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venerdì 4 maggio 2012

Cavani nettamente in testa al Premio Azzurrissimo

Cavani e’ nettamente in testa nelle votazioni del Premio Azzurrissimo, lanciato dal nostro blog in collaborazione con Radio Marte. Per il campione uruguaiano si tratterebbe della seconda vittoria consecutiva. Al momento in classifica e’ seguito da Maggio e Hamsik.
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Edinson Cavani è l’ospite del salottino di Marte Sport Live: “La stagione è lunghissima e come avevo detto può succedere di tutto. La nostra forza è un gruppo unito sorretto da principi importanti”. Cavani è a quota 32 gol tra campionato, coppa Italia e Champions League: “Sono soddisfatto della mia stagione, ringrazio i compagni che hanno capito il mio modo di giocare. Poi è chiaro che io do una mano alla squadra, il merito – comunque – è dei miei compagni che mi supportano. Sono riuscito a confermare quanto fatto l’anno scorso. Ho sempre lavorato per fare il massimo e migliorare, al di là di quello questa città ci ha accolto molto bene e questo ti fa dare qualcosina in più”. Domenica è in programma una sfida importantissima a Bologna. Cavani era squalificato l’anno scorso: “Mi auguro che i tifosi siano tanti, sono d’accordo con De Laurentiis. Il loro sostegno è fondamentale. Vogliamo fare una grande partita a Bologna per avvicinarci al nostro obiettivo che è il terzo posto. Abbiamo due finali più quella di Coppa Italia contro la Juventus. Le bocce? Ci giocavo da piccolo, mio padre era proprietario di un club a Salto e ogni tanto mi cimentavo quando rientravo da Montevideo, dove vivevo. Qua ho trovato una famiglia che ci ha sempre trattato molto bene, sono i Cavallo di Quarto, e ci sono sempre stati vicino. Siamo diventati una famiglia e siamo andati insieme a giocare a bocce. Mi fanno sentire a casa”.

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sabato 7 aprile 2012

LAZIO-NAPOLI 3-1. Azzurri traditi dagli errori dei singoli e forse anche da qualche scelta di mercato

Non basta il nuovo vestito tattico: il Napoli perde anche all’Olimpico contro la Lazio e ora rischia quasi di dire addio alla Champions League. Il 4-3-3 studiato da Mazzarri è stato inutile, perché vanificato da tre errori individuali: quello di De Sanctis in occasione del gol di Mauri (palla sotto l’addome), di Britos nell’azione del raddoppio di Mauri (marcatura larga e mancato intervento di testa) e della coppia Inler-Britos nella circostanza del rigore guadagnato da Rocchi. Va detto che gli azzurri, che avevano ritrovato il temporaneo pareggio con Pandev, si sono visti negare un penalty sull’1-1 grosso come una casa per un fallo sul macedone. Nomn è il momento dei processi, ma pesano come un macigno i punti persi a inizio stagione e anche certe scelte di mercato: Britos, ad esempio, ho sempre detto che non fosse da Napoli.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO

DE SANCTIS: si fa passare la palla sotto la pancia in occasione del gol di Candreva. Provvidenziale la sua manina sullo stesso Candreva al 52°. Incerto in almeno due interventi. Nulla può sulla strepitosa rete di Mauri.VOTO: 5

CAMPAGNARO: da settimane non è in condizioni fisiche ottimali e lo conferma quando è costretto a giocare sulla velocità. Già diffidiato, salterà la prossima per un cartellino rimediato dopo un fallo, inutile, su Rocchi a centrocampo. Reja lo capisce e lo fa spesso infilare da Candreva, non a caso spostato dopo pochi minuti sul lato dell’argentino. VOTO: 5

CANNAVARO: nella linea a 4 la sua presenza è meno “invadente”, nel senso che bada più alla copertura che a costruire la manovra da dietro. Già diffidato, si fa ammonire stupidamente e salterà l’Atalanta. VOTO: 6

BRITOS: attento e concentrato, fino al gol di Mauri: la spettacolare sforbiciata del laziale è stata favorita da un mancato intervento di testa del difensore uruguaiano, che peraltro aveva lasciato troppo spazio in marcatura al diretto avversario. Suo il fallo da rigore su Rocchi, causato dalla innata lentezza nel passo. VOTO: 4

ARONICA: se la cava come esterno sinistro. Meglio in fase difensiva, ovviamente, che nell’appoggio della manovra. VOTO: 6 (dal 71° DOSSENA: entra per regalare profondità sulla fascia mancina. Non ci riesce.VOTO: 5.5

DZEMAILI: primo tempo in difficoltà, sembra quasi non trovare la giusta posizione. Leggermente meglio nella ripresa, ma difetta nel portare troppo palla. VOTO: 5

INLER: gioca finalmente in una linea a tre, proprio come gli capitava ad Udine. Gioca con ordine senza sprecare palloni. Poi lo stupido errore che provoca il rigore del 3-1. Alla sua età ancora non ha capito che non si giochicchia col pallone davanti alla difesa? VOTO: 5

HAMSIK: assume compiti quasi da regista, mostrando personalità. Gran destro dal limite al 10′ fuori di poco. Da dilettante l’errore -passaggio orizzontale in difesa- che manda quasi in gol Candreva. Vorremmo vedere un Lampard e un Gerrard, e non più un incompiuto. VOTO: 5.5

PANDEV: un assist al bacio non sfruttato da Cavani al 9′, poi al 34° il gol dell’1-1 segnato con freddezza. Guadagnerebbe anche un rigore, al 41°, ma l’arbitro glielo nega. A inizio secondo tempo non arriva di un soffio su una palla servita dal Pocho. VOTO: 6.5 (dall’81° VARGAS: come sempre costretto a giocare pochissimi minuti e in situazione disperata. S.V.)

CAVANI: al 9′ tira addosso a Marchetti in uscita, sprecando una clamorosa occasione. Solita generosità che si confonde con un disperato vagare per il campo. Non ce la fa più. VOTO: 5

LAVEZZI: inizio in sordina, poi si sveglia regalando l’assist vincente a Pandev: splendido e geniale il colpo di tacco che libera il macedone. Spettacolare una sua fuga sulla sinistra a inizio ripresa. Vorrebbe a tratti spaccare il mondo, ma non è al top. VOTO: 6.5

All. MAZZARRI: costretto dalle assenze di esterni di ruolo a modificare lo schema base, parte con un 4-3-3 costruito con molta intelligenza e con buona distribuzione dei compiti. Il Napoli è poi tradito da errori dei singoli. Le colpe del tecnico, semmai, sono legate ad altre partite che potevano portare al Napoli punti che ora sarebbe stati un’autentica manna. VOTO: 6

Antonello e Luca Perillo

martedì 6 marzo 2012

Antonello Perillo: “Il caos biglietti? Problema di ordine pubblico, il Napoli non ha responsabilità”

