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giovedì 9 agosto 2012

Maggio prolunga fino al 2015

Sembra essere giunto finalmente al termine il tira e molla tra il Napoli ed il centrocampista Christian Maggio, che dovrebbe legarsi alla società partenopea fino al 2015. A confermare il raggiungimento dell’accordo per il rinnovo è stato l’agente del giocatore, Massimo Briaschi, che si è così espresso ai microfoni di Radio CRC: “Per il rinnovo del contratto di Maggio eravamo d’accordo con la società azzurra, mancava solo l’ufficialità proveniente da De Laurentiis. Il contratto di Maggio scadrà a giugno del 2015, quindi il rapporto con il Napoli è stato prolungato di altri due anni. Christian è contento del contratto che ha firmato perché vuol continuare la sua avventura in maglia azzurra. L’Inter non mi ha mai chiesto ufficialmente Maggio, i club inglesi interessati al mio assistito giocano la Champions League, ma ormai è acqua passata e a nessuno importa più nulla di queste questioni anche perché Maggio si sente napoletano. Quella di restare a Napoli è stata una decisione del giocatore, Christian è contento di Napoli e della società”. (fonte Calciomercatonews)

lunedì 6 agosto 2012

De Laurentiis dalla Cina: “Assenza di Conte ? E’ come se ci fosse. Cavani è decisivo, sul mercato no a Cissokho e attacco a posto così”

Il presidente Aurelio De Laurentiis è a Pechino dove ha subito tenuto una conferenza stampa. Ecco le prime dichiarazioni del patron azzurro.

Sulla sfida alla Juve di sabato "La Supercoppa è importante soprattutto per noi napoletani, per dare continuità a una vittoria attesa da anni"

Sulla scelta di Pechino "Sono contento d'aver portato il Napoli qui. Mi dispiace per i tifosi delle due squadre ma il calcio italiano ne ha bisogno".

Sul Matador "Cavani in questi giorni metterà benzina, è uomo decisivo sotto porta ma corre anche tanto per la squadra".

Conte squalificato "Assenza Conte influenzerà? Non sarà in campo ma ci sarà, noi 'senza' Mazzarri in panchina abbiamo vinto molte volte".

Sulla comunicazione "La Figc deve essere più attenta.All'estero l'Italia degli Europei la consideravano squadra di colpevoli".

Mercato "Sulla fascia destra ipotizziamo delle soluzioni già prima del 'no' di Balzaretti. Una di queste non è Cissokho".

Su Vargas "Vargas sta facendo assist intelligenti, deve solo abituarsi all'italiano di Mazzarri. L'attacco comunque va bene così".

Fonte: Tuttonapoli.net

mercoledì 30 maggio 2012

UFFICIALE. Mazzarri resta alla guida del Napoli

Il Presidente della SSCN Aurelio De Laurentiis e l’allenatore Walter Mazzarri si sono incontrati oggi a Roma, nella sede della Filmauro, per gettare le basi della prossima stagione. “Sono molto soddisfatto. Abbiamo parlato a lungo e a 360 gradi, analizzando la stagione appena conclusa e gettando le basi per la programmazione della prossima” ha detto De Laurentiis “Siamo in perfetta sintonia per operare tutte le azioni che pongano le basi per una stagione che sia positiva e densa di soddisfazioni. Ho anche avviato una negoziazione con Mazzarri per il prolungamento del suo contratto di un ulteriore anno” ha aggiunto. L’incontro, previsto originariamente per domani a Castel Volturno, è stato possibile oggi grazie al venir meno di alcuni impegni fissati dal Presidente De Laurentiis che ha anticipato un importante incontro con il regista di Attack the Block, Joe Cornish. All’incontro hanno preso parte anche il Consigliere Delegato Andrea Chiavelli e il Direttore Sportivo Riccardo Bigon. “Insieme al Presidente abbiamo condiviso la necessità di continuare a lavorare per la crescita del Napoli con acquisti mirati a rafforzare la rosa nel rispetto del fair play finanziario e delle opportunità che il mercato offrirà, sulla scorta di quello che abbiamo fatto nell’ultimo triennio” ha affermato Mazzarri.

mercoledì 16 maggio 2012

De Laurentiis alla squadra: “Vi ringrazio, è stata una stagione esaltante”. E rivolto al Pocho: “Viva Ezequiel!”

Durante la cena il Presidente De Laurentiis ha ringraziato la squadra: “Ringrazio tutti voi per questa stagione, a cominciare dal mister che è una persona straordinaria con la quale è sempre bello e piacevole arrivare al traguardo. Mazzarri ci ha traghettato verso obiettivi importanti, perchè io reputo importante questa stagione, anzi la definirei esaltante” “Per il prossimo anno ci stiamo già muovendo, stiamo organizzando amichevoli prestigiose e poi avremo la Supercoppa in Cina. Parteciperemo all’Europa League e dimostreremo di saper dare importanza anche a questa manifestazione e non ci sentiremo certo sminuiti nel disputarla”. Poi un augurio per la finale di domenica: “Mi auguro che la serata dell’Olimpico possa dare a voi ragazzi quel successo che vi spetta e che meritate, per chiudere al meglio questa bella stagione”. Il Presidente ha poi salutato la squadra con una sentita esortazione dedicata a Lavezzi: “Viva Ezequiel!” Dopo l’applauso che ha suggellato il discorso di De Laurentiis, è intervenuto Morgan De Sanctis che ha parlato a nome del gruppo: “C’eravamo lasciati l’anno scorso in questo contesto festeggiando l’ingresso in Champions, ci ritroviamo adesso qui ed ha ragione il Presidente nel dire che dobbiamo essere contenti di questa stagione, perchè anche questa è stata una annata straordinaria. Abbiamo conquistato l’Europa per il terzo anno consecutivo e questo è un motivo d’orgoglio per tutti noi”. Poi Morgan ha rinnovato il suo rito beneaugurante prendendo il microfono ed intonando la canzone portafortuna “Non succederà più”, coinvolgendo tutta la squadra in un balletto divertente. (fonte Sscnapoli)

martedì 10 aprile 2012

FUORIONDA. Gianfranco Coppola: “Possibile che il Napoli non possa mandare due-giocatori-due a firmare un po’ di autografi ai tifosi? Il calcio non è solo una sporca faccenda di gol e contratti”

