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venerdì 21 gennaio 2011

Lucarelli: "Ero emozionato al San Paolo. Per recuperare ho lavorato 7 ore al giorno per 4 mesi"


Accarezza il ginocchio sinistro.«Dopo l’operazione ho pensato soltanto a vincere la sfida. Stabilirò io quando smettere, non deciderà un infortunio per me». I nove minuti in Coppa Italia contro il Bologna hanno restituito il calcio e il sorriso aLucarelli dopo quattro mesi. «So che giocherei soprattutto se il Napoli si trovasse in difficoltà e allora spero di essere utilizzato il meno possibile».
Martedì gli applausi erano per lei o Lavezzi? «Per lui che usciva, credo. Ne avevo ascoltato altri, poi ho visto Cavani alle mie spalle».
Sensazioni? «Sono abbastanza sfrontato e a questa età mi manca soltanto mangiare il fuoco, però al San Paolo ero emozionato. Ora devo recuperare il ritmo e qui non è facile. Quanto corrono, i nostri: sembrano posseduti. Non sono abituato».
Recupero record a 35 anni«Ho aggredito la riabilitazione. Per quattro mesi mi sono allenato sette ore al giorno con il fisioterapista Rosario D’Onofrio. Appena arrivato, avrei potuto mai fermarmi per un infortunio dopo 48”? Ho vinto la sfida anche perché sono a Napoli».
Cosa ha trovato qui? «Staff medico e tecnico di prim’ordine. Sostegno di compagni e dirigenti: la società non ha cercato un altro attaccante perché la squadra filava. E poi il clima: il caldo aiuta a superare questi infortuni».
A quando il primo gol? «In altre stagioni fissavo l’obiettivo: magari 20 reti. Qui ho un particolare ruolo, accettato per la stima verso Mazzarri».
Alternativa a Lavezzi e Cavani«Stare dietro a due così non è un insulto. Accettano i miei consigli, da fratello maggiore».
Sono due fenomeni? «Studiano da fenomeni. Cavani ha numeri straordinari, però impari a gestirsi: corre tanto e a volte sotto porta non è lucido. Lavezzi ha forza fisica abbinata a tecnica e corsa: riesce a fare tre progressioni in pochi minuti, io resterei imballato per un mese».
Da del ”tu” al concittadino Mazzarri? «Del ”lei”: rispetto i ruoli».
Mai litigi tra voi? «C’è un rapporto pulito. Ci siamo anche mandati a quel paese, però raramente c’è stata diversità di vedute».
Al primo posto in classifica c’è Allegri, altro livornese«Massi è stato mio compagno a Padova. Lui allena, io gioco ancora: mi sono fatto vecchio».
Il Napoli riuscirà a sorpassare il Milan? «Scudetto? Difficile. Sogniamo a fare spenti».
La squadra è da primo posto? «Siamo 23 soldati pronti a tutto. C’è una grande compattezza che spesso ci consente di vincere nei minuti finali. Dal punto di vista tecnico non siamo così inferiori alle big: solo nel Milan, quando esce un attaccante, entra Cassano».
Da fratello maggiore, dia un consiglio ai compagni. «L’ho dato qualche giorno fa: dobbiamo saper vincere e mettere da parte la vittoria. Bisogna aver sempre fame, come Paolo Maldini: vinceva in Champions e voleva subito vincere in campionato. È un salto mentale, è la differenza tra una buona squadra e un’ottima squadra».
Il calcio le piace come vent’anni fa? «In campo sì, certo. Fuori un po’ meno: troppe telecamere, la partita è diventata il Grande fratello».
Solo a 35 anni in una grande piazza: perché? «I miei gol dicono che avrei potuto ambire prima al grande traguardo, ma non piace a tutti chi dice quello che pensa e così si sceglie il ”soldatino”. Ma è meglio il calciatore lobotomizzato e quello con cervello?»
Per il Livorno rinunciò a un miliardo di lire del Torino: lo rifarebbe? «Ho ricevuto applausi per i 120 gol in cinque anni più che per il gesto».
A Livorno è stato sequestrato l’alloggio popolare di sua madre e ha chiuso il «Corriere di Livorno», il suo giornale«Mia madre, con due figli calciatori in serie A, ha continuato ad abitare in una casa popolare: prima, sembrava un merito. Quanto al giornale, non ero editore: finanziatore fino al 2008, quando sono uscito dalla cooperativa per le eccessive perdite».
Ha capito cos’è il Napoli per Napoli? «I tifosi ci fanno capire cos’è: una forma di riscatto. La città è straordinaria. Penso a quanta solidarietà vi sia qui. Se cadi per terra, ti aiutano a risollevarti; in città del nord c’è chi magari guarda dall’altra parte».
Suo figlio Mattia, 12 anni, gioca nel Posillipo: diventerà calciatore? «Studi anzitutto. Io mi sono fermato alla terza media, la conosco bene perché l’ho fatta due volte. Sono autodidatta».
Lei che farà a fine carriera? «Ho il 12,5 per cento della Carrarese in Seconda divisione. Secondo qualche presidente potrei fare il dirigente, però Mazzarri mi ha fatto innamorare del mestiere di allenatore».
La prima cosa che farebbe in panchina? «Prenderei i due giocatori di una squadra retrocessa. Io vengo dal Livorno, ad esempio».
Allegri, Mazzarri e Lucarelli: tre livornesi avversari un giorno per lo scudetto?«Sarebbe divertente. Però Mazzarri è di San Vincenzo, livornese un po’ annacquato»

lunedì 4 ottobre 2010

Cristiano Lucarelli: "San Paolo da brividi"

