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giovedì 9 giugno 2011

Zamparini: "Tempo fa il Napoli mi inviò un "pizzino" per Pastore"

"Un mese fa De Laurentiis mi scrisse un bigliettino chiedendomi di Pastore, eravamo all'assemblea di Lega. Era un "pizzino" ed io sotto gli ho risposto di no". Nel giorno del suo compleanno, Maurizio Zamparini, patron del Palermo, interviene a Radio Gol (Radio Kiss Kiss Napoli) per svelare la richiesta del Napoli per il fantasista rosanero, e racconta: "Certo, con 50 milioni si tratta! Ma non credo che De Laurentiis sia un pazzo. In ogni caso escludo movimenti di mercato tra Napoli e Palermo. Nocerino? Il Napoli, in questo caso, non mi ha inviato alcun bigliettino. Comunque mi pare che Inler, Criscito e Donadel siano grandi colpi. I nostri obiettivi per il prossimo campionato? Cercheremo di stazionare in quella zona che va dal terzo al decimo posto, la concorrenza sarà forte. Il calcio scommesse? Mi sembra una bolla di sapone ed un affare messo in piedi da quattro sfigati. Le società si sarebbero arricchite con un sistema così, invece mi sembrano ancora indebitate".

Certo che De Laurentis è proprio un grande presidente ogni giorno mi stupisce sempre di più in positivo grande presidè

Fonte: Tuttomercatoweb

martedì 7 dicembre 2010

Confronto vinto! La rivincita di Cavani contro il suo passato...

Uno scatto sul filo del fuorigioco, un errato posizionamento di Balzaretti che ha permesso a Edinson Cavani di partire in posizione regolare e servire a Maggio un pallone da spingere solo in rete. Ancora lui, ancora una volta: El Matador decisivo per il successo del Napoli. Questa volta il capocannoniere della Serie A non l'ha buttata dentro, ma è risultato comunque decisivo con un assist all'ultimo respiro che ha regalato al Napoli tre punti meritati e il terzo posto in classifica.
Gara particolare quella di ieri sera per l'attaccante uruguaiano, contro quel Palermo che ha fatto conoscere le sue gesta e qualità al mondo, salvo poi decidere cederlo la scorsa estate. 
Edinson Cavani passa al Napoli lo scorso 17 luglio, ma il suo addio al club siciliano era già stato scritto sette mesi prima. L'aggressione nel periodo natalizio subito dal centravanti sudamericano fu il preludio per l'addio concretizzato in estate. 
Una situazione che scosse non poco Cavani, il quale tramite il suo agente fece sapere di voler cambiare aria. Da lì una trattativa sotto traccia con il Napoli, emersa solo quando le tre parti avevano già definito l'accordo.
Ieri la sua prima gara contro gli ex compagni di squadra, contro un Pastore che nel frattempo ha preso in mano le chiavi del Palermo a suon di giocate e gol. Piacevole da vedere e utile al collettivo, El Flaco è il nuovo oro di Palermo, un fuoriclasse che Zamparini è pronto a liberare solo dinanzi a offerte astronomiche. 
La sfida al San Paolo era quindi servita: Cavani contro il suo passato, ma ancor più, Cavani contro il calciatore che ha preso il suo posto nel cuore dei tifosi rosanero. 
Un confronto che preannunciava spettacolo, ma che in realtà non è riuscito a render pieno merito alle qualità dei due calciatori. Non c'è dubbio comunque su chi ne sia uscito vincitore: si tratta proprio di quel Edinson Cavani che come al solito ha dato un mano decisiva alla casa partenopea: corsa, sacrificio, presenza costante in zona gol e assist decisivo. Dall'altro lato invece c'era un Pastore sottotono francobollato da un Pazienza che come unico compito aveva quello di limitare le iniziative dell'argentino. Operazione perfettamente riuscita, con Pastore che non è riuscito nemmeno ad avvicinarsi a una prestazione quantomeno sufficiente
Cavani-Pastore 1-0, appuntamento al 23 aprile per la rivincita...


