DOveri apre con la lussazione, Cannavaro chiude con il piedone. Il Napoli risale dalle sabbie mobili, battendo il modesto e quasi retrocesso Novara con la ventesima ‘apparizione’ di Gesù Cavani ed il piedone di capitan Cannavaro. Sabato, non era necessaria una gara spumeggiante ma prendere i 3 punti dopo i 2, nelle ultime cinque partite. Lavezzi e Pandev non c’erano, Dzemaili ha dominato il centrocampo, Zuniga ha definitivamente oscurato Dossena e Maggio, senza dubbio, è stato il migliore in campo. Il Napoli non può prescindere dall’esterno veneto. Ha un passo superiore a tutti i laterali in Serie A e Mazzarri, purtroppo, non può fare a meno di lui. Salta gli avversari come birilli, serve cross al bacio e va due volte vicino al goal. L’infortunio di Londra ha probabilmente cambiato la storia sportiva del Napoli, Ramires sta ancora crossando indisturbato sulla quella maledetta fascia sinistra a Stamford Bridge. Maggio, un mese decisivo.
RE Cristiano Ronaldo de Madrid. Il suo 42 esimo goal in Liga, regala la vittoria al Madrid dopo 10 tentativi nei confronti dei rivali blaugrana. CR7, decisivo a un quarto d’ora dal termine batte Leo Messi in casa sua, addirittura lo supera in classifica capocannonieri di una rete. Quel simpaticone di José Mourinho, alla decima riesce a fare bottino pieno a Barcellona. Le sue mosse hanno imbrigliato gli avversari : Coentrao, ha annullato Dani Alves, Khedira ha firmato una rete pesantissima, Sergio Ramos e Pepe, vere e proprie colonne della difesa hanno chiuso tutti i varchi. Il professore Guardiola, dal canto suo, non ha convinto. Ma perché Pep vuole fare il professore? Capisco ed apprezzo la storia dei giovani alla riscossa, ma in una gara simile poteva evitare, infatti Thiago Alcantara e Tello non hanno inciso e Sanchez, non puoi non metterlo dal primo minuto in campo. Morale della favola: Madrid campeon incontenstable
MI sembrava Italia – Serbia di due anni fa, lo stadio è quello, la partita purtroppo un’altra, i fatti sono simili o meglio quello che si vede sugli spalti. Al posto di Ivan il terribile, 60 delinquenti che bloccano una partita di Serie A per circa 45 minuti. E’ il giorno più nero per il gioco più bello del mondo. Guardavo allibito i fatti del Ferraris. Il calcio italiano ha scritto una pagina vergognosa a Genova. Brienza ne fa due, Destro e Giorgi uno a testa, il grifone è sotto di quattro reti e si scatena il putiferio sugli spalti. Per prima cosa i tribunari rossoblu sono invitati a lasciare il posto a sedere, Jankovic non credeva ai suoi occhi, poi, la furia di questi avanzi di galera che si arrampicano minacciosamente sulle recinzioni. Qualcuno si sistema sul tunnel che dovrebbe portare le squadre negli spogliatoi ed invita la squadra a consegnare le magliette, un vero e proprio atto criminoso. Il capitano Marco Rossi, tenta di dialogare con i propri tifosi. In campo c’è anche Preziosi, ma la sua presenza non serve per riportare serenitá, forse, è la sua presenza che alimenta il tutto. Molti giocatori del Genoa si sfilano le maglie e le consegnano a Rossi, Mesto ha una crisi di nervi e scoppia a piangere. A placare l’ira di una sparuta parte di pubblico, ci pensa lui, Giuseppe Sculli, l’ala destra del Genoa non ha paura di nessuno, non vuole sfilare la maglia ed affronta ad uno ad uno, come un vero boss, i tifosi impazziti. Forse, le notizie dell’appartenenza allo Zio Giuseppe Morabito, detto ‘u tiradrittu, affiliato della ‘ndrangheta arrestato dopo un lungo periodo di latitanza, non sono del tutto false. Uno scenario al limite del pensabile, perfetto se al posto della maglietta e dei calzoni, alcuni, avessero indossato gessati degni di Al Capone. Chi ha visto tutte le immagini, con un po’ di fantasia, sa che non si era tanto lontani da quel cambio abiti. Vergogna e galera. L’effetto Morosini è durato molto poco !
FAcciamo 5 punti nelle ultime 5 partite e la zona Champions è a 4 punti, incredibile ma vero. Questa è la corsa al terzo posto, tutto può succedere ogni domenica. Hanadanovic salva l’Udinese parando il rigore su Thereau, Julio Cesar para quello di Ljajic, Bojinov ferma la Lazio, la Rometta crolla a Torino. Cinque squadre in 6 punti, dai 55 della Lazio ai 49 dell’Inter. Il Napoli non ha un calendario facile. Andrà tre volte fuori: Lecce, Roma, Bologna; due le gare al San Paolo: Palermo e Siena. Nessuno vuole andare in Champions, viene fuori questo ad un mese dalla fine del campionato. La Lazio non è continua, l’ Udinese ha pagato assenze importanti, il Napoli ha poca benzina, il progetto Roma non esiste, l’ Inter è a fine ciclo. Giallorossi di Lecce e giallorossi di Roma saranno i colori che possono regalarci il Paradiso o l’ Inferno. Tutto in 7 giorni, tutto in 180 minuti. Non molliamo quell’obiettivo!
SOLo la Juve, a questo punto, dopo i due passi falsi del Milan casalinghi, potrà perdere lo scudetto. Dopo la sconfitta interna con la Fiorentina ed il pari con il Bologna ed i 6 punti della Juve con le romane, il campionato sembra davvero indirizzato a lasciare Milano e raggiungere Torino. La Juve è una macchina da guerra, trascinata da una difesa impenetrabile, da Vidal goleador ( quello che si aspettava da Inler ndr), e da una cabina regia con dietro le telecamere Pirlo e Vucinic che disegnano calcio. A completare l’opera, una condizione fisica incredibile, sorprende che un campionato intero non ha mai visto un calo per gli uomini di Conte, ci si mette anche il crollo rossonero mixato a sfortuna ed errori arbitrarli, il goal di Muntari peserà, forse. Dopo 7 scudetti a Milano, 5 all’Inter e due al Milan, la Signora bianconera, a meno di grosse sorprese, si ricucirà lo scudetto sulla maglia. Intanto, vi anticipo i fatti del 13 maggio sera, avverrà il caos per la stellina sulla maglia, la terza stellina. Saran 28 scudetti, saran 30? Mi godrò la notte grottesca dello Stadium con i 29 scudetti, già affissi da tempo,nel tunnel dell’impianto torinese.
