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martedì 26 giugno 2012

Ecco la verità di Quagliarella ai pm sull'addio al Napoli

Quagliarella la verità, finalmente, l’ha detta, ma non a giornalisti o ai compagni di squadra. Ha dovuto dirla al gruppo della Procura che si occupa dei reati da stadio.
Fabio ha raccontato che per il suo addio al Napoli è stato decisivo anche il rapporto che non era idilliaco con l’allenatore Mazzarri e con altri compagni di squadra. Tre i calciatori che con Quagliarella non andavano d’accordo: Lavezzi, Gargano e Campagnaro, ovvero il gruppo del Pocho, quello che temeva che con lo stabiese Lavezzi potesse perdere la leadership all’interno dello spogliatoio, per l’effetto che un napoletano poteva avere sulla sua gente, magari proprio per le dichiarazioni rese da Fabio Quagliarella al suo arrivo a Napoli.
Però, l’attaccante di Castellammare di Stabia, ora alla Juventus, spiega che tutti i motivi delle frizioni erano legate a questioni di natura tecnico-tattica, che in quello spogliatoio c’erano rivalità come in altri ambienti, niente di particolare.
Resta un dato inequivocabile: lui e Lavezzi si passavano il pallone in campo solo quando non potevano farne a meno, la rivalità era palese.
Quagliarella, interrogato il 16 giugno del 2011, ha spiegato ai magistrati napoletani che non c’erano anomalie sulle gare degli azzurri. L’attaccante ha raccontato: “Si giunse così alla partita Sampdoria-Napoli. Per i nostri avversari vincere era necessario per andare in Champion’s League. Per noi era una partita priva di valore di classifica. Ma, come detto, per me era importante anche per quell’obiettivo economico (Quagliarella aveva un premio per il raggiungimento del dodicesimo gol in campionato). A domanda, preciso che molti miei compagni erano a conoscenza di quella clausola del mio contratto. Io stesso mi ero confidato con taluno di loro e la voce si era sparsa nello spogliatoio, tanto che, poco prima dell’incontro, anche l’allenatore Mazzarri (che invece agli inquirenti ha detto di non essere a conoscenza delle condizioni del contratto di Quagliarella, ndr) mi chiamò per dirmi che sapeva del mio obiettivo e che, schierandomi in campo, mi avrebbe messo in condizione di raggiungerlo. Durante la partita, feci di tutto per segnare. Il loro portiere fece miracoli e mi parò due tiri con i quali ero certo di poter segnare. A domanda, preciso che non colsi alcuna anomalia nel comportamento dei miei compagni. del resto, l’incontro fu preparato con scrupolo dall’allenatore, che, come me e Maggio, era un ex tesserato della Sampdoria e, magari solo per questo, ci teneva a che la sua squadra facesse bella figura”.

venerdì 2 marzo 2012

La guerra mediatica al Napoli. E’ il Tempo di dare una sterzata…



Piccoli corrieri quotidiani denigrano Napoli, perché hanno paura delle verità storiche presenti nei libri studiati da pochi. Piccoli decerebrati olandesi non accettano la vecchiaia e cercano di spezzare gambe a talenti aerobici uruguagi; ma questo non fa notizia.
Piccoli uomini di statura dal cuore immenso, schiaffeggiano un avversario scalciandolo a distanza con un pallone; ma questo fa notizia.
L’Italia vive un problema generazionale. L’Italia non è un paese unito. Ci sono diversità incolmabili. E’ il Tempo di licenziare mister Skincats; è Il Tempo di cancellare le telecronache sportive di parte; è Il Tempo di tornare a quelle di qualità, ordinate, serie precise, competenti. Che nessuno mi tolga Compagnoni e Mauro, li venero. Così come veneravo Martellini e Pizzul. Ma Skincats è la dimostrazione della vergogna dello sport, la descrizione del “di parte” senza emozioni.
Così come i descrittori emozional-stagionali del valore di un giocatore.
Dzemaili descritto dai social network ai giornali sportivi fino a pochi giorni fa: “scarso, costoso, pippa, modesto, insulso, penoso”.
Inler descritto dai social network ai giornali sportivi fino a pochi giorni fa: “la più grande sopravvalutazione dell’era De Laurentis, nullo, piedi storti, niente di che, ciofeca, penoso”.
Potrei proseguire per molti altri. Ma preferisco godermi poche informazioni, senza descrivere un risultato tra il primo e il secondo tempo; senza festeggiare troppo o troppo poco; concentrandomi sui futuri momenti bui dai quali cercherò un applauso festoso; di concettualizzare cosa si racconterà di Bigon e Mazzarri, che per attimi sono diventati veicolatori di giocatori di poco valore. Confermiamoli.
Attraenti nullità. E io? Invece di pensare al Siena, al Parma o al Chelsea, osservo un padre settantenne che sogna una giornata di campionato allo stadio, che la desidera talmente tanto da non avere il coraggio di chiederla a suo figlio. E io che farò secondo voi? Sarebbe stupendo vederlo tornare a sognare…


Domenico Serra

mercoledì 8 febbraio 2012

Napoli, fardello a centrocampo

Napoli è fortemente divisa. Gran parte delle responsabilità di un gioco senza equilibrio le fa ricadere sugli attuali centrocampisti in rosa.
L’era De Laurentis non ha mai avuto una gran fortuna con quel ruolo. Gatti, Dalla Bona, forse solo Consonni, Fontana, Bogliacino riadattato, hanno retto per qualche tempo.
Oggi è tutto diverso. Molti rimpiangono l’ariete Yebda e il costante metronomo Pazienza. Due signori giocatori, ma di un livello modesto. Dzemaili, Gargano, Inler e Donadel, sono di un livello superiore. E’ un fatto evidente.
Eppure risulta difficile reggere il passo di Pazienza. Inler ha un tempo di gioco diverso, è un giocatore d’altra categoria. Dzemaili ragiona, gioca a calcio, tira i calci da fermo. E’ un ottimo giocatore. Donadel è quello che forse ha più quantità per il ruolo al fianco di Gargano.
Il punto resta sempre lo stesso. La difficoltà di fare i movimenti orizzontali, che nell’Udinese e nel Parma i due svizzeri non hanno mai fatto.
C’è ancora bisogno di tempo. La crescita del centrocampo del Napoli è silenziosa ma efficace.
E’ questo un campionato stupefacente e dobbiamo essere ottimisti.
Ho un debole per i quattro tenori del centrocampo partenopeo. Tutti e quattro insostituibili e perfetti.
E concedetemelo, ho amato Pazienza, gli ho voluto bene; ma aveva raggiunto l’acme della sua carriera e paragonato coi nostri è scarso, sostanzialmente, inequivocabilmente, chiaramente, immensamente scarso.
Domenico Serra

giovedì 26 gennaio 2012

Gargano merita la fascia di capitano, i tifosi un po' di costanza

Ci sono giocatori timidi, onesti, precisi, con un cognome importante, ma che al momento opportuno restano in silenzio. La visita partenopea sulla Rai per la sfida di coppa Italia, non ha lasciato una buona impressione ad opera dei cronisti pagati da noi utenti. Manatine, falletti, rigorini i loro; falli, rigori plateali i nostri. La sfida tutto sommato è equilibrata per colpa dei nervi del Napoli e dei suoi instabili tifosi. La sfida è condizionata anche da Ranieri, mister aplomb alterna frasi in un discutibile inglese con altre in un romano di dubbio gusto. Che nessuno si offenda. Veicola la partita verso la paura dell'avversario chiudendosi in difesa, con un catenaccio da piccola squadra, per illudere l'avversario. Ranieri non ha zittito nessuno. Ma il Napoli non ci casca, non confonde quelle maglie con quelle bergamasche, certo c'è un sosia di Cigarini nano che tenta di spezzare gambe per giustificare l'anzianità, ma il risultato non è dei migliori.
La partita scivola via, il dodicesimo uomo in campo comincia ad esultare al momento del vantaggio, come se si fosse sbloccato dalle sue paure. Mi perdoneranno ma io disapprovo. Io e mio padre abbiamo esultato e incitato i ragazzi dal mio salone, ma sul risultato privo di reti segnate, E credetemi se urlate arriva al cuore dei ragazzi in campo, anche se siete dinanzi a Sky. Quel tifo costante e meritato dai giocatori, mi manca. Il Napoli non mi è mai mancato, c'è sempre stato.

