Visualizzazione post con etichetta P.Cannavaro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta P.Cannavaro. Mostra tutti i post

sabato 25 giugno 2011

C'è chi dice no!

C’è chi dice no, esattamente come cantava Vasco Rossi. A volte è il presidente De Laurentiis, a volte sono i giocatori napoletani che non impazziscono dalla voglia di fare ritorno a casa. Fatto sta, che le trattative tra il Napoli e gli «scugnizzi» del pallone si sono sempre rivelate difficili e ricche di colpi di scena. Quello di Mimmo Criscito è solo l’ultimo caso di una lunga serie di matrimoni promessi e non consumati. È accaduto anche con Pasquale Foggia, nella sessione invernale del mercato 2011, con Totò Di Natale e Antonio Nocerino, appena un paio di stagioni fa, con Marco Borriello, nell’anno del ritorno in A, con Bocchetti e Lodi, quando gli azzurri erano in serie B, con Fabio Cannavaro, praticamente ogni estate.

Controtendenza - Per suo fratello Paolo, invece, le cose sono andate diversamente. «Lui è il nostro capitano, un ragazzo esemplare al quale auguro un futuro da dirigente nel Napoli», ha detto De Laurentiis appena un paio di giorni fa. Parole che sono come musica per il difensore della Loggetta, la cui storia va in assoluta controtendenza rispetto a quella degli altri «scugnizzi» del nostro campionato. Nel 2006, con gli azzurri ancora in serie B, Paolo si svincola dal Parma e non ci pensa due volte a firmare con il Napoli. Rinuncia ai diritti d’immagine, rinuncia a numerose offerte dalla massima serie e decide di sposare un progetto che, allora, era ancora in embrione. Firma per cinque anni, a dimostrazione che vuole tornare nella sua città per restarci a lungo. Si piazza al centro della difesa, che diventa la meno battuta di quel campionato addirittura davanti alla Juventus di Gigi Buffon. La stagione successiva è tra i «titolarissimi» della squadra che, con Reja in panchina, centra l’Intertoto, poi arriva la deludente gestione Donadoni e l’idillio con la piazza si interrompe.

La risalita - Con Mazzarri, Cannavaro torna grande e risale anche nella hit parade dei tifosi. Oggi è un idolo incontrastato. Eppure, quando la scorsa estate doveva rinnovare il contratto, De Laurentiis non fu tenero: «Se vuole andare a Dubai dal fratello, lo accompagno io». Paolo rispose per le rime, poi tornò immediatamente il sereno. Le parti si vengono incontro, il capitano fa, ancora una volta, un sacrificio per la maglia azzurra. Altri quattro anni (più l’opzione per il quinto) per diventare quello che ha sempre sognato di essere: una bandiera. «Vorrei essere come Totti per la Roma o Maldini per il Milan», disse tempo fa. È a un passo dalle 200 presenze (170 in campionato, 195 totali), ha messo nel mirino Ciro Ferrara (247), Antonio Iuliano (355) e Giuseppe Bruscolotti (387). Scugnizzi, capitani e bandiere: si può. Per fortuna, non sempre c’è chi dice no.

Gianluca Monti
La Gazzetta dello Sport Napoli & Campania

lunedì 13 dicembre 2010

De Laurentis fino a giugno 4 acquisti!


Il patron azzurro Aurelio De Laurentiis ha parlato a margine della presentazione del film "Natale in Sudafrica" a Napoli. Ecco quanto evidenziato da Napoli Magazine


"Mazzarri mi ha detto che, per il campionato, non occorrono più di 17 giocatori. Bigon e’ stato bravo a sfoltire la rosa. Molti di quei calciatori torneranno a giugno dopo il prestito. Si ha sempre il vizio di dover precorrere i tempi. Ringrazio tutti gli esperti di calcio, ma noi dobbiamo trovare un difensore sinistro. Ne abbiamo verificati dieci. Non è che a gennaio trovi l’esterno sinistro risolutivo, che va meglio di Aronica.

Dossena ha dovuto fare un lavoro di recupero, l’anno prossimo sara’ piu’ forte. Non è vero che a gennaio c’e’ una possibilita’ che non dobbiamo perdere perche’ gli altri sono piu’ scarsi. Il campionato e’ vivo e vivace. Il mercato di gennaio e’ un mercato riparatore per non retrocedere, ma non per eccellere. Gli altri non sono cosi’ fessi che si tolgono i calciatori a gennaio.