A tg notte ormai “cucinato”, una carrellata sui siti. E leggo su TuttoNapoli.net: Nonostante la brutta sconfitta con la Lazio, entusiasmo a mille a Castel Volturno. Complice anche il giorno di festa centinaia di tifosi erano presenti all’ingresso del centro sportivo per cercare di strappare una foto o un autografo ai giocatori azzurri. Quasi tutti, però, rimasti delusi. I calciatori del Napoli sono stati costretti ad uscire da un varco secondario, dribblando così le tante persone e i tanti bambini accorsi.

Nel giorno in cui la Napoli col lungomare liberato ha festeggiato la riscoperta della città (la crisi avrà anche indotto molti ad evitare spese non fondamentali, l’incertezza del tempo avrà consigliato a chi ha case sulle costiere o nelle isole del golfo ad avitare di andarci per fare i servizi tra polvere e tasso di umidità ma è stato bello vedere turisti e cittadini assieme senza l’assillo della strombazzata e della caccia al parcheggio in tripla fila) una notizia che mette al centro della vicenda non solo sportiva il rapporto tra la tifoseria e il Napoli.

Insomma, c’è chi ha pensato di passeggiare intorno alla pineta dell’Holyday Inn magari coi figli sulle spalle per fargli vedere i calciatori. Accadde già al ritorno dal lungo ritiro estivo: migliaia sotto il sole a perpendicolo e steward (incolpevoli, sia chiaro) inflessibili. Non si passa. Dentro, nella hall dell’albergo, i dirigenti di ieri come quelli di oggi (è cambiato qualcosa, ma impercettibilmente) duri come statue di marmo. Chi scrive, ha dovuto insistere su una cosa che è poi accaduta ma non certo per merito mio, sia chiaro: un allenamento al San Paolo. Ricordo/ricordiamo quelli a Soccavo quando gli schemi di Bianchi o Bigon non erano di sicuro meno importanti di quelli di Mazzarri, ma sugli spalti c’erano centinaia di persone. Tutti spioni? E i giornalisti? C’era chi tornava al lavoro col passaggio di un calciatore. A me, capitava con Careca col quale parlavo di samba e gol brasiliani. E non a caso, mi volle sul palco con lui per un saluto per il suo addio al calcio al San Paolo. Oggi ad un tifoso seguire il Napoli costa soldi, ma mai si sono registrati vuoti in casa e fuori, tra campionato, Coppa Italia, Champion’s e persino precampionato con le amichevoli di presentazione.

Quel giorno d’agosto al rientro dal ritiro nessuno pensò di andare a spiegare che per urgenti lavori all’impianto non si poteva consentire l’ingresso ad alcuno. Telecamere e fotografi hanno stazionato lontano dal campo d’allenamento finchè non è intervenuta la Uefa che ha obbligato i sacerdoti ad aprire il tempio per le esigenze della Champion’s. Ieri, Pasquetta, la stessa cosa. Era impossibile mandare duegiocatoridue a firmare un po’ di autografi, a stringere mani, a mettersi in posa per un clic d’amore? Il Napoli gronda di manager (da Fassone uomo esperto di stadi e cose di Lega ma messo in condizione – o no? – di essere impalpabile a Formisano che è tra i pochi manager d’Italia ad avere la fila fuori dalla porta e non invece viceversa essere costretto a chiedere uno sponsor) fino al settore comunicazione arricchitosi con l’arrivo del direttore Lombardo nato a Napoli, che pure avendo svolto una eccellente carriera nella capitale italiana del business e della comunicazione di sicuro ne capisce di promozione e marketing mediatico. Ricordate su you tube Hamsik che giocava coi bambini a pallone ed esultava per un gol? Non può far nulla neppure Lombardo? Sono ormai in età per sapere che gli equilibri di una società di calcio e di una squadra sono complicatissimi, ci sono da sincronizzare 40 teste ed è scomodo. Ma c’è una testa che conta più di tutte. E’ più che mai il momento di Aurelio de Laurentiis: il futuro del Napoli si coniuga da oggi. Se ha intenzione di rinnovare tecnicamente, per migliorare, fa benissimo a farlo con riservatezza ma anche a lanciare segnali risoluti. Al socio della Filmmaster (K-Events) che ha dato prova della sua abilità e grande professionalità (farà anche la cerimonia di Rio 2016) che impressione fa sapere che i tifosi faccia caldissimo o ci sia un vento di tramontana gelido ma sono lì coi figlioletti fuori dall’albergo-fortino di Castelvolturno sono trattati come incursori? Il calcio non è solo una sporca faccenda di gol e contratti. Almeno, ad occhi aperti ci auguriamo sia così.

