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martedì 15 novembre 2011

Pierpaolo Marino: “I due Insigne hanno grandi qualità. Occhio anche al baby Iuliano”

Dopo Corvino e Lo Monaco, i tmw Awards hanno incoronato Pierpaolo Marino come Direttore Sportivo piu’ amato tra serie A e torneo cadetto. Una vittoria in bilico sino all’ultimo, grazie all’appassionato testa a testa con Bigon, ma che alla fine ha arriso al DT orobico che è ripartito da Bergamo in grande stile, portando l’Atalanta in zone della classifiche molto lusinghiere.
La nostra redazione lo ha contattato in esclusiva per una lunga chiacchierata che ha toccato svariati temi. “Dedico questo successo al Presidente Percassi e ai tifosi dell’Atalanta che mi hanno votato con tanto affetto – esordisce Marino – ai dipendenti di Percassi per il loro sostegno e alla città di Bergamo tutta che mi ha accolto veramente molto bene”.
Visto che Insigne ha vinto la categoria under 21 e Gabbiadini è arrivato terzo, si può dire che il suo successo sia stato doppio…
“Non scherziamo (ride, ndr), altrimenti sembra che mi voglio prendere meriti altrui, a ciascuno va riconosciuto il suo. Sono molto felice, è una grande soddisfazione per me che sono stato editorialista di questa testata, lo ritengo un premio della seconda giovinezza. I tmw Awards sono il mio terzo Guerin d’oro, il primo l’ho ottenuto come DS ad Avellino nel 1984, il secondo a Napoli nel 1987, e sono ancora piu’ contento perchè capita in un bellissimo momento per l’Atalanta”
Quanto è stato difficile fare mercato in una squadra che non conosceva il proprio destino?
“E’ stata una bella impresa, dovevamo temporeggiare perchè la situazione non era ancora chiara, abbiamo saputo modulare grazie all’esperienza dello staff che mi ha messo in condizione di operare con serenità, del resto non sono nuovo a queste cose, nel 1980 con l’Avellino siamo partiti da -5 quando la vittoria fruttava due punti e le squadre erano solo 16, ma alla fine abbiamo ottenuto la salvezza”
Quale è il giocatore che l’ha soddisfatta maggiormente sino ad ora?
“Dico l’allenatore. Colantuono è una figura nevralgica, il suo impatto con questa situazione difficile è stato straordinario, ha garantito una collaborazione totale per metter su una squadra con una propria logica e senza sperperare denaro”
I tifosi devono temere che a gennaio parta qualche elemento importante?
“I nostri gioielli non si toccano, anzi se ci fosse bisogno di qualcosa in entrata non ci tireremmo indietro, anche se speriamo non se ne presenti la necessità e che tutto sia andato bene. Il mio cellulare è in ebollizione perchè mi stanno arrivando richieste per Gabbiadini, Schelotto e Bonaventura, ma non andranno via. Anzi la nostra attività di scouting rimane sempre attiva e in Sudamerica abbiamo una figura molto competente come Beppe Corti”
Ovviamente non le strapperemo nemmeno il nome di uno di questi club interessati
“Il Palermo questa estate ha chiesto la comproprietà di Gabbiadini e continuano ad arrivare richieste, ma per adesso posso solo dire che si tratta di squadre di una certa importanza”