Da quando sono arrivato, aspetto che cambi il calcio. La Uefa e la Champions hanno fatto il loro tempo, così come le organizzazioni di calcio internazionale. I club devono avere più autonomia. Dobbiamo fare marketing a livello internazionale. Quando sono arrivato a Napoli, come ranking, eravamo al 300° posto, mentre ora siamo al 67° posto. Abbiamo lavorato bene e dobbiamo continuare così. Questo non significa che dobbiamo sfasciare tutto perche’ si deve vincere il campionato.

Paolo Cannavaro? Gli ho offerto anche il quarto anno di contratto, ora deve fare un atto d’amore nei confronti del Napoli ed accettare soltanto. L’ingaggio e’ stato migliorato e l’offerta e’ stata gradita dal rappresentante di Cannavaro, in un incontro avuto in un salotto la settimana scorsa con Bigon e Fassone. So che servono un centrocampista e un attaccante, ma se ne parla a giugno.

Dumitru ce lo invidiano in tanti, dimostrera’ il suo valore. Yebda è un grande giocatore, mentre Sosa deve ancora dimostrare. Considero questi signori come delle Ferrari. La squadra ha avuto finora un grande cuore, una grande coscienza ed un grande spogliatoio. Nel loro dna è entrato il Napoli: vogliono dimostrare che il Calcio Napoli funziona, anche se la citta’ ha problemi. A un certo punto si e’ parlato di camorra: non succedono solo a Napoli certe cose.

Non si deve creare il deragliamento dell’opinione pubblica. La criminalita’ organizzata esiste ovunque. Per me Napoli e’ una Eldorado. C’e’ del petrolio non utilizzato. Bisogna scavalcare la politica. La rinascita di questa citta’ parte dalla borghesia e dagli industriali. Le regole non vanno seguite, ormai non c’e’ tempo. Non è un’utopia. Esiste il partito del fare.

Napoli-Steaua? Io sono sempre un lottatore di natura. E’ uno stimolo importantissimo, vogliamo arrivare in fondo essendo l’unica squadra italiana in gioco in Europa League. Ce la metteremo tutta. Non mi piacciono le voci di corridoio che arrivano dalla Romania. Dobbiamo dire alle Forze dell’ordine di vigilare. I nostri tifosi hanno la responsabilita’ della facciata e dell’onorabilita’ di Napoli e del Napoli.

Vanno evitati atti in citta’ e allo stadio. Sugli inni, i petardi e i fuochi vi ricordo che l’Uefa vieta tutto cio’: significherebbe farsi un autogol. Il far naufragare quest’impegno sarebbe gravissimo. A Napoli si puo’ venire e si possono far crescere i bambini. Non e’ affatto vero che qualcuno si e’ rifiutato di venire a Napoli per la monnezza: questa e’ una fregnaccia.

Un club senza tifosi e’ un club senza vita. Il Napoli secondo? Mi aspettavo un Napoli forte. Volevo Mazzarri da 2 anni, perche’ e’ uno che soffre la partita e la scelta nello spogliatoio. Non metto mai bocca nelle scelte di Mazzarri, che deve poter crescere attraverso una serie di esperienze. Noi serviamo piu’ di 5 milioni di fans sul territorio”.
Fonte: Azzurrissimo

mercoledì 10 novembre 2010

Cannavaro: "Abbiamo vendicato i nostri tifosi dopo gli episodi di 3 anni fa"