Domenico Serra
AreaNapoli.it

mercoledì 25 gennaio 2012

NAPOLI-INTER 2-0 Vittoria targata Mazzarri e Cavani. Azzurri formato Coppa: lucidi, attenti e concreti

Un Napoli lucido, determinato e concreto è riuscito a battere l’Inter per 2-0 e a conquistare l’accesso alle semifinali di Coppa Italia, dove incontrerà il Siena. Una vittoria targata Cavani, per la doppietta, e Mazzarri per l’intelligenza tattica con la quale ha imbrigliato i nerazzurri di Ranieri. Il mister ha avuto anche ragione nel non lasciare in panchina chi, come Campagnaro e Inler, era stato messo all’indice per le negative prestazioni contro Bologna e Siena.

LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO

DE SANCTIS: primo tempo da spettatore; poteva anche vedersela su Rai Uno. Primo intervento al 60°, su insidiosa punizione dalla distanza di Snejder. Bravo nel finale a sbrogliare una situazione critica in area. VOTO: 6.5
CAMPAGNARO: molto più concentrato rispetto alle ultime uscite. Si limita all’essenziale, senza accompagnare più di tanto la manovra, al contrario di quanto ha sempre amato fare. VOTO: 6
CANNAVARO: preciso, si limita nei lanci, bada molto al sodo. Difesa più registrata rispetto alle ultime partite. VOTO: 6
ARONICA: al 40° gli capita finanche una palla gol, ma purtroppo sul destro. Se la cava con sufficiente disinvoltura. VOTO: 6
MAGGIO: in netta ripresa sotto il profilo della corsa e della scelta dei tempi negli inserimenti offensivi. Poco preciso, però. E anche poco freddo al 15°, quando Castellazzi gli respinge un tiro ravvicinatissimo. VOTO: 6.5
GARGANO: un mastino, un cacciatore di palloni da catturare davanti alla difesa azzurra. Molto generoso, potrebbe finanche segnare nel finale. VOTO: 7.5
INLER: passo lento e ancora tanti passaggini laterali. Ma nella ripresa, dopo una prima frazione di gara molto modesta, gioca con ritrovata personalità. VOTO: 5.5 (dall’82° DZEMAILI S.V.
ZUNIGA: preferito a Dossena, ha il compito di controllare Maicon. Preoccupato dai numeri del brasiliano, centellina le incursioni in avanti. Attento e intelligente. VOTO: 6.5
HAMSIK: una partita non memorabile, ma giocata con la consueta intelligenza tattica. VOTO: 6
LAVEZZI:partita senza guizzi. Sembra nettamente risentire di uno stato di forma non ancora ottimale. VOTO: 5.5 (dal 65° PANDEV VOTO: 6.5
CAVANI: si fa vedere la prima volta al 35°, quando viene fermato irregolarmente ai limiti dell’area di rigore da Chivu. Nella ripresa ha il grande merito di procurarsi il rigore con un’azione insistita e di trasformarlo con freddezza. E poi si fa valere lottando su molti palloni. VOTO: 7.5
All. MAZZARRI: sfida l’Inter lasciando fuori i due giocatori più in forma, cioè Pandev e Dossena, e confermando chi aveva fatto peggio contro Bologna e Siena, cioè Campagnaro, Maggio e Inler. I fatti gli danno ragione. Non era facile battere l’Inter imbrigliando Maicon, limitando Snejder e aiutando i succitati titolarissimi a ritrovare l’autostima. VOTO: 7
Antonello e Luca Perillo

mercoledì 11 gennaio 2012

Parla Britos: “Voglio ripagare la fiducia e la stima del Napoli”

Miguel Angel Britos è l’ospite del salottino di Radio Marte a Castel Volturno: “Sto meglio, mi alleno bene. Ho sofferto tantissimo in questi mesi perché non sono riuscito ad offrire il mio contributo. Ho l’opportunità di giocare questa partita di domani, cercherò di fare il massimo anche se non sarà facile perché sono fuori da cinque mesi. Spero di fare del mio meglio”. Britos ha tanta esperienza e non vede l’ora di giocare in Champions: “Sinceramente prima era molto dura, poi ero convinto che la squadra potesse passare il turno e ce l’abbiamo fatta”. L’uruguaiano è a tutti gli effetti un rinforzo di gennaio: “Spero di fare molto bene, Napoli per me è importante, è uno dei miei obiettivi. Devo solo ritrovare la miglior forma che arriverà giocando, piano piano ci sarò al 100%. La sfida di domani è un ottimo test, è una sfida importante, noi ci teniamo alla Coppa Italia. Il Cesena gioca bene anche se in campionato non ha i punti che meritava. E’ una responsabilità grande”. Lunedì sera c’è il Bologna, la sua ex squadra: “Ho vissuto tre anni molto belli e intensi, soprattutto l’ultimo. Volevo provare un grande club per giocare ad alti livelli. Per me è stato un passaggio bellissimo, un salto di qualità che volevo fortemente. Sono contento della stima di Mazzarri, voglio ripagarlo e l’opportunità di domani è davvero preziosa, abbiamo un buon rapporto. La vittoria di Palermo è un segnale molto chiaro: lotteremo in campionato fino alla fine.Ogni partita sarà una finale. Possiamo arrivare lontano, il terzo posto sarebbe un grande risultato”. Vargas si è già sintonizzato sulla lunghezza d’onda del gruppo: “Il nostro spogliatoio è molto compatto, può davvero fare la differenza. Sai perfettamente che un il tuo compagno ti difenderà. Cerco di spiegare tutto ad Edu, lo vedo molto bene, è giovane e appena arrivato, avrà bisogno di adattarsi. Anche io ho sofferto i primi mesi a Bologna, sono convinto che abbia le qualità giuste per fare bene. Nel Napoli ci sono tanti sudamericani, parliamo la stessa lingua, abbiamo gli stessi costumi. Cavani mi ha impressionato tantissimo, è davvero un campione. Pure Gargano sta facendo benissimo, pure il Pocho è straordinario. Ora dobbiamo recuperare in campionato, abbiamo perso punti per strada e cercheremo di tornare in alto”. La difesa del Napoli è stata tra le migliori: “Sta facendo molto bene. E’ la prima volta in serie A che gioco a tre, ho fatto questo modulo soltanto in Uruguay. Qui bisogna andare a duemila all’ora, questa è la verità”. Tra gli hobby di Britos, c’è la pesca: “Vado sempre a Gaeta. Mi piace tanto andare al mare. Pesco dalla spiaggia, al massimo ne ho preso uno di un chilo, poi li mangio. Cucino io. Qualche volta mi ha accompagnato Colombo, una volta è venuto pure Walter. Con Gargano ho un bel rapporto, siamo vicini di casa. Napoli è fantastica, è una città bella anche se io esco poco, non mi piace l’immagine che viene proiettata all’esterno. Conosco la zona di Posillipo e il lungomare, ma ripeto sto spesso a casa, amo la musica hip-hop”. Chiusura dedicata ai tifosi: “Li saluto, spero di ritrovare la forma fisica per dare il mio contributo. Farò il massimo, darò sempre il 100%. La nazionale? Mi auguro che possa arrivare, ma non sarà facile. Io comunque non mi pongo limiti. Tra i miei modelli, c’è sicuramente Montero. Qualche parola in dialetto? No, no – sorride – anzi c’è, ma non si può dire”.

giovedì 22 dicembre 2011

Babbo Natale esiste, è…il mio Presidente!