LA Rometta di GiggiEnrico si guadagna ancora una volta una Nota. La Juve domina la Roma per 4-0, Gigi perde la tredicesima partita in campionato,la sua squadra ha subito 46 goal. A Torino non c’è stata partita a Torino sotto l’aspetto fisico, tecnico e tattico. Dopo 25 minuti la Roma è già sotto di tre gol e con un uomo in meno. Forse è eccessiva l’espulsione a Stekelenburg, davvero una regolaccia. Il progetto Luis vacilla, anche lui fa il professore come Guardiola, sarà l’effetto spagnolo ma l’allenatore della Roma, è stato capace di far fuori Totti in una gara così importante ed inserire l’usurato Perrotta. Chi li capisce questi Spagnoli! Ciliegina sulla torta, in questo caso, è Lamela a completare il progetto americano. Fa discutere l’episodio in cui Lichsteiner mima il 4-0 a Lamela che risponde con uno sputo indirizzato verso il braccio del difensore. Negli spogliatoi chi prendeva le parti di uno, chi dell’altro. Lo sputo, a mio avviso, è indifendibile, meglio uno spintone. Osvaldo infine, chiude attaccando l’arbitro Bergonzi: ‘L’arbitro ha indirizzato la partita, gli parlavo e mi rideva in faccia’. Roma piange nel suo 2765° anno di vita.
SI amo una nazione INCIVILE ed IMBROGLIONA ! Una nazione dove i politici si mascherano da pupazzi e va avanti l’antipolitica in mano a pericolosi apprendisti stregoni, dove le donne vengono oltraggiate ed infamate tutti i giorni, dove gli onesti sono una categoria in via di estinzione. Siamo un Paese sulla bocca di tutti, nel senso peggiore del termine, s’intende. “Sei Italiano?” e, implicito parte il risolino sarcastico di chi associa la tua nazionalità ai pensieri peggiori. Siamo un Paese dove gli spalti degli stadi si trasformano in teatri di inciviltà, dove i calciatori si sputano addosso e tutti stanno a guardare. Siamo, purtroppo, oramai così. E viene spontaneo pensare ad un passato illustre e glorioso, a fatti e individui che furono e non sono più, anzi, sembrano lontani anni luce, dei veri extraterrestri. Un passato decisamente remoto.
Giuseppe Libertino
Mercoledì 25 Aprile, dalle ore 17 alle 19, vi aspetto On Air, su Radio Crc (100,5 Mhz) per commentare il Napoli e le 7 Note! Diretta Telefonica 081.5711969, Sms 338.2222777. Dalle 17.30, Sorrisi e Palloni in Tv, fino alle ore 19, il programma sarà in diretta anche su TeleCapri Event, Ch. 271 del digitale terrestre. Viviamo insieme Lecce – Napoli, con: Giuseppe Libertino, Bruno Gaipa e Barbara Carere.
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lunedì 23 aprile 2012
sabato 7 aprile 2012
LAZIO-NAPOLI 3-1. Azzurri traditi dagli errori dei singoli e forse anche da qualche scelta di mercato
Non basta il nuovo vestito tattico: il Napoli perde anche all’Olimpico contro la Lazio e ora rischia quasi di dire addio alla Champions League. Il 4-3-3 studiato da Mazzarri è stato inutile, perché vanificato da tre errori individuali: quello di De Sanctis in occasione del gol di Mauri (palla sotto l’addome), di Britos nell’azione del raddoppio di Mauri (marcatura larga e mancato intervento di testa) e della coppia Inler-Britos nella circostanza del rigore guadagnato da Rocchi. Va detto che gli azzurri, che avevano ritrovato il temporaneo pareggio con Pandev, si sono visti negare un penalty sull’1-1 grosso come una casa per un fallo sul macedone. Nomn è il momento dei processi, ma pesano come un macigno i punti persi a inizio stagione e anche certe scelte di mercato: Britos, ad esempio, ho sempre detto che non fosse da Napoli.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: si fa passare la palla sotto la pancia in occasione del gol di Candreva. Provvidenziale la sua manina sullo stesso Candreva al 52°. Incerto in almeno due interventi. Nulla può sulla strepitosa rete di Mauri.VOTO: 5
CAMPAGNARO: da settimane non è in condizioni fisiche ottimali e lo conferma quando è costretto a giocare sulla velocità. Già diffidiato, salterà la prossima per un cartellino rimediato dopo un fallo, inutile, su Rocchi a centrocampo. Reja lo capisce e lo fa spesso infilare da Candreva, non a caso spostato dopo pochi minuti sul lato dell’argentino. VOTO: 5
CANNAVARO: nella linea a 4 la sua presenza è meno “invadente”, nel senso che bada più alla copertura che a costruire la manovra da dietro. Già diffidato, si fa ammonire stupidamente e salterà l’Atalanta. VOTO: 6
BRITOS: attento e concentrato, fino al gol di Mauri: la spettacolare sforbiciata del laziale è stata favorita da un mancato intervento di testa del difensore uruguaiano, che peraltro aveva lasciato troppo spazio in marcatura al diretto avversario. Suo il fallo da rigore su Rocchi, causato dalla innata lentezza nel passo. VOTO: 4
ARONICA: se la cava come esterno sinistro. Meglio in fase difensiva, ovviamente, che nell’appoggio della manovra. VOTO: 6 (dal 71° DOSSENA: entra per regalare profondità sulla fascia mancina. Non ci riesce.VOTO: 5.5
DZEMAILI: primo tempo in difficoltà, sembra quasi non trovare la giusta posizione. Leggermente meglio nella ripresa, ma difetta nel portare troppo palla. VOTO: 5
INLER: gioca finalmente in una linea a tre, proprio come gli capitava ad Udine. Gioca con ordine senza sprecare palloni. Poi lo stupido errore che provoca il rigore del 3-1. Alla sua età ancora non ha capito che non si giochicchia col pallone davanti alla difesa? VOTO: 5
HAMSIK: assume compiti quasi da regista, mostrando personalità. Gran destro dal limite al 10′ fuori di poco. Da dilettante l’errore -passaggio orizzontale in difesa- che manda quasi in gol Candreva. Vorremmo vedere un Lampard e un Gerrard, e non più un incompiuto. VOTO: 5.5
PANDEV: un assist al bacio non sfruttato da Cavani al 9′, poi al 34° il gol dell’1-1 segnato con freddezza. Guadagnerebbe anche un rigore, al 41°, ma l’arbitro glielo nega. A inizio secondo tempo non arriva di un soffio su una palla servita dal Pocho. VOTO: 6.5 (dall’81° VARGAS: come sempre costretto a giocare pochissimi minuti e in situazione disperata. S.V.)
