Credo di essere malato. Rammento lenti giorni d’agosto, in riva al mare, a leggere il libro di turno sorseggiando granita al limone
addolcita con tassoni, mentre il bagnante non campano di turno chiedeva in prestito il mio quotidiano rosa, confondendolo con la
Gazzetta dello sport; rammento le sue mediatrici risposte del tipo “il Sole che?”.
Mi viene in mente il goal di Guana al Manuzzi di Cesena, a quel sobrio
tifoso che annullava ogni esultanza con un arrogante dito medio in primo
piano, da tutti condannato, da tutti idolatrato.
Credo di essere malato, per la mia temperatura corporea aumentata prima
di una sfida del Napoli, per la pelle d’oca ad una finta del Pocho, per
un tremore irragionevole che sia Cesena o Milan.
E ad ogni modo, Manchester potrebbe anche essere una ripetizione del trofeo Gamper, Napoli se ne frega.
“Alè, alè, oh oh, alè, alè, oh, oh. Sono pazzo di te, innamorato di te e
mai ti lascerò”. Ascolto un coro di una fede calcistica che mancava da
anni, di un popolo che chiede aiuto, che cerca punti di riferimento, che
ha voglia di riscatto, che chiede spazio anche mediatico, che nasconde
in un coro un richiamo fatto di speranza.
Ci sono società che comprano le emozioni con galloni di petrolio,
vestiti giacca e cravatta per rendere credibile il criptico trucco
colonizzatore, iniettandosi nella cultura anglosassone come se fossero
virus. Qui l’ingresso è dalla porta principale, da Castelvolturno, da
stadi in terreno e palloni ovali, da sudore e calci di tacchetti
consumati, da maglie senza nomi alle spalle.
Il calcio da queste parti è una filosofia. Questa è una delle pochissime
metropoli al mondo che non è calcisticamente divisa. Sarebbe
improponibile. Siamo uniti in un tunnel a cantare
semplici inni, con centinaia di voci di ragazzini, donne, uomini, di un
popolo che cerca riscatto, che si indebita per tifare, per avere
qualcosa in cui credere; siamo uniti sulle nostre poltrone tifando per
la stessa squadra, datore e dipendente, poliziotto e ladro, marito e
suocera, tradito e amante, padre e figlia. Siamo tornati uniti, cantando
ciò che la storia scritta dai Savoia ha cercato di cancellare.
Il calcio non è più un semplice sport, non qui.
Ma la nostra forza deve restare questa, presenti ma regali, ordinati
come la Partenope greca, ma sudamericani come il suo cuore disperato e
danzante; un pubblico rumoroso, ma pulito come le sue strade, un
pubblico malato, malato come me.
Domenico Serra
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martedì 13 settembre 2011
mercoledì 26 gennaio 2011
Venerato: "Ruiz è questione di ore. Il City offrì 12mln a dicembre"
Ciro Venerato, giornalista Rai ed esperto di calciomercato ha rilasciato alcune considerazioni ai microfoni di "Si gonfia la rete" in onda su Radio Crc. Ecco quanto evidenziato da TuttoNapoli.net: " Ruiz al Napoli è veramente questione di ore, i legali stanno riscrivendo il contratto in spagnolo, ed a questo è dovuto il ritardo della chiusura della trattativa. Ruiz è comunque del Napoli al mille per mille, credo verrà convocato da Mazzarri per la sfida intrasettimanale col Chievo Verona, per poi inserirlo gradualmente in squadra. Ogbonna potrà tornare nei piani azzurro credo a giugno non ora, per Britos la situazione è complicata credo sarà difficile un affare dell'ultim'ora. La Lazio ha offerto al Napoli Stendardo in prestito, ma Bigon ha rifiutato la proposta. Smentisco l'interessamento per Legrottaglie, il difensore andrà al Bari. Il Napoli cerca di convincere inoltre Galliani a cedere Papastathopoulos per rimpiazzare l'eventuale partenza di Fabiano Santacroce. L'Atalanta ha chiesto una cifra spropositata per Barreto, si parla di 10 milioni di euro ed il Napoli in questo momento non è intenzionato a spendere tanto per il centrocampista orobico. Credo comunque che la società partenopea abbia per giugno una prelazione per l'acquisto di Inler. Sulla trattativa Ruiz inoltre va fatto un plauso al mediatore Filippo Fusco, a dicembre il Napoli ha rischiato di perdere il nazionale iberico per mano del Manchester City. La squadra inglese formulò un' offerta all'Espanyol di 12 milioni di euro, ma Fusco ha fatto di tutto affinchè la giovane promessa approdasse in maglia azzurra.
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