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domenica 5 agosto 2012

In prova un centrocampista bulgaro diciottenne: Lachezar Angelov

Continua incessantemente il lavoro di scouting del trio Micheli-Mantovani-Zunino alle dipendenze di De Laurentiis. Secondo indiscrezioni raccolte da Generazioneditalenti.com il Napoli avrà in prova il giovane centrocampista bulgaro Lachezar Angelov. Classe 1994, è alto 181 cm e milita tra le fila del Botev Plovdiv con cui, in patria, si è rivelato tra i maggiori giovani prospettici nazionali. Dopo Appiah e Lasicki, quindi, il Napoli sembra aver deciso di puntare su giovanissimi dal futuro roseo. 
Ecco il Video con le migliori giocate.




 

sabato 26 maggio 2012

Bigon: “Mazzarri uno dei migliori d’Europa: in 12 anni ha sempre centrato gli obiettivi. Vargas e Insigne? Calma e gesso, i giovani non vanno bruciati”

Già da un mese al lavoro per il nuovo Napoli, attivissimo ieri a Milano. Riccardo Bigon, punto fermo del progetto di De Laurentiis che gli ha rinnovato il contratto per altri quattro anni. Il direttore sportivo che alle parole preferisce i fatti, l’Europa per tre anni consecutivi e la coppa Italia.

Partiamo da quello che è stato, fa un bilancio della stagione appena conclusa?
«Abbiamo raggiunto tutto quello che ci eravamo prefissati. Volevamo fare bella figura in Champions League e lo abbiamo fatto, restare in Europa e abbiamo centrato l’Europa League. E volevamo onorare fino in fondo la coppa Italia, l’abbiamo vinta. I numeri parlano chiaro, c’è grande soddisfazione».

Vincere nel rispetto del fair play finanziario, impresa molto ardua: una nota di merito in più per il cammino del Napoli?
«In Italia non ha mai vinto nessuno rispettando il fair play finanziario, il Napoli è stata la prima società a riuscirci con la coppa Italia. Ciò dimostra in pieno la validità e l’efficacia del progetto portato avanti da De Laurentiis in questi anni».

Quali sono i segreti?
«Non parlerei di segreti ma di un gruppo di lavoro eccezionale e perfettamente integrato nelle varie componenti, dal numero uno che è il presidente fino al magazziniere e a tutti i collaboratori. Un progetto solido nel quale tutti quanti riescono a dare quel qualcosa in più perchè c’è unione e si crede in quello che si fa».

Mazzarri il valore aggiunto?
«Mazzarri è sicuramente tra i migliori allenatori d’Europa, lo dicono i fatti, sono dodici anni che allena e non ha mai subito un esonero ed è sempre riuscito a centrare gli obiettivi prefissati».

Resterà a Napoli?
«Ha detto più volte che ha un contratto e vuole rispettarlo. È stata una stagione durissima, stressante, con cinquantuno partite, ci si è preso qualche giorno di riposo per recuperare proprio da un punto di vista fisico. Lavoriamo gomito a gomito da tanti anni e c’è alla base una grande stima professionale, oltre che dal punto di vista umano. S’incontrerà con il presidente».

Possono arrivare anche top player?
«Sono possibili tutte le soluzioni rispettando quelli che sono i parametri del nostro progetto. L’obiettivo è restare competitivi negli anni, restare ad alti livelli per dieci anni. Non ha senso vincere lo scudetto e poi sprofondare al quindicesimo posto l’anno successivo».

Kolarov e Flamini?
«È possibile tutto e niente. Dipende».

Il presidente ha parlato di maxi rosa, di giovani e giocatori intercambiabili…
«Il presidente parla a livello generale. E’ un grande innovatore, per certi versi anche un provocatore, gli piace guardare avanti e punta sulle innovazioni. Tante sue idee sono state poi confermate dai fatti».

Quale è il programma per la prossima stagione?
«Andremo a inserire qualche tassello in un gruppo già formato da 15-16 giocatori importanti. Non ci sono da fare rivoluzioni, ma bisogna dare continuità. Servono pochi tasselli per migliorare l’organico e renderlo ancora più competitivo. Anche l’anno scorso sono stati quattro-cinque gli innesti veri, il numero è stato considerato più ampio tenendo presenti i giovani e le esigenze nate in corso d’opera».

Quanti elementi formeranno la rosa?
«Ventiquattro, venticinque. Copriremo ogni ruolo con due elementi e ci sarà qualcuno in più. Quando si parla di 32-35 giocatori si dimentica che molti finiscono fuori rosa e altri sono giovani aggregati alla prima squadra».