CAVANI: al 9′ tira addosso a Marchetti in uscita, sprecando una clamorosa occasione. Solita generosità che si confonde con un disperato vagare per il campo. Non ce la fa più. VOTO: 5
LAVEZZI: inizio in sordina, poi si sveglia regalando l’assist vincente a Pandev: splendido e geniale il colpo di tacco che libera il macedone. Spettacolare una sua fuga sulla sinistra a inizio ripresa. Vorrebbe a tratti spaccare il mondo, ma non è al top. VOTO: 6.5
All. MAZZARRI: costretto dalle assenze di esterni di ruolo a modificare lo schema base, parte con un 4-3-3 costruito con molta intelligenza e con buona distribuzione dei compiti. Il Napoli è poi tradito da errori dei singoli. Le colpe del tecnico, semmai, sono legate ad altre partite che potevano portare al Napoli punti che ora sarebbe stati un’autentica manna. VOTO: 6
Antonello e Luca Perillo
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: si fa passare la palla sotto la pancia in occasione del gol di Candreva. Provvidenziale la sua manina sullo stesso Candreva al 52°. Incerto in almeno due interventi. Nulla può sulla strepitosa rete di Mauri.VOTO: 5
CAMPAGNARO: da settimane non è in condizioni fisiche ottimali e lo conferma quando è costretto a giocare sulla velocità. Già diffidiato, salterà la prossima per un cartellino rimediato dopo un fallo, inutile, su Rocchi a centrocampo. Reja lo capisce e lo fa spesso infilare da Candreva, non a caso spostato dopo pochi minuti sul lato dell’argentino. VOTO: 5
CANNAVARO: nella linea a 4 la sua presenza è meno “invadente”, nel senso che bada più alla copertura che a costruire la manovra da dietro. Già diffidato, si fa ammonire stupidamente e salterà l’Atalanta. VOTO: 6
BRITOS: attento e concentrato, fino al gol di Mauri: la spettacolare sforbiciata del laziale è stata favorita da un mancato intervento di testa del difensore uruguaiano, che peraltro aveva lasciato troppo spazio in marcatura al diretto avversario. Suo il fallo da rigore su Rocchi, causato dalla innata lentezza nel passo. VOTO: 4
ARONICA: se la cava come esterno sinistro. Meglio in fase difensiva, ovviamente, che nell’appoggio della manovra. VOTO: 6 (dal 71° DOSSENA: entra per regalare profondità sulla fascia mancina. Non ci riesce.VOTO: 5.5
DZEMAILI: primo tempo in difficoltà, sembra quasi non trovare la giusta posizione. Leggermente meglio nella ripresa, ma difetta nel portare troppo palla. VOTO: 5
INLER: gioca finalmente in una linea a tre, proprio come gli capitava ad Udine. Gioca con ordine senza sprecare palloni. Poi lo stupido errore che provoca il rigore del 3-1. Alla sua età ancora non ha capito che non si giochicchia col pallone davanti alla difesa? VOTO: 5
HAMSIK: assume compiti quasi da regista, mostrando personalità. Gran destro dal limite al 10′ fuori di poco. Da dilettante l’errore -passaggio orizzontale in difesa- che manda quasi in gol Candreva. Vorremmo vedere un Lampard e un Gerrard, e non più un incompiuto. VOTO: 5.5
PANDEV: un assist al bacio non sfruttato da Cavani al 9′, poi al 34° il gol dell’1-1 segnato con freddezza. Guadagnerebbe anche un rigore, al 41°, ma l’arbitro glielo nega. A inizio secondo tempo non arriva di un soffio su una palla servita dal Pocho. VOTO: 6.5 (dall’81° VARGAS: come sempre costretto a giocare pochissimi minuti e in situazione disperata. S.V.)
CAVANI: al 9′ tira addosso a Marchetti in uscita, sprecando una clamorosa occasione. Solita generosità che si confonde con un disperato vagare per il campo. Non ce la fa più. VOTO: 5
LAVEZZI: inizio in sordina, poi si sveglia regalando l’assist vincente a Pandev: splendido e geniale il colpo di tacco che libera il macedone. Spettacolare una sua fuga sulla sinistra a inizio ripresa. Vorrebbe a tratti spaccare il mondo, ma non è al top. VOTO: 6.5
All. MAZZARRI: costretto dalle assenze di esterni di ruolo a modificare lo schema base, parte con un 4-3-3 costruito con molta intelligenza e con buona distribuzione dei compiti. Il Napoli è poi tradito da errori dei singoli. Le colpe del tecnico, semmai, sono legate ad altre partite che potevano portare al Napoli punti che ora sarebbe stati un’autentica manna. VOTO: 6
Antonello e Luca Perillo
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Poesia per l'amico juventino !
In un pomeriggio di un sabato qualsiasi nel negozio sportivo di un centro commerciale un tipo si avvicina ad una delle casse e consegna alla commessa la maglia della Juventus che ha appena deciso di comprare.
La commessa passa la maglia sull'apposita piastra demagnetizzante per l'antitaccheggio, digita l'importo e lo comunica al cliente che paga e riceve resto e scontrino. Imbustata la maglia, il... tale s'incammina verso l'uscita ma la barriera antitaccheggio suona mettendosi a lampeggiare.
Interviene la commessa dicendo cortesemente al cliente, imbarazzatissimo, di passare all'interno della barriera solo la busta con gli acquisti. Questi esegue e la barriera suona ancora.
Interviene l'addetto alla sicurezza che si fa consegnare la busta dal tipo, guarda la merce presente nella busta, estrae la maglia della Juve e prontamente suggerisce:
Provi a togliere lo scudetto !
La commessa passa la maglia sull'apposita piastra demagnetizzante per l'antitaccheggio, digita l'importo e lo comunica al cliente che paga e riceve resto e scontrino. Imbustata la maglia, il... tale s'incammina verso l'uscita ma la barriera antitaccheggio suona mettendosi a lampeggiare.
Interviene la commessa dicendo cortesemente al cliente, imbarazzatissimo, di passare all'interno della barriera solo la busta con gli acquisti. Questi esegue e la barriera suona ancora.