Fonte:tuttomercatoweb

lunedì 6 dicembre 2010

Mazzarri: "Napoli-Palermo sfida affascinante. Pastore? Mi tengo stretto Lavezzi, è indispensabile"

Walter Mazzarri parla alla vigilia della sfida con il Palermo. : “Mancano ancora tante giornate al termine del campionato, non si tratta certo di una partita spartiacque. E’ affascinante perché si affrontano due squadre che si somigliano. Pure i rosanero esprimono un bel calcio - riporta Radio Marte - si basa molto sulle ripartenze perché ha giocatori di talento abbastanza giovani. Siamo due belle realtà del nostro calcio e facciamo divertire la gente che ha voglia di venire allo stadio”. Tante le individualità“A me sinceramente non interessano, io penso al Napoli. I risultati arrivano grazie al collettivo che è messo bene in campo”.
Uno scambio tra Lavezzi e Pastore non intriga Mazzarri“Mi tengo stretto il mio, è indispensabile. Abbiamo un tridente forte con Cavani e Hamsik. Non invidiamo nessuno, sono contento di quelli che ho”.
Il Napoli è reduce dal 3-3 di Utrecht: “Gli olandesi non hanno mai perso in casa, neanche con il Liverpool. Il pareggio dà forza e convinzione ma io già lo sapevo. Ad Udine siamo stati condannati dagli episodi, basta ricordare la prodezza di Totò Di Natale in occasione del secondo gol. Ci arriviamo nel modo giusto. C’è un po’ di stanchezza per il viaggio, ma io vedo bene la squadra, è in salute. Dobbiamo essere più attenti dietro e adottare alcuni accorgimenti in difesa. Non è un problema solo di reparto, la fase difensiva deve partire dagli attaccanti. Dobbiamo essere più meticolosi e attenti. Bisogna curare il particolare, non conosco altra ricetta”.
Napoli-Palermo è una sfida tra outsiders per la Champions. La formazione è scontata“Chiarisco il concetto di titolarissimi. Abbiamo un impianto collaudato e all’inizio mi affidavo a loro perché li conoscevo meglio e gli altri si dovevano integrare. Adesso vedo soltanto lo stato di forma e le scelte sono più alla pari. Pazienza aveva un affaticamento muscolare e non è venuto in Olanda per questo. Oggi lo verifico, Aronica è fuori da 25 giorni. E’ guarito clinicamente, però lo guardo in allenamento e devo capire se ha una condizione accettabile per cominciare dall’inizio contro avversari come Pastore, Ilicic, Miccoli. Su lui andrei più cauto. Yebda? Oramai è una realtà - riporta Radio Marte - sta dando delle garanzie importanti, è uno di quelli che mi dà più certezze. E’ diventato un giocatore importante. E’ vicino al concetto di titolarissimi. Uno tra lui e Gargano, parte dall’inizio. Deciderò solo alla fine. Maggio sta bene, Dossena è in ballottaggio con Vitale, ma è favorito. I tre davanti? Anche Ibrahimovic, Allegri non lo avvicenda mai. Cavani? Al di là di quello che sta facendo in fase realizzativa, e non era facile pensarlo, è uno degli attaccanti che mi piace di più. E’ moderno, aiuta i compagni, si sacrifica e ha le qualità atletiche per poterlo fare. Dà grande equilibrio tattico. Non so se è il più forte del campionato, ci sono campionissimi. E’ giovane e sta disputando la migliore annata della carriera, al momento è sicuramente il più in forma”.
La partita sarà molto combattuta“E’ aperta ad ogni risultato, Rossi è molto bravo. E comunque per curare la fase difensiva c’è bisogno di tempo, l’allenatore – in questo caso – incide molto meno perché non lavora più sul campo. Sacchi diceva che la tattica difensiva non può mai essere scontata, bisogna ripeterla in continuazione, altrimenti i giocatori se la dimenticano. Basta poco per prendere un gol, è una questione di centimetri a volte. Non credo sia una questione di qualità dei singoli, la scorsa stagione ci ho lavorato tanto e il miglioramento c’è stato. Campioni come Chiellini e Nesta sono abituati a giocare ogni tre giorni, hanno uno spessore fisico e mentale talmente importante che se sono all’80% fanno la differenza. Non bisogna scandalizzarsi se dico questo, la forza di un gruppo è capire anche i propri limiti”.
Il Napoli continua a reagire dopo un gol preso“Ci sciogliamo dopo aver preso un cazzotto, ultimamente non è andata così. Cito la partita di Cagliari, dove abbiamo imposto il nostro gioco, ma anche Udine: siamo partiti bene e forse non ci aspettavamo lo svantaggio. Anche ad Utrecht abbiamo segnato prima noi, poi abbiamo subito il pareggio e i nostri avversari si sono rinfrancati”.
La gente si chiede se il Napoli sta crescendo: “Non è vero che non maturiamo mai. Dipende sempre dai presupposti. Se volessimo il primo posto, allora la maturazione non ci sarebbe. Non dimentichiamo che siamo terzi in classifica. Le aspettative sono fondamentali. Da quando sono arrivato io, i miglioramenti ci sono. Siamo ancora in corsa in Europe League e siamo l’unica italiana che può passare il turno. Ma bisogna avere equilibrio nei giudizi. Noi abbiamo perso in due campi difficilissimi in trasferta contro Lazio e Udinese. Entrambe sono state partite strane perché non meritavamo. Abbiamo perso poi con il Chievo che è una delle realtà di questa serie A, basta vedere il pareggio di ieri con la Roma e contro il Milan che è primo in classifica. Serve serenità. Dal nostro pubblico mi aspetto quello che fanno sempre. Vogliono vedere un Napoli che gioca e che lotta. Noi lo facciamo sempre. Vorrei che ci aiutassero, il loro sostegno può essere fondamentale”.

