Il Napoli è alla caccia disperata di difensori: è l’obiettivo numero uno sembra ora essere il centrale del Porto Rolando Jorge Pires da Fonseca, 27 anni ad agosto, più semplicemente Rolando. Nato a Capo Verde, il suo cartellino non costa poco (almeno 9 milioni) ma l’ingaggio è nel tetto fissato. Il punto è che fare affari all’estero è più conveniente che in Italia.
Prendete Davide Astori, il talento del Cagliari per cui Cellino chiede quasi 15 milioni. E il Napoli non spenderà mai una somma del genere per un difensore. Le operazioni avviate in questi giorni, comunque, sono del tutto indipendenti dalla conquista del terzo posto perché, Champions o no, il reparto arretrato va rimpolpato: al solito c’è Capuano del Pescara nel mirino degli azzurri oltre ai due talenti dell’Udinese da tempo sotto osservazione, ovvero Benatia e Armero. De Laurentiis valuta anche la posizione di Sebastian Prodl, difensore nazionale austriaco di 24 anni: un eventuale ricambio in una squadra con poche alternative.
A centrocampo il nome nuovo è quello di Raffael Caetano: ha 27 anni e gioca nell’Hertha.
Ma intanto De Laurentiis segue con attenzione la crisi del Villarreal. Senza Champions, l’ex club delle meraviglie della Liga rischia la smobilitazione: oltre a Giuseppe Rossi, sul mercato finiranno il difensore 21enne Musacchio e il vecchio pupillo di Mazzarri, il centrocampista Borja Valero. Nomi caldi, come quello di Pepito: chi lo prende ora, prima del probabile ritorno negli Europei, deve staccare un assegno di poco superiore ai 20 milioni (lo scorso anno Fernando Roig disse di no ai 32 milioni del Barcellona). L’ingaggio dell’italo-americano si aggira intorno ai 3,5 milioni di euro, quasi il doppio rispetto a quanto guadagna, per esempio, Cavani. Il suo approdo farebbe avanzare ai tenori azzurri molte richieste di aumento dello stipendio. Un problema. Ma il tesoretto che arriva quest’anno da Champions e Coppa Italia (quasi 39 milioni di euro) potrebbe essere usato per accontentare le richieste economiche dei big azzurri. A cominciare proprio da Lavezzi: l’argentino è corteggiatissimo e ha una clausola alla portata di tutti i grandi club d’Europa. E il suo manager Mazzoni potrebbe avere più di una tentazione a portarlo via da Napoli. (fonte Il Mattino)
martedì 3 aprile 2012
lunedì 2 aprile 2012
Ripartire dopo una notte di delusione.....
Sensazioni viscerali. Incubi notturni. Strani presagi. Ricordi, frammenti di battaglie perse in un passato nemmeno troppo remoto. Notte insonne o quasi. Stamattina cerco di evitare di leggere i titoli dei giornali. Faccio di tutto ma l'occhio cade sulle prime pagine. Non ho ancora digerito la cena di ieri. Mi è rimasta sullo stomaco come una putrella che serve a mantenere un balcone abusivo. Ma di abusivo c'è solo il mio malumore. Non sono tipo da scoraggiarsi facilmente e il sole del "giorno dopo" per me è sempre stato sinonimo di rinascita. Simbolo di nuova vita. Di risveglio e fiducia nel domani. Dopo ogni sconfitta, dopo ogni batosta, ho sempre gonfiato il petto come un leone e ho sfidato la sorte gridandogli che non avevo alcun timore dei suoi tiri mancini e che se era quello tutto ciò che aveva in serbo per abbattermi allora era meglio che s'impegnasse a far i meglio. Nella mia vita - di cui il calcio è sempre metafora - ho vissuto e sopportato, come immagino chiunque, situazioni gravi, prove difficili. Mi hanno insegnato a combattere sempre con dignità. Con coraggio. Con fiducia nei miei mezzi e nelle mie possibilità senza mai partire sconfitto. Mi hanno insegnato a perdere e di conseguenza ho imparato anche a vincere. Non ho mai cercato alibi né giustificazioni nelle mie sconfitte e in quelle dei colori in cui credo e nei cui vessilli mi fregio appartenere.
