Il Napoli torna alla vittoria. Mentre mangio Fonzies durante una nuova
dieta; mentre mio padre beve un gustoso Tavernello; mentre mio zio
chiama dozzine di volte con uno di quei servizi voip economici che danno
solo fastidio e non si sente nulla; mentre in campo parte titolare un
campione con la fascia di capitano e il nome Gianluca sulla carta
d'identità. E' un Napoli concentrato, che gioca novanta minuti. Con una
serietà e una umiltà d'altre categorie; cancella le statistiche delle
sfide contro il Chievo e diventa serio. Grava stratosferico, cattivo,
serio, responsivo. Il campione venuto dalla tribuna. Sarà difficile
abituarci ad una partita senza Gravatar. Britos, un altro elemento
impressionante. Oltre al goal, porta una tecnica e centimetri che
mancavano da tempo. Molti rimpiangono il ragazzino dal grande futuro
chiamato Fernandez. Quant'è forte questo Napoli, quanto sono importanti i
santini, quanti avevano decapitato Mazzarri e company? Diamo tempo ai
nostri campioni. C'è tempo per recuperare. E ora andiamo a vincere a
Firenze.
Walter Mazzarri torna a considerarle tutte finali, su questo siamo
d'accordo. E Inler? Inler non ha prezzo. Ricordiamolo nei momenti bui
del nostro tifo cieco.
Domenico Serra.
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martedì 14 febbraio 2012
lunedì 13 febbraio 2012
NAPOLI-CHIEVO 2-0. Un Napoli tonico e concentrato torna a respirare aria d’Europa
Un Napoli tonico e concentrato batte senza discussioni il Chievo e torna a respirare aria d’Europa. Complici anche le sconfitte di Inter, Udinese e Roma, gli azzurri vedono almeno in parte riaperta la speranza di lottare per un posto Champions e comunque, a prescindere dal cammino in Coppa Italia, sono in piena lotta per un piazzamento in Euro League. Ottime le scelte di Mazzarri, a cominciare dal ritorno come titolare di un Grava davvero in gran forma.
LE FORMAZIONI. Campagnaro, Maggio, Dzemaili e Pandev in panchina; dentro Grava, Britos, Inler e Lavezzi. Queste le novità rispetto alla squadra che Mazzarri aveva inizialmente proposto in Coppa Italia a Siena. Il Chievo in attacco punta sulla velocità di Pellissier e Paloschi.
PRIMO TEMPO. Il Napoli inizia controllando il gioco. La prima vera occasione si tramuta subito in gol. E’ il 14°: calcio d’angolo, inserimento di Britos che di testa insacca. Poi è Cavani che tenta il tiro al volo, ma il tiro è respinto da un avversario. Azzurri tonici, con Inler in ripresa e i tre tenori che fanno molto movimento senza palla. Al 30° si fa vivo il Chievo, con un tiro dal limite di Pellissier, neutralizzato senza difficoltà da De Sanctis. Al 37° arriva il raddoppio azzurro che porta la firma di Cavani, che trasforma un rigore da lui stesso procurato al termine di una splendida azione iniziata da Lavezzi e rifinita da Hamsik. La reazione del Chievo si manifesta con un insidioso tiro di Sardo, parato da De Sanctis.
