Sinceramente noi del gruppo Ultràmici non ci caschiamo, restiamo
concentrati come durante un compito in classe, come nella paura del
primo giorno di scuola con la voce pastosa, acida o vibrante.
Noi
sappiamo che il piccolo comune valenciano di Vila Real è un immobile
ponte verso il Paradiso, ma non c'è Dante e nemmeno Maradona.
Questo è il passaggio verso la fine di un peso insuperabile, che nemmeno un Napoli divino riuscì a superare.
Noi siamo un solo nome, una sola cultura, un'unica sferica certezza di
insaccare quella rete spagnola, siamo il desiderio di distruggere i
luoghi comuni, le jettature manciniane, milanesi e d'oltralpe; quelle di
simil-giornali che ci sputano in faccia e non vedono che siamo in una
dimensione protetta da gambe troppo veloci per essere colpite.
Abbiamo paura, tutti allo stesso modo e tutti quanto è giusto averne.
Saremo tutti a El MAdrigal, senza tifoserie ospiti, per la prima volta a
conquistare la terra di Spagna partendo dal Regno delle due Sicilie, ma
noi, noi di un piccolo immenso gruppo, tuoniamo per urlare la voglia di
andare avanti. Senza considerarla una partita già fatta, perché c'è da
sudare, correre, convincere e vincere, contro un mondo intero che è
diviso, tra sognatori romantici e criptici pragmatici.
Noi non diamo
nulla per scontato, restiamo uniti come se fosse la prima sfida,
l'inizio di una nuova era; e non vogliamo meritare nei novanta minuti,
vogliamo pure che sia De Sanctis a segnare di testa al 95esimo, vogliamo
i tre punti e il resto non esiste, lo lasciamo a chi di mercoledì
preferisce andare a mangiare una pizza, sognando di essere ancora
napoletano.
Domenico Serra
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mercoledì 7 dicembre 2011
mercoledì 2 novembre 2011
Bayern-Napoli: che vinca chi ha voglia di fare la storia
Questa volta non ci sarà Fernando de Napoli, uno di quei grandi
gregari innamorati della maglia, che scelse d’essere barattato, sponda
Milan, per rientrare probabilmente nel progetto: io ti do uno scudetto a
te, tu mi dai un pezzo di Milano2 a me.
Mancherà il suo gesto che nel calcio non ho più visto: uscire dal campo dopo un infortunio per accelerare la ripresa del gioco; mancheranno soprattutto Nachtweih e Flick e le loro goliardiche azioni difensive; mancherà un preciso allenamento di ogni giocatore del Napoli e il contemporaneo e indisciplinato ballo di Diego.
Questa volta a Monaco possiamo sfiorare le stelle, come accarezzando un sogno troppe volte frantumato, prima da un’aula giudiziaria, poi da Avellino, Villareal e Udinese; tanto per citarne qualcuno.
Sarebbe bello vincere all’Allianz Arena, osservare napoletani dispersi in ogni settore dello stadio, immaginare quanti di loro abbiano perfino dimenticato l’italiano. Molti vivono ormai da generazioni in una terra dove tutto funziona, tranne il clima; ma resta gente che non ha dimenticato né l’Italia, né i racconti di Dachau, né il vernacolo partenopeo.
Eppure immagino lo stadio pieno di puffi blu infiltrati ovunque, immagino di vederli saltellare come bimbi con biberon d’aglianico d.o.p., in uno stadio incredulo contagiato dalla lavezzite, fermo e immobile ad accettare l’impresa; immagino le strade colonizzate da un OktoberNapoli senza birra e abiti bavaresi, ma di un Napoli sudamericano.
La Baviera dà lavoro a circa 70000 italiani, mentre amici, conoscenti e tifosi arrivano da ogni parte del mondo,
molti di questi tiferanno Napoli, pur essendo italo-tedeschi.
Mia zia è tedesca, annuncia un risultato tennistico, certo che per valori in campo potrebbe tranquillamente accadere, ma io proprio non ci credo. E infatti lei la partita non la guarderà, invece tantissimi napoletani saranno in quello splendido stadio, che di notte è veramente un’opera meravigliosa: ma di giorno, Herzog & de Meuron non me ne
vogliano, quest’opera meravigliosa, a me sembra un immenso rotolo di carta igienica. Nessuna metafora ovviamente, né offesa per gli svizzeri, anche perché il nostro destino è nei loro piedi; io preferisco lo “sgarrupato” San Paolo di Napoli.
