Ha retto quasi un anno il segreto della Procura di Napoli, del pool «reati da stadio» coordinato dall’aggiunto Giovanni Melillo, ma come tutti i segreti alla fine eccolo svelato: per Sampdoria-Napoli (1-0) del 16 maggio 2010 ci fu un tentativo di combine. A raccontarlo è Matteo Gianello, ex portiere del Napoli, indagato dalla Procura insieme ai fratelli Michele e Federico Cossato e a Silvio Giusti, tutti ex calciatori. Gianello lo racconta ai pm napoletani (oltre a Melillo, i sostituti Antonello Ardituro, Danilo De Simone e Vincenzo Ranieri). In verità per farlo ci mette oltre cinque «sofferte» ore perché all’inizio dell’interrogatorio— tratto anche in errore dal nome del pool che lo aveva convocato—riferisce di una serie di biglietti regalati a una persona di Afragola che ne avrebbe fatto commercio. «Questo per noi è irrilevante. Non è questo il motivo della convocazione», così i pm gelano Gianello al quale spiegano poi che è indagato perché con altre persone ha tentato di combinare della partite per poterci scommettere.
Lecce-Napoli – I magistrati iniziano le contestazioni dalla partita della stagione 2010-2011 Lecce-Napoli (2-1), disputatasi domenica 8 maggio 2011. Interrogato sulle richieste di informazioni fattegli da Giusti e Michele Cossato, Gianello riferisce di aver sempre detto che l’impegno del Napoli sarebbe stato massimo. Ma poi, dopo che gli vengono fatte ascoltare le prime telefonate, deve ammettere: «Prendo atto che il significato delle conversazioni intercettate appare del tutto contrario a quello da me riferito». Il Napoli perse e De Laurentiis si arrabbiò.
Le altre partite – Si va avanti così, tra contestazioni, affermazioni categoriche («Sono a conoscenza che l’ordinamento sportivo vieta ai tesserati di effettuare scommesse su eventi sportivi, ma voglio precisare che non ho mai nemmeno partecipato ai giochi noti a tutti come “gratta e vinci”») e successivi marcia indietro appena le contestazioni dei magistrati vengono accompagnate dall’ascolto delle intercettazioni telefoniche. Si arriva alla richiesta di informazioni su Brescia-Catania fatta da Silvio Giusti che vuole notizie attraverso «dentino», l’ex compagno di squadra di Gianello, Giuseppe Mascara, ma anche su Bologna Parma. Altra salve di intercettazioni e si parla di «9 e 11 fighe». Gianello spiega: «Per mia personale valutazione ritenevo che a nove giocatori su undici delle due squadre potesse andare bene il pareggio». Ma fino a questo punto, e sono passate già tre ore, nessuna ammissione di scommesse.
Sampdoria-Napoli – E qui si arriva alla sagra del «prendo atto» e del «riflettendo». I pm incalzano Gianello sulla partita. Si parte dall’ammissione che Giusti chiese informazioni sulla gara, si arriva altrove, quando finalmente la memoria e le intercettazioni corrono in aiuto di Gianello: «Ricordo che Giusti mi prospettò la possibilità di ricompensare i compagni che avessero aderito alla richiesta (di rendere maggiormente sicuro il risultato della partita a favore della Sampdoria) con somme di denaro». Poi parla di quattro o cinque compagni presenti nello spogliatoio, ma non ricorda i nomi, ma poi riflettendo…
Cannavaro e Grava – «Mi rivolsi a Paolo Cannavaro e a Grava e a nessun altro». Esclude infatti la presenza di Santacroce, De Sanctis o di averne parlato con Quagliarella, ma specifica: «Cannavaro e Grava diedero immediatamente e con estrema decisione una risposta negativa». Ed erano pure contrariati, secondo Gianello. Ma a nessuno di loro è venuto in mente di avvisare la Procura federale: per questo rischiano almeno l’omessa denuncia, e il Napoli la responsabilità oggettiva per diverse partite anche se al momento solo in quella con la Sampdoria sarebbe provata la tentata combine. E Gianello? Forse a lui converrà rispondere senza esitazioni o dimenticanze almeno alla Procura federale.
Le scommesse – Si deve arrivare a fine verbale per avere qualche ulteriore ammissione: «Preciso che quei discorsi su scommesse, quote, puntate on line in Inghilterra o Austria cominciarono ad essermi fatti con l’inizio dello scorso campionato di calcio (2009-2010, ndr)». Poi una curiosità: «I riferimenti alla camera a 5 stelle e a 10 stelle erano relative a somme di denaro di 5.000 e 10.000 euro da scommettere». (fonte Gazzetta)
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martedì 17 aprile 2012
lunedì 27 febbraio 2012
IL DOMENICO SPORTIVO. Serra: “Dobbiamo continuare a recuperare in campionato. E se il terreno del San Paolo non facesse pena saremmo già ai Quarti di Champions”
L’esultanza tra primo e secondo tempo Il Napoli vince alla fine del primo atto. Ma è solo un atto. Quante cose cambiano. Un atto non è sufficiente. E’ come applaudire al cinema, alla fine del primo, mentre scappi per comprare le bomboniere dell’Algida; come credere d’essere usciti dalla competizione della coppa Italia; come dire una settimana prima che Inler è scarso e poi restare in silenzio; un po’ come dire che Gargano è scarsissimo una settimana prima e poi… Resta un concetto. Tre milioni di euro di incasso e il Napoli è ancora sul baratro del dubbio qualificazione per colpa di un campo che fa schifo. Non c’è altro da dire, fa completamente schifo. Problemi idrici, di respirazione geologica, di imprese, di giardinieri. Un giardiniere guadagna molto meno di cento euro al giorno. Molti penseranno all’idiozia delle mie parole, visto che lo stadio è di uno, il giardino di un altro, i tifosi di un altro ancora, la società nemmeno a parlarne… E allora? A Cesena hanno fatto un campo finto perfetto per paura di non riuscire a gestire l’erba. Eppure lottano per la retrocessione. Esigo spiegazioni. Una partita del genere necessita di un campo con un tappeto come un biliardo, perfetto, preciso, livellato, resposivo, drenante. E invece ci appioppano la solita demenziale figura di merda col mondo. Quando eravamo piccoli i falsi rimbalzi, sul mio campetto di terremotati con buche e siringhe, li facevamo ripetere. Erano altri tempi. Ma su quel campetto tutto era concesso. Anche giocare coi palloni bucati. Ci attende un mese di sfide, di sofferenza e di attesa. Ho idolatrato Compagnoni e Mauro, telecronaca d’alto livello; ma anche le immense parole di Vialli, Rossi, Caressa, Ferrara professionisti spesso distanti dal Napoli. La verità è che qualsiasi lettore ora potrebbe pensare che anche il sottoscritto sia cascato nel baratro del pensare al Chelsea invece che all’Inter. E in effetti i quindici minuti tra un tempo e l’altro qui dureranno giorni preziosi, fatti invece di sfide fondamentali per il futuro partenopeo. Dobbiamo continuare a recuperare in campionato, sfasciare il Siena e… E? Rimboccarci le maniche che tra qualche minuto ricomincia il secondo tempo di Chelsea-Napoli. E questa volta, non ci saranno buche, ma nemmeno distinti a cento euro.
sabato 18 febbraio 2012
IL DOMENICO SPORTIVO. Serra: “Drogba? Avrà una paura fottuta di Gratavar”
Questa sera Sanremo sfiorisce per far spazio a tre fiorentine ai ferri.
