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lunedì 23 aprile 2012

LE 7 NOTE AZZURRISSIME, Libertino: ‘Questo calcio è una farsa’!

DOveri apre con la lussazione, Cannavaro chiude con il piedone. Il Napoli risale dalle sabbie mobili, battendo il modesto e quasi retrocesso Novara con la ventesima ‘apparizione’ di Gesù Cavani ed il piedone di capitan Cannavaro. Sabato, non era necessaria una gara spumeggiante ma prendere i 3 punti dopo i 2, nelle ultime cinque partite. Lavezzi e Pandev non c’erano, Dzemaili ha dominato il centrocampo, Zuniga ha definitivamente oscurato Dossena e Maggio, senza dubbio, è stato il migliore in campo. Il Napoli non può prescindere dall’esterno veneto. Ha un passo superiore a tutti i laterali in Serie A e Mazzarri, purtroppo, non può fare a meno di lui. Salta gli avversari come birilli, serve cross al bacio e va due volte vicino al goal. L’infortunio di Londra ha probabilmente cambiato la storia sportiva del Napoli, Ramires sta ancora crossando indisturbato sulla quella maledetta fascia sinistra a Stamford Bridge. Maggio, un mese decisivo.

RE Cristiano Ronaldo de Madrid. Il suo 42 esimo goal in Liga, regala la vittoria al Madrid dopo 10 tentativi nei confronti dei rivali blaugrana. CR7, decisivo a un quarto d’ora dal termine batte Leo Messi in casa sua, addirittura lo supera in classifica capocannonieri di una rete. Quel simpaticone di José Mourinho, alla decima riesce a fare bottino pieno a Barcellona. Le sue mosse hanno imbrigliato gli avversari : Coentrao, ha annullato Dani Alves, Khedira ha firmato una rete pesantissima, Sergio Ramos e Pepe, vere e proprie colonne della difesa hanno chiuso tutti i varchi. Il professore Guardiola, dal canto suo, non ha convinto. Ma perché Pep vuole fare il professore? Capisco ed apprezzo la storia dei giovani alla riscossa, ma in una gara simile poteva evitare, infatti Thiago Alcantara e Tello non hanno inciso e Sanchez, non puoi non metterlo dal primo minuto in campo. Morale della favola: Madrid campeon incontenstable

MI sembrava Italia – Serbia di due anni fa, lo stadio è quello, la partita purtroppo un’altra, i fatti sono simili o meglio quello che si vede sugli spalti. Al posto di Ivan il terribile, 60 delinquenti che bloccano una partita di Serie A per circa 45 minuti. E’ il giorno più nero per il gioco più bello del mondo. Guardavo allibito i fatti del Ferraris. Il calcio italiano ha scritto una pagina vergognosa a Genova. Brienza ne fa due, Destro e Giorgi uno a testa, il grifone è sotto di quattro reti e si scatena il putiferio sugli spalti. Per prima cosa i tribunari rossoblu sono invitati a lasciare il posto a sedere, Jankovic non credeva ai suoi occhi, poi, la furia di questi avanzi di galera che si arrampicano minacciosamente sulle recinzioni. Qualcuno si sistema sul tunnel che dovrebbe portare le squadre negli spogliatoi ed invita la squadra a consegnare le magliette, un vero e proprio atto criminoso. Il capitano Marco Rossi, tenta di dialogare con i propri tifosi. In campo c’è anche Preziosi, ma la sua presenza non serve per riportare serenitá, forse, è la sua presenza che alimenta il tutto. Molti giocatori del Genoa si sfilano le maglie e le consegnano a Rossi, Mesto ha una crisi di nervi e scoppia a piangere. A placare l’ira di una sparuta parte di pubblico, ci pensa lui, Giuseppe Sculli, l’ala destra del Genoa non ha paura di nessuno, non vuole sfilare la maglia ed affronta ad uno ad uno, come un vero boss, i tifosi impazziti. Forse, le notizie dell’appartenenza allo Zio Giuseppe Morabito, detto ‘u tiradrittu, affiliato della ‘ndrangheta arrestato dopo un lungo periodo di latitanza, non sono del tutto false. Uno scenario al limite del pensabile, perfetto se al posto della maglietta e dei calzoni, alcuni, avessero indossato gessati degni di Al Capone. Chi ha visto tutte le immagini, con un po’ di fantasia, sa che non si era tanto lontani da quel cambio abiti. Vergogna e galera. L’effetto Morosini è durato molto poco !