Che vinca chi ha voglia di fare la storia.
Fonte:Tifonapoli.it
Domenico Serra
Mancherà il suo gesto che nel calcio non ho più visto: uscire dal campo dopo un infortunio per accelerare la ripresa del gioco; mancheranno soprattutto Nachtweih e Flick e le loro goliardiche azioni difensive; mancherà un preciso allenamento di ogni giocatore del Napoli e il contemporaneo e indisciplinato ballo di Diego.
Questa volta a Monaco possiamo sfiorare le stelle, come accarezzando un sogno troppe volte frantumato, prima da un’aula giudiziaria, poi da Avellino, Villareal e Udinese; tanto per citarne qualcuno.
Sarebbe bello vincere all’Allianz Arena, osservare napoletani dispersi in ogni settore dello stadio, immaginare quanti di loro abbiano perfino dimenticato l’italiano. Molti vivono ormai da generazioni in una terra dove tutto funziona, tranne il clima; ma resta gente che non ha dimenticato né l’Italia, né i racconti di Dachau, né il vernacolo partenopeo.
Eppure immagino lo stadio pieno di puffi blu infiltrati ovunque, immagino di vederli saltellare come bimbi con biberon d’aglianico d.o.p., in uno stadio incredulo contagiato dalla lavezzite, fermo e immobile ad accettare l’impresa; immagino le strade colonizzate da un OktoberNapoli senza birra e abiti bavaresi, ma di un Napoli sudamericano.
La Baviera dà lavoro a circa 70000 italiani, mentre amici, conoscenti e tifosi arrivano da ogni parte del mondo,
molti di questi tiferanno Napoli, pur essendo italo-tedeschi.
Mia zia è tedesca, annuncia un risultato tennistico, certo che per valori in campo potrebbe tranquillamente accadere, ma io proprio non ci credo. E infatti lei la partita non la guarderà, invece tantissimi napoletani saranno in quello splendido stadio, che di notte è veramente un’opera meravigliosa: ma di giorno, Herzog & de Meuron non me ne
vogliano, quest’opera meravigliosa, a me sembra un immenso rotolo di carta igienica. Nessuna metafora ovviamente, né offesa per gli svizzeri, anche perché il nostro destino è nei loro piedi; io preferisco lo “sgarrupato” San Paolo di Napoli.
Che vinca chi ha voglia di fare la storia.
Fonte:Tifonapoli.it
Domenico Serra
mercoledì 28 settembre 2011
La “guerra del 15’- 18’” vide soccombere un sottomarino giallo.
“Il calcio è fonte divina di destabilizzazione emotiva, a me addirittura
sale la febbre a trentotto, comincio a tremare, sono colto da sudore e
xerostomia, non posso, proprio non riesco a vedere un avvenimento di
novanta minuti da solo, per avere una spalla sulla quale piangere o un
amico da abbracciare”.
Immagino Paul McCartney fare il playback de “O ‘surdato ‘nnammurato” in tribuna al San Paolo di Napoli, mimando l’opera di Aniello Califano e di Enrico Cannio al fianco di Aurelio e Gigino trasportato da sessantamila tifosi; dimenticando quella splendida e umana “Yellow submarine” rubata dal comune valenciano di Villareal per farne un mito calcistico illogico e insensato.
Il San Paolo è un luogo di miracoli inadatto all’europea competizione della Champions league: è un teatro superato di tifosi mai silenziosi che di cori partecipano plasmando il risultato; è un’arena dove si sfidano fazioni greche di spettatori sudamericani; è uno stadio strutturalmente superato e troppo pieno di ricordi; d’europeo vedo pochissimo.
E’ stato un Napoli cinico e coraggioso, fortunato a reggere una condizione fisica di un mese in ritardo rispetto al Villareal; è stato un po' il Napoli di Reja, di Gargano e Marino, che ha approfittato di una immensa voglia di vincere e di un calcio spagnolo che io proprio alle volte non digerisco.
E’ un passo molto lungo verso la quasi matematica Europa league, ma è presto per spiarsi nell’immagine di uno specchio dove ci si sogna campioni, perché come dice il mago Walter, questa è una squadra unita dove l’esigenza del singolo è sempre messa da parte per restare uniti e dare tutto.
