Antonello Perillo, giornalista della Rai, è intervenuto ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli durante il programma Radio Goal. Ecco quanto sottolineato da IamNaples.it:
“Mazzarri criticato? Fa parte della legge del calcio, si è sempre detto che gli italiani sono tutti commissari tecnici. Ultimamente, forse, Mazzarri si è un po’ intestardito in alcune scelte. Domenica mi sono chiesto perché non siano stati schierati in campo Fernandez, Dzemaili e Pandev che erano stati i migliori contro il Catania. E’ un limite del nostro allenatore, che ha fatto grandi cose e continuerà a farle. Lui i giovani non li vede e non ha il coraggio di lanciarli. La cosa singolare è che c’è una politica societaria orientata ai giovani e un tecnico che la smentisce. Ruiz è dovuto tornare in Spagna dove sta giocando ad altissimi livelli, Fernandez ha giocato un partitone con il Catania poi e’ tornato in panchina, Fideleff è stato sfortunato anche se forse non è pronto per un’esperienza italiana, Vargas è arrivato secondo al Pallone d’Oro sudamericano: capisco che debba essere inserito gradualmente, ma se gioca solo in situazioni disperate non lo si valorizza adeguatamente. Non so se Pandev resterà perché ha un ingaggio oneroso e non so se accetterà di restare dato che non parte mai titolare, quindi Vargas potrebbe essere la quarta scelta in attacco. Per questo va provato in questo finale di stagione. A fine stagione, comunque andranno le cose, bisogna fare un sano ragionamento societario per non fallire in fase di mercato”.
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Il vice caporedattore della RAI di Napoli, Antonello Perillo, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di Marte Sport Live in onda su Radio Marte. Ecco quanto evidenziato da AreaNapoli.it: “Contro la Lazio proverei a schierare la difesa a 4, darei fiducia a Fernandez, che contro il Catania ha fatto un partitone. Non mi convince per nulla l’ipotesi difensiva con Aronica centrale e Cannavaro sul centrodestra”.
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mercoledì 4 aprile 2012
lunedì 6 febbraio 2012
Corbo: “Ho cinque domande per Mazzarri”
Ho ancora negli occhi la faccia irata di Mazzarri. Occhi lucidi e gote di fuoco. Disse che era stanco degli errori arbitrali. Aveva ragione quella sera, dopo Napoli-Cesena.
Non condivido invece il dossier inviato per denunciare le sviste. Sono certo che non vi sia malafede né accanimento. Il Napoli è un club rispettato e ammirato. Perché il sistema calcio dovrebbe intralciare il persorso di una squadra che gioca in Chamnpions?
Ho scritto nel precedente blog che avrei molte domande da rinvolgere al pur bravo Mazzarri.
Mi dispiace che qualcuno mi abbia attribuito il contrario di quanto ho pensato, detto e scritto: sono stato l’unico a segnalare l’importanza di Gargano quando era stato già messo in vendita.
Bene, ho una domanda in più dopo Milan-Napoli. Anzi, 5. Il Napoli ha fallito l’ultima opportunità per risalire in classifica. Non troverà mai un Milan così scombinato e senza Ibra nell’ultima mezz’ora.
In 5 partite solo 4 punti.
Quindi:
1) Signor Mazzarri, lei è sicuro che siano stati solo gli arbitri a togliere 11 punti su 15 al Napoli.
2) Signor Mazzarri, non pensa di aver perso tempo per i cambi dopo l’espulsione di Ibra?
3) Signor Mazzarri, che senso ha cambiare Inler con Dzemaili, quale variante tattica produce?
4) Signor Mazzarri, è giusto far entrare Pandev solo a 9 minuti dalla fine?
5) Signor Mazzarri, il Napoli a Milano ha giocato benissimo per un’ora. Dimostra che non è stanco e sa anche impostare la partita, senza attendere le ripartenze. Mettendo a confronto Napoli-Cesena e Milan-Napoli si hanno due partite opposte. Nella prima un bel finale dopo un’ora di pianto. Nell’altra un’ora di grande dignità ed un finale scadente. Discontinuità, solo discontinuità. Come la spiega?
Antonio Corbo (fonte Repubblica)
mercoledì 1 febbraio 2012
NAPOLI-CESENA 0-0. Azzurri poco brillanti e non aiutati dalla sorte
Solo un pareggio per il Napoli, in quella che doveva essere la partita del riscatto. Neppure una rete contro il Cesena, terzultimo in classifica. Azzurri deludenti e in difficoltà, come sempre, contro una provinciale. Ormai è piena sindrome. Ogni volta che si affronta una piccola, il Napoli balbetta e non riesce a ritrovarsi. Da evidenziare che anche i romagnoli hanno giocato schierandosi “a specchio”, cioè impiegando la difesa a tre e intasando le fasce. Nel finale ci si mettono anche la sorte e l’arbitro: a Pandev annullato un gol che sembrava regolare.
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Il Napoli parte ancora una volta sotto tono, come nei recenti impegni di campionato contro Bologna e Siena. Manovra scontata, ritmo lento, difficoltà a trovare spazio nelle strette marcature predisposte dal tecnico dei romagnoli Arrigoni. Già privo di Lavezzi, squalificato, Mazzarri rinuncia anche all’inventiva di Hamsik, preferendogli Dzemaili che non ha il passo e la tecnica di un trequartista. Vargas, fenomeno sudamericano, ancora una volta parte dalla panchina. E’ Pandev l’unico a non tradire le attese nella prima frazione di gara. Sue le sole due occasioni degli azzurri.
====
Nella ripresa Mazzarri ci ripensa: dentro Hamsik, fuori un deludente Inler. La musica non cambia, nonostante una fiammata: colpo di testa di Cavani, palo esterno. Al 60° esce Britos ed entra Zuniga. Il Napoli si schiera con un 4-3-3. E’ Pandev ad andare ancora una volta al tiro, ma senza fortuna, al 70°. Poi viene lanciato nella mischia anche Vargas. Nel finale assedio degli azzurri, che si sbilanciano rischiando anche qualcosa. E’ sempre Pandev ad impegnare Antonioli con una girata al volo.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: spettatore non pagante. Poteva vedersela da casa. S. V.