Il giornalista della Rai Antonello Perillo è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli nel corso della trasmissione Radio Goal: “Ressa biglietti? Il Napoli ha una tifoseria unica al mondo che va al seguito della squadra ovunque, De Laurentiis lo aveva capito e ha chiesto al Chelsea e alla UEFA più biglietti ma sono arrivati solo 2700 tagliandi. Per quanto riguarda la ressa credo sia un problema di ordine pubblico e non da attribuire alla società, ci sono organi preposti per il controllo dell’ordine pubblico. Vorrei anche ricordare che questi problemi non accadono nelle trasferte di campionato, dove sono partiti anche in più di 5mila tifosi non sono accaduti questi incidenti e questo grazie alla tessera del tifoso, mentre in Champions, non essendoci la tessera, si vengono a creare dei problemi. Il Napoli comunque anche in questo senso sta facendo dei passi da giganti,si guarda alle grandi squadre europee. Al di la di tutte queste considerazioni c’è da dire che 2700 biglietti sono troppo pochi”. (fonte IamNaples)

lunedì 5 marzo 2012

Notte in fila per Chelsea-Napoli

La passione per il Napoli non ha confini. Già dal primo pomeriggio di ieri tantissimi tifosi si erano messi in fila all’esterno dei botteghini del San Paolo per acquistare i biglietti per Chelsea-Napoli. 2700 i ticket a disposizione del club azzurro, ma ne servirebbero molti di più. Speriamo che l’Uefa e il Chelsea accolgano la richiesta del presidente De Laurentiis, che da tempo spera possano essere assegnati ai tifosi napoletani eventuali biglietti rimasti invenduti a Londra.
Ecco il comunicato del Napoli sulla vendita dei ticket.
I prezzi fissati dal Chelsea, sono pari a 62 euro per la parte inferiore del settore ospiti, e pari a 65 euro per la parte superiore del settore ospiti.
Da lunedi 5 marzo alle ore 10.00, saranno in vendita i biglietti attraverso internet mediante il sito di Lottomaticawww.listicket.it
Sarà consentito l’acquisto di un solo titolo per ciascun utente.
LIS prevede di addebitare all’utente una commissione per la transazione su internet. Una volta conclusa la procedura on line per l’acquisto, LIS provvederà all’emissione di una ricevuta di pagamento (voucher/coupon) stampabile dall’utente.
Detta ricevuta non sarà valida per accedere allo stadio, ma dovrà essere utilizzata insieme ad una fotocopia del documento di riconoscimento, per il ritiro del titolo di accesso allo stadio.
L’acquirente dovrà essere lo stesso che va a ritirare il titolo finale, ed il ritiro potrà avvenire presso il botteghino n° 1 nei giorni 6 marzo con orario 9/13 e 14/18 e 7 marzo con orario 9/13 e 14/18, previa consegna del voucher, di una fotocopia del documento di riconoscimento e presentazione del documento d’identità in originale.
A partire da lunedi 5 marzo alle ore 8.00 saranno aperti per la vendita anche i botteghini n.1, 3, 4 e 5 dello stadio San Paolo.
E’ consentito l’acquisto di 1 tagliando, dietro presentazione di un documento di riconoscimento in originale e la consegna di una fotocopia dello stesso.
Saranno questi gli unici tagliandi con cui i tifosi del Napoli potranno accedere allo Stamford Brigde Stadium di Londra, avendo le autorità inglesi già annunciato che permetteranno, per ragioni di ordine pubblico, l’ingresso dei tifosi azzurri soltanto al settore ospiti.

giovedì 23 febbraio 2012

Cecilia Donadio: “Votiamo Aronica sul sito dell’Uefa!”

I cavalieri che fecero l’impresa hanno guadagnato prime pagine e articoli di fondo, Cavani, Lavezzi, l’esultanza rabbiosa dei gol hanno fatto il giro del mondo sportivo. Ma se come dice Mazzarri “il calcio è fatto di episodi” ce n’è uno in Napoli Chelsea che può essere considerato la chiave di volta della partita. Minuto 14 del secondo tempo. Mata pesca Didier Drogba che in corsa semina Cannavaro ed è pronto a infilare De Santis. Da destra però arriva Turbo – Aronica, si frappone in acrobazia tra giocatore e pallone, e con un doppio colpo di sinistro mette in angolo. Sarebbe stato il 2 a 2. Dopo cinque minuti il Pocho sigla il definitivo 3 a 1. Ora questa prodezza impagabile di Totò è riportata sul sito dell’Uefa nel sondaggio “Alti e Bassi” insieme a quelle del portiere del Cska Sergey Chep Chu Goy, del numero uno del Bayern Manuel Neuer, e dell’attaccante dell’Olimpyc Marsiglia Andrè Aiù. Si votano le azioni più significative della settimana Champions. Si vincono i biglietti per la finale di Monaco. Al momento Aronica è secondo con il 28% di preferenze. Ma c’è ancora tempo per votare. Perché senza scudieri i cavalieri non andrebbero da nessuna parte.

Cecilia Donadio (Rai Tgr Campania)

Trapattoni: “Contro il Chelsea e’ stato il trionfo tattico di Mazzarri”

«E così gli inglesi imparano. Imparano che a trattarci sempre con superiorità e arroganza alla fine si viene puniti». Lo sberleffo ultimo a quei gradassi dei club milionari britannici, la pennellata decisiva, lo firma Giovanni Trapattoni, dal 2008 sulla sponda irlandese della «perfida» Albione come ct dell’Eire. «Lo ammetto, per noi che alleniamo da quelle parti, aver visto il Napoli battere il Chelsea con tanta personalità e classe è motivo di grande orgoglio. È stata la riscossa dell’Italia e del suo calcio». L’inossidabile uomo dei dieci scudetti con cinque squadre (Juve, Inter, Bayern, Benfica, Salisburgo), globetrotter vincente in Italia, Germania, Portogallo, Austria e adesso a Dublino, ride e racconta.
A Londra dicono che il Chelsea ha perso per colpa di Villas-Boas.
«Sono i soliti presuntuosi. Non riconoscono mai i meriti degli altri. Il Napoli ha dominato, ha dato una lezione di calcio al Chelsea, Mazzarri ha dimostrato di essere un tecnico di spessore internazionale: altro che suicidio degli inglesi, la gara è stato un trionfo tattico di Walter».
Che è poi l’apoteosi del classico gioco all’italiana?
«Dice? Non sono d’accordo. Ormai tutti si difendono e appena possono ripartono in contropiede, lo fanno tutte le big d’Europa. Gli interpreti in campo sono quelli che firmano la differenza. E poi anche il Milan con l’Arsenal mi pare abbia fatto così. Sono luoghi comuni. Come quelli che dicevano che il Trap era un difensivista: tutto falso, i miei terzini hanno segnato sempre più di tutti e ai miei tempi, con la Juventus, bastonare le squadre inglesi era all’ordine del giorno».
Lei ha vinto qualsiasi cosa, eppure è davvero così felice?
«Di più, sono orgoglioso di essere italiano dopo la gara del San Paolo. Noi emigranti siamo fatti così. Per troppo tempo siamo stati succubi del calcio anglosassone, ora stiamo mettendo a posto le cose. Gli azzurri al San Paolo hanno giocato senza sudditanza, con un’interpretazione corale meravigliosa. Il Napoli non è solo il Pocho e Cavani».
Cos’altro le è piaciuto?
«Lo spirito agonistico. Che è poi quello del suo allenatore che ricordo fin dai banchi di Coverciano. Il Napoli non si è mai arreso e anche quando ha incassato il gol si è subito rimesso in piedi. Roba da grandi, in quei casi si rischia anche di mollare tutto e di lasciarsi andare. Il calcio italiano ha dimostrato di non meritare i giudizi severi che ha ricevuto. E ora nel Napoli trova una delle espressioni migliori».
Il lato oscuro della faccenda è il campionato?
«Il dispendio nervoso della Champions è enorme, non è facile ricaricare le batterie. Il terzo posto non è impossibile ma a patto che il Napoli cominci a vincere sprecando meno energie. Come faceva la mia Inter nel 1989».
Lei si affida all’ampolla con l’acqua benedetta donata da sua sorella, suor Romilde, mentre Mazzarri ai santini del sottoscala del San Paolo…
«Spero che non sia per scaramanzia. Io sono un credente, praticante. Prego e mi affido a Dio non per vincere una partita o per far segnare un mio giocatore: prego contro l’invidia e la cattiveria delle persone. Mi auguro che anche il tecnico azzurro lo faccia con questo spirito».
Quel gol di Mata ha rovinato un po’ la festa?
«Purtroppo è così. Lo svarione di Cannavaro lascia ancora aperto il discorso qualificazione. Ma il Chelsea allo Stamford Bridge si può contenere facilmente: non gioca mai con stravolgente pressione. E poi per loro sarebbe un errore sbilanciarsi troppo: lascerebbero degli spazi enormi su cui Lavezzi potrebbe scatenarsi».
Ho la sensazione che sia l’argentino il suo napoletano preferito?
«Non lo conosco personalmente ma sul piano nervoso ha una marcia in più. Io me ne intendo e lo vedo. Emotivamente, al di là delle doti tecniche, ha lo spessore del leader».
La sua prossima sfida è l’Europeo?
«Con l’Eire abbiamo parlato della vittoria della Grecia nel 2004, e allora perché non pensare di fare lo stesso? Non voglio creare illusioni, ma dico: voglio arrivare almeno ai quarti. Il che significa eliminare o Italia o Spagna. Sarebbe un’impresa enorme».
Trapattoni, senza pubblicità: ma dopo Mazzarri allenerebbe il Napoli?
«Alla fine del contratto con la federazione irlandese, dopo i Mondiali in Brasile, avrò 75 anni. Potevo farlo da giovane ma mi ha sempre un po’ spaventato la passione di quella città. Altrimenti avrei detto di sì prima a Fiore e poi a Ferlaino».
Fonte:Il Mattino