Il calcio tedesco, di Monaco di Baviera, ci aspetta con sete di rivincita di una semifinale Uefa, così lontana nei cuori dei giovani ma così solida necessità di riscatto.La corazzata Bayern ha una qualità superiore rispetto ad un Villareal quattordicesimo in campionato e di un Manchester City che vive di singole giocate prive di armonia e piene di grandi campioni inamalgamati. Bisogna restare concentrati.
Per ora milioni di tifosi si godono questa vittoria, dedicandola a discutibili opinionisti Sky anti-Napoli; al signor Allegri e al suo decantare l'inesperienza partenopea in Champions come se lui partecipasse a questa competizione da quindici anni; a Domenico Criscito e alla sua bellissima San Pietroburgo e a tutti quelli che da Paolo Rossi hanno rifiutato Napoli; al Fabio Quagliarella e a Leandro Rinaudo e alle loro sirene juventine; alla sudditanza arbitrale italiana; a Silvio e ai preferenziali diritti mediaset premium; alla voglia di calcio pulito e alla sete di una città che ha voglia di turismo, rispetto, riscatto e cultura anche extra-calcistica. Tifiamo per il Napoli e difendiamo la nostra Napoli, aspettando che “O surdato 'nnammurato”, conquisti anche Milano.
Domenico Serra
Immagino Paul McCartney fare il playback de “O ‘surdato ‘nnammurato” in tribuna al San Paolo di Napoli, mimando l’opera di Aniello Califano e di Enrico Cannio al fianco di Aurelio e Gigino trasportato da sessantamila tifosi; dimenticando quella splendida e umana “Yellow submarine” rubata dal comune valenciano di Villareal per farne un mito calcistico illogico e insensato.
Il San Paolo è un luogo di miracoli inadatto all’europea competizione della Champions league: è un teatro superato di tifosi mai silenziosi che di cori partecipano plasmando il risultato; è un’arena dove si sfidano fazioni greche di spettatori sudamericani; è uno stadio strutturalmente superato e troppo pieno di ricordi; d’europeo vedo pochissimo.
E’ stato un Napoli cinico e coraggioso, fortunato a reggere una condizione fisica di un mese in ritardo rispetto al Villareal; è stato un po' il Napoli di Reja, di Gargano e Marino, che ha approfittato di una immensa voglia di vincere e di un calcio spagnolo che io proprio alle volte non digerisco.
E’ un passo molto lungo verso la quasi matematica Europa league, ma è presto per spiarsi nell’immagine di uno specchio dove ci si sogna campioni, perché come dice il mago Walter, questa è una squadra unita dove l’esigenza del singolo è sempre messa da parte per restare uniti e dare tutto.
Il calcio tedesco, di Monaco di Baviera, ci aspetta con sete di rivincita di una semifinale Uefa, così lontana nei cuori dei giovani ma così solida necessità di riscatto.La corazzata Bayern ha una qualità superiore rispetto ad un Villareal quattordicesimo in campionato e di un Manchester City che vive di singole giocate prive di armonia e piene di grandi campioni inamalgamati. Bisogna restare concentrati.
Per ora milioni di tifosi si godono questa vittoria, dedicandola a discutibili opinionisti Sky anti-Napoli; al signor Allegri e al suo decantare l'inesperienza partenopea in Champions come se lui partecipasse a questa competizione da quindici anni; a Domenico Criscito e alla sua bellissima San Pietroburgo e a tutti quelli che da Paolo Rossi hanno rifiutato Napoli; al Fabio Quagliarella e a Leandro Rinaudo e alle loro sirene juventine; alla sudditanza arbitrale italiana; a Silvio e ai preferenziali diritti mediaset premium; alla voglia di calcio pulito e alla sete di una città che ha voglia di turismo, rispetto, riscatto e cultura anche extra-calcistica. Tifiamo per il Napoli e difendiamo la nostra Napoli, aspettando che “O surdato 'nnammurato”, conquisti anche Milano.
Domenico Serra
martedì 27 settembre 2011
OCCHIO AGLI AVVERSARI. Antonio Perillo: "Villarreal solido e quadrato. Attenti alle ripartenze di Nilmar"
La
partita che aspetti da una vita. Il San Paolo da vestire a festa per
l’evento più importante degli ultimi vent’anni. Il Villarreal come il
Real Madrid d’allora. Prima era Coppa dei Campioni, ora è Champions
League, l’hanno solo inglesizzato, come si fa con tutto ormai. Prima se
perdevi all’esordio tornavi a casa, adesso almeno sei gare le devi fare.