Interviene l'addetto alla sicurezza che si fa consegnare la busta dal tipo, guarda la merce presente nella busta, estrae la maglia della Juve e prontamente suggerisce:
Provi a togliere lo scudetto !
martedì 27 marzo 2012
LOTTA CHAMPIONS. Una poltrona per tre
Troppi per sapere chi vincerà la volata Champions tra Lazio, Napoli e Udinese. Pochi per alimentare le speranze di Roma, Catania e Inter. Se anche i giallorossi, ad esempio, dovessero centrare uno straordinario filotto da 18-20 punti in nove partite, nessuna delle tre davanti dovrebbe superare quota 62-64. Improbabile.
LE QUOTE. Tanto vale allora concentrarsi su biancocelesti, partenopei e friulani. Come peraltro fanno i bookmaker, che aggiornando le quote dopo il weekend danno alla Lazio il ruolo di favorita (puntando sui biancocelesti si vince 2.38 volte la posta), al Napoli quello di rivale (2.75) e all’Udinese quello di outsider (5). Staccate Roma (11) e Inter (26).
IL TREND. Perche’ tanta differenza tra Napoli e Udinese, appaiate in classifica? Basta guardare cos’è successo finora nel girone di ritorno. In dieci giornate la squadra di Mazzarri ha conquistato 19 punti, quella di Reja 18, quella di Guidolin appena 10. Un punto a partita, frutto di due sole vittorie, quattro pari e quattro ko. I friulani sono in un momento di chiara difficoltà, se sono rimasti ancora aggrappati al treno delle battistrada lo devono, più che al bomber Di Natale un po’ appannato nelle ultime domeniche, a una difesa che resta la migliore del terzetto: 27 gol subiti contro i 32 del Napoli e i 34 della Lazio.
IL SALDO RETI. Parlando di reti, si scopre il paradosso più grande della classifica. A guidare la volata Champions è la squadra che ha il peggior saldo tra gol segnati e incassati. La Lazio può infatti vantare un «misero» +9 rispetto al roboante +22 del Napoli e al discreto +13 dell’Udinese. A guardare bene il dato, si scopre che è lo specchio delle caratteristiche delle squadre. La Lazio non ruba l’occhio, fa fatica, ha una manovra lenta e accidentata, ma è concreta. Il Napoli, al contrario, è spettacolare ma anche sciupone. Basti pensare che nel girone di ritorno la squadra di Mazzarri sta attraversando il miglior momento dall’inizio della stagione mentre quella di Reja procede a strappi, tra rovesci clamorosi e vittorie stentate. Eppure i partenopei hanno recuperato ai biancocelesti la miseria di un punto.
LA CONDIZIONE. Momenti di difficoltà, si diceva. In realtà nessuna delle pretendenti scoppia di salute in questa fase. Il fiato corto della Lazio è evidente e in parte inevitabile. I biancocelesti, secondi solo al Milan nella classifica degli infortuni, hanno dovuto fare affidamento sempre sugli stessi uomini, ora abbastanza logorati. Per altre quattro gare, inoltre, mancherà il faro tedesco Klose, un handicap notevole con la parziale consolazione di averlo più riposato – al pari di Lulic – per le ultimissime partite. Il Napoli delle ultime gare, tuttavia, non sembra assai più pimpante dei biancocelesti. Colpa degli impegni in Champions e Coppa Italia, ma anche di una gestione che, nonostante la pressoché assenza di guai fisici, non ha mai fatto molto affidamento sul turnover. Discorso analogo per l’Udinese, che vede i suoi due uomini chiave – Di Natale e Isla – o in calo o fuori per infortunio fino al termine della stagione. Sarà quindi una guerra di nervi, più che di fisico.
IL CALENDARIO. Conterà senza dubbio il calendario che, apparentemente, dà una chance in più al gruppo di Mazzarri. Come la Lazio, il Napoli ha cinque gare in trasferta su nove, ma al San Paolo arriveranno, nell’ordine, Atalanta, Novara, Palermo e Siena. Sulla carta sono dodici punti, l’esperienza insegna che nel calcio italiano non si può dare nulla per scontato. Per la Lazio il prospetto delle sfide è meno agevole, con trasferte come quella di Torino o in casa della stessa Udinese.
180 MINUTI DECISIVI. Ma la squadra di Reja ha un vantaggio da non sottovalutare. Si tratta dei famosi tre punticini che ora i biancocelesti hanno in classifica sulle dirette concorrenti. Possono sembrare, anzi sono, pochissimi. Ma potrebbero essere di più dopo i prossimi 180 minuti. Quando la Lazio farà visita al Parma – mentre in Napoli sarà allo Juventus Stadium – e poi riceverà all’Olimpico i partenopei. Uscire con un saldo positivo da queste sfide vorrebbe dire allargare la forbice del distacco, mettere dalla propria parte gli scontri diretti e, soprattutto, dare una mazzata psicologica notevole alle avversarie. Con sette partite da giocare, potrebbe essere la fuga decisiva. (fonte Il Tempo)
LE QUOTE. Tanto vale allora concentrarsi su biancocelesti, partenopei e friulani. Come peraltro fanno i bookmaker, che aggiornando le quote dopo il weekend danno alla Lazio il ruolo di favorita (puntando sui biancocelesti si vince 2.38 volte la posta), al Napoli quello di rivale (2.75) e all’Udinese quello di outsider (5). Staccate Roma (11) e Inter (26).
IL TREND. Perche’ tanta differenza tra Napoli e Udinese, appaiate in classifica? Basta guardare cos’è successo finora nel girone di ritorno. In dieci giornate la squadra di Mazzarri ha conquistato 19 punti, quella di Reja 18, quella di Guidolin appena 10. Un punto a partita, frutto di due sole vittorie, quattro pari e quattro ko. I friulani sono in un momento di chiara difficoltà, se sono rimasti ancora aggrappati al treno delle battistrada lo devono, più che al bomber Di Natale un po’ appannato nelle ultime domeniche, a una difesa che resta la migliore del terzetto: 27 gol subiti contro i 32 del Napoli e i 34 della Lazio.
IL SALDO RETI. Parlando di reti, si scopre il paradosso più grande della classifica. A guidare la volata Champions è la squadra che ha il peggior saldo tra gol segnati e incassati. La Lazio può infatti vantare un «misero» +9 rispetto al roboante +22 del Napoli e al discreto +13 dell’Udinese. A guardare bene il dato, si scopre che è lo specchio delle caratteristiche delle squadre. La Lazio non ruba l’occhio, fa fatica, ha una manovra lenta e accidentata, ma è concreta. Il Napoli, al contrario, è spettacolare ma anche sciupone. Basti pensare che nel girone di ritorno la squadra di Mazzarri sta attraversando il miglior momento dall’inizio della stagione mentre quella di Reja procede a strappi, tra rovesci clamorosi e vittorie stentate. Eppure i partenopei hanno recuperato ai biancocelesti la miseria di un punto.