CAMPAGNARO: soffre quando il talentuoso e rapido Rennella lo punta. VOTO: 5.5
ARONICA:impiegato come centrale gioca col consueto mestiere, limitandosi a fare l’essenziale ma senza dare sicurezza al reparto. In un paio di uscite centrali verso la metà campo sembra incerto. VOTO: 5.5
BRITOS: prestazione discreta, anche perchè le punte cesenate hanno giocato con la marcia indietro. VOTO: 6 (dal 60° ZUNIGA: prima come mediano, poi come terzino sinistro, prova a dare un contributo, senza brillare. Due tiri sballati. VOTO: 5.5)
MAGGIO: prestazione onesta ma non al livello dell’esterno destro della Nazionale. Mancano le sue poderose percussioni sulla destra. VOTO: 5.5
GARGANO:corre molto, ma contro il muro cesenate servirebbe più qualcuno dal passaggio filtrante che un ottimo cursore come l’uruguaiano. Il meglio lo da’ in un recupero nel finale su Martinez. VOTO: 6
INLER: prestazione avvilente. Vaga in mezzo al campo senza uno straccio di idea. Mazzarri non può che sostituirlo. VOTO: 4 (dal 46° HAMSIK: non riesce mai a liberarsi al tiro, ma si allarga spesso sulla sinistra creando qualche pericolo. VOTO: 6)
DOSSENA: accompagna molto la manovra offensiva e si distingue, come sempre, per qualche buon cross. Ma il Napoli, si sa, non ha grandi colpitori di testa. VOTO: 6 (dal 73° VARGAS: se gli passassero il pallone potremmo anche avere una conferma o meno slle sue qualità. Va anche detto che fatica a trovare la posizione, anche perchè lanciato nella mischia con gli schemi saltati. S.V.)
DZEMAILI: era stato acquistato per fare coppia con Inler sulla mediana, ma viene schierato come finto Hamsik. Se la cava dignitosamente anche se non ha l’inventiva dello slovacco nè la tecnica sopraffina di Vargas. Meglio quando, con Marek in campo, occupa la posizione abituale. VOTO: 6
PANDEV: sua la prima conclusione del Napoli, con una girata di poco a lato al 23°. Vicino al gol anche al 27° con una botta dal limite respinta da Antonioli. Da’ vivacità alla manovra offensiva. va cinque volte al tiro e confeziona allo scadere un assist al bacio non sfruttato da Cavani. VOTO:7
CAVANI: spreca un’occasione cogliendo di testa il palo esterno a inizio ripresa con mezza porta spalancata. Tira addosso ad Antonioli in uscita nel finale. VOTO:5.5
All. MAZZARRI:come PIoli e Sannino, anche Arrigoni gli schiera gli avversari “a specchio”, neutralizzando la fluidità del gioco azzurro. Ormai è diventato il segreto di Pulcinella. Non ci convince (e lo avevamo scritto da prima) l’idea di partire con Dzemaili trequartista, peraltro in una gara interna contro una provinciale. VOTO: 5
Antonello e Luca Perillo
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Il Napoli parte ancora una volta sotto tono, come nei recenti impegni di campionato contro Bologna e Siena. Manovra scontata, ritmo lento, difficoltà a trovare spazio nelle strette marcature predisposte dal tecnico dei romagnoli Arrigoni. Già privo di Lavezzi, squalificato, Mazzarri rinuncia anche all’inventiva di Hamsik, preferendogli Dzemaili che non ha il passo e la tecnica di un trequartista. Vargas, fenomeno sudamericano, ancora una volta parte dalla panchina. E’ Pandev l’unico a non tradire le attese nella prima frazione di gara. Sue le sole due occasioni degli azzurri.
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Nella ripresa Mazzarri ci ripensa: dentro Hamsik, fuori un deludente Inler. La musica non cambia, nonostante una fiammata: colpo di testa di Cavani, palo esterno. Al 60° esce Britos ed entra Zuniga. Il Napoli si schiera con un 4-3-3. E’ Pandev ad andare ancora una volta al tiro, ma senza fortuna, al 70°. Poi viene lanciato nella mischia anche Vargas. Nel finale assedio degli azzurri, che si sbilanciano rischiando anche qualcosa. E’ sempre Pandev ad impegnare Antonioli con una girata al volo.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: spettatore non pagante. Poteva vedersela da casa. S. V.
CAMPAGNARO: soffre quando il talentuoso e rapido Rennella lo punta. VOTO: 5.5
ARONICA:impiegato come centrale gioca col consueto mestiere, limitandosi a fare l’essenziale ma senza dare sicurezza al reparto. In un paio di uscite centrali verso la metà campo sembra incerto. VOTO: 5.5
BRITOS: prestazione discreta, anche perchè le punte cesenate hanno giocato con la marcia indietro. VOTO: 6 (dal 60° ZUNIGA: prima come mediano, poi come terzino sinistro, prova a dare un contributo, senza brillare. Due tiri sballati. VOTO: 5.5)
MAGGIO: prestazione onesta ma non al livello dell’esterno destro della Nazionale. Mancano le sue poderose percussioni sulla destra. VOTO: 5.5
GARGANO:corre molto, ma contro il muro cesenate servirebbe più qualcuno dal passaggio filtrante che un ottimo cursore come l’uruguaiano. Il meglio lo da’ in un recupero nel finale su Martinez. VOTO: 6
INLER: prestazione avvilente. Vaga in mezzo al campo senza uno straccio di idea. Mazzarri non può che sostituirlo. VOTO: 4 (dal 46° HAMSIK: non riesce mai a liberarsi al tiro, ma si allarga spesso sulla sinistra creando qualche pericolo. VOTO: 6)
DOSSENA: accompagna molto la manovra offensiva e si distingue, come sempre, per qualche buon cross. Ma il Napoli, si sa, non ha grandi colpitori di testa. VOTO: 6 (dal 73° VARGAS: se gli passassero il pallone potremmo anche avere una conferma o meno slle sue qualità. Va anche detto che fatica a trovare la posizione, anche perchè lanciato nella mischia con gli schemi saltati. S.V.)
DZEMAILI: era stato acquistato per fare coppia con Inler sulla mediana, ma viene schierato come finto Hamsik. Se la cava dignitosamente anche se non ha l’inventiva dello slovacco nè la tecnica sopraffina di Vargas. Meglio quando, con Marek in campo, occupa la posizione abituale. VOTO: 6
PANDEV: sua la prima conclusione del Napoli, con una girata di poco a lato al 23°. Vicino al gol anche al 27° con una botta dal limite respinta da Antonioli. Da’ vivacità alla manovra offensiva. va cinque volte al tiro e confeziona allo scadere un assist al bacio non sfruttato da Cavani. VOTO:7
CAVANI: spreca un’occasione cogliendo di testa il palo esterno a inizio ripresa con mezza porta spalancata. Tira addosso ad Antonioli in uscita nel finale. VOTO:5.5
All. MAZZARRI:come PIoli e Sannino, anche Arrigoni gli schiera gli avversari “a specchio”, neutralizzando la fluidità del gioco azzurro. Ormai è diventato il segreto di Pulcinella. Non ci convince (e lo avevamo scritto da prima) l’idea di partire con Dzemaili trequartista, peraltro in una gara interna contro una provinciale. VOTO: 5
Antonello e Luca Perillo
martedì 17 gennaio 2012
Terna distratta, Pioli arrogante, Napoli con la paura di volare
"E' va buò Pupè (la figlia), meglio pareggiare che perdere. Tutto sommato stevm abbuscann. Almeno abbiamo fatto vedere che siamo alla stessa forza del Bologna. Comm currevano". [cit. Nonna Ida]. Trascorro ore nei salotti della Napoli vomerese godendomi il fare saccente dei cultori dello sport, bevo una tazza di thè vanigliato e borbotto di Maggio e Campagnaro, delle loro confusioni mentali. Poi mi rivolgo alla rete dei network e discuto coi miei amici. Finisce sempre che il parere della nonna vinca su tutto. Pure se la partita non l'ha nemmeno vista. Ho idee rivoluzionarie, mi ripeto. Cominciamo con le penalizzazioni dei ragazzini come Pulzetti che si tuffano per evitare le ripartenze; continuiamo con Brighi e company che sembrano Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno; terminiamo con me stesso, che sono il classico opinionista che vede un complotto come se si chiamasse Ron Howard e stesse dirigendo A beautiful mind.
