mercoledì 17 agosto 2011
Lavezzi, l'agente: "Sta benissimo a Napoli. Chàvez? Un campione in prospettiva"
Alejandro Mazzoni, agente di Lavezzi ha rilasciato
alcune considerazioni ai microfoni di Marte Sport Live, in merito alla
situazione del suo assistito. Ecco quanto evidenziato da TuttoNapoli.net:
"Ezequiel si è iscritto a Twitter per avere un contatto diretto coi
suoi tifosi, è carino che la gente si renda partecipe anche della vita
privata del calciatore. Il Pocho sta benissimo in tutti i sensi, non è
stato tre mesi in vacanza, si è allenato molto anche durante la Coppa
America con la Nazionale. L'incontro con De Laurentiis? Non è un
problema, il presidente potrà parlare col ragazzo quando vuole.
Contratto? Si può fare tutto, la clausola potrà essere eliminata,
dipende tutto dalla società partenopea. Futuro? Ribadisco che sta bene a
Napoli, al momento non c'è nulla. Poi se qualcuno dovesse chiederlo,
bisognerebbe discuterne col club. Chàvez? E' un calciatore molto
interessante, lo conosco benissimo, sono anch'io procuratore del
ragazzo. E' una scommessa per gli azzurri, un campione in prospettiva.
Ha le caratteristiche tecniche per affermarsi nel calcio che conta.
Vangioni? Il Napoli lo sta seguendo, ha giocato poche partite lo scorso
anno, ma non credo interessi più di tanto. Trofeo Gamper a Barcellona?
Pocho sarebbe entusiasta di giocare al Camp Nou, però, spetterà al
mister la scelta".
martedì 16 agosto 2011
PERILLO: "Un plauso a De Laurentiis per l'amichevole Napoli A-Napoli B aperta al pubblico del San Paolo"
Giovedì
prossimo il Napoli disputerà al San Paolo una partita amichevole tra
Squadra A e Squadra B. La sfida sarà aperta al pubblico. Una bellissima
iniziativa, che tra i primi lanciammo dalle pagine di Azzurrissimo con
un intervento del collega Gianfranco Coppola. Un plauso alla dirigenza
azzurra e in particolare al presidente De Laurentiis che avrebbe spinto
per questa idea. Ai tempi di Maradona spesso gli allenamenti erano
aperti al pubblico, sia al centro Paradiso di Soccavo che, in talune
occasioni, al San Paolo. I tifosi azzurri meritano di stare il più
possibile vicino ai propri beniamini. E i ragazzi azzurri sarebbero
stimolati a dare il meglio e ad impegnarsi a più non posso, con gli
allenamenti a volte aperti al pubblico.
giovedì 11 agosto 2011
Calcio: Napoli, tre opzioni per Rossi, che strizza l'occhio al San Paolo
NAPOLI - Secondo quanto riferisce il noto quotidiano iberico Marca, il
Napoli sarebbe tornato alla carica per Giuseppe Rossi. Il presidente
Aurelio De Laurentiis sarebbe disposto a pagare la clausola di
rescissione dell'attaccante al Villarreal e di offrire tre opzioni alla
dirigenza del club spagnolo: lasciarlo ancora lì, prenderlo a gennaio,
oppure a giugno prossimo.