Cristiano Lucarelli, attaccante del Napoli che oggi compie 35 anni, è intervenuto ai microfoni di Marte Sport Live rilasciando alcune dichiarazioni riguardo la prestazione di ieri degli azzurri, del suo recuper dall'infortunio e molti altri argomenti. : "Ieri è stata una bellissima partita; si veniva dalla sfiancante trasferta di Bucarest e vedere una squadra brillante dal punto di vista fisico nonostante tutto, ha stupito anche me". Secondo posto? "Contro il Chievo avremmo dovuto capire che la giornata non sarebbe andata per il verso giusto ed accontentarci di un punto senza cercare la vittoria a tutti i costi. Adesso grazie a qul punto saremmo da soli, secondi in classifica d'avanti a Milan e Inter". Il Pubblico? "Straordinario. Ieri ero in tribuna e ho capito quanto la partita contro la Roma fosse sentita dal pubblico partenopeo". Nazionale? "E' davvero un peccato che una squadra che sta facendo bene come il Napoli non abbia nessun convocato in nazionale ma la cosa non mi dispiace affatto, ci permetterà di affrontare la sosta uniti e compatti per affrontare Catania, Milan e Liverpool tirati a lucido" Riabilitazione? "Ho voluto farla a Castelvolturno per stare in sieme alla squadra che mi ha accolto veramente in modo affettuoso; Oggi ricomincio la riabilitazione tra piscina e palestra e spero di bruciare i tempi del mio recupero". Mazzarri? "E' bravissimo a far sentire tutti indispensabili e Vitale è un esempio di questo; giovedì ha fatto una grande partita a Bucarest i ieri era a tifare e soffrire in tribuna accanto a me. Questa deve essere la mentalità di una grande squadra". Il mio Compleanno? "L'ho festeggiato ieri sera a cena insieme ai miei compagni di squadra. Cena a base di pesce. Ovviamente ho offerto io". Lo striscione "Grazie Roma"? "Simpaticissimo, quando l'ho letto ho riso. Ben venga questo tipo di tifo".

sabato 18 settembre 2010

Mazzarri: "Nella squadra c'è troppa tensione. Potrei aggregare Bucchi"