Affogo nel viaggio sanremese, io lo seguo sempre. E tra un Marlene dark rock surrealmente prezioso; un D’Alessio costantemente indecente, accompagnato da un innesto a spanno tra Wanna Marchi e Moira Orfei; un’Arisa completamente rinnovata e interessante; mi godo una Zilli probabile vincitrice, capace di domare un pezzo sublime di un semisconosciuto autore di nome Roberto Casalino.
Difficile descrivere la mia serata. Trovarsi in un luogo a visionare una partita nuova, con gente nuova, con persone nuove, con sorrisi nuovi, con uno zero a tre inaspettato ma ricercato, è stato stupefacente, soprattutto se percepisci immense sensazioni familiari, in ognuno dei presenti.
Napoli è tornata, coi suoi tifosi a credere in una incredibile risalita.
Ma l’attesa è veicolata dal desiderio di distruggere un mondo russo che di calcio ne sa poco, ma che coi soldi ha assemblato una squadra forse allenata in un modo discutibile.
Manca poco. Dormirò poco.
La difesa alta del portoghese d’Oporto potrebbe essere il mezzo sublime per veicolare un sogno, noi per ora, vorremmo semplicemente dormire.
La Champions League con Gianluca Grava in campo sarebbe già una immensa vittoria. Drogba sono certo non stia dormendo. Ha una paura fottuta di Gravatar. Voi che dite?
Affogo nel viaggio sanremese, io lo seguo sempre. E tra un Marlene dark rock surrealmente prezioso; un D’Alessio costantemente indecente, accompagnato da un innesto a spanno tra Wanna Marchi e Moira Orfei; un’Arisa completamente rinnovata e interessante; mi godo una Zilli probabile vincitrice, capace di domare un pezzo sublime di un semisconosciuto autore di nome Roberto Casalino.
Difficile descrivere la mia serata. Trovarsi in un luogo a visionare una partita nuova, con gente nuova, con persone nuove, con sorrisi nuovi, con uno zero a tre inaspettato ma ricercato, è stato stupefacente, soprattutto se percepisci immense sensazioni familiari, in ognuno dei presenti.
Napoli è tornata, coi suoi tifosi a credere in una incredibile risalita.
Ma l’attesa è veicolata dal desiderio di distruggere un mondo russo che di calcio ne sa poco, ma che coi soldi ha assemblato una squadra forse allenata in un modo discutibile.
Manca poco. Dormirò poco.
La difesa alta del portoghese d’Oporto potrebbe essere il mezzo sublime per veicolare un sogno, noi per ora, vorremmo semplicemente dormire.
La Champions League con Gianluca Grava in campo sarebbe già una immensa vittoria. Drogba sono certo non stia dormendo. Ha una paura fottuta di Gravatar. Voi che dite?
Domenico Serra.
Azzurrissimo.
martedì 14 febbraio 2012
Il silenzioso campione che attende il suo momento dalla tribuna
Il Napoli torna alla vittoria. Mentre mangio Fonzies durante una nuova
dieta; mentre mio padre beve un gustoso Tavernello; mentre mio zio
chiama dozzine di volte con uno di quei servizi voip economici che danno
solo fastidio e non si sente nulla; mentre in campo parte titolare un
campione con la fascia di capitano e il nome Gianluca sulla carta
d'identità. E' un Napoli concentrato, che gioca novanta minuti. Con una
serietà e una umiltà d'altre categorie; cancella le statistiche delle
sfide contro il Chievo e diventa serio. Grava stratosferico, cattivo,
serio, responsivo. Il campione venuto dalla tribuna. Sarà difficile
abituarci ad una partita senza Gravatar. Britos, un altro elemento
impressionante. Oltre al goal, porta una tecnica e centimetri che
mancavano da tempo. Molti rimpiangono il ragazzino dal grande futuro
chiamato Fernandez. Quant'è forte questo Napoli, quanto sono importanti i
santini, quanti avevano decapitato Mazzarri e company? Diamo tempo ai
nostri campioni. C'è tempo per recuperare. E ora andiamo a vincere a
Firenze.
Walter Mazzarri torna a considerarle tutte finali, su questo siamo
d'accordo. E Inler? Inler non ha prezzo. Ricordiamolo nei momenti bui
del nostro tifo cieco.
Domenico Serra.
Domenico Serra.
lunedì 13 febbraio 2012
NAPOLI-CHIEVO 2-0. Un Napoli tonico e concentrato torna a respirare aria d’Europa
Un Napoli tonico e concentrato batte senza discussioni il Chievo e torna a respirare aria d’Europa. Complici anche le sconfitte di Inter, Udinese e Roma, gli azzurri vedono almeno in parte riaperta la speranza di lottare per un posto Champions e comunque, a prescindere dal cammino in Coppa Italia, sono in piena lotta per un piazzamento in Euro League. Ottime le scelte di Mazzarri, a cominciare dal ritorno come titolare di un Grava davvero in gran forma.
LE FORMAZIONI. Campagnaro, Maggio, Dzemaili e Pandev in panchina; dentro Grava, Britos, Inler e Lavezzi. Queste le novità rispetto alla squadra che Mazzarri aveva inizialmente proposto in Coppa Italia a Siena. Il Chievo in attacco punta sulla velocità di Pellissier e Paloschi.
PRIMO TEMPO. Il Napoli inizia controllando il gioco. La prima vera occasione si tramuta subito in gol. E’ il 14°: calcio d’angolo, inserimento di Britos che di testa insacca. Poi è Cavani che tenta il tiro al volo, ma il tiro è respinto da un avversario. Azzurri tonici, con Inler in ripresa e i tre tenori che fanno molto movimento senza palla. Al 30° si fa vivo il Chievo, con un tiro dal limite di Pellissier, neutralizzato senza difficoltà da De Sanctis. Al 37° arriva il raddoppio azzurro che porta la firma di Cavani, che trasforma un rigore da lui stesso procurato al termine di una splendida azione iniziata da Lavezzi e rifinita da Hamsik. La reazione del Chievo si manifesta con un insidioso tiro di Sardo, parato da De Sanctis.