E’ raggiante il capitano Paolo Cannavaro al termine dell’incredibile vittoria del suo Napoli sul campo del Cagliari. Una vittoria che ha un sapore particolare per tutti i tifosi azzurri: “Oggi abbiamo dato un grande segnale al campionato e regalato una grande rivincita ai napoletani dopo quello che era accaduto 3 anni fa (Cannavaro si riferisce evidentemente agli insulti di Cellino ed alle violenze subite da alcuni giornalisti al termine di quel Cagliari-Napoli 2-1 ndr) . Per dirlo in napoletano “Ci siamo tolti gli schiaffi da faccia”. Tutti sanno a cosa mi riferisco, oggi più che la per la classifica sono felice per la vittoria su questo campo, un regalo che volevamo fare ai nostri tifosi”. Sul momento magico degli azzurri: “Tutti stanno dando il loro contributo, anche quelli che avevano giocato di meno all’inizio della stagione. Gli attaccanti in queste partite si stanno sacrificando molto e ci danno una mano in fase difensive”. Ancora una volta una squadra letale in trasferta: “Al San Paolo incontriamo squadre che rinunciano a giocare e lasciano pochi spazi. In trasferta le nostre punte hanno maggiore possibilità di esprimere il loro potenziale Ora l’entusiamo è alle stelle, ma dobbiamo restare concentrati per preparare al meglio la difficile partita con la Lazio”.
Grande capitano noi tifosi napoletani vi vogliamo sempre così grande Napoli che emozione al vostro GOL vi AMO

martedì 9 novembre 2010

Cannavaro si confessa: "Napoli, aspetto ancora. Perchè se fosse stata un'altra squadra..."

"La squadra c'è, i calciatori sono validi. Sarà difficile, e noi cercheremo in tutti i modi di qualificarci per l'Europa League. Ma se dovesse arrivare la Champions sarebbe ancora meglio". Le parole di un capitano. Quelle che Paolo Cannavaro ha affidato in un'intervista esclusiva al Roma: "La doppia competizione ci toglie tante energie, sia fisiche che soprattutto mentali. Siamo sempre in campo, la settimana tipo fatta solo di allenamenti è un ricordo dell'anno scorso. Riposare a volte può essere un toccasana, per me lo è stato con il Parma. Con questi ritmi, diventa rischioso giocare sempre: ci sono così tante partite che saltarne qualcuna non è assolutamente un problema"
NAZIONALE - "Lavezzi ha detto che meriterei la convocazione? Io ci spero sempre, anche se Prandelli gioca con un modulo diverso dal nostro. Magari più avanti ci sarà spazio anche per noi. Per dimostrare che anche noi sappiamo giocare così..."
LIVERPOOL - "Rimane un'esperienza da ricordare. Il colpaccio lì sarebbe stato storico, ma la lezione è stata utile per la nostra crescita. Abbiamo capito la differenza tra un giocatore bravo ed un campione: Gerrard lo è. Oltre i tre gol, ho visto un calciatore affamato, voglioso di spaccare tutto, e alla fine ci è riuscito. Questa mentalità dobbiamo fare nostra per crescere ancora. Rimane l'emozione di essere sceso in campo ad Anfield; all'inizio ero un pò contratto. Per uno che è venuto a Napoli in serie B, quella partita nello stadio perfetto ha rappresentato il top. Gli striscioni offensivi? Da napoletano ho provato tanta rabbia. Siamo stati presi in giro anche lì. Prima sulla spazzatura il concetto era che a sbagliare fossero stati i politici che ci amministrano. Ora inizio a pensare che sia anche colpa della nostra mentalità. Sarebbe bello rivincere lo scudetto certo, ma soprattutto quello della civiltà. Io vivrò sempre a Napoli, ma ho avuto la fortuna di capire fuori le cose come funzionano. Tutti dovrebbero farlo, in modo da capire come si vive meglio altrove, mentre nella nostra città così solare non è possibile"