La rosa dell’anno scorso si è rivelata esigua in determinati momenti della stagione?
«Colpa degli infortuni in momenti topici della stagione. Un fatto che non ha riguardato solo il Napoli, basti pensare al Milan e alle altre. Donadel era rientrato per la coppa Italia con il Cesena, ha giocato e ha avuto una ricaduta e siamo rimasti numericamente uno in meno a centrocampo. Nel calcio succede»

Su quali reparti interverrà?
«Faccio un discorso generale e soprattutto ribadisco che il gruppo è solo da rifinire. Nel Napoli ci sono titolari fortissimi».

Per Lavezzi sono arrivate offerte?
«Ci sono diversi discorsi aperti, di concreto ancora nulla, tutto può ancora succedere. Non è arrivata nessuna offerta, è un nostro giocatore ambito, come ce ne sono altri».

Preferite soldi o contropartite tecniche per il Pocho?
«Dipende dall’offerta, potrebbe andare bene sia una soluzione che un’altra. Dovremo fare le nostre valutazioni».

Vargas?
«Va lasciato tranquillo, tutti lo volevano e tutti me lo chiedono. Ha un grande talento e lo tirerà fuori».

Insigne?
«Vedi Vargas, calma e gesso. In Italia c’è fretta di vincere e così si bruciano i giovani e si resta indietro rispetto agli altri paesi europei».

L’Europa League, un onore o un peso?
«Un onore, il Napoli in tre anni ha scalato cinquecento posizioni nel ranking internazionale. L’affronteremo per cercare di andare più in alto possibile, come faremo nelle altre competizioni».

In campionato si riparte dal quinto posto, ci sarà un altro scatto?
«La concorrenza è di altissimo livello, vincere è difficilissimo e ci riesce una soltanto. Juve, Milan, Inter e Roma partono più avanti. Poi ci sono Lazio e Udinese e bisogna vedere la Fiorentina. Il Napoli riparte dal quinto posto e proverà ad arrivare il più in alto possibile».

martedì 1 maggio 2012

Zamparini: “Se vuole trattenere Cavani il Napoli dovrà dargli 4 milioni a stagione”

Intervistato da Mediagol.it, il presidente del Palermo Maurizio Zamparini parla di alcuni aspetti legati al Napoli: “Il Napoli adesso forse dovrà dare 4 milioni a Cavani se lo vuol tenere – ha affermato il patron rosanero -. Per chi tifo nello sprint tra Udinese e Napoli per la Champions? Per il Napoli di De Laurentiis, anche se sono friulano, ma ho grande simpatia per lui. Però domani andremo a vincere in casa loro”.

sabato 27 agosto 2011

IL PUNTO DI ANTONELLO PERILLO: "Pandev grandissimo colpo. E per il suo stipendio studiato uno stratagemma"

Sono contentissimo dell'arrivo di Goran Pandev. Mi vien da esclamare: finalmente!!! Finalmente il presidente De Laurentiis ci ha regalato il tanto atteso e sospirato "quarto tenore". E che tenore... Pandev è calciatore con la C maiuscola. Tecnicamente ha pochi rivali e tatticamente è molto duttile. Con la cura Mazzarri potrà tornare a splendere come ai tempi, recenti, della Lazio. Ne sono straconvinto. Una piccola considerazione a margine: per quale motivo il presidente riempì di insulti il malcapitato cronista di Radio Marte che col consueto garbo osò chiedergli, a fine luglio, se fosse in programma proprio l'acquisto di un attaccante? "Mi avete rotto i coglioni, non sapete fare il vostro mestiere, fate delle domande del cazzo", urlò come un invasato il patron, lasciando annichiliti i radioascoltatori. Alla fine l'acquisto è puntualmente arrivato... Lo sottolineo non solo per difendere la mia categoria, ma soprattutto perché davvero non comprendo il motivo per cui sia quasi sempre la stessa dirigenza azzurra ad accendere polemiche inutili e spesso anche dannose per l'intero ambiente. Al presidente, sia ben chiaro, va fatto un monumento a prescindere: se il nostro Napoli è super lo dobbiamo soprattutto alla sua lungimiranza. Detto questo, mi sembra interessante -anche in chiave futura- evidenziare che di fatto il Napoli ha sfondato il tetto ingaggi. Con uno stratagemma De Laurentiis e Bigon hanno fatto credere, grazie ai buoni rapporti con Moratti, di non aver superato il monte-stipendi. Il macedone guadagnava all'Inter poco meno di 3 milioni e 500 mila euro e il Napoli di fatto glieli ha garantiti: quasi 2 milioni glieli versa direttamente, l'altro milione e mezzo ( o poco più; le cifre non sono state ufficializzate) lo passa all'Inter che a sua volta... lo rigira al macedone. Non ho mai visto in vita mia un prestito oneroso compensato dal pagamento, da parte di chi cede un giocatore, di una fetta dello stipendio del giocatore in questione. Cerco di essere più chiaro.. L'Inter non incassa nulla! E il Napoli, per un anno di Pandev, a conti fatti investe 3 milioni e mezzo tondi tondi. Bene, benissimo. Perché per competere con i grandi club europei non si può più stare sotto certe cifre. 

