ECCO UN VIDEO CON ALCUNE GIOCATE DI ROSTON DRENTHE
lunedì 6 agosto 2012
Drenthe si propone al Napoli
L’agente di Royston Drenthe, Antonio Salerno, ha rilasciato un’intervista a “Tuttomercatoweb.com” parlando, tra le altre cose, del futuro del suo assistito. Ecco quanto evidenziato da AreaNapoli.it: “Royston mi ha spiegato in più di un’occasione che, dopo aver mostrato il suo valore in Spagna e Inghilterra, gli piacerebbe misurarsi con un altro campionato di alto livello come la Serie A. Abbiamo preso contatti con molte società della massima serie e siamo in attesa di alcune risposte. Napoli, Palermo e Lazio sono solo alcuni dei club con cui abbiamo parlato. Le qualità tecniche di Drenthe sono conosciute. Si tratta di un’ala mancina molto forte in fase offensiva, ma che può essere impiegato anche in difesa come terzino. E’ un giocatore di grande livello ed ha una grande voglia di mettersi nuovamente alla prova”.
De Laurentiis dalla Cina: “Assenza di Conte ? E’ come se ci fosse. Cavani è decisivo, sul mercato no a Cissokho e attacco a posto così”
Il presidente Aurelio De Laurentiis è a Pechino dove ha subito tenuto una conferenza stampa. Ecco le prime dichiarazioni del patron azzurro.
Sulla sfida alla Juve di sabato "La Supercoppa è importante soprattutto per noi napoletani, per dare continuità a una vittoria attesa da anni"
Sulla scelta di Pechino "Sono contento d'aver portato il Napoli qui. Mi dispiace per i tifosi delle due squadre ma il calcio italiano ne ha bisogno".
Sul Matador "Cavani in questi giorni metterà benzina, è uomo decisivo sotto porta ma corre anche tanto per la squadra".
Conte squalificato "Assenza Conte influenzerà? Non sarà in campo ma ci sarà, noi 'senza' Mazzarri in panchina abbiamo vinto molte volte".
Sulla comunicazione "La Figc deve essere più attenta.All'estero l'Italia degli Europei la consideravano squadra di colpevoli".
Mercato "Sulla fascia destra ipotizziamo delle soluzioni già prima del 'no' di Balzaretti. Una di queste non è Cissokho".
Su Vargas "Vargas sta facendo assist intelligenti, deve solo abituarsi all'italiano di Mazzarri. L'attacco comunque va bene così".
Fonte: Tuttonapoli.net
Sulla sfida alla Juve di sabato "La Supercoppa è importante soprattutto per noi napoletani, per dare continuità a una vittoria attesa da anni"
Sulla scelta di Pechino "Sono contento d'aver portato il Napoli qui. Mi dispiace per i tifosi delle due squadre ma il calcio italiano ne ha bisogno".
Sul Matador "Cavani in questi giorni metterà benzina, è uomo decisivo sotto porta ma corre anche tanto per la squadra".
Conte squalificato "Assenza Conte influenzerà? Non sarà in campo ma ci sarà, noi 'senza' Mazzarri in panchina abbiamo vinto molte volte".
Sulla comunicazione "La Figc deve essere più attenta.All'estero l'Italia degli Europei la consideravano squadra di colpevoli".
Mercato "Sulla fascia destra ipotizziamo delle soluzioni già prima del 'no' di Balzaretti. Una di queste non è Cissokho".
Su Vargas "Vargas sta facendo assist intelligenti, deve solo abituarsi all'italiano di Mazzarri. L'attacco comunque va bene così".
Fonte: Tuttonapoli.net
domenica 5 agosto 2012
In prova un centrocampista bulgaro diciottenne: Lachezar Angelov
Continua incessantemente il lavoro di scouting del trio Micheli-Mantovani-Zunino alle dipendenze di De Laurentiis. Secondo indiscrezioni raccolte da Generazioneditalenti.com il Napoli avrà in prova il giovane centrocampista bulgaro Lachezar Angelov. Classe 1994, è alto 181 cm e milita tra le fila del Botev Plovdiv con cui, in patria, si è rivelato tra i maggiori giovani prospettici nazionali. Dopo Appiah e Lasicki, quindi, il Napoli sembra aver deciso di puntare su giovanissimi dal futuro roseo.
