Dalla tribuna Ilaria Puglia:
“Ho un sacco di amici interisti, uno si dichiara addirittura interista maradoniano riconoscendo il genio che è stato Diego. Quando siamo stati superiori noi, lo hanno sempre riconosciuto, persino più di quanto abbia riconosciuto io a volte i loro meriti. Sono forse i tifosi avversari con cui discuto meglio. Prima di venire allo stadio, li ho salutati su Facebook: «Non penserò neanche una volta a voi tra le 20.45 e le 22.45», ho scritto. E così è stato, mentre gustavo il panino con le melenzane a funghetti, mentre godevo delle splendide giocate che i nostri ci regalavano, mentre osservavo stupita la crescita di Inler. Quando Lavezzi ha toccato quella palla ho pensato: «Ecco, adesso o la lancia verso la curva o mi rende felice». E quando quella palla è entrata, mentre in tribuna ci abbracciavamo forte, mi sono venuti in mente proprio loro, i miei amici interisti. Quando tutti insieme, noi del San Paolo abbiamo intonato il coro per il Pocho, mentre sorridevo persino con le sopracciglia, ho pensato a Rossano, Luca, Alfredo. È a loro che dedico il mio sorriso. L’abbiamo meritata. A loro voglio bene, al Napoli di più.”
Fonte: Il Mattino
Visualizzazione post con etichetta Inter. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Inter. Mostra tutti i post
lunedì 27 febbraio 2012
IL DOMENICO SPORTIVO. Serra: “Dobbiamo continuare a recuperare in campionato. E se il terreno del San Paolo non facesse pena saremmo già ai Quarti di Champions”
L’esultanza tra primo e secondo tempo Il Napoli vince alla fine del primo atto. Ma è solo un atto. Quante cose cambiano. Un atto non è sufficiente. E’ come applaudire al cinema, alla fine del primo, mentre scappi per comprare le bomboniere dell’Algida; come credere d’essere usciti dalla competizione della coppa Italia; come dire una settimana prima che Inler è scarso e poi restare in silenzio; un po’ come dire che Gargano è scarsissimo una settimana prima e poi… Resta un concetto. Tre milioni di euro di incasso e il Napoli è ancora sul baratro del dubbio qualificazione per colpa di un campo che fa schifo. Non c’è altro da dire, fa completamente schifo. Problemi idrici, di respirazione geologica, di imprese, di giardinieri. Un giardiniere guadagna molto meno di cento euro al giorno. Molti penseranno all’idiozia delle mie parole, visto che lo stadio è di uno, il giardino di un altro, i tifosi di un altro ancora, la società nemmeno a parlarne… E allora? A Cesena hanno fatto un campo finto perfetto per paura di non riuscire a gestire l’erba. Eppure lottano per la retrocessione. Esigo spiegazioni. Una partita del genere necessita di un campo con un tappeto come un biliardo, perfetto, preciso, livellato, resposivo, drenante. E invece ci appioppano la solita demenziale figura di merda col mondo. Quando eravamo piccoli i falsi rimbalzi, sul mio campetto di terremotati con buche e siringhe, li facevamo ripetere. Erano altri tempi. Ma su quel campetto tutto era concesso. Anche giocare coi palloni bucati. Ci attende un mese di sfide, di sofferenza e di attesa. Ho idolatrato Compagnoni e Mauro, telecronaca d’alto livello; ma anche le immense parole di Vialli, Rossi, Caressa, Ferrara professionisti spesso distanti dal Napoli. La verità è che qualsiasi lettore ora potrebbe pensare che anche il sottoscritto sia cascato nel baratro del pensare al Chelsea invece che all’Inter. E in effetti i quindici minuti tra un tempo e l’altro qui dureranno giorni preziosi, fatti invece di sfide fondamentali per il futuro partenopeo. Dobbiamo continuare a recuperare in campionato, sfasciare il Siena e… E? Rimboccarci le maniche che tra qualche minuto ricomincia il secondo tempo di Chelsea-Napoli. E questa volta, non ci saranno buche, ma nemmeno distinti a cento euro.