giovedì 2 febbraio 2012

Questi prezzi sono un oltraggio ai napoletani

Per me è una follia fissare prezzi così alti per una partita di Champions senza neppure garantirci, l’anno prossimo, una Champions. E non parlo soltanto dei prezzi esorbitanti delle Tribune, ma soprattutto dei 100 euro per l’acquisto di un posto nei Distinti, un settore in cui non solo non ho un posto assegnato, per cui sono costretta a mettermi in fila dal primo pomeriggio per accaparrarmi un posto decente da cui guardare, ma in cui persino i bagni sono da terzo mondo. Mettere un prezzo così nei Distini significa trattarmi da mulo e da deficiente. E’ come se qualcuno volesse privarti del diritto di andare allo stadio.
Perché in un momento in cui in città non funziona un cazzo, come ci ha detto il Presidente, e la gente perde il lavoro e la speranza e le mense dei poveri sono piene di esponenti della fu media borghesia, mettere dei biglietti a questi prezzi assurdi è da folli. Le curve a 30 euro sono la cosa che mi manda più in bestia, però. Perché trovare i biglietti di curva è un’impresa ai limiti dell’impossibile e alla fine i biglietti di curva sono già quasi tutti “assegnati”. Non sappiamo come funziona la vendita dei biglietti di curva? Non li abbiamo visti quelli che arrivano con i sacchi e senza neppure i documenti in copia e si accaparrano quantità esorbitanti di biglietti? Sorge il dubbio che i 30 euro per le curve, che non rappresentano un prezzo tutto sommato esorbitante, dipendano dal fatto che Aurelio sa che se li avesse portati più su si sarebbe ritrovato le orde barbariche sotto casa.
Se preferisce avere uno stadio pieno di tifosi occasionali arricchiti che fischiano la squadra si accomodasse. Però la smettesse pure di chiedere l’incitamento del pubblico. Per quanto mi riguarda, chi si presta a pagare un prezzo così alto perché lui continui a trattarci come bestie si merita esattamente tutto quello che ci consegna ogni volta che può. Sacrifici sì, quanti ne vuoi. Ma questo è come avere la faccia sporca di saliva dopo uno sputo. È inaccettabile.
Ilaria Puglia
Il Napolista

lunedì 23 gennaio 2012

Antonello Perillo: “Le dichiarazioni di Mazzarri mi lasciano molto perplesso e mi sembrano ingenerose nei confronti di De Laurentiis e della stessa squadra”


A metà campionato la classifica parla chiaro. Il Napoli è venuto clamorosamente meno nelle sfide con le piccole. Contro Chievo, Parma, Catania, Novara, Bologna e Siena la squadra di Mazzarri ha raccolto la miseria di 3 punti sui 18 a disposizione. Avessero quanto meno rispettato la media inglese, vincendo i due confronti casalinghi e pareggiando i quattro esterni, gli azzurri ora avrebbero 7 punti in più in classifica e si ritroverebbero quarti, a due sole lunghezze dalla zona Champions e a cinque dalla capolista Juventus: insomma sarebbero in corsa finanche per lo scudetto.
I FESSI. Mazzarri ha detto che sono i fessi a ragionare con i “se” e con i “ma”. Magari sarò il principe dei fessi, ma a me i conti proprio non tornano. Come si possono regalare 15 punti su 18 a sei squadre così mediocri? E come si possono giustificare risultati tanto deludenti con la storia della sfortuna e con la strampalata questione del budget degli stipendi? Caro Mazzarri, io la stimo tantissimo, ma le faccio notare che il suo ragionamento non regge e può rivelarsi finanche controproducente per l’intero ambiente azzurro. Prima osservazione: affermare che il settimo posto di questa stagione sia frutto solo della sfortuna equivale a dire che l’eccellente terzo posto della stagione scorso sarà stato figlio solo di una fortuna sfacciata e non dei meriti suoi e dei ragazzi. Seconda considerazione: se fosse vero che la classifica rispecchi sempre il monte stipendi delle squadre, ci spiega perché i milionari giocatori del Napoli hanno raccolto solo figuracce contro i colleghi di squadre dai budget ridottissimi, come Chievo, Novara, Siena, etcetera etcetera? Conti correnti alla mano, li avremmo dovuto seppellire di gol.
DE LAURENTIIS. Trovo oltremodo ingenerose nei confronti di De Laurentiis e degli stessi atleti azzurri, le dichiarazioni rilasciate dal mister dopo il pareggino in Toscana. Il presidente ha cacciato bei quattrini la scorsa estate per rifare il centrocampo. Tra Inler e Dzemaili il patron ha investito più di 25 milioni. E’ colpa sua se i due svizzeri stanno giocando molto, ma molto, al di sotto delle aspettative? Lo sa Mazzarri che l’acquisto di Inler è stato il più costoso dell’intera scorsa sessione di calciomercato? Non è stato forse lui a volerlo? E non va riconosciuto a De Laurentiis il merito di essere stato abilissimo a trattenere con stipendi ragionevoli tre crac del mercato cercati da tutti i grandi club del pianeta, come Hamsik, Lavezzi e Cavani? Vuoi vedere che per colmare il gap con la Juve, le milanesi e le romane, il presidente avrebbe dovuto anche… raddoppiare gli stipendi ai tre tenori? Mi chiedo, poi, alla luce di quanto detto da Mazzarri, come si sentiranno adesso i giocatori azzurri. Saranno felici di essere stati considerati degni di lottare per un sesto-settimo posto? E’ davvero questo il modo migliore per motivarli al meglio in vista di una bella rimonta in classifica, auspicata pochi giorni fa dallo stesso De Laurentiis? O gli si sta fornendo, ai calciatori, un alibi perfetto in caso di fallimento?
EQUIVOCI TATTICI. Il mister ha tanti meriti, e glieli ho riconosciuti anche nei momenti più burrascosi, la scorsa primavera, del suo rapporto col Napoli, ma dovrebbe essere molto più attento nelle sue esternazioni e concentrarsi, invece, sui veri nodi da sciogliere. Primo nodo: la difesa sta attraversando un periodo di forma imbarazzante. Sono 8 partite consecutive che il Napoli incassa gol. Campagnaro, Cannavaro e Aronica saranno sempre inamovibili, tutti a tre sempre assieme? E l’idea di una linea a quattro è sempre tutta da scartare? Secondo nodo: il centrocampo non fa filtro come nella scorsa stagione. Inler ha forse problemi di personalità? Pazienza, che costruisce con minor qualità ma era un’iradiddio in fase di filtro e di intensità agonistica, andava a forza buttato via come un ferro vecchio, o poteva invece servire in caso di necessità? E Dzemaili è stato pagato 8 milioni più metà Santacroce solo per fare panchina? Altro nodo: si può provare seriamente qualcosa di nuovo sotto il profilo tattico? Si può evitare di andare in affanno quando le altre squadre giocano “a specchio” e bloccano le fasce? Si può chiedere a Cannavaro, generosissimo, di non scavalcare sempre il centrocampo con una decina di lanci a partita?
UN MERCATO SCONFESSATO. Britos e Donadel quanti mesi ancora dovranno lavorare per indossare la maglia azzurra? Vargas a che punto sta con l’apprendistato? E Fernandez, Fideleff e l’amico del Pocho, Chavez, sono stati acquistati per fare un dispetto a qualcuno? C’è la speranza che non facciano tutti a fine di Ruiz? Possibile che a giocare siano sempre gli stessi, anche quando sono palesemente fuori forma? Considerando, poi, il ruolo marginale di Dzemaili e l’ormai imminente cessione di Santana, mi sembra lecito interrogarmi sulle scorse scelte di mercato: a parte quella legata al deludente Inler, Mazzarri le ha finora sconfessate tutte. Non sarebbe meglio ripartire proprio da qui? Non si potrebbe provare a dare spazio a qualche volto nuovo, quanto meno per far rifiatare qualche esausto titolarissimo?
RIPARTIRE DALLA COPPA ITALIA. Il Napoli deve subito ricompattarsi. Non c’è più tempo da perdere: dopo domani è atteso da una sfida importantissima in Coppa Italia. Battere l’Inter significherebbe, vista la composizione del tabellone, avere ottime possibilità di volare verso la finale e aggiudicarsi, anche in caso di mancata vittoria del trofeo, un piazzamento in Europa League. Meglio di niente, visto il rischio concreto di restare fuori il prossimo anno dalla massima competizione continentale. Se poi dovesse anche passare gli ottavi di Champions contro il Chelsea, la squadra azzurra avrebbe dato un senso compiuto alla propria stagione. Il terzo posto in classifica? E’ Mazzarri a dire di non crederci più. Forse il mister preferisce concentrarsi solo sulle coppe. Ma i tifosi, che sognavano di poter finalmente lottare per lo scudetto, quanto apprezzeranno? Sarò un fesso, ma ci credevo anche io.