Ecco il Video con le migliori giocate.
sabato 4 agosto 2012
Rapinata la moglie di Ibrahimovic a Parigi
Uno dei motivi che hanno spinto Ezequiel Lavezzi a trasferirsi a Parigi è stata forse anche l’aggressione subita dalla sua ragazza a Napoli. Ma ieri la chiccosissima Avenue Montaigne, a due passi dagli Elisi nel pieno cuore turistico della capitale francese, si è
trasformata in un posto infernale per Helena Seger, compagna di Zlatan Ibrahimovic. Verso le 16, secondo fonti di polizia, l’ex modella appena uscita dalla boutique Ralph Lauren è stata avvicinata da due individui in scooter che l’hanno scippata. La Seger ha reagito urlando davanti ai passanti e ai commessi del negozio. Poi, sotto shock, si è recata al commissariato dell’ottavo quartiere per sporgere denuncia. Nella borsa, oltre a qualche oggetto personale, ci sarebbero stati circa cinquemila euro in contanti.
trasformata in un posto infernale per Helena Seger, compagna di Zlatan Ibrahimovic. Verso le 16, secondo fonti di polizia, l’ex modella appena uscita dalla boutique Ralph Lauren è stata avvicinata da due individui in scooter che l’hanno scippata. La Seger ha reagito urlando davanti ai passanti e ai commessi del negozio. Poi, sotto shock, si è recata al commissariato dell’ottavo quartiere per sporgere denuncia. Nella borsa, oltre a qualche oggetto personale, ci sarebbero stati circa cinquemila euro in contanti.
venerdì 3 agosto 2012
Mazzarri: “Felice del ritorno di Cavani, Insigne deve dimostrare il suo valore in A. Vargas? Lo sto valutando”
Walter Mazzarri parla alla vigilia della sfida con lo Sporting Braga: "Cavani non l'ho ancora visto, è stato un susseguirsi di eventi. E' arrivato ieri sera, ci parlerò tra poco e gli chiederò come sta. L'unica cosa che mi sento già di dire – dato che ha fatto le vacanze abbreviate – è la soddisfazione perchè è tornato. Poteva chiedere qualche giorno di permesso, invece no. Mi dà la possibilità di avere scelte in più in vista di una sfida importante. La situazione di Conte? Intanto conoscete il mio principio, penso soltanto a casa mia, non so come siano effettivamente le cose. Non voglio dare giudizi. Io a volte le situazioni negative le ho trasformare in positive, l'allenatore deve usare qualsiasi situazioni per stimolare i giocatori. Non lo so come la Juve vive la partita: è una squadra forte e la affrontiamo in una partita secca. Farò l'impossibile per metterla in campo nelle migliori condizioni possibili".
Il Napoli ha sofferto in avvio nelle ultime due amichevoli: "Ho fatto una riflessione: noi non possiamo prescindere dall'organizzazione tattica in campo. Soprattutto nell'ultima partita, abbiamo sbandato. Non sapevamo che il Bordeaux venisse ad affrontarci con il 3-5-2: sembravamo in difficoltà. Come tecnico, mi fa essere orgoglioso, ma questo significa che dobbiamo essere perfetti nel preparare le partite. Mi devono ascoltare. Se ne sono resi conto dopo, non sapevano cosa fare. Ci è andata bene perchè la difesa ha retto. Abbiamo sofferto finchè non abbiamo preso le contro-misure. Le gambe hanno cominciato a girare meglio dopo un po' di tempo: significa che abbiamo resistenza lunga, ma ci mancava ancora brillantezza. Il saper soffrire? Comunque siamo riusciti a tenere botta, questo è l'unico dato che salvo. Questo tipo di calcio non mi piace, in casi estremi – però – il riuscire a limitare i danni è un valore. Io comunque voglio il mio Napoli. L'esterno? Risponde la società. Da un punto di vista generale, il rinforzo deve essere uno che viene a migliorare l'undici di base, nel momento in cui non ci dovesse essere questa possibilità, e parliamo solo di doppio ruolo, ci può essere anche una scommessa. Se arriverà il quarto, lo valuterò: in base a quello che vedo, farò le scelte. Ora ho la squadra da allenare e per me è la più forte del mondo. La Supercoppa? C'è la variabile di affrontare la finale senza aver disputato partite vere. Il calcio d'agosto è relativo, a volte c'è una squadra che arriva un pochettino più in forma. Ora non c'è la continuità di rendimento, tutto il resto è azzardato. Vargas? Per me ha fatto una buona gara, si è trovato in tante situazioni. E' stato utile alla