domenica 26 febbraio 2012
NAPOLI-INTER 1-0. La vittoria della maturità
Grazie ad una condotta di gara perfetta, il Napoli è riuscito a battere anche l’Inter, conquistando la terza vittoria consecutiva in campionato. Un successo fondamentale in chiave alta classifica, complice anche la sconfitta della Roma. Di Lavezzi la bella rete che ha deciso l’incontro, su assist di uno Dzemaili davvero perfetto come sostituto di Hamsik. Complimenti al Napoli, complimenti a Mazzarri che anche questa volta le ha indovinate tutte.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: avrà pagato il biglietto per assistere alla partita? VOTO: 6
CAMPAGNARO: preferito a Grava, è costretto a giocare con la testa fasciata dopo la terribile botta rimediata contro Drogba. VOTO: 6.5
CANNAVARO: gara giocata con disinvoltura e personalità. Unica pecca, quel Pazzini lasciato tutto solo davanti a De Sanctis all’87°. VOTO: 6.5
ARONICA: gara sufficiente. La sua esplusione poteva, però, essere evitata. VOTO: 6
MAGGIO: punta spesso Nagatomo, mettendolo seriamente in difficoltà. VOTO: 6.5
GARGANO: corre con sagacia, senza sprecare inutilmente energie e soprattutto senza lasciare scoperta la posizione. Bene anche in fase di disimpegno. VOTO: 7
INLER: buona circolazione di palla, effettuata con discreta visione di gioco. Sembra aver ritrovato fiducia nei propri mezzi. Poco preciso nelle conclusioni dalla distanza. VOTO: 7
ZUNIGA: ormai è il titolare vero della fascia sinistra. Insiste troppo nel dribbling, a volte anche per sopperire al fatto di non essere un mancino naturale. VOTO: 6.5
DZEMAILI: la sorpresa della serata. Trova subito la posizione, pur giocando come vice Hamsik. Si propone e si fa vedere dai compagni. Suo il primo tiro della partita, suo lo splendido passaggio smarcante in occasione del gol del Pocho. Va spesso alla conclusione, anche di testa. VOTO: 8
LAVEZZI: segna un gol bello e importantissimo, a coronamento di un’ottima partita. VOTO: 7
CAVANI:si sacrifica molto per allungare la squadra e aprire varchi agli inserimenti di Dzemaili e Lavezzi. Poco ispirato, però, in fase realizzativa. VOTO: 6.5
All. MAZZARRI: il suo Napoli è tornato ad essere una macchina perfetta. Ha avuto ragione lui: Dzemaili perfetto come vice Hamsik. VOTO: 8
Antonello e Luca Perillo
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: avrà pagato il biglietto per assistere alla partita? VOTO: 6
CAMPAGNARO: preferito a Grava, è costretto a giocare con la testa fasciata dopo la terribile botta rimediata contro Drogba. VOTO: 6.5
CANNAVARO: gara giocata con disinvoltura e personalità. Unica pecca, quel Pazzini lasciato tutto solo davanti a De Sanctis all’87°. VOTO: 6.5
ARONICA: gara sufficiente. La sua esplusione poteva, però, essere evitata. VOTO: 6
MAGGIO: punta spesso Nagatomo, mettendolo seriamente in difficoltà. VOTO: 6.5
GARGANO: corre con sagacia, senza sprecare inutilmente energie e soprattutto senza lasciare scoperta la posizione. Bene anche in fase di disimpegno. VOTO: 7
INLER: buona circolazione di palla, effettuata con discreta visione di gioco. Sembra aver ritrovato fiducia nei propri mezzi. Poco preciso nelle conclusioni dalla distanza. VOTO: 7
ZUNIGA: ormai è il titolare vero della fascia sinistra. Insiste troppo nel dribbling, a volte anche per sopperire al fatto di non essere un mancino naturale. VOTO: 6.5
DZEMAILI: la sorpresa della serata. Trova subito la posizione, pur giocando come vice Hamsik. Si propone e si fa vedere dai compagni. Suo il primo tiro della partita, suo lo splendido passaggio smarcante in occasione del gol del Pocho. Va spesso alla conclusione, anche di testa. VOTO: 8
LAVEZZI: segna un gol bello e importantissimo, a coronamento di un’ottima partita. VOTO: 7
CAVANI:si sacrifica molto per allungare la squadra e aprire varchi agli inserimenti di Dzemaili e Lavezzi. Poco ispirato, però, in fase realizzativa. VOTO: 6.5
All. MAZZARRI: il suo Napoli è tornato ad essere una macchina perfetta. Ha avuto ragione lui: Dzemaili perfetto come vice Hamsik. VOTO: 8
Antonello e Luca Perillo
sabato 25 febbraio 2012
Antonello Perillo a Radio Marte: “Fino a tre turni fa non credevo più al terzo posto. E’ un Napoli straordinario”
A Marte Sport Live ha fatto il suo intervento il Vice Capo Redattore del TGR Campania, Antonello Perillo. Ecco quanto evidenziato da Tuttonapoli.net: “Inter? Indubbiamente per il Napoli è un’ occasione straordinaria, battere i nerazzurri vorrebbe allungare su di loro in classifica e metterli per il momento in un angolino. In avanti, tralasciando Milan e Juve, non c’è nessuno di irraggiungibile. Fino a due tre turni fa non ci credevo più di tanto, invece questo Napoli è davvero straordinario. Mazzarri ha fatto un grande lavoro e il presidente sa come motivare i ragazzi”.
MAZZARRI vs RANIERI - “I dati sono tratti da Footballdata. Mazzarri e Ranieri si sono sfidati dieci volte e c’è quasi da non credere ma Ranieri non è mai vinto: 4 le gare vinte da parte del tecnico livornese e 6 invece i pareggi. Nelle ultime 4 occasioni Mazzarri ha sempre vinto, senza subire gol. Il Napoli, numeri alla mano, dovrebbe essere favorito ma non mi fido di questi big-match”.
PRONOSTICO - “Vinciamo 2-0 doppietta di Cavani”.
MAZZARRI vs RANIERI - “I dati sono tratti da Footballdata. Mazzarri e Ranieri si sono sfidati dieci volte e c’è quasi da non credere ma Ranieri non è mai vinto: 4 le gare vinte da parte del tecnico livornese e 6 invece i pareggi. Nelle ultime 4 occasioni Mazzarri ha sempre vinto, senza subire gol. Il Napoli, numeri alla mano, dovrebbe essere favorito ma non mi fido di questi big-match”.
PRONOSTICO - “Vinciamo 2-0 doppietta di Cavani”.
