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lunedì 2 aprile 2012

Ripartire dopo una notte di delusione.....


Sensazioni viscerali. Incubi notturni. Strani presagi. Ricordi, frammenti di battaglie perse in un passato nemmeno troppo remoto. Notte insonne o quasi. Stamattina cerco di evitare di leggere i titoli dei giornali. Faccio di tutto ma l'occhio cade sulle prime pagine. Non ho ancora digerito la cena di ieri. Mi è rimasta sullo stomaco come una putrella che serve a mantenere un balcone abusivo. Ma di abusivo c'è solo il mio malumore. Non sono tipo da scoraggiarsi facilmente e il sole del "giorno dopo" per me è sempre stato sinonimo di rinascita. Simbolo di nuova vita. Di risveglio e fiducia nel domani. Dopo ogni sconfitta, dopo ogni batosta, ho sempre gonfiato il petto come un leone e ho sfidato la sorte gridandogli che non avevo alcun timore dei suoi tiri mancini e che se era quello tutto ciò che aveva in serbo per abbattermi allora era meglio che s'impegnasse a far i meglio. Nella mia vita - di cui il calcio è sempre metafora - ho vissuto e sopportato, come immagino chiunque, situazioni gravi, prove difficili. Mi hanno insegnato a combattere sempre con dignità. Con coraggio. Con fiducia nei miei mezzi e nelle mie possibilità senza mai partire sconfitto. Mi hanno insegnato a perdere e di conseguenza ho imparato anche a vincere. Non ho mai cercato alibi né giustificazioni nelle mie sconfitte e in quelle dei colori in cui credo e nei cui vessilli mi fregio appartenere.
Ma ieri sera mi sono sentito umiliato. Ho capito cosa significa sentirsi impotente. Inferiore. Ero solo io in mezzo a tanti, troppi juventini entusiasti e festanti. Il mio sguardo vagava smarrito, incredulo per lo spettacolo che si stava manifestando dinanzi ai miei occhi gonfi di tristezza. Dopo la partita col Chelsea ero deluso ma anche orgoglioso perché avevo visto i miei beneamini reagire. Combattere. E perdere, con l'onore delle armi. Ieri ho visto qualcosa che mi ha portato alla mente incubi mai sopiti di anni bui. Mi ha riportato alla mente il 3-0 dell'anno della retrocessione del 2000. Quando la squadra per mentalità e incapacità entrava in campo già sconfitta quando doveva giocare con le squadre più forti. Mi sono sentito impotente. E dopo una notte insonne come quella dopo che la tua fidanzata di ha lasciato oppure quella dopo che ti è morto un parente lontano, il sole di oggi non mi incita a sfidare il destino e a dirgli: coraggio, combatti, io sono di nuovo pronto e non ho paura. No, la sensazione è quella di chi al destino vuol chiedere un attimo di tregua, una piccola indulgenza. Un favore, una concessione. Che sai il destino non ti darà. E allora lo so. Devo fare uno sforzo più forte e trovate nelle profondità del mio cuore la forza per crederci. Per trasformare queta delusione in esperienza. Cazzo non sono un bambino che hanno sempre fatto vincere e che ora è deluso e smarrito e non sa come affrontare le prossime sfide della vita. Mi avete fatto piangere per questi colori. Mi avete esposto alla gogna e al pubblico ludibrio dei tanti, troppi juventini apolidi presenti intorno a me. Non posso farci niente se non continuare a sostenervi e a farvi capire che essere napoletani per noi significa tante cose. Che i colori che rappresentate vanno difesi a prescindere. Che ci sono nemici da battere sempre. E allora ci credo un po' di più. E penso che in fin dei conti anche domani il cielo sarà sempre blu. Come i miei sogni. Forse non vedo la realta. Forse sono cieco. Ma... meglio essere ciechi e sognare a colori e sapere ancora commuoversi per un trionfo, che vederci e vivere un'intera ita in bianco e nero, senza più capacità di stupirsi per niente perché chi non sa perdere non saprà mai vincere. FORZA NAPOLI. IO - CI - CREDOOOO!