Quando si ferma il calcio finisce sempre che la tua redazione di tifonapoli.it ti chieda un pezzo su come sia andato l’anno sportivo. La stesura è meno immediata del solito, ma assume dei valori umani che spesso collimano ai limiti del concetto di una sfera effettata. E io mi ritrovo qui, perso ad ondeggiare la mia mano contro la parete del soggiorno, da me imbiancata in liberi giorni di disoccupazione, mentre la replica di un 6-1 interagisce con ogni molecola della stessa stanza. Quei colori, quei goal meravigliosi, quelle finte, quelle parabole inaspettate di Walter e Camilo, sono trasmesse in ogni singola particella e arrivano in alta definizione fino a modificare tutto quello che mi circonda e tutto quello che sono e tutto quello che sente il mio cuore.
E finisce che suono il mustacciolo, alla replica di una della reti, come se fosse una piccola trombetta blu; e il divano cocozza diventa azzurro, Zuniga si sbianca e diventa Del Piero, l’immenso Dossena fa il panchinaro, l’albero di Natale diventa un palo della porta e io con un casco imito Gargano-Lampard rischiando di sfondare tutto.
Quella sete di vittoria, come se in campo ci fosse ancora la Roma, è stata l’ennesima dimostrazione che il Napoli ha paura di se stesso, teme la sua forza e ancora forse non la conosce completamente. E’ pur sempre costruito per la singola partita, questo lo rende unico e insensato, folle e imprevedibile, capace di alternare risultati in un modo a dir poco eclatante.
Quest’anno non abbiamo vinto nulla, ma stiamo crescendo per imparare a farlo, per sentirci pronti a sfidare noi stessi nelle nostre case, pur di diventare tifosi migliori. E tifosi migliori siamo diventati così come si sono evoluti i nostri calciatori, i più bellicosi in Europa sono diventati rispettosi e concentrati nell’umanità del tifo, senza mai uscire dai confini, anche perché il 2011 di confini non ce ne ha disegnati.
L’augurio è di restare uniti, perché il calcio ha bisogno del Napoli e di quantificare il volume mediatico di questa crescente tifoseria, riscoprirla in giro per il mondo, unirla in un unico stadio, individuare una forza tifo dimenticata per alcuni istanti accartocciata in un’aula giudiziaria.
Questi sono i tempi dove Vargas scarta Chelsea e Inter per il Napoli e io sono parte di questa storia, così come tutti i singoli tifosi.
Quando i nostri giocatori capiranno di essere maturati forse cominceremo a vincere. Ma noi non andiamo di fretta, sappiamo aspettare il momento giusto, sappiamo chiedere a Babbo Natale De Laurentis, di farci sognare ancora.
Domenico Serra

martedì 15 novembre 2011

Dov’è finita la voglia di vincere al novantesimo?

E’ un continuo viaggio nell’apparente abulica stagione realizzativa di Edinson Cavani, tornato sui suoi livelli, delizioso ma stanco, azzoppato da critiche e piccoli acciacchi fisici.
Il Napoli non ha le qualità per vincere lo scudetto, non ha gli strumenti, la struttura societaria, la solidità emotiva, la forza mentale, il numero giusto per sopperire agli infortuni. Ma io lo sogno spesso, solo che sono codardo e ho paura di dirlo.
Non è il crollo dei muscoli di Donadel, gli errori di posizionamento di Inler, il mistero di Hamsik e della teoria che lui abbia un gemello scarso, il piede sfasciato di Britos, le follie di Fideleff o la coppia offensiva di Pallavicino: questo Napoli non ha la forza di un anno fa, sia per gli impegni di Champions, sia perché Mazzarri l’ha capito.
Cavani ha superato un importante calo, ma lo scorso campionato è irripetibile; mancano le reti di Hamsik, ma arriveranno subito dopo il rinnovo. Come parlare invece di Lavezzi. Segna chinato, per restare al livello degli altri, per limiti colmabili solo con due anni in Cantera. Superiore in tutto. Due goal i suoi, sono certo arriverà in doppia cifra.
Un anno fa questo Napoli ha distrutto il novantesimo con un assetto tattico folle, all’arrembaggio, con una sete di vittoria capace di trasformare un campo regolamentare in un campetto di calcetto.
A Monaco ho rivisto, non dico il respiro, ma l’alito di quello spirito, ora abbiamo bisogno di coesione, del miglior Pandev, di distruggere il City dominatore della Premier, di abbracciare Reja e mandarlo a casa con fiori da spedire a Lotito e zero punti.
Abbiamo bisogno di recuperare punti, ora che la stampa è distratta da chi ha in classifica un mezzo punto in più, e ci ritiene fuori anche dalla zona Europa League. Questi sono momenti per macinare vittorie, sperando solo che nella notte del petrolio di Fuorigrotta, non compaia l’incubo di una distruttiva Europa League. Mi sentirei un dodicenne risvegliato da un sogno, con un brusco gavettone d’acqua, come faceva la cara Nonna.
Domenico Serra

Fonte:Tifonapoli 

martedì 25 ottobre 2011

NAPOLI-UDINESE. Mazzarri: "Cavani non è in discussione. Al posto di Gargano può giocare Santana"