Etichette:
Antonello Perillo,
Cavani,
Inter,
Napoli
domenica 2 ottobre 2011
IL PUNTO DI ANTONELLO PERILLO: "Neppure Gonella questa volta avrebbe salvato l'Inter"
21 marzo 1971, il Napoli
a San Siro si gioca la possibilità di vincere il primo scudetto della
sua Storia. Gli azzurri chiudono il primo tempo meritatamente in
vantaggio con gol di Altafini. L'Inter resta in dieci, per un fallaccio di Burgnich su Umile. Poi
accade qualcosa che ancora oggi fa piangere di rabbia chi tifa per i
colori azzurri. Non lo racconto io, che all'epoca avevo appena dieci
anni, ma lo faccio raccontare a Sandro Mazzola, all'epoca bandiera dell'Inter. Ecco quanto Mazzola racconta (fonte Repubblica.it): "Finito il primo tempo, mentre i compagni sono nello spogliatoio, io mi dirigo in quello dell'arbitro Gonella.
Entro come una furia e lo aggredisco verbalmente. Rammento di avergli
detto che non poteva arbitrare in quel mondo, che ci stava penalizzando
gravemente e di aver usato qualche espressione colorita il cui senso
era: o si dà una regolata o da San Siro usciamo tutti fritti: noi,
perché perdiamo partita e scudetto e lei, perché con il suo arbitraggio
sarà stato il principale responsabile della sconfitta". Nel secondo
tempo cambiò tutto. L'Inter prima pareggio con un rigore letteralmente
inventato, poi, grazie ad una direzione di gara a senso unico, riuscì
addirittura a battere un Napoli frastornato e umiliato
dall'atteggiamento del signor Gonella. E oggi Moratti figlio si permetteva di mettere in dubbio i meriti dello squadrone di De Laurentiis e Mazzarri? Il signor Rocchi avrà senza dubbio sbagliato nel concedere il rigore, ma i due cartellini a Obi c'erano, così come l'invasato Julio Cesar e il volgare Maicon andavano
cacciati dal campo. L'Interetta travolta dal Napoli meritava di finire
la partita in nove. Andatevi a rivedere che cosa ha detto Maicon, da
dietro, nell'orecchio a Rocchi. L'arbitro ha fatto finta di non sentire.
A me sembra che il brasiliano gli abbia urlato: "Bastardo!". Gli errori
arbitrali fanno parte del gioco, ma solo quando fa comodo a loro? E
vogliamo farlo un paragone tra quella partita di quarant'anni fa e
questa di oggi? All'epoca si scontravano due squadre di pari forza e che
stavano dominando il campionato; questa volta, invece, a San Siro si è
visto uno squadrone azzurro affondare una barchetta meneghina che faceva
acqua da tutte le parti. Avrebbe potuto arbitrare finanche Gonella:
l'Inter sarebbe stata massacrata lo stesso.
Antonello Perillo
Antonello Perillo
venerdì 30 settembre 2011
IL DOMENICO SPORTIVO. Serra "C'è in gioco lo scettro del potere calcistico"
La mia mente è divisa tra uno splendido film di Eduardo De Filippo del 1953 e un Teo Teocoli che interpreta Felice Caccamo festeggiante il Napoli vincente a Milano contro l'Inter
nel 1994. Tutti sanno che sono passati diciassette anni dall'ultima
vittoria, ostinandoci a parlare di questa società come se fosse
secolare. Io vorrei invece che l'azienda s.s.c. Napoli sia storicamente
considerata dalla sua nascita, senza parlare di un passato roseo o
triste, ereditando elogi, vittorie e debiti, che il nostro buon Aurelio
non ha accumulato in sette anni di storia. Vorrei leggere: s.s.c. Napoli
2004.
La gente per strada sente il bisogno di andare avanti; la gente vuole vincere per non pensare; la gente è stanca anche di Diego. E io mi fermo e li osservo: come ucciderebbero per una precedenza sbagliata; come utilizzano i clacson delle loro auto per compensare irragionevoli squilibri emotivi soprattutto appena scatta un semaforo verde; come la sera ogni famiglia si riunisce attorno ad un tavolo e fa di tutto pur di non ridere; come nessuno ha più voglia di comunicare perché pensa che il linguaggio verbale sia su un social network; come fanno di tutto per cercare qualcosa pur di non pensare ai debiti, al dolore, alla sofferenza, alla disoccupazione, alla recessione. Viviamo anni culturalmente bui.
E qui che il calcio Napoli ci salva, una speranza diventata filosofia, un meccanismo comunicativo che ci fa sfogare, ci dona serenità. Vedo la gente distesa; una maglia azzurra su un bimbo o il racconto di un goal di Cavani, uniscono qualsiasi classe sociale. E grazie ad Aurelio De Laurentis questa città sta risorgendo, mentre un'Italia stanca muore nel vortice dei legami col passato. Claudio Ranieri è l'emblema inverso di questa rappresentazione, il viaggio dello stilizzato inglese inciampato in un romano stretto e versatile. E' il concetto morattiano di un calcio arcaico, dove l'innovazione Benitez-gasperiniana non è accettata né dai giocatori, né da una società che oggi si sente rappresentata da traghettatori; stanca mentalmente, metaforizzabile nella classica parola: fine di un ciclo. Walter Mazzarri è parte di un altro obiettivo, che ha coinvolto una metropoli, un paese, una regione, un Regno.
