giovedì 7 luglio 2011
Sky - Britos è un nuovo calciatore del Napoli!
Miguel Angel Britos è un nuovo calciatore del Napoli. Secondo quanto rivelato da Sky Sport, le due parti si sono incontrate questa sera e hanno raggiunto l'accordo sulla valutazione del calciatore: 10 mln di euro. Ora si sta ragionando se c'è la possibilità di inserire nella trattativa anche una contropartita tecnica: si discute di José Sosa, ma i due club hanno preso in considerazione anche la possibilità che a trasferirsi a Bologna sia Salvatore Aronica. Se non si raggiungerà l'accordo sulla contropartita tecnica, l'operazione andrà comunque in porto, con la società azzurra che verserà 10 mln di euro nella casse della società emiliana. Il calciatore è stato espressamente richiesto alla società dal tecnico Walter Mazzarri.
martedì 5 luglio 2011
lunedì 4 luglio 2011
Cucci: "Hamsik non può essere visto come un traditore"
Perdonatemi se oso dire che non considero Marek Hamsik un traditore: un po’ perché non ho la vocazione a sentirmi cornuto in generale, e nel calcio in particolare, ché se dovessi contare i coringrati mi sarei dato all’ippica; vi dirò di più: a volte mi sentivo anche orgoglioso quando ad esempio una grande s’interessava a giocatori della mia squadra e il presidente d’occasione mi diceva "se vendo quello con il ricavato ci faccio una squadra nuova", rimasi male solo quando mi cedettero Savoldi al Napoli ma non per ragioni tecniche, pur essendo Beppegol una garanzia, ma perché era il segnale di uno storico ridimensionamento. Il Napoli problemi del genere non ne ha e i suoi tifosi non devono aver paura perché l’Ambizioso non li tradirà. E se Marekiaro ha detto quel che ha detto alla “Pravda” – che in italiano vuol dire Verità e in russo vuol dire Bugìa - per me gliel’hanno fatto dire. Dovete sapere che questa è un’antica tecnica di mercato inventata – si dice – dal mio indimenticabile amico Italo Allodi: si suggerisce al giocatore di esprimere una sorta di desiderio ("Mi piacerebbe il Milan...") per vedere le reazioni e fare una botta di conti, perché in realtà nel calcio (come nella vita) nessuno è incedibile, quel che conta è il prezzo. Ebbene, credo che per Marek non ci sia stata grande emozione, in casa Berlusconi, ed è inutile dire che il Cavaliere aveva giurato in piazza del Plebiscito che non avrebbe mai scippato Hamsik al Napoli; quando al congresso dei ciellini a Rimini disse che non avrebbe mai osato rapire Nesta dalla Lazio, in ventiquattr’ore lo portò a Milano; anche perché Cragnotti gliel’aveva messo su un vassoio d’argento. In realtà Allegri per me vuol'altro, non uno svolazzo come Marek ma una certezza, lui che da allievo di Galeone s'è fatto brillante catenacciaro da Milan-dei-tre-mediani. E da scudetto.
Chiacchiere a parte, Hamsik non è un traditore e se deve restare a Napoli ci resta con quella passioncella di sempre e con la moglie che gioca a pallavolo (questa è buona), e se deve andarsene un altro Tenore si trova, mentre il vero problema del Napoli è un altro: è Inler. Lo svizzero è... napoletano almeno da un anno, tanto che quel gol crudele a fine campionato gli è costato assai, ed è il giocatore che entra preciso preciso nel felice modulo e nell’ambizioso progetto di Mazzarri che – se mi credete – è l’unico titolare della scelta tecnica, l’unico che va a giocarsi la faccia in Champions e in Campionato. E a questo punto De Laurentiis deve fare il sacrificio e portarsi a casa Inler ad ogni costo. Perché il Napoli ne ha bisogno, perché il Napoli lo merita, perché il Napoli è oggi l’unica squadra – insieme al Milan – che persegue obiettivi tecnici non sparate giornalistiche, non l’Aguero che diventa un eroe d’Argentina perché segna un gol che suo suocero ne faceva trentatrè, non il Tevez rompicoglioni che Mancini sì è tolto un pensiero, non un Pepito Rossi che quando il Parma chiese aiuto a Juve e Milan e Inter perché Ghirardi aveva bisogno di dieci milioni per tenerlo tutti gli dissero che non valeva la pena. Vedete, l’unico vero affare andato in porto, in questo mercato di chiacchiere che ha trasformato in vetrina per Bufale e Bidoni anche la nobile Coppa America, è il Pirlo che dal Milan è andato alla Juve, ma pare che alla Juve non se ne siano accorti. E così ribadisco il concetto: Inler al Napoli, questo s’ha da fare, il resto è vento d’estate.
