il trasferimento al Milan doveva fare pace e l’ha fatta. È una storia che può finire in gloria, se il City vincerà il titolo».

Ritiene Balotelli la chiave del rendimento dell’Italia all’Europeo? «Non esageriamo, ci sono altri buoni giocatori. Io ne ho in testa soprattutto due: Marchisio, che ha la determinazione a emergere dei campioni, e Pirlo, che pare un ragazzino. Se posso fare un augurio a Prandelli, i recuperi di Cassano e Rossi trasformerebbero la vostra nazionale. Rispetto a una volta mancano i marcatori italiani, quelli che mi seguivano anche quando andavo a prendere l’acqua a bordo campo. È una tradizione scomparsa, e per voi non credo sia un bene».

Pensa anche lei che il ciclo argentino dell’Inter sia concluso? «Cominciamo col dire che è stati eccezionale. Zanetti, Cambiasso, Samuel, Milito hanno scritto la storia. Poi, il tempo passa per tutti. E a volte qualcuno lo accelera…».

Cosa intende dire? «È stato Mourinho. Un grande anche per questo, riesce a farsi dare tutto dai suoi giocatori. Non so all’epoca quanta energia avessero ancora Zanetti e Cambiasso, ma Mourinho non gliene lasciò nemmeno una stilla.

Egoista? Patto col diavolo? Hanno vinto, questo conta».

Maradona, perché nel 2010 lasciò a casa Zanetti? Quando Otamendi concesse subito a Muller il gol dell’1-0 nel quarto di finale con la Germania, ce lo chiedemmo tutti in tribuna. Senza quello strafalcione il destino della sua Argentina sarebbe potuto essere diverso. «Lei dice? Io penso semplicemente che anche mio nipote Benjamin sapeva che sulle punizioni Muller andava sul primo palo, avevamo studiato le altre gare della Germania, era una situazione chiara. Ah, che sbaglio… E quante lacrime, in quello spogliatoio. Ma se commetti un errore con il Camerun puoi sperare di sopravvivere, contro i tedeschi no, e io lo so bene.

Ricorda la finale dell’86? Un attimo di rilassamento, e dal 2-0 ci ritrovammo 2-2». Fu in quel momento che Diego Maradona decise come vincere il suo titolo mondiale. Con un assist— magistrale—a Burruchaga. Tutti marcavano lui, e lui seppe beffarli. Lui che adesso aspetta, con aria quasi rassegnata, l’ultima domanda. Beh, gente, riuscire a sorprendere Maradona è qualcosa che non ha prezzo.

Diego, non le chiederò se sia stato più forte lei o se è più forte Messi. Le chiedocomesarebbe stato giocare assieme. Il sorriso che gli illumina il volto è una meraviglia. «Vede, le classifiche fanno ridere ma c’è una dote, soprattutto una, che nessuno ha mai avuto come me e Leo: la velocità di pensiero. Allenandolo, la cosa di me che rivedevo in lui era la fulminea comprensione di come l’azione si sarebbe sviluppata. È una qualità innata, una cosa da computer. Potendo dialogare con uno che pensa alla stessa velocità, entrambi avremmo dato ancora di più».

E qui ci vuole la citazione di una scritta comparsa sulle mura del cimitero di Napoli dopo il primo scudetto: cosa ci siamo persi!

giovedì 22 marzo 2012

NAPOLI-SIENA 2-0. Agli azzurri basta un tempo per centrare la finalissima di Coppa Italia e la qualificazione in Euro League

Basta un tempo al Napoli per avere ragione del Siena e condurre in porto la qualificazione alla finalissima di Coppa Italia: 2-0, grazie ad un autogol di Vergassola e ad una splendida rete di testa di Cavani. Napoli dai due volti: manovriero, brillante, a tratti spumeggiante nella prima frazione di gara; contratto e nervoso nella ripresa. Gli azzurri sono di fatto già qualificati in Europa League per la prossima stagione. Il regolamento, infatti, prevede che se una delle due finaliste di Coppa Italia (in questo caso la Juve) conquisti in posto in Champions l’altra finalista accede di diritto in Europa League. Ma sono chiacchiere inutili: gli azzurri hanno tutte le carte in regola per vincere la Coppa Italia.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO

DE SANCTIS: nonostante la pressione del Siena nella ripresa, il portiere azzurro vive una serata tranquilla. Neppure un intervento da evidenziare. Un’uscita non perfetta a fine primo tempo. VOTO: 6

CAMPAGNARO: suoi un provvidenziale salvataggio con la punta del piede su Mannini proiettato verso il gol e un altrettanto decisivo intervento su Brienza all’82°. VOTO: 6.5

CANNAVARO: si districa con esperienza al centro della difesa. VOTO: 6

ARONICA: di fronte non ha Drogba. Gli bastano mestiere e muscoli per garantirsi una serata tranquilla. VOTO: 6

MAGGIO: non in perfette condizioni per la contusione alla caviglia rimediata cotnro il Chelsea, è costretto ad uscire anzitempo per problemi muscolari. Gara senza accenti e senza errori. VOTO: 6 (dal 40° DOSSENA: si piazza sulla sua fascia di competenza senza affondare i colpi. VOTO: 6)