mercoledì 28 dicembre 2011

Mazzarri a cuore aperto: “Difendo Napoli quando l’attaccano con i luoghi comuni. Non ho mai sbagliato una stagione in 10 anni di carriera”


Walter Mazzarri «Renzo Ulivieri mi volle a Napoli come vice (campionato 1998-99, ndr) e mi presentò così: vi ho portato un ragioniere. Perché io sono così. Ragiono e ragiono. E poi ragiono. Non capisco quelli che dicono: giocare in Borsa. Io non gioco, io i soldi li investo. Un giorno ho spiegato una mia idea a un direttore di banca e quello mi ha detto: lo sa, non ci avevo mai pensato».
Buongiorno, Mazzarri. Le dispiace se, al di là della sua natura pragmatica, la chiamo l’uomo dei sogni? Il suo, in panchina, è partito nel 2001, da Acireale, e dieci anni dopo l’ha portata con il Napoli in Champions League. «Dieci anni. E sa quante stagioni ho sbagliato? Nessuna. Lo scriva, lo scriva. A Reggio Calabria, quando ci siamo salvati partendo da -15, hanno fatto la festa e sa come l’hanno chiamata? Festa scudetto. Mi ha dato tanta soddisfazione. Dieci stagioni, zero sbagliate. È nei fatti».
Però ce ne saranno state di migliori e di peggiori. O no? «Io le vedo come un lungo filo, quello della mia carriera. Per giudicare un allenatore, così come dovrebbe avvenire per qualsiasi lavoro al mondo, bisogna tenere conto di tutto quello che uno ha fatto, non degli ultimi sei mesi. E poi bisognerebbe calcolare le carriere attraverso quella che io chiamo la classifica comparata».
E sarebbe? «Si prende il monte ingaggi di una squadra e lo si compara con il risultato ottenuto in classifica. Hai il monte ingaggi più alto e vinci il campionato: hai fatto il tuo. Hai il secondo e arrivi sesto: hai fallito. Hai il sesto e arrivi terzo: sei stato più bravo di chi ha vinto lo scudetto con uno squadrone».
Detta così sembra un discorso pro-Mazzarri.. «È un discorso logico, non ci sono né pro né contro. Mi permetto di fare il nome di Aronica perché è un ragazzo che conosco come le mie tasche e che ho portato dalla Reggina fino agli ottavi di Champions League. Aronica al Napoli guadagna poco più di quello che prendeva a Reggio Calabria. Però ha marcato Ribéry, Balotelli, Giuseppe Rossi..».
Chiaro. È più facile riuscirci con Thiago Silva, vero? «Capisco dove vuole arrivare. Mi vuole fare litigare con Allegri? I livornesi, i rivali, Milan-Napoli..».
Non vogliamo farla litigare con nessuno. È lei che ha detto che, tra colleghi, non ci può essere amicizia. «Lo pensano tutti, ma poi lo dico soltanto io. E dicono che sono antipatico, che non riconosco il merito altrui, che non so perdere..».
Però le dà più fastidio quando le dicono che il Napoli gioca bene solo in contropiede. «Certo, ma perché quella è una falsità bella e buona. Prima venivano a Napoli e se la giocavano, adesso si chiudono dietro in dieci e esultano per un pareggio. Anche le grandi squadre, sa? Ma per me è un vanto, vuole dire che siamo cresciuti in modo esponenziale».
Faccia uno sforzo: un allenatore che stima? «Mourinho».
Un altro mostro di simpatia. Riproviamo .«Mi piace Luis Enrique, ha le sue idee e tira dritto per la sua strada».
Però non ha fatto la gavetta, come Villas Boas che allena il Chelsea dopo un solo anno al Porto… «Che fa? Mi fa litigare anche con Villas Boas? Sa cosa invidio a Villas Boas?».
Il monte ingaggi? «Macché! Il clima che si respira nel calcio inglese. Io sono un combattente, ma in Italia a volte si esagera».
Lo stadio inglese, Stamford Bridge, lo rivedrà il 14 marzo. Emozionato? «Sarà un’esperienza indimenticabile, ma che ci siamo meritati. Torniamo alla classifica comparata: in che fascia eravamo al sorteggio?».
Quarta fascia, l’ultima. «Vede, vede. Allora abbiamo fatto un miracolo».
Il momento più importante di questo miracolo? «Ne dico due: le partite contro il Manchester City. All’andata abbiamo capito che in Champions non eravamo degli intrusi. Al ritorno abbiamo fatto la partita quasi perfetta. Perché per me la partita perfetta non esiste».
Avevamo questo sospetto. Mi dica, allora, il giocatore (quasi) perfetto. «Le dico quello dei miei che in pagella prende quasi sempre meno di quello che merita: Marek Hamsik. È un giovane vecchio, sa sempre quello che deve fare. Sempre quello che serve alla squadra».
