domenica 1 aprile 2012

IL DOMENICO SPORTIVO. Serra: “Il Napoli non lo porti con te…”

Finisco ad uno spettacolo di teatro amatoriale di un’amica, lungo e con contenuti complessi.
Un’associazione benefica col supporto di una chiesa di Ponticelli. Tre ore di risate, musical e lapalissiana Quaresima.
Troppo lungo per non spiare dal cel livescore e aguzzare la vista per leggere la doppietta di Floccari.
Tre esultanze stasera, tre applausi impulsivi, non sincronizzati con un evento certamente nobile.
Dietro di me alcuni chiedevano: ”che sta facenn a Lazio?”… Non ho informato del risultato. Al termine dello spettacolo, pizza e baretti vomeresi.
E mentre mi godo il panorama di Aniello Falcone, immagino l’evento di domani. Probabilmente giocherà Quagliarella. E io finisco per augurargli il meglio, così come alla sua Juventus.
Perché se potessi scegliere, opterei per una serena, stantìa, condizionata dai direttori di gara, sconfitta. Se potessi scegliere, con dignità vorrei vincere il 20 maggio.
Questa città ha bisogno di alzare un trofeo al cielo.
Torno a casa sul tardi. Necessito di informazioni, finisco per accendere il televideo, non lo facevo dai tempi di Pappagone. Il mio occhio cade su una notizia bizzarra: “La Juventus incrocia il Napoli, sognando di tornarsene col Matador”. Questo un po’ il tema.
La risposta l’hanno letta tutti. Giunge lecita la supposizione di un paragone tra Cavani e Quagliarella.
Il primo giura amore ad una città perché ha un figlio napoletano; il secondo scappa da una città lontana dalle sue nobili origini stabiesi, per paure e questioni mai chiarite alla stampa. La gente le motivazioni le conosce. Ognuno si è inventato una sua.
Anche in questo si fa un calciatore, da come accoglie i tifosi, come li sorride, da come abbraccia i compagni, da come sceglie di andare via, da come è lineare il suo comportamento. Mascara è andato via per esempio, ma da campione, da onesto, sincero, preciso e infinito campione. Altri, l’hanno fatto come i ladri. E Napoli non la porti con te.



Domenico Serra

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