FAcciamo 5 punti nelle ultime 5 partite e la zona Champions è a 4 punti, incredibile ma vero. Questa è la corsa al terzo posto, tutto può succedere ogni domenica. Hanadanovic salva l’Udinese parando il rigore su Thereau, Julio Cesar para quello di Ljajic, Bojinov ferma la Lazio, la Rometta crolla a Torino. Cinque squadre in 6 punti, dai 55 della Lazio ai 49 dell’Inter. Il Napoli non ha un calendario facile. Andrà tre volte fuori: Lecce, Roma, Bologna; due le gare al San Paolo: Palermo e Siena. Nessuno vuole andare in Champions, viene fuori questo ad un mese dalla fine del campionato. La Lazio non è continua, l’ Udinese ha pagato assenze importanti, il Napoli ha poca benzina, il progetto Roma non esiste, l’ Inter è a fine ciclo. Giallorossi di Lecce e giallorossi di Roma saranno i colori che possono regalarci il Paradiso o l’ Inferno. Tutto in 7 giorni, tutto in 180 minuti. Non molliamo quell’obiettivo!

SOLo la Juve, a questo punto, dopo i due passi falsi del Milan casalinghi, potrà perdere lo scudetto. Dopo la sconfitta interna con la Fiorentina ed il pari con il Bologna ed i 6 punti della Juve con le romane, il campionato sembra davvero indirizzato a lasciare Milano e raggiungere Torino. La Juve è una macchina da guerra, trascinata da una difesa impenetrabile, da Vidal goleador ( quello che si aspettava da Inler ndr), e da una cabina regia con dietro le telecamere Pirlo e Vucinic che disegnano calcio. A completare l’opera, una condizione fisica incredibile, sorprende che un campionato intero non ha mai visto un calo per gli uomini di Conte, ci si mette anche il crollo rossonero mixato a sfortuna ed errori arbitrarli, il goal di Muntari peserà, forse. Dopo 7 scudetti a Milano, 5 all’Inter e due al Milan, la Signora bianconera, a meno di grosse sorprese, si ricucirà lo scudetto sulla maglia. Intanto, vi anticipo i fatti del 13 maggio sera, avverrà il caos per la stellina sulla maglia, la terza stellina. Saran 28 scudetti, saran 30? Mi godrò la notte grottesca dello Stadium con i 29 scudetti, già affissi da tempo,nel tunnel dell’impianto torinese.



LA Rometta di GiggiEnrico si guadagna ancora una volta una Nota. La Juve domina la Roma per 4-0, Gigi perde la tredicesima partita in campionato,la sua squadra ha subito 46 goal. A Torino non c’è stata partita a Torino sotto l’aspetto fisico, tecnico e tattico. Dopo 25 minuti la Roma è già sotto di tre gol e con un uomo in meno. Forse è eccessiva l’espulsione a Stekelenburg, davvero una regolaccia. Il progetto Luis vacilla, anche lui fa il professore come Guardiola, sarà l’effetto spagnolo ma l’allenatore della Roma, è stato capace di far fuori Totti in una gara così importante ed inserire l’usurato Perrotta. Chi li capisce questi Spagnoli! Ciliegina sulla torta, in questo caso, è Lamela a completare il progetto americano. Fa discutere l’episodio in cui Lichsteiner mima il 4-0 a Lamela che risponde con uno sputo indirizzato verso il braccio del difensore. Negli spogliatoi chi prendeva le parti di uno, chi dell’altro. Lo sputo, a mio avviso, è indifendibile, meglio uno spintone. Osvaldo infine, chiude attaccando l’arbitro Bergonzi: ‘L’arbitro ha indirizzato la partita, gli parlavo e mi rideva in faccia’. Roma piange nel suo 2765° anno di vita.

SI amo una nazione INCIVILE ed IMBROGLIONA ! Una nazione dove i politici si mascherano da pupazzi e va avanti l’antipolitica in mano a pericolosi apprendisti stregoni, dove le donne vengono oltraggiate ed infamate tutti i giorni, dove gli onesti sono una categoria in via di estinzione. Siamo un Paese sulla bocca di tutti, nel senso peggiore del termine, s’intende. “Sei Italiano?” e, implicito parte il risolino sarcastico di chi associa la tua nazionalità ai pensieri peggiori. Siamo un Paese dove gli spalti degli stadi si trasformano in teatri di inciviltà, dove i calciatori si sputano addosso e tutti stanno a guardare. Siamo, purtroppo, oramai così. E viene spontaneo pensare ad un passato illustre e glorioso, a fatti e individui che furono e non sono più, anzi, sembrano lontani anni luce, dei veri extraterrestri. Un passato decisamente remoto.