GARGANO: continua a perdere palloni a metà campo in quantità industriali. Peccato, perchè in quanto a corsa e generosità non è secondo a nessuno. Pesantissima l’ammonizione rimediata al 36° per gioco scorretto: il Mota salta la finalissima del 20 maggio. VOTO: 6 (dal 62° DZEMAILI: conferma di essere utile anche a gara in corsa. Questa volta torna a giocare da mediano quasi puro. VOTO: 6)

INLER: ormai si sente più sicuro sia nell’orchestra la manovra che nelle conclusioni dal limite. Al 33° va vicinissimo al gol. Scompare un po’ nella ripresa. VOTO: 6.5

ZUNIGA: si limita a svolgere con attenzione il compitino. VOTO: 6

HAMSIK: fa molto movimento, svariando sull’intero arco della trequarti. Di platino l’assist offerto al Matador in occasione del secondo gol della squadra di Mazzarri. Serve a Lavezzi una palla gol sciupata dall’argentino. Nel finale anche lui sbaglia, forse anche per stanchezza, un gol fatto. VOTO: 6.5

LAVEZZI: non è in serata di grazia, forse anche a causa dei problemi fisici che gli avevano impedito di partecipare alla trasferta di Udine. Nemmeno un guizzo dei suoi. Appoggia bene la manovra in occasione dello splendido contropiede azzurro del 2-0. Si divora un gol al 78°. VOTO: 6 (dall’81° PANDEV: si fa notare per una bella ripartenza che perfetto passaggio filtrante ad Hamsik. S.V.)

CAVANI: parte benissimo, a prescindere dall’azione dell’autogol di Vergassola. Bellissimo il tiro di prima al 15° sventato dal portiere marchigiano. Perfetto il colpo di testa nel 2-0 azzurro. Nella ripresa cala come tutta la squadra, ma garantendo comunque un contributo sia in fase di ripartenza che di copertura sui calci piazzati avversari. VOTO: 7

All. MAZZARRI: schiera i titolarissimi, contando sulle loro qualità ma soprattutto sul loro orgoglio. La squadra risponde alla perfezione. Gli avevamo chiesto di puntare alla Coppa Italia: ci ha portati, con i ragazzi, in finale. VOTO: 7

Antonello e Luca Perillo

martedì 13 marzo 2012

Sospesa la squalifica di Mazzarri: a Stamford bridge ci sarà!

Inseguendo un sogno. Il Napoli è sbarcato a Gatwick alle 12 locali, comincia l’operazione quarti di finale di Champions League. Mercoledì allo Stamford Bridge la squadra di Walter Mazzarri è chiamata a una nuova impresa, che non è riuscita nemmeno nell’epoca d’oro di Maradona: entrare nelle prime 8 squadre europee. Fra il sogno e la realtà c’è di mezzo il Chelsea, all’ultima chiamata per salvare una stagione altrimenti disastrosa valutando le centinaia di milioni di sterline investite dal russo Abramovich.

MAZZARRI GRAZIATO — Intanto, c’è una prima buona notizia per il Napoli: il Tas ha dato il via libera e mercoledì sera Walter Mazzarri sarà in panchina col Napoli. Sospesa la sentenza di squalifica, della quale il tecnico livornese doveva scontare il secondo turno. La tattica dell’avvocato Grassani è risultata efficace e la notizia è stata appresa con piacere nel ritiro della squadra a Kensington.

MISSION POSSIBLE — Lo sbarco in una Londra non proprio fredda (11 gradi) e un po’ nebbiosa. Qualche tifoso ad accogliere gli azzurri, ma saranno circa 5 mila quelli che cercheranno in ogni modo di entrare mercoledì sera a Stamford Bridge. Di questi 3 mila hanno regolari tagliandi, gli altri proveranno con poche possibilità, vista la rigidità di forze dell’ordine e steward: gli italiani non potranno entrare in altri settori che non siano quello riservato, east stand-away supporters.

DALLA REGGINA ALLA REGINA — La squadra intanto si trasferisce in un hotel a Kensington, il quartiere vittoriano per eccellenza, con residenze e parchi reali. E la battuta viene facile pensando ad Aronica, faccia proletaria di un Napoli che ha qualità ma anche tanto carattere. Totò: il difensore già della Reggina, ora si ritrova quasi al cospetto della regina.