Antonio Petrazzuolo, dir. di "Napoli Magazine", il 16 febbraio scorso rivolse una domanda proprio a Giuseppe Rossi, durante la sua conferenza pre Napoli-Villarreal, cercando di aggirare il veto posto dall'ufficio stampa spagnolo che vieto' la possibilita' di porre domande in chiave calciomercato. Giocare al San Paolo, nello stadio di Maradona, e' un sogno che realizza seppur da avversario? Avrebbe potuto indossare la maglia azzurra... "Non era proprio un sogno, ma qualcosa che mi avrebbe fatto piacere fare. Sono contento di giocare nello stadio del Pibe de Oro; tutti sanno quello che ha fatto Maradona per la squadra e per la gente di Napoli. Non vedo l'ora di scendere in campo, sara' una bella emozione". Tra le righe un mezzo apprezzamento per quello che potrebbe essere il suo prossimo stadio. Dopo il recente affondo di De Laurentiis ("Voglio Giuseppe Rossi, L'ho chiamato. Un mese fa aveva l'ambizione di andare al Real o al Barcellona, è normale, non mi ha detto no ma questo accadeva circa quattro settimane fa. Ho parlato con il Villarreal. Loro non mi hanno più chiamato, ora li cercherò di nuovo. Sono disposto anche a prenderlo quest'anno e lasciarlo un altro anno in Spagna. Comunque se si farà un acquisto sarà per l'anno prossimo. L'ho trovato un ragazzo molto pacato, meravigliato della mia telefonata, siamo stati dieci minuti al telefono, mi ha ringraziato, si è dichiarato onorato della mia attenzione. Io tornerò alla carica, vado a Barcellona il 22, mi tratterrò il 23 e il 24 per vedere come è organizzato il Barcellona, per poterlo poi ricreare. Vedremo stando in Spagna quello che succederà", ndr) sono poi arrivate proprio le parole di Pepito dal ritiro di Coverciano: "Sono felice per le parole di De Laurentiis, non possono che farmi piacere. Giocare in una piazza come quella partenopea sarebbe il massimo, ma per il momento sto bene al Villarreal. In futuro chissà...".
Antonio Petrazzuolo, dir. di "Napoli Magazine", il 16 febbraio scorso rivolse una domanda proprio a Giuseppe Rossi, durante la sua conferenza pre Napoli-Villarreal, cercando di aggirare il veto posto dall'ufficio stampa spagnolo che vieto' la possibilita' di porre domande in chiave calciomercato. Giocare al San Paolo, nello stadio di Maradona, e' un sogno che realizza seppur da avversario? Avrebbe potuto indossare la maglia azzurra... "Non era proprio un sogno, ma qualcosa che mi avrebbe fatto piacere fare. Sono contento di giocare nello stadio del Pibe de Oro; tutti sanno quello che ha fatto Maradona per la squadra e per la gente di Napoli. Non vedo l'ora di scendere in campo, sara' una bella emozione". Tra le righe un mezzo apprezzamento per quello che potrebbe essere il suo prossimo stadio. Dopo il recente affondo di De Laurentiis ("Voglio Giuseppe Rossi, L'ho chiamato. Un mese fa aveva l'ambizione di andare al Real o al Barcellona, è normale, non mi ha detto no ma questo accadeva circa quattro settimane fa. Ho parlato con il Villarreal. Loro non mi hanno più chiamato, ora li cercherò di nuovo. Sono disposto anche a prenderlo quest'anno e lasciarlo un altro anno in Spagna. Comunque se si farà un acquisto sarà per l'anno prossimo. L'ho trovato un ragazzo molto pacato, meravigliato della mia telefonata, siamo stati dieci minuti al telefono, mi ha ringraziato, si è dichiarato onorato della mia attenzione. Io tornerò alla carica, vado a Barcellona il 22, mi tratterrò il 23 e il 24 per vedere come è organizzato il Barcellona, per poterlo poi ricreare. Vedremo stando in Spagna quello che succederà", ndr) sono poi arrivate proprio le parole di Pepito dal ritiro di Coverciano: "Sono felice per le parole di De Laurentiis, non possono che farmi piacere. Giocare in una piazza come quella partenopea sarebbe il massimo, ma per il momento sto bene al Villarreal. In futuro chissà...".
martedì 9 agosto 2011
Incredibile De Laurentiis: "Voglio Giuseppe Rossi ma dal prossimo anno. Il signor Mazzarri ha chiuso questo mercato. Vucinic mi ha detto no"
De Laurentiis scopre le carte. L'obiettivo per infiammare il San Paolo è Giuseppe Rossi,
e il presidente si sta muovendo di persona. "L'ho chiamato - confessa a
Sky e Radio Marte -. Un mese fa aveva l'ambizione di andare al Real Madrid o al Barcellona, è normale, non mi ha detto no ma questo accadeva circa quattro settimane fa. Ho parlato con il Villarreal.
Loro non mi hanno più chiamato, ora li cercherò di nuovo. Sono disposto
anche a prenderlo quest'anno e lasciarlo un altro anno in Spagna.