Sbagliano tutti, arbitri, guardalinee, giocatori, allenatori. Il calcio è bello per questo. Se ci fosse la moviola in campo forse non avremmo nulla da dirci durante la settimana, avremmo molto tempo da dedicare alla coppia e forse salveremmo molti dei nostri amori. Verità assolute? Il Bologna ha lottato e meritato più che un punto contro un Napoli sulla carta superiore, così come il Napoli meritò di superare il Manchester City sulla carta superiore. Ma l'occasione era ghiotta e i miei sogni immensi. C'è più di un problema, questo maledetto fuorigioco sbagliato in ogni partita e un centrocampo che non riesce a trovare le giuste misure. Un Vargas immensamente promettente, ma timido, mi lascia ben sperare. Credo in un recupero miracoloso, voglio davvero il terzo posto. La vita di coppia è meravigliosa, ma i martedì della prossima stagione calcistica non li voglio passare al cinema; amo Orson Welles, che me ne faccio del cinema di oggi...? Azzurri aiutatemi.
domenica 8 gennaio 2012
PALERMO-NAPOLI 1-3. Un Napoli stellare brilla alla Favorita
Un Napoli stellare impone alla favorita la legge del più forte: 1-3, con reti di Pandev, Cavani e Hamsik per il Napoli e di Miccoli in chiusura per i rosanero di Mutti. Gli azzurri sono scesi in campo determinati, come fossero consapevoli di dover assolutamente vincere per non staccarsi ulteriormente dalla testa della classifica. Tranne qualche piccola sbavatura difensiva a inizio gara, la squadra di Mazzarri ha condotto una partita esemplare, esaltandosi in attacco con le giocate di Pandev, la fisicità e la corsa di Cavani, gli inserimenti di Hamsik, e, a sorpresa, anche di un Gargano molto intraprendente in fase offensiva.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: serata senza patemi. VOTO: 6
CAMPAGNARO:in grande spolvero sotto il profilo della forma fisica. VOTO: 7
CANNAVARO: qualche difficoltà all’inizio sui movimenti di Miccoli e Budan, ma poi prende con sicurezza le redini della difesa. VOTO: 6.5
ARONICA: attento, si disimpegna con lucidità ed esperienza. VOTO: 6
MAGGIO: ingaggia un duello molto interessante con l’esperto e valido Balzaretti. La pericolosità del suo avversario diretto lo porta a limitare le proiezioni offensive. VOTO:6
GARGANO: le circostanze tattiche di questa partita lo portano anche a provare qualche inserimento offensivo ed un paio di tiri dalla distanza. E’ proprio da una sua percussione sulla destra che nasce il gol di Pandev. VOTO: 7.5 (dal 71° DZEMAILI: entra nella situazione più comoda, disimpegnandosi senza problemi. VOTO: 6)
INLER: tiene molto bene la posizione, si fa trovare dai compagni per far poi ripartire la manovra. A volte soffre, inevitabilmente, la superiorità numerica del Palermo a centrocampo. Sua la palla filtrante capitalizzata da Hamsik. VOTO: 7
DOSSENA: non sembra avere molta corsa. Gioca comunque una gara giudiziosa e senza sbavature. VOTO: 6
HAMSIK: primo tempo in sordina, largo sulla sinistra, nel quale si segnala solo per uno splendido cross non sfruttato da Cavani di testa. A inizio ripresa con la consueta eleganza insacca alle spalle di Benussi il terzo gol azzurro. In pagella, mezzo punto in più proprio per la sua rete. VOTO: 7 (dal 76° ZUNIGA: S. V.)
PANDEV: segna un gol bellissimo, frutto di classe e di tecnica, ma anche mestiere nello sbilanciare con l’anca l’avversario. Al 40° va vicinissimo al raddoppio con un destro a girare. Al 57° è fermato da un palo. VOTO: 7.5(dall’81° CHAVEZ: S. V.)
CAVANI:parte a spron battuto, andando tre volte di testa vicino al gol. Spreco malamente in occasione del terzo tentativo. Fa un lavoro encomiabile in fase difensiva. E poi segna un gol f a v o l o s o ! VOTO: 8
All. MAZZARRI: bravo nel modificare alcuni assetti tattici a gara in corso, come alcuni scambi di posizione tra Pandev e Cavani. Ancora più bravo presentare dopo la temuta sosta di campionato una squadra in ottima forma fisica e mentale. VOTO: 8
Antonello e Luca Perillo
sabato 7 gennaio 2012
Mazzarri: “Giocheremo sempre con la difesa a tre. Vargas lo porto a Palermo ma va inserito gradualmente per non bruciarlo”
Ecco la conferenza stampa di Walter Mazzarri alla vigilia di Palermo-Napoli, nella sintesi a cura di Napoli Magazine.
- Quali sono le sue prime impressioni sul gruppo alla ripresa? E’ tempo di rimonta. Che impressioni ha raccolto su Vargas?
“In linea di massima ho avuto tutte impressioni positive. I ragazzi sono tornati carichi, avevano bisogno di rigenerarsi mentalmente. Credo che questa sosta ci ha fatto bene. Abbiamo avuto in precedenza impegni probanti. Vargas l’ho visto bene. Per ora ha fatto solo un lavoro soft per il lungo viaggio. Si e’ allenato poco. Gli ho fatto vedere il nostro allenamento tipo da fermo per accelerare il processo di inserimento. Lo porteremo con noi a Palermo per farlo ambientare il prima possibile”.
- Come sta Britos? Sarà con la squadra a Palermo? Come vede il tridente Pandev-Hamsik-Cavani?
“Britos sta bene, deve recuperare la condizione fisica adatta alle gare di calcio. Ci vorra’ un po’ prima che arrivi al top. Le convocazioni le decido dopo l’allenamento, come sempre. Il tridente? Sono dei giocatori importanti ed affidabili. Senza Lavezzi, giocheranno tutti e tre dal primo minuto. Sono forti. Mi auguro che Pandev sia in forma, ha avuto qualche piccolo acciacco. Sono fiducioso da ogni punto di vista”.