SECONDO TEMPO. Nella ripresa deve essere il Chievo a recuperare, ma sono Gargano e Inler ad andare vicini al gol, con due tiri dalla distanza. Poi il Napoli riesce a controllare il risultato, tenendo palla e chiudendo bene sugli avversari. Vittoria fondamentale. In un botto solo gli azzurri hanno recuperato 3 punti su Udinese, Inter e Roma.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: serata tranquilla, a parte un paio di interventi. VOTO: 6
GRAVA: richiamato alle armi quasi a furor di popolo azzurro, l’inossidabile Gianluca sfodera un partitone sotto il profilo della concentrazione e della carica agonistica. Bravo negli anticipi e attento nelle diagonali difensive. VOTO: 7.5
ARONICA: schierato come regista difensivo al posto dello squalificato Cannavaro se la cava col consueto mestiere. VOTO: 6
BRITOS: ha l’enorme merito di aver sbloccato la partita con un perentorio colpo di testa, vera specialità delle ditta. Serve anche una bella palla di prima a Cavani, al 32°. Sbaglia, però, un paio di elementari appoggi. Ora sembra davvero pronto. VOTO: 6.5
ZUNIGA: si inserisce coi tempi giusti ma non sempre è preciso nei cross. Con l’ingresso di Maggio si improvvisa trequartista, con buon profitto. VOTO: 6.5
INLER: sicuramente in ripresa, sembra aver ripassato meglio le lezioni tattiche di Mazzarri. E’ più svelto nel far circolare palla e più presente in fase di pressing. Perde, però, lucidità e pallone quando sono gli avversari a fare pressing su di lui. Buon tiro da fuori area al 69°. VOTO: 6.5
GARGANO: gran ritmo, inesauribile nella corsa. Suo un bel tiro a inizio ripresa. Peccato per qualche palla persa per troppo precipitazione. VOTO: 6.5
DOSSENA: accompagna bene la manovra, anche se raramente sprinta fino a fondo campo. VOTO: 6.5
HAMSIK: gran movimento, corsa sciolta e buona circolazione della palla. Gioca da moderno regista offensivo. Davvero ottima la sue duecentesima partita in maglia azzurra. VOTO: 7.5 (dal 67° MAGGIO: entra per far rifiatare Hamsik. Col Napoli già in doppio vantaggio si limita a presidiare diligentemente la corsia destra. VOTO: 6)
LAVEZZI: c’è il suo piede nelle azioni che portano ai due gol del Napoli, ma i suoi guizzi solo a tratti sono irresistibili. VOTO: 6.5 (dal 75° PANDEV: difende palla con immensa classe ma non ha il tempo di incidere più di tanto. S.V.)
CAVANI: si allarga spesso per aprire spazi ai compagni e come sempre si segnala per la generosità nei rientri nella propria metà campo. Segna con freddezza e precisione il rigore del 2-0. VOTO: 7 (dall’88° VARGAS: S.V.)
All. MAZZARRI: finalmente rispolvera Grava e decide di far riposare Campagnaro e Maggio, i due elementi più stanchi di tutto il gruppo. Scelte premiate con un buona prestazione della squadra, apparsa più pimpante e più attenta anche in fase di non possesso palla. Sostituzioni logiche, anche se ci sarebbe piaciuto vedere Vargas in azione più a lungo. VOTO: 7
Antonello e Luca Perillo
LE FORMAZIONI. Campagnaro, Maggio, Dzemaili e Pandev in panchina; dentro Grava, Britos, Inler e Lavezzi. Queste le novità rispetto alla squadra che Mazzarri aveva inizialmente proposto in Coppa Italia a Siena. Il Chievo in attacco punta sulla velocità di Pellissier e Paloschi.
PRIMO TEMPO. Il Napoli inizia controllando il gioco. La prima vera occasione si tramuta subito in gol. E’ il 14°: calcio d’angolo, inserimento di Britos che di testa insacca. Poi è Cavani che tenta il tiro al volo, ma il tiro è respinto da un avversario. Azzurri tonici, con Inler in ripresa e i tre tenori che fanno molto movimento senza palla. Al 30° si fa vivo il Chievo, con un tiro dal limite di Pellissier, neutralizzato senza difficoltà da De Sanctis. Al 37° arriva il raddoppio azzurro che porta la firma di Cavani, che trasforma un rigore da lui stesso procurato al termine di una splendida azione iniziata da Lavezzi e rifinita da Hamsik. La reazione del Chievo si manifesta con un insidioso tiro di Sardo, parato da De Sanctis.
SECONDO TEMPO. Nella ripresa deve essere il Chievo a recuperare, ma sono Gargano e Inler ad andare vicini al gol, con due tiri dalla distanza. Poi il Napoli riesce a controllare il risultato, tenendo palla e chiudendo bene sugli avversari. Vittoria fondamentale. In un botto solo gli azzurri hanno recuperato 3 punti su Udinese, Inter e Roma.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: serata tranquilla, a parte un paio di interventi. VOTO: 6
GRAVA: richiamato alle armi quasi a furor di popolo azzurro, l’inossidabile Gianluca sfodera un partitone sotto il profilo della concentrazione e della carica agonistica. Bravo negli anticipi e attento nelle diagonali difensive. VOTO: 7.5
ARONICA: schierato come regista difensivo al posto dello squalificato Cannavaro se la cava col consueto mestiere. VOTO: 6
BRITOS: ha l’enorme merito di aver sbloccato la partita con un perentorio colpo di testa, vera specialità delle ditta. Serve anche una bella palla di prima a Cavani, al 32°. Sbaglia, però, un paio di elementari appoggi. Ora sembra davvero pronto. VOTO: 6.5
ZUNIGA: si inserisce coi tempi giusti ma non sempre è preciso nei cross. Con l’ingresso di Maggio si improvvisa trequartista, con buon profitto. VOTO: 6.5
INLER: sicuramente in ripresa, sembra aver ripassato meglio le lezioni tattiche di Mazzarri. E’ più svelto nel far circolare palla e più presente in fase di pressing. Perde, però, lucidità e pallone quando sono gli avversari a fare pressing su di lui. Buon tiro da fuori area al 69°. VOTO: 6.5
GARGANO: gran ritmo, inesauribile nella corsa. Suo un bel tiro a inizio ripresa. Peccato per qualche palla persa per troppo precipitazione. VOTO: 6.5
DOSSENA: accompagna bene la manovra, anche se raramente sprinta fino a fondo campo. VOTO: 6.5
HAMSIK: gran movimento, corsa sciolta e buona circolazione della palla. Gioca da moderno regista offensivo. Davvero ottima la sue duecentesima partita in maglia azzurra. VOTO: 7.5 (dal 67° MAGGIO: entra per far rifiatare Hamsik. Col Napoli già in doppio vantaggio si limita a presidiare diligentemente la corsia destra. VOTO: 6)
LAVEZZI: c’è il suo piede nelle azioni che portano ai due gol del Napoli, ma i suoi guizzi solo a tratti sono irresistibili. VOTO: 6.5 (dal 75° PANDEV: difende palla con immensa classe ma non ha il tempo di incidere più di tanto. S.V.)