Ma ieri sera mi sono sentito umiliato. Ho capito cosa significa sentirsi impotente. Inferiore. Ero solo io in mezzo a tanti, troppi juventini entusiasti e festanti. Il mio sguardo vagava smarrito, incredulo per lo spettacolo che si stava manifestando dinanzi ai miei occhi gonfi di tristezza. Dopo la partita col Chelsea ero deluso ma anche orgoglioso perché avevo visto i miei beneamini reagire. Combattere. E perdere, con l'onore delle armi. Ieri ho visto qualcosa che mi ha portato alla mente incubi mai sopiti di anni bui. Mi ha riportato alla mente il 3-0 dell'anno della retrocessione del 2000. Quando la squadra per mentalità e incapacità entrava in campo già sconfitta quando doveva giocare con le squadre più forti. Mi sono sentito impotente. E dopo una notte insonne come quella dopo che la tua fidanzata di ha lasciato oppure quella dopo che ti è morto un parente lontano, il sole di oggi non mi incita a sfidare il destino e a dirgli: coraggio, combatti, io sono di nuovo pronto e non ho paura. No, la sensazione è quella di chi al destino vuol chiedere un attimo di tregua, una piccola indulgenza. Un favore, una concessione. Che sai il destino non ti darà. E allora lo so. Devo fare uno sforzo più forte e trovate nelle profondità del mio cuore la forza per crederci. Per trasformare queta delusione in esperienza. Cazzo non sono un bambino che hanno sempre fatto vincere e che ora è deluso e smarrito e non sa come affrontare le prossime sfide della vita. Mi avete fatto piangere per questi colori. Mi avete esposto alla gogna e al pubblico ludibrio dei tanti, troppi juventini apolidi presenti intorno a me. Non posso farci niente se non continuare a sostenervi e a farvi capire che essere napoletani per noi significa tante cose. Che i colori che rappresentate vanno difesi a prescindere. Che ci sono nemici da battere sempre. E allora ci credo un po' di più. E penso che in fin dei conti anche domani il cielo sarà sempre blu. Come i miei sogni. Forse non vedo la realta. Forse sono cieco. Ma... meglio essere ciechi e sognare a colori e sapere ancora commuoversi per un trionfo, che vederci e vivere un'intera ita in bianco e nero, senza più capacità di stupirsi per niente perché chi non sa perdere non saprà mai vincere. FORZA NAPOLI. IO - CI - CREDOOOO!
Ma ieri sera mi sono sentito umiliato. Ho capito cosa significa sentirsi impotente. Inferiore. Ero solo io in mezzo a tanti, troppi juventini entusiasti e festanti. Il mio sguardo vagava smarrito, incredulo per lo spettacolo che si stava manifestando dinanzi ai miei occhi gonfi di tristezza. Dopo la partita col Chelsea ero deluso ma anche orgoglioso perché avevo visto i miei beneamini reagire. Combattere. E perdere, con l'onore delle armi. Ieri ho visto qualcosa che mi ha portato alla mente incubi mai sopiti di anni bui. Mi ha riportato alla mente il 3-0 dell'anno della retrocessione del 2000. Quando la squadra per mentalità e incapacità entrava in campo già sconfitta quando doveva giocare con le squadre più forti. Mi sono sentito impotente. E dopo una notte insonne come quella dopo che la tua fidanzata di ha lasciato oppure quella dopo che ti è morto un parente lontano, il sole di oggi non mi incita a sfidare il destino e a dirgli: coraggio, combatti, io sono di nuovo pronto e non ho paura. No, la sensazione è quella di chi al destino vuol chiedere un attimo di tregua, una piccola indulgenza. Un favore, una concessione. Che sai il destino non ti darà. E allora lo so. Devo fare uno sforzo più forte e trovate nelle profondità del mio cuore la forza per crederci. Per trasformare queta delusione in esperienza. Cazzo non sono un bambino che hanno sempre fatto vincere e che ora è deluso e smarrito e non sa come affrontare le prossime sfide della vita. Mi avete fatto piangere per questi colori. Mi avete esposto alla gogna e al pubblico ludibrio dei tanti, troppi juventini apolidi presenti intorno a me. Non posso farci niente se non continuare a sostenervi e a farvi capire che essere napoletani per noi significa tante cose. Che i colori che rappresentate vanno difesi a prescindere. Che ci sono nemici da battere sempre. E allora ci credo un po' di più. E penso che in fin dei conti anche domani il cielo sarà sempre blu. Come i miei sogni. Forse non vedo la realta. Forse sono cieco. Ma... meglio essere ciechi e sognare a colori e sapere ancora commuoversi per un trionfo, che vederci e vivere un'intera ita in bianco e nero, senza più capacità di stupirsi per niente perché chi non sa perdere non saprà mai vincere. FORZA NAPOLI. IO - CI - CREDOOOO!
Ettore Buonincontri
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domenica 1 aprile 2012
JUVENTUS-NAPOLI 3-0. I “titolarissimi” affondano senza mai tirare in porta
Un Napoli stanco, svogliato e impaurito gioca una delle peggiori partite dell’era Mazzarri e affonda contro la Juventus: 3-0, reti di Bonucci, Vidal e Quagliarella. Mazzarri si è ostinato anche questa volta a giocare con i “titolarissimi”, lasciando in panchina i tre uomini che erano a tutti apparsi più in forma nelle ultime gare: Fernandez, Dzemaili e Pandev. Lo avevamo scritto e detto in settimana, temendo scelte che non condividevamo. Da sottilineare anche che Hamsik è stato costretto a snaturarsi, essendo stato impiegato in marcatura su Pirlo. Il problema è che a Roma, contro la Lazio, sabato prossimo mancheranno molto probabilmente Maggio, uscito dopo soli 25 minuti, e certamente gli squalificati Zuniga e Gargano. Speriamo che ci sarà comunque il riscatto azzurro.