Forza Napoli, sempre e comunque!

Antonello Perillo

martedì 16 agosto 2011

PERILLO: "Un plauso a De Laurentiis per l'amichevole Napoli A-Napoli B aperta al pubblico del San Paolo"

Giovedì prossimo il Napoli disputerà al San Paolo una partita amichevole tra Squadra A e Squadra B. La sfida sarà aperta al pubblico. Una bellissima iniziativa, che tra i primi lanciammo dalle pagine di Azzurrissimo con un intervento del collega Gianfranco Coppola. Un plauso alla dirigenza azzurra e in particolare al presidente De Laurentiis che avrebbe spinto per questa idea. Ai tempi di Maradona spesso gli allenamenti erano aperti al pubblico, sia al centro Paradiso di Soccavo che, in talune occasioni, al San Paolo. I tifosi azzurri meritano di stare il più possibile vicino ai propri beniamini. E i ragazzi azzurri sarebbero stimolati a dare il meglio e ad impegnarsi a più non posso, con gli allenamenti a volte aperti al pubblico.

lunedì 8 agosto 2011

IL PUNTO DI ANTONELLO PERILLO: "Lavezzi, un caso difficile da gestire"

Fui il primo a ventilare, proprio in queste pagine, l’ipotesi di una cessione di Lavezzi. A Pasqua raccolsi le confidenze di persone molto vicine al presidente De Laurentiis, che mi “girarono” i ripetuti sfoghi del patron, stufo di certi atteggiamenti del Pocho. In quei giorni –era metà aprile- l’argentino, fermato da una squalifica, non seguì i compagni nella (disastrosa) trasferta di Palermo e si presentò, a gara in corso, alla Marina Grande di Capri a bordo del suo mega yacht. Nelle serate che seguirono, Lavezzi tirò fino a tardi in ristoranti e locali alla moda. Erano giorni di vacanza, per carità, ma a De Laurentiis diversi isolani (in particolare baristi e ristoratori) riferirono di qualche sigaretta e qualche super-alcolico di troppo. Magari mezze verità ingigantite dalla popolarità del ragazzo. Oggi si legge di un possibile trasferimento del Pocho all’Atletico Madrid o a qualche club inglese. Qualcuno –come apprendo anche dalla Gazzetta dello Sport- ritiene che la “vacanza supplementare” in Costa Smeralda possa nascondere la volontà del club azzurro di mettere in vendita il forte attaccante sudamericano, magari anche ad un prezzo inferiore rispetto ai 31 milioni della clausola rescissoria. Non so come stiano realmente le cose. Non posso però, dal mio punto di vista, tacere una cosa: a mio avviso il Napoli sta gestendo con molta difficoltà questa situazione, almeno sotto il profilo mediatico. Nell'era della comunicazione se non si è attenti, si rischia di alimentare polemiche e incomprensioni. De Laurentiis non può a distanza di nemmeno 24 ore contraddirsi in modo così netto, passando da un… “Lavezzi in Sardegna? Ma andassero a cagare!” per arrivare ad un… “è giusto che il ragazzo stacchi un po’ la spina. In Argentina faceva freddo (?!?). Anzi, lo invito due giorni pure a Ibiza…”. Il tutto, peraltro, dopo un cazziatone storico, finito su tutti i giornali, con frasi tipo “si alleni di più, non si faccia più squalificare per andare in vacanza a Natale, sia meno argentino (???) e più napoletano”. Contraddizioni fin troppo evidenti. E non mi riferisco solo a quanto sta avvenenddo in questi giorni. Ci sarebbe parecchio da riflettere anche su altre circostanze. Questa storia parte da lontano. Ne butto giù una sola: se De Laurentiis era convinto che certe squalifiche del giocatore fossero "provvidenziali" per consentire al Pocho di anticiparsi le ferie, perchè non si è imposto, obbligando il proprio "dipendente" ad allenarsi in squadra fino all'ultimo giorno previsto dagli impegni contrattuali? Perchè, tornando alla scorsa Pasqua, non si costrinse Lavezzi a seguire i compagni a Palermo, invece di andarsene in giro in barca? L’impressione è che basti davvero poco a far cambiare idea al presidente e che spesso quest'ultimo sbagli la scelta dei tempi dei propri interventi. Ferlaino, che di calcio ne capiva eccome, spesso giocava d'anticipo, risolvendo diversi problemi di gestione di spogliatoio prima che diventassero di dominio pubblico e che danneggiassero del tutto il progetto tecnico e societario del Napoli. Per quanto riguarda Mazzarri, poi, spero che sia riuscito a motivare al meglio all'intero gruppo la decisione di concedere a Lavezzi questa benedetta settimana in più di "vacanza e lavoro". Conoscendo il tecnico, lo avrà sicuramente saputo fare. Spero anche che Mazzarri si convinca della necessità di non ricorrere sempe e solo agli onesti e affidabili Lucarelli e Mascara come alternativa ai nostri big del tridente offensivo. Se fosse arrivato un Maxi Lopez a ricoprire il ruolo di "quarto tenore", forse il Pocho ci avrebbe pensato due volte prima di pretendere la vacanza supplementare. Quando si ha la sicurezza assoluta di essere indispensabili, c'è la possibilità concreta che ci si monti un po' troppo la testa. E se non ci sono regole chiare e precise per tutti, c'è il timore fondato che un gruppo vada disgregandosi. Il rischio è che se domani mattina un Hamsik o un Cavani decidessero di cambiare atteggiamento, magari rinviando di fatto il loro rientro dalle vacanze, non ci sarebbero santi che potrebbero fermarli: perché il Pocho sì e loro no? Si arrabbia il presidente? Fa il pazzo? Tanto, dopo l'ennesima sfuriata, gli passerà…