- Il Napoli ha 6 punti in meno rispetto all’anno scorso…
“I dati assumono rilievo sul lungo periodo. Certo è che quest’anno avevamo la Champions. Abbiamo perso qualche punto dopo gli impegni europei. Non siamo stati fortunati negli episodi. E’ un dato che ha poca importanza. Sappiamo come fare. Dipende da come affrontiamo le gare”.
- Il Napoli ha il secondo miglior attacco, anche se c’e’ stato qualche problema in piu’ in difesa…
“I ragazzi sono cresciuti tutti. Mi sento piu’ tranquillo quando devo fare le scelte. I nuovi acquisti stanno dando dei contributi. Per arrivare lontano bisogna essere una squadra solida, prendendo pochi gol. Nei miei due anni non si era fatto un gol da fuori area. Quest’anno invece abbiamo visto delle reti con Inler, Dzemaili, Gargano e Zuniga. Nel calcio non si puo’ pensare di fare tutto e subito. Bisogna entrare nei meccanismi. Sono contento. Voglio che in fase passiva dobbiamo essere piu’ attenti, come con la Juventus”.
- Ha parlato gia’ con Vargas?
“Ci ho parlato poco. Era presente Campagnaro, come interprete. E’ un ragazzo sveglio, ma in campo non l’ho ancora visto. Ci aggiorneremo nei prossimi giorni”.
- Hamsik centrocampista centrale e’ una soluzione possibile da riproporre in futuro? E Pandev?
“Certo, non lo escludo. Tutti si devono sacrificare. L’ho provato a Novara e ci furono lo stesso delle discussioni. Hamsik e Dzemaili, in quella gara, furono i migliori in campo. Pandev è un giocatore importante per la squadra, cura la rifinitura”.
- Zenga le fa i complimenti per la capacita’ di allenare… Occorre qualche strategia particolare per allenare a Napoli?
“Se fai l’allenatore a Napoli lo puoi fare ovuque, perche’ qui si vive di calcio 7 giorni su 7. Si passa dalla grande esaltazione, quando fai bene, alla facile depressione. Sono orgoglioso”.
- Vargas può essere impiegato in Coppa Italia col Cesena?
“Il ragazzo è giovane. Non e’ che noi avevamo bisogno di un attaccante in questo momento, perche’ in avanti siamo forti. Lo abbiamo preso a gennaio perche’ dobbiamo inserirlo gradualmente. Non vogliamo bruciare un talento ed un giovane che e’ stato pagato tanto. Quando c’e’ tanta aspettativa c’e’ questo rischio. Lo portiamo a Palermo, vediamo cosa farò. Poi ci alleneremo in vista di Cesena. Il transfert e’ arrivato, è utilizzabile, ma voglio inserirlo senza troppe pressioni”.
- A Palermo si va per vincere?
“Nel calcio i risultati sono tre. Bisogna sfatare il tabu’. Dobbiamo interpretare al meglio la partita, senza pensare alle pressioni. Il campo sara’ tosto. Nessuna squadra italiana aveva vinto a Vila Real, siamo forgiati. Mi aspetto una grande prestazione. Sappiamo che il calcio e’ figlio di episodi”.
- Sta pensando ad un cambio di modulo?
“Noi impostiamo il gioco sempre con una difesa a tre. E’ importante avere un equilibrio di squadra. Il 3-5-2 e’ quasi uguale al 3-4-3. Dipende da come lo vogliamo interpretare”.
- Quali sono le sue prime impressioni sul gruppo alla ripresa? E’ tempo di rimonta. Che impressioni ha raccolto su Vargas?
“In linea di massima ho avuto tutte impressioni positive. I ragazzi sono tornati carichi, avevano bisogno di rigenerarsi mentalmente. Credo che questa sosta ci ha fatto bene. Abbiamo avuto in precedenza impegni probanti. Vargas l’ho visto bene. Per ora ha fatto solo un lavoro soft per il lungo viaggio. Si e’ allenato poco. Gli ho fatto vedere il nostro allenamento tipo da fermo per accelerare il processo di inserimento. Lo porteremo con noi a Palermo per farlo ambientare il prima possibile”.
- Come sta Britos? Sarà con la squadra a Palermo? Come vede il tridente Pandev-Hamsik-Cavani?
“Britos sta bene, deve recuperare la condizione fisica adatta alle gare di calcio. Ci vorra’ un po’ prima che arrivi al top. Le convocazioni le decido dopo l’allenamento, come sempre. Il tridente? Sono dei giocatori importanti ed affidabili. Senza Lavezzi, giocheranno tutti e tre dal primo minuto. Sono forti. Mi auguro che Pandev sia in forma, ha avuto qualche piccolo acciacco. Sono fiducioso da ogni punto di vista”.
- Il Napoli ha 6 punti in meno rispetto all’anno scorso…
“I dati assumono rilievo sul lungo periodo. Certo è che quest’anno avevamo la Champions. Abbiamo perso qualche punto dopo gli impegni europei. Non siamo stati fortunati negli episodi. E’ un dato che ha poca importanza. Sappiamo come fare. Dipende da come affrontiamo le gare”.
- Il Napoli ha il secondo miglior attacco, anche se c’e’ stato qualche problema in piu’ in difesa…
“I ragazzi sono cresciuti tutti. Mi sento piu’ tranquillo quando devo fare le scelte. I nuovi acquisti stanno dando dei contributi. Per arrivare lontano bisogna essere una squadra solida, prendendo pochi gol. Nei miei due anni non si era fatto un gol da fuori area. Quest’anno invece abbiamo visto delle reti con Inler, Dzemaili, Gargano e Zuniga. Nel calcio non si puo’ pensare di fare tutto e subito. Bisogna entrare nei meccanismi. Sono contento. Voglio che in fase passiva dobbiamo essere piu’ attenti, come con la Juventus”.
- Ha parlato gia’ con Vargas?
“Ci ho parlato poco. Era presente Campagnaro, come interprete. E’ un ragazzo sveglio, ma in campo non l’ho ancora visto. Ci aggiorneremo nei prossimi giorni”.
- Hamsik centrocampista centrale e’ una soluzione possibile da riproporre in futuro? E Pandev?
“Certo, non lo escludo. Tutti si devono sacrificare. L’ho provato a Novara e ci furono lo stesso delle discussioni. Hamsik e Dzemaili, in quella gara, furono i migliori in campo. Pandev è un giocatore importante per la squadra, cura la rifinitura”.
- Zenga le fa i complimenti per la capacita’ di allenare… Occorre qualche strategia particolare per allenare a Napoli?
“Se fai l’allenatore a Napoli lo puoi fare ovuque, perche’ qui si vive di calcio 7 giorni su 7. Si passa dalla grande esaltazione, quando fai bene, alla facile depressione. Sono orgoglioso”.
- Vargas può essere impiegato in Coppa Italia col Cesena?