LA CONDIZIONE. Momenti di difficoltà, si diceva. In realtà nessuna delle pretendenti scoppia di salute in questa fase. Il fiato corto della Lazio è evidente e in parte inevitabile. I biancocelesti, secondi solo al Milan nella classifica degli infortuni, hanno dovuto fare affidamento sempre sugli stessi uomini, ora abbastanza logorati. Per altre quattro gare, inoltre, mancherà il faro tedesco Klose, un handicap notevole con la parziale consolazione di averlo più riposato – al pari di Lulic – per le ultimissime partite. Il Napoli delle ultime gare, tuttavia, non sembra assai più pimpante dei biancocelesti. Colpa degli impegni in Champions e Coppa Italia, ma anche di una gestione che, nonostante la pressoché assenza di guai fisici, non ha mai fatto molto affidamento sul turnover. Discorso analogo per l’Udinese, che vede i suoi due uomini chiave – Di Natale e Isla – o in calo o fuori per infortunio fino al termine della stagione. Sarà quindi una guerra di nervi, più che di fisico.
IL CALENDARIO. Conterà senza dubbio il calendario che, apparentemente, dà una chance in più al gruppo di Mazzarri. Come la Lazio, il Napoli ha cinque gare in trasferta su nove, ma al San Paolo arriveranno, nell’ordine, Atalanta, Novara, Palermo e Siena. Sulla carta sono dodici punti, l’esperienza insegna che nel calcio italiano non si può dare nulla per scontato. Per la Lazio il prospetto delle sfide è meno agevole, con trasferte come quella di Torino o in casa della stessa Udinese.
180 MINUTI DECISIVI. Ma la squadra di Reja ha un vantaggio da non sottovalutare. Si tratta dei famosi tre punticini che ora i biancocelesti hanno in classifica sulle dirette concorrenti. Possono sembrare, anzi sono, pochissimi. Ma potrebbero essere di più dopo i prossimi 180 minuti. Quando la Lazio farà visita al Parma – mentre in Napoli sarà allo Juventus Stadium – e poi riceverà all’Olimpico i partenopei. Uscire con un saldo positivo da queste sfide vorrebbe dire allargare la forbice del distacco, mettere dalla propria parte gli scontri diretti e, soprattutto, dare una mazzata psicologica notevole alle avversarie. Con sette partite da giocare, potrebbe essere la fuga decisiva. (fonte Il Tempo)
sabato 19 novembre 2011
Napoli – Lazio 0-0: il cuore non basta a scardinare il muro biancoceleste
Rammarico per questo pareggio a reti bianche contro la Lazio
capolista. Non basta un buon secondo tempo del Napoli per avere la
meglio sui biancocelesti, ordinati in difesa ma mai pericolosi in
attacco. Sugli scudi il Pocho, che ci prova più volte. Ora sotto col
Manchester: lì non si può davvero sbagliare.
Avvio abbastanza determinato per gli azzurri, ma la Lazio si destreggia bene in difesa. A metà primo tempo si palesa un po’ di appannamento (simile a quello delle altre gare pre-Champions). Finale di prima frazione all’attacco per gli azzurri. Nella ripresa il Napoli è arrembante e sfiora il gol (uno lo segna in fuorigioco discutibile). La Lazio cerca di gestire e di addormentare il gioco. Assedio azzurro dal 35′ fino alla fine.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS SV – Mai operoso. Una partita da ‘spettatore’.
CANNAVARO 6.5 – Padrone della difesa: anticipi e ripartenze
CAMPAGNARO 6.5 – Sfiora un gol di testa. Roccioso come sempre
ARONICA 6.5 – Attento e preciso su Sculli
INLER 5.5 – Gioca più arretrato per contenere Hernanes. Con Gargano ha più spazio, ma sbaglia passaggi decisivi
DZEMAILI 5 – Dovrebbe fungere da ‘regista’. Ma rallenta i tempi invece di velocizzarli. Per poco non segna su punizione nel secondo tempo (GARGANO 6 – Entra bene nel match e migliora le cose in mediana)
MAGGIO 6.5 – Parte come un razzo, sempre presente nelle azioni
DOSSENA 6.5 – Poco propositivo nel primo tempo, più veloce e propositivo nella ripresa (PANDEV 6 – Bei dribbling, ma non sfonda)
HAMSIK 5.5 – Lavoro oscuro tra un reparto e l’altro. Ma è in ombra come nei precedenti match
LAVEZZI 7 – Vivo e attivo, ma parte da troppo lontano (stesso difetto di due anni fa). Infatti in avvio ripresa ci prova tra volte (un gol di sicuro se lo divora). Ma è nell’ultimo minuto che Marchetti compie un vero miracolo su un suo bolide.
CAVANI 5.5 – Appannato, forse stanco dai 90′ in Italia-Uruguay? Al 28′ del st grande girata: Marchetti para. Ci riprova di testa al 40′. Non basta.
ALL. MAZZARRI 6 – Non era facile preparare al meglio un mach dopo la sosta delle Nazionali. Da migliorare l’intesa e qualche schema negli ultimi 20 metri.
Marco Perillo
Avvio abbastanza determinato per gli azzurri, ma la Lazio si destreggia bene in difesa. A metà primo tempo si palesa un po’ di appannamento (simile a quello delle altre gare pre-Champions). Finale di prima frazione all’attacco per gli azzurri. Nella ripresa il Napoli è arrembante e sfiora il gol (uno lo segna in fuorigioco discutibile). La Lazio cerca di gestire e di addormentare il gioco. Assedio azzurro dal 35′ fino alla fine.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS SV – Mai operoso. Una partita da ‘spettatore’.