Walter Mazzarri, allenatore del Napoli, ha rilasciato un'intervista a "Napoli Magazine" nella sala Scorpio all'Holiday Inn: "I numeri dell'Udinese? Faccio parlare i risultati, abbiamo due risultati su tre a disposizione. Non ho cambiato rotta: si parte sempre per vincere, ma non voglio che ci sia l'obbligo di vincere sempre, altrimenti rischiamo di fare come con il Parma. Affrontiamo la prima in classifica. Confido nei tifosi che verranno allo stadio. Dobbiamo interpretare questo match come se affrontassimo il Milan, l'Inter o la Juventus. Un pari a Cagliari, che due anni fa sarebbe stato preso positivamente, l'abbiamo accolto quasi negativamente. Di fronte avremola squadra più forte del campionato. Non dobbiamo alzare sempre l'asticella. Stiamo facendo cose straordinarie.Non mi piace sentire aria di sfiducia e delusione. Contando le gare di Champions, questa squadra ha affrontato tutti a testa alta. In 10 partite abbiamo perso solo 2 volte. Ci siamo confrontati con delle corazzate.Qualcuno mi aveva consigliato di non parlare, ma ho chiesto io di parlare perche' non voglio che la gente venga fuorviata da discorsi assurdi. Questi giocatori vanno solo incoraggiati ed elogiati. Il pari col Bayern non e' piaciuto a tutti: si e' perso il senso della realta'. Dobbiamo tornare tutti con i piedi per terra. Dopo un lavoro soft, parlero' con tutti.Senza Gargano, dovro' fare delle valutazioni. Purtroppo non facciamo piu' un allenamento. La formazione la diro' in extremis ai ragazzi. Al di la' dei titolarissimi, sui quali punto, cerco di mandare in campo sempre l'undici migliore. Quando vedo un ragazzo in difficolta', come accadde l'anno scorso con Gargano, io lo tutelo. Non me ne frega niente, ci metto la faccia. Santana puo' fare anche il centrocampista centrale, ci parlero'. Non siamo in emergenza in quel reparto. Cavani? La prestazione di un giocatore io la valuto in un modo e voi in un altro. Se Conti sta bene diventa un altro Cagliari. Ho rivisto la gara e se c'era una squadra che meritava di vincere era la nostra. Ci sono stati due eurotiri, con l'unico errore di Gargano dove De Sanctis ci ha messo una pezza. Cavani non l'ho tolto perche' era utile alla squadra. Conti non ha toccato palla. Cavani non l'ho visto cosi' stanco: se la squadra lo mette in condizione di arrivare al tiro. Cavani non e' in discussione. Lavezzi e' un giocatore importante; ma in quel momento, a Cagliari, gli ho preferito Edinson. Forse abbiamo sbagliato a battere il Milan 3-1 e l'Inter 3-0, dovevamo pareggiare... Il nostro girone di Champions è il più duro. Il pari di Cagliari viene visto con delusione. Io parlo chiaro alla gente. L'Udinese e' forte: dobbiamo giocare il nostro calcio, con equilibrio. Dagli spalti voglio un pubblico unito con la squadra. Mi è piaciuto il discorso di Careca: bisogna stare accanto a Cavani, se giochera', dal primo minuto. Fernandez non giocava da un bel po'. Ribadisco: non me l'aspettavo,Fernandez è stato uno dei migliori in campo. E' un giovane sul quale posso contare, e' stata una bellissima scoperta come Fideleff. Vanno seguiti ed incoraggiati, valutandoli in modo equo cercando di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Udinese da scudetto? Il campo e' sovrano, le chiacchiere le porta via il vento. Ad oggi l'Udinese merita lo scudetto e puo' ambire allo scudetto. Il campionato e' appena iniziato: tutti dobbiamo fare i calcoli alla fine. L'Udinese non prende gol da 387 minuti? Conosciamo le qualita' dell'Udinese di Guidolin, che e' uno degli allenatori piu' bravi d'Europa. Asamoah e Armero? Sono giocatori di grande passo ed inserimento. Noi dobbiamo essere attenti. L'Udinese verra' a chiudersi, poi se Guidolin cambiera' modo di pensare col Napoli non lo so. Noi siamo preparati a qualsiasi evenienza. Aronica? Sta vivendo un buon momento, gioca bene. Il ritorno delle big? Nel calcio europeo c'e' qualcosa che sta cambiando, basta vedere il Levante primo in classifica. E' difficile stilare una classifica ipotetica finale, dato che non ci sono solo le 3 big che lottano per il vertice. Quest'anno chi non e' in Champions ne sente la mancanza. La Lazio è fortissima in tutti i reparti: stanno affrontando l'Europa League non come una priorita', come facevamo l'anno scorso. Hamsik e Lavezzi più competitivi in campionato che in Champions? Guardiamo Ibrahimovic.Hamsik e Lavezzi hanno dato tutto contro il Bayern; se non davano il 300% coi tedeschi rischiavamo di perdere 3-0. Non è facile essere sempre al top, per questo si paga qualcosa in campionato. Con l'Udinese ce la giochiamo alla pari. Al nostro pubblico chiedo di sostenerci per 95 minuti. Priorita' alla Champions? Quand'ero alla Samp andai a giocare con lo Standard Liegi, perche' poi c'era il derby. Feci dei cambi, perdevamo 3-0 il primo tempo. Il City ha vinto 6-1 con il Manchester United, una delle squadre più forti del mondo. Britos e' sulla via del ritorno. Di Donadel ho perso un po' le notizie, non e' nemmeno qui con noi. Pandev sta meglio: un conto e' il recupero clinico e un conto e' quello che puo' dare. Del Piero al Napoli l'anno prossimo? Non prendo in considerazione queste cose, penso all'Udinese. Dzemaili e' forte; ha fatto benissimo a Cagliari, atleticamente e' uno dei piu' bravi. Ci conto, e' un giocatore importante. Probabilmente Gargano l'avrei fatto riposare: e' l'unico che ne ha giocate tre insieme ad Aronica. Udinese come il Manchester e come il Bayern? Io lo spero. Anche il Villarreal ha fatto vedere che se la gioca. Serve la carica nervosa giusta. Il Bayern ha fatto tanta paura. Vorrei attenzione e non la smania di vincere. Il San Paolo deve essere un'arma in più. Voglio creare il miglior ambiente possibile a Napoli. Rosa all'altezza per fare bene in Champions e in campionato dopo aver speso 42 milioni di euro? Se si puo' spendere bisogna dire grazie alla Champions. Serve tempo per crescere. Il rischio di non qualificarsi quest'anno in Champions? Andiamo avanti con calma, non bisogna alzare l'asticella. Stiamo facendo cose ottime sia in campionato che in Champions. Nella nostra rosa c'erano solo 2 calciatori che avevano fatto la Champions di straforo. Non c'e' nulla di scontato".

lunedì 24 ottobre 2011

Gargano fermo 4 settimane. E il recupero di Donadel diventa un mistero: torna a gennaio?

Walter Gargano si è sottoposto ad analisi dopo l'infortunio del Sant'Elia: per lui distrazione di primo grado all'adduttore sinistro. La prognosi è di 3-4 settimane di stop. 
Se il Napoli dovrà fare a meno del 'Mota' per un mesetto, il suo sostituto 'naturale' sarebbe Marco Donadel, ancora (pare) alle prese col suo infortunio muscolare. Il suo recupero doveva già essere avvenuto, ma sulle condizione dell'ex Fiorentina aleggia un'ombra di puro mistero. Al momento, accanto a Inler (stanco e poco lucido come Cavani e altri) c'è il solo Dzemaili...


Su Donadel, oggi, ha 'indagato' radio Kiss Kiss: il giocatore avrebbe uno strappo di 3 cm. Al momento è in cura e dovrebbe tornare nel mese di gennaio. C’è un problema però: in caso di ricaduta, un calciatore che ha questo tipo di infortunio potrebbe essere costretto a stop ulteriori, dunque sarebbe il caso di pensare seriamente ad un’alternativa anche in quel reparto.

mercoledì 31 agosto 2011

De Laurentiis smentisce il rinnovo di Gargano: "Glielo pagherà qualcun altro!"

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, è intervenuto a Marte Sport Live su Radio Marte: "Il rinnovo di Gargano? Non ne so niente. Forse glielo pagherà qualcun altro. Vorrà dire che nel nuovo contratto stabiliremo che i giocatori non possono avere un proprio sito ufficiale. Si tratta di essere rispettosi ognuno dei propri ruoli. Sono appena sceso da un aereo, non ho più sentito e visto i miei collaboratori da un paio d'ore. Non so cosa sia succeso in queste ultime due ore. Il presidente Petrucci lo conosco da tantissimi anni, ogni volta abbiamo condiviso i pensieri che però difficilmente abbiamo potuto applicare. Faccio dei ragionamenti da imprenditore dato che il calcio è un'impresa. Le mie sono logiche imprenditoriali che vorrebbero portare più entrate al tavolo per poter competere a livello internazionale. Mediaset e Sky sono fattori condizionanti che svalutano il calcio e il calcio vale, o quantomeno deve valere, il giusto. Nel nostro Paese prevalgono le raccomandazioni, non c'è meritocrazia: ecco perché questo Paese è alla rovina. Lippi può venire quando vuole a Napoli, ho grande stima di lui, mi è simpatico e per certi aspetti ci corrispondiamo. Lo aspetto a braccia aperte. La Primavera? Ci saranno grosse novità strutturali. Vorrei far giocare un Napoli Bis in serie cadetta, in modo tale di non prestare i nostri calciatori ad altre squadre. Basterebbe bloccare la promozione eventuale in serie A, come si fa in Spagna, ma Abete non mi vuole stare a sentire. Il campionato sarà avvincente, ancora più equilibrato di quello dell'anno scorso. Il calcio italiano ha cambiato regime, sta andando verso la direzione giusta e sta seminando quel che deve per riguadaganare le posizioni di vertice che gli competono in Europa. Il problema del contratto collettivo è una questione importante, ma non per la necessità di far partire il campionato. Il signor Abete non si chiede mai perche' i conti non tornano o perche' le società sono quasi tutte indebitate...".
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"Alle 15 ha firmato Fideleff. E' stato un acquisto complicato, sono estremamente contento e soddisfatto. Eravamo partiti sul brasiliano Juan, ma non mi ha trasmesso una corretta energia. E poi siamo sicuri che i brasiliani funzionino con gli argentini? Ne abbiamo già tanti di argentini e ho pensato fosse meglio prenderne un altro. Ho detto a Bigon di non pensarci due volte". De Laurentiis chiarisce pure le voci su Gargano: "Non ha affatto rinnovato il contratto, non capisco chi mette in giro certe voci. Sul suo sito? Davvero non so che dire, sono io che decido queste cose e non abbiamo fatto nulla. La Fiorentina? Ci siamo sentiti con Corvino, volevano il nostro regista Cigarini che poi è finito all'Atalanta. Non mi ha mai chiesto Gargano".