Chiacchiere a parte, Hamsik non è un traditore e se deve restare a Napoli ci resta con quella passioncella di sempre e con la moglie che gioca a pallavolo (questa è buona), e se deve andarsene un altro Tenore si trova, mentre il vero problema del Napoli è un altro: è Inler. Lo svizzero è... napoletano almeno da un anno, tanto che quel gol crudele a fine campionato gli è costato assai, ed è il giocatore che entra preciso preciso nel felice modulo e nell’ambizioso progetto di Mazzarri che – se mi credete – è l’unico titolare della scelta tecnica, l’unico che va a giocarsi la faccia in Champions e in Campionato. E a questo punto De Laurentiis deve fare il sacrificio e portarsi a casa Inler ad ogni costo. Perché il Napoli ne ha bisogno, perché il Napoli lo merita, perché il Napoli è oggi l’unica squadra – insieme al Milan – che persegue obiettivi tecnici non sparate giornalistiche, non l’Aguero che diventa un eroe d’Argentina perché segna un gol che suo suocero ne faceva trentatrè, non il Tevez rompicoglioni che Mancini sì è tolto un pensiero, non un Pepito Rossi che quando il Parma chiese aiuto a Juve e Milan e Inter perché Ghirardi aveva bisogno di dieci milioni per tenerlo tutti gli dissero che non valeva la pena. Vedete, l’unico vero affare andato in porto, in questo mercato di chiacchiere che ha trasformato in vetrina per Bufale e Bidoni anche la nobile Coppa America, è il Pirlo che dal Milan è andato alla Juve, ma pare che alla Juve non se ne siano accorti. E così ribadisco il concetto: Inler al Napoli, questo s’ha da fare, il resto è vento d’estate.
domenica 3 luglio 2011
Sconcerti:ecco perchè ci sono pochi soldi!!
Ogni dieci giocatori di serie A, almeno quattro non giocano mai, sono considerati esuberi. Questo significa che per fare una rosa di 24 giocatori ne servirebbero una quarantina. Quello degli esuberi è diventato il problema più importante del calcio. Leggo che il Palermo avrebbe 61 giocatori in rosa adesso che sono tornati tutti i prestiti. La Juve non è a meno di quaranta, tutti hanno gruppi smisurati. D’altra parte, se prendiamo anche l’ultima stagione, vediamo che l’Inter ha impiegato 30 giocatori fino alla trentaseiesima giornata (dopo non conta), il Milan 31, la Juve 29, Roma e Fiorentina 28. Scendono un po’ le squadre che hanno lottato per classifiche diverse, 27 Cesena e Bologna. Unica eccezione il Napoli, a conferma della bravura di Mazzarri, solo 24 i giocatori impiegati, cioè una cosa quasi regolare.
A questi giocatori utilizzati vanno poi aggiunti i nuovi acquisti, qualche ragazzo importante che sale dalla Primavera e i giocatori dati in prestito. Si potrebbe dire che i giocatori sono risorse, patrimoni, quindi più giocatori si hanno e più ricchezza si ottiene. Vero, basterebbe riuscire a venderli. Il punto è proprio questo. Gli esuberi sono il risultato della crisi, non si vende perché pochissimi comprano. E non funzionano nemmeno gli scambi, nemmeno i giocatori a fine contratto quindi a costo zero, perché sono comunque giocatori che si aggiungono. Sono stipendi.