Giuseppe Libertino

Mercoledì 25 Aprile, dalle ore 17 alle 19, vi aspetto On Air, su Radio Crc (100,5 Mhz) per commentare il Napoli e le 7 Note! Diretta Telefonica 081.5711969, Sms 338.2222777. Dalle 17.30, Sorrisi e Palloni in Tv, fino alle ore 19, il programma sarà in diretta anche su TeleCapri Event, Ch. 271 del digitale terrestre. Viviamo insieme Lecce – Napoli, con: Giuseppe Libertino, Bruno Gaipa e Barbara Carere.

sabato 28 gennaio 2012

Mazzarri fa pretattica: “Non vi dico la formazione, la vedrete sul campo. Gia’ so che se non faremo punti verro’ attaccato”


Walter Mazzarri, allenatore del Napoli, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine” nella sala Scorpio dell’Holiday Inn, alla vigilia di Genoa-Napoli.
- Si aspettava la squalifica di 2 turni in Champions League?
“Credo che l’arbitro abbia equivocato, non me l’aspettavo la squalifica di due turni. Faremo ricorso. Nilmar perdeva tempo in una zona del campo dove non doveva essere. Era solo un input per cercare di far capire ai miei giocatori che non bisognava perdere tempo. La scorrettezza l’ha fatta Nilmar, che si e’ frapposto tra me e la palla. Nilmar volutamente mi ha scansato la palla col piede. Dopo l’episodio sono andato a sedermi in panchina senza fare polemiche. Ci sono i filmati che parlano”.
- Genoa-Napoli: che sfida sarà?
“Sarà un match difficile. Il Genoa e’ forte in tutti i reparti. Ora hanno anche Gilardino e Sculli. Il 6-1 dell’andata e’ capitato, perche’ loro ci hanno affrontato in un nostro momento particolare. Con la Juventus sembrava una gara chiusa ed invece abbiamo pareggiato. Il 5° e il 6° gol furono casuali. Il Genoa farà una gara importante”.
- Quali sono le sue previsioni sul girone di ritorno?
“Non faccio previsioni a lungo termine. Guardo solo al Genoa. Ci sono calciatori che hanno fatto 5 partite consecutive. Ci sono altre 8 partite a stretto giro, per questo devo ruotarli per non incorrere ad infortuni. Vedrete in campo le scelte che farò. So gia’ che se non faremo risultato verrò attaccato: è il gioco “Dove colpire Mazzarri?”. Ci sono abituato, non mi stupisco, fa parte del mio lavoro. Io andro’ avanti per la mia strada fino all’ultimo secondo che sarò a Napoli. Faremo la nostra partita”.
- Si passa da depressione ad euforia. Cosa pensa?
“Dico sempre quello che penso. Una volta, contro il Milan, non abbiamo giocato bene. Con la Juventus, anche, ho analizzato la partita. Penso sempre a fare dare il massimo ai miei uomini. Il calcio non e’ una scienza esatta”.
- Nel turnover rientrano Britos e Donadel?
“Non vi dico niente, vedrete la formazione in campo poi dopo farete i commenti. La nostra è una squadra che, tirata al massimo, qualche volta inconsciamente non ce la fanno a dare sempre tutto. Sono scelte che vanno capite e fatte perche’ non si puo’ fare diversamente. I numeri valgono fino a un certo punto. Si gioca in continuazione, non c’e’ tempo per recuperare e per questo si perde qualche punto in campionato”.
- Dopo la sostituzione contro l’Inter, ha abbracciato Inler. Come sta Gokhan?
“Chi mi conosce sa che ogni cosa che faccio ha sempre un fine. A mio avviso Inler sta facendo il massimo. Volevo gratificarlo, dando un input a tutto lo stadio. Io vigilo sui giocatori. Fin quando ci saro’ io i ragazzi daranno sempre il massimo. Io ci provo a far capire di sostenere durante la gara i giocatori, anche se sbaglia tre passaggi. Se lo si bersaglia in continuazione, com’e’ accaduto l’anno scorso con Gargano, si rischia di perderlo”.
- Sarà un Genoa arrembante. Che Napoli vedremo?
“Sarà un Napoli che provera’ a fare la gara, come sempre. Dobbiamo essere bravi negli spazi. Giocheremo fin quando avremo la forza. Punteremo anche sulle ripartenze. Con l’Inter siamo stati bravissimi a non concedere nulla. Da perfezionista, quale credo di essere, abbiamo aspettato troppo a chiudere la partita”.
- La pressione puo’ essere un ostacolo? Certo e’ che arrivare in finale di Coppa Italia puo’ significare arrivare in Europa League. Crede che ora vedremo un Napoli meno contratto?
“Io non mi accontento mai. I ragazzi fino all’ultimo minuto ci provano. Non posso sapere cosa scatta nella testa dei giocatori. Sia in campionato che in Coppa i giocatori non si tireranno indietro. La pressione ce la mettiamo da soli”.
- Lavezzi ha recuperato bene, Pandev sta bene. E’ in difficoltà?
“Se si vuole crescere, bisogna saper capire che entra uno ed esce un altro. L’allenatore fa le scelte nell’interesse della squadra. Bisogna essere professionali, rispettando le scelte del tecnico. Quello che puo’ pensare un giocatore e’ da stimolo per tutti, soprattutto se si tratta di concorrenza”.
- La gara col Genoa puo’ valere doppio viste le altre gare in programma?
“Puo’ essere la trasferta piu’ difficile. Sappiamo che non sarà una partita semplice”.