Lecito avere dubbi sull'esito di Inter - Napoli. Partita imprevedibile. L'Inter ha dei problemi atletici e non regge novanta minuti; Ranieri farà una partita difensiva per poi ripartire, sceglierà il rombo forse; forse il Napoli cercherà di alzare i ritmi, di stancarli, oserà rischiando di perdere, forse perderà giocando a testa alta nel silenzio di un Meazza conscio del cambio di mano dello scettro del potere calcistico. Personalmente vorrei vedere Grava riequilibrare sfide uruguaiane probabilmente ferme a Forlan contro Gargano. Aspettando che Mazzarri riassembli lo spezzatino di un grande giocatore di nome Goran Pandev che il calcio, lo sport senza memoria, ha già dimenticato, mi affido ad una infettabile insonnia calcistica che ha già contagiato tutti. Che vinca il migliore, guidato da designazioni arbitrali storicamente senza “fortuna”.
Fonte: Azzurrissimo
La gente per strada sente il bisogno di andare avanti; la gente vuole vincere per non pensare; la gente è stanca anche di Diego. E io mi fermo e li osservo: come ucciderebbero per una precedenza sbagliata; come utilizzano i clacson delle loro auto per compensare irragionevoli squilibri emotivi soprattutto appena scatta un semaforo verde; come la sera ogni famiglia si riunisce attorno ad un tavolo e fa di tutto pur di non ridere; come nessuno ha più voglia di comunicare perché pensa che il linguaggio verbale sia su un social network; come fanno di tutto per cercare qualcosa pur di non pensare ai debiti, al dolore, alla sofferenza, alla disoccupazione, alla recessione. Viviamo anni culturalmente bui.
E qui che il calcio Napoli ci salva, una speranza diventata filosofia, un meccanismo comunicativo che ci fa sfogare, ci dona serenità. Vedo la gente distesa; una maglia azzurra su un bimbo o il racconto di un goal di Cavani, uniscono qualsiasi classe sociale. E grazie ad Aurelio De Laurentis questa città sta risorgendo, mentre un'Italia stanca muore nel vortice dei legami col passato. Claudio Ranieri è l'emblema inverso di questa rappresentazione, il viaggio dello stilizzato inglese inciampato in un romano stretto e versatile. E' il concetto morattiano di un calcio arcaico, dove l'innovazione Benitez-gasperiniana non è accettata né dai giocatori, né da una società che oggi si sente rappresentata da traghettatori; stanca mentalmente, metaforizzabile nella classica parola: fine di un ciclo. Walter Mazzarri è parte di un altro obiettivo, che ha coinvolto una metropoli, un paese, una regione, un Regno.
Lecito avere dubbi sull'esito di Inter - Napoli. Partita imprevedibile. L'Inter ha dei problemi atletici e non regge novanta minuti; Ranieri farà una partita difensiva per poi ripartire, sceglierà il rombo forse; forse il Napoli cercherà di alzare i ritmi, di stancarli, oserà rischiando di perdere, forse perderà giocando a testa alta nel silenzio di un Meazza conscio del cambio di mano dello scettro del potere calcistico. Personalmente vorrei vedere Grava riequilibrare sfide uruguaiane probabilmente ferme a Forlan contro Gargano. Aspettando che Mazzarri riassembli lo spezzatino di un grande giocatore di nome Goran Pandev che il calcio, lo sport senza memoria, ha già dimenticato, mi affido ad una infettabile insonnia calcistica che ha già contagiato tutti. Che vinca il migliore, guidato da designazioni arbitrali storicamente senza “fortuna”.
Fonte: Azzurrissimo
Etichette:
Azzurrissimo,
Domenico Serra,
Inter,
Napoli
venerdì 13 maggio 2011
De Laurentiis: "Mi aspetto una gara memorabile e un Pocho frenetico. Hamsik all'Inter? Ecco la verità"
Aurelio De Laurentiis parla ai microfoni di Marte Sport Live: "Mi auguro che i miei giocatori facciano una partita memorabile e conquistare quello che ci serve per entrare dalla porta principale alla Champions League senza i preliminari che sconvolgerebbero tutti i programmi. I tifosi sono stati fantastici con i loro comportamenti e mi hanno fatto un regalo incredibile. Il pubblico è già in Europa come mentalità, questo è un valore aggiunto della nostra gente. Li ringrazio e dico loro che sono straordinari". Il San Paolo, invece, lo è un po' meno: "Si può fare molto per migliorarlo. Ci vuole una maggiore partecipazione da parte del Comune in base agli impegni contrattuali non solo in essere ma anche del futuro. Per questo mi sono permesso di parlare di Lettieri, lui ha immediatamente capito l'importanza di un impianto per far crescere a livello mondiale Napoli. Ne abbiamo parlato a lungo in maniera approfondita, lui è un imprenditore: ha capito le mie esigenze. Con le idee si va ovunque e bisogna individuare quelle valide. Non parlo di politica, ma guardo gli uomini e loro idee. Napoli deve adeguarsi al più presto alle grandi metropoli europee". Il Napoli ha sempre collezionato belle prestazioni con l'Inter: "Mi aspetto un Pocho frenetico come prima punta, vedremo chi completerà il tridente. Lasciamo la scelta a Mazzarri, è uno che sa il fatto suo, nessuno conosce bene questa squadra come lui. Sono in una botte di ferro e dormo sonni tranquilli. Anche i tifosi lo devono essere. Tagliarmi la barba per la Champions? Se me lo chiede la gente, non c'è problema. Raggiungiamo diecimila consensi e lo faccio". Berlusconi ha detto che Hamsik non si tocca: "Evidentemente mi conosce bene, sa che sono coerente nelle mie scelte, mi fa piacere perché Berlusconi mi conosce bene". De Laurentiis analizza anche il suo rapporto con Moratti: "E' un signore con il quale condividiamo mentalità, stile e progettualità di un calcio diverso. Anche lui si rende conto che qualcosa deve cambiare per il fair play. Si sta muovendo in tal senso e sta vincendo tanto. Il secondo posto dei nerazzurri non è mica un fallimento. Dobbiamo capire che non giochiamo da soli. Non si può vincere sempre". Siani ha detto che la Juve dopo Quagliarella e Mazzarri punterà su De Laurentiis: "Mi fa molto ridere, io sono sempre a Napoli, la Mole Antoneliana la lasciamo ad altri, c'è la famiglia Agnelli".