Ai tifosi è un argomento che interessa poco, il mercato piace perché è speranza, non può trasformarsi in una colpa. Ma gli esuberi temo siano diventati ormi un’enormità. Due anni fa la cifra ufficiale era di 282 dalla A alla Lega Pro. L’anno scorso siamo arrivati a 450. La mia impressione e i primi calcoli, dicono che in questo momento ci sono in serie A dai 200 ai 250 giocatori che vengono pagati senza avere possibilità d’impiego. Se calcoliamo 400 mila euro di stipendio, quindi 750 mila lordi a giocatore inutilizzato, si arriva ad almeno 200 milioni, circa il 60% di quanto tutto il calcio professionistico perde in una stagione (346 milioni nel 2010). Una parte verrà recuperata dal mercato, una parte sarà costretta a smettere, ma nel frattempo ci saranno almeno una quarantina di ragazzi che avranno il loro primo contratto da professionisti.
Non mi sembra fuori luogo sostenere che la gran parte del disavanzo economico di tutto il calcio derivi da una sovrappopolazione insopportabile e molto ben pagata. Non è un caso che il contratto collettivo di lavoro ancora aperto tra sindacato calciatori e Lega balli su quest’unico punto: come far allenare i giocatori che non giocano. Siamo al punto che bisogna usare due spogliatoi, sono troppi quelli che si allenano. I tecnici protestano, si sono rassegnati ad allenare gruppi di trenta, ma tendono a isolare i senza speranza. Se il gruppo è troppo vasto non è più un gruppo, diventa un sistema, è controproducente. Ed è difficile anche fregarsene perché chi sta fuori è spesso amico del campione, la sua tristezza diventa un disagio dell’altro, tutto si allarga e si moltiplica.
Il problema è enorme e abbastanza italiano. Siamo del resto gli unici ad avere l’istituto della comproprietà, un mezzo per risparmiare rinviando, un rischio utile che però spesso allunga i tempi dei contratti. Molti giocatori sono veri errori di mercato. I proverbi del calcio dicono che l’operatore bravo è quello che azzecca un giocatore su due, quando si ha fretta anche meno. Si è poi allungata la vita del calciatore, oggi si va avanti su un buon tran tran atletico fino a 35-36 anni. Prima, dopo i trenta si faceva tanta fatica a trovare ingaggi. In Italia si cambiano poi una decina di allenatori durante la stagione. Ogni nuovo tecnico chiede propri giocatori, così il numero si allarga. Una soluzione sarebbe vendere molto all’estero, ma la Spagna ha 4 miliardi di debito, l’Inghilterra anche, la Francia non acquista, vende. E allora? Non lo so, ma ho l’impressione che la tanto discussa via di Pantaleo Corvino rischi di essere la migliore. In quaranta giorni di mercato ha lasciato andare via i quattro in scadenza di contratto, ha perso volutamente nove giocatori alle buste dando a volte la sensazione di regalarli, ha ceduto Mutu a costo zero. Vende ancora e non ha comprato nessuno. Quando comincerà, avrà tutto il mondo alla porta.
Mario Sconcerti
Corriere della Sera
A questi giocatori utilizzati vanno poi aggiunti i nuovi acquisti, qualche ragazzo importante che sale dalla Primavera e i giocatori dati in prestito. Si potrebbe dire che i giocatori sono risorse, patrimoni, quindi più giocatori si hanno e più ricchezza si ottiene. Vero, basterebbe riuscire a venderli. Il punto è proprio questo. Gli esuberi sono il risultato della crisi, non si vende perché pochissimi comprano. E non funzionano nemmeno gli scambi, nemmeno i giocatori a fine contratto quindi a costo zero, perché sono comunque giocatori che si aggiungono. Sono stipendi.
Ai tifosi è un argomento che interessa poco, il mercato piace perché è speranza, non può trasformarsi in una colpa. Ma gli esuberi temo siano diventati ormi un’enormità. Due anni fa la cifra ufficiale era di 282 dalla A alla Lega Pro. L’anno scorso siamo arrivati a 450. La mia impressione e i primi calcoli, dicono che in questo momento ci sono in serie A dai 200 ai 250 giocatori che vengono pagati senza avere possibilità d’impiego. Se calcoliamo 400 mila euro di stipendio, quindi 750 mila lordi a giocatore inutilizzato, si arriva ad almeno 200 milioni, circa il 60% di quanto tutto il calcio professionistico perde in una stagione (346 milioni nel 2010). Una parte verrà recuperata dal mercato, una parte sarà costretta a smettere, ma nel frattempo ci saranno almeno una quarantina di ragazzi che avranno il loro primo contratto da professionisti.