mercoledì 21 dicembre 2011

NAPOLI-GENOA 6-1. Un Napoli stellare chiude l’anno col botto!

Un Napoli stellare chiude l’anno col botto. Letteralmente strepitosa la partita degli azzurri, che hanno travolto 6-1 un Genoa onestamente, va detto, imbarazzante. Di Cavani (doppietta), Hamsik, Pandev, Gargano e Zuniga i gol del trionfo partenopeo. Impeccabile il comportamento della squadra, che non ha minimamente risentito dell’assenza di Lavezzi e delle polemiche degli scorsi giorni legate alla sconfitta contro la Roma.

LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO

DE SANCTIS: impegnato pochissimo, non ha colpe evidenti sul gol incassato. VOTO: 6
CAMPAGNARO: primo tenpo di grande sofferenza contro Caracciolo. ha bisogno di fermarsi un po’. Le vacanze arrivano al momento giusto. VOTO: 5
CANNAVARO: il capitano ha giocato senza sbavature, dando ordine al pacchetto arretrato. VOTO: 6
ARONICA: dopo un inizio un po’ difficile prende le misure su Pratto, proponendosi anche discretamente in fase di appoggio al centocampo. VOTO: 6
MAGGIO: meno brillante del solito, meno sciolto nella corsa e poche incursioni nell’area avversaria. Ma non gli si possono contestare errori. VOTO: 6
GARGANO: avesse un piede più preciso sarebbe il massimo. Molto generoso, alza il ritmo del gioco correndo su ogni pallone. Suo un assist. E poi segna anche un gran bel gol.  VOTO: 7.5 (dal 59° DZEMAILI: sss
INLER: anche contro il Genoa non esce dal limbo di un gioco piuttosto scolastico. Tutti sappiamo che può dare di più. Comunque mantiene bene la posizione, recuperando qualche pallone davanti alla difesa.  VOTO: 6
ZUNIGA: Preferito ancora una volta a Dossena, dimostra a Mazzarri di aver scelto giusto. Parte benissimo, ubriacando di dribbling il pur esperto Mesto. Nella ripresa. complice anche il risultato, si fa vedere di meno, fino a sfoderare un gol fantastico.  VOTO: 8
HAMSIK: il campioncino slovacco lascia il segno, con una prestazione più determinata di altre. Bellissimo il gol, soprattutto per la caparbietà messa in mostra nel battere a porta. Firma anche due assist. VOTO: 8
PANDEV: molto bravo, ha un piede bellissimo. Tecnicamente è forse l’azzurro che mostra di avere più classe di tutti. Si attarda un po’ troppo in occasione del rigore negatogli, ma segna una rete e fa vedere numeri d’alta scuola. Pensate: non ha fatto rimpiangere il Pocho!  VOTO: 8 (dal 75° LUCARELLI: finalmente gli viene concesso un quarto d’ora di gioco. SENZA VOTO)
CAVANI: due gol realizzati con grande freddezza. Splendido il secondo, con un beffardo pallonetto. Se non avesse sprecato un paio di ottime occasioni, avrebbe meritato il 10. VOTO: 8
All. MAZZARRI: i ragazzi giocano anche per lui, dopo le polemiche di questi giorni, e lo dimostrano cercando il suo abbraccio dopo ogni gol. Il suo Napoli sovrasta il Genoa. VOTO: 8
Antonello e Luca Perillo