martedì 21 febbraio 2012

NAPOLI-CHELSEA. Oggi al ristorante “Enzo and Angela” di Los Angeles si tifa Napoli col… piatto portafortuna: i “rigatoni azzurrissimo” al ragù

La passione per il Napoli non ha confini. Oggi, data storica per il calcio partenopeo, nella lontana Los Angeles la comunità di tifosi azzurri tiferà nel ristorante “Enzo and Angela” a Malibu di proprietà del napoletano Enzo Battarra, chef di fama internazionale, tifosissimo della squadra del presidente De Laurentiis. Battarra, per l’occasione, ha lanciato un “piatto azzurrissimo”, ovvero una pietanza dedicata al Napoli e che trae il nome dal blog Azzurrissimo.it di cui è uno dei più assidui animatori. Un piatto gustosissimo e raro in America: rigatoni al ragù… I “rigatoni azzurrissimi”!!! Un piatto preparato col cuore da Enzo e dalla moglie Deirdre Angela Shaw, anche lei divenuta tifosissima del Napoli, e figlia della grande attrice Angela Lansbury, nota in tutto il mondo come “La signora in giallo”.


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Ecco il messaggio che ci ha inviato Enzo Battarra (Enzomalibu) con foto allegata in compagnia della sua gentile consorte Deirdre Angela Shaw.

CARO ANTONELLO ECCOMI QUA. PER PRIMA COSA VOGLIO RINGRAZIAETI DI AVER CREATO QUESTO BLOG E` VERAMENTE MOLTO BELLO CHE I TIFOSI DEL NAPOLI DA TUTTO IL MONDO POSSANO PARLARE DI CALCIO , SCHERZARE ED ANCHE LITIGARE PER LE POPRIE OPINIONI. TI ALLEGO FOTO E TI SPIEGO PERCHE` HO CHIAMATO QUESTO PIATTO AZZURRISSIMO. UN VOLTA A NAPOLI ,NON ERA DOMENICA SE A TAVOLA NON CERANO E MACCARUN AL RAGU` ADESSO QUA IN AMERICA FARE IL RAGU` NAPOLETANO E` QUASI UN UTOPIA, PERO` LAVORANDOCI UN PO` SU`, DARE QUELLO CHE GLI AMERICANI VOGLIONO :QUANTITA`, INGREDIENTI COSTOSI, NASCONO PIATTI COME QUESTO CHE IO PRESENTO AI MIEI CLIENTI COME IL PIATTO DELLA DOMENICA. E SICCOME IO SONO CRESCIUTO CON TUTTO IL CALCIO MINUTO PER MINUTO ED IL RAGU` PER ME LA DOMENICA SIGNIFICA SOLO UNA COSA: LA PARTITA DEL NAPOLI. ECCO COME NASCONO I :RIGATONI AZZURRISSIMO…………$35 PS: ANTONE` SE INTERVISTI DELA DIGLI CHE I TIFOSI VOGLIONO IL NAPOLI A LOS ANGELES E VIENICI ANCHE TU CHE TI FACCIO DIVERTIRE…CIAO

Azzurrissimo.it

domenica 19 febbraio 2012

NAPOLI-CHELSEA. Sale la febbre azzurra per la grande sfida di martedì sera

Mancano 48 ore alla grande sfida di Champions e Walter Mazzarri continua a non darsi pace per la squalifica di due giornate, inflittagli dagli inflessibili giudici dell’Uefa, che gli impedira’ di assistere dalla panchina sia alla gara di dopodomani al San Paolo, sia al match di ritorno a Stamford Bridge. In casa Napoli si studiano da giorni le strategie piu’ adatte per fare in modo che il tecnico, relegato in tribuna, possa in qualche modo, almeno in caso di necessita’, entrare in contatto, sia pure indirettamente, con il suo fidatissimo secondo, Nicolo’ Frustalupi. Ma occorre essere prudenti ed attenti: anche in questo l’Uefa e’ severissima ed il regolamento proibisce agli allenatori squalificati di “dare istruzioni ed accedere agli spogliatoi, al tunnel o all’area tecnica prima e durante le partite”. Il Napoli e’ rinfrancato da due dati oggettivi: i propri recenti, evidentissimi progressi registrati nelle ultime due uscite in campionato e chiare difficolta’ che, in questa fase, sta incontrando il Chelsea. Ma nell’ ambiente partenopeo, la concentrazione e’ comunque molto alta e nessuno – tantomeno il tecnico – si fida delle disavventure della squadra inglese in campionato ed in Coppa d’ Inghilterra. Mazzarri e’ troppo smaliziato per non sapere che e’ proprio nei momenti di maggior difficolta’ che squadre esperte e piene di campioni sanno mettere in campo quel qualcosa in piu’ che quasi sempre finisce per fare la differenza. “Proprio perche’ il Chelsea sta attraversando un momento non proprio felice – conferma il tecnico dei partenopei – mi aspetto che i calciatori della squadra inglese diano il massimo nelle partite di Champions. E’ inutile farci illusioni. Saranno due incontri terribili per noi”. Il Napoli nell’ antivigilia del match del San Paolo e’ alle prese con il problema Campagnaro, uscito dal campo l’ altro ieri sera dopo pochi minuti dall’ inizio della partita con la Fiorentina, a causa di un’ elongazione a livello tendineo ad un polpaccio. Una decisione sul suo impiego contro il Chelsea sara’ presa solo domani o, forse, addirittura poche ore prima della partita. In caso di forfait dell’ argentino e’ gia’ pronto Gianluca Grava, uno dei pretoriani di Mazzarri che alla vigilia dei 35 anni (li compira’ il mese prossimo) potrebbe vedere realizzato il sogno di debuttare in Champions League. D’altronde la difesa del Napoli, a prescindere dagli uomini che scendono in campo, ha dimostrato nelle ultime quattro partite di campionato in cui non ha subito gol, di aver ritrovato quella compattezza e quella concretezza che erano andate perse nella prima parte del torneo. La vittoria di Firenze, comunque, ha dato una sana sferzata al morale dei giocatori. I riscontri immediati si hanno, come al solito, sulla rete. Lavezzi, ad esempio, ha commentato sul suo sito ufficiale, inaugurato solo qualche giorno fa: “Ieri grande prestazione di tutta la squadra. Giocavamo in trasferta, su un campo difficile e abbiamo vinto alla grande. Non era facile perche’ martedi’ c’e’ la Champions…e tutti la stiamo aspettando. Contro il Chelsea voglio che il San Paolo sia una bolgia”. Ed il Pocho sara’ sicuramente accontentato. Le ultime scorte di biglietti stanno per essere esaurite. Il record d’incasso dello stadio San Paolo, complice anche il notevole aumento dei prezzi dei biglietti in tutti i settori, sara’ stracciato. (fonte Ansa)

giovedì 9 febbraio 2012

In giro tra le rivendite per Napoli-Chelsea: «Vendiamo pochissimo». E ai botteghini del San Paolo è il deserto