Come vive Napoli, città piena di contraddizioni, meravigliosa e terribile? «La vivo poco, perché non esco. Vivo a Pozzuoli, vado sempre allo stesso ristorante dove so che potrò stare tranquillo. In città ci sarò stato un paio di volte. Però la difendo quando la attaccano e quando attaccano i napoletani, perché non sopporto i luoghi comuni».
I rapporti con il presidente De Laurentiis sono sempre buoni? Sa, quest’estate… «Buoni, buoni. Ma all’esterno c’è un gioco ad alzare sempre l’asticella, che non mi piace. Quando le cose vanno bene esce una voce, un sussurro, una maldicenza».
Ha una moglie e un figlio che non vivono con lei a Napoli. È il prezzo che ha dovuto pagare al calcio e, soprattutto, al suo modo di vivere il calcio? «Forse un giorno scriverò un libro. E, se lo farò, sarà per dire a mio figlio tante cose che non ho avuto modo di raccontargli in questi anni. La mia è una bella storia, sa?». Si offende se le diciamo che, dal vivo, sembra più simpatico? «No, semmai la ringrazio». (fonte Corriere del Mezzogiorno)

giovedì 29 settembre 2011

De Laurentiis: "Contro l'Inter conto su Lavezzi, Hamsik, Zuniga e Maggio"

Ho avuto il piacere di moderare il dibattito che ha avuto per protagonista il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis. Tema dell'incontro, con il rettore della Federico Secondo Massimo Marrelli e con l'assessore regionale all'Università Guido Trombetti, era 2Impresa autentica". Grazie a Vincenzo Petrazzuolo per le fotografie. Nell'articolo del Corriere dello Sport ecco cosa ha detto De Laurentiis a margine del dibattito.
Antonello Perillo
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Una finale di Champions Inter-Napoli? "In barba a Platini sarebbe il trionfo del calcio italiano". Lo ha detto il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, a margine della premiazioni del progetto 'Start cup Campania 2011' avvenuto nella sede dell'Università Federico II. Gli azzurri sabato sera saranno di scena a San Siro. "Noi siamo grandi contro le grandi perchè i campioni ci esaltano - ha sottolineato il massimo dirigente azzurro - Le grandi ci fanno giocare mentre sono le provinciali che ci mettono più in difficoltà. Sarà una bella partita, l'inter ha ritrovato la sua luce con Ranieri. Sarà una sfida emozionante, punto sul Pocho, su Hamsik, Zuniga ed il rientrante Maggio per far vedere una bella squadra contro i nerazzurri. Mi dispiace per Cavani (infortunato ndr) e so anche quanto dispiace ad un guerriero come lui non esserci in un match simile. Comunque sarà anche l' occasione per vedere le riserve che hanno bisogno di tempo". "Aspettiamo di vedere al lavoro - ha aggiunto - Britos, Dzemaili, Donadel sono giocatori che devono avere il tempo di integrarsi e quindi accettiamo anche arrivino delle sconfitte con loro in campo. A fine dicembre, tireremo le somme. Gli infortuni sono incidenti di percorso che possono capitare. Meno male che è rimasto Gargano".
FINALE CHAMPIONS INTER-NAPOLI? UN SOGNO - Sono 17 anni, gli è stato ricordato, che la compagine partenopea non vince a Milano con l'Inter. "Il 17 è un numero che mi porta bene - ha ripreso il produttore cinematografico, a cui poi è stato chiesto cosa sarebbe una finale Champions con l'Inter: 'Eh, sarebbe un trionfo del calcio italiano, in barba a Platini. Moratti tifa per noi in Champions? Io in questa competizione tifo sempre per le italiane anche perchè si rivaluta il nostro calcio ed i nostri allenatori. Sabato sera mi aspetto il guizzo da Pandev, spero si procuri la sua rivincita contro gli ex". Infine De Laurentiis ha ribadito come chi fa la Champions paghi qualcosa in campionato. "E' un fatto che abbiamo visto con tutte le altre squadre che hanno affrontato le cosiddette piccole, tra le quali mi ha colpito il Siena che ha un allenatore napoletano. E poi anche l'Atalanta: ci sono giocatori come Denis, Cigarini, Mannini e Calaiò che magari da noi non renderebbero cosi ma che stanno facendo bene e quindi questo dimostra che abbiamo fatto degli ottmi mercati", ha concluso De Laurentiis. Corriere dello Sport.