Comunque se si farà un acquisto sarà per l'anno prossimo". Ecco il piano
per tornare alla carica: "L'ho trovato un ragazzo molto pacato,
meravigliato della mia telefonata, siamo stati dieci minuti al telefono,
mi ha ringraziato, si è dichiarato onorato della mia attenzione. Io
tornerò alla carica, vado a Barcellona il 22, mi tratterrò il 23 e il 24
per vedere come è organizzato il Barcellona, per poterlo poi ricreare.
Vedremo stando in Spagna quello che succederà".
CALCIOMERCATO - Il calciomercato per quest'estate è chiuso, ma per le occasioni o i grandi colpi De Laurentiis non chiude mai: "È finito il calciomercato per la stagione del signor Mazzarri, fermo restando che c'è sempre il mercato di riparazione. Ma io sono un uomo coerente. Ho detto e ripeto che per il Napoli il mercato è sempre aperto".
VUCINIC - De Laurentiis rivela anche che ha cercato di prendere Vucinic: "Ho parlato con Vucinic, mi ha detto 'non voglio rimanere in Italia per miei problemi personali, voglio andare in Inghilterra'. Avevo offerto più della Juve, prima della Juve. Io ho cominciato a parlare personalmente con i calciatori. Non voleva venire, avevo parlato con lui e con la Roma, ma non devo convincere una persona a venire a Napoli. Uno che sceglie Torino va benissimo lo stesso, è andato in un grandissimo club".
LAVEZZI - Scambio Lavezzi-Balotelli? De Laurentiis non dice no: "Lavezzi, dal mio punto di vista così come da quello dell'allenatore, è un giocatore su cui puntiamo, ha una clausola rescissoria nota, se qualcuno mette sul piatto questa cifra e qualora il ragazzo volesse quella società saremmo costretti a cederlo e faremmo di tutto per sostituirlo. Balotelli non lo conosco di persona, ma ha una personalità dirompente, che può anche sfasciare tutto e non voglio che lo faccia da noi. Quando avrà dimostrato che sono finiti gli excursus notturni, le spaccature dei parafanghi delle auto da corsa, e le distrazioni che gli impediscono di esprimersi al massimo, saremo noi a farci avanti con Balotelli". Di una cosa è certo De Laurentiis: "Se dovesse partire Lavezzi arriverà un giocatore più forte".
De Laurentiis è tornato a parlare anche di Lavezzi, dopo la breve polemica sulle vacanze del giocatore: «Quanto alle vacanze mi ero arrabbiato perchè nessuno mi aveva informato e me lo hanno comunicato mentre ero in panchina col sindaco. Nascondere certe cose mi sembra una violenza e spero sia stato fatto in buonafede, altrimenti dovrei prendere provvedimenti seri".
CAVANI, CHE COLPO — De Laurentiis rivela che la trattativa di mercato che lo ha più soddisfatto è stata quella per Cavani, oltre a quella di quest'anno per Inler: "Cavani è stata una mia intuizione perchè lo avrei voluto negli anni precedenti e mi era stato sconsigliato, poi con Zamparini in cinque minuti ci siamo messi d'accordo". Per quel che riguarda il nuovo campionato: "È cambiato tutto e ogni anno cambierà di più. Dove colloco il Napoli? Non si possono fare previsioni. C'è sempre il fato che può cambiare tutto. La Champions? Mi piacerebbe incontrare le più grandi, non siamo testa di serie. Sarò a Montecarlo per godere il momento".
IL MOTORINO - L'episodio del motorino? Sono salito sullo scooter di uno sconosciuto, l'ho anche spaventato, poi l'ho ringraziato e gli ho regalato un motorino che il Napoli produce con la Piaggio. Se mi batto in Lega lo faccio per difendere i nostri diritti, non posso guardare inerme certe situazioni, voglio che nessuno ci calpesti.
SORTEGGIO CHAMPIONS - Infine preferenze sul sorteggio Champions: "Da un lato mi piacerebbe incontrare le più grandi per il fascino della sfida, ma dall'altro spero di poter vivere una bella avventura e provare il brivido di questa competizione".
CALCIOMERCATO - Il calciomercato per quest'estate è chiuso, ma per le occasioni o i grandi colpi De Laurentiis non chiude mai: "È finito il calciomercato per la stagione del signor Mazzarri, fermo restando che c'è sempre il mercato di riparazione. Ma io sono un uomo coerente. Ho detto e ripeto che per il Napoli il mercato è sempre aperto".