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: non ha alcuna colpa suI gol di Bonucci e Vidal. Si arrende sul tiro di Quagliarella, tradendo una qualche incertezza. Bravo nello sventare un paio di conclusioni pericolose. VOTO: 5.5
CAMPAGNARO: inguardabile in occasione del gol di Vidal, che fa quasi un balletto indisturbato in area. Per il resto se la stava cavando dignitosamente. VOTO: 5
CANNAVARO: prova a reggere l’impatto con Borriello e Vucinic. Dalle sue parti la difesa tutto sommato regge. Poi non riesce a fermare Quagliarella. VOTO: 5.5
ARONICA: lotta col consueto mestiere, incrociando spesso il talentuoso Vucinic. VOTO: 6
MAGGIO: visibilmente condizionato dai problemi fisici, costretto a uscire al 25°. VOTO: 6 di stima (dal 25°DOSSENA: non demerita, ma non accompagna più la manovra come un tempo sapeva, a tratti, fare. VOTO: 5.5)
GARGANO: interpreta la gara con grande intensità agonistica. Corre anche per Inler e Hamsik. VOTO: 6.5
INLER: più che il Re Leone sembra Tigro, il timido tigrotto amico di Winnie The Pooh. Non corre, prova a dare ordine alla manovra ma con risultati modesti. Non è certo il gladiatore tanto atteso da tutti. VOTO: 4.5 (dal 62°PANDEV: entra tardivamente, con la Juve che, sul vantaggio, chiude tutti gli spazi. VOTO: 5.5)
ZUNIGA: parte sulla sinistra, poi, per l’uscita dal campo di Maggio, si sposta sulla corsia opposta. Diligente, ma la qualità è relativa e la prestanza fisica non è da top player. IMpazzito con quella gomitata. VOTO: 4
HAMSIK: gli viene chiesto di pedinare PIrlo. Ma allora non sarebbe stato meglio chiederlo a Dzemail oppure allo stesso Gargano? Lento e svogliato, sbaglia anche qualche passaggio di troppo; cosa per lui inusuale.VOTO: 5 (dal 72° DZEMAILI: sicuramente meglio dello slovacco. VOTO: 6)
LAVEZZI: dopo una mezzora soporifera, si sveglia un po’ nella parte finale della prima frazione di gara, con un paio di serpentine sulla trequarti. Non è, comunque, il miglio Pocho. VOTO: 5
CAVANI: ripiega sempre in difesa sui calci piazzati avversari, si sacrifica tornando indietro a più riprese. Gli è stato chiesto di fare il difensore. VOTO: 5.5
All. MAZZARRI: sinceramente tante cose non ci sono piaciute. Non ha senso avere una rosa di più di 20 giocatori se devono giocare sempre gli stessi 14, anche quando alcuni di loro sono a terra. E poi chiedere ad Hamsik di marcare Pirlo è una stranezza: più logico, a quel punto, punatre su Dzemaili. VOTO: 4
Antonello e Luca Perillo
LA PAGELLA DI AZZURRISSIMO
DE SANCTIS: non ha alcuna colpa suI gol di Bonucci e Vidal. Si arrende sul tiro di Quagliarella, tradendo una qualche incertezza. Bravo nello sventare un paio di conclusioni pericolose. VOTO: 5.5
CAMPAGNARO: inguardabile in occasione del gol di Vidal, che fa quasi un balletto indisturbato in area. Per il resto se la stava cavando dignitosamente. VOTO: 5
CANNAVARO: prova a reggere l’impatto con Borriello e Vucinic. Dalle sue parti la difesa tutto sommato regge. Poi non riesce a fermare Quagliarella. VOTO: 5.5
ARONICA: lotta col consueto mestiere, incrociando spesso il talentuoso Vucinic. VOTO: 6
MAGGIO: visibilmente condizionato dai problemi fisici, costretto a uscire al 25°. VOTO: 6 di stima (dal 25°DOSSENA: non demerita, ma non accompagna più la manovra come un tempo sapeva, a tratti, fare. VOTO: 5.5)
GARGANO: interpreta la gara con grande intensità agonistica. Corre anche per Inler e Hamsik. VOTO: 6.5
INLER: più che il Re Leone sembra Tigro, il timido tigrotto amico di Winnie The Pooh. Non corre, prova a dare ordine alla manovra ma con risultati modesti. Non è certo il gladiatore tanto atteso da tutti. VOTO: 4.5 (dal 62°PANDEV: entra tardivamente, con la Juve che, sul vantaggio, chiude tutti gli spazi. VOTO: 5.5)
ZUNIGA: parte sulla sinistra, poi, per l’uscita dal campo di Maggio, si sposta sulla corsia opposta. Diligente, ma la qualità è relativa e la prestanza fisica non è da top player. IMpazzito con quella gomitata. VOTO: 4