UN SOLO DUBBIO A SINISTRA — Dopo il riposo, rifinitura a Stamford Bridge – ore 18 locali – dove Mazzarri scruterà occhi e gambe dei suoi ragazzi, ma con pochi dubbi sulla squadra da schierare. Difesa classica: Campagnaro, Cannavaro e Aronica davanti alla certezza De Sanctis. In mediana Inler e Gargano, con Maggio a destra e Zuniga favorito su Dossena a sinistra, nell’unico ballottaggio. Davanti l’indiscutibile trio Cavani-Lavezzi-Hamsik con quest’ultimo che avrà particolari compiti tattici da mezzala di centrocampo. Dunque partirà dalla panchina Goran Pandev, che a Stamford Bridge fu protagonista esattamente due anni fa: il 16 marzo del 2010, anche in quel caso si trattava del ritorno degli ottavi. E dopo il 2-1 nell’andata a San Siro, l’Inter si impose con una prestazione spettacolare: vinse 1-0 con una delle migliori prestazioni dell’epoca Mourinho e i nerazzurri acquisirono quella sicurezza nei propri mezzi per arrivare alla conquista del trofeo. Goran dunque amuleto e anche spauracchio dei blues. Già perché Pandev nel frattempo è rimasto competitivo e se non è più titolare come due anni fa in quell’Inter, significa che l’attacco del Napoli è di assoluto livello internazionale. E lo dimostrano i continui corteggiamenti dei grandi club a Cavani, Hamsik e Lavezzi, in rigoroso ordine alfabetico.

C’E’ FEDE E FEDE — Il cardinale di Napoli, Crescenzio Sepe, non ha mai nascosto il suo tifo azzurro e quando può va anche al San Paolo. Mercoledì per poter vedere la partita ed evitare troppe assenze per tifo, ha anticipato dalle 20 alle 19 la “Lectio divina” nella parrocchia di San Ciro a Portici. Perché sarà sera di coprifuoco nel napoletano, dove tutti saranno davanti alla tv.

CHE STADI! — Il presidente Aurelio De Laurentiis è già a Londra per altri impegni di lavoro. Ne approfitterà oggi pomeriggio per una visita tecnica allo Stamford Bridge, mentre mercoledì mattina sarà all’Emirates Stadium, una delle strutture più moderne ed efficienti. Il tutto per focalizzare un progetto stadio finora fermo alle intenzioni.

(fonte Gazzetta.it)

venerdì 9 marzo 2012

NAPOLI-CAGLIARI 6-3. Un Napoli scatenato invia 6 squilli al Chelsea

Si temeva un Napoli condizionato dall’appuntamento con la grande sfida di Champions in programma mercoledì prossimo a Londra, invece è stata una squadra brillante, a tratti irresistibile, quella che ha travolto il Cagliari al San Paolo: 6-3, al termine di un’autentica girandola di gol.
E’ Hamsik ad aprire le danze, al decimo, con un tiro di precisione dalla distanza. Poco dopo arriva il raddoppio di Paolo Cannavaro: imperioso lo stacco di testa su punizione battuta da Lavezzi.
Al 30esimo Napoli già sul 3-0, con un’autorete di Astori, ubriacato dalle finte del Pocho.
Il Cagliari prova a reagire: di Larrivey la rete dei sardi. Si va al riposo sul 3-1.
Nella ripresa, la musica non cambia.
Il Napoli domina, trascinato da un Lavezzi a tratti maradoniano. Il 4-1 lo firma proprio l’argentino, su rigore, prima di essere sostituito per lasciare spazio a Cavani.
Gli azzurri non si accontentano, e vanno ancora in gol: è Gargano a insaccare, con un bel sinistro.
E’ quindi il Cagliari, con Larrivey, a beffare De Sanctis. Tocca poi a Maggio firmare il sesto gol azzurro. A chiudere le marcature, in un clima di festa per la tifoseria partenopea, sono i sardi, con il solito Larrivey. Con questi tre punti il Napoli aggancia temporaneamente l’Udinese al quarto posto.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS:non ha colpe specifiche sui gol. VOTO: 6
CAMPAGNARO: uno dei pochi azzurri fuori forma. Sue le responsabilità su almeno due reti di Larrivey. VOTO: 5
CANNAVARO: buona partita, coronata da un bel gol. In difesa qualcosina andava registrata meglio. VOTO: 6.5
ARONICA: soffre le pene dell’inferno con Ibarbo, che lo punta con la sua velocità. VOTO: 5.5
ZUNIGA: schierato nella sua posizione naturale, il colombiano se la cava bene. Nel finale cambia due volte ruolo, a conferma della sua duttilità tattica. VOTO: 6.5
GARGANO: un partitone sotto il profilo della corsa e della grinta. Bello il gol col sinistro. VOTO: 7.5 (dal 72° VARGAS: si muove bene, ma entra quando la partita è già strachiusa. VOTO: 6)
INLER: deludente nel primo tempo, quando sbaglia troppi passaggi, va meglio nella ripresa. Da lui ci si aspetta di più. VOTO: 5.5
DOSSENA: non sta attraversando un buon periodo di forma. Poco incisivo in fase offensiva. VOTO: 5.5
HAMSIK: ha il merito di aprire le danze, con una peretta esecuzione dal limite. Non si fa vedere molto, ma gioca con la consueta intelligenza. VOTO: 7 (65° MAGGIO: gran corsa e gran gol. VOTO: 7)
LAVEZZI: impressionante, immarcabile, a tratti maradoniano. Ha voglia di spaccare il mondo. VOTO: 8 (dal 60° CAVANI: regala un assist a Gargano, va un paio di volte vicino alla rete. VOTO: 6.5)
PANDEV: ottima partita, considerando anche un po’ di ruggine da grattare. Classe allo stato puro. VOTO: 7
All. MAZZARRI: porta il Napoli allo Stamford Bridge in una condizione strepitosa. Poco importano i tre gol subiti, in una partita letteralmente dominata dagli azzurri. VOTO: 8