SECONDO TEMPO. Nella ripresa deve essere il Chievo a recuperare, ma sono Gargano e Inler ad andare vicini al gol, con due tiri dalla distanza. Poi il Napoli riesce a controllare il risultato, tenendo palla e chiudendo bene sugli avversari. Vittoria fondamentale. In un botto solo gli azzurri hanno recuperato 3 punti su Udinese, Inter e Roma.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: serata tranquilla, a parte un paio di interventi. VOTO: 6
GRAVA: richiamato alle armi quasi a furor di popolo azzurro, l’inossidabile Gianluca sfodera un partitone sotto il profilo della concentrazione e della carica agonistica. Bravo negli anticipi e attento nelle diagonali difensive. VOTO: 7.5
ARONICA: schierato come regista difensivo al posto dello squalificato Cannavaro se la cava col consueto mestiere. VOTO: 6
BRITOS: ha l’enorme merito di aver sbloccato la partita con un perentorio colpo di testa, vera specialità delle ditta. Serve anche una bella palla di prima a Cavani, al 32°. Sbaglia, però, un paio di elementari appoggi. Ora sembra davvero pronto. VOTO: 6.5
ZUNIGA: si inserisce coi tempi giusti ma non sempre è preciso nei cross. Con l’ingresso di Maggio si improvvisa trequartista, con buon profitto. VOTO: 6.5
INLER: sicuramente in ripresa, sembra aver ripassato meglio le lezioni tattiche di Mazzarri. E’ più svelto nel far circolare palla e più presente in fase di pressing. Perde, però, lucidità e pallone quando sono gli avversari a fare pressing su di lui. Buon tiro da fuori area al 69°. VOTO: 6.5
GARGANO: gran ritmo, inesauribile nella corsa. Suo un bel tiro a inizio ripresa. Peccato per qualche palla persa per troppo precipitazione. VOTO: 6.5
DOSSENA: accompagna bene la manovra, anche se raramente sprinta fino a fondo campo. VOTO: 6.5
HAMSIK: gran movimento, corsa sciolta e buona circolazione della palla. Gioca da moderno regista offensivo. Davvero ottima la sue duecentesima partita in maglia azzurra. VOTO: 7.5 (dal 67° MAGGIO: entra per far rifiatare Hamsik. Col Napoli già in doppio vantaggio si limita a presidiare diligentemente la corsia destra. VOTO: 6)
LAVEZZI: c’è il suo piede nelle azioni che portano ai due gol del Napoli, ma i suoi guizzi solo a tratti sono irresistibili. VOTO: 6.5 (dal 75° PANDEV: difende palla con immensa classe ma non ha il tempo di incidere più di tanto. S.V.)
CAVANI: si allarga spesso per aprire spazi ai compagni e come sempre si segnala per la generosità nei rientri nella propria metà campo. Segna con freddezza e precisione il rigore del 2-0. VOTO: 7 (dall’88° VARGAS: S.V.)
All. MAZZARRI: finalmente rispolvera Grava e decide di far riposare Campagnaro e Maggio, i due elementi più stanchi di tutto il gruppo. Scelte premiate con un buona prestazione della squadra, apparsa più pimpante e più attenta anche in fase di non possesso palla. Sostituzioni logiche, anche se ci sarebbe piaciuto vedere Vargas in azione più a lungo. VOTO: 7
Antonello e Luca Perillo
LE FORMAZIONI. Campagnaro, Maggio, Dzemaili e Pandev in panchina; dentro Grava, Britos, Inler e Lavezzi. Queste le novità rispetto alla squadra che Mazzarri aveva inizialmente proposto in Coppa Italia a Siena. Il Chievo in attacco punta sulla velocità di Pellissier e Paloschi.
PRIMO TEMPO. Il Napoli inizia controllando il gioco. La prima vera occasione si tramuta subito in gol. E’ il 14°: calcio d’angolo, inserimento di Britos che di testa insacca. Poi è Cavani che tenta il tiro al volo, ma il tiro è respinto da un avversario. Azzurri tonici, con Inler in ripresa e i tre tenori che fanno molto movimento senza palla. Al 30° si fa vivo il Chievo, con un tiro dal limite di Pellissier, neutralizzato senza difficoltà da De Sanctis. Al 37° arriva il raddoppio azzurro che porta la firma di Cavani, che trasforma un rigore da lui stesso procurato al termine di una splendida azione iniziata da Lavezzi e rifinita da Hamsik. La reazione del Chievo si manifesta con un insidioso tiro di Sardo, parato da De Sanctis.