Il gemellaggio gestito e protetto da due splendide tifoserie

Grandi nelle gambe, deboli nella mente. Il Napoli ha paura di se stesso, ha perso un po’ la sua gamba e teme il suo animo lontano dalla Champions league.
E’ cresciuto, ha affrontato le sue paure e superato immensi ostacoli, ma questa crescita l’ha messo dinanzi ad un pauroso bivio.
Non possiamo sapere che strada percorrerà. Ha perso un po’ di contatto in un campionato che vacilla, ma il tempo per rimediare c’è.
La sfida Napoli – Genoa ha sempre un sapore particolare. Mai un legame profondo tra i ventidue in campo, negli anni mi è sempre sembrata una profonda esagitazione irriverente nei confronti di tifosi mescolati tra i settori, che sono l’essenza pure del gemellaggio e fingono spesso di non guardare quello che fanno i calciatori per cercare di scinderlo.
Questo gemellaggio ha un’anima, come se un croupier abile ne avesse mescolato le carte ad una ad una, un genoano, un napoletano, un genoano e un napoletano. Così come i sediolini, così come se un grifone ed un asinello si amassero all’ingresso del San Paolo.
Eppur mi chiedo cosa sarebbe accaduto se quel pareggio non avesse decretato un contemporaneo ritorno nella massima serie? O quei criptici rimpianti causanti divisioni da Lavezzi a Milito fino a Criscito, dove c’avrebbero portato se non ci fossero state due tifoserie così solide?
Spero che questa volta il risultato dica la verità, che non ci siano supposizioni arbitrali, in una settimana durante la quale ci siamo goduti eventi schifosi come di capelli neri e lunghi in fuga da un arresto o eventi epocali come il piano politico sportivo di Micheli per trasformare il suo lavoro in una concretezza chiamata Vargas.
Godiamoci questo derby con lo spirito giusto, cerchiamo di vincere senza Lavezzi e con Gianluca Grava in campo, questa squadra necessita della sua rabbia agonistica. Lui ha la strada mentale per ridare la carica al Napoli e poi io lo tengo al fantacalcio. Pensaci Walter.
Domenico Serra

mercoledì 8 giugno 2011

Criscito apre al Napoli: "Tornerei a giocare anche come centrale difensivo, l'idea mi piace"

A Radio Crc nella trasmissione “Si gonfia la rete”  è intervenuto Mimmo Criscito, calciatore del Genoa.
“Se sono io il colpo per la difesa del Napoli? Boh! Adesso penso solo a godermi le vacanze, poi vedremo. La destinazione Napoli mi piace. A Napoli si vive di calcio, è una piazza importante, l’anno prossimo disputerà anche la Champions League e speriamo che possa fare anche meglio della stagione appena trascorsa. Mi hanno detto di non parlare di mercato ed io mantengo la promessa.
Il Napoli è già una grande squadra, l’anno scorso ha fatto bene, quindi è ovvio che disputando anche la Champions qualche giocatore arriverà e sono sicuro che De Laurentiis accontenterà tutti. Sono amico di Cannavaro, Santacroce e Maggio, mi parlano sempre bene di Napoli. Se dovessi venire a Napoli mi metterei a disposizione del mister, ma per ora non c’è nulla di concreto. Se Mazzarri volesse, potrei adattarmi nuovamente da centrale difensivo, in quel ruolo non gioco da quattro anni, ma non avrei problemi a ricoprire quella posizione.
L’Inter è una squadra importante, che ogni anno lotta per vincere lo scudetto, ma anche Napoli è una piazza importantissima solo che per ora non c’è nessuna trattativa in corso con nessuno dei due club.
Il Napoli ha un tridente che si completa. Hamsik gioca tra le linee, il Pocho è quello che salta l’uomo e Cavani fa gol. Questa è stata l’arma del Napoli, il Pocho è imprendibile, a volte ho provato anche a dargli una botta, ma non va mai giù. Sarebbe meglio averlo in rosa piuttosto che come avversario”.