CANNAVARO 6.5 – Padrone della difesa: anticipi e ripartenze
CAMPAGNARO 6.5 – Sfiora un gol di testa. Roccioso come sempre
ARONICA 6.5 – Attento e preciso su Sculli
INLER 5.5 – Gioca più arretrato per contenere Hernanes. Con Gargano ha più spazio, ma sbaglia passaggi decisivi
DZEMAILI 5 – Dovrebbe fungere da ‘regista’. Ma rallenta i tempi invece di velocizzarli. Per poco non segna su punizione nel secondo tempo (GARGANO 6 – Entra bene nel match e migliora le cose in mediana)
MAGGIO 6.5 – Parte come un razzo, sempre presente nelle azioni
DOSSENA 6.5 – Poco propositivo nel primo tempo, più veloce e propositivo nella ripresa (PANDEV 6 – Bei dribbling, ma non sfonda)
HAMSIK 5.5 – Lavoro oscuro tra un reparto e l’altro. Ma è in ombra come nei precedenti match
LAVEZZI 7 – Vivo e attivo, ma parte da troppo lontano (stesso difetto di due anni fa). Infatti in avvio ripresa ci prova tra volte (un gol di sicuro se lo divora). Ma è nell’ultimo minuto che Marchetti compie un vero miracolo su un suo bolide.
CAVANI 5.5 – Appannato, forse stanco dai 90′ in Italia-Uruguay? Al 28′ del st grande girata: Marchetti para. Ci riprova di testa al 40′. Non basta.
ALL. MAZZARRI 6 – Non era facile preparare al meglio un mach dopo la sosta delle Nazionali. Da migliorare l’intesa e qualche schema negli ultimi 20 metri.
Marco Perillo
martedì 5 aprile 2011
Fermate Lotito: "Tuffo evidente di Cavani. Diritti Tv? 111 anni di storia col nome Lazio, non Napoli Soccer"
«Non ho mai detto che è inutile giocare, che è già tutto deciso – esordisce Lotito al telefono – ma che certi errori arbitrali stravolgano la classifica, beh questo è fuori discussione. E un piazzamento più o meno alto oggi può valere diversi milioni. Non è più una questione di prestigio e basta, come era una volta. Il calcio è cambiato ma qualcuno fa ancora finta di non accorgesene».
Presidente si dice che gli arbitri facciano parte del gioco…
«Gli arbitri sono magistrati. E oggi si parla tanto di responsabilità, anche dei magistrati. Se un giocatore non va bene si cede, se un arbitro non fa bene si rimanda a casa. La Lazio pretende correttezza e professionalità. L’uniformità di giudizio che è mancata perfino nella stessa giornata di campionato».
Lei è consigliere di Lega. Dopo Napoli ha parlato o ha scritto ai designatori?
«Non l’ho mai fatto e mai lo farò. Una volta che mi sono lamentato sono stato perfino deferito. No mi pongo il problema se gli arbitri debbano dipendere dalla Figc o dalla Lega, o essere autonomi. Ma l’equità di giudizio va pretesa. Vanno aiutati a non sbagliare. E poi chi sbaglia paghi. Che il pallone di Brocchi era entrato ben alle spalle del portiere l’ha visto tutto il San Paolo. Conta l’incidenza della decisione non la loro percentuale».
Facciamo un esempio.
«A noi sono stati assegnati 2 rigori, uno col Bologna già sul 2-1 a tempo scaduto, ininfluente, e uno con la Fiorentina. Alla Roma 9, al Napoli 7. Non c’è bisogno di aggiungere altro, viste anche le posizioni in classifica similari».
Aiutiamo gli arbitri, ma come?
«Tecnologia, che altro? La moviola in campo anche per gli episodi decisivi. Un rigore lo è. Cavani si è tuffato in modo evidente. E a San Siro sabato Zanetti è stato solo ammonito per il fallo su Cassano, mentre Biava ha pure pagato con il rosso per una spinta che non c’era. Mi spiegate l’uniformità?»
Potrebbero bastare gli arbitri di linea?
«Per carità. Ricordate quello che hanno fatto a Zàrate a Villarreal in Coppa Uefa? Falciato sotto gli occhi dell’arbitro d’area e quello è rimasto imperturbabile».
È la prima volta che Lei protesta così vivamente per un torto subìto.
«È un danno grave per una società quotata in Borsa raggiungere o meno un obiettivo. Ho ricevuto in due giorni centinaia di telefonate di azionisti. Conquistare la Champions vale secchi 15 milioni, e si può arrivare fino a 70. E adesso si entra in regime di fair play finanziario».
Ecco, spieghi meglio cosa succederà?
«Fra il 2012 e il 2015 il disavanzo di un club tra costi e ricavi non potrà superare i 45 milioni di euro, pena l’esclusione dalle coppe. Fanno 15 milioni l’anno di disavanzo massimo: da ora conterà la gestione, non l’immissione continua di denaro. Cambia tutta la prospettiva».
Gli introiti tv diventano fondamentali. Di qui la lite con De Laurentiis?
«Con cui, ci tengo a dirlo, non avevo assolutamente da scusarmi. Bene: la Lazio dai diritti tv incassa oggi 53 milioni. Ce ne hanno proposti 45 (contro i 57 della Roma, per esempio), poi sono saliti a 49. E che devo rimetterci solo io? E su che base? L’indice di ascolto? Ma se a Napoli avessimo giocato alle 20,45 invece che alle 12,30 quale sarebbe stato lo share? Il bacino d’utenza? Noi siamo una squadra della Capitale, conterà o no? E la Storia? La Lazio ha 111 anni, nelle ultime stagioni ha vinto una Coppa Italia e una Supercoppa. Le altre non mi pare. E si è sempre chiamata Lazio, non Napoli Soccer. Facile ripartire dalla C e non sanare i debiti pregressi come ho fatto io. Però la storia, almeno quella, la perdi».
Certo che sta rosicando davvero tanto e poi gli vorrei ricoradare che qui a Napoli non conta l'orario in cui si gioca lo stadio e lo Share sono sempre pieni ed alto quindi prima di parlare ogni tanto aziona il cervello caro Lotito. E ricorda che il parlamento per salvare la tua Lazio ti ha fatto un mutuo a vita altrimenti sai da quando saresti scomparso EHHHHHH
Presidente si dice che gli arbitri facciano parte del gioco…
«Gli arbitri sono magistrati. E oggi si parla tanto di responsabilità, anche dei magistrati. Se un giocatore non va bene si cede, se un arbitro non fa bene si rimanda a casa. La Lazio pretende correttezza e professionalità. L’uniformità di giudizio che è mancata perfino nella stessa giornata di campionato».
Lei è consigliere di Lega. Dopo Napoli ha parlato o ha scritto ai designatori?
«Non l’ho mai fatto e mai lo farò. Una volta che mi sono lamentato sono stato perfino deferito. No mi pongo il problema se gli arbitri debbano dipendere dalla Figc o dalla Lega, o essere autonomi. Ma l’equità di giudizio va pretesa. Vanno aiutati a non sbagliare. E poi chi sbaglia paghi. Che il pallone di Brocchi era entrato ben alle spalle del portiere l’ha visto tutto il San Paolo. Conta l’incidenza della decisione non la loro percentuale».