Non mi sembra fuori luogo sostenere che la gran parte del disavanzo economico di tutto il calcio derivi da una sovrappopolazione insopportabile e molto ben pagata. Non è un caso che il contratto collettivo di lavoro ancora aperto tra sindacato calciatori e Lega balli su quest’unico punto: come far allenare i giocatori che non giocano. Siamo al punto che bisogna usare due spogliatoi, sono troppi quelli che si allenano. I tecnici protestano, si sono rassegnati ad allenare gruppi di trenta, ma tendono a isolare i senza speranza. Se il gruppo è troppo vasto non è più un gruppo, diventa un sistema, è controproducente. Ed è difficile anche fregarsene perché chi sta fuori è spesso amico del campione, la sua tristezza diventa un disagio dell’altro, tutto si allarga e si moltiplica.
Il problema è enorme e abbastanza italiano. Siamo del resto gli unici ad avere l’istituto della comproprietà, un mezzo per risparmiare rinviando, un rischio utile che però spesso allunga i tempi dei contratti. Molti giocatori sono veri errori di mercato. I proverbi del calcio dicono che l’operatore bravo è quello che azzecca un giocatore su due, quando si ha fretta anche meno. Si è poi allungata la vita del calciatore, oggi si va avanti su un buon tran tran atletico fino a 35-36 anni. Prima, dopo i trenta si faceva tanta fatica a trovare ingaggi. In Italia si cambiano poi una decina di allenatori durante la stagione. Ogni nuovo tecnico chiede propri giocatori, così il numero si allarga. Una soluzione sarebbe vendere molto all’estero, ma la Spagna ha 4 miliardi di debito, l’Inghilterra anche, la Francia non acquista, vende. E allora? Non lo so, ma ho l’impressione che la tanto discussa via di Pantaleo Corvino rischi di essere la migliore. In quaranta giorni di mercato ha lasciato andare via i quattro in scadenza di contratto, ha perso volutamente nove giocatori alle buste dando a volte la sensazione di regalarli, ha ceduto Mutu a costo zero. Vende ancora e non ha comprato nessuno. Quando comincerà, avrà tutto il mondo alla porta.
Mario Sconcerti
Corriere della Sera
sabato 2 luglio 2011
Zamparini: "Io e De Laurentiis creiamo la Lega del Centro-Sud"
Lui, friulano di Sevegliano, è il proprietario del Palermo da nove anni. "Più all'estremo di me, dal Nord al Sud, non c'è nessuno". Maurizio Zamparini ha deciso di diventare il capo di una Lega, quella del Centro-Sud, e di dividere questo onore-onere con De Laurentiis, il presidente del Napoli. "Questa idea è venuta a me ed Aurelio", racconta. nove club, dalla Fiorentina al Catania, potrebbero essere coinvolti nel progetto.
Zamparini, perché pensa a questa larga alleanza?
"Bisogna reagire allo strapotere di Milan, Inter e Juve. Vogliono decidere tutto, dai diritti televisivi alle regole del calcio, e imporre una sorta di potentato. Così non va ed è ora che i club del Centro-Sud da Firenze in giù, si facciano sentire. A questo puntiamo io e De Laurentiis".
Quando è nata l'idea?
"Una settimana fa ne ho parlato con il presidente del Napoli e nei prossimi giorni cominceremo a contattare le società di questa area: occorre gettare le basi per attuare il progetto. Se centreremo l'obiettivo, sarà un bene per lo sport".
Perché?
"Perché riporteremo i valori sportivi al centro dei discorsi anteponendoli a quelli economici. Che sono importanti, ma vanno affrontati in un altro modo. Quelle tre società hanno creato un trust: vogliono prendersi il 70 per cento dei ricavi dei diritti televisivi, tentando di creare un clima di sudditanza psicologica. E' qualcosa che non si può accettare. Bisogna fare blocco e imporre una linea. Non miriamo a posizioni di potere, semplicemente non intendiamo essere sottomessi".
