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mercoledì 8 febbraio 2012

Napoli, fardello a centrocampo

Napoli è fortemente divisa. Gran parte delle responsabilità di un gioco senza equilibrio le fa ricadere sugli attuali centrocampisti in rosa.
L’era De Laurentis non ha mai avuto una gran fortuna con quel ruolo. Gatti, Dalla Bona, forse solo Consonni, Fontana, Bogliacino riadattato, hanno retto per qualche tempo.
Oggi è tutto diverso. Molti rimpiangono l’ariete Yebda e il costante metronomo Pazienza. Due signori giocatori, ma di un livello modesto. Dzemaili, Gargano, Inler e Donadel, sono di un livello superiore. E’ un fatto evidente.
Eppure risulta difficile reggere il passo di Pazienza. Inler ha un tempo di gioco diverso, è un giocatore d’altra categoria. Dzemaili ragiona, gioca a calcio, tira i calci da fermo. E’ un ottimo giocatore. Donadel è quello che forse ha più quantità per il ruolo al fianco di Gargano.
Il punto resta sempre lo stesso. La difficoltà di fare i movimenti orizzontali, che nell’Udinese e nel Parma i due svizzeri non hanno mai fatto.
C’è ancora bisogno di tempo. La crescita del centrocampo del Napoli è silenziosa ma efficace.
E’ questo un campionato stupefacente e dobbiamo essere ottimisti.
Ho un debole per i quattro tenori del centrocampo partenopeo. Tutti e quattro insostituibili e perfetti.
E concedetemelo, ho amato Pazienza, gli ho voluto bene; ma aveva raggiunto l’acme della sua carriera e paragonato coi nostri è scarso, sostanzialmente, inequivocabilmente, chiaramente, immensamente scarso.
Domenico Serra

venerdì 18 novembre 2011

IL DOMENICO SPORTIVO. Serra: “Non ho mai rimpianto Reja. Il suo calcio mi aveva stancato”

Ne sento parlare molto, come negarlo. Siti sportivi e riviste, così come la gente per strada, tutti a parlare del grande Edy. Ho in mente l’immagine di Reja quando ritornammo in serie A, quegli istanti al Marassi mi riempirono di lacrime. Il suo 3-5-2 resta nei meccanismi di gioco attuali, i suoi uomini ci hanno consegnato traguardi assurdi. Eppure un anno fa terzi eravamo noi. Troppe volte l’ho visto crollare, nei momenti importanti, dalla gestione di Dalla Bona a quella di Denis, dimenticandoli come Grava e Pazienza. Giocatori divenuti statuine, patrimoni depauperati per testardaggini tattiche di dubbio livello.
Il suo è un calcio che mi aveva stancato, riusciva a dare talmente tanto in casa, distruggendo le grandi come forse Mazzarri ha saputo fare solo di misura, ma fuori casa era abulico, non riusciva a trasmettere personalità. Certo parlavamo di un Napoli più giovane, inesperto. Il suo percorso meraviglioso è presente, ma non riusciva a tirar fuori il meglio da tutti. Forse è stata la stessa Napoli ad allontanarlo. Storia vecchia. E’ un braccio di questo Napoli, innegabile. Ne rivorrei l’uomo, la presenza, il sorriso, lo idealizzo come lo zio perfetto, ma rimpiangerlo, proprio non ci riesco. Ricordo il mio di zio dire: “uà, nata vota zazà!”. Odiava Zalayeta. Forse tutto il mondo lo odiava, tranne Edy.
Oggi la verità è che la Lazio è una squadra completa, rocciosa, che ha fatto acquisti di grande livello, purtroppo oggi: gli scarti di campionati tedeschi e francesi, qui fanno la differenza. Ritengo che la Lazio abbia qualcosa in più, una completezza di rosa assemblata nel tempo, non so se fatta da Cirio o da presidenti che non potranno nemmeno entrare allo stadio, sono storie che non mi riguardano, conta solo la sfida. Che vinca il migliore. Parlavo della sfida col Manchester…

Domenico Serra.
Azzurrissimo.

sabato 5 novembre 2011

IL DOMENICO SPORTIVO. Serra: "Un po' manca l'immensa quantità di Pazienza. Quagliarella ci sarebbe servito"