QUAGLIARELLA - "Abbiamo saputo che andava via quando eravamo in albergo a Boras. E' stata una doccia fredda, giustamente il napoletano ci è rimasto male. Non ho avuto modo di confrontarmi con lui, è andata così e non mi va di commentare. Clan nello spogliatoio? Non in senso negativo. E' ovvio che giocatori che vengono da uno stesso paese o da paesi con tradizioni simili possano trascorrere più tempo insieme. E' ciò che farebbe chiunque di noi se andasse a giocare all'estero. Possono esserci divergenze sulla musica, la cumbia magari non può piacere a tutti, ma devo dire che la loro allegria è contagiosa. Anche dopo una sconfitta: loro pensano subito a come riscattarsi, noi invece rimiriamo troppo e viviamo il calcio in maniera sbagliata. Anche sugli acquisti per esempio. E' un vizio tutto italiano quello di dare giudizi affrettati. Yebda e Sosa hanno giocato in grandi squadre, hanno bisogno di tempo e già stanno dimostrando il loro valore. Cavani invece non lo scopriamo certo noi. Insieme ad Hamsik e Lavezzi può farci fare il salto di qualità, ma dietro c'è una squadra che lavora per loro, così come fanno a loro volta quando rientrano per darci una mano. Paragoni? Preferisco non farne, per non caricarli di eccessive responsabilità".
LA NUMERO 10 - "Sono troppo affezionato a Diego, per me quella rimarrà sempre la sua maglia. Lavezzi è maturato tantissimo, in campo sta dimostrando di poter fare il capitano per gli atteggiamenti che ha. Ha sbagliato in passato è vero, ma tutti abbiamo avuto vent'anni...anche se io a quell'età avevo già una famiglia"
UN COGNOME CHE PESA - "Ho dovuto lavorare il triplo, è vero. Ora sto raccogliendo qualche risultato, anche se non basta mai, perchè il paragone con mio fratello esce puntualmente fuori. Ho dovuto soffrire, è stata dura, nessuno può capirlo. Sono arrivato come il fratello di Fabio e oggi sono Paolo Cannavaro. Me ne accorgo in giro, per me come persona è stata una bella conquista. Con Fabio ci sentiamo sempre, anche se ora un pò di meno, per via del fuso orario. Mi dice che sta bene a Dubai, sta prendendo una giusta ricompensa per i tanti anni di sacrifici. Verrà a vedere qualche partita? Per ora no, ma quando tornerà a vivere a Napoli sarà ogni domenica allo stadio"
MAZZARRI - "Il suo segreto sta nell'aver motivato a dovere quei calciatori che per tanti motivi erano stati messi da parte da altri allenatori. Sa trasmetterti una carica importantissima, e sa valorizzare al massimo la rosa che ha a disposizione. Cagliari e Lazio? Vanno bene sei punti...Meglio non fare calcoli, saranno due partite dure"
IL PUBBLICO - "E' difficile giocare al San Paolo quando si sentono i mugugni della gente se non si sblocca la partita. E' una questione di mentalità, anche in questo caso: bisognerebbe essere più ragionevoli".
IL CONTRATTO - "Per ora tutto tace, si cerca di trovare l'accordo. Se fossi stato altrove, la rottura già ci sarebbe stata. Ma qui parliamo del Napoli, e io ho sempre la speranza che ci si possa venire incontro. Ci siamo già visti parecchie volte da gennaio ad oggi, ma non è un problema, purchè ci sia la volontà e il piacere di andare entrambi avanti nel progetto"