“Il ragazzo è giovane. Non e’ che noi avevamo bisogno di un attaccante in questo momento, perche’ in avanti siamo forti. Lo abbiamo preso a gennaio perche’ dobbiamo inserirlo gradualmente. Non vogliamo bruciare un talento ed un giovane che e’ stato pagato tanto. Quando c’e’ tanta aspettativa c’e’ questo rischio. Lo portiamo a Palermo, vediamo cosa farò. Poi ci alleneremo in vista di Cesena. Il transfert e’ arrivato, è utilizzabile, ma voglio inserirlo senza troppe pressioni”.
- A Palermo si va per vincere?
“Nel calcio i risultati sono tre. Bisogna sfatare il tabu’. Dobbiamo interpretare al meglio la partita, senza pensare alle pressioni. Il campo sara’ tosto. Nessuna squadra italiana aveva vinto a Vila Real, siamo forgiati. Mi aspetto una grande prestazione. Sappiamo che il calcio e’ figlio di episodi”.
- Sta pensando ad un cambio di modulo?
“Noi impostiamo il gioco sempre con una difesa a tre. E’ importante avere un equilibrio di squadra. Il 3-5-2 e’ quasi uguale al 3-4-3. Dipende da come lo vogliamo interpretare”.
mercoledì 21 dicembre 2011
NAPOLI-GENOA 6-1. Un Napoli stellare chiude l’anno col botto!
Un Napoli stellare chiude l’anno col botto. Letteralmente strepitosa
la partita degli azzurri, che hanno travolto 6-1 un Genoa onestamente,
va detto, imbarazzante. Di Cavani (doppietta), Hamsik, Pandev, Gargano e
Zuniga i gol del trionfo partenopeo. Impeccabile il comportamento della
squadra, che non ha minimamente risentito dell’assenza di Lavezzi e
delle polemiche degli scorsi giorni legate alla sconfitta contro la
Roma.
CAMPAGNARO: primo tenpo di grande sofferenza contro Caracciolo. ha bisogno di fermarsi un po’. Le vacanze arrivano al momento giusto. VOTO: 5
CANNAVARO: il capitano ha giocato senza sbavature, dando ordine al pacchetto arretrato. VOTO: 6
ARONICA: dopo un inizio un po’ difficile prende le misure su Pratto, proponendosi anche discretamente in fase di appoggio al centocampo. VOTO: 6
MAGGIO: meno brillante del solito, meno sciolto nella corsa e poche incursioni nell’area avversaria. Ma non gli si possono contestare errori. VOTO: 6
GARGANO: avesse un piede più preciso sarebbe il massimo. Molto generoso, alza il ritmo del gioco correndo su ogni pallone. Suo un assist. E poi segna anche un gran bel gol. VOTO: 7.5 (dal 59° DZEMAILI: sss
INLER: anche contro il Genoa non esce dal limbo di un gioco piuttosto scolastico. Tutti sappiamo che può dare di più. Comunque mantiene bene la posizione, recuperando qualche pallone davanti alla difesa. VOTO: 6
ZUNIGA: Preferito ancora una volta a Dossena, dimostra a Mazzarri di aver scelto giusto. Parte benissimo, ubriacando di dribbling il pur esperto Mesto. Nella ripresa. complice anche il risultato, si fa vedere di meno, fino a sfoderare un gol fantastico. VOTO: 8
HAMSIK: il campioncino slovacco lascia il segno, con una prestazione più determinata di altre. Bellissimo il gol, soprattutto per la caparbietà messa in mostra nel battere a porta. Firma anche due assist. VOTO: 8
PANDEV: molto bravo, ha un piede bellissimo. Tecnicamente è forse l’azzurro che mostra di avere più classe di tutti. Si attarda un po’ troppo in occasione del rigore negatogli, ma segna una rete e fa vedere numeri d’alta scuola. Pensate: non ha fatto rimpiangere il Pocho! VOTO: 8 (dal 75° LUCARELLI: finalmente gli viene concesso un quarto d’ora di gioco. SENZA VOTO)
CAVANI: due gol realizzati con grande freddezza. Splendido il secondo, con un beffardo pallonetto. Se non avesse sprecato un paio di ottime occasioni, avrebbe meritato il 10. VOTO: 8
All. MAZZARRI: i ragazzi giocano anche per lui, dopo le polemiche di questi giorni, e lo dimostrano cercando il suo abbraccio dopo ogni gol. Il suo Napoli sovrasta il Genoa. VOTO: 8
Antonello e Luca Perillo
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: impegnato pochissimo, non ha colpe evidenti sul gol incassato. VOTO: 6CAMPAGNARO: primo tenpo di grande sofferenza contro Caracciolo. ha bisogno di fermarsi un po’. Le vacanze arrivano al momento giusto. VOTO: 5
CANNAVARO: il capitano ha giocato senza sbavature, dando ordine al pacchetto arretrato. VOTO: 6
ARONICA: dopo un inizio un po’ difficile prende le misure su Pratto, proponendosi anche discretamente in fase di appoggio al centocampo. VOTO: 6
MAGGIO: meno brillante del solito, meno sciolto nella corsa e poche incursioni nell’area avversaria. Ma non gli si possono contestare errori. VOTO: 6
GARGANO: avesse un piede più preciso sarebbe il massimo. Molto generoso, alza il ritmo del gioco correndo su ogni pallone. Suo un assist. E poi segna anche un gran bel gol. VOTO: 7.5 (dal 59° DZEMAILI: sss
INLER: anche contro il Genoa non esce dal limbo di un gioco piuttosto scolastico. Tutti sappiamo che può dare di più. Comunque mantiene bene la posizione, recuperando qualche pallone davanti alla difesa. VOTO: 6
ZUNIGA: Preferito ancora una volta a Dossena, dimostra a Mazzarri di aver scelto giusto. Parte benissimo, ubriacando di dribbling il pur esperto Mesto. Nella ripresa. complice anche il risultato, si fa vedere di meno, fino a sfoderare un gol fantastico. VOTO: 8
HAMSIK: il campioncino slovacco lascia il segno, con una prestazione più determinata di altre. Bellissimo il gol, soprattutto per la caparbietà messa in mostra nel battere a porta. Firma anche due assist. VOTO: 8
PANDEV: molto bravo, ha un piede bellissimo. Tecnicamente è forse l’azzurro che mostra di avere più classe di tutti. Si attarda un po’ troppo in occasione del rigore negatogli, ma segna una rete e fa vedere numeri d’alta scuola. Pensate: non ha fatto rimpiangere il Pocho! VOTO: 8 (dal 75° LUCARELLI: finalmente gli viene concesso un quarto d’ora di gioco. SENZA VOTO)
CAVANI: due gol realizzati con grande freddezza. Splendido il secondo, con un beffardo pallonetto. Se non avesse sprecato un paio di ottime occasioni, avrebbe meritato il 10. VOTO: 8
All. MAZZARRI: i ragazzi giocano anche per lui, dopo le polemiche di questi giorni, e lo dimostrano cercando il suo abbraccio dopo ogni gol. Il suo Napoli sovrasta il Genoa. VOTO: 8
Antonello e Luca Perillo
domenica 30 ottobre 2011
Pandev forse puo' recuperare contro la Juve. Britos torna a lavorare in gruppo
Pandev e Britos stanno intensificando gli allenamenti. L'attaccante
macedone si è messo alle spalle l'infortunio muscolare ormai, ma non c'è
alcuna intenzione di forzare i tempi da parte dello staff tecnico del
Napoli. Ad ogni modo, Pandev potrebbe essere disponibile per la sfida
con la Juve di domenica prossima. Britos, invece, tornerà oggi in
gruppo. Ha recuperato con calma, è pronto. Aronica offre ampie garanzie a
sinistra mentre Fideleff sta cominciando a prendere confidenza con il
calcio italiano.Anche Gargano sta meglio dopo le cure fisioterapiche che
farà anche oggi, mentre domattina si sottoporrà ad una nuova ecografia
all'adduttore sinistro per verificare se è il caso di tornare in campo
per cominciare a correre gradatamente. Proprio lo stop forzato
dell'uruguagio, in aggiunta all'indisponibilità di Donadel, hanno creato
problemi a Mazzarri per la rotazione a centrocampo. Corriere dello
Sport .