Poi quel pallone dal diametro di quasi dieci metri da far sventolare a
centrocampo, e la sigla che mette i brividi. Infine il Villarreal, quasi
come fosse parte della coreografia. Il dettaglio a completare un sogno.
Il sottomarino giallo tra il Napoli e la sua prima vittoria in
Champions. Garrido l’avrà preparata bene, sa benissimo che una sconfitta
comprometterebbe di brutto la qualificazione. Rossi si, Rossi no, il
dubbio amletico che sa più di pretattica che d’altro. Il folletto prima
non utilizzabile, poi convocato solo per compagnia, poi in mezzo al
campo e forse solo per un tempo. Dubbi che si mescolano a certezze, in
un nascondino che non deve intimorire. Il Villarreal si presenterà al
San Paolo con un collaudato e quadrato 4-4-1-1 con Lopez tra i pali,
Zapata, Musacchio, Gonzalo e Català in difesa, Camunas e De Guzman
esterni di centrocampo, con Senna e Soriano nel mezzo a supporto del duo
Rossi – Nilmar.
Come gioca il Villarreal
Negli anni il Sottomarino giallo si è consolidato anche in Europa grazie ad una solidità di squadra non proprio tipicamente spagnola. Squadra votata si all’attacco, ma anche molto quadrata e ben costruita. Quest’anno l’avvio in campionato non è stato dei più esaltanti, e le speranze sono quasi tutte deposte nel Pepito nazionale, che spesso riesce a risolvere le partite pure da solo. Villarreal che si presenterà al San Paolo con ogni probabilità allo stesso modo in cui il Napoli si è proposto a Manchester: buona guardia difensiva e contropiedi organizzati magistralmente dalla premiata ditta Rossi – Nilmar. Il centrocampo monco del faro Borja Valero, potrà fare sicuro affidamento sulla fisicità di Marcos Senna, abile tiratore da fuori area. Occhio alle incursioni di De Guzman, l’esterno che tende ad accentrarsi e provare il tiro da diverse posizioni. La difesa qualche lacuna la sta mettendo in evidenza, specie in questo inizio di stagione, con il portiere Lopez protagonista di più bassi che alti. Villarreal che penserà prima a non prenderle, ma che come già detto in precedenza, sa essere devastante in contropiede: Rossi e Nilmar garantiscono velocità e fantasia oltre ad un invidiabile senso del gol. Careca sponsorizzò il brasiliano tempo fa, De Laurentiis sogna l’italo – americano. Il San Paolo si augura di estasiarlo. Un po’ dei sogni azzurri sul cammino europeo del Napoli…
Come gioca il Villarreal
Negli anni il Sottomarino giallo si è consolidato anche in Europa grazie ad una solidità di squadra non proprio tipicamente spagnola. Squadra votata si all’attacco, ma anche molto quadrata e ben costruita. Quest’anno l’avvio in campionato non è stato dei più esaltanti, e le speranze sono quasi tutte deposte nel Pepito nazionale, che spesso riesce a risolvere le partite pure da solo. Villarreal che si presenterà al San Paolo con ogni probabilità allo stesso modo in cui il Napoli si è proposto a Manchester: buona guardia difensiva e contropiedi organizzati magistralmente dalla premiata ditta Rossi – Nilmar. Il centrocampo monco del faro Borja Valero, potrà fare sicuro affidamento sulla fisicità di Marcos Senna, abile tiratore da fuori area. Occhio alle incursioni di De Guzman, l’esterno che tende ad accentrarsi e provare il tiro da diverse posizioni. La difesa qualche lacuna la sta mettendo in evidenza, specie in questo inizio di stagione, con il portiere Lopez protagonista di più bassi che alti. Villarreal che penserà prima a non prenderle, ma che come già detto in precedenza, sa essere devastante in contropiede: Rossi e Nilmar garantiscono velocità e fantasia oltre ad un invidiabile senso del gol. Careca sponsorizzò il brasiliano tempo fa, De Laurentiis sogna l’italo – americano. Il San Paolo si augura di estasiarlo. Un po’ dei sogni azzurri sul cammino europeo del Napoli…
lunedì 26 settembre 2011
Mazzarri: "Sono tutte finali. Villarreal senza Rossi? Noi non avremo Maggio..."