Il tema è il caro biglietti Napoli-Chelsea. Qui sul Napolista ne parliamo tanto, per alcuni troppo. E, soprattutto, con toni troppo accesi, al punto da inibire chi la pensa diversamente a intervenire. Di questo me ne scuso. Ho utilizzato termini (vedi alla voce dignità) che poco hanno a che fare con la questione. Il Napolista è un luogo di confronto e dibattito, dove ogni opinione deve avere dimora. E quando scivolo è bene che qualcuno me lo faccia notare. Detto questo, la vendita dei biglietti per l’ottavo di Champions stuzzica non poco la mia curiosità e il mio interesse giornalistico. Soprattutto, ovviamente, per i prezzi stabiliti dalla società. Cercando di evitare di ripetere la nostra tesi (e cioè che i prezzi sono troppo alti e che la città li sta vivendo come un sopruso), stamattina abbiamo pensato di offrire un servizio giornalistico, e cioè di fare il giro di alcune rivendite per tastare il polso della situazione. Lo hanno fatto per noi Francesca Leva e Ilaria Puglia. Quanto segue è il resoconto della loro mattinata (max gallo).
In giro da turiste o meglio da tifose, per fare un giro tra i punti abilitati alla vendita dei biglietti per Napoli-Chelsea. I dati ufficiali restano quelli resi pubblici dalla società: 10.000 venduti in prelazione e 3.000 nella prima giornata di vendita libera per le Tribune. Sarà, eppure in quattro ore, toccando tredici rivendite Lottomatica, non abbiamo trovato neanche una fila, anzi a dirla tutta un solo “tifoso” che al botteghino 3 dello stadio ha acquistato in suo tagliando per la Tribuna Posillipo. Sarà colpa del freddo o probabilmente molti avranno preferito farlo comodamente on line pagando la commissione (per la tribuna sono 12 euro). Si tratta di Filippo, trent’anni. Non sa neppure della possibilità della prelazione: quando glielo spieghiamo gli si illuminano gli occhi. Non ha visto finora alcuna partita di Champions e ha scelto di vedere questa perché viene apposta il fratello da Firenze “e quando ci capita più di vedere una partita così?”. Gli chiediamo se al botteghino gli hanno venduto due biglietti. Lui dice che con la fotocopia del documento del fratello può acquistare anche quello e sta aspettando che gli invii il fax. Ecco, in estrema sintesi, la situazione delle ricevitorie che abbiamo visitato.
1. Via Suarez, 6: 0 biglietti venduti. Sabato non lavoreranno sulla vendita biglietti perché daranno la precedenza al loro pane quotidiano, che sono le scommesse.
2. Via Giacinto Gigante, 21: 200 biglietti venduti in totale (con e senza prelazione), di cui 100 di curva (con prelazione) e 15 di tribuna senza prelazione. Sabato darà la precedenza alle scommesse ma si aspetta la ressa.
3. Via Menzinger, 23: NON PIU’ ATTIVA (anche se segnalata sul sito)
4. Via Domenico Fontana, 16: 50 biglietti venduti in totale (soprattutto curve in prelazione), di cui 10 senza prelazione nelle tribune.
5. Via De Ruggero: 1000 biglietti venduti in totale (sovrastimato secondo noi, ma ovviamente ci atteniamo al dato e lo riportiamo). La titolare è abbonata in Tribuna ma non andrà allo stadio per protesta contro il caro biglietti. Per domani ha un foglio con 53 prenotazioni per i distinti e per sabato uno con 200 nominativi per la curva.
6. Via Caldieri (per la partita contro il Manchester, dove il secondo giorno di prelazione c’erano ore di fila numeri alla mano e dopo mezz’ora aveva esaurito le Nisida): 400 biglietti venduti in totale di cui 15 di tribuna senza prelazione.
7. Via Cintia, 44 (nuova rivendita, dice che Lottomatica li ha caldamente incoraggiati a vendere anche i biglietti): 70 biglietti venduti in totale. Da quando è iniziata la vendita senza prelazione ha venduto zero biglietti. Sabato distribuirà i numeretti fuori alla porta, ma darà la precedenza alle scommesse. Ha affisso un avviso in cui si dice che si vende max 1 biglietto a persona. A noi dice che ne venderà max 2 a persona.
8. Via Leopardi, 122: 700 biglietti venduti in totale. Dice che ha un target molto alto, di gente che abitualmente scommette per 2.000 euro e che quindi non ha alcuna difficoltà ad acquistare biglietti di tribuna a prezzi così elevati. Sabato darà la precedenza alle scommesse.
9. Via Leopardi, 138, di Stefano Marano: nei giorni di prelazione non hanno avuto accesso alla vendita. La Società non li ha messi in condizione di effettuarla (così dice lui). Quando gli chiediamo come mai a 200 metri da lui c’è uno che ha venduto 700 biglietti, alza le spalle e dice: «lo sapete come funziona, no?». Ricorda che, per le partite di Champions precedenti, dopo mezz’ora aveva esaurito le Nisida e che il suo telefono non smetteva un attimo di squillare. Ad oggi, da quando è iniziata dunque la vendita con prelazione, ha venduto complessivamente 8 biglietti di tribuna. Critica fortemente la società perché in un momento di crisi ha alzato così tanto i prezzi. Sostiene che i suoi clienti abbonati diserteranno lo stadio per protesta. C’è affisso un avviso che dice che si possono vendere ad una persona max 4 biglietti per le partite del Napoli.
10. Viale Kennedy, 391: lo gestiscono i genitori del proprietario del punto vendita precedente (Stefano Marano). Per i due giorni con prelazione hanno avuto i terminali bloccati dalla Società. Hanno venduto complessivamente 10 biglietti di Tribuna con prelazione. Sabato daranno la precedenza alle scommesse.
11. C.so Vittorio Emanuele, 727 (nuovo punto vendita attivo da circa un mese): nei giorni di prelazione hanno avuto i terminali bloccati. Senza prelazione hanno venduto 40 biglietti di Tribuna. Per sabato sono terrorizzati.
12. Via Santa Lucia, 44 (nuovo punto vendita): nei giorni di prelazione hanno avuto i teminali bloccati. Hanno presentato reclamo alla Società che ha detto che era un problema di poche persone, perciò dovevano aspettare si risolvesse da solo. Senza prelazione hanno venduto zero biglietti.
13. Via Bagnoli, 712 (contatto telefonicamente): non hanno i numeri precisi delle vendite, ma non in prelazione le Tribune non sono state vendute.
Tutti i gestori intervistati sono concordi nel dire che gli abbonati si sono sentiti traditi e che soprattutto quelli dei Distinti non hanno utilizzato la prelazione. Che la vendita on-line costa di più, perciò non si spiega come mai le ricevitorie siano deserte, visto che nelle partite precedenti erano prese d’assalto e il sistema on line si bloccava di continuo. Tutti i gestori abbonati non andranno allo stadio. Sono terrorizzati per sabato, soprattutto perché si aspettano il blocco totale dei terminali per l’eccesso di richieste. Tutti dichiarano che daranno la precedenza alle scommesse e al lotto che sono il loro pane quotidiano e che tenderanno dunque a penalizzare gli acquisti dei biglietti, su cui guadagnano pochissimo e che bloccano l’uso dei terminali per le normali attività.
BOTTEGHINI STADIO. Secondo il sito, quelli funzionanti dovrebbero essere tre: 1, 3 e 5. Il botteghino 5 è in manutenzione, perciò non funziona. Il botteghino 1 è riservato alla vendita dei biglietti per il Chievo. L’unico botteghino dove si acquistano i biglietti di Champions è il numero 3. Funziona dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18. Sabato funzionerà solo fino alle 13. Alla domanda rivolta alle tre persone dietro allo sportello “come mai solo un botteghino e non tre come segnalato sul sito?” rispondono che la Società ha preferito non pagare i suoi dipendenti tenendo aperti tre botteghini dato che non si aspetta file per l’acquisto di biglietti. Non vogliono dirci quanti biglietti hanno venduto. Alle 11 del mattino il botteghino è deserto.
Francesca Leva e Ilaria Puglia
Il Napolista.