CAVANI: si allarga spesso per aprire spazi ai compagni e come sempre si segnala per la generosità nei rientri nella propria metà campo. Segna con freddezza e precisione il rigore del 2-0. VOTO: 7 (dall’88° VARGAS: S.V.)
All. MAZZARRI: finalmente rispolvera Grava e decide di far riposare Campagnaro e Maggio, i due elementi più stanchi di tutto il gruppo. Scelte premiate con un buona prestazione della squadra, apparsa più pimpante e più attenta anche in fase di non possesso palla. Sostituzioni logiche, anche se ci sarebbe piaciuto vedere Vargas in azione più a lungo. VOTO: 7
Antonello e Luca Perillo
domenica 12 febbraio 2012
Mazzarri: “Dobbiamo ritrovare l’umiltà, abbiamo inconsciamente sottovalutato le insidie. Inler giocherà. In campo uno tra Grava e Fernandez”
Walter Mazzarri, allenatore del Napoli, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine” nella sala Scorpio dell’Holiday Inn, alla vigilia di Napoli-Chievo.
- Napoli-Chelsea, 40mila biglietti venduti. Come la vive?
“Vorrei che ci fosse il tutto esaurito col Chievo. Bisogna anche giocare non bene, ma cercare il risultato. Con le squadre, sulla carta tecnicamente inferiori a noi, dobbiamo attingere agli attributi. Faccio un appello ai nostri tifosi: le cose non ci girano al meglio, per questo c’e’ bisogno del loro sostegno. I ragazzi stanno dando il massimo. La priorita’ e’ questa, tutto il resto non mi interessa”.
- Cosa è mancato al Napoli?
“Abbiamo sottovalutato inconsciamente le insidie. Magari in difesa c’e’ stata un po’ di leggerezza nel controllare qualche attaccante avversario. Si e’ pensato: “Lo blocca il mio compagno”. Bisogna ritrovare la giusta umiltà”.
- E’ venuta meno l’autostima?
“Ritrovando i giusti principi e valori, potremmo riprenderci. Quest’anno ci va troppo male negli episodi. Cavani stava segnando di testa a Siena, senza dimenticare i due pali centrati da Campagnaro. Passerà anche questo momento”.
- Il Chievo si chiudera’ in difesa…
“Prima pensano a farti la guerra addosso, poi ripartono tutti. Noi siamo stati i primi a farlo. La differenza tra l’anno scorso e quest’anno e’ che ci affrontano con un piglio superiore. La crescita va intesa in questo senso. Quello che stiamo facendo ne beneficera’ anche il Napoli dei prossimi anni”.
- Donadel, Britos, Fernandez e Vargas sono pronti?
“Quando feci 5 cambi col Chievo, non 7, noi abbiamo perso la partita. La Juventus col Milan ne ha cambiati 7, hanno vinto e va bene così. I giovani arrivati a Napoli devono crescere. Tutte le ciambelle non riescono col buco. I giovani, se non sono al top, rischiano di perdere col Siena. Sono contento in linea generale di quello che stiamo facendo. L’anno scorso, di questi tempi, eravamo stati eliminati dall’Inter in Coppa Italia. Col Chievo dovro’ cambiare qualche giocatore, non tanti, per dare nuova linfa alla squadra. Il Chievo la mettera’ sul piano dei duelli. So gia’ come dovra’ essere fatta la gara. Dobbiamo battagliare come fanno gli altri, altrimenti andiamo in difficolta’. Ogni tre giorni devo fare il selezionatore, devo fare la formazione a naso. Poi alla fine si tireranno le somme”.
- Cosa chiede al campionato?
“Chiedo il massimo. Dobbiamo arrivare alla vittoria. I miei calciatori hanno bisogno di fare risultato, giocando anche male. Non vedo l’ora che inizi la bella stagione. La squadra e’ composta da tanti sudamericani. Abbiamo bisogno del sole”.
- C’e’ un problema di adrenalina?
“E’ un concetto in piu’ rispetto a quello che ho gia’ detto. Se invece di Reginaldo c’era Dzeko andavano in tre a chiudere. Le partite sono andate quasi tutte in salita. E’ arrivato il momento di crescere anche sotto questo punto di vista”.
- Mister, ricomincio da tre? Champions, Coppa Italia e terzo posto possibili?
“Non sono bravo a fare titoli. Possiamo andare avanti in Coppa Italia e fare un miracolo in Champions. E’ un momento particolare e cruciale. In campionato andiamo avanti un passo alla volta”.
- Non e’ riuscito a cavare il meglio dai suoi uomini dal punto di vista mentale?
“Ci sono troppi impegni ravvicinati. Non e’ che i miei ragazzi non mi ascoltano, lo fanno anche troppo. Ogni giocatore deve metabolizzarlo con se stesso questo discorso. Quella molla deve venire fuori. Vorrei vedere queste cose gia’ col Chievo”.
- Maggio ha gia’ giocato 31 partite tra campionato, Champions, Coppa Italia e Nazionale, proprio come il Napoli. L’appello di Maggio e Cannavaro ai tifosi e’ quello che serve in questo momento?
“Certo. Se c’e’ un momento di appannamento, e’ la gente che dovrà sostenerci”.
- Grava potrebbe essere una soluzione immediata? Lo rivedremo titolare?
“Il rischio e’ solo uno: non gioca da tempo, pero’ e’ una delle possibilita’ che ho a disposizione. Non escludo che possa essere in campo, decidero’ dopo la rifinitura. In campo, da titolare, ci andra’ o Grava o Fernandez”.
- State pensando di rimettere i santini nel tunnel prima di salire sul campo?