mercoledì 21 settembre 2011

Parla Bigon: "Inler colpo più difficile, Pandev il più facile. Vidal era perplesso. Ruiz è un grande giocatore"

Il ds azzurro Riccardo Bigon ha rilasciato un'intervista al Corriere dello Sport.

Bigon, se l'aspettava?
«Domanda, eventualmente, da rifa­re a marzo, aprile. Perché dopo due giornate di campionato e una di Champions, non azzardo valutazioni né entusiastiche né pessimistiche. Troppo presto».

Giriamo al largo: pensava mai che questo Napoli fosse così autorevo­le?
«Avevamo ben chiare le attitudini caratteriali e le caratteristiche tec­niche del gruppo, sapevamo dello spessore dei ragazzi: però è vero che prestazioni come Manchester e co­me quella con i campioni d'Italia del Milan danno soddisfazione e aiutano la crescita».

Come è nata questa squadra da scu­detto?
«Bel trappolone, questo: da scudet­to lo dice lei....».

Veramente lo dicono Lippi, Zoff, Mauro, Damiani, Altafini, il calcio intero (quasi)...
«Mi limito a sottolineare com'è nato questo Napoli, ch'è figlio d'un lavo­ro d'equipe. E' il Napoli d'una socie­tà che si confronta, che analizza, che rispetta i ruoli. E' il Napoli d'un pre­sidente ambizioso, che ci lascia car­ta bianca: non c'è, in questa squa­dra, un calciatore che non fosse sta­to scelto da me o da Mazzarri».

Il colpo più complicato?
«Il più estenuante, ed è noto: Inler. Ma in lui c'è sempre stata la volon­tà precisa di aderire alla nostra idea. Il suo entusiasmo non è mai manca­to. E' evidente che in fase di tratta­tiva possano sorgere problemi, ma sono stati risolti».

Il colpo più semplice?
«Pandev, senza ombra di dubbio. Un minuto di colloquio: ti piacerebbe? Sì. Poi De Laurentiis ha telefonato al presidente dell'Inter, Moratti, ed abbiamo chiuso».

Il rimpianto?
«Nessuno, perché abbiamo centrato gli obiettivi. Con Criscito è andata così, ma sono fatalista e penso che il destino abbia voluto separarci: ne abbiamo preso atto, ma non c'è ma­lanimo».

Eravate su Vidal...
«Non scendo nei particolari delle trattative, perché mi sembrerebbe inelegante. In termini generali, ab­biamo lasciato perdere ogni collo­quio con calciatori che sembravano perplessi dinnanzi al nostro interes­samento. A quel punto, abbiamo vi­rato».

L'impressione generale, a giugno, sosteneva l'ipotesi che uno dei tre tenori potesse partire.
«E alla distanza la verità è stata un'altra: i gioielli sono rimasti qua. Anche perché la loro volontà era precisa: continuare in questo Napo­li, divenuto sempre più intrigante. La loro è stata una scelta precisa, che ha provveduto a tener lontani ­insieme alle dichiarazioni di incedi­bilità del presidente - eventuali cor­teggiatori».

Ora si può (riba)dire: Manchester City e Zenit San Pietroburgo s'era­no spinte oltre per Lavezzi?
«No comment. Per me vale la realtà che viviamo, non quella che si può intuire o dedurre. E poi il mercato è questo. Ma nel Napoli ci sono anco­ra Cavani, il Pocho ed Hamsik, uo­mini che hanno espresso il desiderio di rimanere al centro d'un progetto d'un club credibile e carico di aspi­razioni».

Quanto incide, ovviamente in posi­tivo, il rapporto talmente solido, fraterno, tra lei e Mazzarri?
«Una premessa mi sembra dovero­sa: mi stupisco che in questo mondo, e intendo il calcio, ci si stupisca d'un rispetto reciproco e di una sintonia assoluta tra due figure così rilevan­ti all'interno d'una società. Con Mazzarri abbiamo un'intesa che si è consolidata negli anni, frequentan­doci assiduamente ed avendo una visione del lavoro simile, identica. Ma anche con altri tecnici sono an­dato d'accordo. E' il mio modo di es­sere».

Torniamo alla costruzione del Na­poli, all'estate, a certe esigenze sor­te in corso: si rompe Britos...
«Ed in tre giorni abbiamo dovuto in­tegrare l'organico. La bontà dell'or­ganizzazione ha consentito di indi­viduare in Fideleff il giovane su cui puntare. Vedere centinaia di partite, fare migliaia di chilometri, avere un quadro ampio, internazionale delle risorse è stato decisivo e di ciò devo dare atto a Micheli, a Mantovani, a Zunino, il nostro gruppo di lavoro scouting».

Volevate Juan....
«Ma con il Brasile è più complesso definire una trattativa e tre giorni non sarebbero bastati. Vero che Juan è di grandi prospettive, un ‘91 di gran livello; ma Fideleff ha solo due anni in più ed ha già giocato».