Antonello e Luca Perillo

mercoledì 22 febbraio 2012

Pocho finalmente in versione goleador: “A Londra non dovremo difenderci, ma fare altri gol”

A vederlo ieri sera segnare con la semplicità dei fuoriclasse, ad ammirarlo migliore attore protagonista, a scoprire minuto dopo minuto come abbia saputo cavare il Napoli fuori dall’imbuto della propria tensione nella gara più importante della storia recente del Napoli, ci si domanda come sia possibile che il Pocho Lavezzi faccia gol solo con il contagocce. Nella notte magica di Fuorigrotta arrivano due suoi prodigi, i primi in Champions (più cinque in campionato in questa stagione), che consegnano agli azzurri le sorti del proprio destino, da giocarsi a Stamford Bridge: “Mi aspettavo questa vittoria, ma non è un risultato che ci fa stare tranquilli in vista della gara di ritorno a Londra. Lì dobbiamo andare non per difenderci, ma per tentare di fare altri gol. Il 3-1 non è un risultato che ci deve far stare tranquilli. Dovremo affrontare il Chelsea con la solita umiltà. Ma abbiamo tanta, tantissima fiducia di poter passare il turno, anche se ci sarà ancora da soffrire”. Contro i Blues Lavezzi è stato principesco. I compagni, all’inizio, sono come paralizzati, curvi sotto il peso della partita che tutti i napoletani aspettano da due mesi. Lui no, lui è sciolto, libero da pensieri diversi dall’unico degno di un centravanti: il gol, da segnare o da fare segnare agli altri, perché l’argentino ha anche il dono dell’altruismo. Ma gli è bastato dare un’occhiata al russo Ivanovic e a David Luiz – i due difensori di Villas-Boas con il compito di occuparsi di lui – per decidere che poteva essere la sua serata. “È stata una partita fantastica, preparata bene con Mazzarri in questi giorni: abbiamo preso un gol ingiusto per un errore banale che può capitare. Per fortuna ho subito segnato la rete del pareggio. Ma tutta la squadra è stata super”. Un protagonista, Lavezzi, fin dai primi minuti del match quando ha fatto le prime prove: qualche scatto, qualche abbozzo di dribbling da dinoccolato giocoliere qual è. Poi, appena dopo la prima mezz’ora di uno spettacolo emozionante in cui il palcoscenico se l’era immeritatamente preso lo spagnolo del Chelsea, Juan Mata, ha deciso che la scena se la doveva prendere tutta lui. “Se non avessimo preso quella rete ora saremmo con un piede nei quarti”, ammette sornione. Sullo 0-0 il Pocho sbaglia un aggancio davanti a Cech, il portiere che gioca col caschetto e con due placche nella testa: la palla gli schizza via, più per colpa del terreno scivoloso che sua. Nella ripresa sbaglia in contropiede un gol facile facile: “Non lo so perché faccio degli errori del genere, però li faccio spesso. Ho calciato malissimo – dice il Pocho – ma in quell’azione nel secondo tempo per prima cosa ho sbagliato il controllo della palla. Meno male che poi mi sono riscattato subito dopo”. Nell’essenzialità della letale azione dell’1-1 c’è molto di principesco: compreso il coraggio di tirare dai 20 metri, mirando proprio dove Cech non può mai arrivare. “Questi gol sono per mio figlio Thomas”, la dedica scontata e annunciata. Genio e modestia. “È un bel vantaggio il 3-1 ma non montiamoci la testa, il discorso qualificazione è ancora tutto aperto: non è un risultato che ci consente di essere tranquilli. Conosciamo la loro forza, a Londra saranno arrabbiatissimi”, insiste l’argentino. In panchina per la prima volta c’era Nicolò Frustaluppi: “Secondo me Mazzarri non deve più venire… perché Frustalupi porta fortuna, quando vediamo lui in panchina vinciamo sempre”, dice ovviamente scherzando. Poi fa una piccola ammissione: “Mazzarri era qui nello stadio, mica in albergo”. Poi capisce che di aver commesso il suo unico errore della sua splendida nottata e fa subito retromarcia: “Non è vero, scherzavo. Era in albergo”. Infine il pensiero ai tifosi: “È bello vedere tutta quella gente felice per la nostra vittoria, meritano questo successo”. (Fonte: Il Mattino)

lunedì 20 febbraio 2012

Lavezzi in Press Conference: “Ce la metterò tutta per segnare il mio primo gol in Champions”