Tesserati dell’Atalanta esclusi, vuole fare il nome di un under 21 che le sta particolarmente a cuore?
“Insigne l’ho visto crescere e posso dire che ha vinto il concorso meritatamente. Ma personalmente El Shaarawy mi fa impazzire, inventa calcio come piace a me, sulla scia di Hamsik”.
Esiste il rischio che per Insigne si facciano gli stessi discorsi ascoltati per Giovinco, cioè che venga riproposto un problema di fisicità?
“Non credo, come per Moralez, sono giocatori piccoli, ma appuntiti, è difficile che le loro capacità non vengano fuori”
Anche il fratellino di Insigne, Roberto, durante il concorso ha ricevuto un discreto consenso
“L’ho visto giocare una volta al Torneo di Gradisca e mi ha fatto una grande impressione. Lo ritengo ai livelli del fratello, gioca come esterno alto nel 4-4-2, tutto sinistro e buon fisico. Il bacino di Napoli eccelle per tecnica e fantasia, c’è una tendenza naturale per il calcio. Non mi meraviglia che escano giocatori validi, noi nel 2004 siamo ripartiti dopo il fallimento e abbiamo vinto subito il torneo Berretti”
Uno dei suoi pupilli, Giuseppe Iuliano, ha avuto un rallentamento nella crescita
“Iuliano è stato precocissimo, a 13-14 anni faceva già quello che fa oggi, forse adesso sta avendo un momento di stasi proprio perchè molto precoce in passato, oltre che per il cambiamento di ruolo che da trequartista l’ha arretrato a centrocampo. Ma essendo un ’93 ha ancora tutto il tempo per tornare ai suoi livelli”
In riferimento alla Primavera dell’Atalanta, quale ragazzo l’ha colpita di piu’?
“Ce ne sono diversi bravi. Magnaghi è un attaccante di sfondamento, Varano un trequartista (classe 1995, ndr), senza dimenticare Consigli, da molto tempo in prima squadra, che annovero tra i primi cinque portieri in Italia. Minotti? Mi ricorda molto nelle movenze il primo Dino Baggio, è un centrocampista su cui si può tranquillamente puntare”
Atalanta a parte, quale è la squadra che l’ha maggiormente impressionata sinora?
“La Lazio perchè ha questa strana coppia davanti che non sai come affrontare, Klose e Cissè, per la bravura nell’acrobazia e nei tempi di inserimento, ed una mediana di tecnica e tattica con Hernanes e Ledesma, la Lazio dalla cintola in sù è molto forte”
Quella che invece l’ha piu’ delusa?
“Sicuramente l’Inter, nessuno avrebbe potuto immaginarla così in basso in classifica”
E del suo Napoli cosa può dirmi?
“De Laurentiis ha fatto tanto per la squadra, prendendo tanti giocatori, ma purtroppo sono sempre i soliti 11 titolari che offrono competitività ai massimi livelli, come contro il Manchester ed il Bayern Monaco. Il Napolipotrà elevare il rendimento quando le riserve sapranno rendere al meglio”
Continua a seguire gli azzurri con affetto?
“Senz’altro, pensi che ho realizzato un record europeo. Sono l’unico dirigente ad aver collezionato titoli con la stessa squadra in tre categorie diverse. Con il Napoli ho vinto lo scudetto, la Coppa Italia, la serie B e l’allora serie C. Speriamo di essere anche l’ultimo a stabilire questo primato a Napoli, perchè altrimenti significherebbe che il club è retrocesso”. Tmw.