venerdì 16 dicembre 2011

CHAMPIONS LEAGUE. Agli Ottavi di Finale il Napoli contro il Chelsea!

Il Napoli è stato sorteggiato contro il Chelsea di Vilas Boas, di Frank Lampard, di John Terry, di Didier Drogba.

LA SCHEDA DEL CHELSEA

Il ChelseaI Blues, come li chiamano dalle loro parti, sono reduci da una bella vittoria in campionato contro gli ormai famosi Citizens, ma non sono più la corazzata di qualche anno fa. Le ultime due stagioni sono state caratterizzate da troppi alti e bassi, e il nuovo profeta Vilas Boas, sembrava ai titoli di coda già qualche settimana fa. Lo special two non sta facendo miracoli, e il Chelsea non è in testa al campionato. Però la corazzata c’è, ed è di quelle che spaventano, almeno sulla carta. A porta, seppur imbottito di un caschetto, c’è uno dei migliori portieri al mondo, Petr Cech. Ashley Cole, David Luiz, Terry e Ivanovic sono i granatieri di un organico spaventoso in tutti i reparti. Lampard, Malouda e Obi Mikel testa e gambe di un centrocampo di classe e forza, mente in avanti Drogba e Torres rappresentano l’affidabilità assoluta in termini realizzativi. Una base solida a cui sono stati aggiunti negli ultimi mesi, talenti del calibro di Juan Mata, Ramires e Meireles, giocatorini tutto pepe. I Blues a differenza del Barcellona (analizzato ieri) fanno della fisicità la loro arma migliore, anche se spesso fanno fatica ad impostare il gioco. In Champions ha fatto gli stessi punti del Napoli, ma è finito primo, in un girone dove c’erano Valencia e Leverkusen, due suqadre di buon profilo, ma non di certo alla sua altezza. Insieme all’Arsenal tiene ancora viva la bandiera inglese nella competizione. Sono forti, hanno l’esperienza internazionale di chi a questa competizione ci partecipa assiduamente almeno da un decennio, eppure al San Paolo potrebbero avere qualche problema. Il City ha dimostrato che nell’ “Inferno con la pista d’atletica”, ci può perdere chiunque. E gli inglesi a quel clima, non ci sono per niente abituati. Difficile, ma non impossibile.

mercoledì 7 dicembre 2011

Uniti per mano per far finta di non tremare al suono della Champions League

Sinceramente noi del gruppo Ultràmici non ci caschiamo, restiamo concentrati come durante un compito in classe, come nella paura del primo giorno di scuola con la voce pastosa, acida o vibrante.
Noi sappiamo che il piccolo comune valenciano di Vila Real è un immobile ponte verso il Paradiso, ma non c'è Dante e nemmeno Maradona.
Questo è il passaggio verso la fine di un peso insuperabile, che nemmeno un Napoli divino riuscì a superare.
Noi siamo un solo nome, una sola cultura, un'unica sferica certezza di insaccare quella rete spagnola, siamo il desiderio di distruggere i luoghi comuni, le jettature manciniane, milanesi e d'oltralpe; quelle di simil-giornali che ci sputano in faccia e non vedono che siamo in una dimensione protetta da gambe troppo veloci per essere colpite.
Abbiamo paura, tutti allo stesso modo e tutti quanto è giusto averne. Saremo tutti a El MAdrigal, senza tifoserie ospiti, per la prima volta a conquistare la terra di Spagna partendo dal Regno delle due Sicilie, ma noi, noi di un piccolo immenso gruppo, tuoniamo per urlare la voglia di andare avanti. Senza considerarla una partita già fatta, perché c'è da sudare, correre, convincere e vincere, contro un mondo intero che è diviso, tra sognatori romantici e criptici pragmatici.
Noi non diamo nulla per scontato, restiamo uniti come se fosse la prima sfida, l'inizio di una nuova era; e non vogliamo meritare nei novanta minuti, vogliamo pure che sia De Sanctis a segnare di testa al 95esimo, vogliamo i tre punti e il resto non esiste, lo lasciamo a chi di mercoledì preferisce andare a mangiare una pizza, sognando di essere ancora napoletano.

Domenico Serra

giovedì 3 novembre 2011

Bayern Monaco – Napoli 3 – 3

Tabellini: 17′, 23′ e 42′ Gómez (B), 45′ e 34′ st Fernández (N), 94′ st De Sanctis (N).

Avrei voluto vederli vincere a Monaco per poi schierare il Napoli primavera contro la Juventus.
Monaco ha stravolto la mia considerazione sulle qualità tattiche di Walter Mazzarri. E’ stato perfetto.
La difesa a quattro, la posizione di Cavani, quella di Lavezzi, la sostituzione di Aronica, i compiti dei nuovi centrocampisti. Forse
giocare cinque minuti in dieci è stato un assurdo, la lentezza nelle sostituzioni è un handicap pagato a caro prezzo.
Il problema nasce in campo, un anno fa Pazienza e Yebda coprivano porzioni di campo superiori rispetto a quello che fanno Inler e
Dzemaili, che per caratura tecnica sono irraggiungibili, sia chiaro; ma i movimenti orizzonatali proprio non li hanno mai fatti.
Alcuni errori arbitrali ci condannano, certo non lapalissiani come all’andata, ma comunque determinanti.
Poi è impensabile che nel 2011 il calcio venga strumentalizzato dai guardalinee, dai giudici di linea che sembrano steward impauriti,
ma soprattutto da ritardatari racchettapalle. Il tempo attivo di una partita è condizionato da dei ragazzini delle giovanili della
squadra in casa. Ma per voi non è uno schifo? Mettiamoci gli operai in cassa integrazione! Quando giocavamo sui campi d’asfalto, tra
siringhe, sporcizia, e auto abbandonate, le ragazzine attorno che ci guardavano o gli scarsi scartati, restituivano il pallone
immeditamente, al di là del tifo, interessi o altro.
Le statistiche di fine partita segnano Hamsik a 12000 metri percorsi, Inler 11780. Gargano avrebbe fatto almeno un chilometro in più e
nel calcio conta veramente tanto.
Un po’, ma solo un po’, mi manca Michele Pazienza.
Meno male che De Sanctis ha segnato all’ultimo minuto, l’Allianz di simil carta Foxy, è diventato azzurro. Che goal assurdo, mi ha
ricordato il goal di Grava col Lecce un anno fa… Sarebbe stato meglio perdere, tanto col City, dobbiamo vincere comunque.
E ora tutti al San Paolo, io spero a bordo campo per donare a Gianluigi Buffon, un bel libro sulla storia del Regno delle due Sicilie,
uno di quelli comprensibili anche per chi non ha un diploma regolare…
Ci sono tante cose comprabili, un esercito, una Alena, un diploma, uno stadio, un Quagliarella, ma non la fede sportiva…
Ci siamo…
Domenico Serra

mercoledì 2 novembre 2011

BAYERN-NAPOLI 3-2. Tedeschi troppo forti, il cuore azzurro non basta

Non basta il cuore al Napoli, sconfitto all'Allianza Arena da un Bayern Monaco tecnicamente troppo superiore. Steccano, in particolare, la difesa nel primo tempo e i "tenori" apparsi in ombra. Gli azzurri avevano iniziato bene, poi sono crollati sotto i colpi di Gomez, autore di una tripletta. Nella ripresa, con la difesa schierata fissa a 4, si è visto un Napoli più razionale e un Fernandez molto meno indeciso. Proprio dell'argentino i gol di testa che hanno fatto sognare una rimonta che avrebbe saputo di autentica impresa.


LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO

DE SANCTIS: incolpevole sui gol. VOTO: 6

CAMPAGNARO: si fa scartare da Gomez come un qualsiasi pivello in occasione del primo gol tedesco, ma deve anche rimediare al posizionamento errato di Fernandez. Ha l'attenuante che dal suo lato spesso piomba da diestro anche un certo Ribery. VOTO: 5.5

FERNANDEZ: schierato al posto dello squalificato Cannavaro, guida la difesa a 3 in modo incerto. Molto meglio quando la squadra si sistema dietro a 4. Di testa è un mostro. E i due gol ne fanno salire la valutazione finale. VOTO: 6.5

ARONICA: balla il rock'n roll come i suoi compagni di reparto contro i mostruosi attaccanti tedeschi. Non fa scattare il fuorigioco nel secondo gol di Gomez. VOTO: 5 (dal 43° DOSSENA: impiegato come terzino sinistro se la cava dignitosamente. VOTO: 6)

MAGGIO: subisce un brutto colpo alla coscia destra dopo 15 minuti che ne condiziona il rendimento. In calo. VOTO: 5 

INLER: dovrebbe prendere per mano la squadra, ma non sembra affatto il Re Leone. Qualche buona apertura di gioco, ma poca intensità e scarsa cattiveria agonistica. VOTO: 6 

DZEMAILI: pressa più del solito, ma, come già si sapeva da alcuni anni, è lento nella corsa e non eccelle nella costruzione del gioco. VOTO: 5 (dall'83° PANDEV: S.V.)

ZUNIGA: viene impiegato come esterno basso a sinistra, salvo tornare nella ripresa al vecchio ruolo di terzino destro. Suda sette camicie nel contenere il fuoriclasse Ribery, fino a quando non viene sbattuto fuori. VOTO: 5

HAMSIK: primo tempo da spettatore, fino ad un bel tiro a fil di palo al 46°. Poi riscompare senza pagare il biglietto. VOTO: 4.5

LAVEZZI: inizia come un folletto indemoniato ma con troppa imprecisione nel servire i compagni smarcati in area,. Poi ogni tanto tenta un guizzo, con scarsa fortuna. VOTO: 5.5

CAVANI: schierato ala persa sulla fascia gioca una partita anonima. Si sacrifica come un difensore. Un crimine non sfruttare in attacco le sue qualità. VOTO: 5

All. MAZZARRI: prova la difesa a quattro, schiera Cavani esterno e Lavezzi prima punta, ma mischiare le carte non ha l'effetto sperato. Bravo nella ripresa a risistemare la situazione dopo l'espulsione di Zuniga. Si deciderà a riprovare la difesa a quattro? VOTO: 6

Antonello e Luca Perillo

giovedì 27 ottobre 2011

Bayern-Napoli, ressa record ai botteghini: vendita sospesa

Come se si stesse per entrare allo stadio per assistere a una partita. Solo che il match non c'è, almeno in data odierna, e non lo sarà nemmeno al San Paolo, bensì a Monaco di Baviera il 2 novembre. Una ressa indescrivibile, quasi 7mila persone in fila oggi ai botteghini dell'impianto sportivo di Fuorigrotta e vendita sospesa dei biglietti destinati ai tifosi azzurri per la gara di Champions League Bayern-Napoli.

Già nella notte, subito dopo il match di campionato Napoli-Udinese, circa 500 tifosi s'erano messi in fila per assicurarsi il prezioso tagliando. Poco dopo le 10 di oggi i quattro botteghini del San Paolo hanno cominciato la vendita, che è stata sospesa subito dopo per la pressione del pubblico. Le transenne frangifolla sono state scavalcate nonostante la presenza delle forze dell'ordine.
Sono 2500 i biglietti in vendita ai botteghini, mentre altri 500 sono acquistabili su Internet. Dopo l'intervento della forze dell'ordine la vendita dei biglietti per Bayern-Napoli è ripresa in uno solo dei botteghini, il n. 5. Sono ancora migliaia le persone che si accalcano in piazzale Tecchio, nello spazio antistante lo stadio San Paolo (fonte Corriere del Mezzogiorno.it)

mercoledì 5 ottobre 2011

Calcio, Hamsik: "Voglio vincere tutto cosi' non mi stanco, avere piu' obiettivi mi esalta"

Dalle sue parti è il talento vero, l’orgoglio di una nazionale. I compagni slovacchi ne apprezzano le qualità e l’umiltà, doti che ne elevano di più lo spessore umano e calcistico. Marek Hamsik non è solo uno dei gioielli del Napoli. Lui è il diamante più puro che può esibire la Slovacchia, impegnata in questo fine settimana nelle qualificazioni per l’Europeo del 2012. Il centrocampista di Mazzarri è in ritiro, a Bratislava, coi suoi compagni che hanno voluto sapere tutti i particolari del campionato italiano, del cammino del Napoli e gli hanno chiesto pure se davvero questo Napoli potrà lottare per lo scudetto. «É giusto porsi degli obbiettivi, ma è bene che non si esageri. Quest’anno, la stagione sarà davvero lunga, tra campionato e Champions League ci saranno ancora tante sfide da affrontare», ha detto Hamsik
Voglia d’Europa - Che il Napoli abbia cominciato la stagione in maniera strepitosa è un dato di fatto. La critica, in generale, glielo sta riconoscendo di settimana in settimana. E l’entusiasmo che è montato nell’ambiente è sicuramente uno stimolo in più per la squadra azzurra che non ha alcuna intenzione di lasciare nulla al caso. L’ammissione è dello stesso Hamsik: «Amesta bene giocare tre partite a settimana. E’ tale la tensione e la voglia di vincere che mi basta la concentrazione per superare ogni difficoltà legata alla questione fisica. A queste sfide, dovrò aggiungere di sicuro anche quelle che mi aspetteranno con la mia nazionale. Anche perché ci tengo moltissimo a giocare il prossimo Europeo, sarebbe un grande successo arrivarci, dopo quanto fatto dalla Slovacchia all’ultimo Mondiale in Sudafrica». Gol pesanti Ciò che lo differenzia dagli altri centrocampisti è il numero di gol che riesce a segnare nell’intera stagione. In quella passata, per esempio, ne ha realizzati 12 in campionato che, attualmente, rappresentano il suo record personale. Tanti gol col Napoli, comunque, ma pochi con la Slovacchia che dovrebbe essere favorita per la qualificazione insieme all’Irlanda. «Non è facile segnare con la mia nazionale. Qualche possibilità l’ho avuta, ma qui gioco in modo diverso rispetto a come agisco nel Napoli».
Quota 50 - Già, il Napoli. Con la rete all’Inter, sabato sera, ha raggiunto quota 50 gol realizzati con la maglietta azzurra, un numero sufficiente per scalare un altro posto nella speciale classifica dei marcatori del Napoli di tutti i tempi: ora è al nono posto. Ma ha a disposizione ancora un intero anno calcistico per migliorarsi. «Peccato per il rigore sbagliato, mi sarei ritrovato una doppietta a fine partita», ha detto il centrocampista slovacco che s’è fatto respingere la battuta da Julio Cesar. Per fortuna sua e del Napoli, sul pallone si è avventato Campagnaro, bruciando sullo scatto Nagatomo, ed ha spinto il pallone in rete. «Meno male, i tre punti di San Siro sono stati importantissimi. Stiamo vivendo un momento di grandi emozioni. Prima la notti di Champions League, lo spettacolo del San Paolo contro il Villarreal. Poi, l’incanto di San Siro con tutti quei napoletani impazziti di gioia. Insomma, la nostra crescita è costante», ha concluso Marek Hamsik. A 24 anni il centrocampista del Napoli resta una dei talenti più seguiti del nostro calcio. Le lusinghe estive se l’è lasciate alle spalle. Ora, è tutto concentrato sul campionato e sulla possibilità di poter vincere un qualcosa d’importante.