lunedì 21 marzo 2011
La volata scudetto a tre? L'ultima volta vinse la terza
ROMA, 21 marzo - Il Milan che sbriciola il suo cospicuo vantaggio ma è comunque battistrada, l'Inter che nell"erà Leonardo corre a perdifiato e confida nel derby, il Napoli sornione che è sempre in zona dopo una leggera flessione e ritrova i gol di Cavani. Il trio scudetto sa che mancano otto turni alla fine e tutti i giochi sono possibili, e perfino l'Udinese, a -6 dal vertice, non smette di farci un pensierino.
E' CORSA A TRE PER LO SCUDETTO - La serie A sfodera uno dei suoi finali migliori, da batticuore. Per la terza volta da quando ci sono i tre punti a vittoria - dal 1994/95 ad oggi - lo scudetto si deciderà con una volata a tre. Il Milan dopo 30 giornate comanda la serie A con 62 punti, l'Inter insegue a -2, il Napoli a -3. La situazione si è creata grazie alla straordinaria rimonta dell'Inter, che con Leonardo in panchina ha messo insieme 37 punti in 15 partite (12 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte il bilancio, con media punti-partita di 2,47), non tanto per il rallentamento del Milan, che comunque da Natale ad oggi ha perduto la prima partita di campionato sabato a Palermo e che in 13 giornate ha totalizzato 26 punti (7 vittorie, 5 pareggi ed 1 sconfitta lo score rossonero), alla media di 2 netti a partita, una media tipica per chi deve vincere lo scudetto.
I PRECEDENTI - Il Milan, è vero, aveva +13 sui cugini nerazzurri a Natale, ma il dato era inficiato dal fatto che l'Inter, per la partecipazione al Mondiale per club, aveva dovuto rinviare le gare della 16/a e 17/a giornata contro Cesena (in casa) e Fiorentina (al Franchi) che sono state recuperate nel 2011 sotto la gestione Leonardo e non più sotto quella di Benitez. I due precedenti campionati di serie A che vedevano a 8 giornate dalla fine una situazione praticamente analoga a quella odierna sono quelli del 1997/98 (Juventus 54, Inter 53 e Lazio 52 a 720' dalla fine del torneo, con Juventus laureatasi campione d'Italia a 74 punti, Inter seconda a 69 e Lazio finita addirittura settima a quota 56) e del 2001/02 (Roma e Inter al comando con 53, Juventus inseguitrice a 52 e bianconeri campioni d' Italia con 71 punti davanti a Roma 70 e Inter 69, con i nerazzurri partiti in testa a 90' dalla fine e 'suicidatisì con il 2-4 all'Olimpico contro la Lazio nell'ultima giornata). Dopo tanti testa a testa a due il discorso scudetto si allarga, crescono le attese e si moltiplicano i tifosi che sperano nel tricolore.
E' CORSA A TRE PER LO SCUDETTO - La serie A sfodera uno dei suoi finali migliori, da batticuore. Per la terza volta da quando ci sono i tre punti a vittoria - dal 1994/95 ad oggi - lo scudetto si deciderà con una volata a tre. Il Milan dopo 30 giornate comanda la serie A con 62 punti, l'Inter insegue a -2, il Napoli a -3. La situazione si è creata grazie alla straordinaria rimonta dell'Inter, che con Leonardo in panchina ha messo insieme 37 punti in 15 partite (12 vittorie, 1 pareggio e 2 sconfitte il bilancio, con media punti-partita di 2,47), non tanto per il rallentamento del Milan, che comunque da Natale ad oggi ha perduto la prima partita di campionato sabato a Palermo e che in 13 giornate ha totalizzato 26 punti (7 vittorie, 5 pareggi ed 1 sconfitta lo score rossonero), alla media di 2 netti a partita, una media tipica per chi deve vincere lo scudetto.