Antonello Perillo

lunedì 25 luglio 2011

Napoli - Hamsik il caso è "chiuso".

Otto giorni di emozioni estreme, in campo e fuori, vissuti da protagonista assoluto. Gol a parte, peraltro sfiorato più volte nell’esordio stagionale con i dilettanti del Trentino Team, Marek Hamsik non si sta facendo mancare nulla. Prima ha saltato con i tifosi, sbarrando definitivamente la porta alle lunsinghe del Milan; poi ha dato il massimo in tutti gli allenamenti, dimostrando coi fatti di aver ritrovato le motivazioni giuste, dopo una lunga estate d’incertezza; infine ha baciato la maglia azzurra, con un gesto simbolico che vale più di tante parole (minuto 5). Il centrocampista slovacco si è ripreso il Napoli e non perde occasione per dimostrarlo. Sempre col sorriso stampato sul volto. Mister X non c’è più: è questa la migliore novità che filtra dal ritiro azzurro. Al suo posto c’è il dottor Hamsik: in forma, felice e al centro del progetto Napoli, da cui per un po’ aveva rischiato sul serio di allontanarsi. La minaccia è stata concreta, anche se adesso la paura è passata. «Ho parlato con Marek: resta con noi al mille per mille», ha potuto annunciare Walter Mazzarri, dopo aver concluso con un bel sospiro di sollievo la sua chiacchierata — a cuore aperto — con lo slovacco. «E’ pronto a dare il massimo e gli farà bene restare con noi. In maglia azzurra avrà la possibilità di crescere ancora». Molto sollevati pure i compagni di squadra, che hanno riaccolto a braccia aperte uno dei leader dello spogliatoio. «Hai fatto la scelta giusta».

Fondamentale il pressing sul calciatore di De Laurentiis, che ha coccolato il centrocampista («Sei l’unico davvero insostituibile») e ha avuto il merito da parte sua di chiudere la porta al Milan. Oscuro il lavoro del ds Bigon, che invece ha fatto leva sulla stima personale. «Abbiamo a che fare con un ragazzo unico: educato e serio, il figlio che ogni mamma vorrebbe avere». Il Napoli ha riconquistato Hamsik circondandolo di stima e affetto. Ma la spinta più importante, per convincere lo slovacco a rimanere in maglia azzurra (e a rinunciare ai milioni in più offerti dal Milan), è stata quella dei tifosi. Gli 8 giorni di ritiro trascorsi tra i monti del Trentino, per Marekiaro, si sono trasformati in un meritatissimo trionfo personale. Cori e applausi anche nel corso della partita a campo ridotto di ieri, a Dimaro, con a bordo campo la gigantografia del centrocampista e il solito ritornello ritmato dalla tribuna: «Chi non salta rossonero è». Stavolta, però, Marek non ha avuto bisogno di partecipare ai balletti. La questione mercato è chiusa e il suo punto di vista è ormai noto. «Voglio bene ai napoletani e qui mi sento felice». Meglio una doppietta in allenamento, allora, in attesa di lasciare il segno negli appuntamenti che verranno. Hamsik, adesso, ha in testa solo la grande sfida della Champions, che giocherà con la maglia del Napoli. Il Milan può attendere, nonostante i contatti allacciati col nuovo manager dello slovacco, Mino Raiola. Impotente anche lui, travolto da una valanga di affetto azzurro, che ha convinto il centrocampista a restare. E oggi la campagna abbonamenti può partire con una certezza: Marek c’è.