mercoledì 5 ottobre 2011
Mascara: E' un Napoli compatto, Mazzarri ha creato un gruppo di uomini veri
"Questa squadra è unita e compatta". Peppe Mascara ai microfoni di Radio Marte analizza la prima parte di stagione azzurra e racconte le emozioni personali.
"A Napoli c'è grande
entusiasmo ed è giusto che la gente creda nel Napoli. Noi dobbiamo
solamente continuare a lavorare così perchè sappiamo che ripetersi o
migliorarsi non è semplice. La Società ha creato una rosa competitiva ed
un gruppo importante. Stiamo acquisendo esperienza internazionale e
crescendo in questo modo aumentano anche le consapevolezze. Giocare a
certi livelli è impegnativo ma ti dà anche tanti stimoli"
"Il campionato è equilibrato e
dobbiamo continuare sulla nostra strada pensando partita dopo partita.
Non è utile fare programmi a largo raggio, noi abbiamo sempre avuto
questo tipo di filosofia e ci siamo trovati benissimo".
Qual è il tuo rapporto con Mazzarri? "E'
buonissimo. Ma non soltanto il mio rapporto, bensì quello di tutta la
squadra. Mazzarri è una persona che basa tutto sulla lealtà ed il
rispetto. Con lui si può parlare chiaro ed è un allenatore che ci tiene
sempre tutti quanti sul pezzo, per farci rendere al massimo quando siamo
chiamati in causa. Mazzarri ha creato innanzitutto un gruppo di uomini
veri, e questo è ciò che più conta per ottenere risultati. In due anni
ha trasformato il Napoli ed i risultati si vedono".
A San Siro grande impatto con la partita ed hai offerto l'assist gol a Maggio..."A
dire il vero è stato bravo Christian che mi ha chiamato il passaggio.
Io l'ho servito nello spazio perchè so che è velocissimo, ha uno scatto
da centometrista ed ero certo che avrebbe raggiunto per primo il pallone...".
Battuti Milan e Inter, qual è stato il segreto del successo? "Li
abbiamo presi sul ritmo impadronendoci del pallone. Quando a queste
grandi squadre togli il possesso palla, fai perdere loro la bussola.
Siamo stati bravi ad imporre il nostro gioco".
Com'è sinora la tua esperienza in azzurro? "E'
splendida, basti vedere il calore della città. Non solo l'Italia ma
anche l'Europa ha capito quanto sono eccezionali i tifosi azzurri. Per
quanto mi riguarda avrei cambiato la mia città solo per venire a Napoli..."
Hai un obiettivo da dichiarare per questa stagione? "Il
mio sogno è continuare ancora questa avventura per un paio di stagioni e
chiudere la carriera a Napoli. Magari vincendo qualcosa..."
Fonte: SSC Napoli
giovedì 15 settembre 2011
Il cuore partenopeo che ingoia petrolio e sputa ossigeno
14 settembre 2011 - La storia del calcio Napoli riparte da qui.
Tremila tifosi senza griffe, come il loro condottiero di San Vincenzo, probabilmente disoccupati, poveri, pronti a indebitarsi per una emozione senza cravatta o giacche d'obbligo in tribuna, ma con cuori aritmici e surrealmente sincronizzati, come diretti da Riccardo Muti, come se quest'ultimo fosse uno steward e non dinanzi ad una tv 3d a sognare da buon napoletano.
Assuefatti tutti dalle stesse paure, quasi tutti alle elementari ventuno anni fa, quasi tutti calvi o stempiati oggi, alcuni con la mente all'Anfield Road di un anno fa, un sospiro di sollievo per l'assenza di Dossena ex emozionato, uno di paura per la presenza di Salvatore Aronica.
Di quattordici eroi di una serata solo placcata d'oro, grazie ad un guardalinee presbite da lobotomizzare rimasto a condizionanti ricordi infantili di plateali tuffi circensi, sento di dover citare proprio lui, un lucchetto palermitano dal cuore forte, meritevole di lodevoli complimenti e scuse. Elegiaco e d'altra categoria.
Ascolto l'odore del platino, eppure un punto non è nulla.
Un tifo impressionante, che smonta, come pezzi di un vecchio gioco Lego, lo strapotere di un'eleganza calcistica senza coordinazione, priva di senso tattico, irriverente e spocchiosa, legata al singolo stupefacente giocatore, o al provare a mimare il calcio di una cantera spagnola concettualmente lontana.
Non riesco a dormire, vivo l'insonnia di milioni di tifosi, contagiato dalla loro aritmia, la mia mente respira il rumore del legno scheggiato dal Pocho, per me più di una rete annuvolata da uno sferico pallone effettato.
E intanto Ezequiel Ivan Lavezzi, si incorona da solo, sotto lo sguardo di Diego e di Giannina, dove solo pestoni sanzionati in modo monodirezionale, hanno provato a sfilargli la corona.
Siamo dinanzi al miglior giocatore mai arrivato da queste parti, almeno fino ad ora. Tutto sommato siamo una società che ha solo sette anni, presto per scrivere la storia, non credete?
E ora la mente scappa lontana, il sonno si avvicina, solo per stuzzicarmi. Finisco col pensare a Bruce Harper Pandev, uno di quei giocatori annoiati e insicuri, che hanno voglia di rinascere già domenica prossima. “Milano non ha il bosco di Capodimonte per correre e recuperare gamba”, direbbe Alberto Feola, e lui è come Achille, ha solo un punto debole...
Ma questa è un'altra storia, di un'altra partita, in un altro giorno, speriamo sia quella di Goran. Mascara e Lucarelli, permettendo...
Grazie azzurri.