HAMSIK: gli viene chiesto di pedinare PIrlo. Ma allora non sarebbe stato meglio chiederlo a Dzemail oppure allo stesso Gargano? Lento e svogliato, sbaglia anche qualche passaggio di troppo; cosa per lui inusuale.VOTO: 5 (dal 72° DZEMAILI: sicuramente meglio dello slovacco. VOTO: 6)
LAVEZZI: dopo una mezzora soporifera, si sveglia un po’ nella parte finale della prima frazione di gara, con un paio di serpentine sulla trequarti. Non è, comunque, il miglio Pocho. VOTO: 5
CAVANI: ripiega sempre in difesa sui calci piazzati avversari, si sacrifica tornando indietro a più riprese. Gli è stato chiesto di fare il difensore. VOTO: 5.5
All. MAZZARRI: sinceramente tante cose non ci sono piaciute. Non ha senso avere una rosa di più di 20 giocatori se devono giocare sempre gli stessi 14, anche quando alcuni di loro sono a terra. E poi chiedere ad Hamsik di marcare Pirlo è una stranezza: più logico, a quel punto, punatre su Dzemaili. VOTO: 4
Antonello e Luca Perillo
IL DOMENICO SPORTIVO. Serra: “Il Napoli non lo porti con te…”
Finisco ad uno spettacolo di teatro amatoriale di un’amica, lungo e con contenuti complessi.
Un’associazione benefica col supporto di una chiesa di Ponticelli. Tre ore di risate, musical e lapalissiana Quaresima.
Troppo lungo per non spiare dal cel livescore e aguzzare la vista per leggere la doppietta di Floccari.
Tre esultanze stasera, tre applausi impulsivi, non sincronizzati con un evento certamente nobile.
Dietro di me alcuni chiedevano: ”che sta facenn a Lazio?”… Non ho informato del risultato. Al termine dello spettacolo, pizza e baretti vomeresi.
E mentre mi godo il panorama di Aniello Falcone, immagino l’evento di domani. Probabilmente giocherà Quagliarella. E io finisco per augurargli il meglio, così come alla sua Juventus.
Perché se potessi scegliere, opterei per una serena, stantìa, condizionata dai direttori di gara, sconfitta. Se potessi scegliere, con dignità vorrei vincere il 20 maggio.
Questa città ha bisogno di alzare un trofeo al cielo.
Torno a casa sul tardi. Necessito di informazioni, finisco per accendere il televideo, non lo facevo dai tempi di Pappagone. Il mio occhio cade su una notizia bizzarra: “La Juventus incrocia il Napoli, sognando di tornarsene col Matador”. Questo un po’ il tema.
La risposta l’hanno letta tutti. Giunge lecita la supposizione di un paragone tra Cavani e Quagliarella.
Il primo giura amore ad una città perché ha un figlio napoletano; il secondo scappa da una città lontana dalle sue nobili origini stabiesi, per paure e questioni mai chiarite alla stampa. La gente le motivazioni le conosce. Ognuno si è inventato una sua.
Anche in questo si fa un calciatore, da come accoglie i tifosi, come li sorride, da come abbraccia i compagni, da come sceglie di andare via, da come è lineare il suo comportamento. Mascara è andato via per esempio, ma da campione, da onesto, sincero, preciso e infinito campione. Altri, l’hanno fatto come i ladri. E Napoli non la porti con te.
Domenico Serra
Un’associazione benefica col supporto di una chiesa di Ponticelli. Tre ore di risate, musical e lapalissiana Quaresima.
Troppo lungo per non spiare dal cel livescore e aguzzare la vista per leggere la doppietta di Floccari.
Tre esultanze stasera, tre applausi impulsivi, non sincronizzati con un evento certamente nobile.
Dietro di me alcuni chiedevano: ”che sta facenn a Lazio?”… Non ho informato del risultato. Al termine dello spettacolo, pizza e baretti vomeresi.
E mentre mi godo il panorama di Aniello Falcone, immagino l’evento di domani. Probabilmente giocherà Quagliarella. E io finisco per augurargli il meglio, così come alla sua Juventus.
Perché se potessi scegliere, opterei per una serena, stantìa, condizionata dai direttori di gara, sconfitta. Se potessi scegliere, con dignità vorrei vincere il 20 maggio.
Questa città ha bisogno di alzare un trofeo al cielo.
Torno a casa sul tardi. Necessito di informazioni, finisco per accendere il televideo, non lo facevo dai tempi di Pappagone. Il mio occhio cade su una notizia bizzarra: “La Juventus incrocia il Napoli, sognando di tornarsene col Matador”. Questo un po’ il tema.
La risposta l’hanno letta tutti. Giunge lecita la supposizione di un paragone tra Cavani e Quagliarella.