Ezequiel Lavezzi, attaccante del Napoli, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine” alla vigilia della sfida col Chelsea: “Siamo tranquilli, ma non siamo i favoriti. Il Chelsea è forte, non scherziamo. Non pensiamo a prendere o no il gol. Primo gol in Champions? Speriamo, ce la metterò tutta. Siamo molto motivati. Rispettiamo il Blues, sarà una bella battaglia. Più gol sotto porta? So che mi manca qualche gol, ma ne parlate voi. Io non mi metto in discussione. Al massimo cambia che mi mettete uno o due punti in più in pagella. Con due vittorie ritorna la fiducia. Pocho in copertina? Penso al Napoli. Che titolo darei sui giornali? Non lo so, non leggo i giornali. Una dedica a Tomas? Lo spero, se segno lo dedico a lui. Un tatuaggio se superiamo il turno? Vedremo. Lavezzi-Hamsik-Cavani meglio di Sturridge-Drogba-Mata? Lo capiremo solo dopo la partita”.

sabato 18 febbraio 2012

Il Napoli esce dal letargo e dilaga a Firenze

Che dire? Cominciamo dalla fine, da quei cinquanta metri di Ezequiel Lavezzi e palla sul primo palo come il più consumato degli attaccanti. Roba da brividi, soprattutto per uno come che dorme con la foto del Pocho sul comodino. Vabbè, scherzi a parte, il Napoli è uscito dal letargo e a quattro giorni dal match-clou col Chelsea in Champions sembra tornato lo squadrone apprezzato quest’autunno. La pratica Fiorentina è stata sbrigata in scioltezza, tre a zero. Favoriti dal gol dopo tre minuti, ma comunque sempre padroni del campo, mai in difficoltà e mostrando una condizione atletica prodigiosa premendo peraltro l’acceleratore solo al cinquanta per cento.
Mi ha impressionato l’esultanza di Edinson al secondo gol, mi è piaciuto Inler, e soprattutto le gambe andavano che è un piacere, in tutti. Credo che stasera cominci un’altra stagione per il Napoli. Certo, da adesso a martedì, passeremo parecchie notti insonni. Questa partita andrebbe rivista più e più volte. L’Inter ha perso in casa e a questo punto si potrebbe anche pensare al terzo posto. Vabbè, un passo alla volta. Pensiamo a martedì. Ma di certo il Napoli è tornato, in modo prepotente.
Massimiliano Gallo
Il Napolista.

martedì 17 gennaio 2012

Terna distratta, Pioli arrogante, Napoli con la paura di volare


"E' va buò Pupè (la figlia), meglio pareggiare che perdere. Tutto sommato stevm abbuscann. Almeno abbiamo fatto vedere che siamo alla stessa forza del Bologna. Comm currevano". [cit. Nonna Ida]. Trascorro ore nei salotti della Napoli vomerese godendomi il fare saccente dei cultori dello sport, bevo una tazza di thè vanigliato e borbotto di Maggio e Campagnaro, delle loro confusioni mentali. Poi mi rivolgo alla rete dei network e discuto coi miei amici. Finisce sempre che il parere della nonna vinca su tutto. Pure se la partita non l'ha nemmeno vista. Ho idee rivoluzionarie, mi ripeto. Cominciamo con le penalizzazioni dei ragazzini come Pulzetti che si tuffano per evitare le ripartenze; continuiamo con Brighi e company che sembrano Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno; terminiamo con me stesso, che sono il classico opinionista che vede un complotto come se si chiamasse Ron Howard e stesse dirigendo A beautiful mind.
Sbagliano tutti, arbitri, guardalinee, giocatori, allenatori. Il calcio è bello per questo. Se ci fosse la moviola in campo forse non avremmo nulla da dirci durante la settimana, avremmo molto tempo da dedicare alla coppia e forse salveremmo molti dei nostri amori. Verità assolute? Il Bologna ha lottato e meritato più che un punto contro un Napoli sulla carta superiore, così come il Napoli meritò di superare il Manchester City sulla carta superiore. Ma l'occasione era ghiotta e i miei sogni immensi. C'è più di un problema, questo maledetto fuorigioco sbagliato in ogni partita e un centrocampo che non riesce a trovare le giuste misure. Un Vargas immensamente promettente, ma timido, mi lascia ben sperare. Credo in un recupero miracoloso, voglio davvero il terzo posto. La vita di coppia è meravigliosa, ma i martedì della prossima stagione calcistica non li voglio passare al cinema; amo Orson Welles, che me ne faccio del cinema di oggi...? Azzurri aiutatemi.

lunedì 9 gennaio 2012

Vargas: “Qui a Napoli sono tutti pazzi per il calcio. Con il Cesena dovrei essere pronto”