“Li avevamo spostati nello spogliatoio proprio per evitare che tutti potessero trarne benefici, avversari inclusi. Ma se ci tenete tanto li rimetteremo lì già con il Chievo”.
- Come mai si punta spesso sul lancio lungo?
“E’ una delle soluzioni a disposizione”.
- Sta pensando al Chelsea?
“E’ una domanda che mi da’ fastidio. Ascoltavo le parole di Marocchi stamattina… Penso solo al Chievo”.
- Inler sarà titolare? Continua ad essere accostato a grandi panchine…
“Ho un contratto fino al 2013, non me ne frega di nient’altro. Ringrazio chi ha fatto i complimenti. Sono 12 anni che sono qua, penso ad andare avanti per la mia strada. Inler giocherà”.
- L’adrenalina scatta perche’ si prende gol?
“Dopo il cazzotto la squadra si scioglie”.
- Napoli-Chelsea, 40mila biglietti venduti. Come la vive?
“Vorrei che ci fosse il tutto esaurito col Chievo. Bisogna anche giocare non bene, ma cercare il risultato. Con le squadre, sulla carta tecnicamente inferiori a noi, dobbiamo attingere agli attributi. Faccio un appello ai nostri tifosi: le cose non ci girano al meglio, per questo c’e’ bisogno del loro sostegno. I ragazzi stanno dando il massimo. La priorita’ e’ questa, tutto il resto non mi interessa”.
- Cosa è mancato al Napoli?
“Abbiamo sottovalutato inconsciamente le insidie. Magari in difesa c’e’ stata un po’ di leggerezza nel controllare qualche attaccante avversario. Si e’ pensato: “Lo blocca il mio compagno”. Bisogna ritrovare la giusta umiltà”.
- E’ venuta meno l’autostima?
“Ritrovando i giusti principi e valori, potremmo riprenderci. Quest’anno ci va troppo male negli episodi. Cavani stava segnando di testa a Siena, senza dimenticare i due pali centrati da Campagnaro. Passerà anche questo momento”.
- Il Chievo si chiudera’ in difesa…
“Prima pensano a farti la guerra addosso, poi ripartono tutti. Noi siamo stati i primi a farlo. La differenza tra l’anno scorso e quest’anno e’ che ci affrontano con un piglio superiore. La crescita va intesa in questo senso. Quello che stiamo facendo ne beneficera’ anche il Napoli dei prossimi anni”.
- Donadel, Britos, Fernandez e Vargas sono pronti?
“Quando feci 5 cambi col Chievo, non 7, noi abbiamo perso la partita. La Juventus col Milan ne ha cambiati 7, hanno vinto e va bene così. I giovani arrivati a Napoli devono crescere. Tutte le ciambelle non riescono col buco. I giovani, se non sono al top, rischiano di perdere col Siena. Sono contento in linea generale di quello che stiamo facendo. L’anno scorso, di questi tempi, eravamo stati eliminati dall’Inter in Coppa Italia. Col Chievo dovro’ cambiare qualche giocatore, non tanti, per dare nuova linfa alla squadra. Il Chievo la mettera’ sul piano dei duelli. So gia’ come dovra’ essere fatta la gara. Dobbiamo battagliare come fanno gli altri, altrimenti andiamo in difficolta’. Ogni tre giorni devo fare il selezionatore, devo fare la formazione a naso. Poi alla fine si tireranno le somme”.
- Cosa chiede al campionato?
“Chiedo il massimo. Dobbiamo arrivare alla vittoria. I miei calciatori hanno bisogno di fare risultato, giocando anche male. Non vedo l’ora che inizi la bella stagione. La squadra e’ composta da tanti sudamericani. Abbiamo bisogno del sole”.
- C’e’ un problema di adrenalina?
“E’ un concetto in piu’ rispetto a quello che ho gia’ detto. Se invece di Reginaldo c’era Dzeko andavano in tre a chiudere. Le partite sono andate quasi tutte in salita. E’ arrivato il momento di crescere anche sotto questo punto di vista”.
- Mister, ricomincio da tre? Champions, Coppa Italia e terzo posto possibili?
“Non sono bravo a fare titoli. Possiamo andare avanti in Coppa Italia e fare un miracolo in Champions. E’ un momento particolare e cruciale. In campionato andiamo avanti un passo alla volta”.
- Non e’ riuscito a cavare il meglio dai suoi uomini dal punto di vista mentale?
“Ci sono troppi impegni ravvicinati. Non e’ che i miei ragazzi non mi ascoltano, lo fanno anche troppo. Ogni giocatore deve metabolizzarlo con se stesso questo discorso. Quella molla deve venire fuori. Vorrei vedere queste cose gia’ col Chievo”.
- Maggio ha gia’ giocato 31 partite tra campionato, Champions, Coppa Italia e Nazionale, proprio come il Napoli. L’appello di Maggio e Cannavaro ai tifosi e’ quello che serve in questo momento?
“Certo. Se c’e’ un momento di appannamento, e’ la gente che dovrà sostenerci”.
- Grava potrebbe essere una soluzione immediata? Lo rivedremo titolare?
“Il rischio e’ solo uno: non gioca da tempo, pero’ e’ una delle possibilita’ che ho a disposizione. Non escludo che possa essere in campo, decidero’ dopo la rifinitura. In campo, da titolare, ci andra’ o Grava o Fernandez”.
- State pensando di rimettere i santini nel tunnel prima di salire sul campo?
“Li avevamo spostati nello spogliatoio proprio per evitare che tutti potessero trarne benefici, avversari inclusi. Ma se ci tenete tanto li rimetteremo lì già con il Chievo”.
- Come mai si punta spesso sul lancio lungo?
“E’ una delle soluzioni a disposizione”.
- Sta pensando al Chelsea?
“E’ una domanda che mi da’ fastidio. Ascoltavo le parole di Marocchi stamattina… Penso solo al Chievo”.
- Inler sarà titolare? Continua ad essere accostato a grandi panchine…
“Ho un contratto fino al 2013, non me ne frega di nient’altro. Ringrazio chi ha fatto i complimenti. Sono 12 anni che sono qua, penso ad andare avanti per la mia strada. Inler giocherà”.
- L’adrenalina scatta perche’ si prende gol?