Dopo
aver rotto il ghiaccio al debutto con un ottimo pareggio in casa del
Manchester City, il Napoli domani sera debutterà in casa in Champions
contro il Villarreal, che l'anno scorso lo ha eliminato dall'Europa
League. Non ci sarà Giuseppe Rossi, che si è infortunato nella partita
di sabato in Liga contro l'Athletic Bilbao, non ci sarà nemmeno Maggio,
ancora alle prese con problemi muscolari. A destra spazio Zuniga, con
Dossena dall'altro lato e Inler e Gargano centrali. In difesa rientra
Aronica, insieme a Campagnaro e Cannavaro, in avanti confermatissimi
Hamsik, Lavezzi e Cavani.
TUTTE FINALI - Mazzarri alla vigilia è carico: «Noi dobbiamo fare come facciamo sempre, per noi sono tutte finali. Da quando sono arrivato io, l'abbiamo sempre pensata così. Domani metteremo tutto quello che abbiamo in corpo per prevalere sul Villarreal, dopo penseremo a fare lo stesso con l'Inter. A bocce ferme poi si tireranno i bilanci, ho sentito parlare di crisi, ma qui si sta capovolgendo il senso della realtà. Rivedo le stesse situazione kafkiane dell'anno scorso. In questi giorni ci siamo isolati, abbiamo analizzato la sfida con la Fiorentina, cerchermo di correggere gli errori ma non siamo condizionati dagli ultimi risultati. Conosciamo i nostri pregi e i nostri difetti, cerchiamo di esaltare i nostri pregi e cerchiamo di correggere i nostri difetti. Poi vediamo se il risultato ci premierà».
VILLARREAL DA TEMERE - Ai complimenti del tecnico del Villarreal Garrido Mazzarri risponde con fermezza: «Ha detto che siamo i più forti in Italia? Nel giro di pochi mesi è cambiata la visione degli altri verso di noi, quando vengono qua vengono a fare tutti la partita della vita avendo a disposizione due risultati su tre. Noi abbiamo fatto una crescita vertiginosa, anziché graduale. Noi siamo la squadra che fa più paura, è una cosa che ci inorgoglisce ma è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Proprio per questo, però, domani avremo ancora più difficoltà, per quello che gli avversari pensano di noi. Loro sono arrivati in semifinale di Champions qualche anno fa e dobbiamo essere noi a temere loro. Domani è una partita pericolosissima: loro sono venuti l'anno scorsi a difendersi per poi ripartire e lo faranno anche quest'anno. Quando giochi con squadre che hanno due risultati su tre, finché il risultato non si sblocca la partita resta a rischio».
MAGGIO KO - Il tecnico azzurro poi annuncia il forfait di Maggio: «E' l'unico che ha fatto quattro partite di fila e l'abbiamo perso sia con la Fiorentina che per il Villarreal. Il dottore farà il possibile per recuperarlo contro l'Inter. Questo voglio sottolinearlo e farlo presente a chi mi ha criticato dopo il turnover di Verona». Dall'altro lato non ci sarà Rossi: «E' un giocatore forte, per loro è un giocatore importante. Così come lo è per noi Maggio, la sua assenza pesa molto. Così come quelle di Britos, Dzemaili e Donadel».
TURNOVER - Mazzarri è tornato poi a parlare del turnover, dopo le polemiche seguite alla sconfitta con il Chievo: «Il turnover? Dobbiamo continuarlo a fare per evitare infortuni. L'anno scorso lo abbiamo fatto anche in maniera più massiccia e abbiamo raccolto tre vittorie su tre. La Champions ci porta via punti come ha detto Galliani e noi privilegiamo l'Europa pur sapendo di poter avere conseguenze in serie A. Gli infortuni? Quelli muscolari sono stati soltanto due: per Maggio ho già detto il motivo, quello di Donadel è stato imprevisto».
ARBITRI - Chiusura sugli arbitri: «Non mi sono mai lamentato degli arbitri e non lo voglio fare. Le sviste degli arbitri ci stanno, una volta sono a nostro favore un'altra no».