I PRECEDENTI - Il Milan, è vero, aveva +13 sui cugini nerazzurri a Natale, ma il dato era inficiato dal fatto che l'Inter, per la partecipazione al Mondiale per club, aveva dovuto rinviare le gare della 16/a e 17/a giornata contro Cesena (in casa) e Fiorentina (al Franchi) che sono state recuperate nel 2011 sotto la gestione Leonardo e non più sotto quella di Benitez. I due precedenti campionati di serie A che vedevano a 8 giornate dalla fine una situazione praticamente analoga a quella odierna sono quelli del 1997/98 (Juventus 54, Inter 53 e Lazio 52 a 720' dalla fine del torneo, con Juventus laureatasi campione d'Italia a 74 punti, Inter seconda a 69 e Lazio finita addirittura settima a quota 56) e del 2001/02 (Roma e Inter al comando con 53, Juventus inseguitrice a 52 e bianconeri campioni d' Italia con 71 punti davanti a Roma 70 e Inter 69, con i nerazzurri partiti in testa a 90' dalla fine e 'suicidatisì con il 2-4 all'Olimpico contro la Lazio nell'ultima giornata). Dopo tanti testa a testa a due il discorso scudetto si allarga, crescono le attese e si moltiplicano i tifosi che sperano nel tricolore.
venerdì 7 gennaio 2011
Mazzarri: "Voglio più cattiveria. Siamo orgogliosi, ora abbiamo una motivazione in più per fare bene"
Il tecnico del Napoli, Walter Mazzarri, intevenuto ai microfoni di Mediaset Premium, ha rilasciato alcune dichiarazioni al termine della gara. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli: “Avevamo di fronte una squadra completamente rigenerata. Non a caso io stesso ho definito gli undici titolari dei fenomeni. Le giocate dei singoli hanno fatto la differenza. Già da domani parlerò ai ragazzi e dirò loro cosa mi è piaciuto e cosa no. Bisogna essere più cinici e cattivi e sciupare molto meno. Siamo partiti contratti; non era facile raddrizzare la partita dopo il doppio vantaggio degli avversari”.
Crede che questa sconfitta spinga i giocatori a dare il meglio di sé nella supersfida con la Juventus?: “Lo spero. Noi siamo orgogliosi. Dopo una partita andata male, cerchiamo di rifarci immediatamente”.
La squadra spesso si affida alla trazione anteriore del suo tridente offensivo. E se si tentasse la strada del centrale di centrocampo che sappia rendersi pericoloso con gli inserimenti?: ”Non è facile trovare un giocatore con queste caratteristiche, specie nella sessione di gennaio. Certi acquisti riescono meglio se messi a punto nel mercato estivo. Se poi dovesse capitare l’occasione, ben venga”.
Crede che questa sconfitta spinga i giocatori a dare il meglio di sé nella supersfida con la Juventus?: “Lo spero. Noi siamo orgogliosi. Dopo una partita andata male, cerchiamo di rifarci immediatamente”.
La squadra spesso si affida alla trazione anteriore del suo tridente offensivo. E se si tentasse la strada del centrale di centrocampo che sappia rendersi pericoloso con gli inserimenti?: ”Non è facile trovare un giocatore con queste caratteristiche, specie nella sessione di gennaio. Certi acquisti riescono meglio se messi a punto nel mercato estivo. Se poi dovesse capitare l’occasione, ben venga”.
Intervenuto ai microfoni di Radio Marte, il tecnico aggiunge: "Sono stati più concreti di noi. Non abbiamo saputo sfruttare al meglio le occasioni che avevamo costruito e ne abbiamo pagato lo scotto. L'Inter è una signora squadra e come tale difficilmente sbaglia sotto porta.Ecco perché parlo ancora di crescita. Sotto questo profilo c’è da lavorare per colmare il gap con le grandi”.
mercoledì 5 gennaio 2011
Mazzarri: Il Napoli fa paura I fucili sono puntati contro
NAPOLI, 5 gennaio - Walter Mazzarri parla alla vigilia della sfida con l’Inter: «Abbiamo già dimostrato che questa squadra è cresciuta tanto a livello di mentalità. Tanti gli ostacoli superati anche il turno in Europa League. Al di là di quello che succederà con Inter e Juventus, il processo di crescita c’è stato. Se poi riuscissimo a chiudere il girone d’andata con qualcosa d’importante, saremmo ancora più avanti rispetto a quello che ci eravamo prefissati. Io penso soprattutto alle prestazioni».
IL COLLEGA - Sulla panchina dell’Inter debutta Leonardo: «Ho avuto il piacere di conoscerlo e ho apprezzato l’intelligenza dell’uomo. E’ un giovane, lo stimo tanto, sta in quest’ambiente al meglio e si fa apprezzare da tutti. I giocatori lo hanno accolto nel migliore dei modi. La spinta psicologica è importante e non dimentichiamo che l’Inter ha appena vinto il Mondiale per Club. L’ostacolo sarà difficilissimo, hanno recuperato giocatori importanti».
LE SORPRESE - C’è un’incognita in più: «Vedremo cosa proporrà Leonardo. I meccanismi difensivi per noi sono fondamentali per la nostra manovra offensiva. Non sappiamo cosa farà, sicuramente avrà introdotto qualche novità. Vedremo se stravolgerà tutto oppure se farà un compromesso rispetto al passato. Sono convinto che si farà consigliare anche un po’ dai senatori per trovare l’assetto giusto. L’Inter ha una rosa di fenomeni, i giocatori possono risolvere sempre la partita da soli. La nostra identità è abbastanza precisa».