“Dopo il cazzotto la squadra si scioglie”.
venerdì 10 febbraio 2012
Tifosi non disperate! Siena-Napoli 2-1. E' solo il primo tempo
"L'Italia è un paese sporco, cerca di sanare i suoi debiti emozionando gli scommettitori immergendoli in un lago di sogni. La reclame di un celebre pezzo di Toto Cutugno descrittivo di immagini di un festoso superenalotto, sono la stampa opaca di un paese rozzo. E' un paese ridicolo, di buffoni, di fagocitatori di emozioni. E io invece venderei l'anima al diavolo per tagliare la testa a quel padre che ha ucciso quel bimbo lanciandolo nel Tevere". Torniamo al mondo che conta. Aggie perz un'altra bolletta per colpa del Siena. Il Napoli riesce a superare gli avversari nelle sfide andata e ritorno, perché è come se giocasse due tempi. Gli altri due li passa in un limbo. Non è mia competenza descrivere le mosse geniali e anticipate di Sannino. Però vorrei parlare di Gianluca Grava, vorrei sapere. Dove sia finito, come corre durante gli allenamenti, se è tornato in perfette condizioni, quanto potrebbe aiutarci a ritrovare solidità. Il Napoli è malato. Di una di quelle malattie mentali che necessitano di una cura uditiva nel suono di una Champions league. E' una squadra che un anno fa è andata oltre il suo livello e quest'anno sta rendendo meno. Ad ogni intervento di Campagnaro, qualche compagno di squadra a turno ripeteva: "Grande Hugo, bravo Hugo, ottimo Hugo". Si sentiva spesso. Mazzarri cerca in tutti i modi di evitare di sostituirlo. Se avesse segnato si sarebbe sbloccato. Forse. Gli sono vicino, quel po' che possa contare. Uniamoci tutti. Applaudiamo Campagnaro, sproniamo Maggio, incitiamo Inler e il resto dei ragazzi. Hanno tutti il viso mogio, triste, alcuni si sentono in colpa. Leggeranno anche loro i gruppi dei network, i giornali, i commenti. Si parla di Lippi, Capello, maestri del calcio che di questo Napoli sanno poco. Smettiamola di pensare ad altri, stringiamoci attorno a questa società, stringiamoci per sognare ancora.
Domenico Serra
sabato 3 dicembre 2011
IL DOMENICO SPORTIVO. Serra: “Ode a Grava, capitano silenzioso
Ho sempre visto Grava scorazzare su quella fascia destra con non poche
perplessità. Mai avrei immaginato che si riuscisse a trasformarlo in un
giocatore dalla esplosività impressionante, dall’anticipo del miglior
Britos sommato a Santacroce, dalla forza fisica di un leone tenuto in
criogenizzazione dall’infanzia, come se Mazzarri avesse portato un sosia
fortissimo del modesto terzino laterale conosciuto negli anni
precedenti. Che giocatori che ha fermato Gianluca fino ad un anno fa.
Sono convinto che anche mezzo zoppo, con un tutore, in campo avrebbe
distrutto la concorrenza. Che giocatore. Chi non lo vede ovunque quando
si parla del Lecce? Chi non ha pensato mai che se Grava non si fosse
tranciato il crociato, avremmo vinto lo scudetto? Quando la notte sogno
le ultime sfide dello scorso campionato, con Milan e Udinese, penso a
cosa avrebbe costruito pur di cancellare gli attaccanti… Ora finisce che
Walter, il mago di San Vincenzo, dichiara che vorrebbe schierare in
campo uno tra lui e il sosia di Forlan. Io già non dormo, con tutto il
rispetto per Fideleff, un giocatore che potrebbe tranquillamente fare
quel percorso, ma Grava è veramente il maestro che rispetti anche se non
è severo, un osso del Napoli che non riesci a rosicchiare, il braccio
di chi mette la mente e la mente di chi mette il braccio, il capitano
silenzioso e onesto che nessuno osa contestare, il provinciale da
incoronare Re, il Re che si comporta con la potestà dominante di un
familiare dolce e affettuoso. Lo vorrei in campo, con tutto il mio
cuore, con un occhio a Villareal su una di quelle barche a vela prese in
prestito a “Mascalzone latino” e una immensa canna da pesca, per tirar
su un “sottomarino giallo”, che con o senza accordi arabi, ha il destino
segnato. Ah dimenticavo: “Che giocatore che è Gianluca Grava!”.
Domenico Serra.
Domenico Serra.
venerdì 18 novembre 2011
IL DOMENICO SPORTIVO. Serra: “Non ho mai rimpianto Reja. Il suo calcio mi aveva stancato”
Ne sento parlare molto, come negarlo. Siti
sportivi e riviste, così come la gente per strada, tutti a parlare del
grande Edy. Ho in mente l’immagine di Reja quando ritornammo in serie A,
quegli istanti al Marassi mi riempirono di lacrime. Il suo 3-5-2 resta
nei meccanismi di gioco attuali, i suoi uomini ci hanno consegnato
traguardi assurdi. Eppure un anno fa terzi eravamo noi. Troppe volte
l’ho visto crollare, nei momenti importanti, dalla gestione di Dalla
Bona a quella di Denis, dimenticandoli come Grava e Pazienza. Giocatori
divenuti statuine, patrimoni depauperati per testardaggini tattiche di
dubbio livello.
Il suo è un calcio che mi aveva stancato,
riusciva a dare talmente tanto in casa, distruggendo le grandi come
forse Mazzarri ha saputo fare solo di misura, ma fuori casa era abulico,
non riusciva a trasmettere personalità. Certo parlavamo di un Napoli
più giovane, inesperto. Il suo percorso meraviglioso è presente, ma non
riusciva a tirar fuori il meglio da tutti. Forse è stata la stessa
Napoli ad allontanarlo. Storia vecchia. E’ un braccio di questo Napoli,
innegabile. Ne rivorrei l’uomo, la presenza, il sorriso, lo idealizzo
come lo zio perfetto, ma rimpiangerlo, proprio non ci riesco. Ricordo il
mio di zio dire: “uà, nata vota zazà!”. Odiava Zalayeta. Forse tutto il
mondo lo odiava, tranne Edy.
Oggi la verità è che la Lazio è una squadra
completa, rocciosa, che ha fatto acquisti di grande livello, purtroppo
oggi: gli scarti di campionati tedeschi e francesi, qui fanno la
differenza. Ritengo che la Lazio abbia qualcosa in più, una completezza
di rosa assemblata nel tempo, non so se fatta da Cirio o da presidenti
che non potranno nemmeno entrare allo stadio, sono storie che non mi
riguardano, conta solo la sfida. Che vinca il migliore. Parlavo della
sfida col Manchester…
Domenico Serra.