Ettore Buonincontri

mercoledì 7 dicembre 2011

Uniti per mano per far finta di non tremare al suono della Champions League

Sinceramente noi del gruppo Ultràmici non ci caschiamo, restiamo concentrati come durante un compito in classe, come nella paura del primo giorno di scuola con la voce pastosa, acida o vibrante.
Noi sappiamo che il piccolo comune valenciano di Vila Real è un immobile ponte verso il Paradiso, ma non c'è Dante e nemmeno Maradona.
Questo è il passaggio verso la fine di un peso insuperabile, che nemmeno un Napoli divino riuscì a superare.
Noi siamo un solo nome, una sola cultura, un'unica sferica certezza di insaccare quella rete spagnola, siamo il desiderio di distruggere i luoghi comuni, le jettature manciniane, milanesi e d'oltralpe; quelle di simil-giornali che ci sputano in faccia e non vedono che siamo in una dimensione protetta da gambe troppo veloci per essere colpite.
Abbiamo paura, tutti allo stesso modo e tutti quanto è giusto averne. Saremo tutti a El MAdrigal, senza tifoserie ospiti, per la prima volta a conquistare la terra di Spagna partendo dal Regno delle due Sicilie, ma noi, noi di un piccolo immenso gruppo, tuoniamo per urlare la voglia di andare avanti. Senza considerarla una partita già fatta, perché c'è da sudare, correre, convincere e vincere, contro un mondo intero che è diviso, tra sognatori romantici e criptici pragmatici.
Noi non diamo nulla per scontato, restiamo uniti come se fosse la prima sfida, l'inizio di una nuova era; e non vogliamo meritare nei novanta minuti, vogliamo pure che sia De Sanctis a segnare di testa al 95esimo, vogliamo i tre punti e il resto non esiste, lo lasciamo a chi di mercoledì preferisce andare a mangiare una pizza, sognando di essere ancora napoletano.

Domenico Serra

giovedì 15 settembre 2011

Gli ULTRàMICI……… la nostra trasferta inglese …….. VIA WEB!!!

Il 14 settembre c’è l’esordio del Napoli in Champions League dopo 21 anni, e allora Gli ULTRàMICI decidono di andare assieme in trasferta!
Si parte il giorno prima e via via per strada si parla inevitabilmente della partita. C’è chi è scettico, chi è fiducioso, chi è megalomane, chi è teso, chi è nervoso, chi è felice, chi piange, chi ride!
La notte non passa mai e si avvicina il fatidico giorno!
Pian piano ci si sveglia un po’ tutti e si comincia a realizzare che manca poco al match! Ecco che gli isterici cominciano con il loro nervosismo a contagiare un po’ tutti, nell’animo di ognuno passano le emozioni di tutti gli altri ed allora si pensa ad un modo per scaricare la tensione, si parla di altro ma dura pochissimo!
Volenti o nolenti si ritorna sul match e sul rito propiziatorio prepartita! Si pensa che non è il caso di utilizzare ciascuno il proprio rito di campionato, qui ci vuole qualcosa di più grosso, qualcosa di comunitario!
Si prende un poster del nostro Napoli, tutta la squadra schierata per la foto prepartita di Cesena – Napoli ed ognuno di noi scrive il proprio nome su di essa!! Ma un solo poster non basta per tutti, non c’è spazio, allora ne prendiamo un altro!
Ora basta però riposiamoci prima del match! Un quasi silenzio tombale ci avvolge fino alle 19:30, e siamo lì, la musichetta champions fà a tutti uno strano effetto! In molti piangono, in molti ridono, altri pregano!
Il match lo conoscete e sapete bene cosa abbiamo vissuto!
Al ritorno a Napoli è la solita storia…………… la stanchezza non si fa sentire, c’è solo eccitazione e felicità in noi, la notte passa insonne e l’indomani mattina ………… siamo di nuovo tutti su Facebook, gruppo Gli ULTRàMICI!!!

Ebbene sì la trasferta noi l’abbiamo vissuta sul gruppo e tutte queste sensazioni le abbiamo provate via web! E’ come se fossimo andati tutti assieme in trasferta, perché quando sei sul gruppo ti senti accanto a ciascun membro! Riesci a ricevere “digitalmente” le emozioni di tutti che inevitabilmente ti pervadono e ti contagiano! Noi siamo così! Sconosciuti separati alla nascita, fratelli di genitori diversi, ma con un legame forte che ci unisce tutti. Ci conosciamo da una vita pur scrivendo da soli 7 mesi! Siamo così ed è per questo che ci vogliamo bene!
Alla prossima trasferta ragazzi!
UNITI SI VINCE! AVANTI NAPOLI! AVANTI ULTRàMICI!!!

Marco Iermano.