Da dove ripartire?
"Mi considero un uomo pratico, quindi il primo importante punto riguarda il merchandising perché dobbiamo far conoscere e vendere bene il nostro prodotto. Sapete qual è il Paese dove il calcio italiano è più popolare? La Cina, sono interessatissimi alle nostre partite e ai nostri giocatori. Eppure, svendiamo per due lire i diritti internazionali. Questo non è più accettabile".
In Lega c'è il caos per la distribuzione di 200 milioni, tranche dei diritti televisivi relativi ai bacini d'utenza.
"Tutti contro tutti, disorganizzazione totale... C'è una mancanza di valori nel calcio come nella vita. Ognuno pensa soltanto a sè stesso ed ecco perché proverò con i presidenti del Napoli, della Fiorentina, delle romane e degli altri club meridionali di fare qualcosa: non si può lasciare il pallino nelle mani di quelle tre".
Ultima domanda, la solita: Pastore a chi lo vende e a quanto?
"Voglio 50 milioni per lui. Perché non dovrebbe valerne tanti? A Palermo lui guadagna 600mila euro all'anno, altrove potrebbe prendere quattro milioni. A chi lo cedo? Siamo al lavoro, aspetto l'offerta buona e sicuramente arriverà".
Zamparini, perché pensa a questa larga alleanza?
"Bisogna reagire allo strapotere di Milan, Inter e Juve. Vogliono decidere tutto, dai diritti televisivi alle regole del calcio, e imporre una sorta di potentato. Così non va ed è ora che i club del Centro-Sud da Firenze in giù, si facciano sentire. A questo puntiamo io e De Laurentiis".
Quando è nata l'idea?
"Una settimana fa ne ho parlato con il presidente del Napoli e nei prossimi giorni cominceremo a contattare le società di questa area: occorre gettare le basi per attuare il progetto. Se centreremo l'obiettivo, sarà un bene per lo sport".
Perché?
"Perché riporteremo i valori sportivi al centro dei discorsi anteponendoli a quelli economici. Che sono importanti, ma vanno affrontati in un altro modo. Quelle tre società hanno creato un trust: vogliono prendersi il 70 per cento dei ricavi dei diritti televisivi, tentando di creare un clima di sudditanza psicologica. E' qualcosa che non si può accettare. Bisogna fare blocco e imporre una linea. Non miriamo a posizioni di potere, semplicemente non intendiamo essere sottomessi".
Da dove ripartire?
"Mi considero un uomo pratico, quindi il primo importante punto riguarda il merchandising perché dobbiamo far conoscere e vendere bene il nostro prodotto. Sapete qual è il Paese dove il calcio italiano è più popolare? La Cina, sono interessatissimi alle nostre partite e ai nostri giocatori. Eppure, svendiamo per due lire i diritti internazionali. Questo non è più accettabile".
In Lega c'è il caos per la distribuzione di 200 milioni, tranche dei diritti televisivi relativi ai bacini d'utenza.
"Tutti contro tutti, disorganizzazione totale... C'è una mancanza di valori nel calcio come nella vita. Ognuno pensa soltanto a sè stesso ed ecco perché proverò con i presidenti del Napoli, della Fiorentina, delle romane e degli altri club meridionali di fare qualcosa: non si può lasciare il pallino nelle mani di quelle tre".
Ultima domanda, la solita: Pastore a chi lo vende e a quanto?
"Voglio 50 milioni per lui. Perché non dovrebbe valerne tanti? A Palermo lui guadagna 600mila euro all'anno, altrove potrebbe prendere quattro milioni. A chi lo cedo? Siamo al lavoro, aspetto l'offerta buona e sicuramente arriverà".
venerdì 1 luglio 2011
De Laurentiis: "Lunedì 11 sorpresa riguardo le maglie. Borja Valero? Non servono registi"
Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni nel corso di "Marte Sport Live" su Radio Marte. Ecco quanto evidenziato da Tutto Napoli: "Se uno mangia l'antipasto, il primo, il secondo, la frutta, i contorni e chi più ne ha più ne metta, dopo servirebbe solo uno stura lavandini. Inler e Vidal son impossibili da gestire insieme. La squadra la si costruisce prima negli spogliatoi. Siamo già fortissimi così, poi verrà chi verrà".