Walter Mazzarri parla alla vigilia della sfida con la Sampdoria. Il tecnico non la considera una sfida sparti-acque: "Mi sembra prematuro, purtroppo il calcio è cambiato in tutto, non c'è più equilibrio. Mi viene da sorridere, un interrogativo del genere non me lo pongo. Siamo all'inizio di un nuovo ciclo da parte nostra e stiamo già facendo bene. Sono rimasto a Napoli dopo l'annata scorsa perché sono convinto che posso aprire un ciclo in un posto dove non è facile fare calcio. Per me è un motivo di soddisfazione e d'orgoglio e già non ci accorgiamo di quello che già abbiamo fatto, ovvero delle cose stratosferiche. In Europe League il bilancio è positivo: due vittorie e un pareggio, in campionato potevamo vincere a Firenze e con il Bari. Ma c'è già un fiume di critiche, evidentemente abbiamo creato grandi aspettative". Mazzarri, dunque, respinge le accuse: "Sembra che il Napoli improvvisamente stia deludendo perché non è in cima alla classifica. Nessuno della società ha parlato di obiettivi importanti, dato che la partecipazione all'Europe League può portare una certa fatica. L'avevamo detto all'inizio e nonostante questo abbiamo conquistato buoni risultati. La mia squadra sta facendo bene, noi non ci accontentiamo mai". La prestazione con l'Utrecht - però - è stata negativa: "Dobbiamo sempre creare una decina di palle gol perché siamo diventati la squadra più forte d'Europa - ragiona con un paradosso - quindi forse c'è pressione nei miei giocatori. Non si tiene conto neanche che i nuovi sono appena arrivati. Sono convinto che Sosa dimostrerà il suo valore. Ripeto, siamo all'inizio di un progetto di tre anni e dobbiamo crescere. L'anno scorso abbiamo fatto un intervento d'urgenza, è stata fatta una campagna acquisti con un dispendio economico esagerato e abbiamo dovuto fare delle scelte quest'anno, la società ha voluto cambiare totalmente indirizzo". Mazzarri è molto carico: "Era più facile andar via dopo il sesto posto, ma le sfide mi piacciono. La sinergia con i tifosi è totale. Per me, è un momento eccezionale. Nella mia gestione, abbiamo espresso un grande calcio quasi sempre. Certo, non mi è piaciuta la prestazione con l'Utrecht e sono stato io a dirlo, sono il primo tifoso e mi sono fischiato da solo. La gente deve essere euforica e sostenere una squadra che dà sempre l'anima. Sono tesi e io sto lavorando per aumentare la tranquillità. Noi non abbiamo alimentato tutte queste aspettative, oramai sembriamo diventati il Real Napoli e dobbiamo vincere dopo 10 minuti tutte le gare. Questpo è un calcio diverso rispetto all'epoca degli scudetti, è cambiato tutto. Le parole di De Laurentiis? Giusto che crei entusiasmo, è il suo ruolo e deve stimolare tutti. Comunque, a modo suo, ha sempre predicato equilibrio, parlando di un range dal quinto al decimo posto. Anche le altre stanno avendo difficoltà, parlo del Palermo e io stimo tantissimo Delio Rossi. Noi in Europa siamo imbattuti. Noi abbiamo già raggiunto un obiettivo raggiungendo i gironi e noi faremo il massimo per superare il turno. Se non dovessimo riuscirci, non sarebbe una tragedia. Poi ci sono anche il campionato e la Coppa Italia. Questa è una stagione di grande costruzione, noi vogliamo arrivare il più avanti in possibile, ma non dimentichiamoci la griglia di partenza. C'è un grande equilibrio e tante piccole componenti faranno la differenza". Comunque c'è da migliorare sulla fase difensiva: "Non è un problema di reparto, ma di tutta la squadra. Ne abbiamo già parlato, si sta creando un pizzico di apprensione, poi gli attaccanti non sono in grande condizione e hanno collaborato un po' meno in fase di pressing". Solo qualche accorgimento, insomma: "Non cambio modulo, c'è solo qualche differenza nell'interpretazione. Nessuno s'accorge, ad esempio, che Aronica faceva l'esterno l'anno scorso e ha perso un po' l'abitudine a giocare da difensore". Il Napoli sembra diventato prevedibile: "Questo significa che c'è un grande livellamento pure in Euro, gli avversari ci studiano di più e stanno attenti al particolare e si fa fatica". Ieri, intanto, si è fermato Cristiano Lucarelli: "Ecco perché ho parlato di coperta corta. Devo valutare tanti aspetti, parlare con i giocatori e capire lo stato di forma solo con l'intuizione. Quelli che hanno riposato, saranno freschi, poi sceglierò in base all'allenamento di oggi. Sono ancora in alto mare. Ho parlato con Lucarelli, volevo incitarlo, ma è carico, farà la riabilitazione con i compagni e cercherà di anticipare i tempi. Gli piace lo staff medico, per me è una bella notizia. Cosa succederà? Per ora vorrei valutare Dumitru che è un talento e sarà più coinvolto. Bucchi? L'ho conosciuto, può stare bene nel gruppo, è serio e intelligente. Vorrei parlarci e poi decidere se riportarlo qui. Gli svincolati? Non ne vedo tanto in giro, quindi potremmo aspettare così gennaio". Domani la partita sarà difficile: "Mi aspetto il mio Napoli. Non deve mollare mai, andiamo in un vero e proprio fortino, la Samp si esalta in casa. Sarà un test da brividi e voglio una risposta importante contro una grande squadra. Voglio attenzione totale in fase attiva e passiva: serve un pizzico di rispetto in più degli avversari e una tranquillità mentale".

venerdì 10 settembre 2010

Lucarelli "Ogni calciatore dovrebbe giocare un anno a Napoli"

Intervenuto su radio marte Cristiano Lucarelli neo acquisto del Napoli in un intervista molto interessante ha dichiarato "venire a Napoli per me e stata una scelta importante e stimolante una scelta fatta col cuore e con le giuste motivazioni vista la grande piazza azzurra,  per venire a Napoli non ho avuto problemi a ridurmi lo stipendio perchè io sono un calciatore che vive d'emozioni e non solo per i soldi, con il mister ce un rapporto di grande stima e sono venuto a Napoli non per amicizia ma perche mi piacciono i suoi metodi di lavoro ed il mister sa che io sono sempre pronto a dare il 100% e non vedo l'ora di fare un gol al San Paolo, Io sono una persona che non la manda a dire a nessuno e se con un compagno di squadra o qualsiasi altra persona ci sono degli attriti non ho nessun problema a parlarne, ma in campo queste cose non devono mai entrare perche in campo dobbiamo essere un grande gruppo e remare tutti dalla stessa parte".
E un Lucarelli davvero simpatico e molto carico e secondo me sarà davvero utile alla causa azzurra.


Cosa pensate delle dichiarazioni di Lucarelli?