giovedì 26 maggio 2011

Marino: "Palombo vicino al Napoli l'estate scorsa. Raiola mi offrì Hamsik, ecco tutta la verità"

Pierpaolo Marino, ex d.g. del Napoli, ha rilasciato un'intervista a "NapoliMagazine.com".
- De Laurentiis ribadisce che i gioielli Hamsik, Lavezzi e Cavani non si toccano...
"Non avevo dubbi, altrimenti il presidente avrebbe sconfessato tutto quanto abbiamo detto per 5-6 anni, quando abbiamo cominciato a rastrellare i migliori giovani presenti sul mercato".
- Ultimamente circolano tanti nomi come quello di Trezeguet, Inler, il sogno Sanchez... Crede che il Napoli stia operando bene sul mercato?
"I nomi che si fanno sono di prima fascia e quindi nomi giusti. Soprattutto Inler secondo me è un giocatore importantissimo perchè è un uomo-squadra, nel senso che riempie una squadra con la sua presenza a centrocampo. Per quanto riguarda Sanchez, credo che sia un'operazione molto proibitiva e ritengo che l'Inter e il Manchester City siano in vantaggio. Comunque non penso che il Napoli ci creda tantissimo in questa operazione, anche perchè creerebbe una grande diatriba interna con Lavezzi, visto che bisognerebbe trovare la sistemazione per farli giocare entrambi".
- Tra i tanti nomi di mercato, si è parlato anche di Palombo della Sampdoria, un giocatore caro a Walter Mazzarri. Quando lei era d.g. del Napoli, avevate mai pensato di acquistarlo?
"Noi avevamo trattato Pazzini nell'estate in cui prendemmo Quagliarella. In particolare, quando Di Natale rifiutò il trasferimento a Napoli, trattammo proprio Pazzini. Palombo non lo avevamo considerato, perchè quell'anno avevamo preso Cigarini. Il Napoli comunque ha trattato Palombo anche durante la stagione scorsa, perchè era un giocatore gradito a Mazzarri, ma non riuscì a raggiungere l'accordo con la Sampdoria. Oggi è più facile prendere Palombo perchè la Sampdoria è andata in serie B e ha bisogno di fare cassa, anche se Palombo è un giocatore avanti con l'età e non è che si possa pretendere doppie cifre, in termini di milioni. Penso che il Napoli abbia buone possibilità di prenderlo, le situazioni sono favorevoli e credo che sia un giocatore gradito a Mazzarri soprattutto dopo la partenza di Pazienza che sembra quasi programmata (per la Juventus, ndr)".
- Che idea si e' fatto sulla vicenda De Laurentiis-Mazzarri?
"Mazzarri avrebbe fatto meglio a non creare tutta questa diatriba da due mesi a questa parte. Alla fine chi ci fa una brutta figura è lui, perchè De Laurentiis ha saputo gestire istrionicamente la situazione e ha messo in un angolo Mazzarri che non ha avuto più la forza di chiedere nessuna condizione. Tutte le dichiarazioni rese da Mazzarri erano funzionali ad un suo possibile trasferimento alla Juventus piuttosto che alla Roma, ma nel momento in cui c'è stato l'incontro (tra De Laurentiis e Mazzarri, ndr) Mazzarri non ha chiesto nessuna condizione e ciò vuol dire che non aveva nulla di cui parlare, mentre aveva preannunciato che chissà cosa avrebbe avuto da discutere con la società. Questo non è successo, quindi ciò ci fa pensare che tutti quei disturbi mentre il Napoli era in lotta addirittura per lo scudetto, e non solo per la Champions League, siano stati fatti solo in chiave personale e non in chiave programmatica per il futuro del Napoli. De Laurentiis ne esce vincitore da questa vicenda mente Mazzarri ne esce sconfitto, poi le cose si possono sempre metter insieme, a patto che venga quel dio unico del calcio che è il risultato, perchè poi di fronte alla mancanza del risultato, tutti gli accordi, le paci e le consacrazioni di patti di non belligeranza vengono meno".
- Marino conosce benissimo Hamsik e Lavezzi. De Laurentiis ha detto che in 7 anni non ha ricevuto offerte concrete per questi giocatori se non una richiesta di Moratti sùbito però messa da parte dal presidente dell'Inter. Conoscendo questi giocatori, con l'arrivo della Champions, c'è poco da preoccuparsi oppure no?
"La richiesta dell'Inter arrivò anche a me perchè mi chiamò Branca, quindi questo è vero. Noi non facemmo nessun prezzo e dicemmo solo che Hamsik era incedibile, per cui l'Inter non fece alcuna offerta ma mostrò solo un interessamento per lo slovacco. Per quanto riguarda Lavezzi, invece, ci sono state nel mio periodo delle offerte che venivano da club inglesi, ma attraverso intermediari che poi non hanno mai rivelato da quali club venissero le offerte, quindi noi non le abbiamo esaminate. Sono fiducioso sul fatto che quest'anno Hamsik e Lavezzi possano rimanere, perchè il Napoli è in Champions League e loro nel Napoli sono "titolarissimi", come dice Mazzarri, mentre andando in un altro club rischierebbero anche di poter guardare la Champions League dalla panchina".