Marco Azzi
la Repubblica Napoli

domenica 24 luglio 2011

"Non ho mai detto che Messi è un cretino"

Il presidente Aurelio De Laurentiis nell'ambito di un'intervista alla radio del Mundo Deportivo ha parlato dell'attaccante argentino Lionel Messi.
"Considero Messi un campione, un ragazzo dalle qualità umane e professionali indiscutibili. Se fosse possibile lo adotterei come figlio. Non mi sarei mai permesso di offenderlo, piuttosto mi dispiace che il calciatore in nazionale giochi in un ruolo non suo e con un modulo diverso. Così, a mio avviso, lo si espone a brutte figure. Mai detto che Messi è un cretino, semmai la mia battuta è stata: gli fanno fare la figura del cretino. Evidentemente le mie parole sono state male interpretate. Resta la mia stima assoluta sia per un ragazzo che per arrivare a certi livelli nel calcio ha superato anche tantissime difficoltà, sia per il club nel quale gioca, il Barcellona, che rappresenta il top club del calcio mondiale".
fonte:sscnapoli.it

giovedì 21 luglio 2011

CDS - De Laurentiis: "Uruguay, attento con Cavani Mai avuto dubbi su Hamsik»

Il presidente protagonista nel ritiro in Trentino. Inler: «Voglio vincere con questa maglia»

DIMARO ( Trento) - « Ho detto ai medici dell'Uruguay di stare atten­ti con Cavani perchè se si infortuna di nuovo gli faccio causa. Anzi, li ammazzo. Noi non scherziamo e neanche loro devono scherzare con la salute dei calciatori » . De Lau­rentiis si confessa nello spiazzo an­tistante la malga Dimaro dove gli amministratori della località che ospita il Napoli in ritiro lo hanno in­vitato a pranzo. Si sofferma anche su Lavezzi: « Lo vedremo riapparire presto. Lavezzi è uno che ama la vi­ta e a Napoli c'è vita. Poi, noi non tratteniamo nessuno. Con gli altri giocatori possiamo imporre la forza contrattuale, con Lavezzi no. Se lui decide di andare altrove e c'è qual­cuno che paga la clausola di 32 mi­lioni di euro, va via. Ma io vorrei ve­derli tutti questi contatti e questi soldi. Stiamo aspettando anche se non credo ci sia un club disposto a sostenere una cifra simile. I tempi non lo consentono » .

Ma c'è anche la spina-Gargano. Il «mota», finalista con l'Uruguay nel­la Coppa America, è ancora tra i so­spesi: « Gargano è una persona cara - dice il presidente -Con una sua vivacità interiore. E' un'anima libe­ra. Ha rispetto per Mazzarri e i suoi compagni. Credo che possa dare di più rispetto a quanto dato fino a og­gi. Anche se dovesse andare altro­ve, farà bene. Ora vediamo quali sono le sue intenzioni» .
 E cosa commentare al saltello di Hamsik al coro dei tifosi «chi non salta è rossonero?». Commenta De Laurentiis: «Non avevo dubbi. Ma­rek è un ragazzo serio, risoluto. Probabilmente è stato educato con chi si era fatto avanti con lui, sen­za pensare che avrebbe potuto creare del disamore con i propri ti­fosi. Poi i media vi hanno messo del loro. Manovre? Non posso dirlo. Ma resta con noi ed è quello che conta» .

Otto giocatori nuovi, oltre alla conferma di Lucarelli ( ieri hanno risolto il contratto Bucchi e Amo­dio, mentre Dumitru è andato in prestito all'Empoli), chi altro po­trebbe arrivare? De Laurentiis è ca­tegorico. «Io lavoro in sintonia con Mazzarri, se non mi chiede altro, non mi avventuro. Anzi, mi verreb­be voglia di acquistare ma lui mi fa: "attenzione che poi non lo potrò far giocare e lo mando in tribuna". E poi, c'è sempre gennaio per interve­nire,no?» .

FESTA IN SERATA -Giornata moviment­ata, ieri, a Dimaro: dopo la visita di Iachini, del procuratore di Inler, Dino Lamberti («Gokhan è entusia­sta di essere qui» ) , di Damiano Tommasi dell'Aic, degli ispettori antidoping, c'è stata la festa in sera­ta che ha fatto seguito alla presen­tazione del libro di Enrico Varriale «Napoli 8 e 1/2». Sul palco, De Lau­rentiis in veste di mattatore e pre­sentatore della maglia da trasferta(grigia con colletto azzurro). Sfila­ta dei calciatori (Mazzarri è rima­sto in albergo), uno per volta, e una battuta per ognuno che hanno sca­tenato l'entusiasmo della piazza. Ovviamente i più applauditi, Ham­sik, Inler ( «con questa maglia vo­gliamo vincere»), Cannavaro e tut­ti gli altri. Le tre maglie saranno usate anche in Champions ma sen­za il secondo sponsor e con il sim­bolo della Champions sul braccio. Infine ha provveduto Guido Lembo con la sua chitarra a chiudere la se­rata con il suo repertorio e non po­teva mancare, «‘ o surdato ‘ nnam­murato» con il coro dei mille tifosi presenti in piazza.