squadra, ha fatto delle giocate interessanti, altre meno. Dipende da cosa ci aspettiamo da lui. Se una squadra vuole competere per gli altissimi livelli, serve qualcuno dal rendimento costante, a volte lui dà l'impressione di non essere sempre integrato al calcio italiano. La Supercoppa? Per me è importante, è un trofeo. E' sempre bello vincerli. Sappiamo tutti che è una sfida secca, ci teniamo entrambe. Noi non siamo abituati a vincere e sarebbe una crescita ulteriore. Oggi ho un allenamento e deciderò. Se Insigne non c'è, voglio capire in che stato è. De Sanctis e Rosati si alternano forse, poi giocheranno Campagnaro, Cannavaro, Britos. Maggio e Zuniga sugli esterni, Inler se sta bene, Behrami e Hamsik. Pandev è la certezza, ora ho un dubbio sulla punta. Devo capire solo il minutaggio, ci parlerò. Magari lo impiego una mezz'ora nel secondo tempo. Se riusciamo a tornare dalla Cina il 12, darò due giorni di riposo al gruppo, il 15 pomeriggio riprendiamo e poi ci sarà una settimana in cui faremo richiamo intensi. Ho la possibilità di fare un lavoro importante. La pressione mi garba tanto, non è un problema. Non voglio mai perdere. Vargas? Fare le ossa può essere importante sempre che ci siano squadre che se lo possono permettere. Negli ultimi tre anni, il Napoli è salito di livello. Si possono far crescere i giocatori anche se vanno male, non è sempre facile. Se l'obiettivo è il decimo posto, io posso giocare pure con tutti i giovani. Poi ci sono quelli bravi e quelli meno bravi. Faremo tra un po' le nostre valutazioni, dobbiamo verificare anche cosa c'è sul mercato. Insigne? Spero mi abbia capito. Tutti lo hanno elogiato, io no. Serve continuità, il mio dovere è un altro: il calcio è quello che si fa domani. Se Insigne sbaglia la prossima partita, può essere anche fischiato. Deve avere un equilibrio interiore e attraverso quello di squadra. Se poi riesce a farsi applaudire per tutto il campionato, allora può dire che è bravo. Ho già corretto i suoi errori e lui lo ha capito. Con il Bayer Leverkusen se passava la palla, vincevamo 4-1 e non 2-1. La squadra viene prima di tutto. Chi fa i personalismi, resta in panchina. Se mi dimostra di avere un rendimento superiore a Hamsk e Cavani, gioca di più. Le gerarchie sono dettate dal campo. Se mi faceva il fenomeno con il Braga, poteva giocare pure la Supercoppa. In serie A deve dimostrare in una squadra che lotta per i primi posti. La pressione è altissima. Io non lancio i giovani? Andate a vedere alla Reggina e alla Sampdoria: ovviamente poi bisogna coniugare con i risultati. Posso giocare pure con tutti under 23, io il Napoli lo salvo. Nel nostro dna ci deve stare la vittoria, quando perdiamo ci metto la faccia".
Fonte: Radio Marte
Il Napoli ha sofferto in avvio nelle ultime due amichevoli: "Ho fatto una riflessione: noi non possiamo prescindere dall'organizzazione tattica in campo. Soprattutto nell'ultima partita, abbiamo sbandato. Non sapevamo che il Bordeaux venisse ad affrontarci con il 3-5-2: sembravamo in difficoltà. Come tecnico, mi fa essere orgoglioso, ma questo significa che dobbiamo essere perfetti nel preparare le partite. Mi devono ascoltare. Se ne sono resi conto dopo, non sapevano cosa fare. Ci è andata bene perchè la difesa ha retto. Abbiamo sofferto finchè non abbiamo preso le contro-misure. Le gambe hanno cominciato a girare meglio dopo un po' di tempo: significa che abbiamo resistenza lunga, ma ci mancava ancora brillantezza. Il saper soffrire? Comunque siamo riusciti a tenere botta, questo è l'unico dato che salvo. Questo tipo di calcio non mi piace, in casi estremi – però – il riuscire a limitare i danni è un valore. Io comunque voglio il mio Napoli. L'esterno? Risponde la società. Da un punto di vista generale, il rinforzo deve essere uno che viene a migliorare l'undici di base, nel momento in cui non ci dovesse essere questa possibilità, e parliamo solo di doppio ruolo, ci può essere anche una scommessa. Se arriverà il quarto, lo valuterò: in base a quello che vedo, farò le scelte. Ora ho la squadra da allenare e per me è la più forte del mondo. La Supercoppa? C'è la variabile di affrontare la finale senza aver disputato partite