mercoledì 28 settembre 2011

La “guerra del 15’- 18’” vide soccombere un sottomarino giallo.

“Il calcio è fonte divina di destabilizzazione emotiva, a me addirittura sale la febbre a trentotto, comincio a tremare, sono colto da sudore e xerostomia, non posso, proprio non riesco a vedere un avvenimento di novanta minuti da solo, per avere una spalla sulla quale piangere o un amico da abbracciare”.

Immagino Paul McCartney fare il playback de “O ‘surdato ‘nnammurato” in tribuna al San Paolo di Napoli, mimando l’opera di Aniello Califano e di Enrico Cannio al fianco di Aurelio e Gigino trasportato da sessantamila tifosi; dimenticando quella splendida e umana “Yellow submarine” rubata dal comune valenciano di Villareal per farne un mito calcistico illogico e insensato.

Il San Paolo è un luogo di miracoli inadatto all’europea competizione della Champions league: è un teatro superato di tifosi mai silenziosi che di cori partecipano plasmando il risultato; è un’arena dove si sfidano fazioni greche di spettatori sudamericani; è uno stadio strutturalmente superato e troppo pieno di ricordi; d’europeo vedo pochissimo.

E’ stato un Napoli cinico e coraggioso, fortunato a reggere una condizione fisica di un mese in ritardo rispetto al Villareal; è stato un po' il Napoli di Reja, di Gargano e Marino, che ha approfittato di una immensa voglia di vincere e di un calcio spagnolo che io proprio alle volte non digerisco.

E’ un passo molto lungo verso la quasi matematica Europa league, ma è presto per spiarsi nell’immagine di uno specchio dove ci si sogna campioni, perché come dice il mago Walter, questa è una squadra unita dove l’esigenza del singolo è sempre messa da parte per restare uniti e dare tutto.

Il calcio tedesco, di Monaco di Baviera, ci aspetta con sete di rivincita di una semifinale Uefa, così lontana nei cuori dei giovani ma così solida necessità di riscatto.La corazzata Bayern ha una qualità superiore rispetto ad un Villareal quattordicesimo in campionato e di un Manchester City che vive di singole giocate prive di armonia e piene di grandi campioni inamalgamati. Bisogna restare concentrati.

Per ora milioni di tifosi si godono questa vittoria, dedicandola a discutibili opinionisti Sky anti-Napoli; al signor Allegri e al suo decantare l'inesperienza partenopea in Champions come se lui partecipasse a questa competizione da quindici anni; a Domenico Criscito e alla sua bellissima San Pietroburgo e a tutti quelli che da Paolo Rossi hanno rifiutato Napoli; al Fabio Quagliarella e a Leandro Rinaudo e alle loro sirene juventine; alla sudditanza arbitrale italiana; a Silvio e ai preferenziali diritti mediaset premium; alla voglia di calcio pulito e alla sete di una città che ha voglia di turismo, rispetto, riscatto e cultura anche extra-calcistica. Tifiamo per il Napoli e difendiamo la nostra Napoli, aspettando che “O surdato 'nnammurato”, conquisti anche Milano.

Domenico Serra

martedì 27 settembre 2011

OCCHIO AGLI AVVERSARI. Antonio Perillo: "Villarreal solido e quadrato. Attenti alle ripartenze di Nilmar"

La partita che aspetti da una vita. Il San Paolo da vestire a festa per l’evento più importante degli ultimi vent’anni. Il Villarreal come il Real Madrid d’allora. Prima era Coppa dei Campioni, ora è Champions League, l’hanno solo inglesizzato, come si fa con tutto ormai. Prima se perdevi all’esordio tornavi a casa, adesso almeno sei gare le devi fare. Poi quel pallone dal diametro di quasi dieci metri da far sventolare a centrocampo, e la sigla che mette i brividi. Infine il Villarreal, quasi come fosse parte della coreografia. Il dettaglio a completare un sogno. Il sottomarino giallo tra il Napoli e la sua prima vittoria in Champions. Garrido l’avrà preparata bene, sa benissimo che una sconfitta comprometterebbe di brutto la qualificazione. Rossi si, Rossi no, il dubbio amletico che sa più di pretattica che d’altro. Il folletto prima non utilizzabile, poi convocato solo per compagnia, poi in mezzo al campo e forse solo per un tempo. Dubbi che si mescolano a certezze, in un nascondino che non deve intimorire. Il Villarreal si presenterà al San Paolo con un collaudato e quadrato 4-4-1-1 con Lopez tra i pali, Zapata, Musacchio, Gonzalo e Català in difesa, Camunas e De Guzman esterni di centrocampo, con Senna e Soriano nel mezzo a supporto del duo Rossi – Nilmar.

Come gioca il Villarreal
Negli anni il Sottomarino giallo si è consolidato anche in Europa grazie ad una solidità di squadra non proprio tipicamente spagnola. Squadra votata si all’attacco, ma anche molto quadrata e ben costruita. Quest’anno l’avvio in campionato non è stato dei più esaltanti, e le speranze sono quasi tutte deposte nel Pepito nazionale, che spesso riesce a risolvere le partite pure da solo. Villarreal che si presenterà al San Paolo con ogni probabilità allo stesso modo in cui il Napoli si è proposto a Manchester: buona guardia difensiva e contropiedi organizzati magistralmente dalla premiata ditta Rossi – Nilmar. Il centrocampo monco del faro Borja Valero, potrà fare sicuro affidamento sulla fisicità di Marcos Senna, abile tiratore da fuori area. Occhio alle incursioni di De Guzman, l’esterno che tende ad accentrarsi e provare il tiro da diverse posizioni. La difesa qualche lacuna la sta mettendo in evidenza, specie in questo inizio di stagione, con il portiere Lopez protagonista di più bassi che alti. Villarreal che penserà prima a non prenderle, ma che come già detto in precedenza, sa essere devastante in contropiede: Rossi e Nilmar garantiscono velocità e fantasia oltre ad un invidiabile senso del gol. Careca sponsorizzò il brasiliano tempo fa, De Laurentiis sogna l’italo – americano. Il San Paolo si augura di estasiarlo. Un po’ dei sogni azzurri sul cammino europeo del Napoli…

giovedì 15 settembre 2011

Gli ULTRàMICI……… la nostra trasferta inglese …….. VIA WEB!!!