“L’intenzione è di vincere tutto. La squadra è costruita per ottenere ottimi risultati”. Così Eduardo Vargas, nuovo acquisto del Napoli, nel corso della presentazione ufficiale andata in scena presso un hotel del lungomare partenopeo. “Molti club erano interessati a me, ma il Napoli è stato quello che mi ha dato più fiducia e che ha fatto un grande sforzo per prendermi. Quello cileno è un campionato diverso, qui c’è un calcio più veloce ed anche più duro, ma sono qui per provare a far bene come nel mio Paese”, ha aggiunto l’attaccante sudamericano, che ieri sera era in tribuna a Palermo. “Ho visto una bella gara, tutti hanno giocato bene, soprattutto gli attaccanti – ha proseguito -. Questo Napoli mi sembra un’ottima squadra, che gioca costantemente all’attacco, e che avrebbe anche potuto segnare di più”.
Vargas ha poi raccontato le sue prime impressioni: “E’ fantastico qui, sembra un reality. Non dimenticherò il passato, gli inizi. Ma questa è una tappa importante della mia carriera. La cosa che mi ha colpito di più della città è la gente, l’accoglienza. Sono caldi, pazzi per il calcio. Aspetto di poter girare un po’ per vedere le bellezze di questo posto. Con il gruppo è stato un po’ imbarazzante all’inizio, poi sono arrivati i sudamericani e mi hanno spiegato i segreti per adattarmi in fretta. Mi hanno detto di non strafare, di pensare solo a fare quello che so. Mazzarri invece mi ha parlato subito di tattica. E mi ha detto di osservare bene a Palermo i movimenti degli attaccanti”.
Il 22enne di Santiago ha quindi parlato delle sue caratteristiche: “Le mie qualità principali sono la mobilità e la rapidità nello smarcarmi, e la mia posizione preferita è a destra. Sono quasi pronto, devo solo smaltire il fuso e ambientarmi un po’, ma penso che per la gara di Coppa Italia con il Cesena sarò a disposizione. Cosa dico ai tifosi azzurri? Sono qui per dare il mio contributo. Cercherò di fare quello che ho fatto in patria: so che loro mi hanno visto in video. Ecco, farò anche qui quello che hanno visto. Il numero di maglia? Ho scelto il 16 perchè è ‘vicino’ al 17, che è il mio preferito, ma ce l’ha Hamsik”. Infine una battuta piccata: “Il paragone con Sanchez? Non mi dà fastidio, ma siamo giocatori diversi, quindi anche questa cosa alla lunga, stanca”. (fonte Sky)

domenica 8 gennaio 2012

PALERMO-NAPOLI 1-3. Un Napoli stellare brilla alla Favorita


Un Napoli stellare impone alla favorita la legge del più forte: 1-3, con reti di Pandev, Cavani e Hamsik per il Napoli e di Miccoli in chiusura per i rosanero di Mutti. Gli azzurri sono scesi in campo determinati, come fossero consapevoli di dover assolutamente vincere per non staccarsi ulteriormente dalla testa della classifica. Tranne qualche piccola sbavatura difensiva a inizio gara, la squadra di Mazzarri ha condotto una partita esemplare, esaltandosi in attacco con le giocate di Pandev, la fisicità e la corsa di Cavani, gli inserimenti di Hamsik, e, a sorpresa, anche di un Gargano molto intraprendente in fase offensiva.

LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO

DE SANCTIS: serata senza patemi. VOTO: 6
CAMPAGNARO:in grande spolvero sotto il profilo della forma fisica. VOTO: 7
CANNAVARO: qualche difficoltà all’inizio sui movimenti di Miccoli e Budan, ma poi prende con sicurezza le redini della difesa. VOTO: 6.5
ARONICA: attento, si disimpegna con lucidità ed esperienza. VOTO: 6
MAGGIO: ingaggia un duello molto interessante con l’esperto e valido Balzaretti. La pericolosità del suo avversario diretto lo porta a limitare le proiezioni offensive. VOTO:6
GARGANO: le circostanze tattiche di questa partita lo portano anche a provare qualche inserimento offensivo ed un paio di tiri dalla distanza. E’ proprio da una sua percussione sulla destra che nasce il gol di Pandev. VOTO: 7.5 (dal 71° DZEMAILI: entra nella situazione più comoda, disimpegnandosi senza problemi. VOTO: 6)
INLER: tiene molto bene la posizione, si fa trovare dai compagni per far poi ripartire la manovra. A volte soffre, inevitabilmente, la superiorità numerica del Palermo a centrocampo. Sua la palla filtrante capitalizzata da Hamsik. VOTO: 7
DOSSENA: non sembra avere molta corsa. Gioca comunque una gara giudiziosa e senza sbavature. VOTO: 6
HAMSIK: primo tempo in sordina, largo sulla sinistra, nel quale si segnala solo per uno splendido cross non sfruttato da Cavani di testa. A inizio ripresa con la consueta eleganza insacca alle spalle di Benussi il terzo gol azzurro. In pagella, mezzo punto in più proprio per la sua rete. VOTO: 7 (dal 76° ZUNIGA: S. V.)
PANDEV: segna un gol bellissimo, frutto di classe e di tecnica, ma anche mestiere nello sbilanciare con l’anca l’avversario. Al 40° va vicinissimo al raddoppio con un destro a girare. Al 57° è fermato da un palo. VOTO: 7.5(dall’81° CHAVEZ: S. V.)
CAVANI:parte a spron battuto, andando tre volte di testa vicino al gol. Spreco malamente in occasione del terzo tentativo. Fa un lavoro encomiabile in fase difensiva. E poi segna un gol f a v o l o s o ! VOTO: 8
All. MAZZARRI: bravo nel modificare alcuni assetti tattici a gara in corso, come alcuni scambi di posizione tra Pandev e Cavani. Ancora più bravo presentare dopo la temuta sosta di campionato una squadra in ottima forma fisica e mentale. VOTO: 8
Antonello e Luca Perillo

mercoledì 21 dicembre 2011

NAPOLI-GENOA 6-1. Un Napoli stellare chiude l’anno col botto!