Fonte Corriere dello Sport.it
TUTTE FINALI - Mazzarri alla vigilia è carico: «Noi dobbiamo fare come facciamo sempre, per noi sono tutte finali. Da quando sono arrivato io, l'abbiamo sempre pensata così. Domani metteremo tutto quello che abbiamo in corpo per prevalere sul Villarreal, dopo penseremo a fare lo stesso con l'Inter. A bocce ferme poi si tireranno i bilanci, ho sentito parlare di crisi, ma qui si sta capovolgendo il senso della realtà. Rivedo le stesse situazione kafkiane dell'anno scorso. In questi giorni ci siamo isolati, abbiamo analizzato la sfida con la Fiorentina, cerchermo di correggere gli errori ma non siamo condizionati dagli ultimi risultati. Conosciamo i nostri pregi e i nostri difetti, cerchiamo di esaltare i nostri pregi e cerchiamo di correggere i nostri difetti. Poi vediamo se il risultato ci premierà».
VILLARREAL DA TEMERE - Ai complimenti del tecnico del Villarreal Garrido Mazzarri risponde con fermezza: «Ha detto che siamo i più forti in Italia? Nel giro di pochi mesi è cambiata la visione degli altri verso di noi, quando vengono qua vengono a fare tutti la partita della vita avendo a disposizione due risultati su tre. Noi abbiamo fatto una crescita vertiginosa, anziché graduale. Noi siamo la squadra che fa più paura, è una cosa che ci inorgoglisce ma è una cosa che non sta né in cielo né in terra. Proprio per questo, però, domani avremo ancora più difficoltà, per quello che gli avversari pensano di noi. Loro sono arrivati in semifinale di Champions qualche anno fa e dobbiamo essere noi a temere loro. Domani è una partita pericolosissima: loro sono venuti l'anno scorsi a difendersi per poi ripartire e lo faranno anche quest'anno. Quando giochi con squadre che hanno due risultati su tre, finché il risultato non si sblocca la partita resta a rischio».
MAGGIO KO - Il tecnico azzurro poi annuncia il forfait di Maggio: «E' l'unico che ha fatto quattro partite di fila e l'abbiamo perso sia con la Fiorentina che per il Villarreal. Il dottore farà il possibile per recuperarlo contro l'Inter. Questo voglio sottolinearlo e farlo presente a chi mi ha criticato dopo il turnover di Verona». Dall'altro lato non ci sarà Rossi: «E' un giocatore forte, per loro è un giocatore importante. Così come lo è per noi Maggio, la sua assenza pesa molto. Così come quelle di Britos, Dzemaili e Donadel».
TURNOVER - Mazzarri è tornato poi a parlare del turnover, dopo le polemiche seguite alla sconfitta con il Chievo: «Il turnover? Dobbiamo continuarlo a fare per evitare infortuni. L'anno scorso lo abbiamo fatto anche in maniera più massiccia e abbiamo raccolto tre vittorie su tre. La Champions ci porta via punti come ha detto Galliani e noi privilegiamo l'Europa pur sapendo di poter avere conseguenze in serie A. Gli infortuni? Quelli muscolari sono stati soltanto due: per Maggio ho già detto il motivo, quello di Donadel è stato imprevisto».
ARBITRI - Chiusura sugli arbitri: «Non mi sono mai lamentato degli arbitri e non lo voglio fare. Le sviste degli arbitri ci stanno, una volta sono a nostro favore un'altra no».
Fonte Corriere dello Sport.it
giovedì 24 febbraio 2011
Villarreal, Rossi: “Noi giochiamo la palla, Napoli più fisico"
Giuseppe Rossi, attaccante del Villarreal e della nazionale italiana, ha rilasciato un’intervista al quotidiano spagnolo El Pais. Ecco quanto tradotto ed evidenziato in anteprima da Tutto Napoli.net: “Giocare al San Paolo è stato davvero emozionante, i tifosi azzurri vivono il calcio con molta intensità. Questa sera al Madrigal ci saranno circa 3000 supporter del Napoli, sarà sicuramente una bella atmosfera. Contro gli azzurri sarà uno scontro di stili: a noi piace passare e spostarci, il possesso palla, loro sono una squadra che corre per tutti i 90’, molto fisica. Saremo favoriti dalle dimensioni del campo, perché molto piccolo e quindi sarà più determinante la nostra tecnica che la loro corsa. Chi scelgo tra Lavezzi e Cavani? Il pocho può cambiare il ritmo del gioco perché cerca il dribbling per fare gol, mentre l’uruguagio è più finalizzatore. Dovremo prestare attenzione ad entrambi”.