Il primo giura amore ad una città perché ha un figlio napoletano; il secondo scappa da una città lontana dalle sue nobili origini stabiesi, per paure e questioni mai chiarite alla stampa. La gente le motivazioni le conosce. Ognuno si è inventato una sua.
Anche in questo si fa un calciatore, da come accoglie i tifosi, come li sorride, da come abbraccia i compagni, da come sceglie di andare via, da come è lineare il suo comportamento. Mascara è andato via per esempio, ma da campione, da onesto, sincero, preciso e infinito campione. Altri, l’hanno fatto come i ladri. E Napoli non la porti con te.
Domenico Serra
sabato 31 marzo 2012
Mazzarri: “Ci attendono due finali. I ragazzi ora sono di nuovo al top della forma”
Walter Mazzarri, allenatore del Napoli, ha rilasciato un’intervista a “Napoli Magazine” alla vigilia della sfida di Torino contro la Juventus nella sala stampa del centro sportivo degli azzurri.
- Juve-Napoli, è costretto a fare risultato…
“Quando parlo di crescita intendo far tirare fuori il massimo ai miei ragazzi in ogni partita, lo faremo anche a Torino. Cercheremo di dare tutto per la nostra maglia e per i nostri tifosi”.
- Sarà la 400.a panchina per lei…
“Sono passati tanti anni, ricordo la Primavera del Bologna, successero delle disgrazie, sono stato messono alla prova. E’ stato un bel percorso: sono partito da sotto zero arrivando quasi al massimo, ovvero la Champions, il massimo per un allenatore. Non ci penso tanto, ma un pizzico d’emozione c’è”.
- Napoli in lotta per il terzo posto ed arbitro dello scudetto…
“Noi abbiamo fatto tanto e non si puo’ pensare a questi aspetti. Affrontando per la prima volta la Champions, era impensabile fare qualcosa di piu’ rispetto a quello che stiamo gia’ facendo in campionato. Peccato per i due punti persi col Catania, perche’ avevamo fatto nostra la partita. Non siamo stati tanto fortunati, ma questo e’ un discorso fine a se stesso. Ci attendono due trasferte importantissime contro Juventus e Lazio”.
- Il Napoli e’ la squadra che ha piu’ messo in difficolta’ la Juve, non hanno mai perso…
“Sembrano imbattibili, ma non dobbiamo pensare a questo. Dobbiamo concentrarci sul nostro gioco, poi penseremo al resto. Quello che e’ successo col Catania si e’ verificato all’andata con la Juve. Una squadra forte non puo’ subire rimonte del genere”.
- Recuperano Maggio e Campagnaro…
“Abbiamo avuto la settimana tipo di lavoro, stanno bene. Faro’ le scelte piu’ opportune. Penso di trovare i calciatori che mandero’ in campo al top della forma”.
- Ha provato lo schieramento a zona sui calci d’angolo? Ha visto Juventus-Inter? Bianconeri in difficolta’ con la pressione alta…
“Quando si puo’ si fa sempre questo tipo di atteggiamento. Tutte le squadre soffrono se fai pressing, e’ importante che anche gli attaccanti facciano questo lavoro. Dei calci d’angolo ne ho parlato con Frustalupi. Siamo la terza squadra che ha preso gol sui piazzati, molti subiscono reti del genere, anche piu’ di noi. Questi gol sono arrivati quando inconsciamente ci siamo rilassati essendo in vantaggio. Dobbiamo restare sempre concentrati. Faccio spesso il gesto dello 0-0 dopo il gol fatto, perche’ spesso accade che cala l’attenzione quando siamo in vantaggio”.
- Chi marcherà Pirlo?
“Quello che farò lo vedrete in campo. Pirlo e’ un giocatore che va limitato, ma non e’ che per chiudere Pirlo dobbiamo lasciare liberi Vidal e gli altri”.
- Juventus e Napoli, due trasferte svolta per il terzo posto?
“Non poniamoci dei limiti, sono due finali. Io ci credo. Dopo queste due trasferte, ci saranno 7 gare dove puo’ succedere di tutto. Con i tre punti e’ possibile sempre recuperare. Le affronteremo al massimo”.
- Pandev e Dzemaili stanno dando delle risposte importanti…
“Pandev si e’ fatto trovare pronto, cosi’ come Dzemaili, fermo restando che quelli che sono stati impiegati hanno fatto bene. Ricordo che ai tempi del Bologna c’era un giocatore che entrava e faceva bene, ma sono dati che fanno parte del gioco”.
- La Lazio sta pensando a lei. Lotito ha fatto pubblici apprezzamenti del suo lavoro…
“Il presidente se vuole mi chiama, fermo restando che sto bene dove sono. Fino al 2013 ho un contratto col Napoli che intendo rispettare. Sono concentrato sull’attualità, sulle partite che mi aspettano”.
- Vuole fare un pesce d’aprile alla Juventus?