VUCINIC - De Laurentiis rivela anche che ha cercato di prendere Vucinic: "Ho parlato con Vucinic, mi ha detto 'non voglio rimanere in Italia per miei problemi personali, voglio andare in Inghilterra'. Avevo offerto più della Juve, prima della Juve. Io ho cominciato a parlare personalmente con i calciatori. Non voleva venire, avevo parlato con lui e con la Roma, ma non devo convincere una persona a venire a Napoli. Uno che sceglie Torino va benissimo lo stesso, è andato in un grandissimo club".
LAVEZZI - Scambio Lavezzi-Balotelli? De Laurentiis non dice no: "Lavezzi, dal mio punto di vista così come da quello dell'allenatore, è un giocatore su cui puntiamo, ha una clausola rescissoria nota, se qualcuno mette sul piatto questa cifra e qualora il ragazzo volesse quella società saremmo costretti a cederlo e faremmo di tutto per sostituirlo. Balotelli non lo conosco di persona, ma ha una personalità dirompente, che può anche sfasciare tutto e non voglio che lo faccia da noi. Quando avrà dimostrato che sono finiti gli excursus notturni, le spaccature dei parafanghi delle auto da corsa, e le distrazioni che gli impediscono di esprimersi al massimo, saremo noi a farci avanti con Balotelli". Di una cosa è certo De Laurentiis: "Se dovesse partire Lavezzi arriverà un giocatore più forte".
De Laurentiis è tornato a parlare anche di Lavezzi, dopo la breve polemica sulle vacanze del giocatore: «Quanto alle vacanze mi ero arrabbiato perchè nessuno mi aveva informato e me lo hanno comunicato mentre ero in panchina col sindaco. Nascondere certe cose mi sembra una violenza e spero sia stato fatto in buonafede, altrimenti dovrei prendere provvedimenti seri".
CAVANI, CHE COLPO — De Laurentiis rivela che la trattativa di mercato che lo ha più soddisfatto è stata quella per Cavani, oltre a quella di quest'anno per Inler: "Cavani è stata una mia intuizione perchè lo avrei voluto negli anni precedenti e mi era stato sconsigliato, poi con Zamparini in cinque minuti ci siamo messi d'accordo". Per quel che riguarda il nuovo campionato: "È cambiato tutto e ogni anno cambierà di più. Dove colloco il Napoli? Non si possono fare previsioni. C'è sempre il fato che può cambiare tutto. La Champions? Mi piacerebbe incontrare le più grandi, non siamo testa di serie. Sarò a Montecarlo per godere il momento".
IL MOTORINO - L'episodio del motorino? Sono salito sullo scooter di uno sconosciuto, l'ho anche spaventato, poi l'ho ringraziato e gli ho regalato un motorino che il Napoli produce con la Piaggio. Se mi batto in Lega lo faccio per difendere i nostri diritti, non posso guardare inerme certe situazioni, voglio che nessuno ci calpesti.
SORTEGGIO CHAMPIONS - Infine preferenze sul sorteggio Champions: "Da un lato mi piacerebbe incontrare le più grandi per il fascino della sfida, ma dall'altro spero di poter vivere una bella avventura e provare il brivido di questa competizione".
Lavezzi, la verità di Repubblica: teso e provato ha chiesto aiuto a Mazzarri. "Pago io il preparatore, ma ho bisogno di una vacanza-lavoro"
Lavezzi, un nome due storie. Gira in superficie quella del nottambulo
irriducibile, che tira l’alba nei locali più famosi e kitsch della Costa
Smeralda. Lui che sbarca nell’aeroporto di Olbia che sembra
un’astronave, mano nella mano con la bionda Yanina. Lui, che rialza la
tensione tra presidente e allenatore proprio sulle sue vacanze, e
rischia di essere ceduto. Lui che beve e balla, lontano dai compagni
sbucciati dalla fatica sotto il sole di Castel Volturno, poi sviliti da
risse e sconfitta con il Siviglia. L’altra storia è stata nascosta. È
tenera, peccato. Un padre che torna da un’estate disperata nel freddo
australe di Rosario. Separato, in lite astiosa con la moglie Deborah,
gli è stato negato di vedere Thomas, magari per un minuto. Thomas è il
suo bambino. Storia vera, penosamente diffusa, quanti come Lavezzi? La
verità spunta a Porto Cervo, la confida Lavezzi ad un amico incontrato
al Billionaire, locale di lusso eccessivo che apre le porte ai
petrolieri russi, talvolta anche al cattivo gusto, veline e aspiranti
veline, personaggi del Grande Fratello. Una struttura a tre livelli
sospesa tra le rocce e il golfo del Pevero. Qui Lavezzi incrocia il giro
del “Giannino”, ristorante di Milano, e del “Fresco”, locale napoletano
di tendenza a due passi dal Duomo. È scortato da Paolo Chiparo, erede
di Lele Mora, nella suo “Star management” da Antonio Zequila a Valerio
Merola, da Catrina Davis a Eva Henger a Jennifer Rodriguez, altre
stelline in cerca di notorietà. Chiparo lo accompagna. Concede solo due
foto: con “Fefè del Grande Fratello”, Fabiano Reffe, a Frosinone turbato
da un fastidioso rinvio a giudizio, sfruttamento della prostituzione.