L'addio a Victor Ruiz ha lasciato perplessi...
«Un affare economico, certo. E poi una valutazione complessiva: Ruiz è calciatore di indubbio valore, tant'è vero che è titolare nel Valencia, che finirà per trovar posto tra i convoca­ti della nazionale spagnola; però va anche detto che talvolta le caretteri­stiche di un calciatore possano non sposarsi con quelle di un club o per­sino di un Paese. Lui per noi rimane di enormi prospettive, però forse è la Spagna si adatta di più alla sua in­dole».

E, come spesso accade, avete vira­to di nuovo in Sud America...
«La mentalità degli argentini in par­ticolare ha enormi affinità con il mo­do di pensare napoletano; ma anche uruguagi e comunque sudamericani in genere. Un calciatore del Nord Europa si ambienta con difficoltà maggiori».

Ha vinto uno scudetto da bambino e uno da adulto...
«Avevo otto anni quando mio padre, Albertino, conquistò la stella con il Milan; ne avevo qualcuno in più quando trionfò sulla panchina del Napoli. Ma so che c'è un altro tra­nello: io penso al Chievo, alle diffi­coltà che può creare un avversario che ci ha battuti due volte su due, l'anno scorso. Non so cosa accadrà al Bentegodi e lei vuol farmi sbilan­ciare sull'esito del campionato?».

giovedì 26 maggio 2011

De Laurentiis: "Non cadete in trappole mediatiche. Hamsik è felicissimo qui"

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni di “Marte Sport Live” su Radio Marte. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli: “Predico calma ai tifosi. Il mercato non è ancora nel vivo. Arriveremo fino alla fine di agosto tutti quanti a braccetto. Voglio che la gente abbia le palle. Non serve avere questo tremore addosso. Qui tutti vogliono vendere tutto, e tutti vogliono comprare tutto. Ma è quasi sempre chiacchiericcio. Non facciamoci prendere in giro dai media. Anche loro devono campa’ e non possono senza fare notizia. Noi siamo qua. Se ad un certo punto c'è chi vuol prendere un giocatore, che vengano a chiederlo a me. Questo è un mondo di finti lupi. Parlerei di pecore piuttosto. Non si deve urlare nè fare comunicazione sbagliata. Non cascate in queste trappole. Ovvio che se poi mi si viene a chiedere un calciatore che magari non ha più voglia di vestire la nostra maglia, allora si vedrà.In 7 anni non mi sono mai state avanzate richieste"

HAMSIK - "Pensate che Moratti mi contattò per Hamsik l'anno dopo che lo presi per me. Io gli feci presente che volevo vincere anch'io e che avevo appena cominciato. Da grande uomo quale è, mi rassicurò dicendomi che non m'avrebbe più fatto rompere le scatole dai suoi collaboratori. Il signor Hamsik è felicissimo di vestire i colori del Napoli. E' uno dei giocatori più straordinari, umanamente parlando, che abbiamo"

INLER - "Gli voglio tanto bene a Lamberti. Son tutti bravi a vendersi. La Juventus? Andiamo ragazzi, ne hanno bisogno. All'arrivo di un nuovo allenatore, bisogna cambiare 25 giocatori"
BARCELLONA - "Il sondaggio aperto ai napoletani? Non mi stupisce. Siamo gente che ha coraggio da vendere. La mentalità è questa: se dobbiamo morire, lo facciamo da leoni. Immaginate la soddisfazione nel caso in cui dovessimo strappare un pareggio, o addirittura una vittoria. Sarebbe festa per almeno tre giorni e tre notti"

PALOMBO - "Bisogna chiedere a Mazzarri. Il tecnico sa perfettamente come gioca il Napoli e come potrebbe inserirsi il giocatore. Lui è il più straordinario ottimizzatore che io abbia visto fino ad oggi. Alla Sampdoria gli hanno dato e lui ha utlizzato. Al Napoli è stato lo stesso. Il ragazzo è senz'altro un grandissimo atleta. C'è da vedere se sarebbe funzionale alla causa"

CURIOSITà - "Facebook? Non, io non ce l'ho. Spesso non riesco a trovare nemmeno il tempo di dormire, pensate un po'. Abbiamo una certa fama sul social network. Ci considerano delle furie umane. Non ci fermiamo un attimo. Qui non si fa altro che pensare al nostro amore"

FERNANDEZ E MATAVZ - "L'argentino è andato a segno con un gol di testa che era uno spettacolo. Notizie sullo sloveno? Non ne parlo"


Armilocho: Questo era quello che ci voleva mo voglio vedere cosa s'inventano i sapientoni di turno ed i giornalai che remano sempre contro il nostro Napoli grande presidente con lei sono sicuro che andremo lontano!!!!

giovedì 24 marzo 2011

Bilanci in attivo: il Napoli tra le quattro società virtuose Insieme a Fiorentina, Catania e Livorno

Una pessima notizia per il calcio italiano, che con il Fair Play finanziario alle porte, continua purtroppo a spendere molto di più di quanto ricava. L'inchiesta pubblicata oggi dalla Gazzetta dello Sport parla chiaro: in Italia le società vivono al di sopra dei propri mezzi. Nell'ultima stagione di riferimento, quella 2009-2010, sono stati bruciati 193,5 milioni di euro. Un lieve miglioramento, considerando i 200 milioni spesi nella stagione 2008-2009. Ma il traguardo del pareggio è ancora lontanissimo.
SOCIETA' MODELLO - Esistono per fortuna alcune società virtuose. Tra queste rientra pure il Napoli, che dunque sta tenendo fede alla promessa fatta da De Laurentiis: mai più bilanci in disordine con tutti i rischi derivanti. La società partenopea è "dentro" di soli trecento mila euro. Ma è in utile, ed è questo ciò che conta. Al primo posto della classifica c'è la Fiorentina, che ha prodotto utili per 4,4 milioni di euro, seguita dal Catania (2,5 milioni) e dal Livorno (1,8 milioni), che poi è retrocesso.
FAIR PLAY - A partire da luglio, inizieranno i controlli della Uefa sui bilanci delle società. E in un futuro prossimo, per accedere alle manifestazioni internazionali, l'elemento discriminante sarà rappresentato proprio dal pareggio in bilancio. Se questa regola fosse già in vigore oggi, ben sette squadre italiane sarebbero fuori. Ciò che incide maggiormente sono gli stipendi da pagare ai calciatori: è la spesa che preme per il 68% sul fatturato. E anche l'esposizione verso le banche rimane molto alta. E' ora che il calcio italiano si cominci a dare una regolata: il fair play finanziario è una realtà molto più vicina di quello che si può immaginare.