SECONDO TEMPO. Nella ripresa deve essere il Chievo a recuperare, ma sono Gargano e Inler ad andare vicini al gol, con due tiri dalla distanza. Poi il Napoli riesce a controllare il risultato, tenendo palla e chiudendo bene sugli avversari. Vittoria fondamentale. In un botto solo gli azzurri hanno recuperato 3 punti su Udinese, Inter e Roma.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: serata tranquilla, a parte un paio di interventi. VOTO: 6
GRAVA: richiamato alle armi quasi a furor di popolo azzurro, l’inossidabile Gianluca sfodera un partitone sotto il profilo della concentrazione e della carica agonistica. Bravo negli anticipi e attento nelle diagonali difensive. VOTO: 7.5
ARONICA: schierato come regista difensivo al posto dello squalificato Cannavaro se la cava col consueto mestiere. VOTO: 6
BRITOS: ha l’enorme merito di aver sbloccato la partita con un perentorio colpo di testa, vera specialità delle ditta. Serve anche una bella palla di prima a Cavani, al 32°. Sbaglia, però, un paio di elementari appoggi. Ora sembra davvero pronto. VOTO: 6.5
ZUNIGA: si inserisce coi tempi giusti ma non sempre è preciso nei cross. Con l’ingresso di Maggio si improvvisa trequartista, con buon profitto. VOTO: 6.5
INLER: sicuramente in ripresa, sembra aver ripassato meglio le lezioni tattiche di Mazzarri. E’ più svelto nel far circolare palla e più presente in fase di pressing. Perde, però, lucidità e pallone quando sono gli avversari a fare pressing su di lui. Buon tiro da fuori area al 69°. VOTO: 6.5
GARGANO: gran ritmo, inesauribile nella corsa. Suo un bel tiro a inizio ripresa. Peccato per qualche palla persa per troppo precipitazione. VOTO: 6.5
DOSSENA: accompagna bene la manovra, anche se raramente sprinta fino a fondo campo. VOTO: 6.5
HAMSIK: gran movimento, corsa sciolta e buona circolazione della palla. Gioca da moderno regista offensivo. Davvero ottima la sue duecentesima partita in maglia azzurra. VOTO: 7.5 (dal 67° MAGGIO: entra per far rifiatare Hamsik. Col Napoli già in doppio vantaggio si limita a presidiare diligentemente la corsia destra. VOTO: 6)
LAVEZZI: c’è il suo piede nelle azioni che portano ai due gol del Napoli, ma i suoi guizzi solo a tratti sono irresistibili. VOTO: 6.5 (dal 75° PANDEV: difende palla con immensa classe ma non ha il tempo di incidere più di tanto. S.V.)
CAVANI: si allarga spesso per aprire spazi ai compagni e come sempre si segnala per la generosità nei rientri nella propria metà campo. Segna con freddezza e precisione il rigore del 2-0. VOTO: 7 (dall’88° VARGAS: S.V.)
All. MAZZARRI: finalmente rispolvera Grava e decide di far riposare Campagnaro e Maggio, i due elementi più stanchi di tutto il gruppo. Scelte premiate con un buona prestazione della squadra, apparsa più pimpante e più attenta anche in fase di non possesso palla. Sostituzioni logiche, anche se ci sarebbe piaciuto vedere Vargas in azione più a lungo. VOTO: 7
Antonello e Luca Perillo
venerdì 23 settembre 2011
IL DOMENICO SPORTIVO. Serra: "La verità è che il Napoli soffre i trequartisti e che Pandev gioca a nascondino"
Un
collega milanista piange d'un pareggio contro una squadra superiore,
mentre un milanese in tv se la ride; gli interisti gioiscono, quando
mollano per l'ennesima volta l'idea di nuovo qualitativo per tornare ad
un passato irripetibile; il romano è bluffato negli ultimi minuti come
uno scolaro che ha tanti banchetti nuovi e una cattedra ingombrante,
scomoda e inutile, che ha una targa con su scritto Francesco Totti; il
laziale ondeggia in un limbo sublime gestito da un saggio allenatore
senza coraggio; il bianconero pone le condizioni per vincere,
distribuendo schiaffi morali in ogni direzione, perfino alcuni veri,
immuni da squalifiche, sui volti di increduli avversari...
E poi ci sono gli azzurri rientrati da Verona, umiliati da quei ragazzi del quartiere Chievo, di un Di Carlo che ha mimato come una statuetta Pioli targato 2010-2011, per vincere una partita giocata contro un avversario che giocava senza porta altrui.
Disagi surreali legati ad un turnover forzato, a cambi numerici eccessivi, a schiaffi morali legati a scelte tecniche opinabili, quando il problema è stata semplicemente la posizione di Moscardelli, anche questa volta.
Tifosi, addetti ai lavori, giornalisti, criminalizzano i cambi considerevoli e improvvisi, senza pensare che l'unico che ha giocato quattro partite di seguito, ne ha subito distruttive conseguenze muscolari.
