giovedì 28 luglio 2011

Il raziocinio e le regole

Ieri sera tutti hanno assistito all’ennesimo “colpo di testa” del Presidente De Laurentiis. Iniziamo dal principio: nell’intervista fatta al Presidente prima del sorteggio, tra i sorrisini beffardi e gli scambi di parole coperti dalle mani sporche degli altri Presidenti, De Laurentiis ha detto integralmente queste parole “Ho chiesto al Presidente Beretta di tutelare le squadre che devono giocare in Europa e quindi di creargli un calendario ad hoc perché altrimenti se il calcio italiano deve essere un calcio che recuperi una certa potenza ed una certa presenza in Europa non si può creare un campionato ad uso e consumo di nessuno o ad uso e consumo di qualcuno che ha interesse magari di creare degli ostacoli a chi potrebbe creargliene a lui e quindi credo che in passato non si sia usata la cautela nella casa nostra, perché la lega ci si dimentica molto spesso che è la nostra casa, quindi siamo noi che dettiamo i regolamenti e questo secondo me quest’anno credo stia un po’ tornando di moda e forse per la prima volta si sta creando questa moda che poi è la moda della correttezza”.
Analizzando bene si può notare che il Presidente punzecchia fortemente sul “non si può creare un campionato ad uso e consumo di nessuno o ad uso e consumo di qualcuno che ha interesse magari di creare degli ostacoli a chi potrebbe creargliene a lui” ma poi si sofferma sul “la lega ci si dimentica molto spesso che è la nostra casa, quindi siamo noi che dettiamo i regolamenti” e chiude, forse soddisfatto da qualche precedente discorso in lega, sul discorso che lo fa stare sereno “secondo me quest’anno credo stia un po’ tornando di moda e forse per la prima volta si sta creando questa moda che poi è la moda della correttezza
Se si prende poi in analisi lo sfogo finale, tralasciando l’utilizzo di parole colorite che sono le uniche che fanno capire il senso di quel che si sta dicendo, si nota che è strettamente collegato al discorso che ha fatto in principio:

De Laurentiis a Cellino:Abbiamo delle teste di c*** lì
Cellino:Aurelio…… Aurelio
Fassone gli dice qualcosa tipostai calmo
De Laurentiis a Fassone:Non me ne frega un c*** a me
De Laurentiis a Cellino: Voglio ritornare a fare cinema, siete delle mer**
Cellino:Aurelio…

Inseguito dai giornalisti che continuano a chiedergli perché quello sfogo e se era riferito ai calendari:

Giornalista:Si sente preso in giro?
De Laurentiis: E’ l’Italia che si sente presa in giro
Giornalista: Da chi?
De Laurentiis: Lo sapete benissimo…
De Laurentiis: Mi vergogno di essere italiano
Giornalista: La risposta è nel calendario?
De Laurentiis: No no
Giornalista: Perché si vergogna di essere italiano
De Laurentiis: Per la verità mi sono sempre vergognato di essere italiano
De Laurentiis: Non ho voglia di parlare, va bene?

E poi la fuga cinematografica a bordo di un motorino che, pare, sia di uno sconosciuto .

Quello del presidente è sì un comportamento discutibile, ma non mi sembra sbagliato! Ha detto “siete delle merde”, termine forse volgare ma che fa parte del dizionario quotidiano! Probabilmente avrà ormai pieno il sacco e a differenza degli altri 19 presidenti di serie A (forse Zamparini escluso) non ha peli sulla lingua! E’ stufo del marciume che gira intorno alla serie A, del tavolo nel quale si decide lo scudetto! Non vuole scendere a patti e sedersi a quel tavolo, vuole semplicemente che quel tavolo si sciolga e si torni a giocare a calcio, al bel calcio che piace ai tifosi! Le belle partite in cui non ti viene neppure in mente l’idea di un complotto, ma solo la soddisfazione di aver visto una splendida partita! Questo ormai manca da anni! Lui l’aveva chiesto sia qualche giorno fa e sia all’inizio del sorteggio e guarda caso le due milanesi, la lazio e la juve sono capitate proprio prima e dopo la champions! Tutto ciò ti fa saltare i nervi!
Sono anni che De Laurentiis chiede di cambiare alcune regole, chiede di rinnovare il calcio italiano, lo chiede per le società, per il sistema, per il buon gioco, per i tifosi! Il calcio è malato, assistiamo ogni campionato a complotti, partite truccate, favori arbitrali… tutti lo pensano ma nessuno lo dice! Passano gli anni e dopo tempo viene a galla la verità, ma mai si dice che chi urlava, sbottava e faceva delle uscite “cinematografiche” aveva ragione.
In generale si è arrivati ad un punto, nella nostra società, che per ottenere qualcosa bisogna o scendere a compromessi, o urlare e farsi sentire! Aurelio utilizza la seconda opzione, che nel bene o nel male, che piaccia o meno può dare i suoi frutti!

Per tutto questo mi sento di dire: IO STO’ COL PRESIDENTE
Marco Iermano.

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