Fonte: tuttonapoli

sabato 2 ottobre 2010

Cannavaro: "La Roma è fortissima, ma noi daremo tutto per vincere"

Sappiamo che la Roma è una squadra fortissima, ma questo gruppo può giocarsela con chiunque". La vigilia del derby del Sole splende negli occhi del capitano. Paolo Cannavaro è l'anima napoletana e parla a nome del gruppo per raccontare le ore che precedono il big match del San Paolo contro la Roma.
Paolo, innanzitutto come stai?
"Bene. A Bucarest son rimasto fuori per motivi precauzionali. Ho smaltito l'affaticamento, ho svolto gli utlimi due allenamenti ed è tutto ok. Domani spero di esserci"
Che Napoli torna da Bucarest?
"E' stata una partita davvero incredibile. Per come era iniziata tutti abbiamo pensato ad una serata stregata che era cominciata male e poteva finire peggio. Ma noi che conosciamo la grinta ed il cuore del gruppo sapevamo che con un guizzo avremmo potuto accendere la scintilla per rimettere in piedi la partita. E così è stato. Anzi, io che l'ho vista da fuori, vi posso dire che a mio avviso se avessimo segnato prima potevamo addirittura ribaltarla e vincere".
Adesso c'è la Roma...
"Che è una squadra fortissima già di suo ed ha potuto godere di due giorni in più di riposo. Che dire: hanno battuto l'Inter che per me è la squadra più completa non d'Italia ma del mondo. E questo la dice lunga sul valore della Roma. Ma noi vogliamo essere protagonisti e sappiamo che la nostra rosa ha carattere, qualità e volontà per giocarsela contro chiunque".
In che modo si può affrontare al meglio questo "derby del Sole". Il Napoli non vince da oltre 13 anni...
"Eh sì. Bisognerà giocare con intensità e ritmo alto, proprio come facemmo con la Sampdoria. Loro hanno grande tecnica e noi dovremo essere bravi ad imporre la nostra manovra".
La partita col Chievo cosa ti ha suggerito?
"Di stare più attento quando passo la palla dietro - sorride Paolo - ma a parte tutto, le difficoltà temprano il carattere. La maturità si vede nei momenti difficili. So che un errore ci può stare, ma deve essere la spinta per dare il massimo e anche più del massimo".
Il massimo spettacolo, intanto, lo sta facendo vedere il tridente delle meraviglie...
"Sì, siamo contentissimi per il nostro tridente. Ma a parte Hamsik, Lavezzi e Cavani che sono campioni assoluti, dietro c'è un gruppo omogeneo, compatto e solido. Credo che sia questa l'anima vera del Napoli".
Alla Nazionale ci pensi ancora?
"Certo, la concorrenza è forte ma io voglio sempre tendere al massimo. Intanto penso alla maglia azzurra del Napoli. E' attraverso il mio rendimento in questa squadra che passa un'eventuale convocazione in Nazionale".
Paolo tu sei amico di Borriello. De Rossi per convicerlo ad andare alla Roma gli ha scritto il messaggio: 'Andiamo a vincere'. Tu hai mandato un messaggio a Marco in questi giorni?
"Sì, certo: 'vieni a perdere'!".
Domani ci saranno 50mila anime azzurre al San Paolo. Cosa vuoi dire da capitano? "Ci serve la loro spinta. E da parte nostra daremo tutto per vincere..."

martedì 14 settembre 2010

Di Marzio: "Tutto fatto per il rinnovo di Hamsik. Manca solo l'annuncio ufficiale"

Gianluca Di Marzio, esperto di calciomercato, è intervenuto ai microfoni di “Marte Sport Live” sulle frequenze di Radio Marte, rilasciando alcune dichiarazioni. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli: “Il matrimonio del Napoli con Hamsik continua; l’operazione di rinnovo è conclusa, manca solo l’annuncio ufficiale. Lo slovacco è ben felice di restare". E del Napoli anti-Utrecht? "Aspetto di vedere cosa deciderà Mazzarri. Personalmente, impiegherei Lucarelli. In queste gare secche un bomber d'esperienza non perdona sotto rete". Capitolo Cannavaro: “Sarebbe un delitto privarsi di Paolo; è il migliore capitano che la squadra possa avere. Ama la maglia come nessuno e lo dimostra sul campo dando tutto per la causa. Mi auguro che le parti riescano a trovare presto un accordo". Chiusura sulle nuove linee di mercato: “E’ prematuro parlare di obiettivi veri e propri. Diciamo che per adesso al Napoli piace Matavz del Groningen”.
Fonte:radio Marte

lunedì 13 settembre 2010

Fedele: "Cannavaro? Società immobile, quando deciderà potrebbe essere tardi"

Ed ecco che ritorna a farsi sentire il procuratore di Paolo Cannavaro pronto come al solito a dichiarare guerra in radio o in tv ma quando impareranno a lavare i panni sporchi in famiglia.
Ecco quanto dichiarato da Enrico Fedele a radio Kiss Kiss Napoli alla trasmissione sportiva radio Gol:"Sul rinnovo contrattuale non ci sono novità. Ribadisco i matrimoni si fanno in due e dal mese di luglio non ci sono ancora novità. Non abbiamo mai parlato con la società dalla quale non abbiamo ricevuto alcun segnale. Posso dire che non saremmo noi che andremo dal Napoli a chiedere il contratto, restiamo in attesa se poi non dovesse arrivare ancora nessuna notizia ci guarderemo intorno. Sono amareggiato perché vorrei che si evitasse di fare di un erba un fascio, Cannavaro ama questa maglia e vuole restare, abbiamo chiesto in tempi non sospetti un adeguamento economico del contratto ottenendo una risposta negativa. Questa strategia della società potrebbe rivelarsi pericolosa perché magari quando busseranno alla nostra porta sarà troppo tardi."
Fonte: Kiss Kiss Napoli