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mercoledì 2 novembre 2011

BAYERN-NAPOLI 3-2. Tedeschi troppo forti, il cuore azzurro non basta

Non basta il cuore al Napoli, sconfitto all'Allianza Arena da un Bayern Monaco tecnicamente troppo superiore. Steccano, in particolare, la difesa nel primo tempo e i "tenori" apparsi in ombra. Gli azzurri avevano iniziato bene, poi sono crollati sotto i colpi di Gomez, autore di una tripletta. Nella ripresa, con la difesa schierata fissa a 4, si è visto un Napoli più razionale e un Fernandez molto meno indeciso. Proprio dell'argentino i gol di testa che hanno fatto sognare una rimonta che avrebbe saputo di autentica impresa.


LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO

DE SANCTIS: incolpevole sui gol. VOTO: 6

CAMPAGNARO: si fa scartare da Gomez come un qualsiasi pivello in occasione del primo gol tedesco, ma deve anche rimediare al posizionamento errato di Fernandez. Ha l'attenuante che dal suo lato spesso piomba da diestro anche un certo Ribery. VOTO: 5.5

FERNANDEZ: schierato al posto dello squalificato Cannavaro, guida la difesa a 3 in modo incerto. Molto meglio quando la squadra si sistema dietro a 4. Di testa è un mostro. E i due gol ne fanno salire la valutazione finale. VOTO: 6.5

ARONICA: balla il rock'n roll come i suoi compagni di reparto contro i mostruosi attaccanti tedeschi. Non fa scattare il fuorigioco nel secondo gol di Gomez. VOTO: 5 (dal 43° DOSSENA: impiegato come terzino sinistro se la cava dignitosamente. VOTO: 6)

MAGGIO: subisce un brutto colpo alla coscia destra dopo 15 minuti che ne condiziona il rendimento. In calo. VOTO: 5 

INLER: dovrebbe prendere per mano la squadra, ma non sembra affatto il Re Leone. Qualche buona apertura di gioco, ma poca intensità e scarsa cattiveria agonistica. VOTO: 6 

DZEMAILI: pressa più del solito, ma, come già si sapeva da alcuni anni, è lento nella corsa e non eccelle nella costruzione del gioco. VOTO: 5 (dall'83° PANDEV: S.V.)

ZUNIGA: viene impiegato come esterno basso a sinistra, salvo tornare nella ripresa al vecchio ruolo di terzino destro. Suda sette camicie nel contenere il fuoriclasse Ribery, fino a quando non viene sbattuto fuori. VOTO: 5

HAMSIK: primo tempo da spettatore, fino ad un bel tiro a fil di palo al 46°. Poi riscompare senza pagare il biglietto. VOTO: 4.5

LAVEZZI: inizia come un folletto indemoniato ma con troppa imprecisione nel servire i compagni smarcati in area,. Poi ogni tanto tenta un guizzo, con scarsa fortuna. VOTO: 5.5

CAVANI: schierato ala persa sulla fascia gioca una partita anonima. Si sacrifica come un difensore. Un crimine non sfruttare in attacco le sue qualità. VOTO: 5

All. MAZZARRI: prova la difesa a quattro, schiera Cavani esterno e Lavezzi prima punta, ma mischiare le carte non ha l'effetto sperato. Bravo nella ripresa a risistemare la situazione dopo l'espulsione di Zuniga. Si deciderà a riprovare la difesa a quattro? VOTO: 6