venerdì 19 agosto 2011

Gargano: "Mai pensato di andar via. Dette cose assurde su di me"

Di lui s'è parlato per un'estate intera: «Gargano lascia», «Gargano è sul mercato», «Gargano pretende la garanzia di un posto da titolare». Ieri il centrocampista del Napoli, nazionale uruguagio, ha ripreso a parlare, confes­sandosi a trecentosessanta gradi e senza lasciare il mini­mo dubbio sul suo futuro im­mediato. Anzi, il «Mota», ma­rito della sorella di Hamsik, Michaela, e papà del piccolo Matias, rivela di voler vince­re qualcosa anche con il Na­poli dopo aver vinto due scu­detti con il Danubio (2004 e 2007), l'ultima Coppa Ameri­ca ed essere arrivato quarto al Mondiale.
Gargano, è vero che è sta­to sul punto di lasciare il Na­poli?
«Mai».
Ed allora perchè circola­vano tante voci su una sua presunta partenza?
«Non lo so, o meglio lo posso immaginare. Per quanto mi riguarda non ho mai pensato di andar via, tantomeno la so­cietà mi aveva informato di una possibilità del genere. Ho un contratto che scade nel 2015 ed intendo rispettar­lo».
Si può sapere cosa ha im­maginato?
«Che a Napoli esistono delle persone che non mi vedono di buon occhio e che hanno detto di tutto sul mio conto pur di farmi andar via».
Cioè?
«Addirittura che avevo un'al­tra famiglia, che avevo avuto un bambino da una relazio­ne, che non andavo d'accor­do con mia moglie. Delle as­surdità. Davvero non capisco come si possa arrivare a tan­to. Per fortuna la maggioran­za dei tifosi non ha creduto a queste dicerie che però a me hanno procurato solo dispia­cere».
Come si sente adesso?
«Più tranquillo, sereno, ho capito che si trattava di pette­golezzi messi in giro ad arte. Sto bene a Napoli ed in questi giorni sono solo preoccupato per Matias che ha preso la varicella ma passerà».
E della storia del posto da titolare garantito?
«Un'altra invenzione messa in giro da chi non mi vede con simpatia. Possono chie­dere a Tabarez se ho mai creato problemi in uno spo­gliatoio. Io sono uno che tira per il gruppo. Se merito di giocare, gioco. Se devo resta­re in panchina, rispetto le de­cisioni dell'allenatore. Ma m'impegno sempre per di­mostrare chi è Gargano e per conquistare un posto da tito­lare».
Intanto lo scorso campio­nato non ha reso secondo le aspettative e nel finale Maz­zarri le ha preferito un altro.
«Anche i fenomeni possono avere un calo di rendimento nella loro carriera. Non sia­mo delle macchine. Lo so an­che io di avere avuto alti e bassi. Eppure penso di aver offerto il mio contributo per la Champions (36 presenze, ndr)».
Come si sente dopo la vit­toria della Coppa America?
«Felice. Dopo i due scudetti con il Danubio, il quarto po­sto ai Mondiali e la Coppa America mi manca di vince­re qualcosa in Europa con il Napoli. Speriamo che accada prima possibile».
Allude ad uno scudetto?
«Perché no? Ma sappiamo che è difficile, ci sono altre squa­dre più attrezzate di noi. Di sicuro noi punteremo a fare meglio dello scorso campio­nato. La mentalità è quella di migliorare di anno in anno. Ora la rosa è più attrezzata, è cresciuta la qualità comples­siva del gruppo».
Intanto anche con la Cele­ste era partito dalle retrovie e poi ha trovato spazio in pri­ma squadra.
«Ed ho partecipato proprio alla semifinale con l'Argen­tina. A fine partita andai a sa­lutare Lavezzi nello spoglia­toio ma era troppo amareg­giato e me ne guardai bene dal fare battute. Ancora oggi non scherzo su quella elimi­nazione, il Pocho non l'ha di­gerita».
Quanto è stato importante per il Napoli aver trattenuto suo cognato Hamsik e La­vezzi, nonché il nucleo stori­co?
«Molto importante. Mi sa­rebbe dispiaciuto separarmi da loro. Per me Marek ed il Pocho, ed anche Cavani, so­no come delle bandiere per questa squadra. Ma bisogna anche rispettare le ambizioni di un calciatore, se si presen­ta un'occasione irrinunciabi­le non lo si può trattenere con la forza».
Non mi ha ancora parlato di Mazzarri.
«Con il mister sono andato sempre d'accordo. Si parla tanto di calcio tra di noi. Giocherei ovunque lui do­vesse chiedermi di giocare: a destra, a sinistra, al cen­tro. So che lo farebbe per il bene del Napoli ed io volen­tieri mi metterò a sua di­sposizione facendo di tutto per conquistarmi un posto da titolare».
Quando parla di qualità migliorata nello spogliatoio allude ad Inler?
Sicu­ramente saremo più compe­titivi di prima».
Dopo la sfida in Coppa America ci sarà un nuovo faccia a faccia con Messi tra pochi giorni.
«Non so se giocherò a Bar­cellona ma il Napoli può solo puntare a fare bella figura contro quei campioni».
Cosa direbbe ai suoi deni­gratori?
«Di giudicare senza preven­zione e di non scherzare con gli affetti familiari altrui per­ché si gioca con il fuoco».
(fonte Corriere dello Sport)

giovedì 21 luglio 2011

CDS - De Laurentiis: "Uruguay, attento con Cavani Mai avuto dubbi su Hamsik»

Il presidente protagonista nel ritiro in Trentino. Inler: «Voglio vincere con questa maglia»

DIMARO ( Trento) - « Ho detto ai medici dell'Uruguay di stare atten­ti con Cavani perchè se si infortuna di nuovo gli faccio causa. Anzi, li ammazzo. Noi non scherziamo e neanche loro devono scherzare con la salute dei calciatori » . De Lau­rentiis si confessa nello spiazzo an­tistante la malga Dimaro dove gli amministratori della località che ospita il Napoli in ritiro lo hanno in­vitato a pranzo. Si sofferma anche su Lavezzi: « Lo vedremo riapparire presto. Lavezzi è uno che ama la vi­ta e a Napoli c'è vita. Poi, noi non tratteniamo nessuno. Con gli altri giocatori possiamo imporre la forza contrattuale, con Lavezzi no. Se lui decide di andare altrove e c'è qual­cuno che paga la clausola di 32 mi­lioni di euro, va via. Ma io vorrei ve­derli tutti questi contatti e questi soldi. Stiamo aspettando anche se non credo ci sia un club disposto a sostenere una cifra simile. I tempi non lo consentono » .