Azzurrissimo.
giovedì 10 novembre 2011
I muscoli mollicci del parametro zero
Quest’estate urlavo come un matto: Donadel è l’unico dei nuovi acquisti a saper fare perfettamente i movimenti orizzontali; nel calcio di Mazzarri sicuramente si farà spazio. I miei amici ancora ridono. Davide Lippi a noi è noto, non ci ha mai spiegato la “fine calcistica” di Blasi con l’arrivo di Mazzarri, o l’operazione legata ad acquisto e cessione di Daniele Mannini, figuriamoci se ci dia informazioni su Marco.
La società non parla e io rimpiango Pazienza e Yebda, buttati via in squadre minori come Juventus e Granada. Io però l’arrugginita testaccia la aspetto sempre. Sono fiducioso.
Procure e società dovrebbero sempre informare dello stato di salute dei loro giocatori, certo noi non siamo Milanlab, dove un problema d’ortodonzia condizionò l’acquisto di Cissokho; però forse, anche a loro, quando arrivano a parametro zero, si è un po’ superficiali, non si notano certe piccolezze, nemmeno malformazioni atriali.
D’Ippolito ci parla spesso di Gargano, al rientro dalla sosta ci sarà sicuramente. E’ l’unico giocatore del pacchetto del centrocampo che conosce il ripiegamento sui terzini, Inler e Dzemaili ancora hanno qualche piccolo difetto d’ossigeno. Indispensabile.
Fedele e senz’altro il Napoli: Montervino e Maiello, passato e futuro; come del resto anche Paolo e Fabio.
Oggi Grava è un’importante attesa, viene da un infortunio terribile e alla sua età necessita di tempo. Sta trovando gamba in primavera, sogno di ritrovarlo in campo. Ha fatto tanto per portarci in Champions.
Delgado dalle nostre parti ha Martinez e lo sfortunato Britos, un ottimo giocatore. Al rientro farà fatica, ma col 2012 sarà inamovibile. E’ un Santacroce fisico; giocatore di grande livello.
Non so cosa aspettarmi, temo solo che le nazionali ci restituiscano macedonie frullate di muscoli stanchi. Meno male che c’è il mago Walter che di certo non è “Leggero” negli allenamenti, come l’omonimo del Ligabue. Godetevi le nazionali, io spengo la tv e recupero vita sociale aspettando la capitale del regno delle due Sicilie in campo…
Domenico Serra
Fonte:TifoNapoli
domenica 16 ottobre 2011
Antonello Perillo: "Mazzarri ha qualche problema col turnover"
A Verona contro il Chievo mister Mazzarri decise di confermare appena quattro (4) giocatori della squadra che pochi giorni prima aveva splendidamente domato il Milan: il risultato fu un'avvilente e clamorosa sconfitta. Ieri contro il Parma il
pur bravissimo tecnico azzurro ha invece puntato su tutti i
"titolarissimi", nessuno escluso, gettando dal primo minuto in campo
anche i sei (6) giocatori che in settimana erano stato impegnati in
mezzo mondo con le proprie nazionali, per poi aggiungervi pure il
settimo (Zuniga). Una scelta che non ho capito, considerando oltretutto il ravvicinatissimo confronto con il Bayern.
Non ho fatto Coverciano, non ho giocato al calcio professionistico, non
mi consulto con staff sanitario e collaboratori tecnici, e non mi
permetto dunque di paragonare la mia competenza con quella di Mazzarri,
che ho più volte definito uno dei migliori allenatori di tutta la storia
del Napoli. Ma sinceramente mi sembra che il mister abbia qualche problema con la gestione dell'organico che De Laurentiis e Bigon gli hanno messo a disposizione. Uno tra Grava, Fernandez e Fideleff in difesa, uno Dzemaili a centrocampo, uno tra Mascara, Santana e il misterioso Chavez...
Sono buoni, tanto da lanciarne sette insieme all'improvviso, o sono
scarsi, tanto da lasciarli tutti fuori? A mio avviso si potrebbe fare, a
più riprese, nel corso della stagione, un giusto mix di "titolarissimi"
e forze fresche. Perché o tutti (vedi col Chievo)
o nessuno (vedi col Parma)? Magari avremmo perso lo stesso, ma almeno
non starei qui ad arrovellarmi il cervello per capirci qualcosa. Queste
sconfitte contro le "piccole" non le digerisco. Che senso ha battere
Milan e Inter per poi perdere contro Chievo e Parma?
giovedì 8 settembre 2011
CESENA-NAPOLI: tra i convocati non ci sono Grava e Lucarelli
Tra i
convocati per Cesena-Napoli non ci sono Grava, Rinaudo e Lucarelli,
oltre al giovane Dezi, allo squalificato Gargano e agli infortunati
Donadel e Britos. Sorprende la scelta di lasciare fuori, in particolare
Lucarelli, visto che il livornese non può essere utilizzato mercoledì
contro il Manchester City, essendo stato escluso dalla lista Champions.
PORTIERI: De Sanctis, Rosati, Colombo
DIFENSORI: Aronica, Campagnaro, Cannavaro, Fernandez, Fideleff
CENTROCAMPISTI: Dossena, Dzemaili, Hamsik, Inler, Maggio, Zuniga
ATTACCANTI: Cavani, Chavez, Lavezzi, Mascara, Pandev, Santana.
Fonte: azzurrissimo
PORTIERI: De Sanctis, Rosati, Colombo
DIFENSORI: Aronica, Campagnaro, Cannavaro, Fernandez, Fideleff
CENTROCAMPISTI: Dossena, Dzemaili, Hamsik, Inler, Maggio, Zuniga
ATTACCANTI: Cavani, Chavez, Lavezzi, Mascara, Pandev, Santana.
Fonte: azzurrissimo
venerdì 21 gennaio 2011
Lucarelli: "Ero emozionato al San Paolo. Per recuperare ho lavorato 7 ore al giorno per 4 mesi"
Accarezza il ginocchio sinistro.«Dopo l’operazione ho pensato soltanto a vincere la sfida. Stabilirò io quando smettere, non deciderà un infortunio per me». I nove minuti in Coppa Italia contro il Bologna hanno restituito il calcio e il sorriso aLucarelli dopo quattro mesi. «So che giocherei soprattutto se il Napoli si trovasse in difficoltà e allora spero di essere utilizzato il meno possibile».
Martedì gli applausi erano per lei o Lavezzi? «Per lui che usciva, credo. Ne avevo ascoltato altri, poi ho visto Cavani alle mie spalle».
Sensazioni? «Sono abbastanza sfrontato e a questa età mi manca soltanto mangiare il fuoco, però al San Paolo ero emozionato. Ora devo recuperare il ritmo e qui non è facile. Quanto corrono, i nostri: sembrano posseduti. Non sono abituato».