Capitolo Pazienza
Purtroppo solo da spettatore. Michele Pazienza assicurava una modesta qualità, compensata da una immensa quantità. L'invisibilità di Donadel fa sentire la sua mancanza; i suoi radi capelli color zucca non sono che un ricordo, la sua presenza in campo a discapito di Michele, nel passato fiorentino, non è che un miraggio. A me un po' manca quel ragazzo serio, anche se il massimo del suo potenziale era stato raggiunto. Il D'Ippolito di Gargano, Matuzalem, Bogliacino, ci dirà un giorno se è stata solo una scelta tecnica. Una cessione necessita di una sostituzione migliorativa; e poi diciamo la verità, quattro centrocampisti sono veramente pochi.

Capitolo Quagliarella
Forse Bozzo, forse Lepore, forse un innocente ragazzino di Castellammare, o chissà chi, potrebbero dirci cosa è accaduto a questo brillante giocatore. Le contratture a Vinovo sono come le mozzarelle a Mondragone, o come le sfogliatelle fuori l'aeroporto di Capodichino, che sia chiaro; ma quando avvengono sistematicamente prima di un viaggio verso il San Paolo di Fuorigrotta, la gente non fa che ridere. Poi nessuno me ne voglia, perché ci sono infortuni a legamenti, che alcuni riconducono a miracoli di San Gennaro un po' in ritardo, altri che contemporaneamente sentivo dire: "questo sta facendo finta per non venire a giocare a Napoli"... E in questa invisibile parentesi, nascosta per mesi, ma presente nelle parole dei bar, nei vicoletti, nei campetti improvvisati, mentre mangio il Panuozzo o bevo il vino di Lettere, scorgo una considerazione dilaniante: Quagliarella in questo campionato duro e lungo, ci sarebbe servito. E in questa invisibile parentesi torna alla mia mente il goal bianconero di Quagliarella al San Paolo, il suo acquisto immediato verso Napoli, e la sua maglia azzurra sotto quella dell'Udinese calcio. Ho la sensazione, che in segreto, nei sogni, nei pensieri, nel suo arroccato italiano, ci sia, anche ora, mentre finge di aver male alla gambe, un convinto pensiero di fede calcistica partenopea; e la maglia azzurra, è ancora nascosta sotto quella bianconera juventina. Il punto è che non l'ha cambiata, e sotto di certo non ci sarà il logo della Champions League. Buona fortuna Fabio.


Fonte: Azzurrissimo.it

sabato 9 luglio 2011

Pazienza: "Ho atteso il Napoli fino a febbraio..."

Ecco quanto ha dichiarato Michele Pazienza nel ritiro della Juventus: "Ho aspettato il Napoli fino a febbraio. Non ricevendo risposte ho deciso di rimandare a fine campionato ogni decisione", dice. "Si è fatta viva la Juventus e non ho avuto un minimo dubbio nell'accettare l'offerta. Mi sono chiesto anch'io perchè non c'è stato interesse da parte della mia vecchia società a rinnovare, ma questo m'importa relativamente", aggiunge archiviando il rapporto con la società partenopea. "Quello che mi interessa è che sono arrivato in un grande club e questo mi da' tanto entusiasmo".
Quindi con queste parole Michele Pazienza, ha semntito se stesso quando dichiarò che fino alla fine della stagione non si sarebbe accordato con nessuno.

domenica 27 febbraio 2011

Intrecci di mercato tra Genoa e Napoli

Il Genoa è ad un passo dall’ingaggio del centrocampista del Napoli Michele Pazienza. Il mediano, in scadenza di contratto con il club partenopeo, non ha ricevuto le garanzie tecnico tattiche che richiedeva ed è ora pronto per firmare con un’altra società. In particolare, Enrico Preziosi si è mosso con largo anticipo rispetto ai concorrenti ed ora può vantarsi di un accordo ormai in dirittura di arrivo: “Non ho rubato Pazienza al Napoli, se il giocatore rinnova siamo comunque pronti a trattare con gli azzurri per avere il calciatore; Michele è un giocatore molto sottovalutato, ma che farebbe la nostra fortuna” afferma il presidente del Grifone; in cambio del centrocampista, il patron dichiara inoltre di essere disposto a cedere Palacio o Criscito, calciatori seguiti da De Laurentiis e già richiesti ai rossoblu in vista del prossimo calciomercato. Detto ciò, è ora facile prevedere una trattativa facile ed in fase di conclusione: il buon rapporto tra i due club, inoltre, potrebbe favorire il tutto. L’agente del giocatore D’Ippolito è già partito per Genova, con il benestare dell’allenatore Mazzarri che a centrocampo gli preferisce Gargano e spesso Yebda. (fonte Itmsport)