Ma c'è anche la spina-Gargano. Il «mota», finalista con l'Uruguay nel­la Coppa America, è ancora tra i so­spesi: « Gargano è una persona cara - dice il presidente -Con una sua vivacità interiore. E' un'anima libe­ra. Ha rispetto per Mazzarri e i suoi compagni. Credo che possa dare di più rispetto a quanto dato fino a og­gi. Anche se dovesse andare altro­ve, farà bene. Ora vediamo quali sono le sue intenzioni» .
 E cosa commentare al saltello di Hamsik al coro dei tifosi «chi non salta è rossonero?». Commenta De Laurentiis: «Non avevo dubbi. Ma­rek è un ragazzo serio, risoluto. Probabilmente è stato educato con chi si era fatto avanti con lui, sen­za pensare che avrebbe potuto creare del disamore con i propri ti­fosi. Poi i media vi hanno messo del loro. Manovre? Non posso dirlo. Ma resta con noi ed è quello che conta» .

Otto giocatori nuovi, oltre alla conferma di Lucarelli ( ieri hanno risolto il contratto Bucchi e Amo­dio, mentre Dumitru è andato in prestito all'Empoli), chi altro po­trebbe arrivare? De Laurentiis è ca­tegorico. «Io lavoro in sintonia con Mazzarri, se non mi chiede altro, non mi avventuro. Anzi, mi verreb­be voglia di acquistare ma lui mi fa: "attenzione che poi non lo potrò far giocare e lo mando in tribuna". E poi, c'è sempre gennaio per interve­nire,no?» .

FESTA IN SERATA -Giornata moviment­ata, ieri, a Dimaro: dopo la visita di Iachini, del procuratore di Inler, Dino Lamberti («Gokhan è entusia­sta di essere qui» ) , di Damiano Tommasi dell'Aic, degli ispettori antidoping, c'è stata la festa in sera­ta che ha fatto seguito alla presen­tazione del libro di Enrico Varriale «Napoli 8 e 1/2». Sul palco, De Lau­rentiis in veste di mattatore e pre­sentatore della maglia da trasferta(grigia con colletto azzurro). Sfila­ta dei calciatori (Mazzarri è rima­sto in albergo), uno per volta, e una battuta per ognuno che hanno sca­tenato l'entusiasmo della piazza. Ovviamente i più applauditi, Ham­sik, Inler ( «con questa maglia vo­gliamo vincere»), Cannavaro e tut­ti gli altri. Le tre maglie saranno usate anche in Champions ma sen­za il secondo sponsor e con il sim­bolo della Champions sul braccio. Infine ha provveduto Guido Lembo con la sua chitarra a chiudere la se­rata con il suo repertorio e non po­teva mancare, «‘ o surdato ‘ nnam­murato» con il coro dei mille tifosi presenti in piazza.

Fonte: Il Corriere dello Sport

venerdì 22 aprile 2011

Mazzarri: "Daremo il 130%. Tocca a Gargano. Cavani? Do per scontato che resti"

Walter Mazzarri parla alla vigilia della sfida con il Palermo. Si riparte dopo la sconfitta con l’Udinese: “Personalmente ho pensato ai friulani fino a lunedì, mi è bruciato molto perdere in questo modo. Ai giocatori ho detto che questa rabbia accumulata deve essere tradotta in energia positiva al Palermo. Le chiacchiere stanno a zero, andiamo dritti per la nostra strada. La vera cosa che mi può preoccupare è la forza dei nostri avversari, come spesso ci capita, troviamo una squadra in grande forma. Il Palermo è reduce da una prestazione super a San Siro contro il Milan in Coppa Italia, poi stanno facendo di nuovo bene in campionato. Anche con il Cesena vinceva 2-0 fino a pochi minuti dalla fine della partita. Questo è il vero motivo che mi preoccupa, tutto il resto è aria fritta. Speriamo di avere un piccolo vantaggio dalla settimana tipo, ma non è una scienza esatta. A volte quando giochi di giovedì, fai bene la domenica, altre volte no. Lo sa anche Delio Rossi, verificheremo domani durante la partita. Noi dobbiamo essere attenti accorti senza concedere nulla al Palermo”. Non ci saranno Cannavaro e Lavezzi: “Le assenze pesano, se questi giocatori sono stati sempre impegnati, vuol dire che li reputo importantissimi. Ma noi abbiamo un’identità precisa e ci siamo accorti poco che mancava un protagonista. Mi aspetto molto da chi li sostituirà, di sicuro non inciderà la partita contro l’Udinese, a mio avviso abbiamo giocato molto meglio con l’Udinese che con la Lazio o rispetto ad altre partite che abbiamo vinto. Purtroppo siamo stati imprecisi e sfortunati. Voglio ringraziare i tifosi che hanno applaudito la prestazione domenica sera. Se lottiamo per questi traguardi, il merito è di tutti. Abbiamo già corretto i nostri errori, comunque non abbiamo perso convinzione”. Palermo-Napoli è una sfida delicata: “Ma non è chiave, finché la matematica dice che è tutto aperto, sono tutte gare importanti e ci proveremo sempre. Speriamo di essere più fortunati rispetto alla gara di domenica”. De Sanctis ha parlato di otto punti per la Champions: “Gli ho detto che è un grande portiere, ma non faccia calcoli. Non dobbiamo farne, l’ho sempre detto che bisogna guardare avanti e dietro. Ho cercato di isolare la squadra dalle pressioni. Se giochiamo da Napoli, non avremo problemi, altrimenti possiamo rischiare sempre. Sono convinto che faremo prestazioni all’altezza del nostro campionato, magari con un pizzico di fortuna in più. Voglio il massimo in ogni partita. Abbiamo cinque finali, diamo il 130% e bisogna continuare così fino al termine. Solo così possiamo conquistare risultati importanti”. Gargano potrebbe tornare titolare: “Probabilmente giocherà, dopo un momento di flessione, l’ho rivisto bene sia con la Lazio che con l’Udinese. In casa non l’ho fatto partire titolare per la situazione che si era creata, adesso è arrivato il momento. A Palermo ci sarà, poi vedremo”. Su Cavani, Mazzarri ha le idee chiare: “Do per scontato che resti. Succede che si parli del rinnovo dopo un’ottima stagione, ne stanno parlando i procuratori con la società, comunque del futuro non parlo troppo. Voglio che sia protagonista domani a Palermo. Comunque è inconcepibile distrarre l’ambiente con queste voci destabilizzanti che purtroppo partono da qua. Noi andiamo avanti per la nostra strada”. Si torna a parlare della Juventus: “Io parlo alla fine, l’anno scorso ho fatto la stessa cosa e sono rimasto. Io sono serio e faccio così. Se ora non parlo, ho i miei motivi. Non mi faccio distrarre dalle voci dei giornali. Ogni anno ci fermiamo e ragioniamo e lo faremo al termine del campionato. Tutto qua. Non voglio che le mie parole vengano strumentalizzate, come è già successo. E’ l’ultima volta che tratto questo argomento. A fine anno saprete cosa penso. Queste voci non m’interessano proprio, non me ne frega nulla. Sto dalla mattina alla sera per cercare di migliorare la mia squadra, questo è Mazzarri da undici anni e questo conta. I giocatori, invece, sono un’altra cosa e certi discorsi possono distrarre. Prendete Gargano, stava attraversando un buon momento, l’ho dovuto tener fuori perché si era creato un circolo vizioso e l’ho dovuto tener fuori”. Le assenze non gli interessano: “Mancano Pinilla e Miccoli? E quando non c’erano Sanchez e Di Natale, diciamo che non si vince lì da 40 anni, hanno giocatori di talento, sono liberi mentalmente perché non hanno più obiettivi in campionato. La trasferta sarà durissima, dovremo fare una grandissima partita”. (fonte Radio Marte)

sabato 2 aprile 2011

Mazzarri fa pretattica: "Ancora devo fare delle scelte"

Guai a chi gli parla di week end fondamentale per lo scudetto. Walter Mazzarri dice di avere altro per la testa. “Penso solo alla partita con la Lazio. Del derby di San Siro non m’importa un granché. Il Napoli deve fare il suo dovere, altrimenti tutto il resto non conterà niente”, tira il freno il tecnico azzurro, preoccupato per l’euforia che sta dilagando intorno alla squadra.