L'infortunio di Maggio ha sbilanciato l'assetto tattico, con Dzemaili spostato a destra e schiacciato sulla linea d'attacco, si è presentata l'incapacità di fare filtro sul terzino Fernandez. E poi, non me ne vogliate, ma un portiere lucido, che non ha giocato quattro partite di seguito, urla su quel cross chiamandosi la palla, non lascia Fideleff nelle condizioni di intervenire in una posizione non sua. Ad ogni modo, l'Ignacio sosia di Forlan, resta il migliore in campo, maestro d'anticipo ed un interessante sinistro, una partita sontuosa, dove un solo errore, deve essere premiato con la conferma sabato sera a Fuorigrotta.
La verità è che non possiamo ammettere che questa squadra può vincere il campionato, il pubblico e le sue pressioni mediatiche, distruggerebbero questa cornice d'azienda perfetta. Una squadra che in campo europeo vive il morbo del vizio del pareggio, in campionato può strafare, senza illusioni, ma concretamente, Ezequiel Achille Lavezzi permettendo.
Siamo fatti così, abbiamo anche noi nelle mani il destino di questa società, fingiamo che siano singole finali, ridimensioniamo una squadra sufficiente, costruita per vincere un campionato veramente ai limiti della mediocrità tecnico-tattica, sperando che Goran Pandev torni a fare il campione e smetta di giocare a nascondino.
Domenico Serra
Fonte:Azzurrissimo
E poi ci sono gli azzurri rientrati da Verona, umiliati da quei ragazzi del quartiere Chievo, di un Di Carlo che ha mimato come una statuetta Pioli targato 2010-2011, per vincere una partita giocata contro un avversario che giocava senza porta altrui.
Disagi surreali legati ad un turnover forzato, a cambi numerici eccessivi, a schiaffi morali legati a scelte tecniche opinabili, quando il problema è stata semplicemente la posizione di Moscardelli, anche questa volta.
Tifosi, addetti ai lavori, giornalisti, criminalizzano i cambi considerevoli e improvvisi, senza pensare che l'unico che ha giocato quattro partite di seguito, ne ha subito distruttive conseguenze muscolari.
L'infortunio di Maggio ha sbilanciato l'assetto tattico, con Dzemaili spostato a destra e schiacciato sulla linea d'attacco, si è presentata l'incapacità di fare filtro sul terzino Fernandez. E poi, non me ne vogliate, ma un portiere lucido, che non ha giocato quattro partite di seguito, urla su quel cross chiamandosi la palla, non lascia Fideleff nelle condizioni di intervenire in una posizione non sua. Ad ogni modo, l'Ignacio sosia di Forlan, resta il migliore in campo, maestro d'anticipo ed un interessante sinistro, una partita sontuosa, dove un solo errore, deve essere premiato con la conferma sabato sera a Fuorigrotta.
La verità è che non possiamo ammettere che questa squadra può vincere il campionato, il pubblico e le sue pressioni mediatiche, distruggerebbero questa cornice d'azienda perfetta. Una squadra che in campo europeo vive il morbo del vizio del pareggio, in campionato può strafare, senza illusioni, ma concretamente, Ezequiel Achille Lavezzi permettendo.
Siamo fatti così, abbiamo anche noi nelle mani il destino di questa società, fingiamo che siano singole finali, ridimensioniamo una squadra sufficiente, costruita per vincere un campionato veramente ai limiti della mediocrità tecnico-tattica, sperando che Goran Pandev torni a fare il campione e smetta di giocare a nascondino.