Fonte: Il Corriere dello Sport

martedì 19 luglio 2011

Sembra Hamsik, si chiama Inler

DIMARO (Trento) - E' bastato cono­scersi, dividere la camera un paio di giorni per entrare subito in sintonia, stringere amicizia, giurare fedeltà al Napoli. Inler ed Hamsik hanno sco­perto di avere tante cose in comune: l'attaccamento al lavoro, il culto del fisico, l'aspirazione a raggiungere qualche traguardo importante. Ed in campo, queste affinità si sono tramu­tate in scambi in rapidità, sovrappo­sizioni, dialoghi continui tra i due. Chissà che Mazzarri non abbia stu­diato apposta l'abbinamento in ca­mera dei due. Anche Inler è piuttosto taciturno ed anche lo svizzero è un perfezionista per quanto riguarda la cura del proprio corpo e l'esecuzione delle esercitazioni atletiche. Si alle­nano con il sorriso sulle labbra, pro­prio quello che chiede il tecnico ai suoi.

Gokhan è diventato già un benia­mino dei tifosi che stanno affluendo a Dimaro in misura sempre più sor­prendente. In tribuna è comparsa una bandierina svizzera insieme a quella azzurra. L'ha esposta un na­poletano emigrato a Ginevra che ogni estate ama vivere alcuni giorni accanto ai suoi beniamini. « Inler è un professionista inappuntabile ma

vi raccomando Dzemaili» , diceva ie­ri. Anche l'altro svizzero che si sta cimentando al fianco di Inler in cabi­na di regia si sta applicando molto durante le esercitazioni volute da Mazzarri. Insieme del resto formano anche la coppia di centrali della na­zionale elvetica.

AL LAVORO -Il Napoli sta lavorando di più sul possesso palla e con vertica­lizzazioni improvvise rispetto allo scorso anno. La crescita del tasso qualitativo del gruppo consente a Mazzarri di diversificare qualcosa nelle due fasi di gioco: meno frenesia in quella difensiva, più raziocinio edimprevedibilità nelle ripartenze.

Primo e leggero infortunio stagio­nale nel Napoli. E' capitato a Cam­pagnaro che ha accusato un dolenzia alla regione addominale. Ancora po­chi gol nella partitella in famiglia, segno di grande equilibrio tra le for­mazioni schierate da Mazzarri. Ieri hanno vinto quelli in giallo, con reti di Santana e Lucarelli, quest'ultimo di testa su cross di Dossena.

Poi, per chiudere la giornata, cor­se nei boschi ma in un posto inacces­sibile ai curiosi e tenuto in gran se­greto.


Fonte: Corriere dello Sport

martedì 12 luglio 2011

Britos: "Il mio salto di qualità". De Laurentiis show: "Manchester Utd al San Paolo"

All'Hotel Vesuvio è stato presentato il nuovo mancino del Napoli, Miguel Angel Britos : "Io sono un difensore centrale ma ho giocato in Uruguay per sei mesi nella difesa a tre. Non ho ancora parlato con il tecnico, cambierà qualcosa dal punto di vista tattico, ma non molto. Sono molto contento di essere qui. Sono stato tre anni a Bologna ed è stata un'avventura bellissima e per ora avevo bisogno di fare il salto di qualità. E il Napoli me l'ha concesso. Non ho ancora sentito Gargano e Cavani, ho aspettato la firma per essere sicuro ma in questi giorni li chiamerò. Per me è importante sapere della fiducia del mister nei miei confronti: mi impegnerò per ripagarla. Sulla maglia indosserò il numero 85".