LA PARTITA - Il Napoli è pronto: «Siamo una squadra in salute, felice e contenta di quello che ha fatto. L’unica variabile è la sosta lunga e magari tutti gli elogi possono inconsciamente creare problemi. Noi non dobbiamo mai perdere la nostra umiltà, io e i miei collaboratori lavoriamo su questo aspetto». Lavezzi dovrebbe partire titolare: «Dovrebbe giocare dall’inizio. Non lo tengo in panchina, lo verifico anche oggi. Siamo abbastanza camaleontici, lui e Cavani possono scambiarsi la posizione di prima punta. Dobbiamo essere coscienti della nostra forza e fare sempre il nostro gioco quando siamo in possesso palla. Sono sedici anni che non facciamo un risultato positivo con l’Inter, essere qui per giocarsela è già un grande traguardo». Possibile la conferma di Grava in difesa: «E’ un co-titolarissimo, con il Lecce è stato decisivo, ha salvato un gol prima della prodezza di Cavani. Voglio fare un elogio perché se lo merita. Non ho ancora deciso, è uno dei dubbi che ho nel reparto arretrato. Ho l’imbarazzo della scelta e questo aspetto mi piace molto».
IL MERCATO - Gennaio è anche il mese del mercato: «Non credo che le partite con Inter e Juve siano decisive per il mercato. Non cambia molto lo scenario, sono sempre sei punti in palio e questo campionato ha dimostrato che si possono sempre recuperare. Abbiamo già 33 punti e siamo oltre le migliori aspettative di inizio stagione». I tifosi hanno entusiasmo: «Ma sono anche molto intelligenti, hanno capito che stiamo facendo qualcosa di straordinario, noi ovviamente non ci accontentiamo mai e speriamo di fare di più. Siamo una bella realtà e abbiamo bruciato le tappe. Il pareggio? Non firmo mai per un pari alla vigilia della partita, dobbiamo giocarcela con tutti e spero di ritrovare l’atteggiamento della mia squadra».
CONSIDERAZIONI - Arbitrerà Rocchi: «Ho fiducia in lui, mi auguro che applichi il regolamento senza alcun tipo di problema. Comunque è una garanzia». Chiusura sulle dichiarazioni di Donadoni che ha criticato fortemente Mazzarri: «E’ un mondo dove gravitano tante persone. Ci sono professionisti di spessore. Dico che questo Napoli comincia ad essere temuto, i nemici sono venuti allo scoperto. Non conosco personalmente Donadoni e possiamo valutarci solo da un punto di vista professionale. Sono state dette tante menzogne: quando sono arrivato, ho pensato al lavoro della mia squadra. Non ho mai criticato il suo operato. Ma a livello personale, non prendo lezioni da nessuno e non mi sento inferiore – a livello di spessore umano – a nessuno, figuriamoci a Donadoni. Io più esperto di Guardiola? Ho grande rispetto del professionista. L’esperienza – però - è un dato di fatto e sono da tanto nel mondo del calcio. Ho detto solo questo. L’importante è non strumentalizzare certe cose per colpire il Napoli. Evidentemente facciamo paura e io sono soddisfatto. Il difficile viene adesso, i fucili sono puntati da tutte le parti, a me fa piacere, io mi sto divertendo e spero che la squadra capisca questo spirito». Parole che fanno rima con Mourinho: «Ho detto che non voglio somigliare nessuno. L’allenatore è un artista che studia il suo progetto tattico».
IL COLLEGA - Sulla panchina dell’Inter debutta Leonardo: «Ho avuto il piacere di conoscerlo e ho apprezzato l’intelligenza dell’uomo. E’ un giovane, lo stimo tanto, sta in quest’ambiente al meglio e si fa apprezzare da tutti. I giocatori lo hanno accolto nel migliore dei modi. La spinta psicologica è importante e non dimentichiamo che l’Inter ha appena vinto il Mondiale per Club. L’ostacolo sarà difficilissimo, hanno recuperato giocatori importanti».
LE SORPRESE - C’è un’incognita in più: «Vedremo cosa proporrà Leonardo. I meccanismi difensivi per noi sono fondamentali per la nostra manovra offensiva. Non sappiamo cosa farà, sicuramente avrà introdotto qualche novità. Vedremo se stravolgerà tutto oppure se farà un compromesso rispetto al passato. Sono convinto che si farà consigliare anche un po’ dai senatori per trovare l’assetto giusto. L’Inter ha una rosa di fenomeni, i giocatori possono risolvere sempre la partita da soli. La nostra identità è abbastanza precisa».
LA PARTITA - Il Napoli è pronto: «Siamo una squadra in salute, felice e contenta di quello che ha fatto. L’unica variabile è la sosta lunga e magari tutti gli elogi possono inconsciamente creare problemi. Noi non dobbiamo mai perdere la nostra umiltà, io e i miei collaboratori lavoriamo su questo aspetto». Lavezzi dovrebbe partire titolare: «Dovrebbe giocare dall’inizio. Non lo tengo in panchina, lo verifico anche oggi. Siamo abbastanza camaleontici, lui e Cavani possono scambiarsi la posizione di prima punta. Dobbiamo essere coscienti della nostra forza e fare sempre il nostro gioco quando siamo in possesso palla. Sono sedici anni che non facciamo un risultato positivo con l’Inter, essere qui per giocarsela è già un grande traguardo». Possibile la conferma di Grava in difesa: «E’ un co-titolarissimo, con il Lecce è stato decisivo, ha salvato un gol prima della prodezza di Cavani. Voglio fare un elogio perché se lo merita. Non ho ancora deciso, è uno dei dubbi che ho nel reparto arretrato. Ho l’imbarazzo della scelta e questo aspetto mi piace molto».