- Stesso discorso vale per Cavani?
"Per Cavani il discorso è un pò diverso, perchè un giocatore che fa oltre 20 gol nel campionato italiano, ovunque vada deve giocare titolare per forza. Mi lascia un pò perplesso la posizione di Hamsik quando leggo che sta per cambiare procuratore. Se ciò fosse vero, se davvero Hamsik mette Raiola tra i suoi rappresentanti, allora comincerei a pensare che qualcosa della permanenza di Hamsik al Napoli possa essere messa in dubbio, perchè se arriva Raiola ciò avviene o per far lievitare il contratto o, come più probabile, per un trasferimento. Raiola conosce tutti i meccanismi per mettere un club in condizione di dare via un giocatore, è bravissimo nel suo lavoro".
- Su questo argomento, il Presidente De Laurentiis ha dichiarato che l'agente Venglos si è unito a Raiola nel gestire Hamsik. Tra l'altro Raiola lo gestiva già ai tempi del Brescia, lei puo' confermarlo?
"Che Raiola gestisse Hamsik ai tempi del Brescia non mi risulta, mentre è vero che Raiola mi offrì Hamsik, non essendo a conoscenza del fatto che io già avevo comprato lo slovacco. Raiola forse aveva un mandato di Corioni a vendere Hamsik, non credo avesse la procura del calciatore, perchè altrimenti si sarebbe palesata tale procura, ma Hamsik, quando lo comprai, mi disse che il suo procuratore era Venglos ed io infatti parlai solo con lui quando conclusi l'operazione. La cosa strana fu che siccome io l'affare Hamsik l'avevo già concluso tre-quattro mesi prima che finisse la stagione e quando noi eravamo ancora in B, precisamente verso febbraio-marzo, Raiola mi avvicino', quando non si sapeva ancora che Hamsik era già del Napoli, e mi offrì proprio l'acquisto di Hamsik! Se è vero che Raiola è entrato nella gestione di Hamsik, penso che De Laurentiis abbia poco da stare tranquillo. Inoltre è sempre importante la volontà del giocatore di rimanere".
- De Laurentiis ha però dichiarato apertamente che Hamsik sta bene al Napoli...
"Credo che però De Laurentiis forse non conosca bene Raiola che è un procuratore che quando deve fare un trasferimento alla fine l'ottiene, ha una grande personalità ed è bravo a fare il suo lavoro. Sa valorizzare al massimo i propri giocatori. Non dimentichiamo cosa successe con l'Inter e Ibrahimovic che, subito dopo aver vinto lo scudetto, riuscì ad andare via anche se Moratti avrebbe voluto riconfermarlo. Certo, c'è da dire che il presidente dell'Inter fece un grande affare perchè prese Eto'o nella trattativa".
- Porterebbe al Napoli Trezeguet al posto di Lucarelli? Le piace come calciatore?
"Trezeguet mi piaceva".
- Sfatiamo il falso mito che Pierpaolo Marino non fa il tifo per il Napoli...
"Proprio sul fatto che tifo per il Napoli, da quando ero bambino, credo che non ci sia da discutere e oltretutto questo Napoli è mio figlio, perchè togliendo Cavani sono tutti giocatori miei... come potrei non tifare per i miei giocatori!".
- Avrebbe tenuto Pazienza?
"Io intanto l'ho portato al Napoli, poi sono loro che decidono. Quando l'ho portato sono stato criticato, poi invece Pazienza è stato funzionale e importante nel programma di crescita del Napoli e sono contento di questo".
- Anche Gargano resta importante nell'economia del gioco del Napoli...
"Si, così come De Sanctis che secondo me, è stato il miglior portiere di questo campionato, il miglior portiere italiano come rendimento: a tal riguardo fui criticato all'epoca dal presidente, poi pero' De Sanctis ha dimostrato tutto il suo valore".
- Paolo Cannavaro è un capitano da Nazionale, secondo lei perchè non viene convocato?
"Credo dipenda dal fatto che probabilmente porta un nome importante sulle spalle, considerato quello che è stato suo fratello. I paragoni si fanno sempre con Fabio che è stato secondo me, negli ultimi 20 anni, uno dei più forti difensori al mondo".
- Riguardo al futuro di Pierpaolo Marino, si parla di Palermo e Juventus, sono voci fondate?
"Non c'è nulla di vero, ci sono stati dei contatti ma solo in passato"
- Che titolo darebbe alla stagione del Napoli?
"Direi una stagione fantastica!".