“Conosco le insidie della nostra piazza e preferisco restare con la testa bassa sul manubrio, per evitare qualunque tipo di distrazione. I traguardi parziali non contano e i distacchi al vertice sono minimi, non solo rispetto alle prime due. Dobbiamo guardare la classifica in tutte le direzioni: verso l’alto e pure verso il basso, tenendo d’occhio avversarie pericolose come Udinese e Roma. Nulla è ancora deciso”.

C’è in ballo anche la qualificazione per la Champions League e Mazzarri non vuole correre rischi, nemmeno per inseguire il sogno scudetto. “Posso solo dire che questo è il campionato più affascinante degli ultimi tempi e spero che resti così equilibrato fino all’ultima giornata”, dice con orgoglio l’allenatore azzurro, sottolineando i meriti della sua squadra.

“Il tutto esaurito al San Paolo è un riconoscimento per l’ottimo lavoro che abbiamo svolto. Ma adesso tocca a noi essere all’altezza del nostro pubblico delle grandi aspettative che ci circondano. Sarà fondamentale la concentrazione, perché la partita contro la Lazio presenterà moltissime insidie: dal valore dell’avversario all’incognita di dover giocare a mezzogiorno, con il caldo. Mi preoccupa un po’ pure la sosta. Non sono come risponderanno i nazionali, che non hanno potuto lavorare con noi nelle ultime settimane”.

Il Napoli dovrà fare i conti anche con il ritorno di Reja, un ex che conosce gli azzurri come le sue tasche. Già all’andata, all’Olimpico, le mosse del tecnico goriziano furono decisive per la vittoria della Lazio. Mazzarri, però, non ha rivincite personali da consumare. “Spero al contrario che il mio collega riceva dal San Paolo una bellissima accoglienza, che merita per il grande lavoro che ha svolto in passato da queste parti”. Ma in campo niente sconti. “Non ripeteremo gli errori commessi nella partita di Roma. Il nostro torto fu non pareggiare nel primo tempo, quando l’avremmo meritato. Sappiamo di aver di fronte degli avversari che si esaltano negli spazi: non dovremo scoprirci le spalle”.

Il piano tattico è pronto: difesa bunker, esterni offensivi e il solito tridente in attacco. “Gli uomini non li ho ancora scelti, invece. Ho parecchie alternative a disposizione e ci penserò fino all’ultimo”, fa pretattica Mazzarri. I dubbi principali sono in difesa, con i ballottaggi tra Santacroce-Campagnaro e Ruiz-Aronica: favoriti i primi due.

Gargano e Yebda si giocano l’ultimo posto disponibile a centrocampo. Gli azzurri hanno problemi di abbondanza, al contrario della Lazio. “Ma non è vero che Reja è in emergenza, per le squalifiche di Ledesma, Matuzalem e Radu. I nostri avversari hanno valide alternative in tutti i reparti e sarà una sfida ad armi pari”. Chissà se la differenza la faranno i 55 mila del San Paolo. Il tecnico azzurro ci conta. “Basta che il pubblico ci stia vicino nella maniera giusta, con la consapevolezza che si tratterà di una partita difficile”. C’è in palio un posto per la Champions, forse addirittura qualcosa di più.

lunedì 24 gennaio 2011

Corbo: "Napoli maturo ma servono ricambi. Mazzarri ora più umile. Ma Gargano chi si crede di essere?"

Come la neve questo inverno, da anni non si vedeva un campionato così. Incerto. Pazzo. Avvincente. Le quote delle scommesse cambiano ogni settimana. Per lo scudetto sono ancora tutte da rifare, altro che duello Milan-Inter. Il Napoli è la novità costante: da oggi che cosa può o deve aspettarsi?
Sembra tutto normale, invece la partita di ieri è da ricordare. Se la classifica eccita i tifosi, la dodicesima vittoria in 21 gare rischia di essere sottovalutata. Perché il Bari è sembrato un cantiere dismesso, già ultimo in classifica, con l'allenatore Ventura pietrificato da 13 sconfitte e incapace di riorganizzare la squadra. Niente di più falso. I tre punti sono stati agilmente raccolti perché il Napoli ha mostrato nella domenica dei tranelli il meglio di sé. Maturità, astuzia, capacità di attesa, dominio del gioco. È la vittoria di una squadra che stende l'avversario con i suoi colpi migliori, ma li sferra senza affanno, con il lucido cinismo della sua superiorità. Come veder crescere i figli. I genitori sono gli ultimi a scoprirlo. Neanche i tifosi più attenti hanno forse colto i segnali di una maturità progressiva e quasi compiuta. Li hanno offerti proprio le due partite più banali, le due vittorie più comode, le ultime due. In Coppa Italia il Napoli ha schierato 10 su 11 assenti nella formazione iniziale della partita con la Fiorentina. Il Napoli che sbandava al primo cenno di turnover martedì sembrava nei ritmi e nei meccanismi la prima squadra. Una fisionomia per nulla alterata. È un pregio tecnico interessante. A Bari ha trovato poi una squadra difficile da battere per la sua eccentrica ed isterica concezione del calcio: non cerca punti, ma gloria. Non ha sostanza, ma vanità. Gioca ogni partita per convertirla in una impresa storia. Nel Bari visto ieri non c'è niente di normale per una squadra in lotta per la salvezza. Schiera due strane coppie di esterni: Raggi e Andrea Masiello (due terzini uno dietro l'altro) a destra, il fumoso Parisi e un insidioso Alvarez a sinistra. Il Napoli risponde al primo tandem con Zuniga, il solito giulivo ballerino, affiancato a turno da Cavani e Lavezzi. Sulla fascia destra, il Napoli oppone Maggio ormai rifiorito e assistito da Hamsik ben disposto alla fatica oscura sul centrodestra. Difensori modesti (Alvares unica eccezione su 4) battono contro giocatori di buon contrasto ma con migliore tecnica. È qui che il Bari pensava di vincere la partita, e qui invece l'ha persa. Al centro, Pulzetti e Gazzi contro il collaudato
Pazienza e il sempre più indisciplinato Gargano. Ventura ha lasciato fuori i più affidabili Rivas sulla fascia e Almiron al centro. Non si sa perché, se sono apparsi con dignità nella ripresa.
La buona tecnica ha favorito il Napoli nel controllo degli spazi e del ritmo basso. Ecco perché non ha mai brillato, ma non ha mai perso il dominio del gioco. Una quieta vittoria da grande squadra. Ed ora? Mazzarri convince adesso, ha superato quella crisi di identità lo portò ad azzardare confronti con Mourinho ed altri. Evita di citarsi, di ricordare le sue virtù come premessa di ogni risposta. È felicemente rientrato nel personaggio che gli si addice: umiltà, un filo di simpatia, rara applicazione nel dirigere gli allenamenti. La plateale severità di Mazzarri dopo la giusta sostituzione di Gargano brucia come un colpo di frusta: lo aiuterà. È utile finché corre. È dannoso se parla troppo nello spogliatoio, se si sente leader del gruppo di sudamericani quindi di tutto il Napoli, se accumula multe per puerili ritardi anche nel rientrare in campo. Ma Gargano chi crede di essere e che pensa di fare da grande? Mercoledì l'Inter per la Coppa Italia al San Paolo. Una partita secca per le semifinali, vittoria o addio. Ma il tema ormai è un altro: il campionato. Così pazzo da spingere il Napoli a indovinare ricambi di qualità per non avere rimorsi alle fine. Ha per ora un secondo posto da difendere. Lodevole il silenzio sullo scudetto: parlarne è il modo migliore per non vincere.

domenica 23 gennaio 2011

Mazzarri: "Gara delicata, non era affatto facile. Gargano è un guerriero. Con lui nessun problema"

Il tecnico del Napoli, Walter Mazzarri, intervenuto ai microfoni di Radio Marte, ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine della gara. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli: “Ottima la nostra prova. Venire a giocare in trasferta a Bari non era facile. Continuiamo a maturare partita dopo partita. C'è sempre da crescere. Oggi per esempio, in dieci contro undici, avremmo dovuto spingere il piede sull’acceleratore ed invece, paradossalmente, qualcosa abbiam rischiato. In alcune circostanze siamo apparsi un po’ leziosi, ma gli automatismi sono ormai nostro appannaggio”.