“Il calcio e’ una cosa seria”.
- E’ stato un bene essere usciti dalla Champions?
“Io sono dispiaciuto di essere uscito dalla Champions, ma e’ anche vero che abbiamo guadagnato delle energie. Dovendo andare a Lisbona, qualcosa avremmo perso. Penseremo al campionato e poi alla finale di Coppa Italia”.
- Juve-Napoli, è costretto a fare risultato…
“Quando parlo di crescita intendo far tirare fuori il massimo ai miei ragazzi in ogni partita, lo faremo anche a Torino. Cercheremo di dare tutto per la nostra maglia e per i nostri tifosi”.
- Sarà la 400.a panchina per lei…
“Sono passati tanti anni, ricordo la Primavera del Bologna, successero delle disgrazie, sono stato messono alla prova. E’ stato un bel percorso: sono partito da sotto zero arrivando quasi al massimo, ovvero la Champions, il massimo per un allenatore. Non ci penso tanto, ma un pizzico d’emozione c’è”.
- Napoli in lotta per il terzo posto ed arbitro dello scudetto…
“Noi abbiamo fatto tanto e non si puo’ pensare a questi aspetti. Affrontando per la prima volta la Champions, era impensabile fare qualcosa di piu’ rispetto a quello che stiamo gia’ facendo in campionato. Peccato per i due punti persi col Catania, perche’ avevamo fatto nostra la partita. Non siamo stati tanto fortunati, ma questo e’ un discorso fine a se stesso. Ci attendono due trasferte importantissime contro Juventus e Lazio”.
- Il Napoli e’ la squadra che ha piu’ messo in difficolta’ la Juve, non hanno mai perso…
“Sembrano imbattibili, ma non dobbiamo pensare a questo. Dobbiamo concentrarci sul nostro gioco, poi penseremo al resto. Quello che e’ successo col Catania si e’ verificato all’andata con la Juve. Una squadra forte non puo’ subire rimonte del genere”.
- Recuperano Maggio e Campagnaro…
“Abbiamo avuto la settimana tipo di lavoro, stanno bene. Faro’ le scelte piu’ opportune. Penso di trovare i calciatori che mandero’ in campo al top della forma”.
- Ha provato lo schieramento a zona sui calci d’angolo? Ha visto Juventus-Inter? Bianconeri in difficolta’ con la pressione alta…
“Quando si puo’ si fa sempre questo tipo di atteggiamento. Tutte le squadre soffrono se fai pressing, e’ importante che anche gli attaccanti facciano questo lavoro. Dei calci d’angolo ne ho parlato con Frustalupi. Siamo la terza squadra che ha preso gol sui piazzati, molti subiscono reti del genere, anche piu’ di noi. Questi gol sono arrivati quando inconsciamente ci siamo rilassati essendo in vantaggio. Dobbiamo restare sempre concentrati. Faccio spesso il gesto dello 0-0 dopo il gol fatto, perche’ spesso accade che cala l’attenzione quando siamo in vantaggio”.
- Chi marcherà Pirlo?
“Quello che farò lo vedrete in campo. Pirlo e’ un giocatore che va limitato, ma non e’ che per chiudere Pirlo dobbiamo lasciare liberi Vidal e gli altri”.
- Juventus e Napoli, due trasferte svolta per il terzo posto?
“Non poniamoci dei limiti, sono due finali. Io ci credo. Dopo queste due trasferte, ci saranno 7 gare dove puo’ succedere di tutto. Con i tre punti e’ possibile sempre recuperare. Le affronteremo al massimo”.
- Pandev e Dzemaili stanno dando delle risposte importanti…
“Pandev si e’ fatto trovare pronto, cosi’ come Dzemaili, fermo restando che quelli che sono stati impiegati hanno fatto bene. Ricordo che ai tempi del Bologna c’era un giocatore che entrava e faceva bene, ma sono dati che fanno parte del gioco”.
- La Lazio sta pensando a lei. Lotito ha fatto pubblici apprezzamenti del suo lavoro…
“Il presidente se vuole mi chiama, fermo restando che sto bene dove sono. Fino al 2013 ho un contratto col Napoli che intendo rispettare. Sono concentrato sull’attualità, sulle partite che mi aspettano”.
- Vuole fare un pesce d’aprile alla Juventus?
“Il calcio e’ una cosa seria”.
- E’ stato un bene essere usciti dalla Champions?
“Io sono dispiaciuto di essere uscito dalla Champions, ma e’ anche vero che abbiamo guadagnato delle energie. Dovendo andare a Lisbona, qualcosa avremmo perso. Penseremo al campionato e poi alla finale di Coppa Italia”.
Addio a Franco Mancini: difese la porta del Napoli negli anni difficili tra il 2000 e il 2003
Morto, improvvisamente, Franco Mancini, portiere del Napoli dal 2000 al 2003 e della Salernitana dal 2006 al 2007. Aveva solo 43 anni, ed è stato stroncato, forse, da un infarto a Pescara dove svolgeva il ruolo di preparatore dei portieri nella squadra di Zeman che è al secondo posto nella classifica di B.