giovedì 3 febbraio 2011

L'onestà di Mazzarri: "Forse dovevo fare scelte diverse"

Walter Mazzarri, allenatore del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni dopo il match perso per 2-0 con ilChievo. Ecco quanto evidenziato da "Napoli Magazine": "E' stata una brutta partita. Il campo non ci ha agevolato il giro palla. Abbiamo perso molti duelli, in uno di questi c'e' stato l'eurogol di Moscardelli. Una gara brutta. C'e' stato un tonfo in diversi elementi titolari che sono scesi in campo. Ci puo' stare una battuta d'arresto. Questa partita ci deve servire come lezione e crescita per il futuro. Non deve mai mancare l'umilta'. Probabilmente dovevo fare come con il Lecce, cambiando 9 uomini su 10. Era la sesta gara di fila, di seguito. Nelle scelte non mi condiziona niente e nessuno. A Maggio, Pazienza ed Aronica ha fatto male un turno di riposo, perche' stavano bene. Non e' facile azzeccare sempre il turnover. Peccato. Era un momento d'oro. Il -2 dal Milan perso? Non guardiamo la classifica. Un segno di maturita' sarebbe stato quello di provare a pareggiare. Noi, invece, puntiamo sempre a vincere".

mercoledì 2 febbraio 2011

Notizie in pillole: Offerta del Chelsea per Cavani ,e Pre partita Napoli Chievo

Aldo Serena, ex calciatore ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di "Si gonfia la rete" in onda su Radio Crc. Ecco quanto evidenziato da TuttoNapoli.net: "L'ho sempre detto, il Milan è la favorita per la vittoria di questo campionato. Il Napoli è la vera outsider. La squadra partenopea ha dei grandissimi campioni. Cavani è  fortissimo, non mi aspettavo una simile esplosione da parte di questo ragazzo. Il Napoli è un gruppo competitivo, c'è la giusta sinergia tra pubblico e squadra, ma i campionati si vincono anche con un pizzico di fortuna. Bhè ci sono tutte le componenti per ottenere un grande risultato. Mascara ha dei colpi eccezionali, è maturo e può servire tanto alla causa azzurra. Il costo di Cavani? Se Torres è stato pagato 56 milioni di euro, allora Cavani vale di più!" 




Simone Antonini di Radio Verona è intervenuto ai microfoni di Marte Sport Live rilasciando alcune dichiarazioni. Ecco quanto evidenziato da Tuttonapoli.net: “Stasera mancheranno sicuramente Luciano e Marcolini perché indisponibili. Il Chievo potrebbe giocare con un 4-3-2-1 con a centrocampo Rigoni, Guana e Bogliacino. Quest’ultimo è cresciuto moltissimo, ha creatività e ha anche molto spirito di sacrificio. Il tecnico clivense Pioli teme molto l’intensità del Napoli e solo stamane , guardando negli occhi suoi calciatori, sceglierà chi potrà essere all’altezza e garantire altrettanta tenacia. Anche se è passata molta acqua sotto i ponti rispetto alla gara dell’andata, i veronesi dovranno cercare di ripetere la stessa partita. Il Napoli ovviamente, anche perché ingolosito dal passo falso del Milan, punterà alla vittoria e credo sia favorito