Accanto al presidente c'è l'ex tecnico azzurro Albertino Bigon, di cui il patron dice: "Adesso con Bigon instaureremo un rapporto per creare un network all'estero per la nostra 'scugnizzeria'. Giuseppe Santoro con gli attuali osservatori si preoccuperanno di svolgere al meglio il proprio lavoro come hanno fatto finora, e con il signor Albertino instaureremo una sorta di filosofia napoletana da inculcare ai ragazzini. E' chiaro che se ho persone impegnate alla prima squadra e alle giovanili, non posso chiedere loro di occuparsi delle cose oltre i confini nostrani"
SCUGNIZZERIA - "Son 23 coloro che hanno suggerito questo nome. Li premierò tutti con un bel biglietto in tribuna d'onore. Dovrebbe essere programmata per il 3 agosto contro il Celtic. Il 7 ancora al San Paolo, il 14 dovremmo giocare all'estero. Ci stiamo lavorando. Non dimentichiamo che i ragazzi impegnati nella Coppa America torneranno tardino. Ho un'idea in testa: mi piacerebbe assumere un allenatore in seconda, scelto da Mazzarri, che si occupi della loro preparazione in altezza. Ovvio che è solo un'idea. A conti fatti poi, è troppo importante che il gruppo lavori tutto insieme"
PANDEV - "E' un bel giocatore. Credo che piacesse anche a Mazzarri. Le possibilità? Son quelle dell'Inter che ci paga mezzo stipendio. Allora se ne potrebbe parlare (sorride, ndr.)"
BORJA VALERO - "Gioca nel Villarreal, è un ottimo regista, ma si sa che al nostro tecnico i registi non servono. La cosa bella del calcio interpretato da Mazzarri è l'imprevidibilità. Il Pirlo della situazione a Napoli non serve. Abbiamo già Cigarini noi. C'ha un tiro fantastico. Purtroppo però non rientra nello schema. Se rimane va in sofferenza, ma non perché lui non valga"
MAGLIA - "Lunedì 11 ci sarà una bella novità. Riguarda proprio la maglia".
DIRITTI TV - "Ringrazio Lo Monaco per il suo complimento. Loro lì hanno allestito un gran bel campus sportivo, tanto di chapeau"
COPPA AMERICA - "La prima cosa che farò stasera da Capri sarà lanciare uno sguardo alle partite. Lavezzi? E' un fuoriclasse. Ti fa gioire e soffrire sul campo, fa impazzire i tifosi. Ce ne vogliono tre per tenerlo sotto controllo. Adesso il fatto che sia titolare con Messi in Argentina è una grossa soddisfazione. Quando si scrive Napoli sembra sempre che si legga minus, non capisco perché".
Accanto al presidente c'è l'ex tecnico azzurro Albertino Bigon, di cui il patron dice: "Adesso con Bigon instaureremo un rapporto per creare un network all'estero per la nostra 'scugnizzeria'. Giuseppe Santoro con gli attuali osservatori si preoccuperanno di svolgere al meglio il proprio lavoro come hanno fatto finora, e con il signor Albertino instaureremo una sorta di filosofia napoletana da inculcare ai ragazzini. E' chiaro che se ho persone impegnate alla prima squadra e alle giovanili, non posso chiedere loro di occuparsi delle cose oltre i confini nostrani"
SCUGNIZZERIA - "Son 23 coloro che hanno suggerito questo nome. Li premierò tutti con un bel biglietto in tribuna d'onore. Dovrebbe essere programmata per il 3 agosto contro il Celtic. Il 7 ancora al San Paolo, il 14 dovremmo giocare all'estero. Ci stiamo lavorando. Non dimentichiamo che i ragazzi impegnati nella Coppa America torneranno tardino. Ho un'idea in testa: mi piacerebbe assumere un allenatore in seconda, scelto da Mazzarri, che si occupi della loro preparazione in altezza. Ovvio che è solo un'idea. A conti fatti poi, è troppo importante che il gruppo lavori tutto insieme"
PANDEV - "E' un bel giocatore. Credo che piacesse anche a Mazzarri. Le possibilità? Son quelle dell'Inter che ci paga mezzo stipendio. Allora se ne potrebbe parlare (sorride, ndr.)"