Fonte:Tuttonapoli.net

lunedì 10 gennaio 2011

De Laurentiis: Napoli niente fretta sul mercato

NAPOLI, 10 gennaio - Aurelio De Laurentiis a tutto campo. Il presidente del Napoli parla ai microfoni di Marte Sport Live il giorno dopo la roboante vittoria sulla Juve. Si comincia dal bilancio di questo Napoli: «Abbiamo chiuso il girone d'andata a 36 punti, tre in più dello scorso campionato. Se riuscissimo a bissare questo risultato, chiuderemmo a 72 e saremmo in Champions. Ma bisogna fare i conti con la Coppa Italia, con l'Europa League, quindi dobbiamo andare avanti con i piedi per terra. E' la stessa filosofia di Mazzarri. Io ad esempio temo questa grande sbornia dopo la quarta vittoria contro la Juventus».

CAVANI - Cavani è il protagonista del giorno, il quotidiano uruguaiano Ovacion Digital l'ha definito un gigante come il Vesuvio: «Ma l'accostamento non c'è. Il Vesuvio è dormiente, non attivo come il nostro attaccante». Moratti rimpiange il mancato acquisto del Matador: «Lui può dire di aver trattato tutti. Su Cavani dico che mi è sempre piaciuto, l'avrei voluto anche prima e mi era stato sconsigliato, ma io sono un testardo e ho rotto le scatole a Zamparini finché lui non è stato disposto a fare la trattativa. E' durata mezz'ora».

ELOGI - La forza del Napoli, comunque, è il gruppo: «Ho sempre ammirato Barcellona e Manchester United perché tutti corrono dal primo all'ultimo minuto. Sono i modelli che mi piacciono. Sono entrato nel meccanismo di un calcio che sta cambiando, voglio i giovani che devono essere protagonisti sin da subito con la nostra maglia azzurra». Il Napoli ha strappato gli applausi dei tifosi: «Se restiamo sempre concentrati, possiamo giocarcela con chiunque. Sono molto contento per alcuni giocatori che sembravano dei gregari e poi si sono dimostrati utilissimi. Mi riferisco a Grava e Pazienza. Devo dare merito loro e a Mazzarri».
QUAGLIARELLA - Quagliarella è stato il grande assente di ieri: «Gli mando un saluto affettuoso e gli auguro un recupero veloce ma totale. Mariani è uno specialista: tornerà a correre e sarà più forte di prima».

COPPA ITALIA - Tra gli impegni, c'è anche la Coppa Italia. Si comincia martedì 18 contro il Bologna: «Tutte le partite sono importanti anche le amichevoli, quindi le onoriamo sempre al massimo. Il Napoli dà fastidio? Non credo che sia così. Dateci il tempo di tornare ai vertici. Io ho cominciato dal nulla acquistando una carta dal Tribunale. Abbiamo dovuto ricostruire da zero e non possiamo pretendere tutto e subito. Dobbiamo andare avanti per la nostra strada, creiamo i presupposti per un modello Barcellona».

BERLUSCONI
- De Laurentiis precisa che quella di ieri sera su Berlusconi era solo una battuta: «Figuriamoci se volevo essere polemico, ha dato tantissimo al calcio. Ho fatto una provocazione. E' talmente competente che potrebbe fare addirittura l'allenatore. E' davvero bravo».

MERCATO - Si parla di mercato: «Non ho fretta di annunciare l'acquisto. Stiamo lavorando su tante cose, arrivano tanti nomi sul nostro tavolo. Potremmo allestire dieci squadre, non facciamoci prendere dalla frenesia. Spesso sono costretto ad alcune dichiarazioni fuorvianti, altrimenti non compro più nessuno. Non dimenticate che ho ancora tanti giocatori per gli errori dei mercati precedenti e dobbiamo stare molto attenti a valutare tutto. Rullo è partito solo ieri. La strada è davvero lunga: ora costruirò dieci nuovi campi, una foresteria e una scuola sempre a Castelvolturno per i nostri giovani. Diventeremo un punto di riferimento. C'è molto da lavorare, non sono neanche al 15% di quello che devo fare. Mi voglio divertire a lungo e i tifosi lo faranno con noi. Ieri sono stati davvero fantastici. Oggi stavamo valutando la possibilità del nuovo inno del Napoli. Deve essere del popolo, va pensato, va studiato e deve avere il consenso dei napoletani. Potrebbe nascere per la prossima stagione».

FIORENTINA - Sabato c'è l'anticipo con la Fiorentina. Mancherà Hamsik: «Senza togliere nulla allo slovacco, va bene così. Voglio vedere questa squadra senza di lui e come imposterà la partita. Sono sicuro che la risposta della nostra gente sarà importante. Il loro apporto numeroso sarà importante. Ci sarà una presenza numerosa sugli spalti e poi ci andremo a fare tutti una bella cena».