Il 14 settembre c’è l’esordio del Napoli in Champions League dopo 21 anni, e allora Gli ULTRàMICI decidono di andare assieme in trasferta!
Si parte il giorno prima e via via per strada si parla inevitabilmente della partita. C’è chi è scettico, chi è fiducioso, chi è megalomane, chi è teso, chi è nervoso, chi è felice, chi piange, chi ride!
La notte non passa mai e si avvicina il fatidico giorno!
Pian piano ci si sveglia un po’ tutti e si comincia a realizzare che manca poco al match! Ecco che gli isterici cominciano con il loro nervosismo a contagiare un po’ tutti, nell’animo di ognuno passano le emozioni di tutti gli altri ed allora si pensa ad un modo per scaricare la tensione, si parla di altro ma dura pochissimo!
Volenti o nolenti si ritorna sul match e sul rito propiziatorio prepartita! Si pensa che non è il caso di utilizzare ciascuno il proprio rito di campionato, qui ci vuole qualcosa di più grosso, qualcosa di comunitario!
Si prende un poster del nostro Napoli, tutta la squadra schierata per la foto prepartita di Cesena – Napoli ed ognuno di noi scrive il proprio nome su di essa!! Ma un solo poster non basta per tutti, non c’è spazio, allora ne prendiamo un altro!
Ora basta però riposiamoci prima del match! Un quasi silenzio tombale ci avvolge fino alle 19:30, e siamo lì, la musichetta champions fà a tutti uno strano effetto! In molti piangono, in molti ridono, altri pregano!
Il match lo conoscete e sapete bene cosa abbiamo vissuto!
Al ritorno a Napoli è la solita storia…………… la stanchezza non si fa sentire, c’è solo eccitazione e felicità in noi, la notte passa insonne e l’indomani mattina ………… siamo di nuovo tutti su Facebook, gruppo Gli ULTRàMICI!!!

Ebbene sì la trasferta noi l’abbiamo vissuta sul gruppo e tutte queste sensazioni le abbiamo provate via web! E’ come se fossimo andati tutti assieme in trasferta, perché quando sei sul gruppo ti senti accanto a ciascun membro! Riesci a ricevere “digitalmente” le emozioni di tutti che inevitabilmente ti pervadono e ti contagiano! Noi siamo così! Sconosciuti separati alla nascita, fratelli di genitori diversi, ma con un legame forte che ci unisce tutti. Ci conosciamo da una vita pur scrivendo da soli 7 mesi! Siamo così ed è per questo che ci vogliamo bene!
Alla prossima trasferta ragazzi!
UNITI SI VINCE! AVANTI NAPOLI! AVANTI ULTRàMICI!!!

Marco Iermano.

venerdì 26 agosto 2011

Carratelli: "Girone proibitivo. Bisogna sfruttare il fattore campo

Delle tre squadre italiane in lizza nella prossima Champions League, il Napoli esce maggiormente penalizzato dal sorteggio di Montecarlo per la composizione degli otto gironi di qualificazione. E’ Lothar Mattheus ad estrarre a prima botta la formazione azzurra fra quelle di quarta fascia e Paul Breitner la “condanna” al girone A capeggiato dal Bayern Monaco e che include Villarreal e Manchester City. E’ uno dei gruppi più duri. I favori del pronostico vanno a Bayern e Manchester City, la super-formazione di Roberto Mancini. Proibitiva la lotta per il secondo posto che assicura l’accesso alla fase ad eliminazione diretta (passano le prime due dei gironi e le terze si qualificano per i sedicesimi dell’Europa League). Il Napoli vede la strada sbarrata non solo da Bayern e Manchester City, ma dallo stesso Villarreal.

Il Napoli di Maradona, nella Coppa Uefa vinta nel 1989, eliminò il Bayern in semifinale (2-0 e 2-2). Il Napoli di Mazzarri, nell’Europa League dell’anno scorso, è stato eliminato nei sedicesimi dal Villarreal (0-0 e 1-2). La stangata nel Grimaldi Forum di Montecarlo arriva pesante per gli azzurri alla terza partecipazione al massimo torneo continentale. Il Napoli di Maradona venne eliminato al primo turno dal Real Madrid (0-2 e 1-1) nella Coppa campioni 87-88. Nell’edizione 90-91, il Napoli fu eliminato agli ottavi dallo Spartak Mosca (0-0 e 3-5 ai rigori) dopo avere superato nei sedicesimi l’Ujpest (3-0 e 2-0).

Il terzo posto del girone vale comunque il proseguimento sulla scena europea con la qualificazione ai sedicesimi dell’Europa League (eliminazione diretta). Potrebbe essere questo l’obiettivo del Napoli e sarebbe un grosso traguardo vista la forza delle altre tre concorrenti del gruppo A. Per arrivare a tanto, il Napoli dovrà mettere a frutto il fattore-campo che, l’anno scorso, mancò in Europa League. Al San Paolo gli azzurri vinsero una sola partita (1-0 allo Steaua di Bucarest) e ne pareggiarono tre, tutte per 0-0, contro Liverpool, Utrecht e Villarreal.

Il dado (maledetto) del sorteggio è comunque tratto e il Napoli si è visto incastrato in un girone proibitivo. Farà tesoro di tre incassi e dei bonus Uefa per la partecipazione alla Champions più i premi per gli eventuali risultati positivi. Inutile piangersi addosso. La batosta sul campo del Barcellona per il Trofeo Gamper è un “precedente” che aumenta il pessimismo per il cammino degli azzurri nella Champions. Il Napoli non è ancora all’altezza dei maggiori club europei e nemmeno di quelli medi. Il campionato, poi, assorbirà molte energie. Comunque, tutto sta a vedere in quali condizioni fisiche e di forma saranno gli avversari negli appuntamenti della Champions. Perché escludere qualche sorpresa?

Ostacoli alti, altissimi. Il Bayern con Schweinsteiger, Robben, Ribery, Muller. Il Manchester City rafforzatissimo con Aguero e Nasri, già forte con Yaya Touré, Silva, Dzeko, Balotelli. Il Villarreal di Giuseppe Rossi l’abbiamo appena conosciuto. E’ squadra compatta, ambiziosa, con molti giocatori in evidenza da Marcos Senna a Nilmar, Cani, Borja Valero, centrocampo robusto e creativo, Pepito Rossi puntuale sotto rete. E’ andata così. Speriamo di divertirci. L’importante è stare in piedi in tutte le gare senza cedere al primo rovescio.

Mimmo Carratelli (Napoli.com)

giovedì 25 agosto 2011

CHAMPIONS LEAGUE. Il Napoli nel girone di Bayern, Villarreal e Manchester City, Girone di Ferro!!

Il Napoli in Champions League giocherà nel girone di Bayern, Villarreal e Manchester City.


ECCO LA COMPOSIZIONE DEI GIRONI

GRUPPO A: Bayern Monaco, Villarreal, Manchester City, NAPOLI

GRUPPO B: Inter, Cska Mosca, Lille, Trabzonspor

GRUPPO C: Manchester United, Benfica, Basilea, Otelul Galati

GRUPPO D: Real Madrid, Lione, Ajax, Dinamo Zagabria

GRUPPO E: Chelsea, Valencia, Bayer Leverkusen, Genk

GRUPPO F: Arsenal, Marsiglia, Olympiakos

GRUPPO G: Porto, Shakhtar Donetsk, Zenit San Pietroburgo, Apoel Tel Aviv

GRUPPO H: Barcellona, Milan, Bate Borisov, Viktoria Plzen



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Certo, abbiamo evitato Real Madrid, Barcellona, Manchester United e Chelsea che ci avrebbero polverizzato. Ma questo girone è tosto, terribilmente tosto. Ad ogni modo ce la giocheremo partita dopo partita come fosse una finale. Come critica e come tifosi non possiamo che fare una cosa: stare vicini sempre e comunque alla società e alla squadra, che ci hanno riportato nel gotha del calcio europeo.

Antonello Perillo