Sul calcio italiano: “E’ inferiore a quello della Premier, della Liga e della Bundesliga. Prandelli sta tentando di dare una scossa all’ambiente cercando di inserire in nazionale giovani di valore e prospettiva: l’abbiamo visto contro la Germania, dove ha convocato me, Cassano e Giovinco. Negli ultimi anni si è cercato il giocatore più fisico che quello tecnico. Gli ultimi grandi calciatori con un alto tasso tecnico sono stati Baggio, Del Piero e Totti. Il calcio è cambiato e le squadre che vincono sono quelle che tengono la palla”.
Sul suo passato: “Da bambino ero tifoso del Milan di Sacchi e di Capello. Ho accumulato tantissima esperienza. Ho 24 anni ma già ho calcato i campi di Italia, Inghilterra e Spagna. Il trasferimento dal Parma al Manchester? Sacchi, ds degli emiliani, cercò in ogni modo a convincermi di restare, ma è stato impossibile dire di no ad Alex Ferguson”.
Sul calcio italiano: “E’ inferiore a quello della Premier, della Liga e della Bundesliga. Prandelli sta tentando di dare una scossa all’ambiente cercando di inserire in nazionale giovani di valore e prospettiva: l’abbiamo visto contro la Germania, dove ha convocato me, Cassano e Giovinco. Negli ultimi anni si è cercato il giocatore più fisico che quello tecnico. Gli ultimi grandi calciatori con un alto tasso tecnico sono stati Baggio, Del Piero e Totti. Il calcio è cambiato e le squadre che vincono sono quelle che tengono la palla”.
Sul suo passato: “Da bambino ero tifoso del Milan di Sacchi e di Capello. Ho accumulato tantissima esperienza. Ho 24 anni ma già ho calcato i campi di Italia, Inghilterra e Spagna. Il trasferimento dal Parma al Manchester? Sacchi, ds degli emiliani, cercò in ogni modo a convincermi di restare, ma è stato impossibile dire di no ad Alex Ferguson”.
venerdì 17 dicembre 2010
Europa League, Ecco il Villareal
Probabilmente non c’era avversario peggiore che l’urna di Nyon poteva riservare al Napoli per i sedicesimi di finale di Europa League. Il Villareal per tasso tecnico, compattezza ed esperienza è sicuramente l’avversario più temibile. Pensare che dopo la stagione travagliata dello scorso anno il “sottomarino giallo” non doveva nemmeno esserci in Europa con il settimo posto nella Liga 2009/10, una qualificazione raggiunta solo per l’esclusione dalle Coppe del Maiorca. Una stagione da dimenticare quella passata che non rispecchiava il vero valore degli spagnoli che in questa annata stanno esprimendo tutto l’enorme potenziale a disposizione del tecnico Garrido.
LIGA – In campionato gli spagnoli sono primi nella classifica degli “umani” alle spalle di Barcellona e Real che sono di altro pianeta. Terzo posto dunque frutto di 30 punti conquistati in 15 giornate. Gli stessi in pratica del Napoli che però ha impiegato 16 gare per toccare quota 30. Di questi 30 punti 19 quelli realizzati al “Madrigal” dove sicuramente gli uomini di Garrido sono più temibili. Ma è la costanza e l’equilibrio la vera forza di questa squadra che anche lontano da casa tiene sempre bene il campo e riesce a sfruttare la velocità nelle ripartenze delle sue punte.
EUROPA LEAGUE – Il Villareal si è qualificato ai sedicesimi prendendosi il primo posto nel gruppo D sul campo del Bruges già estromesso dal discorso qualificazione e guadagnando i primi punti lontano dal Madrigal in Europa dopo le sconfitte con Dinamo Zagabria e Paok. Decisiva una doppietta di Giuseppe Rossi. A fare la differenza però è stata la solidità degli spagnoli tra le mura amiche, con 3 vittorie in altrettante esibizioni.
CONTINUITA’ IN EUROPA – Gli spagnoli negli ultimi hanno sono stati capaci di inanellare sempre risultati positivi in campo internazionale. L’apice della storia europea del sottomarino giallo risale senza dubbio al2005/6 quando guidati in campo da Riquelme ed in panchina da Manuel Pellegrini raggiunsero la semifinale in Champions League, elimando l’Inter ai quarti. Da ricordare la semifinale nella Uefa del 2003/04 ed i quarti dell’anno successivo.
PRECEDENTI – Non esistono precedenti tra Napoli e Villareal, la Spagna però rievoca uno dei più bei ricordi della storia recente degli azzurri: erail 16 settembre 1992, quando il Napoli schiantò il Valencia in Coppa UEFA con una cinquina di Daniel Fonseca.
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