vere. Il calcio d'agosto è relativo, a volte c'è una squadra che arriva un pochettino più in forma. Ora non c'è la continuità di rendimento, tutto il resto è azzardato. Vargas? Per me ha fatto una buona gara, si è trovato in tante situazioni. E' stato utile alla squadra, ha fatto delle giocate interessanti, altre meno. Dipende da cosa ci aspettiamo da lui. Se una squadra vuole competere per gli altissimi livelli, serve qualcuno dal rendimento costante, a volte lui dà l'impressione di non essere sempre integrato al calcio italiano. La Supercoppa? Per me è importante, è un trofeo. E' sempre bello vincerli. Sappiamo tutti che è una sfida secca, ci teniamo entrambe. Noi non siamo abituati a vincere e sarebbe una crescita ulteriore. Oggi ho un allenamento e deciderò. Se Insigne non c'è, voglio capire in che stato è. De Sanctis e Rosati si alternano forse, poi giocheranno Campagnaro, Cannavaro, Britos. Maggio e Zuniga sugli esterni, Inler se sta bene, Behrami e Hamsik. Pandev è la certezza, ora ho un dubbio sulla punta. Devo capire solo il minutaggio, ci parlerò. Magari lo impiego una mezz'ora nel secondo tempo. Se riusciamo a tornare dalla Cina il 12, darò due giorni di riposo al gruppo, il 15 pomeriggio riprendiamo e poi ci sarà una settimana in cui faremo richiamo intensi. Ho la possibilità di fare un lavoro importante. La pressione mi garba tanto, non è un problema. Non voglio mai perdere. Vargas? Fare le ossa può essere importante sempre che ci siano squadre che se lo possono permettere. Negli ultimi tre anni, il Napoli è salito di livello. Si possono far crescere i giocatori anche se vanno male, non è sempre facile. Se l'obiettivo è il decimo posto, io posso giocare pure con tutti i giovani. Poi ci sono quelli bravi e quelli meno bravi. Faremo tra un po' le nostre valutazioni, dobbiamo verificare anche cosa c'è sul mercato. Insigne? Spero mi abbia capito. Tutti lo hanno elogiato, io no. Serve continuità, il mio dovere è un altro: il calcio è quello che si fa domani. Se Insigne sbaglia la prossima partita, può essere anche fischiato. Deve avere un equilibrio interiore e attraverso quello di squadra. Se poi riesce a farsi applaudire per tutto il campionato, allora può dire che è bravo. Ho già corretto i suoi errori e lui lo ha capito. Con il Bayer Leverkusen se passava la palla, vincevamo 4-1 e non 2-1. La squadra viene prima di tutto. Chi fa i personalismi, resta in panchina. Se mi dimostra di avere un rendimento superiore a Hamsk e Cavani, gioca di più. Le gerarchie sono dettate dal campo. Se mi faceva il fenomeno con il Braga, poteva giocare pure la Supercoppa. In serie A deve dimostrare in una squadra che lotta per i primi posti. La pressione è altissima. Io non lancio i giovani? Andate a vedere alla Reggina e alla Sampdoria: ovviamente poi bisogna coniugare con i risultati. Posso giocare pure con tutti under 23, io il Napoli lo salvo. Nel nostro dna ci deve stare la vittoria, quando perdiamo ci metto la faccia".
Fonte: Radio Marte
martedì 26 giugno 2012
Ecco la verità di Quagliarella ai pm sull'addio al Napoli
Quagliarella la verità, finalmente, l’ha detta, ma non a giornalisti o ai compagni di squadra. Ha dovuto dirla al gruppo della Procura che si occupa dei reati da stadio.
Fabio ha raccontato che per il suo addio al Napoli è stato decisivo anche il rapporto che non era idilliaco con l’allenatore Mazzarri e con altri compagni di squadra. Tre i calciatori che con Quagliarella non andavano d’accordo: Lavezzi, Gargano e Campagnaro, ovvero il gruppo del Pocho, quello che temeva che con lo stabiese Lavezzi potesse perdere la leadership all’interno dello spogliatoio, per l’effetto che un napoletano poteva avere sulla sua gente, magari proprio per le dichiarazioni rese da Fabio Quagliarella al suo arrivo a Napoli.
Però, l’attaccante di Castellammare di Stabia, ora alla Juventus, spiega che tutti i motivi delle frizioni erano legate a questioni di natura tecnico-tattica, che in quello spogliatoio c’erano rivalità come in altri ambienti, niente di particolare.
Resta un dato inequivocabile: lui e Lavezzi si passavano il pallone in campo solo quando non potevano farne a meno, la rivalità era palese.