Mancini si trovava nella sua abitazione in via Gobetti, in pieno centro. L’allarme è scattato dopo le 17 quando è rientrata in casa la moglie, con un’amica, e ha scoperto il marito agonizzante. Ha chiamato subito il 118, i sanitari sono arrivati sul posto, ma non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo. In via Gobetti si sono presto radunati gli uomini del Pescara, dirigenti, sanitari e altri tecnici.
Mancini era nato il 10 ottobre 1968 a Matera. Proprio con la squadra della sua città ha iniziato la carriera tra i pali. Si è spostato a Bisceglie nel 1987, una breve parentesi, perché si è affermato a Foggia. È stato il portiere dei rossoneri di Zeman per tanti anni. A Foggia ha giocato otto anni contribuendo alla promozione in serie A e diventando uno dei pilastri di Zemanlandia. Nella passata stagione, a Foggia, era tornato a lavorare con Zeman, che ha sempre considerato il suo mentore calcistico. E la scorsa estate lo aveva seguito a Pescara.
(fonte Corriere del Mezzogiorno)
Mancini si trovava nella sua abitazione in via Gobetti, in pieno centro. L’allarme è scattato dopo le 17 quando è rientrata in casa la moglie, con un’amica, e ha scoperto il marito agonizzante. Ha chiamato subito il 118, i sanitari sono arrivati sul posto, ma non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell’uomo. In via Gobetti si sono presto radunati gli uomini del Pescara, dirigenti, sanitari e altri tecnici.
Mancini era nato il 10 ottobre 1968 a Matera. Proprio con la squadra della sua città ha iniziato la carriera tra i pali. Si è spostato a Bisceglie nel 1987, una breve parentesi, perché si è affermato a Foggia. È stato il portiere dei rossoneri di Zeman per tanti anni. A Foggia ha giocato otto anni contribuendo alla promozione in serie A e diventando uno dei pilastri di Zemanlandia. Nella passata stagione, a Foggia, era tornato a lavorare con Zeman, che ha sempre considerato il suo mentore calcistico. E la scorsa estate lo aveva seguito a Pescara.
(fonte Corriere del Mezzogiorno)
giovedì 29 marzo 2012
Cavani: “Orgoglioso che mio figlio sia napoletano. Voglio Coppa Italia e classifica marcatori”
Il bomber del Napoli, EdinsonCavani, è intervenuto ai microfoni di Marte Sport Live: “Domenica sarà una partita molto sentita per l’intera città. Mio figlio poi, essendo napoletano, mi fa vivere la partita in modo speciale. “El botija”? è un soprannome datomi da piccolo: cerco di fare la mia vita e seguire ciò in cui credo sempre.
Esordio di Bautista al San Paolo? È molto bello per me che sia nato a Napoli; è napoletano e lo dirà con tanto orgoglio. Tutti mi hanno accolto benissimo in questa città; non finirò mai di provare affetto per questo popolo. Mi dimostrano il loro amore sempre, al di là del personaggio che posso essere; ogni volta che metto piede in campo mi emoziono e sono felice.
I numeri? Sto migliorando perché lavoro bene e raccolgo i frutti del mio lavoro: sto raccogliendo esperienze uniche qui, non voglio pensare al passato ed al futuro; non si sa mai cosa può succedere; ciò che cerco è dare il massimo per il Napoli e continuare a lavorare per questa società. Certamente la posizione influisce sul mio rendimento, ma io ho cambiato modo di pensare e giocare quando sono approdato a Napoli.
Parole dure dopo la gara di Catania? Tutti vogliamo vincere, non ho mai pensato che i miei compagni abbiano smesso di volerne. Io ho sempre voglia di vincere, dal momento che apro gli occhi e guardo la mia famiglia: quelle parole servono a scuotere tutti noi, che siamo giovani e dobbiamo migliorarci. Io tra i migliori? Forse, ma non ora. Lavoro per essere il migliore tra i miei amici e per la mia famiglia.
Il premio a Mazzarri? Quello che ha fatto il mister è qualcosa di incredibile: è riuscito a portare avanti un gruppo composto da persone con caratteri diversi; prima non lo conoscevo, ma adesso posso dire che è stato fondamentale per la mia crescita. Legrottaglie? In campo nemmeno gli ho parlato. Ci siamo incontrati dopo la partita: al di là che sia evangelico e credente, sono molto realista e cerco di portare i miei concetti ed insegnamenti nel mondo in cui vivo. Penso ad oggi, al momento che stiamo vivendo. Lavoriamo bene e domenica cercheremo di fare risultato.