BORJA VALERO - "Gioca nel Villarreal, è un ottimo regista, ma si sa che al nostro tecnico i registi non servono. La cosa bella del calcio interpretato da Mazzarri è l'imprevidibilità. Il Pirlo della situazione a Napoli non serve. Abbiamo già Cigarini noi. C'ha un tiro fantastico. Purtroppo però non rientra nello schema. Se rimane va in sofferenza, ma non perché lui non valga"
MAGLIA - "Lunedì 11 ci sarà una bella novità. Riguarda proprio la maglia".
DIRITTI TV - "Ringrazio Lo Monaco per il suo complimento. Loro lì hanno allestito un gran bel campus sportivo, tanto di chapeau"
COPPA AMERICA - "La prima cosa che farò stasera da Capri sarà lanciare uno sguardo alle partite. Lavezzi? E' un fuoriclasse. Ti fa gioire e soffrire sul campo, fa impazzire i tifosi. Ce ne vogliono tre per tenerlo sotto controllo. Adesso il fatto che sia titolare con Messi in Argentina è una grossa soddisfazione. Quando si scrive Napoli sembra sempre che si legga minus, non capisco perché".
giovedì 30 giugno 2011
UFFICIALE - Rosati è del Napoli. Il portiere: "Una gioia immensa, arrivo in una società di alto prestigio"
Con una nota pubblicata sul sito ufficiale, la S.S.C Napoli ha ufficializzato l'acquisto del portiere 28enne del Lecce Antonio Rosati: "Il Napoli ha ufficializzato l'acquisto di Rosati. Il portiere ex Lecce arriva in azzurro a titolo definitivo", si legge sul sito del club azzurro.
Questo il commento del nuovo portiere del Napoli: "E' una gioia immensa per me. Arrivo in una grande squadra ed in una Società importante di altissimo prestigio. Non vedo l'ora di cominciare questa esperienza splendida, di conoscere i nuovi compagni ed integrarmi in questo splendido gruppo".
- LA SCHEDA -
Antonio Rosati è nato a Tivoli, in provincia di Roma, il 26 giugno 1983. Cresciuto nella Lodigiani, ha giocato finora con il Lecce e la Sambenedettese.Con la Sambenedettese 8 presenze nel campionato di C1 del 2005/06.
L’esordio in serie A il 13 febbraio 2005 in Lecce-Chievo 3-0. Ha giocato sette tornei a Lecce, quattro in serie A e tre in serie B. Vanta 44 presenze nella massima serie e 62 in serie B.
In carriera, sempre con il Lecce, ha vinto un campionato di serie B, nel 2009/10, e, con la Primavera, due campionati, nel 2002/03 e nel 2003/04, la coppa Italia del 2004/05 e la SuperCoppa Italiana del 2004.
Questo il commento del nuovo portiere del Napoli: "E' una gioia immensa per me. Arrivo in una grande squadra ed in una Società importante di altissimo prestigio. Non vedo l'ora di cominciare questa esperienza splendida, di conoscere i nuovi compagni ed integrarmi in questo splendido gruppo".
- LA SCHEDA -
Antonio Rosati è nato a Tivoli, in provincia di Roma, il 26 giugno 1983. Cresciuto nella Lodigiani, ha giocato finora con il Lecce e la Sambenedettese.Con la Sambenedettese 8 presenze nel campionato di C1 del 2005/06.
L’esordio in serie A il 13 febbraio 2005 in Lecce-Chievo 3-0. Ha giocato sette tornei a Lecce, quattro in serie A e tre in serie B. Vanta 44 presenze nella massima serie e 62 in serie B.
In carriera, sempre con il Lecce, ha vinto un campionato di serie B, nel 2009/10, e, con la Primavera, due campionati, nel 2002/03 e nel 2003/04, la coppa Italia del 2004/05 e la SuperCoppa Italiana del 2004.
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