sabato 4 dicembre 2010

Cavani: "Pastore, con noi, infiammerebbe Il San Paolo. Mio figlio nascerà qui, Napoli la sento mia"

Sul trono d’Europa c’è lui, adesso. C’è un campione vero, che segnando una tripletta all’Utrecht, ha permesso al Napoli di essere l’unica squadra italiana rimasta ancora in corsa per l’Europa League. Lui, è Edinson Cavani, l’idolo del popolo napoletano, il giovane talento che dispensa reti e sorrisi allo stesso modo.
Partiamo da Utrecht e dalla sua tripletta che tiene in piedi le voglie europee di un’intera città. Contro la Steaua Bucarest vi giocherete il passaggio ai sedicesimi di finale: siete pronti, Cavani?
«Giocarlo al San Paolo, lo scontro diretto, aumenta le nostre possibilità di vittoria. Ma il calcio è strano, basti rivedere la partita di Utrecht per averne la conferma».
 
L’ennesima rimonta che evidenzia il carattere di questa squadra non nuova ad imprese del genere: è così?
«Sì, siamo consapevoli delle nostre forze e della determinazione che distingue ciascuno di noi. Questo gruppo è molto unito ed è qualitativamente importante. Provarci fino all’ultimo secondo è un tipo di mentalità che ci ha trasmesso Mazzarri ed il suo staff».
 
Lei è il capocannoniere insieme con Eto’o: che effetto le fa stare lassù?
«Mi fa piacere, certo, ma quello che mi interessa di più sono le vittorie della squadra e la possibilità di migliorarci».
 
É un Napoli da Champions League?
«Siamo al terzo posto e, dunque, per adesso ci siamo dentro. La meritiamo questa classifica per la continuità che stiamo dando ai risultati e per il rendimento dei singoli».
 
Eto’o e Ibrahimovic: chi dei due potrebbe essere il suo antagonista per la classifica dei cannonieri?
«Sono due grandi campioni, ma Eto’o vive in funzione del gol ed è un attaccante vero».
 