Antonello e Luca Perillo

Bayern-Napoli: che vinca chi ha voglia di fare la storia

Questa volta non ci sarà Fernando de Napoli, uno di quei grandi gregari innamorati della maglia, che scelse d’essere barattato, sponda Milan, per rientrare probabilmente nel progetto: io ti do uno scudetto a te, tu mi dai un pezzo di Milano2 a me.
Mancherà il suo gesto che nel calcio non ho più visto: uscire dal campo dopo un infortunio per accelerare la ripresa del gioco; mancheranno soprattutto Nachtweih e Flick e le loro goliardiche azioni difensive; mancherà un preciso allenamento di ogni giocatore del Napoli e il contemporaneo e indisciplinato ballo di Diego.
Questa volta a Monaco possiamo sfiorare le stelle, come accarezzando un sogno troppe volte frantumato, prima da un’aula giudiziaria, poi da Avellino, Villareal e Udinese; tanto per citarne qualcuno.
Sarebbe bello vincere all’Allianz Arena, osservare napoletani dispersi in ogni settore dello stadio, immaginare quanti di loro abbiano perfino dimenticato l’italiano. Molti vivono ormai da generazioni in una terra dove tutto funziona, tranne il clima; ma resta gente che non ha dimenticato né l’Italia, né i racconti di Dachau, né il vernacolo partenopeo.
Eppure immagino lo stadio pieno di puffi blu infiltrati ovunque, immagino di vederli saltellare come bimbi con biberon d’aglianico d.o.p., in uno stadio incredulo contagiato dalla lavezzite, fermo e immobile ad accettare l’impresa; immagino le strade colonizzate da un OktoberNapoli senza birra e abiti bavaresi, ma di un Napoli sudamericano.
La Baviera dà lavoro a circa 70000 italiani, mentre amici, conoscenti e tifosi arrivano da ogni parte del mondo,
molti di questi tiferanno Napoli, pur essendo italo-tedeschi.
Mia zia è tedesca, annuncia un risultato tennistico, certo che per valori in campo potrebbe tranquillamente accadere, ma io proprio non ci credo. E infatti lei la partita non la guarderà, invece tantissimi napoletani saranno in quello splendido stadio, che di notte è veramente un’opera meravigliosa: ma di giorno, Herzog & de Meuron non me ne
vogliano, quest’opera meravigliosa, a me sembra un immenso rotolo di carta igienica. Nessuna metafora ovviamente, né offesa per gli svizzeri, anche perché il nostro destino è nei loro piedi; io preferisco lo “sgarrupato” San Paolo di Napoli.
Che vinca chi ha voglia di fare la storia.
Fonte:Tifonapoli.it
Domenico Serra

martedì 1 novembre 2011

Ferlaino: "Questo Bayern è molto più forte di quello dell'89"

“Ricordo benissimo la partita col Bayern ai tempi di Maradona, era la semifinale di Coppa Uefa, anche se sono più legato ad altre due partite: la finale di Stoccarda ed anche al ritorno dei quarti contro la Juventus quando recuperammo il risultato sfavorevole dell’andata (2-0 ndr). Fu un bel match, segnò Renica al 119’ e ribaltammo la situazione vincendo 3-0 al San Paolo. Il Napoli di allora era fortissimo, eravamo sicuri di vincere ogni volta che scendevamo in campo. Giocavamo contro una squadra forte in Germania ma non fortissima in Europa. Fu una tappa fondamentale prima della conquista della Coppa Uefa. Questo Bayern è molto più forte, ma parliamo sempre di calcio e quindi domani sera tutto può succedere. Basti pensare che il Parma, pur non essendo una grande squadra, ha vinto al San Paolo poche settimane fa. La Ferrari regalata a Maradona? Quando l’Argentina vinse il Mondiale chiesi a Diego cosa regalargli, e lui mi chiese una Ferrari Nera. Ricordo che telefonai a Luca Cordero di Montezemolo e mi fece un cospicuo sconto, visto il ritorno pubblicitario dell’accostamento ad un cliente speciale come Diego al marchio Ferrari. Per le gare europee, invece, non ho mai promesso niente, sono solo leggende. Mazzarri antipatico come Bianchi? Chi lavora nel Napoli deve essere molto rigido, con giocatori, i tifosi e tutto l’ambiente. Mazzarri fa bene ad avere questo tipo di atteggiamento, ha grosse responsabilità. Probabilmente non dorme la notte per decidere chi schierare. La sua tensione va compresa. Bianchi era molto simpatico lontano dai riflettori, giocavamo spesso a scopone, ma non il venerdì, il sabato e la domenica perché in quei giorni si pensava solo alla partita. Scudetto o Champions? Parlo da tifoso e dico che firmerei per entrambi. La speranza c’è tutta. Col Bayern sarà dura non mi sbilancio in pronostici, ma faccio tutti gli scongiuri del caso. Vi racconto un aneddoto curioso: quando il Napoli perde, tutt’oggi la gente, se mi incontra per strada, non mi saluta e la cosa mi diverte molto perché mi fa sentire in qualche modo ancora partecipe delle vicende della squadra azzurra”.