Domenico Serra
Fonte:Azzurrissimo
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sabato 5 marzo 2011
Mazzarri: "Abbiamo sofferto più con il Chievo che con il Milan. Adesso sotto con il Brescia"
Walter Mazzarri parla alla vigilia della sfida con il Brescia: “In linea di massima confermo quelli di Milano. Sono i giocatori che hanno più esperienza e sono affidabili. A volte, ovviamente, sono stanchi a loro e possono fare prestazioni al di sotto delle loro possibilità come è successo a Milano. Voglio ricordare che noi abbiamo perso sei punti con il Chievo. Per assurdo loro ci hanno messo più in difficoltà del Milan. Non abbiamo avuto il solito atteggiamento. La prestazione è stata ancora peggiore, Moscardelli ha sbloccato il risultato su azione, il Milan, invece, ha segnato il 2-0 soltanto a quindici minuti dalla fine. Abbiamo sofferto più contro la squadra di Pioli, quindi i miei giocatori sono pronti e io sono relativamente sicuro, c’è stato qualche giorno in più anche per prepararsi”. Mascara scalpita: “E’ arrivato per ultimo, si è messo al servizio della squadra. Ho possibilità anche di fare altre scelte, dipenderà anche da cosa farà il Brescia. Noi dobbiamo cercare di non cadere nell’imbuto che loro potranno creare. Sto pensando a diverse soluzioni e una di queste prevede Mascara sia dall’inizio che a gara in corsa. Sono coerente e predico equilibrio e per una partita sottotono non si butta tutto a mare. L’ambiente vive sui risultati, una sconfitta per 3-0 viene considerata un disastro. Un allenatore sa benissimo che un episodio può cambiare l’aspetto di una partita. Non cambio di sicuro modo di pensare, non è una disfatta”. Il San Paolo può essere un alleato prezioso: “Mi auguro sia un fattore importante. Chiedo alla gente di darci una mano fino al 95’. I nostri giocatori vanno aiutati. I tifosi se la prendano con me e lascino stare i giocatori, le scelte le faccio io. Quindi le eventuali critiche sono tutte per me. In casa non sarà facile. Gargano? E’ umano anche lui e può sbagliare. Per me è indispensabile, se alla gente non va bene, ripeto, se la prendano pure con me. E’ utilissimo per il nostro gioco e poi mi piace come uomo, pensa sempre alla squadra. Oramai tutti ci rispettano, basta vedere il Milan come ci ha affrontato. Ci sarà anche da soffrire perché a volte non riusciremo ad esprimere il nostro gioco. Mancano 11 finali e cerchiamo di vincerne il più possibile”. Il Brescia è un avversario temibile: “Abbiamo grande rispetto, l’organico è buono. Non c’è quel divario tra le piccole e le grandi. Alcuni dicono che il campionato è regredito, io la penso in maniera opposta. Secondo me, è migliorato. Ogni partita va presa con le molle. In Spagna ci sono solo tre o quattro squadre al vertice”. Mazzarri non parla più di episodi arbitrali: “Ho avuto tempo di riflettere, non voglio parlare più di nulla. Mi viene in mente Pirandello, del così è se vi pare. Qualsiasi cosa possa dire in maniera costruttiva, può venire strumentalizzata. Parlo solo del rendimento della mia squadra”. Ruiz si sta integrando: “Con il Villarreal ha fatto una grande partita, sarà utile quando lo chiamerò in causa”. Cavani ha avuto tempo di rifiatare: “Forse se avesse giocato tutta la partita a Villarreal, sarebbe stato ancora più in forma – sorride in maniera polemica – se l’ho fatto riposare, è stata per una mia scelta. Se domani lo farò giocare, vuol dire che lo reputo in buona condizione. Bisogna mettersi d’accordo. Se gioca si dice che lo fa troppo, se va in panchina, doveva stare in campo. Con il senno di poi è tutto più facile. Forse con lui in campo, il Napoli non avrebbe fatto quella bella partita al Madrigal. Siamo stati condannati solo dalla sfortuna e dall’imprecisione. L’assenza di Lavezzi? Ha detto bene Cannavaro, possiamo vincere anche senza di lui. Ovviamente per me è importante, altrimenti non sarebbe un titolarissimo. Se non c’è, bisogna ovviare alla sua assenza. Non ho voluto i giocatori a gennaio? Ma sapete quanti siamo? Io vorrei sempre i migliori giocatori del mondo, ma più di 22 non servono”. Del terzo posto, Mazzarri non parla: “Per noi non cambia nulla. Andiamo avanti una partita alla volta. Lo scudetto? La matematica non è un’opinione e può succedere di tutto ancora. Bisognerebbe che tutti i grandi club si trovassero d’accordo. Se Galliani ha detto che siamo in corsa va bene così. Comunque anche Roma e Juve possono risalire anche perché gli episodi condizionano i risultati. Dal primo al decimo posto, può succedere di tutto. La squadra sta bene, ho solo corretto gli errori commessi a San Siro, non ho detto altro. Se giochiamo da Napoli, mettiamo in difficoltà chiunque”. Su Juve-Milan non parla: “Non la vedrò, facciamo la corsa su noi stessi. Tutti e due non possono vincere, già questo è importante”.