Domenico Serra
Tremila tifosi senza griffe, come il loro condottiero di San Vincenzo, probabilmente disoccupati, poveri, pronti a indebitarsi per una emozione senza cravatta o giacche d'obbligo in tribuna, ma con cuori aritmici e surrealmente sincronizzati, come diretti da Riccardo Muti, come se quest'ultimo fosse uno steward e non dinanzi ad una tv 3d a sognare da buon napoletano.
Assuefatti tutti dalle stesse paure, quasi tutti alle elementari ventuno anni fa, quasi tutti calvi o stempiati oggi, alcuni con la mente all'Anfield Road di un anno fa, un sospiro di sollievo per l'assenza di Dossena ex emozionato, uno di paura per la presenza di Salvatore Aronica.
Di quattordici eroi di una serata solo placcata d'oro, grazie ad un guardalinee presbite da lobotomizzare rimasto a condizionanti ricordi infantili di plateali tuffi circensi, sento di dover citare proprio lui, un lucchetto palermitano dal cuore forte, meritevole di lodevoli complimenti e scuse. Elegiaco e d'altra categoria.
Ascolto l'odore del platino, eppure un punto non è nulla.
Un tifo impressionante, che smonta, come pezzi di un vecchio gioco Lego, lo strapotere di un'eleganza calcistica senza coordinazione, priva di senso tattico, irriverente e spocchiosa, legata al singolo stupefacente giocatore, o al provare a mimare il calcio di una cantera spagnola concettualmente lontana.
Non riesco a dormire, vivo l'insonnia di milioni di tifosi, contagiato dalla loro aritmia, la mia mente respira il rumore del legno scheggiato dal Pocho, per me più di una rete annuvolata da uno sferico pallone effettato.
E intanto Ezequiel Ivan Lavezzi, si incorona da solo, sotto lo sguardo di Diego e di Giannina, dove solo pestoni sanzionati in modo monodirezionale, hanno provato a sfilargli la corona.
Siamo dinanzi al miglior giocatore mai arrivato da queste parti, almeno fino ad ora. Tutto sommato siamo una società che ha solo sette anni, presto per scrivere la storia, non credete?
E ora la mente scappa lontana, il sonno si avvicina, solo per stuzzicarmi. Finisco col pensare a Bruce Harper Pandev, uno di quei giocatori annoiati e insicuri, che hanno voglia di rinascere già domenica prossima. “Milano non ha il bosco di Capodimonte per correre e recuperare gamba”, direbbe Alberto Feola, e lui è come Achille, ha solo un punto debole...
Ma questa è un'altra storia, di un'altra partita, in un altro giorno, speriamo sia quella di Goran. Mascara e Lucarelli, permettendo...
Grazie azzurri.
Domenico Serra
martedì 30 agosto 2011
Napoli, sempre più in crescita !
Per capire il Napoli bisogna visitare il suo cantiere. Guardare che
succede dentro. Come lo stanno ricostruendo. La chiave per entrare è un
nome: Pandev. È l'acquisto che certifica i nuovi rapporti tra presidente
e allenatore, il chiarimento tra i due dopo la penosa sconfitta di
Barcellona. Ma aiuta a leggere anche il futuro: un solo giocatore
consente tutte varianti tattiche finora impossibili per la modesta
qualità dei ricambi. Mazzarri non avrà più alibi per insistere sugli
stessi attaccanti e sullo stesso modulo, peraltro risaputo in Italia e
demolito da Allegri, Leonardo, Guidolin, Reja e Pioli. Come sedere al
tavolo verde con quattro carte utili, non più una. È questo lo scatto di
qualità del Napoli, con un solo acquisto. Se dovesse mantenere le
promesse, Goran Pandev sarebbe l'affare del mercato.
Pandev rivela la nuova strategia del presidente. Predica un Napoli diverso da quello che sta nascendo. Si è invaghito del Barcellona, è rimasto dopo il trofeo Gamper non certo per passeggiare tra le opere di Gaudì al Paseo de gracia. Ha studiato vivaio e stile del primo club al mondo. Il Barcellona seleziona giovani di talento, li alleva, li istruisce, li lancia, addirittura offre loro la panchina, come a Pep Guardiola. Il Napoli ha una politica opposta. Mazzarri non costruisce squadre, vuol guidarle. Chiede professionisti pronti. Addio progetto, De Laurentiis cambia. Volentieri si contraddice. Lo fa per seguire la linea Mazzarri. Accoglie giocatori in età matura, a parametro zero, Donadel e Santana. Quindi, Pandev, 28 anni, mica tanti, uscito da una stagione buia, 27 gare e 2 gol. Uno da riciclare. Un'opportunità, comunque. Prestito secco per un anno, ingaggio a metà con l'Inter che deve ridurre la sua rosa (30 elementi, di questi 10 centrocampisti) e cercare un attaccante di grido. In controtendenza, esce il giovane Victor Ruiz, definito «uno dei migliori tre nel suo ruolo in Spagna» dal ct Del Bosque ma nel Napoli solo terzo, dopo Britos e Aronica. Proprio Ruiz fu al centro di polemiche tra presidente e allenatore: uno lo raccomandava, l'altro lo bocciava. De Laurentiis asseconda Mazzarri anche stavolta. Gli dà fiducia, intanto lo carica di responsabilità. Non è un caso se ascolta Carlo Pallavicino, il regista dell'affare. È agente di Pandev, di Lucarelli, ma anche consigliere e amico di Mazzarri, secondo le voci di contatti con la Juve nella scorsa primavera.
Il legame è solo un caso, ma Pandev conviene: se è ancora fresco come i 28 anni fanno pensare, se è disponibile come promette.
Mazzarri ha non una, ma quattro soluzioni in attacco.
1) Pandev può sostituire Cavani, Lavezzi e Hamsik. Un jolly. Ci provava Zuniga, non lo erano Mascara e Sosa.
2) Nella ripresa per rendere più offensivo l'impianto, basta una mossa: Hamsik in mediana accanto a Inler, con gli esterni ai loro posti, Lavezzi a destra e Pandev a sinistra, Cavani prima punta.
3) Alternativa alla difesa a tre. Un 4-3-3. Campagnaro, Fernandez, Cannavaro e Dossena in linea, quindi Maggio, Inler e Gargano al centro. In avanti, tre da scegliere fra Pandev, Hamsik, Lavezzi e Cavani. Basta eliminare il più affaticato.
4) Due punte: Cavani e Pandev larghi in avanti, Hamsik o Lavezzi tra le linee, Garganoe Inler mediani, Maggio e Dossena esterni, solita difesa a tre. È la soluzione più prudente che consente anche una pausa a Lavezzi o Hamsik.
Mancino puro, non veloce, non dà quindi profondità, ma ha rapidità di pensiero e cerca spazi esterni interessanti per invertire il gioco. Se considera questo l'anno della sua rivincita, se ha gambe e orgoglio, Pandev è una bella scommessa a basso costo. L'ideale per le finanze di De Laurentiis e le fortune di Mazzarri.