La seconda ad un imprenditore della zona vesuviana in Sardegna, Carmine
Esposito, “My Love”. È pronto a giurare che «Lavezzi era lucido,
educato, felice di ballare in maniera composta con la ragazza bionda e
beveva analcolici». Dimentica solo di riferire che con Yanina Screpante
sgranava il rosario. Quando si dice, un amico. Il Napoli, filtrando la
verità, ha creato un caso. Non aveva informato bene neanche De
Laurentiis che il 4 agosto esplode in tv. Lavezzi era arrivato la
mattina. Gela l’inviato di Sky. «Doveva venire con noi, con la squadra
primavera in Trentino per allenarsi. Dove ci sono tutti i nostri a sua
disposizione. Invece». Invece? «Va con il preparatore a Portorotondo».
Una pausa. «A Portorotondo? E io, io li ho mandati a cagare» Sembra un
no invalicabile. L’indomani si legge qualche titolo a tutta pagina. «Per
Lavezzi tensioni tra De Laurentiis e Mazzarri». Seguono silenzi
imbarazzati, poi due notizie. Il viaggio di Lavezzi a Porto Cervo, in
palese contrasto con la diversa destinazione indicata dal presidente.
Quindi le notizie di “Libero” sulla “notte brava di Lavezzi tra gin
tonic e ballerine adoranti sui divanetti del Billionaire”. Ma com’era
andata? Il 4 agosto Lavezzi torna dall’Argentina. A Castel Volturno si
allena. È asciutto, in peso forma. Strano ricordando le spiate della
bilancia nelgentina è ormai inverno. Giugno e luglio sono i due mesi più
freddi, tra 10 e 15 gradi a Rosario, 300 km a Nord di Buenos Aires, con
un porto investito dai venti umidi del fiume Paranà. A Castel Volturno
si è allenato nel caldo, 34 gradi. Brusco impatto. «Vorrei andare in un
posto di mare a riposarmi, ma anche lavorare. Datemi un preparatore, lo
pago io, uno che mi controlli e mi aiuti, due allenamenti al giorno, ma
voglio rimettere anche la testa a posto». A Mazzarri sembra molto teso,
provato. Gli dice sì. Lavezzi, riferiscono gli amici a Porto Cervo
custodi del suo segreto, giura a Mazzarri che non dimenticherà questo
favore, che a Barcellona ci sarà, e sarà già in forma. «Ho solo bisogno
di respirare ». D’accordo, Lavezzi e Mazzarri si salutano con un
abbraccio. L’allenatore in questi casi dice: «Lavezzi va gestito così,
bisogna capirlo». Un patto leale tra uomini. C’è tutto questo, soltanto
questo, dietro una vicenda che ha scatenato l’ira del presidente,
l’imbarazzo di Mazzarri, lo sconcerto dei nuovi compagni, lo sdegno di
alcuni tifosi, la difesa eccitata di altri, i rischi di cessione per
Lavezzi. Ma non si poteva dire tutto e subito? Gran teatro Napoli: se
non ci sono drammi, tacendo li crea. le scorse estati. Lavezzi dopo la
doccia parla con Mazzarri, sono presenti il direttore generale Marco
Fassone, il collaboratore più fidato di Mazzarri, il direttore sportivo
Riccardo Bigon, un’altra persona. È Lavezzi che chiede aiuto. Viene da
una estate terribile, dice, ha sofferto in Coppa America come calciatore
ma anche come uomo. La moglie non gli ha dato pace. «Non ho potuto
vedere Thomas, mai». È stressato. Ha dovuto dividere le ferie, ma quali
ferie? Dal 22 maggio con la Juve, ultima gara in Italia, all’8 giugno.