martedì 1 febbraio 2011
Mazzarri: "Chievo avversario solido, il Napoli vuole continuità"
Castelvolturno - Walter Mazzarri ha parlato in conferenza stampa delle difficoltà del prossimo match alla vigilia della sfida con il Chievo. Ecco quanto evidenziato da CalcioNapoli24.it: “I complimenti fanno piacere dopo la vittoria alla Samp, ma questi ragazzi sono abituati. Credo che ormai siano allenati a questo tipo di situazione, quindi non sono preoccupato sotto questo aspetto. Casomai c’è da considerare la forza dell’avversario, il Napoli l’ha sempre sofferto. Molte volte ci ha messo in difficoltà, all’andata abbiamo perso. Giochiamo ogni tre giorni da diverso tempo, c’è da considerare tutti questi fattori. Pellissier è un attaccante di alto livello e ha scelto di restare, c’è Bogliacino che avrei voluto tenere ma ha preferito giocare con maggiore continuità. E’ reduce dalla vittoria con il Brescia e ha giocato una grande”. Si parla anche di mercato. Sono arrivati Ruiz e Mascara: “Siamo forti, siamo secondi in classifica. Sono contento di come sta operando la società, si fanno le cose con logica e coerenza. Le squadre vanno formate bene d’estate, a gennaio è anche rischioso aggiungere altri ragazzi e quindi se sono stati scelti questi due innesti, vuol dire che siamo convinti. Ruiz è un giovane per il futuro che andrà valutato nel tempo, domani verrà con noi per ambientarsi, ma non sarà in panchina. Mascara ha una bella esperienza e ha caratteristiche tali che se dovessero mancare giocatori davanti ne può sostituire due se non tutti e tre. Abbiamo fatto delle mosse per accorciare il gap tecnico. Pensiamo soltanto a noi stessi e alla nostra crescita. Siamo una realtà e magari le altre sono state costrette a comprare tanto per contrastarci. Noi siamo soddisfatti, siamo secondi in classifica, potevamo avere anche qualche punto in più”. Sul fronte formazione, Mazzarri ha le idee chiare: “Contro la Samp, ho cambiato tre giocatori, chi ha riposato, giocherà. Devo capire come sostituire Lavezzi. Per noi è fondamentale, è uno di quelli che rompe gli equilibri saltando l’uomo e crea la superiorità numerica soprattutto quando è al top. Ma possiamo fare risultato anche senza di lui, questo significa che siamo cresciuti e abbiamo una nostra consapevolezza. Ho due o tre soluzioni e ci penserò fino all’ultimo dopo l’allenamento di oggi”. Zuniga è uno dei candidati: “Potrebbe essere una soluzione, ma non c’è Vitale e non ho altre soluzioni sugli esterni. Devo centellinare le forze. Potrebbe anche essere impiegato così, ma devo valutare bene, tra lui e Dossena, le forze considerando che domenica si gioca di nuovo con il Cesena. Dei parziali non rispondo, se dovesse finire ora, direi che la stagione è esaltante, purtroppo non è finita ancora”. Lucarelli è un’alternativa in corso d’opera: “Sono stato contento di averlo visto più sciolto e dinamico, sono convinto che ci potrà essere utile nel giro di poco assieme a Mascara nelle partite in cui saremo in emergenza”. Potrebbe toccare a Sosa: “Domani può giocare dal primo minuto oppure entrare, comunque non è fuori dalle scelte. Valuterò il suo stato di forma di volta in volta, la tribuna non è punitiva”. Gargano? L’ho fatto giocare quasi sempre, per me è importante. La squadra dà l’impressione di giocare a memoria e il pubblico rumoreggia quando qualcuno perde la palla, ma va solo elogiato e apprezzato, si prende le responsabilità. E’ fondamentale nei meccanismi della squadra. Fa pressing ed è il primo ad aiutare i compagni. Ovviamente non è un marziano e potrebbe riposare anche lui proprio come è successo con Maggio. Se dovesse succedere, non sarebbe per il rendimento”. Cavani è protagonista: “E’ stato un acquisto azzeccato anche per come si comporta, ha un feeling speciale con il resto del gruppo. Le partite buone nascono dal martedì quando c’è il primo allenamento. Lui è un esempio positivo, è un tassello che non c’era l’anno scorso. Siamo contenti di come sta facendo”. Mazzarri non guarda troppo avanti: “Ora penso solo al Chievo, domani c’è una finale. Poi mi concentrerò sul Cesena. Non faccio calcoli. Queste due partite sono anche una raccolta dati, stiamo cercando di migliorare il nostro processo di crescita che va verificato sempre. A volte c’è quel pizzico di paura e di timore e si possono perdere anche dei punti, dobbiamo essere bravi a superare questi momenti”. La differenza tra la partita con la Samp e quelle con Inter e Fiorentina è semplice: “Contro i blucerchiati abbiamo sbloccato subito, le altre due no. Non perdo di vista la realtà. Il Napoli ha sempre giocato bene, il risultato non è mai stato così gratificante. Dobbiamo sempre migliorare in fase realizzativa. Comunque non poniamoci limiti, non dobbiamo fermarci mai, lo spirito è questo, bisognerà vedere e fare i conti con la realtà e capire come stiamo facendo”.