martedì 26 aprile 2011

Leggo - Napoli e Mazzarri ad alta tensione

La Champions, la Juve e la Roma le tensioni di Mazzarri, disturbato dalle voci di mercato sulla squadra e soprattutto dalle chiacchiere del totoallenatore che da un bel po’ di tempo lo tirano direttamente in causa. Chiacchiere che probabilmente gli hanno messo addosso un’insolita agitazione e, che di riflesso, hanno creato qualche problema al gruppo. È vero, la squadra non è più tranquilla e dopo la sconfitta con l’Udinese al San Paolo gli effetti negativi sotto il profilo psicologico e fisico si sono manifestati nella trasferta di Palermo, mentre il timoniere azzurro scaricava in giro alla vigilia della trasferta siciliana le ansie e le irritazioni accumulate, tirando in ballo prima i media del Nord, poi i giornali locali, accusati di destabilizzare l’ambiente del gruppo. Mazzarri ha comunque assicurato di essere immune dalle voci che lo ritengono in partenza da Napoli. Volendo dare però serenità e compattezza allo spogliatoio, anziché rimandare il discorso personale alla fine del campionato, forse avrebbe fatto bene a dire «io resto», anche in virtù del contratto pluriennale del quale gode e del progetto finora condiviso e sottoscritto. A Mazzarri tocca ora rimboccarsi le maniche, giacchè il match di sabato sera contro il Genoa non si può sbagliare: è in ballo la Grande Europa e non si possono perdere altre posizioni in classifica, sarebbe un fallimento. Per fortuna a dare tranquillità anche all’ambiente della Torcida ci ha pensato Marek Hamsik che ha giurato sulla Champions assicurando i tifosi, dopo aver ripercorso in parte la sconfitta di Palermo: «Avevamo avuto un ottimo impatto con la partita. Dopo due minuti eravamo in vantaggio di un gol ed avevamo preso il comando del match. Poi il Palermo ha iniziato a prendere le giuste misure e, nel momento in cui ci siamo scoperti, hanno colpito. Personalmente non sono riuscito a dare il contributo che volevo; non posso essere soddisfatto della mia prestazione. Di sicuro contro il Genoa vedrete uno spettacolo diverso. Sabato vogliamo ottenere i tre punti, serve una vittoria dopo due sconfitte consecutive», proprio così, bisogna stringere i denti altrimenti bye-bye Champions.

venerdì 10 dicembre 2010

Genoa-Napoli, curiosità in cifre

Il successo casalingo per 2-1 ottenuto dal Napoli il 13 gennaio 2002, in serie B, è l'ultimo conquistato in gare ufficiali dai campani contro il Genoa: nei successivi 12 incontri ufficiali disputati tra Napoli e Genova, lo score è di 6 pareggi e 6 affermazioni rossoblu. I rossoblù, da quando in panchina è arrivato l'allenatore romagnolo, in cinque giornate di campionato hanno raccolto 10 punti, frutto delle vittorie contro Bologna (1-0 in casa), Cagliari (1-0 esterno) e Lecce (3-1 in trasferta) e del pareggio 0-0 a Brescia. L'unica battuta d'arresto è stata in casa contro la Juventus (0-2). Ballardini ha una media esatta di 2 punti a partita, mentre il suo predecessore Gasperini in 10 giornate di campionato aveva raccolto 11 punti (1,10 a partita). Se il campionato fosse iniziato da quando Ballardini guida il Genoa, il Grifone sarebbe secondo - alla pari del Parma - dietro al solo Milan, che ha fatto nel medesimo periodo 13 punti. Luca Toni ha finora realizzato 99 reti nella serie A italiana - indossando le maglie di Vicenza, Brescia, Palermo, Fiorentina, Roma e Genoa - ed è dunque ad un solo passo dal realizzare il 100/o centro. Il primo gol di Toni risale al 15 ottobre 2000: Vicenza-Atalanta 1-2. Genoa e Napoli sono due delle tre squadre della serie A 2010/11, assieme al Chievo, ad aver finora guadagnato il maggior numero di punti nei secondi tempi, rispetto ai propri risultati al 45': +7. Il Napoli è una delle 4 squadre della serie A 2010/11, assieme a Bologna, Cesena e Sampdoria, ad aver finora segnato con il minor numero di giocatori diversi: sono appena 5. I 5 campani finora in gol sono stati Cannavaro, Cavani, Hamsik, Lavezzi e Maggio. Cribari Sanchez, se dovesse scendere in campo, festeggerebbe la 200/a presenza nella serie A italiana. Le attuali 199 sono state collezionate indossando le maglie di Empoli, Udinese, Lazio, Siena e Napoli. Il debutto di Cribari in categoria risale al 14 settembre 2002: Como-Empoli 0-2.