Antonio Corbo La Repubblica.
Pandev rivela la nuova strategia del presidente. Predica un Napoli diverso da quello che sta nascendo. Si è invaghito del Barcellona, è rimasto dopo il trofeo Gamper non certo per passeggiare tra le opere di Gaudì al Paseo de gracia. Ha studiato vivaio e stile del primo club al mondo. Il Barcellona seleziona giovani di talento, li alleva, li istruisce, li lancia, addirittura offre loro la panchina, come a Pep Guardiola. Il Napoli ha una politica opposta. Mazzarri non costruisce squadre, vuol guidarle. Chiede professionisti pronti. Addio progetto, De Laurentiis cambia. Volentieri si contraddice. Lo fa per seguire la linea Mazzarri. Accoglie giocatori in età matura, a parametro zero, Donadel e Santana. Quindi, Pandev, 28 anni, mica tanti, uscito da una stagione buia, 27 gare e 2 gol. Uno da riciclare. Un'opportunità, comunque. Prestito secco per un anno, ingaggio a metà con l'Inter che deve ridurre la sua rosa (30 elementi, di questi 10 centrocampisti) e cercare un attaccante di grido. In controtendenza, esce il giovane Victor Ruiz, definito «uno dei migliori tre nel suo ruolo in Spagna» dal ct Del Bosque ma nel Napoli solo terzo, dopo Britos e Aronica. Proprio Ruiz fu al centro di polemiche tra presidente e allenatore: uno lo raccomandava, l'altro lo bocciava. De Laurentiis asseconda Mazzarri anche stavolta. Gli dà fiducia, intanto lo carica di responsabilità. Non è un caso se ascolta Carlo Pallavicino, il regista dell'affare. È agente di Pandev, di Lucarelli, ma anche consigliere e amico di Mazzarri, secondo le voci di contatti con la Juve nella scorsa primavera.
Il legame è solo un caso, ma Pandev conviene: se è ancora fresco come i 28 anni fanno pensare, se è disponibile come promette.
Mazzarri ha non una, ma quattro soluzioni in attacco.
1) Pandev può sostituire Cavani, Lavezzi e Hamsik. Un jolly. Ci provava Zuniga, non lo erano Mascara e Sosa.
2) Nella ripresa per rendere più offensivo l'impianto, basta una mossa: Hamsik in mediana accanto a Inler, con gli esterni ai loro posti, Lavezzi a destra e Pandev a sinistra, Cavani prima punta.
3) Alternativa alla difesa a tre. Un 4-3-3. Campagnaro, Fernandez, Cannavaro e Dossena in linea, quindi Maggio, Inler e Gargano al centro. In avanti, tre da scegliere fra Pandev, Hamsik, Lavezzi e Cavani. Basta eliminare il più affaticato.
4) Due punte: Cavani e Pandev larghi in avanti, Hamsik o Lavezzi tra le linee, Garganoe Inler mediani, Maggio e Dossena esterni, solita difesa a tre. È la soluzione più prudente che consente anche una pausa a Lavezzi o Hamsik.
Mancino puro, non veloce, non dà quindi profondità, ma ha rapidità di pensiero e cerca spazi esterni interessanti per invertire il gioco. Se considera questo l'anno della sua rivincita, se ha gambe e orgoglio, Pandev è una bella scommessa a basso costo. L'ideale per le finanze di De Laurentiis e le fortune di Mazzarri.
Antonio Corbo La Repubblica.
sabato 27 agosto 2011
IL PUNTO DI ANTONELLO PERILLO: "Pandev grandissimo colpo. E per il suo stipendio studiato uno stratagemma"
Sono contentissimo dell'arrivo di Goran Pandev. Mi vien da esclamare: finalmente!!! Finalmente il presidente De Laurentiis ci
ha regalato il tanto atteso e sospirato "quarto tenore". E che
tenore... Pandev è calciatore con la C maiuscola. Tecnicamente ha pochi
rivali e tatticamente è molto duttile. Con la cura Mazzarri potrà tornare a splendere come ai tempi, recenti, della Lazio.
Ne sono straconvinto. Una piccola considerazione a margine: per quale
motivo il presidente riempì di insulti il malcapitato cronista di Radio
Marte che col consueto garbo osò chiedergli, a fine luglio, se fosse in
programma proprio l'acquisto di un attaccante? "Mi avete rotto i coglioni, non sapete fare il vostro mestiere, fate delle domande del cazzo",
urlò come un invasato il patron, lasciando annichiliti i
radioascoltatori. Alla fine l'acquisto è puntualmente arrivato... Lo
sottolineo non solo per difendere la mia categoria, ma soprattutto
perché davvero non comprendo il motivo per cui sia quasi sempre la
stessa dirigenza azzurra ad accendere polemiche inutili e spesso anche
dannose per l'intero ambiente. Al presidente, sia ben chiaro, va fatto
un monumento a prescindere: se il nostro Napoli è super lo dobbiamo
soprattutto alla sua lungimiranza. Detto questo, mi sembra interessante
-anche in chiave futura- evidenziare che di fatto il Napoli ha sfondato
il tetto ingaggi. Con uno stratagemma De Laurentiis e Bigon hanno fatto credere, grazie ai buoni rapporti con Moratti,
di non aver superato il monte-stipendi. Il macedone guadagnava
all'Inter poco meno di 3 milioni e 500 mila euro e il Napoli di fatto
glieli ha garantiti: quasi 2 milioni glieli versa direttamente, l'altro
milione e mezzo ( o poco più; le cifre non sono state ufficializzate) lo
passa all'Inter che a sua volta... lo rigira al macedone. Non ho mai
visto in vita mia un prestito oneroso compensato dal pagamento, da parte
di chi cede un giocatore, di una fetta dello stipendio del giocatore in
questione. Cerco di essere più chiaro.. L'Inter non incassa nulla! E il
Napoli, per un anno di Pandev, a conti fatti investe 3 milioni e mezzo
tondi tondi. Bene, benissimo. Perché per competere con i grandi club
europei non si può più stare sotto certe cifre.
Forza Napoli, sempre e comunque!
Antonello Perillo
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venerdì 26 agosto 2011
Napoli è fatta per Pandev !!!
Manca solo l’ufficilità che
potrebbe arrivare a minuti, ma Goran Pandev è un nuovo calciatore del
Napoli, l’attaccante macedone, arriverà con la formula del prestito
secco oneroso, è stata una trattativa abbastanza veloce, che porta al
Napoli quel quarto tenore che tutti aspettavano da giorni, capace di
sostituire sia Caveni che Lavezzi, e di fare anche un discreto numero di
gol,Pandev è nato il 27 luglio del 1983 nato a Strumica in Macedonia, e
porta con se un buon bagaglio d’esperienza che serviranno sicuramente
alla squadra azzurra.
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