Facciamo un esempio.
«A noi sono stati assegnati 2 rigori, uno col Bologna già sul 2-1 a tempo scaduto, ininfluente, e uno con la Fiorentina. Alla Roma 9, al Napoli 7. Non c’è bisogno di aggiungere altro, viste anche le posizioni in classifica similari».
Aiutiamo gli arbitri, ma come?
«Tecnologia, che altro? La moviola in campo anche per gli episodi decisivi. Un rigore lo è. Cavani si è tuffato in modo evidente. E a San Siro sabato Zanetti è stato solo ammonito per il fallo su Cassano, mentre Biava ha pure pagato con il rosso per una spinta che non c’era. Mi spiegate l’uniformità?»
Potrebbero bastare gli arbitri di linea?
«Per carità. Ricordate quello che hanno fatto a Zàrate a Villarreal in Coppa Uefa? Falciato sotto gli occhi dell’arbitro d’area e quello è rimasto imperturbabile».
È la prima volta che Lei protesta così vivamente per un torto subìto.
«È un danno grave per una società quotata in Borsa raggiungere o meno un obiettivo. Ho ricevuto in due giorni centinaia di telefonate di azionisti. Conquistare la Champions vale secchi 15 milioni, e si può arrivare fino a 70. E adesso si entra in regime di fair play finanziario».
Ecco, spieghi meglio cosa succederà?
«Fra il 2012 e il 2015 il disavanzo di un club tra costi e ricavi non potrà superare i 45 milioni di euro, pena l’esclusione dalle coppe. Fanno 15 milioni l’anno di disavanzo massimo: da ora conterà la gestione, non l’immissione continua di denaro. Cambia tutta la prospettiva».
Gli introiti tv diventano fondamentali. Di qui la lite con De Laurentiis?
«Con cui, ci tengo a dirlo, non avevo assolutamente da scusarmi. Bene: la Lazio dai diritti tv incassa oggi 53 milioni. Ce ne hanno proposti 45 (contro i 57 della Roma, per esempio), poi sono saliti a 49. E che devo rimetterci solo io? E su che base? L’indice di ascolto? Ma se a Napoli avessimo giocato alle 20,45 invece che alle 12,30 quale sarebbe stato lo share? Il bacino d’utenza? Noi siamo una squadra della Capitale, conterà o no? E la Storia? La Lazio ha 111 anni, nelle ultime stagioni ha vinto una Coppa Italia e una Supercoppa. Le altre non mi pare. E si è sempre chiamata Lazio, non Napoli Soccer. Facile ripartire dalla C e non sanare i debiti pregressi come ho fatto io. Però la storia, almeno quella, la perdi».
Certo che sta rosicando davvero tanto e poi gli vorrei ricoradare che qui a Napoli non conta l'orario in cui si gioca lo stadio e lo Share sono sempre pieni ed alto quindi prima di parlare ogni tanto aziona il cervello caro Lotito. E ricorda che il parlamento per salvare la tua Lazio ti ha fatto un mutuo a vita altrimenti sai da quando saresti scomparso EHHHHHH
giovedì 31 marzo 2011
Yebda, che carattere: "Lo scudetto per entrare nella storia. Con la Lazio dobbiamo vincere"
“Sappiamo che quella di domenica sarà una partita difficile. La Lazio è una bella squadra. Noi sappiamo che dobbiamo fare qualcosa di bello per la città. Entrare nella storia? Per farlo si deve vincere lo scudetto, perchè Maradona l'ha vinto due volte. Loro avranno delle assenze, ma hanno altri giocatori che possono sostituirli senza problemi. Avremo una partita dura, speriamo con l’entusiasmo di riuscire a vincere. Dobbiamo far vedere che abbiamo carattere, dobbiamo vincere a tutti i costi".
DERBY DI MILANO - "Forse il pareggio è il risultato migliore per noi, ma dobbiamo pensare a vincere la nostra partita e poi penseremo ad altri discorsi. Togliere un giocatore a Milan e Inter? Boateng è importante, ci ho giocato insieme e può cambiare la partita. Comunque direi Ibrahimovic che è importantissimo per loro, mentre nell’Inter sicuramente Eto’o".
SCUDETTO - "Mancano ancora otto partite, dobbiamo giocare partita per partita e alla fine vedremo dove siamo arrivati. L’uomo scudetto? Io direi che ci sono tre giocatori più un gruppo molto unito e tutti danno il massimo per la squadra".
FUTURO - "Mi trovo molto bene a Napoli, c'è un bel rapporto con i compagni e il mister. Non so cosa sucederà, valuterò con la società. E’ ovvio che vorrei restare, sto facendo il massimo per dimostrare che posso dare un contributo. La cosa impportante adesso è la partita con la Lazio".
IL MIGLIOR YEBDA - "Non si è ancora visto secondo me, però posso migliorare in questa fase finale. Punizioni? Io non ho paura, l’ho dimostrato con l’Inter facendo il cucchiaio. Non l’ho fatto in nazionale solo perché nel Marocco c’è Kharja dell’Inter che lo sapeva".
NAZIONALE - "Era molto importante per me fare bene, per noi è un derby molto sentito. Ho giocato in una posizione più offensiva, all’occorrenza se il mister lo chiede posso fare più ruoli. Nel mio paese ora c’è grande attenzione per il Napoli
"In chiusura ci tengo a ringraziare la società e i tifosi, sono contento di essere in questa squadra".
DERBY DI MILANO - "Forse il pareggio è il risultato migliore per noi, ma dobbiamo pensare a vincere la nostra partita e poi penseremo ad altri discorsi. Togliere un giocatore a Milan e Inter? Boateng è importante, ci ho giocato insieme e può cambiare la partita. Comunque direi Ibrahimovic che è importantissimo per loro, mentre nell’Inter sicuramente Eto’o".
SCUDETTO - "Mancano ancora otto partite, dobbiamo giocare partita per partita e alla fine vedremo dove siamo arrivati. L’uomo scudetto? Io direi che ci sono tre giocatori più un gruppo molto unito e tutti danno il massimo per la squadra".
FUTURO - "Mi trovo molto bene a Napoli, c'è un bel rapporto con i compagni e il mister. Non so cosa sucederà, valuterò con la società. E’ ovvio che vorrei restare, sto facendo il massimo per dimostrare che posso dare un contributo. La cosa impportante adesso è la partita con la Lazio".