E sullo screzio con Gargano: “A me garbano i guerrieri. E’ uno che non molla mai. Non ha gradito il cambio, avrebbe voluto giocare ancora. In preda alla trance agonistica s’è fatto prendere un po’ dal nervosismo e dalla smania”.

Sesta vittoria fuori casa, secondi in classifica e in corsa su tre fronti: “La giornata in cui la palla proprio non entra può anche starci. Con Inter e Fiorentina si è trattato di episodi; ci è girata male. Oggi abbiamo dato un forte segnale di maturità, riuscendo a disinnescare la manovra dei biancorossi, gli stessi che sette giorni fa diedero filo da torcere alla Juventus”.

mercoledì 1 dicembre 2010

De Laurentiis: «Napoli compro due difensori»

SORRENTO, 1 dicembre - «Lo confermo. Farò sicuramente un acquisto in difesa e probabilmente anche un altro difensore centrale. Quando? Tra gennaio e giugno-luglio». Lo ha detto il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis a Sorrento - dove ha presentato alle 'Giornate del Cinema' il suo listino dei film 2011 - confermando l'intenzione del Napoli di tornare sul mercato. «Fosse per me farei giocare una squadra il primo tempo e una il secondo, a me fa piacere rischiare, si sa. Ma con l'allenatore che abbiamo non è il caso di avere più di 22-23 giocatori. Altrimenti li farebbe marcire....». «I miei giocatori - ha aggiunto De Laurentiis - sono tutti campioni, altrimenti non sarebbero nel Napoli. Quindi sono tutti intercambiabili. Non faccio mai ragionamenti anno per anno ma per i prossimi cinque e voglio costruire una squadra di valore sempre crescente».

MAZZARRI - «Non poniamoci dei limiti. Vogliamo andare avanti il più possibile sia in campionato che in Europa». Così Walter Mazzarri carica il Napoli in vista della delicata sfida con l'Utrecht. Il cammino degli azzurri in Europa League è stato finora 'zoppicante', ma un vittoria in Olanda cambierebbe gli equilibri del girone. «Cercheremo di fare il massimo in base alle nostre possibilità, sperando di poter passare il turno - ha spiegato il tecnico in conferenza stampa - L'anno scorso dissi che volevamo arrivare in Europa League e ci siamo riusciti. Se riusciamo a superarci ancora meglio. Il Napoli non si arrende mai. Anche a Udine, abbiamo messo dentro un attaccante per provare a vincerla. Il turnover? E' un discorso che ho applicato quando l'ho ritenuto necessario. Cannavaro? Clinicamente è un giocatore recuperato così come Aronica: voglio capire se posso rischiare Paolo oppure no, anche perché lunedì ci sarà la sfida col Palermo. A Parma e a Cesena ho fatto molto turn over, ma abbiamo vinto».

GARGANO - In conferenza stampa ha parlato anche Walter Gargano: «Ora vedo un Napoli molto maturo. Con il Mazzarri puntiamo a migliorare e a crescere. Sul campo stiamo facendo bene. Da quando sono arrivato qui c'è stata una crescita costante. Purtroppo se si vince siamo tutti campioni altrimenti non siamo buoni».

giovedì 25 novembre 2010

Betancourt sponsorizza Aneff: "Napoli, prendilo subito!"

Pablo Betancourt è un agente di mercato molto abile ed è stato capace di portare in Italia gente del calibro di Cavani, Gargano, Bogliacino, Hernandez e Ramirez. La sua nuova scommessa risponde al nome di Sasha Aneff, 19enne attaccante uruguaiano: "Vorrei che questo ragazzo approdasse al Napoli perchè è una società organizzata, con grandi prospettive nonchè propensa a valorizzare i giovani - ha detto Bentancur, come riporta il 'Corriere dello Sport' -. Sta esplodendo adesso ed è stato finalmente convocato nella nazionale Under 20. Non è molto conosciuto perchè nel Defensor gioca a sprazzi. Davanti a lui ci sono attaccanti più esperti. Se si prende adesso, ha una valutazione accettabile. Tra qualche anno costerà tanto, vedrete".

Betancourt è entusiasta anche dei progressi compiuti da Walter Gargano: "E' maturato tantissimo. Ora è diventato anche papà e si sente più responsabilizzato. Per me resta un elemento fondamentale nell'economia del gioco del Napoli - ha spiegato l'agente -. E conoscendo benissimo anche Cavani sono sicuro che tra i due si è creata un'amicizia forte e genuina. Si tratta di due ottimi ragazzi che ai prossimi mondiali saranno protagonisti nelle fila dell'Uruguay. Ma prima di quella data, porteranno in alto il Napoli, ne sono sicuro".

martedì 16 novembre 2010

Fassone: "A gennaio operazione di mercato. Faremo sentire la nostra voce in caso di errori arbitrali"

Marco Fassone, dg del Napoli è intervenuto nel corso di Marte Sport Live ed ha parlato del momento del Napoli. Il dirigente si è dimostrato perplesso riguardo la possibilità dello sciopero ed ha avuto anche da ridire sulle convocazioni di Cavani e Gargano per un' amichevole considerata di poco conto. Ecco quanto evidenziato da Tuttonapoli.net: "Sono fiducioso nel buon senso per quanto riguarda lo sciopero perchè credo che ci siano tutti i margini per trovare un'intesa. C'è stato un atteggiamento ostruzionistico nei nostri confronti e spero che venga fatta marcia indietro. Abbiamo più volte proposto a Campana di sederci ad un tavolo e di discutere. Capiamo che il grande pubblico non possa comprendere le ragioni di un eventuale sciopero. Hamsik deve andare a giocare una partita ufficiale che per la Slovacchia può avere un senso. Gli uruguaiani invece devono affrontare un lungo viaggio e saranno restituiti solo due giorni prima della gara. Ci saremmo aspettati da Tabarez un comportamento più amichevole. Evidentemente Gargano e Cavani sono così' importanti che non se ne possono privare neppure per le amichevoli. Fatto sta che avremo due giocatori stanchi con un forte fuso orario sulle spalle. Essere terzi è un grande risultato ma i primi bilanci vanno fatti a fine girone, abbiamo ancora da affrontare Inter e Juventus per capire realmente la situazione. Le nostre strategie dovrebbero essere apprezzate dai tifosi visto che reinvestiamo le risorse che la società mette a disposizione. Uno dei miei incarichi è quello di portare più ricavi possibile. Significa che a gennaio metteremo a segno un buon colpo ed a giugno ricorreremo sul mercato in maniera più efficacie con un altro innesto importante. Avremo la possibilità di poter rinforzare i vari reparti. Ho trovato strumentale la polemica della Juventus dopo la partita contro la Roma. Ho visto l' arbitraggio di Rizzoli e credo sia stato di alto livello, se proprio vogliamo dirla tutta, avevano da recriminare di più i giallorossi. Domenica c'è stato un episodio a nostro sfavore ma a Cagliari ci è andata bene. In alcune partite siamo stati avvantaggiati ed in altre no. Non mancheremo di far sentire la nostra voce in caso di episodi clamorosi".