Tra Nazionale, Europa League e campionato lei è già a quota 20 gol segnati: come giudica questo momento?
«E’ un periodo particolare, sicuramente, non solo per le reti che sto realizzando, ma anche per questioni familiari: mia moglie ed io aspettiamo un bambino e questa novità mi sta facendo trovare la carica necessaria per completare la mia crescita professionale».
 
Perché ha scelto di far nascere suo figlio a Napoli?
«Semplice, noi siamo credenti e fedeli, il bambino l’abbiamo concepito qui ed è giusto che nasca qui».

Ricorda che cosa fu detto il giorno in cui decise di lasciare Palermo per venire a Napoli? Delio Rossi e Miccoli dissero che non avrebbe fatto il salto di qualità…
«Ognuno può dire ciò che vuole, ma la verità la conosco soltanto io: sulla scelta di Napoli non ho mai avuto dubbi. Dopo 4 anni sentivo la necessità di trovare nuovi stimoli. C’era stato qualche contatto con Inter e Tottenham, ma l’unica proposta concreta fu quella di De Laurentiis».
 
Lunedì sera c’è Napoli-Palermo, un insieme tra passato e presente. Ritroverà Javier Pastore, un altro talento: lo vedrebbe bene in questo Napoli?
«Se giocasse qui, la gente impazzirebbe. Ha corsa e qualità tecniche indiscutibili. Lo vedrei bene in questo Napoli».
 
Al suo fianco, oggi, gioca un altro campione: Lavezzi…
«Il Pocho lavora tantissimo per me, sono passato da un grande giocatore come Pastore ad un altro grande come Lavezzi. Ce ne sono di bravi nel Napoli, ma il Pocho è unico».
 
Qual è la differenza tra Mazzarri e Delio Rossi?
«Col primo, agisco più vicino alla porta. Una posizione che prediligo».
 
E tra Zamparini e De Laurentiis?
«Direi nessuna, sono molto simili, vulcanici. Tra l’altro, penso che siano amici e questo rapporto ha fatto sì che arrivassi a Napoli».
 
Napoli e i suoi problemi, non ultimo quello dei rifiuti: come vive lei questo problema?
«Male, certo. Napoli è uno dei posti più belli d’Italia. Mi dispiace, perché la sento come la mia città, adesso».
 
Che cos’è Dio per un credente come lei?
«L’entità che mi ha trasmesso certi valori che m’impongo il rispetto per il prossimo. Credere, mi fa sentire sereno, allontana da me l’intenzione di fare del male. Ma sono una persona, che scherza e ride. Non mi piace che si possa pensare che sia un musone solo perché credente. Il mio obiettivo non è diventare un fenomeno o l’uomo più ricco del mondo: voglio essere innanzitutto una persona perbene che in campo, però, un po’ si trasforma…».

venerdì 19 novembre 2010

Pastore: "Napoli club storico. Il pocho è un grande"

Per una volta intervistato dai suoi fans, il talento del Palermo, Javier Pastore, ha parlato a ruota libera delle sue aspettative, dei suoi sogni e di come vive il presente. La redazione di Mediagol.it riporta l’intervista rilasciata dal campione argentino.

Come ti sei sentito quando Maradona ti ha definito un maleducato del calcio?
E’ stata una cosa incredibile essere chiamato così da una persona come Maradona. Sono molto felice che lui confidi in me”.

Ti piacerebbe giocare nel Napoli che fu di Maradona e che oggi è di Lavezzi, oppure nel Milan?
“E’ un grande club che ha molta storia nel calco italiano e poi il Pocho Lavezzi è un gran giocatore non mi dispiacerebbe poter giocare con lui. Anche il Milan è un altro club con tantissima storia, vedremo”.

Che ti manca dell’Argentina?
“Molto. E’ chiaro che è il paese dove sono nato e cresciuto e dove ho passato tutta la mia infanzia. Mi manca tutto del mio paese: la mia famiglia e miei amici. Ma in Italia sto bene”.