In Argentina è ormai inverno. Giugno e luglio sono i due mesi più
freddi, tra 10 e 15 gradi a Rosario, 300 km a Nord di Buenos Aires, con
un porto investito dai venti umidi del fiume Paranà. A Castel Volturno
si è allenato nel caldo, 34 gradi. Brusco impatto. "Vorrei andare in un
posto di mare a riposarmi, ma anche lavorare. Datemi un preparatore, lo
pago io, uno che mi controlli e mi aiuti, due allenamenti al giorno, ma
voglio rimettere anche la testa a posto". A Mazzarri sembra molto teso,
provato. Gli dice sì. Lavezzi, riferiscono gli amici a Porto Cervo
custodi del suo segreto, giura a Mazzarri che non dimenticherà questo
favore, che a Barcellona ci sarà, e sarà già in forma. "Ho solo bisogno
di respirare". D'accordo, Lavezzi e Mazzarri si salutano con un
abbraccio. L'allenatore in questi casi dice: "Lavezzi va gestito così,
bisogna capirlo". Un patto leale tra uomini. C'è tutto questo, soltanto
questo, dietro una vicenda che ha scatenato l'ira del presidente,
l'imbarazzo di Mazzarri, lo sconcerto dei nuovi compagni, lo sdegno di
alcuni tifosi, la difesa eccitata di altri, i rischi di cessione per
Lavezzi. Ma non si poteva dire tutto e subito? Gran teatro Napoli: se
non ci sono drammi, tacendo li crea.
lunedì 8 agosto 2011
IL PUNTO DI ANTONELLO PERILLO: "Lavezzi, un caso difficile da gestire"
Fui il primo a ventilare, proprio in queste pagine, l’ipotesi di una cessione di Lavezzi. A Pasqua raccolsi le confidenze di persone molto vicine al presidente De Laurentiis,
che mi “girarono” i ripetuti sfoghi del patron, stufo di certi
atteggiamenti del Pocho. In quei giorni –era metà aprile- l’argentino,
fermato da una squalifica, non seguì i compagni nella (disastrosa)
trasferta di Palermo e si presentò, a gara in corso, alla Marina Grande
di Capri a bordo del suo mega yacht. Nelle serate che seguirono, Lavezzi
tirò fino a tardi in ristoranti e locali alla moda. Erano giorni di
vacanza, per carità, ma a De Laurentiis diversi isolani (in particolare
baristi e ristoratori) riferirono di qualche sigaretta e qualche
super-alcolico di troppo. Magari mezze verità ingigantite dalla
popolarità del ragazzo. Oggi si legge di un possibile trasferimento del
Pocho all’Atletico Madrid
o a qualche club inglese. Qualcuno –come apprendo anche dalla Gazzetta
dello Sport- ritiene che la “vacanza supplementare” in Costa Smeralda
possa nascondere la volontà del club azzurro di mettere in vendita il
forte attaccante sudamericano, magari anche ad un prezzo inferiore
rispetto ai 31 milioni della clausola rescissoria. Non so come stiano
realmente le cose. Non posso però, dal mio punto di vista, tacere una
cosa: a mio avviso il Napoli sta
gestendo con molta difficoltà questa situazione, almeno sotto il profilo
mediatico. Nell'era della comunicazione se non si è attenti, si rischia
di alimentare polemiche e incomprensioni. De Laurentiis non può a
distanza di nemmeno 24 ore contraddirsi in modo così netto, passando da
un… “Lavezzi in Sardegna? Ma andassero a cagare!” per arrivare ad un… “è
giusto che il ragazzo stacchi un po’ la spina. In Argentina faceva
freddo (?!?). Anzi, lo invito due giorni pure a Ibiza…”. Il tutto,
peraltro, dopo un cazziatone storico, finito su tutti i giornali, con
frasi tipo “si alleni di più, non si faccia più squalificare per andare
in vacanza a Natale, sia meno argentino (???) e più napoletano”.