mercoledì 22 settembre 2010
Napoli-Chievo, i precedenti. Arbitra Giannoccaro di Lecce
Le quattro le partite giocate dal Chievo al San Paolo.
due in serie B e due in serie A
due in serie B e due in serie A
tre vittorie del Napoli ed un pareggio
25 aprile 1999 (serie B)
Napoli-Chievo 0-0
Napoli-Chievo 0-0
10 ottobre 1999 (serie B)
Napoli-Chievo 3-2
7’ s.t. Oddo (N), 13’ s.t. Schwoch (N), 16’ s.t. Zanchetta (rig) (C), 17’ s.t. Magoni (N), 34’ s.t. Cossato (C)
Napoli-Chievo 3-2
7’ s.t. Oddo (N), 13’ s.t. Schwoch (N), 16’ s.t. Zanchetta (rig) (C), 17’ s.t. Magoni (N), 34’ s.t. Cossato (C)
31 maggio 2009 (serie A)
Napoli-Chievo 3-0
4’ p.t. Montervino (N), 8’ p.t. Bogliacino (N), 18’ p.t. Pià (N)
Napoli-Chievo 3-0
4’ p.t. Montervino (N), 8’ p.t. Bogliacino (N), 18’ p.t. Pià (N)
20 dicembre 2009 (serie A)
Napoli-Chievo 2-0
7’ p.t. Hamsik (N), 42’ s.t. Quagliarella (N)
Napoli-Chievo 2-0
7’ p.t. Hamsik (N), 42’ s.t. Quagliarella (N)
A Verona tre vittorie del Napoli ed una vittoria del Chievo
- L'ARBITRO -
Antonio Giannoccaro di Lecce, 39 anni, è all’ottava stagione nella Can di A e B.
L'esordio in serie A in Milan-Brescia 4-2 del 16 maggio 2004.
Vanta 47 presenze in serie A e 103 in B
L'esordio in serie A in Milan-Brescia 4-2 del 16 maggio 2004.
Vanta 47 presenze in serie A e 103 in B
I quattro precedenti con il Napoli:
una vittoria, due pareggi ed una sconfitta
una vittoria, due pareggi ed una sconfitta
Napoli-Spezia 3-1 il 3 marzo 2007
Sampdoria-Napoli 2-0 il 10 febbraio 2008
Napoli-Siena 0-0 il 27 aprile 2008
Siena-Napoli 0-0 il 21 febbraio 2010
Così in carriera:Sampdoria-Napoli 2-0 il 10 febbraio 2008
Napoli-Siena 0-0 il 27 aprile 2008
Siena-Napoli 0-0 il 21 febbraio 2010
150 presenze (47 in A e 103 in B)
73 vittorie interne (il 48,7%)
46 pareggi (il 30,7%)
31 vittorie esterne (il 20,6%)
701 ammonizioni (più di quattro a partita)
59 espulsioni (quasi una ogni due partite)
50 rigori (uno ogni tre partite)
5.617 falli fischiati (circa 37 a partita)
Fonte: SSC Napoli
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