Poi è De Laurentiis show: "Sto apettando una risposta dal Manchester United per disputare un'amichevole a Napoli. Voglio che il Napoli torni a stare tra le grandi squadre, non italiane ma internazionali. Non faccio la lotta al Milan o alla Juventus. Quel Napoli è stato cancellato. C'è molto da lavorare, bisogna aver pazienza. Nei prossimi giorni presenterò altri giocatori, potrebbe esserci anche Santana. L'anno scorso lottavamo per il quinto posto, ma poi per la bravura di Mazzarri e per l'andamento incerto delle concorrenti abbiamo fatto addirittura meglio. Ora lavoriamo per continuare nel nostro processo di crescita, per andare all'arrembaggio, che sia comunque assennato. Non consideriamo più il primo il secondo quinquennio: il calcio si sta evolvendo e non possiamo lasciare sulle poltrone i cosiddetti poltronisti che poi non fanno niente. Chi vuole stare in poltrona deve fare qualcosa, non può di certo riposarsi. A me quando dicevano: "questo non si può fare" rispondevo: "perchè? per quale motivo?" e la risposta non c'era mai. Nel calcio mi sono ritrovato come a scuola, dove c'è qualcuno che mi dice cosa fare e cosa non fare. E quando chiedo spiegazioni mi si risponde in maniera stupidamente esaustiva: "è così". E io mi incazzo. Qualche testa in futuro cascherà: o uccidono me o io cambierò qualcosa. Non è una minaccia, è la realtà. La Lega ha discusso per sei mesi su come dividere 200 milioni, senza pensare a come migliorare il nostro calcio e a recuperare quel quarto posto che ci è stato scippato dalla Germania. E a mangiare cose improbabili che fanno solo male. Noi dobbiamo capire veramanete cosa dobbiamo fare da grandi: innanzitutto portare il calcio femminile professionista. Io voglio fare un'appendice della Lega con dodici squadre femminili, non di più. Quando ho detto questa cosa Tavecchio mi ha abbracciato, poi però mi hanno fermato subito. Immaginate un Napoli femminile che giochi una Champions? Un San Paolo gremito di donne, che poi potrebbero venire anche a vedere il Napoli maschile".

E su Inler: "Ieri per mantenere un pò di riservatezza ce n'è voluto. E mi è dispiaciuto che l'accordo con Msc sia passato in secondo piano. Queste cose non le posso più fare, perchè i media devono supportare lo sponsor che aiuta il Napoli. E invece non lo fanno. Ne prendo atto e volto pagina. Di sera poi sono arrivato a Castel Volturno, dove tra l'altro sono in corso degli importanti lavori, e ho incontrato Bagni. Poi è arrivato Britos che è stato con i medici per due ore, mentre io firmavo i contratti: sono uscito da Castel Volturno all'1.30. E vorrei chiarire ancora una volta che questa storia dei diritti d'immagine mi ha stancato. Ho letto tutte cose inesatte anche su quelli relativi ad Inler, per il quale tra l'altro non esiste alcuna clausola rescissoria. Così come non c'è con Cavani, mentre esiste con Lavezzi. Francamente non capisco quest'acredine nei confronti del Napoli. Io giudico i fatti, vedo, capisco, leggo tutto molto attentamente. Ringrazio la stampa per gli articoli di oggi, ma devo bacchettare alcuni giornali per le cifre inesatte relative al contratto di Inler. Che parte da un fisso di un milione e quattrocento mila euro più i bonus previsti per il raggiungimento di traguardi come i quarti, le semifinali e la finale di Champions. Anche se trovo estremamente riduttivo parlare di soldi: qui c'è Britos, a me interessa di lui il suo modo di rapportarsi alla squadra, il suo piede sinistro, i suoi gusti musicali non certo quanto guadagna. Vorrei che ci fosse una linea editoriale che mettesse un attimo da parte la faccenda economica. Altrimenti facciamo dei comunicati senza cuore per far sapere le cose. Questo è un codice cavalleresco dovuto da tutti quelli che vogliono interessarsi al Napoli".

lunedì 11 luglio 2011

Inler è azzurro, presentato oggi sulla MSC Splendida.

Finalmente, adesso lo possiamo dire Inler è un calciatore azzurro,ecco la foto esclusiva scattata nel porto di Napoli, dall’amico Alberto Feola, del gruppo di facebook Ultràmici, il quale ringrazio personalmente, è quindi dopo quasi un anno di corteggiamento, e qualche tentennamento voci vere e molte chicchiere, il grande centrocampista svizzero Gokhan Inler è del Napoli. Nel pomeriggio ci saranno ulteriori approfondiment

martedì 5 ottobre 2010

De Laurentiis: "Ieri il Napoli mi ha divertito, ma evitiamo falsi proclami"