Un Napoli stellare chiude l’anno col botto. Letteralmente strepitosa la partita degli azzurri, che hanno travolto 6-1 un Genoa onestamente, va detto, imbarazzante. Di Cavani (doppietta), Hamsik, Pandev, Gargano e Zuniga i gol del trionfo partenopeo. Impeccabile il comportamento della squadra, che non ha minimamente risentito dell’assenza di Lavezzi e delle polemiche degli scorsi giorni legate alla sconfitta contro la Roma.

LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO

DE SANCTIS: impegnato pochissimo, non ha colpe evidenti sul gol incassato. VOTO: 6
CAMPAGNARO: primo tenpo di grande sofferenza contro Caracciolo. ha bisogno di fermarsi un po’. Le vacanze arrivano al momento giusto. VOTO: 5
CANNAVARO: il capitano ha giocato senza sbavature, dando ordine al pacchetto arretrato. VOTO: 6
ARONICA: dopo un inizio un po’ difficile prende le misure su Pratto, proponendosi anche discretamente in fase di appoggio al centocampo. VOTO: 6
MAGGIO: meno brillante del solito, meno sciolto nella corsa e poche incursioni nell’area avversaria. Ma non gli si possono contestare errori. VOTO: 6
GARGANO: avesse un piede più preciso sarebbe il massimo. Molto generoso, alza il ritmo del gioco correndo su ogni pallone. Suo un assist. E poi segna anche un gran bel gol.  VOTO: 7.5 (dal 59° DZEMAILI: sss
INLER: anche contro il Genoa non esce dal limbo di un gioco piuttosto scolastico. Tutti sappiamo che può dare di più. Comunque mantiene bene la posizione, recuperando qualche pallone davanti alla difesa.  VOTO: 6
ZUNIGA: Preferito ancora una volta a Dossena, dimostra a Mazzarri di aver scelto giusto. Parte benissimo, ubriacando di dribbling il pur esperto Mesto. Nella ripresa. complice anche il risultato, si fa vedere di meno, fino a sfoderare un gol fantastico.  VOTO: 8
HAMSIK: il campioncino slovacco lascia il segno, con una prestazione più determinata di altre. Bellissimo il gol, soprattutto per la caparbietà messa in mostra nel battere a porta. Firma anche due assist. VOTO: 8
PANDEV: molto bravo, ha un piede bellissimo. Tecnicamente è forse l’azzurro che mostra di avere più classe di tutti. Si attarda un po’ troppo in occasione del rigore negatogli, ma segna una rete e fa vedere numeri d’alta scuola. Pensate: non ha fatto rimpiangere il Pocho!  VOTO: 8 (dal 75° LUCARELLI: finalmente gli viene concesso un quarto d’ora di gioco. SENZA VOTO)
CAVANI: due gol realizzati con grande freddezza. Splendido il secondo, con un beffardo pallonetto. Se non avesse sprecato un paio di ottime occasioni, avrebbe meritato il 10. VOTO: 8
All. MAZZARRI: i ragazzi giocano anche per lui, dopo le polemiche di questi giorni, e lo dimostrano cercando il suo abbraccio dopo ogni gol. Il suo Napoli sovrasta il Genoa. VOTO: 8
Antonello e Luca Perillo