Recupero record a 35 anni. «Ho aggredito la riabilitazione. Per quattro mesi mi sono allenato sette ore al giorno con il fisioterapista Rosario D’Onofrio. Appena arrivato, avrei potuto mai fermarmi per un infortunio dopo 48”? Ho vinto la sfida anche perché sono a Napoli».
Cosa ha trovato qui? «Staff medico e tecnico di prim’ordine. Sostegno di compagni e dirigenti: la società non ha cercato un altro attaccante perché la squadra filava. E poi il clima: il caldo aiuta a superare questi infortuni».
A quando il primo gol? «In altre stagioni fissavo l’obiettivo: magari 20 reti. Qui ho un particolare ruolo, accettato per la stima verso Mazzarri».
Alternativa a Lavezzi e Cavani. «Stare dietro a due così non è un insulto. Accettano i miei consigli, da fratello maggiore».
Sono due fenomeni? «Studiano da fenomeni. Cavani ha numeri straordinari, però impari a gestirsi: corre tanto e a volte sotto porta non è lucido. Lavezzi ha forza fisica abbinata a tecnica e corsa: riesce a fare tre progressioni in pochi minuti, io resterei imballato per un mese».
Da del ”tu” al concittadino Mazzarri? «Del ”lei”: rispetto i ruoli».
Mai litigi tra voi? «C’è un rapporto pulito. Ci siamo anche mandati a quel paese, però raramente c’è stata diversità di vedute».
Al primo posto in classifica c’è Allegri, altro livornese. «Massi è stato mio compagno a Padova. Lui allena, io gioco ancora: mi sono fatto vecchio».
Il Napoli riuscirà a sorpassare il Milan? «Scudetto? Difficile. Sogniamo a fare spenti».
La squadra è da primo posto? «Siamo 23 soldati pronti a tutto. C’è una grande compattezza che spesso ci consente di vincere nei minuti finali. Dal punto di vista tecnico non siamo così inferiori alle big: solo nel Milan, quando esce un attaccante, entra Cassano».
Da fratello maggiore, dia un consiglio ai compagni. «L’ho dato qualche giorno fa: dobbiamo saper vincere e mettere da parte la vittoria. Bisogna aver sempre fame, come Paolo Maldini: vinceva in Champions e voleva subito vincere in campionato. È un salto mentale, è la differenza tra una buona squadra e un’ottima squadra».
Il calcio le piace come vent’anni fa? «In campo sì, certo. Fuori un po’ meno: troppe telecamere, la partita è diventata il Grande fratello».
Solo a 35 anni in una grande piazza: perché? «I miei gol dicono che avrei potuto ambire prima al grande traguardo, ma non piace a tutti chi dice quello che pensa e così si sceglie il ”soldatino”. Ma è meglio il calciatore lobotomizzato e quello con cervello?»
Per il Livorno rinunciò a un miliardo di lire del Torino: lo rifarebbe? «Ho ricevuto applausi per i 120 gol in cinque anni più che per il gesto».
A Livorno è stato sequestrato l’alloggio popolare di sua madre e ha chiuso il «Corriere di Livorno», il suo giornale. «Mia madre, con due figli calciatori in serie A, ha continuato ad abitare in una casa popolare: prima, sembrava un merito. Quanto al giornale, non ero editore: finanziatore fino al 2008, quando sono uscito dalla cooperativa per le eccessive perdite».
Ha capito cos’è il Napoli per Napoli? «I tifosi ci fanno capire cos’è: una forma di riscatto. La città è straordinaria. Penso a quanta solidarietà vi sia qui. Se cadi per terra, ti aiutano a risollevarti; in città del nord c’è chi magari guarda dall’altra parte».
Suo figlio Mattia, 12 anni, gioca nel Posillipo: diventerà calciatore? «Studi anzitutto. Io mi sono fermato alla terza media, la conosco bene perché l’ho fatta due volte. Sono autodidatta».
Lei che farà a fine carriera? «Ho il 12,5 per cento della Carrarese in Seconda divisione. Secondo qualche presidente potrei fare il dirigente, però Mazzarri mi ha fatto innamorare del mestiere di allenatore».
La prima cosa che farebbe in panchina? «Prenderei i due giocatori di una squadra retrocessa. Io vengo dal Livorno, ad esempio».
Allegri, Mazzarri e Lucarelli: tre livornesi avversari un giorno per lo scudetto?«Sarebbe divertente. Però Mazzarri è di San Vincenzo, livornese un po’ annacquato»
domenica 16 gennaio 2011
Napoli, domani Grava a Villa Stuart dal Professor Mariani
Gianluca Grava andrà domani mattina alla Clinica Villa Stuart di Roma dal Professor Mariani. Il difensore azzurro, accompagnato dal Dottor D'Andrea, si sottoporrà ad una visita dopo l'infortunio al ginocchio sinistro (probabile lesione del crociato anteriore del ginocchio sinistro n.d.r). Se Mariani lo riterrà opportuno, Grava sarà operato stesso nella giornata di domani. Lo riferisce il sito ufficiale del Calcio Napoli.
Forza Gianluca siamo tutti con te e ti rivogliamo più forte di prima sei e sarai l'anima di questo Napoli.
Forza Gianluca siamo tutti con te e ti rivogliamo più forte di prima sei e sarai l'anima di questo Napoli.
lunedì 20 settembre 2010
Grava "sono un umile calciatore che si suda sempre la maglia"
Ecco alcune dichiarazioni di Gianluca grava a Radio Marte: "siamo tornati quelli dell'anno scorso abbiamo fatto una grande prestazione e per chi mi ha criticato giovedi e domenica gli dico solo che sono un umile calciatore che suda per la maglia io ogni volta che gioco do sempre il massimo ieri ci siamo tutti sacrificati cominciando dai 3 attacanti a finire con noi difensori Pazienza mi ha impressionato già dall'anno scorso che oltre a giocare da marcatore fa anche l'allenatore in campo ti incita sempre e ti tiene sempre sveglio da molti consigli tattici ed è sempre utile avere calciatori così in squadra, contro il Chievo sarà un altra gara difficile di sicuro sarà dura perchè il chievo agirà d contropiede ma noi saremo pronti e ce la metteremo tutta per vincere giocare in Europa e dispendioso ma noi ce la metteremo tutta e per noi resta un obbietivo importantissimo, siamo un gruppo di grande qualità e pure chi non gioca e al nostro stesso livello, son convinto che giocando così parecchie squadre faranno fatica a giocare contro di noi ma noi dobbiamo rimanere con i piedi per terra e lottare sempre dall'inizio alla fine, un invito hai tifosi spero che vengano in tanti come hanno sempre fatto perche loro sono davvero il 12° uomo in campo.
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