Aurelio De Laurentiis parla ai microfoni di Marte Sport Live. Il presidente è a Lione per la presentazione del restauro del primo Amici Miei: "C'è questo festival voluto dallo stesso direttore del festival di Cannes. Vedremo delle cose molte interessanti e presentiamo il restauro del primo Amici Miei. E' un film che rimane nella storia del cinema. Qui c'è una pioggia battente. Stasera incontrerò il presidente del Lione, Aulas. Ceneremo assieme". Si parla della vittoria di ieri. Ranieri e Borriello hanno parlato di sfortuna, i giallorossi avrebbero meritato il successo: "La Roma sta cercando di tirare acqua al suo mulino, ma è un costume italiano, noi invece siamo napoletani e abbiamo una marcia in più". Mazzarri ha detto che il Napoli non si fermerà: "Le componenti di questo gruppo sono molteplici. Da quando è arrivato, molto giocatori già c'erano. Lui è un tecnico che fa esprimere al massimo il materiale che ha disposizione. Siamo allineati al 100%". Abbiamo grandi doti. L'argomento caldo è la questione delle nazionali e la gestione del calcio: "Bisogna sederci ad un tavolo e definire alcune regole: i rapporti tra Fifa, Figc e Lega vanno stabiliti. Dobbiamo capire quanto ci pagano i 'prestiti' dei giocatori per le nazionali e le coperture assicurative. Noi società siamo proprietarie dei cartellini, finora ci sono stati degli scippi, nessuno si è mai ribellato e dovremmo discuterne in maniera calma e pacata. Non si può agire sempre d'imperio". Nessun giocatore italiano è stato convocato da Prandelli: "Egoisticamente dico meno male, altrimenti non avremmo avuto nessuno in questa settimana, ma dico ai vari Maggio e Dossena di stare tranquilli, prima o poi arriverà la chiamata anche per loro". Il Napoli esprime un bel gioco. De Laurentiis evita i proclami: "Non voglio fare false promesse ai nostri tifosi, è ovvio che ce la giocheremo fino alla fine. Ma non dobbiamo neanche deprimerci se ci sarà qualche incidente di percorso. Il Napoli s'impegnerà sempre, è la nostra filosofia di lavoro e oramai la conoscete tutti. Da qui a dire, vinciamo tutto, ce ne vuole. Mi sembrano proclami superficiali, il campionato è lungo, le partite sono tante, siamo al primo anno di esperienza in Europa. Bisogna essere coscienti delle difficoltà. Avete visto cosa è successo a Bucarest, quando si è raggiunto lo stadio con gli Ipod e con la musica a tutto volume. Abbiamo rischiato grosso, credo che ci sia ancora imperizia e inesperienza da parte dei calciatori. Dobbiamo acquisirla in maniera precisa e costante. Se puntiamo sui giovani sul modello Barcellona, non possiamo pretendere che ci sia subito grande maturità. Andiamo avanti con calma, vogliamo fare centro e colpire il bersaglio. Ieri comunque mi sono divertito tanto anche se la visibilità al San Paolo non è delle migliori con questa pista d'atletica. A Cesena, la partita si vedeva meglio. Speriamo di poter modificare il San Paolo secondo schemi moderni". Chiusura dedicata a Reja, in vetta alla classifica: "Mi fa piacere, è stato con noi. Ma adesso siamo avversari, l'azzurro deve prevalere sul biancoceleste. Speriamo di poter fare entrambi un buon campionato".

martedì 28 settembre 2010

Marino: "Ecco il pagellone ai tecnici. Mazzarri sufficiente, ma il mercato..."

Certo criticare il mercato proprio lui che l'anno scorso ha speso appena 56 milioni di euro e di quei calciatori e rimasto solo Campagnaro e un pò dura da digerire ecco quanto scritto da Pierpaolo Marino nella sua rubrica settimanale su tuttomercatoweb.
"Mazzarri ha diretto, tra le quinte, le manovre del calciomercato della società. Ottima l'intuizione su Cavani, ma la rosa, forse, è stata depauperata di qualche ricambio importante. Il gioco del suo Napoli entusiasma nella versione trasferta, mentre lascia perplessi per quanto riguarda lo spettacolo che esprime al San Paolo. La media fra i due rendimenti determina il voto di sufficienza che altrimenti sarebbe un bel 7 per il Napoli che si esibisce lontano da casa ed uno striminzito 5 per quello casalingo. I successi di Mazzarri, dipenderanno molto, dalla capacità di gestire il turnover nelle varie competizioni, di una squadra che, in alcuni reparti (soprattutto l'attacco), non ha molte varietà di scelta".
Come giudicate le dichiarazioni di Marino

martedì 7 settembre 2010

Manifesto contro De Laurentis

Premessa : personalmete credo che contestare il presidente Aurelio De Luarentis dopo questi 6 anni in cui ha mantenuto tutte le promesse fatte migliorando di anno in anno ed in più avendo un bilancio in attivo forse l'unica società di calcio italiana ad averlo (scusate se e poco) c'è comunque chi non e d'accordo con l'operato della società ma senza firmarsi e senza presentarsi allora mi chiedo qual'è lo scopo di questo volantino??
ecco a voi l'oggetto in questione:
Aurelio questo non è il tuo film.
Credete sia giusta questa iniziativa oppure no??