Vincenzo D’Ippolito, procuratore tra gli altri dei centrocampisti azzurri Pazienza e Gargano, è intervenuto ai microfoni di Marte Sport Live rilasciando alcune dichiarazioni. Ecco quanto evidenziato da Tuttonapoli.net: “Il contratto di Michele? Il ragazzo vuole aspettare, vuole pensare a concludere la stagione in corso, non c’è alcun accordo col Genoa. Il mercato è appena concluso, se ne parlerà a fine campionato. Gargano? Non è una macchina, tatticamente è migliorato tantissimo, è sempre di aiuto al centrocampo e credo che con la primavera riuscirà a dare il massimo. Walter non ci fa caso alle critiche, l’importante è la stima dell’allenatore e della società, i tifosi possono avere le loro opinioni, poi forse sono anche le stelle che ora ha il Napoli ad offuscare un po’ la sua immagine, ma non è un problema”. Infine un pensiero per la partita di stasera a Verona contro il suo assistito Mariano Bogliacino: “Il Chievo sta giocando alla pari del Napoli, prevedo una gara molto aperta e combattuta. Sosa?Non credo per lui stasera sia l’ultima spiaggia, è stato discontinuo ma è un ottimo giocatore”.

venerdì 19 novembre 2010

Pazienza: "Pensavo di dover lasciare Napoli, ma Mazzarri mi ha rigenerato"

Michele Pazienza, centrocampista del Napoli, è il protagonista del salottino di “Marte Sport Live” in diretta sulle frequenze di Radio Marte. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli: Cosa ne pensi della convocazione in nazionale degli oriundi?: Se le regole lo permettono e se il cittì ritiene opportuno chiamarli, penso sia libero di farlo senza remore. Conosco bene il mister, so quanto sia preparato, così come lui sa cosa potrei dargli. Evidentemente per quelle che sono le sue idee di gioco, al momento, nel Napoli, non ci sono i giocatori che cerca. Io continuo a sperarci, mi piacerebbe almeno per una volta indossare la maglia della nazionale”.

Pesa avere così tanti nazionali in rosa?: “Certo. A tutti è noto con quanta minuzia di dettagli il mister prepari ogni gara. Le assenze un po’ pesano".

Il Napoli occupa attualmente la terza posizione in classifica. Quanto ancora può migliorare questa squadra?: “Io dico tanto. Così non fosse saremmo tutti preoccupati. Le critiche prese in verso e misura giusta sono motivo di crescita per noi. Le sconfitte, come le vittorie, una volta passate, vanno dimenticate. Quest’anno abbiamo dimostrato grande carattere anche giocando ogni tre giorni”.


Di Yebda che ci dici?: “Su di lui mi ero già espresso un mesetto fa, quando erano in tanti a criticarlo. Il compagno si è inserito completamente. Lo stesso vale per Sosa che, tra l'altro, è un grande uomo spogliatoio. Sono entrambi ingranaggi base del nostro organico”.

Adesso e non da poco ormai, Michele Pazienza è un elemento fondamentale per questo Napoli. Quello che Mazzarri definirebbe un"titolarissimo": "C’è stato solo un momento in cui pensavo che la mia avventura al Napoli fosse finita, esattamente all’inizio della scorsa stagione, quando non rientravo nei piani di Donadoni. Per me non c’era mercato visto che fino ad allora non ero riuscito a fare bene, al contrario di Blasi che andò via. Sono poi successe un paio di cose e la medaglia si è rovesciata. Mazzarri mi ha completamente rigenerato. Il mister sfrutta quelle che sono le mie caratteristiche nel migliore dei modi; tra l’altro il nostro rapporto è ottimo”.

Il Napoli vanta un gruppo affiatato. Obiettivi da tenere in considerazione?: “Ci sono elementi di grande spessore come Hamsik, Cavani e Lavezzi ed altri che, come me, sanno tirare fuori il meglio di sé al momento giusto. Possiamo fare dell’umiltà e dell’unione le nostre armi vincenti. Inutile parlare di obiettivi stagionali. Porseli non farebbe che farci vivere pressioni per niente fruttuose”.

Domenica attendete al San Paolo un Bologna che se la passa tutt’altro che bene…: “Non stiamo a preoccuparci dei loro problemi societari. Ci concentreremo soltanto su quelli che sono i nostri doveri. Le assenze di Mudingayi e Perez potrebbero tornarci utili, ma non credo gli avversari verranno qui a regalarci i tre punti. Dovremo conquistarli come sempre”.

E’ tempo di gol. Quando pensi ci regalerai questa gioia?: “In effetti coi tempi ci siamo. Spero di andare presto a segno”.