L’esperienza in Champions? Unica. Regala motivazioni incredibili giocare contro le squadre più forti del mondo; cercare il terzo posto è importante per noi. Il mio futuro? Non dipende dalla Champions: sono felice qui, ma se vedo che la gente mi è vicina ed ama me la famiglia, non posso chiedere altro. Mi salutano, mi riconoscono e quasi “ringrazio” i ladri che mi hanno fatto trasferire in un posto magnifico. Quando esco di casa so che le persone vogliono salutarmi e ne sono consapevole, dedico loro parte del mio tempo.
Coppa Italia? Ci tengo tantissimo. Ma prima c’è il campionato. Rigori e capocannoniere? Ci penso a vincere questo titolo; direi una bugia se dicessi il falso. Ci tengo a vincerla per continuare a fare bene. Voglio lasciare un ulteriore ricordo a questa gente.
Rigori? Hai sempre il 50 % di possibilità di segnare o meno; posso sembrare permaloso nel dare questa risposta, ma credo che i portieri studiano noi attaccanti e i nostri modi di calciarli. Io continuerò a tirarli per dare un contributo alla mia squadra.
Juventus? Cercheremo di vincere per regalare ancora un emozione ai nostri tifosi. Curiosità? Amo gli uccelli e le api (ride ndr); se volete consigli posso darvene! I 3 gol dello scorso anno? Li porterò sempre dentro di me. Vivo per lasciare ricordi e vorrei lasciarne ancora al popolo napoletano. Champions? Barcellona o Bayern. Campionato? Milan. Juventus- Napoli? Napoli!”.
Esordio di Bautista al San Paolo? È molto bello per me che sia nato a Napoli; è napoletano e lo dirà con tanto orgoglio. Tutti mi hanno accolto benissimo in questa città; non finirò mai di provare affetto per questo popolo. Mi dimostrano il loro amore sempre, al di là del personaggio che posso essere; ogni volta che metto piede in campo mi emoziono e sono felice.
I numeri? Sto migliorando perché lavoro bene e raccolgo i frutti del mio lavoro: sto raccogliendo esperienze uniche qui, non voglio pensare al passato ed al futuro; non si sa mai cosa può succedere; ciò che cerco è dare il massimo per il Napoli e continuare a lavorare per questa società. Certamente la posizione influisce sul mio rendimento, ma io ho cambiato modo di pensare e giocare quando sono approdato a Napoli.
Parole dure dopo la gara di Catania? Tutti vogliamo vincere, non ho mai pensato che i miei compagni abbiano smesso di volerne. Io ho sempre voglia di vincere, dal momento che apro gli occhi e guardo la mia famiglia: quelle parole servono a scuotere tutti noi, che siamo giovani e dobbiamo migliorarci. Io tra i migliori? Forse, ma non ora. Lavoro per essere il migliore tra i miei amici e per la mia famiglia.
Il premio a Mazzarri? Quello che ha fatto il mister è qualcosa di incredibile: è riuscito a portare avanti un gruppo composto da persone con caratteri diversi; prima non lo conoscevo, ma adesso posso dire che è stato fondamentale per la mia crescita. Legrottaglie? In campo nemmeno gli ho parlato. Ci siamo incontrati dopo la partita: al di là che sia evangelico e credente, sono molto realista e cerco di portare i miei concetti ed insegnamenti nel mondo in cui vivo. Penso ad oggi, al momento che stiamo vivendo. Lavoriamo bene e domenica cercheremo di fare risultato.
L’esperienza in Champions? Unica. Regala motivazioni incredibili giocare contro le squadre più forti del mondo; cercare il terzo posto è importante per noi. Il mio futuro? Non dipende dalla Champions: sono felice qui, ma se vedo che la gente mi è vicina ed ama me la famiglia, non posso chiedere altro. Mi salutano, mi riconoscono e quasi “ringrazio” i ladri che mi hanno fatto trasferire in un posto magnifico. Quando esco di casa so che le persone vogliono salutarmi e ne sono consapevole, dedico loro parte del mio tempo.
Coppa Italia? Ci tengo tantissimo. Ma prima c’è il campionato. Rigori e capocannoniere? Ci penso a vincere questo titolo; direi una bugia se dicessi il falso. Ci tengo a vincerla per continuare a fare bene. Voglio lasciare un ulteriore ricordo a questa gente.
Rigori? Hai sempre il 50 % di possibilità di segnare o meno; posso sembrare permaloso nel dare questa risposta, ma credo che i portieri studiano noi attaccanti e i nostri modi di calciarli. Io continuerò a tirarli per dare un contributo alla mia squadra.
Juventus? Cercheremo di vincere per regalare ancora un emozione ai nostri tifosi. Curiosità? Amo gli uccelli e le api (ride ndr); se volete consigli posso darvene! I 3 gol dello scorso anno? Li porterò sempre dentro di me. Vivo per lasciare ricordi e vorrei lasciarne ancora al popolo napoletano. Champions? Barcellona o Bayern. Campionato? Milan. Juventus- Napoli? Napoli!”.
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