martedì 6 dicembre 2011

Hamsik rischia di diventare un equivoco tattico

"Difficile tener fuori Marek Hamsik, i suoi inserimenti in area di rigore, la sua propensione all'anticipo, la sua innata capacità di sapere dove finirà il pallone, sono caratteristiche insostituibili". Disse Eduardo Reja. E mentre lui vince in un posticipo di lunedì, al quale dovremmo abituarci, immense bugie autorizzate, senza influenze politiche apparenti, sono il playback della serata televisiva in chiaro, tra Fiorello e Lorenzo, che stigmatizzano la bellezza dell'essere italiano. Interviene Roberto e ci ricorda cosa significa essere italiani, mentre Fiorello stecca paragonando i neomelodici alla musica d'arte napoletana. Quant'è difficile essere napoletani, siamo veramente esigenti. Ogni pensiero è fermo a mercoledì, difficile pensare ad altro. La mia mente prosegue in una notte insonne divisa tra le parole di David Silva: "vogliamo provare a vincere la Champions League" e quelle di mia sorella Francesca: "Torno mercoledì pomeriggio, ma prima stai tranquillo, non mi devi venire a prendere durante la partita". Silva non so da quale pianeta viene, mia sorella da Milano, una città dove in pochi tengono per il Napoli.
Torniamo al calcio. Ormai la prestazione di Goran Pandev è sulla bocca di tutti, mi sono emozionato. Ho immaginato migliaia di tifosi partenopei, opinionisti, giornalisti, editorialisti, redattori, capaci di definirlo già una carcassa gobba inadatta al gioco del Napoli, bollito, finito, superato, modesto. Io l'ho definito un Bruce che gioca a nascondino, che sia chiaro, ma ne ho sempre apprezzato le qualità. E credo anche alle parole di Jose, lui riusciva a utilizzare Goran in una posizione innaturale per un attaccante, la stessa copiata da Walter nella sfida del San Paolo di sabato scorso. Ho visto il Goran di Delio, aggressivo e capace di tagliare gli spazi, di puntare l'uomo di studiare i movimenti di avversari e compagni, disegnando con gli occhi invisibili scie per consigliare al corpo sferico dove andare a ruotare. Marek per un po' è entrato in campo, in pochi se ne sono accorti. E' un giocatore dai mezzi tecnici immensi, dalle qualità infinite, di un'intelligenza tattica sublime, forse il talento più completo del Napoli di De Laurentis, senza alcun dubbio uno dei migliori giocatori d'Europa. L'Hamsik di Mazzarri ha compiti tattici sicuramente diversi, soprattutto con Inler che non schiaccia verso la difesa, che spesso scolla i reparti, che per assicurare una collaborazione in attacco, spesso finisce per non coprire movimenti orizzontali. Inler è fenomenale, ma per essere presente ha bisogno di un Hamsik più passivo, che inevitabilmente perde negli ultimi metri. L'Hamsik di Reja aveva compiti diversi, ma anche quello si chiudeva per lunghi tratti in ossessioni compulsive mistiche, senza partecipare all'azione. Hamsik è straordinario. Ma è pur sempre colui che nella stagione estiva parla del Milan come la sua possibile consacrazionee in quella autunnale santifica Napoli e il Napoli com'è giusto fare, come farebbe chiunque. Il suo viso angelico, la sua immensa serietà professionale, nascondono l'idea nascosta del sogno della maglia del Milan, un brutto vizio frequente nei talenti di Raiola. Sono convinto che spesso le interviste sono strumentalizzate, inutile dirlo. Con l'arrivo di Pandev ho sognato l'inizio di Marek in panchina, perché diciamolo sinceramente, forse è quello che il posto da titolare, forse per qualche partita, merita di cederlo, almeno fino a quando non tornerà il Marek che sogna solo l'azzurro; perché Raiola ne ha plasmato l'umiltà.

Domenico Serra.
AreaNapoli.it

lunedì 28 novembre 2011

Lavezzi, l'agente: "Napoli non è sicura. Pocho amato in città, ma non esce da 4 anni. Yanina ha paura"

A Radio Crc nella trasmissione "Si gonfia la rete" è intervenuto Alejandro Mazzoni, procuratore di Ezequiel Lavezzi: "Il Napoli sta giocando due partite alla settimana per cui non è facile raggiungere un risultato positivo sempre. Quando poi gli azzurri giocheranno una sola partita alla settimana, allora il Napoli sarà una squadra alla quale sarà difficile togliere punti. Napoli, imprescindibile dal Pocho? È difficile trovare un calciatore dalle caratteristiche di Lavezzi. Il Napoli ha un'identità di gioco ben definita, dove il ruolo del Pocho è determinante.
Il furto di Yanina? Prima di tutto voglio dire che è difficile la vita privata di Lavezzi. Il Pocho calciatore a Napoli ha tutto: è amato dai tifosi, è sostenuto dagli stessi, si sente protagonista della squadra. Ma per ciò che concerne il Pocho uomo, dico che il mio assistito sono quattro anni che vive chiuso nella sua casa, senza suo figlio, che vive in Argentina e che quando arriva a Napoli non può portarlo neanche al parco perché assalito dalla gente. Non è semplice vivere in questa maniera. Per ciò che concerne il furto subito da Yanina invece, dico che la ragazza non pensa assolutamente che Napoli sia una città di m... anzi, è molto legata alla città di Napoli e quelle dichiarazioni sono state fatte a caldo.
Lavezzi si trova in una condizione difficile per ciò che concerne la sua vita privata perché si ritrova a non poter più uscire di casa e con la ragazza che adesso comincia ad avere paura di uscire anche da sola. Napoli non è una città sicura. Non so se i tre tenori del Napoli siano stati presi di mira, ma quando ad essere derubati sono stati proprio Lavezzi, Hamsik e Cavani una domanda nasce spontanea. La vita del Pocho a Napoli non è semplice, ma come calciatore ripeto, ha tutto. Una rapina può succedere a qualsiasi persona, ma ciò che è accaduto, lascia riflettere.
Adesso Yanina è più tranquilla, anche perché è una ragazza argentina e sa bene che episodi del genere possono accadere in qualsiasi parte del mondo. Napoli dà tanto ad un calciatore, ma poi questo entusiasmo lo si paga nella vita privata. Napoli-Juventus? Sarebbe bello se il Pocho andasse a segno proprio con la Vecchia signora. In partite come queste Lavezzi si esalta, speriamo ne esca fuori una grande partita da parte del Napoli. Dopo la vittoria contro il Manchester City, speriamo che il Napoli domani riuscirà a portare a casa un risultato positivo anche per risalire la china in classifica".

Fonte: Tuttonapoli.