Quagliarella, interrogato il 16 giugno del 2011, ha spiegato ai magistrati napoletani che non c’erano anomalie sulle gare degli azzurri. L’attaccante ha raccontato: “Si giunse così alla partita Sampdoria-Napoli. Per i nostri avversari vincere era necessario per andare in Champion’s League. Per noi era una partita priva di valore di classifica. Ma, come detto, per me era importante anche per quell’obiettivo economico (Quagliarella aveva un premio per il raggiungimento del dodicesimo gol in campionato). A domanda, preciso che molti miei compagni erano a conoscenza di quella clausola del mio contratto. Io stesso mi ero confidato con taluno di loro e la voce si era sparsa nello spogliatoio, tanto che, poco prima dell’incontro, anche l’allenatore Mazzarri (che invece agli inquirenti ha detto di non essere a conoscenza delle condizioni del contratto di Quagliarella, ndr) mi chiamò per dirmi che sapeva del mio obiettivo e che, schierandomi in campo, mi avrebbe messo in condizione di raggiungerlo. Durante la partita, feci di tutto per segnare. Il loro portiere fece miracoli e mi parò due tiri con i quali ero certo di poter segnare. A domanda, preciso che non colsi alcuna anomalia nel comportamento dei miei compagni. del resto, l’incontro fu preparato con scrupolo dall’allenatore, che, come me e Maggio, era un ex tesserato della Sampdoria e, magari solo per questo, ci teneva a che la sua squadra facesse bella figura”.
Fabio ha raccontato che per il suo addio al Napoli è stato decisivo anche il rapporto che non era idilliaco con l’allenatore Mazzarri e con altri compagni di squadra. Tre i calciatori che con Quagliarella non andavano d’accordo: Lavezzi, Gargano e Campagnaro, ovvero il gruppo del Pocho, quello che temeva che con lo stabiese Lavezzi potesse perdere la leadership all’interno dello spogliatoio, per l’effetto che un napoletano poteva avere sulla sua gente, magari proprio per le dichiarazioni rese da Fabio Quagliarella al suo arrivo a Napoli.
Però, l’attaccante di Castellammare di Stabia, ora alla Juventus, spiega che tutti i motivi delle frizioni erano legate a questioni di natura tecnico-tattica, che in quello spogliatoio c’erano rivalità come in altri ambienti, niente di particolare.
Resta un dato inequivocabile: lui e Lavezzi si passavano il pallone in campo solo quando non potevano farne a meno, la rivalità era palese.
Quagliarella, interrogato il 16 giugno del 2011, ha spiegato ai magistrati napoletani che non c’erano anomalie sulle gare degli azzurri. L’attaccante ha raccontato: “Si giunse così alla partita Sampdoria-Napoli. Per i nostri avversari vincere era necessario per andare in Champion’s League. Per noi era una partita priva di valore di classifica. Ma, come detto, per me era importante anche per quell’obiettivo economico (Quagliarella aveva un premio per il raggiungimento del dodicesimo gol in campionato). A domanda, preciso che molti miei compagni erano a conoscenza di quella clausola del mio contratto. Io stesso mi ero confidato con taluno di loro e la voce si era sparsa nello spogliatoio, tanto che, poco prima dell’incontro, anche l’allenatore Mazzarri (che invece agli inquirenti ha detto di non essere a conoscenza delle condizioni del contratto di Quagliarella, ndr) mi chiamò per dirmi che sapeva del mio obiettivo e che, schierandomi in campo, mi avrebbe messo in condizione di raggiungerlo. Durante la partita, feci di tutto per segnare. Il loro portiere fece miracoli e mi parò due tiri con i quali ero certo di poter segnare. A domanda, preciso che non colsi alcuna anomalia nel comportamento dei miei compagni. del resto, l’incontro fu preparato con scrupolo dall’allenatore, che, come me e Maggio, era un ex tesserato della Sampdoria e, magari solo per questo, ci teneva a che la sua squadra facesse bella figura”.
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lunedì 18 giugno 2012
Il Napoli vuole Silvestre?
Il Napoli avrebbe deciso di puntare dritto sul Matias Silvestre, il forte difensore argentino di proprietà del Palermo. A sostenerlo è stato l’esperto di mercato di 7 Gold e di Rtl 102.5, Fabio Santini, nel corso di “Diretta Stadio Europei”. “Al Napoli piace Miranda dell’Atletico Madrid – spiega Santini – ma si tratta di un’operazione non facile. Per questo nelle ultime ore De Laurentiis ha avuto un contatto telefonico con Zamparini per parlare di Silvestre, sul quale a questo punto la società partenopea è diventata la squadra favorita per aggiudicarselo”. (fonte NapoliToday)
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