Fonte: .napolimagazine.com

martedì 12 ottobre 2010

Pierpaolo Marino: "Napoli, a gennaio servono altri campioni"

La sosta del campionato, dovuta agli impegni delle nazionali, contrariamente a ciò che si è detto e scritto in questi ultimi giorni, non è servita ai club per cominciare ad intavolare quelle trattative che potranno essere definite soltanto dal primo gennaio. I dirigenti delle società di Serie A, salvo poche eccezioni, avrebbero preferito continuare a giocare anche nell'ultima domenica, consumando più partite possibili prima della sosta natalizia. Questo, al fine di raccogliere, dentro e fuori dal proprio contesto, il maggior numero di informazioni utili per mettere a punto le prossime strategie di mercato ed individuare con più precisione gli obiettivi da perseguire. Troppo pochi sei turni di campionato per permettere a tutti di avere ben chiare le idee sui tagli da operare all'organico e, conseguentemente, sui giocatori da acquisire. A tutto ciò, si aggiunga che i due ravvicinati impegni delle nazionali favoriscono infortuni in serie, che, in alcuni casi, mettono in condizione i dirigenti di dover, giocoforza, rivedere le proprie idee sull'adeguatezza degli organici allestiti. Molti pensieri, poche parole e nessun fatto, contraddistinguono, quindi, le lunghe giornate di questa sosta, caratterizzate soltanto da "improbabili" allenamenti a ranghi ridotti, con gli scarti di lusso del saccheggio delle federazioni nazionali. L'incertezza sulle strategie di mercato regna sovrana in questa settimana per molte società, mentre per alcune, già in crisi, si acuiscono i dubbi ed aumentano, in maniera esponenziale, le riflessioni sulla bontà della conduzione tecnica della squadra e sul tempo, forse perduto, per operare in modo deciso prima della sosta. Tuttavia, in chiave mercato, alcuni club sanno già con certezza di dover intervenire con determinazione a gennaio, per non perdere l'ultima chance per rifinire, completare o addirittura rifondare un discutibile mercato estivo. L'Inter, dopo l'immobilità della prima sessione di calciomercato, pagata con l'avvio di stagione meno travolgente degli ultimi anni, ora, sa di dover mettere a segno quei colpi rimasti soltanto in canna ad agosto. Molti continuano a fantasticare (a sproposito, ndr) su Kakà, mentre Moratti sapientemente, si schernisce per distrarre tutti dai veri obiettivi che intende mettere a segno. La telenovela Maicon, che si accenderà o spegnerà, inevitabilmente, a cavallo tra novembre e dicembre, potrà, conseguentemente, determinare, in caso di partenza dell'esterno brasiliano, probabili operazioni con il Real (Benzema?). Per il resto, se il "Placido" Benitez riuscirà, finalmente, a farsi ascoltare, almeno, in società, si riaccenderanno due grandi trattative inopinatamente spentesi a fine agosto, quella di Fabregas con l'Arsenal e di Kuyt col Liverpool. In caso di felice conclusione, nessuno potrà muovere alcun appunto ai dirigenti nerazzurri, perché queste sono le due pedine che mancano per completare un già sontuoso organico.  Il Milan, vive nell'incertezza determinata dalla querelle Ronaldinho, una vicenda che condizionerà anche eventuali movimenti in entrata. Berlusconi e Galliani non vorrebbero fare granchè per non turbare gli equilibri raggiunti, ma, se dovesse verificarsi l'imprevista partenza del Gaucho, il tentativo di anticipato assalto alla clausola rescissoria di Antonio Cassano, potrebbe essere la prima opzione. Un'operazione, quest'ultima, che presenta molte asperità da superare in gennaio, ma che potrebbe rivelarsi molto più agevole a luglio, quando l'opzione di risoluzione del contratto diventerebbe azionabile. La Juventus, al momento, ha già la certezza di dover ancora intervenire a gennaio, nonostante la miriade di acquisti estivi. Due i ruoli che richiedono l'urgenza più estrema: un esterno destro ed un centrale di difesa. Il budget di spesa è, però, esaurito ma la fantasia (probabili scambi con il Milan?) ed acquisti camuffati da leasing (Zapata?), potrebbero permettere altri arrivi "estemporanei" dopo quelli degli ultimi giorni del mercato estivo (Quagliarella e Rinaudo).  Nel frattempo, la Fiorentina, medita su un amletico dubbio: cambiare la guida tecnica o rifondare in buona parte la squadra? Il Napoli, entusiasmantemente trascinato dai vecchi gregari (con un Dossena in più) e dai soliti fenomeni (Hamsik e Lavezzi), dopo l'ottimo inserimento estivo di Cavani, deve intervenire a gennaio, per completare l'organico, con altri campioni di questo livello. Bisogna meditare, infatti, che probabilmente, questo sarà l'ultimo campionato con quattro posizioni utili per la Champions League ed i partenopei hanno una irripetibile possibilità, quella di regalare alla favolosa tifoseria azzurra ciò che per numero, passione e calore, merita ampiamente.

Fonte: Tuttonapoli

martedì 28 settembre 2010

Marino: "Ecco il pagellone ai tecnici. Mazzarri sufficiente, ma il mercato..."

Certo criticare il mercato proprio lui che l'anno scorso ha speso appena 56 milioni di euro e di quei calciatori e rimasto solo Campagnaro e un pò dura da digerire ecco quanto scritto da Pierpaolo Marino nella sua rubrica settimanale su tuttomercatoweb.
"Mazzarri ha diretto, tra le quinte, le manovre del calciomercato della società. Ottima l'intuizione su Cavani, ma la rosa, forse, è stata depauperata di qualche ricambio importante. Il gioco del suo Napoli entusiasma nella versione trasferta, mentre lascia perplessi per quanto riguarda lo spettacolo che esprime al San Paolo. La media fra i due rendimenti determina il voto di sufficienza che altrimenti sarebbe un bel 7 per il Napoli che si esibisce lontano da casa ed uno striminzito 5 per quello casalingo. I successi di Mazzarri, dipenderanno molto, dalla capacità di gestire il turnover nelle varie competizioni, di una squadra che, in alcuni reparti (soprattutto l'attacco), non ha molte varietà di scelta".
Come giudicate le dichiarazioni di Marino