IL MERCATO - Gennaio è anche il mese del mercato: «Non credo che le partite con Inter e Juve siano decisive per il mercato. Non cambia molto lo scenario, sono sempre sei punti in palio e questo campionato ha dimostrato che si possono sempre recuperare. Abbiamo già 33 punti e siamo oltre le migliori aspettative di inizio stagione». I tifosi hanno entusiasmo: «Ma sono anche molto intelligenti, hanno capito che stiamo facendo qualcosa di straordinario, noi ovviamente non ci accontentiamo mai e speriamo di fare di più. Siamo una bella realtà e abbiamo bruciato le tappe. Il pareggio? Non firmo mai per un pari alla vigilia della partita, dobbiamo giocarcela con tutti e spero di ritrovare l’atteggiamento della mia squadra».
CONSIDERAZIONI - Arbitrerà Rocchi: «Ho fiducia in lui, mi auguro che applichi il regolamento senza alcun tipo di problema. Comunque è una garanzia». Chiusura sulle dichiarazioni di Donadoni che ha criticato fortemente Mazzarri: «E’ un mondo dove gravitano tante persone. Ci sono professionisti di spessore. Dico che questo Napoli comincia ad essere temuto, i nemici sono venuti allo scoperto. Non conosco personalmente Donadoni e possiamo valutarci solo da un punto di vista professionale. Sono state dette tante menzogne: quando sono arrivato, ho pensato al lavoro della mia squadra. Non ho mai criticato il suo operato. Ma a livello personale, non prendo lezioni da nessuno e non mi sento inferiore – a livello di spessore umano – a nessuno, figuriamoci a Donadoni. Io più esperto di Guardiola? Ho grande rispetto del professionista. L’esperienza – però - è un dato di fatto e sono da tanto nel mondo del calcio. Ho detto solo questo. L’importante è non strumentalizzare certe cose per colpire il Napoli. Evidentemente facciamo paura e io sono soddisfatto. Il difficile viene adesso, i fucili sono puntati da tutte le parti, a me fa piacere, io mi sto divertendo e spero che la squadra capisca questo spirito». Parole che fanno rima con Mourinho: «Ho detto che non voglio somigliare nessuno. L’allenatore è un artista che studia il suo progetto tattico».
Etichette:
Corriere dello sport,
Inter,
Lavezzi,
Mazzarri
sabato 11 settembre 2010
Anticipi serie A: vince l'Inter a sorpresa perdono Roma e Milan.
Grandi sorprese negli anticipi della 2 giornata di serie A nel pomeriggio l'Inter di Rafa Benitez vince a fatica 2-1 su un Udinese in gran forma e solo grazie ad un rigore sbagliato da Eto ma poi andato in gol sulla ribbatuta a consetito alla squadra nerazzurra di vincere in ombra Milito.
Ma le grandi sorprese sono arrivate dai posticipi con le vittorie di Cagliari 5-1 sulla Roma e Cesena 2-0 sul Milan. Al Sant'Elia Roma in 10 per tutta la ripresa e buona parte del primo tempo per un espulsione subita da Burdisso che ha atterrato Conti in area costringedolo ad uscire in barrella.
A Cesena la squadra di casa davvero in gran forma Milan che arrivava in ritardo su ogni pallone Ibrahimovic a sbagliato anche un rigore al 85 minuto tirando sul palo alla sinistra di Antonioli.
Ed ecco che a volte i soldi non fanno la felicità tutto il Cesena e costato meno dello stipendio di Ibrahimovic ed e per questo che bisogna avere fiducia della nostra squadra bisogna lottare su ogni pallone e sudarsi la maglia per vincere e farsi amare dai tifosi e cosi facendo se qualche volta andrà male lo stadio sarà pronto ad applaudire.
Come commentate i risultati di stasera?
Ma le grandi sorprese sono arrivate dai posticipi con le vittorie di Cagliari 5-1 sulla Roma e Cesena 2-0 sul Milan. Al Sant'Elia Roma in 10 per tutta la ripresa e buona parte del primo tempo per un espulsione subita da Burdisso che ha atterrato Conti in area costringedolo ad uscire in barrella.
A Cesena la squadra di casa davvero in gran forma Milan che arrivava in ritardo su ogni pallone Ibrahimovic a sbagliato anche un rigore al 85 minuto tirando sul palo alla sinistra di Antonioli.
Inter - Udinese 2-1 7' Lucio 30' Di Natale 67'Eto'o
Cesena - Milan 2-0 31' Bogdani 44' Giaccherini
Cagliari - Roma 5-1 8' Conti 18' De Rossi 23' Matri (rigore) 38' Acquafresca 47' Matri 88' Lazzari.
Ed ecco che a volte i soldi non fanno la felicità tutto il Cesena e costato meno dello stipendio di Ibrahimovic ed e per questo che bisogna avere fiducia della nostra squadra bisogna lottare su ogni pallone e sudarsi la maglia per vincere e farsi amare dai tifosi e cosi facendo se qualche volta andrà male lo stadio sarà pronto ad applaudire.
Come commentate i risultati di stasera?
Iscriviti a:
Post (Atom)