Contraddizioni fin troppo evidenti. E non mi riferisco solo a quanto sta
avvenenddo in questi giorni. Ci sarebbe parecchio da riflettere anche
su altre circostanze. Questa storia parte da lontano. Ne butto giù una
sola: se De Laurentiis era convinto che certe squalifiche del giocatore
fossero "provvidenziali" per consentire al Pocho di anticiparsi le
ferie, perchè non si è imposto, obbligando il proprio "dipendente" ad
allenarsi in squadra fino all'ultimo giorno previsto dagli impegni
contrattuali? Perchè, tornando alla scorsa Pasqua, non si costrinse
Lavezzi a seguire i compagni a Palermo, invece di andarsene in giro in
barca? L’impressione è che basti davvero poco a far cambiare idea al
presidente e che spesso quest'ultimo sbagli la scelta dei tempi dei
propri interventi. Ferlaino, che di calcio ne capiva eccome, spesso
giocava d'anticipo, risolvendo diversi problemi di gestione di
spogliatoio prima che diventassero di dominio pubblico e che
danneggiassero del tutto il progetto tecnico e societario del
Napoli. Per quanto riguarda Mazzarri,
poi, spero che sia riuscito a motivare al meglio all'intero gruppo la
decisione di concedere a Lavezzi questa benedetta settimana in più di
"vacanza e lavoro". Conoscendo il tecnico, lo avrà sicuramente saputo
fare. Spero anche che Mazzarri si convinca della necessità di non
ricorrere sempe e solo agli onesti e affidabili Lucarelli e Mascara come alternativa ai nostri big del tridente offensivo. Se fosse arrivato un Maxi Lopez a
ricoprire il ruolo di "quarto tenore", forse il Pocho ci avrebbe
pensato due volte prima di pretendere la vacanza supplementare. Quando
si ha la sicurezza assoluta di essere indispensabili, c'è la possibilità
concreta che ci si monti un po' troppo la testa. E se non ci sono
regole chiare e precise per tutti, c'è il timore fondato che un gruppo
vada disgregandosi. Il rischio è che se domani mattina un Hamsik o un Cavani decidessero
di cambiare atteggiamento, magari rinviando di fatto il loro rientro
dalle vacanze, non ci sarebbero santi che potrebbero fermarli: perché il
Pocho sì e loro no? Si arrabbia il presidente? Fa il pazzo? Tanto, dopo
l'ennesima sfuriata, gli passerà…
Antonello Perillo
Antonello Perillo
mercoledì 3 agosto 2011
Mazzarri: "Sono innamorato dei miei ragazzi"
Walter Mazzarri non vede l'ora di ritrovare i tifosi azzurri e, ai
microfoni di Radio Marte, parla dell'amichevole col Penarol che gli
servirà per avere un quadro più preciso sul lavoro fatto fin qui dai
suoi ragazzi. "Sarà una bella emozione riabbracciare il San Paolo.
Domani avremo una tappa di avvicinamento alla condizione migliore. Dopo
il lavoro in Trentino, mi aspetto una crescita graduale sotto il profilo
atletico - spiega Mazzarri -. Certamente sarà la prima bella emozione
di quest'anno, ci meritiamo di festeggiare con l'abbraccio del San Paolo
il grande traguardo che abbiamo conquistato. In questi anni abbiamo
avuto grandissime soddisfazioni, però adesso bisogna guardare avanti,
scordarsi di ciò che si è fatto e cercare continuamente di crescere". Il
Napoli ha ricevuto anche i complimenti di Lippi e di altri importanti
addetti ai lavori. "Mi fa piacere, ringrazio lui e anche Vicini che
hanno avuto belle parole. Adesso però voliamo basso e cerchiamo di
proseguire sul nostro percorso - continua il tecnico toscano -. La
mentalità deve essere quella, concentrarci partita dopo partita per
rendere al massimo. La rosa per me è numericamente più che sufficiente e
di buona qualità. Nei prossimi giorni arriveranno anche i
sudamericani". "Io sono più che soddisfatto - ha proseguito Mazzarri -
ed è giusto puntare su questo gruppo che sta facendo cose straordinarie.
Sono innamorato dei miei ragazzi".
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