IL MIGLIOR YEBDA - "Non si è ancora visto secondo me, però posso migliorare in questa fase finale. Punizioni? Io non ho paura, l’ho dimostrato con l’Inter facendo il cucchiaio. Non l’ho fatto in nazionale solo perché nel Marocco c’è Kharja dell’Inter che lo sapeva".
NAZIONALE - "Era molto importante per me fare bene, per noi è un derby molto sentito. Ho giocato in una posizione più offensiva, all’occorrenza se il mister lo chiede posso fare più ruoli. Nel mio paese ora c’è grande attenzione per il Napoli
"In chiusura ci tengo a ringraziare la società e i tifosi, sono contento di essere in questa squadra".
mercoledì 30 marzo 2011
Cavani: "Gioco nel Real Napoli e ho il sogno scudetto da inseguire"
Tiferà per l'Inter. Edinson Cavani ha le idee chiare in vista del derby di sabato sera: "Vorrei che l'Inter vincesse il derby, perché la squadra di Leonardo passerebbe al comando della classifica ma non scapperebbe via" ha detto il matador alla Gazzetta dello Sport dopo la partita con la sua nazionale (3-2 in Irlanda con un suo gol). "Noi potremmo scavalcarla nella sfida diretta in programma al San Paolo. Con l'aiuto di ottantamila "amici". E' bello essere padroni del proprio destino. Con un risultato diverso, invece, tutto dipenderebbe dal Milan e dai suoi risultati. Questa è la nostra speranza. Lo scudetto - ha detto Cavani - è un sogno. Inter e Milan sono più forti. Noi dobbiamo mettere sulla bilancia la nostra felicità, la nostra freschezza, la nostra testa pulita. Loro "devono" vincere lo scudetto, noi possiamo vivere partita dopo partita. Il nostro obiettivo principale del resto è conquistare la qualificazione in Champions League".
IL NUOVO ARRIVATO - E se dal punto di vista professionale è un momento d'oro per il bomber di Salto, altrettanto può dirsi per l'aspetto familiare, allietato dall'arrivo di Bautista: "E' bellissimo, come tutti i bambini del resto. Se gli dedicherò la prossima rete in campionato? Può essere, deciderò sul momento. Non voglio niente di preparato"
LAZIO - Massima concentrazione, però, sulla sfida con la Lazio del suo amico Muslera: "Mi dispiace ma dobbiamo vincere. Anche la Lazio è in lotta per la Champions, ha giocatori importanti in ogni reparto. Sarà dura. Lo sappiamo. Mi aspetto numeri importanti da Lavezzi che è caricato a mille. Io cercherò di fare gol e di aiutare i compagni, come sempre. Ma la verà qualità di questa squadra è la forza del gruppo. Mazzarri ci ha insegnato ad essere un collettivo, a non ragionare singolarmente ma come un unico blocco".
FUTURO - Infine, la dichiarazione che tutti i tifosi attendevano: "Il mio futuro? E' già scritto. Gioco nel "Real Napoli" e sono felice. Voglio continuare a correre e a segnare in maglia azzurra. E non vorrei più tornare sull'argomento. Ho il sogno scudetto da inseguire, e questo mi basta"
Questo si che e un vero campione in tutto Cavani qui a Napoli ti amiamo grazie mille
IL NUOVO ARRIVATO - E se dal punto di vista professionale è un momento d'oro per il bomber di Salto, altrettanto può dirsi per l'aspetto familiare, allietato dall'arrivo di Bautista: "E' bellissimo, come tutti i bambini del resto. Se gli dedicherò la prossima rete in campionato? Può essere, deciderò sul momento. Non voglio niente di preparato"
LAZIO - Massima concentrazione, però, sulla sfida con la Lazio del suo amico Muslera: "Mi dispiace ma dobbiamo vincere. Anche la Lazio è in lotta per la Champions, ha giocatori importanti in ogni reparto. Sarà dura. Lo sappiamo. Mi aspetto numeri importanti da Lavezzi che è caricato a mille. Io cercherò di fare gol e di aiutare i compagni, come sempre. Ma la verà qualità di questa squadra è la forza del gruppo. Mazzarri ci ha insegnato ad essere un collettivo, a non ragionare singolarmente ma come un unico blocco".
FUTURO - Infine, la dichiarazione che tutti i tifosi attendevano: "Il mio futuro? E' già scritto. Gioco nel "Real Napoli" e sono felice. Voglio continuare a correre e a segnare in maglia azzurra. E non vorrei più tornare sull'argomento. Ho il sogno scudetto da inseguire, e questo mi basta"
Questo si che e un vero campione in tutto Cavani qui a Napoli ti amiamo grazie mille
mercoledì 10 novembre 2010
Cannavaro: "Abbiamo vendicato i nostri tifosi dopo gli episodi di 3 anni fa"
E’ raggiante il capitano Paolo Cannavaro al termine dell’incredibile vittoria del suo Napoli sul campo del Cagliari. Una vittoria che ha un sapore particolare per tutti i tifosi azzurri: “Oggi abbiamo dato un grande segnale al campionato e regalato una grande rivincita ai napoletani dopo quello che era accaduto 3 anni fa (Cannavaro si riferisce evidentemente agli insulti di Cellino ed alle violenze subite da alcuni giornalisti al termine di quel Cagliari-Napoli 2-1 ndr) . Per dirlo in napoletano “Ci siamo tolti gli schiaffi da faccia”. Tutti sanno a cosa mi riferisco, oggi più che la per la classifica sono felice per la vittoria su questo campo, un regalo che volevamo fare ai nostri tifosi”. Sul momento magico degli azzurri: “Tutti stanno dando il loro contributo, anche quelli che avevano giocato di meno all’inizio della stagione. Gli attaccanti in queste partite si stanno sacrificando molto e ci danno una mano in fase difensive”. Ancora una volta una squadra letale in trasferta: “Al San Paolo incontriamo squadre che rinunciano a giocare e lasciano pochi spazi. In trasferta le nostre punte hanno maggiore possibilità di esprimere il loro potenziale Ora l’entusiamo è alle stelle, ma dobbiamo restare concentrati per preparare al meglio la difficile partita con la Lazio”.
Grande capitano noi tifosi napoletani vi vogliamo sempre così grande Napoli che emozione al vostro GOL vi AMO
Grande capitano noi tifosi napoletani vi vogliamo sempre così grande Napoli che emozione al vostro GOL vi AMO
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